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gestire diplomazia con i punti


Pau_wolf
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Dopo aver giocato ad un videogame chiamato "arcanum" ho trovato interessante la storia dei "Punti"... praticamente il personaggio che parla con un PNG guadagna punti se dice le frasi giuste (e lo fa passare da neutrale ad amichevole, o da neutrale a sospettoso se perde punti). Questo sistema a punti mi sembra più bello del tirare un dado per vedere se si rende amichevole un PNG... se basta tirare un dado per rendersi amico chiunque, si suda poco. Invece vorrei che magari il giocatore capisse chi ha davanti, e scegliesse le frasi giuste... tipo se 1 giocatore vede un PNG guerriero gli racconta l'ultima battaglia a cui ha partecipato per farselo amico. Probabilmente basterebbe farlo raccontare e decidere di dargli un bonus a "diplomazia" se lo fa bene... ma mi sembra ancora troppo poco, si limiterebbe a poche frasi e non un dialogo ruolistico. Esiste una regola per D&D da qualche parte, spiegata bene, per fare in modo che l'approvazione di un PNG si ottenga facendo punti?

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Avresti dovuto inserire questa discussione nella sezione delle regole


. Se vuoi la mia idea, più il processo "diplomatico" si semplifica, meglio è. Non solo i grandi parlatori (parlo dei giocatori) devono essere avvantaggiati da questa cosa.
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Dopo aver giocato ad un videogame chiamato "arcanum" ho trovato interessante la storia dei "Punti"

un videogame è in grado di gestire sistemi molto più complessi o per lo meno di memorizzare molti più dati. Tu vorresti veramente segnarti tutte le relazioni tra PG e PNG?

praticamente il personaggio che parla con un PNG guadagna punti se dice le frasi giuste

il problema è nel definire queste frasi giuste (e qaunto sono giuste) perché alla fine succede che se il PG indovina le frasi che il DM ritiene giuste ha bonus altrimenti no. E questo significa che i PG sono costretti a fare quello che piace a te. Diverso è il caso normale dove bonus/penalità ci sono, ma solo in casi eclatanti. E cosa fai se un PG continua a parlare finché non diventa amico? nei videogame le frasi sono scelte tra poche e più di quelle tante non puoi dirne...

Probabilmente basterebbe farlo raccontare e decidere di dargli un bonus a "diplomazia" se lo fa bene... ma mi sembra ancora troppo poco, si limiterebbe a poche frasi e non un dialogo ruolistico

ma veramente vuoi sentire il PG che racconta il suo precedente combattimento?

Detto questo ti consiglio dynasties and demagogues dove troverai delle regole sul dibattito politico che potresti trovare interessanti

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Questo sistema a punti mi sembra più bello del tirare un dado per vedere se si rende amichevole un PNG... se basta tirare un dado per rendersi amico chiunque, si suda poco. Invece vorrei che magari il giocatore capisse chi ha davanti, e scegliesse le frasi giuste... tipo se 1 giocatore vede un PNG guerriero gli racconta l'ultima battaglia a cui ha partecipato per farselo amico.

Un po' di considerazioni personali:

1) Se si fa un racconto per suscitare l'interesse di qualcuno, io direi che la prova è di Intrattenere (narrativa, oratoria, cantastorie o qualunque altra cosa che sia appropriata al caso), non Diplomazia.

2) Anche supponendo di usare Diplomazia in un caso come il suddetto, bisogna farlo con la testa... con un racconto si può suscitare interesse, affascinare, fare una buona impressione, ma da lì a diventare davvero amichevole ce ne passa.

3) Con Diplomazia il giocatore deve comunque scegliere le frasi giuste. Se uno dice cose assurde e/o che l'interlocutore tendenzialmente vede come inaccettabili, hai voglia ad usare belle parole, l'atteggiamento non cambierà, o forse andrà addirittura in peggio. Ci sono cose che a prescindere non possono essere fatte con Diplomazia (sorvolando su eventuali usi assurdi del Manuale delle Idiozie Epiche, per i quali esistono apposta gli incantesimi) o che comunque sono di difficoltà estrema, necessitando l'applicazione di alte penalità.

Se uno si presenta dall'imperatore e gli dice: "Pecore rosse sui lidi di Gardaland." non se lo fa certo amico solo perché ha fatto un risultato di 125 su Diplomazia.

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3) Con Diplomazia il giocatore deve comunque scegliere le frasi giuste. Se uno dice cose assurde e/o che l'interlocutore tendenzialmente vede come inaccettabili, hai voglia ad usare belle parole, l'atteggiamento non cambierà, o forse andrà addirittura in peggio. Ci sono cose che a prescindere non possono essere fatte con Diplomazia (sorvolando su eventuali usi assurdi del Manuale delle Idiozie Epiche, per i quali esistono apposta gli incantesimi) o che comunque sono di difficoltà estrema, necessitando l'applicazione di alte penalità.

Se uno si presenta dall'imperatore e gli dice: "Pecore rosse sui lidi di Gardaland." non se lo fa certo amico solo perché ha fatto un risultato di 125 su Diplomazia.

Sono i pg che scelgono le frasi giuste, non i giocatori.

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I PG, con ciò che la prova di abilità rappresenta, raffinano la forma, il modo di porsi e via dicendo per tutte quelle qualità che al giocatore è solito e normale che manchino, ma se i giocatori blaterano frasi che non stanno né in cielo né in terra le capacità dei PG sono inutili. Anche perché altrimenti uno arriva in un paese e dice: "Voglio farmi amici tutti." Fa seicento tiri di Diplomazia a buffo e voi-là, tutti amici suoi, non si sa perché e per come.

È lo stesso che dire un Mago con Caduta Morbida pronto all'uso, sta cadendo da una torre e il giocatore vuole invece usare Folata Di Vento. PG preparato + giocatore che fa stupidaggini = PG che fa stupidaggini.

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I PG, con ciò che la prova di abilità rappresenta, raffinano la forma, il modo di porsi e via dicendo per tutte quelle qualità che al giocatore è solito e normale che manchino, ma se i giocatori blaterano frasi che non stanno né in cielo né in terra le capacità dei PG sono inutili. Anche perché altrimenti uno arriva in un paese e dice: "Voglio farmi amici tutti." Fa seicento tiri di Diplomazia a buffo e voi-là, tutti amici suoi, non si sa perché e per come.

all'atto pratico il giocatore non dirà frasi che non stanno ne in cielo ne in terra ma al massimo dirà frasi che secondo te non stanno ne in cielo ne in terra. Comunque so che sono in molti a pensarla come te, è già venuto fuori in molte altre discussioni quindi diciamo che sono due scuole di pensiero differenti.

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All'atto pratico molto spesso i giocatori dicono cose che non stanno né in cielo né in terra secondo chiunque, loro compagni per primi. Posto che in ogni caso "non stanno né in cielo né in terra" è ovviamente un'estremizzazione atta all'esemplificazione.

Al di là di questo, comunque, quello mi pare il modo naturale di gestire diplomazia, altrimenti non serve più l'interpretazione. Ogni volta che c'è da parlare anche solo minimamente si tira un dado, il master dice "successo/insuccesso" e ciao, manco si sa cosa si sia detto e cosa sia accaduto.

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Non vedo perché dovrebbero dire cose che non stanno ne in cielo ne in terra... in tal caso si vede che non ci arrivano e puoi comunque lasciare perdere tanto l'interpretazione non la fanno comunque. Se non riescono non riescono...

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