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[Alonewolf87] Il Lamento della Foresta - Parte 3

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Maelira Feranel

Agli Arcani Rivelati

La ringrazio, mastro Morley: ero certa che sarebbe stato risolutivo. Dico soddisfatta all'uomo, guardando quindi i miei compagni Non abbiamo altro da chiedere, giusto? In tal caso potremmo tornare alla locanda e provare a interrogare il prigioniero.

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  • Alonewolf87
    Alonewolf87

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Arcani Rivelati

"Bene! Per quanto riguarda il compenso..."

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@Ian Morgenvelt @L_Oscuro @Daimadoshi85

Mastro Rigby si impegna a saldare quanto dovuto, quindi da parte mia non ho nulla da chiedervi dice Morley, accarezzandosi la barba.

@Octopus83

Quando inizi a parlare capisci che Althea vorrebbe tagliare corto, interromperti, il suo corpo assume una posizione pronta alla lotta. Però le tue parole sembrano tenerla fissa, calmarla. Piano piano rilassa la schiena, distende le mani, mentre ti lascia continuare a parlare e spiegare la situazione. Noti che si guarda un attimo intorno, come se stesse confermando la natura di questo posto.

Quando parli del fatto che abbia le chiavi di questo posto vedi la sua fronte che si aggrotta e la semplice veste scura che stava indossando cambia, diventando un vestito di gran gala. Seta rossa che si spande in forme morbide sul suo corpo, mettendolo però chiaramente in evidenza. Una retina metallica intrecciata di gioielli spledenti sostiene una complessa acconciatura adatta ad una corte nobiliare. Un leggero trucco enfatizza i suoi occhi ma la cicatrice rimane perfettamente netta e in vista. Delle scarpe con il tacco danno slancio alla bella ed esile figura di Althea. Sembra che abbia deciso di accettare per molti versi lo spirito di questo strano appuntamento galante

Sembri dire il vero dice mentre il suo vestito compie ancora qualche ulteriore modifica al volo, passando tra vari tagli diversi fino ad assumere un aspetto definito, in un misto tra elegante e seducente che ti fa rimanere con la bocca secca. Poi allunga la mano verso di te e di improvviso ti trovi vestito di cenci, la barba incolta, i capelli sporchi e pare anche esserti lasciato decisamente indifeso. Una mossa sciocca direbbero molti.

Maelira Feranel

Arcani Rivelati

Oh. Ancora una volta dovremo ringraziare mastro Riggby. Dico dopo le parole di Morley, iniziando quindi a riordinare gli oggetti. È stato un piacere e un onore visitare il suo negozio.

Jax

Guardo in basso, osservando i cenci luridi che hanno sostituito la pelle pregiata e il mantello. Mi passo una mano ruvida sul viso, sentendo la barba ispida, unta e sporca. Molti direbbero che le ho appena consegnato la mia dignità su un piatto d'argento, oltre alla mia sicurezza. Una mossa sciocca, senza dubbio. Un errore fatale per qualsiasi avventuriero.

Ma quando rialzo lo sguardo su di lei, tutto il resto scompare.

Il rosso della seta che scivola sulle sue curve, i gioielli tra i capelli, la fierezza del suo portamento... mi ritrovo con la bocca secca e il respiro corto. E poi, noto il dettaglio più importante: la cicatrice. Netta, cruda, perfettamente in vista nonostante il trucco e lo sfarzo. Non l'ha nascosta. È una sfida silenziosa, e la rende, ai miei occhi, la creatura più vera e magnifica che abbia mai incrociato.

Invece di cercare di riprendere il controllo del sogno o di ripristinare i miei abiti, sorrido. Un sorriso genuino e disarmato che fa capolino sotto lo sporco.

Rimango a mani aperte, accettando la ruvidezza e il peso dei cenci che mi ha cucito addosso senza battere ciglio. Faccio un passo lento verso il tavolino e, con movimenti misurati, scosto delicatamente una delle sedie intarsiate per invitarla ad accomodarsi.

Sai, inizio, con un tono basso e tranquillo, spogliato di qualsiasi spavalderia, non c'era davvero bisogno di questi stracci per rendermi inerme di fronte a te. Non lo sono mai stato. Non sono mai stato una minaccia per te, Althea. Nemmeno per una singola frazione di secondo."

Sorrido, un sorriso un po' malinconico che mi tira il taglio sul labbro, mentre il ricordo del primo incontro affiora e scaccia per un attimo l'immagine del lago e del padiglione. Lascio che le mie parole restino sospese per un istante nell'aria, mescolandosi al profumo resinoso dell'incenso. Il mio sguardo non abbandona mai il suo, cercando l'ombra di quel primo incontro dietro i suoi occhi severi.

Non è cambiato nulla da quel mio atteggiamento, da quel primo incontro continuo, appoggiando una mano sullo schienale della sedia che le sto offrendo, inclinandola leggermente verso di lei. Tranne forse il fatto che oggi, finalmente, posso versarti un calice di vino senza pareti magiche di mezzo. Prego.

Mi fermo, in piedi accanto al tavolo come il più devoto dei mendicanti (o il più folle dei romantici), aspettando di vedere se ridurrà quella distanza e accetterà questo primo, semplice passo nel nostro territorio condiviso. Non la forzo. Non mi muovo verso di lei. Lascio che sia la sua curiosità, o magari il peso strano di quella devozione incondizionata, a farle muovere i passi necessari.

Modificato da Octopus83

  • Autore
  • Supermoderatore

@Ian Morgenvelt @L_Oscuro @Daimadoshi85

Mi diceva tra l'altro quindi il vecchio barbagianni che anche tu hai un tuo negozio di oggetti magici giusto? chiede Morley a Maelira mentre vi state preparando ad andarvene via.

@Octopus83

Althea esita un attimo poi ti segue verso la tenda e si fa servire del vino anche se per ora non prende in mano il calice lasciandolo sul tavolino. Per ora però non si siede ancora, rimanendo in piedi. Ti guarda fisso negli occhi mentre parli Non sono convinta che tu non sia una minaccia per me Jax e soprattutto non sono per niente certa di quanta verità ci sia nelle tue parole. Le tue azioni sono inconsulte e caotiche, forse semplicemente frutto di una mente labile. E tutta questa messinscena e a queste parole l'intera scena onirica sfarfalla per un attimo per poi risolidificarsi potrebbe benissimo essere solo una distrazione o più banalmente una sbandata di un ragazzo innamorato dell'amore.

Jax

Jax

Labile, sconsiderato, caotico... Ripeto le sue parole a mezza voce, annuendo lentamente mentre la osservo. Non c'è traccia di difesa nel mio tono. Non lo nego, Althea. Il caos è dentro di me, scorre intorno a me. È il respiro stesso della vita. E quando le nostre strade si sono incrociate... quel caos ha semplicemente trovato la sua scintilla. Un'esplosione.

Sorrido, un sorriso stanco ma sereno che spunta sotto la barba ispida e sporca. Puoi chiamarmi un ragazzo innamorato dell'amore, se questo ti fa sentire più al sicuro. Ma l'amore, per me, è solo un canale. È l'alveo in cui questa tempesta ha scelto di riversarsi dal momento in cui ti ho vista.

Non aggiungo altro su questo. Lascio che il concetto sedimenti, velato, senza soffocarla di spiegazioni. Mi allontano di un passo e mi volto verso il tavolino, allungando una mano verso il primo dei miei doni.

Sollevo con delicatezza il fiore di vetro verde smeraldo. Lo tengo nel palmo ruvido di questa mia forma mendicante e torno a voltarmi verso di lei, lasciando che la debole luce del braciere ne accarezzi gli spigoli acuminati, facendoli brillare come piccole lame.

Quello che siamo oggi, le dico, la voce che si abbassa, calma e profonda, è l'insieme esatto di tutto ciò che abbiamo vissuto fino ad ora. I trionfi, forse, ma soprattutto le rotture. Le ferite. I frammenti taglienti del nostro passato.

Faccio un passo verso di lei, porgendole il fiore, tenendolo all'altezza del suo sguardo, senza però sfiorarla.

Non voglio cancellare i tuoi spigoli. Questo fiore è fatto di frammenti infranti, cose che chiunque altro riterrebbe solo rovine. Ma guardalo. Il nostro passato, queste schegge, non devono essere per forza solo distruzione. Oggi abbiamo il potere di prenderle e modellarle in qualcosa che ci piace, qualcosa di fiero che ci definisce per scelta, e non per caso. Il modo in cui scegliamo di unire questi frammenti adesso... sarà esattamente ciò che saremo domani.

Lascio la frase sospesa, i miei occhi fissi nei suoi, offrendole l'opera d'arte nata dai detriti. Attendo in silenzio di vedere se sarà disposta a prendere in mano quel dolore trasformato.

il fiore è fatto anche/soprattutto con i residui di vetro di quello che portava al collo quando si è teletrasportata.

Maelira Feranel

Arcani Rivelati

Oh, sì. Nulla di paragonabile al suo negozio, chiaramente. Dico a Morley, sperando che non decida di considerarmi una rivale in affari. Gestisco il Tesoro dei Feranel. Non credo ne abbia mai sentito parlare, mastro Morley. Anche perché al momento... Diciamo che ha passato tempi migliori, ecco.

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