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L'Alba dei Re


Sir. Soccio
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Le Terre Selvagge non sono per gente semplice. Le Terre Selvagge vi divoreranno ancora prima che ve ne possiate accorgere. La litania che Sir. Ferguson, un fabbro di Brezel nonché vostra guida, era solito ripetere ad ogni errore risuona ancora nelle menti.

E così vorreste dirigervi a Storasta? Il suo cadevere, adagiato nella penombra, poco distante dal focolare, è bianco come la neve solcata da fiumi color viola: le vene emergono a causa dell’ipotermia alla quale il corpo è esposto dal pomeriggio precedente.  Non dovete allontanarvi né toccare nulla, o non vi rivedremo più. Chi avrebbe potuto dirlo, un essere così fiero ed imponente sconfitto da una minuscola creatura. Le vene, nascenti dal suo collo, tracciando un disegno osceno lungo i suoi arti che sembra ricordare lo stesso serpente, un Cromantix Nero, che l’ha morso. Un beffardo scherzo della natura. L’ultimo giocato a Ferguson. Tutto a Drezen ha un prezzo. Dieci monete d’oro e vi accompagnerò.

Drezen, con le sue mura in pietra ocra ed i chioschi del mercato, sembra appartenere ad un lontano passato. Solo tre lune vi separano dai profumi delle spezie che si dipanano lungo le sue vie, eppure ora sono così distanti nella memoria, come fosse stato un sogno. Spinti dalla disperazione, potreste giurare di vedere, là in fondo, nella profondità della notte, le sue cupole verdi scintillare sotto le stelle. Quelle sono le figlie di Alastar, saranno le nostra guida.

Il buon Ferguson (possano gli Dei avere pietà della sua anima) aveva ragione: le Terre Selvagge non sono per gli sprovveduti. Ed ora che fare? Il buio vi circonda, quasi fosse delle mura opprimenti, ma al contempo sicure al pensiero di quali bestie possano nascondersi in agguato appena oltre.

Il vento soffia leggero alzando la sabbia sotto i vostri stivali ed accarezzandovi il volto. Il fuoco schioppetta con i ceppi trovati nelle vicinanze, cadaveri anch’essi di una vegetazione che un tempo doveva essere rigogliosa, sbuffando fumo color sangue che si perde nell’infinità della notte.

Quali che siano affari con questo Lord Rayder a Storasta, non mi riguardano.

Immagine

Spoiler

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 Spoiler per tuti

Spoiler

Pubblicate un spoiler contenente la biografia del personaggio e, se possibile, una illustrazione dello stesso. Come avrete intuito dal prologo, mi vi siete riuniti per compiere questo viaggio al fine di incontrare questo "Lord Rayder" a Storasta poiché avrebbe una missione da affidarvi (dietro compenso, naturalmente). Non vi conoscete e siete liberi di inventare a proprio piacimento il modo in cui avete ricevuto l'invito dal Lord. Tenete solo conto che nessuno l'ha mai incontratodi persona. 

 

Mappa

Spoiler

Vi trovate nel bel mezzo del deserto, a metà strada tra Drezen ed Iz (in alto verso destra)0d8d8b0dd5cb8d9c3444b2d9750286c7.thumb.jpg.c704166e150cd9bd5bf680347002c515.jpg

 

 

Edited by Sir. Soccio
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Dagobert

@descrizione

Spoiler

Ritratto

Dagobert è ora un Mantorosso proveniente dalla foresta di Verduran. La sua razza esotica, proveniente dal remoto continente di Tian Xia, nasconde il fatto che nella sua vita precedente egli era un umano. Il colore innaturalmente intenso del pelo varia dal rosso fuoco al bianco del volto al nero degli arti.

Indossa abiti di tela leggeri,adattati in qualche modo alla sua piccola stazza e alle proporzioni diverse da quelle di un halfling o di uno gnomo. Porta con se un grande zaino su cui si posa spesso il suo famiglio, un gufo di nome Arne, piuttosto tranquillo e silenzioso.

Di carattere piuttosto sereno, cerca di vedere il lato positivo anche nei momenti di difficoltà. La sua indole socievole e curiosa lo portano a cercare di fare amicizia con le persone nonostante il suo aspetto bizzarro.

*Se solo fossi stato in grado si salvare Ferguson... A che servono questi poteri se non posso salvare la vita della nostra guida? Certo sapevamo tutti a cosa saremmo andati incontro con questo viaggio. Spero che la sua anima possa trovare riposo sereno.*

Penso mentre preparo la cena sul falò allestito da poco. Dopo la morte della nostra guida presto molta più attenzione all'ambiente circostante: ogni tanto mando Arne, il mio gufo, a fare un giro di perlustrazione.

"Spero che il pasto vi piaccia" dico agli altri mentre servo la zuppa di erbe e verdure trovate nella zona e un po' di cacciagione "Ho purificato sia il cibo che l'acqua con un paio di incantesimi, giusto per essere sicuri."

Mi siedo sul mio sacco a pelo già steso a terra appoggiandomi al grande zaino che mi porto sempre dietro.

"Non abbiamo avuto molte occasioni di parlare, specie dopo la disgrazia capitata a Ferguson. Sembra che dovremo cavarcela da soli finché non arriviamo a Drezen quindi che ne dite di fare un po' conoscenza? Mi chiamo Dagobert, o almeno questo era il mio nome un tempo. Non sono nato con questa forma se ve lo state ancora chiedendo, ma nella mia vita precedente ero un umano anche se privo di questi poteri. Pare che Lord Rayder si sia ricordato dei miei servigi presso suo padre anni fa, anche se non pensavo mi avrebbe mai contattato. Sono convinto che per sopravvivere in queste terre ci sia bisogno di fiducia reciproca, per questo vi ho rivelato subito questi dettagli del mio passato. Cosa vi ha spinto ad accettare la proposta di Lord Rayder?"

Ascolto poi gli altri assaporando la zuppa porgendo qualche boccone di carne ad Arne. 

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Nathan Elzey

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Nathan è un uomo giovane, sui vent'anni, con barba e capelli castani, un fisico snello e non molto alto. Veste una giacca di maglia che mostra segni di usura, come se avesse già partecipato a svariati combattimenti. Al fianco una lama da duello Aldori, anche lei con molti graffi e segni d'uso, indicativa del fatto che ha ricevuto un addestramento da maestro di spada Aldori.

È stato un lungo viaggio quello da Restov a Storasta, a seguito della convocazione di Lord Rayder. A dire il vero non aveva convocato me : l'uomo convocato era mio padre, Arvon, rinomato spadaccino, nobile decaduto, e mio maestro. Ma ormai i giorni da avventuriero erano finiti per lui... l'unica cosa che faceva era piangersi addosso per la vita che gli avevano rubato, e buttare il suo tempo a insegnare l'arte della spada a bamboccioni ricchi, che in cambio pagavano la vita lussuosa che faceva mia madre, Mira, che ancora non aveva capito che a Restov non eravamo nessuno, e che atteggiarsi da ricchi non avrebbe cambiato la nostra posizione. La convocazione di Rayder era la mia occasione per brillare, e cominciare ad affermare il mio nome nel mondo.

Purtroppo sono i rischi del mestiere rispondo al mio peloso compagno di viaggio. Sapeva che questi luoghi erano pericolosi, e per questo si è fatto pagare profumatamente. non mi riprenderò certo le mie monete; anche da morto, se l'è guadagnate. Ma l'importante è che siamo giunti a destinazione prima della sua dipartita.

Comunque, il mio nome è Nathan Elzey. Sono uno spadaccino di Restov, qui al posto di mio padre. È un piacere fare la tua conoscenza, Dagobert. Intanto, arraffo un po' di zuppa. Era da molto che non facevamo una pausa, e ormai avevo un certo languorino.

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Brenna

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Brenna è una donna alta ed energica di 27 anni, di etnia Ulfen. Ha lunghi capelli biondi legati in trecce, occhi azzurri e una vecchia frattura al naso ancora visibile. Veste di cuoio e pellicce. La accompagna una giovane puledra baia di nome Enda.
BG come in scheda, con un'aggiunta: ha iniziato a viaggiare partendo da sola dal suo villaggio alla ricerca di avventure.

La morte della nostra guida è stata triste e decisamente poco conveniente, ma non si può dire che fosse inaspettata. Queste sono terre inospitali, estremamente diverse da quelle in cui sono cresciuta. Nulla è familiare: né gli sconosciuti con cui mi sono ritrovata a viaggiare né tantomeno il paesaggio intorno a noi. L’unico vero conforto è la placida presenza di Enda poco lontano da me. Dopo l’incidente di Ferguson le ho assicurato della stoffa intorno alla parte inferiore delle zampe per proteggerla dai serpenti, pur sapendo che il rimedio può essere solo temporaneo.

“Io sono Brenna,” mi presento ai miei improvvisati compagni di avventure, ma non so bene dire perché mi trovo qui. Per cercare la gloria? Per comporre ballate che raccontino grandi avventure? È difficile pensarlo nel bel mezzo del nulla, al buio e al freddo. “Una convocazione così misteriosa non poteva non catturare interesse.”
Ricordo bene l’uomo alla locanda, un umano di mezza età che mi ha sentita suonare e mi ha parlato di un incarico a Storasta. Nessun dettaglio, niente di niente. Soltanto un nome, Lord Rayder, e la promessa di un compenso di cui comincio ad avere bisogno.

Accetto con gratitudine la zuppa che Dagobert ha preparato. Non ho mai incontrato una creatura del genere e sicuramente la sua storia chiede a gran voce di essere ascoltata… ma non qui. Non oggi. Mangio in silenzio, pensando che forse Ferguson merita una canzone funebre d’addio. Lo conoscevo troppo poco per sapere se l’avrebbe apprezzata, ma potrebbe risollevare il morale al resto del gruppo.

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Takan

"Per rispondere in ordine alle tue domande: Takan soldi, risorse, potere o qualsiasi altra cosa possa offrirmi Rayder. Non faccio niente per niente, quindi spero che la ricompensa sia adeguata, soprattutto considerato che già raggiungerlo è un'impresa rischiosa." Afferro con entrambe le mani la ciotola offertami da Dagobert e lo ringrazio con un cenno del capo. La zuppa è saporita. Certo, non è un piatto da gourmet, ma negli anni passati al bordello ho mangiato di peggio.

Descrizione

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Takan è un uomo Kellide al fisico alto e slanciato. Non particolarmente forte o prestante, Takan preferisce risolvere i problemi affidandosi al suo ingegno e al suo fascino. Hai capelli neri lunghi fino alle spalle e una barba ben curata che incornicia mento e mascella. Gli occhi, anch'essi neri come la pece, scrutano il mondo come se potessero leggere l'anima delle persone. Come ogni Kellide, la carnagione di Takan è un po' più scura del normale. Orgoglioso del suo sangue nobile, Takan veste con abiti pratici, ma dal taglio elegante e finemente decorati. 

 

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Da lontano Arantic potrebbe essere facilmente confuso per un qualunque uomo del nord, pelle pallida e barba rossa. La sua natura si può cominciare ad intuire solo da vicino, quando gli accentuati tratti da orco si fanno più evidenti. Sfoggia il suo torso nudo, come a voler sfidare l'avversario, per non soccombere al caldo delle terre in cui si trova.

Una convocazione, come ne aveva ricevute da quando si era allontanato da casa, stavolta per un lavoro più intrigante, meglio retribuito forse. Era solito fare da guardia a piccoli signori o intimidire debitori, ma quel giorno qualcuno lo aveva convocato per compiere un lavoro misterioso, come rifiutare? La sua parte umana dimostrava una curiosità sfrenata e la sua parte orchesca pregava per una battaglia. Presa in braccio la sua possente alabarda si era diretto subito dalla guida designata pronto ad ogni sfida gli si fosse parata davanti.

 

"Grazie per il cibo, c'era proprio bisogno di mettere qualcosa sotto i denti dopo gli ultimi avvenimenti. Il mio nome è Arantic, quello che cerco sono sfide sempre più dure e la furia della battaglia, vi auguro di non finirmi tra i piedi quando sono arrabbiato."

Con queste parole si rilassò leggermente, come se con questo minimo di conoscenza si sarebbe potuta fare la differenza fra la vita e la morte. Gli era sempre piaciuto lavorare in squadra ed i soggetti lì riuniti non sembravano malaccio *Forse sarebbero anche degli interessanti avversari* pensava sentendo il sangue ribollire, pronto per la prossima battaglia.

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Dagobert

"Beh pare che ognuno di noi ha interessi più che validi nel giungere al cospetto di Lord Rayder. Ora.. si sta facendo tardi e visto anche quanto è successo a Ferguson direi che d'ora in poi dovremo stare attenti e cercare di fidarci l'uno dell'altro. Dovremo fare dei turni di guardia e se volete posso anche iniziare io."

Attendo le risposte degli altri mentre preparo le mie cose, mettendo a portata di mano le mie armi.

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Arantic

"Sarei felice di aiutare, in fondo la fiducia è l'unico modo che abbiamo per arrivare dove vogliamo, no? Ti sostituisco io, svegliami appena lo ritieni necessario." 

Finita la zuppa mi sdraio sulla nuda terra e mentre su di una mano appoggio la testa con l'altra accarezzo la mia inseparabile arma e la scritta incisa su di essa.

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La notte sembra farsi ancora più oscura ed il vento soffia più forte che mai da Sud facendo muovere il fuoco in una oscena danza. Vi addormentate tutti quanti, eccetto per Dagobert, con la mente colma di pensieri e lo stomaco di zuppa. 

@Dagobert

Spoiler

Nell'oscurità, verso la città da cui siete partiti, noti una luce color giallo spuntare dal nulla. E' delle dimensioni di una lucciola, ergo molto piccola e quasi invisibile se non fosse per il buio assoluto che vi circonda. 

 

 

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Takan

Mi avvolgo ben bene nella coperta, cercando di stare il più al caldo possibile. Non sono abituato a dormire all'aria aparta, possibile preda di creature selvatiche, quindi il mio sonno è piuttosto agitato e irregolare. Ogni tanto mi capita di aprire un occhio per vedere se chi è di guardia sia ancora vigile.

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Dagobert

"Arne, vola in alto e avvisami se vedi creature ostili." Dico sottovoce al mio famiglio mandandolo in ricognizione in alto nel cielo notturno.

Dopo qualche istante aggancio alla cintura la mia balestra e mi alzo per sgranchire le gambe girando attorno al fuoco e scrutare l'orizzonte.

Spoiler

Perception: +4

 

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  • 2 weeks later...

Dagobert

Dopo qualche minuto faccio un cenno con la mano ad Arne di tornare. Mi siedo nuovamente accanto al fuoco, il freddo della sera si fa sentire lontano dalla fiamma. Dopo qualche ora sveglio Arantic per sostituirmi.

"Ho notato una piccola luce, ma date le dimensioni e il buio posso solo credere che si tratti di una lucciola o qualche insetto simile, tuttavia non penso sia il caso di abbassare la guardia." Dico sottovoce.

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Brenna

Mi sveglio nel sentire fruscii e mormorii, ma è soltanto il cambio del turno di guardia.
Anche se questi sconosciuti sembrano brave persone non riesco a rimanere del tutto tranquilla. Forse è la desolazione del territorio in cui ci troviamo a rendermi nervosa, o forse l'idea di non avere ancora un vero e proprio obiettivo. L'unica cosa che posso fare al momento, ad ogni modo, è cercare di dormire e di raccogliere abbastanza energie per domani.

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