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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Ci sono momenti in cui un'azienda smette di sbagliare strada e comincia a sbagliare mappa. Wizards of the Coast ci è arrivata il giorno in cui ha deciso di chiedere ai giocatori di Dungeons & Dragons cosa pensano di loro su X. Il risultato? 244.000 visualizzazioni. 676 like. Fate il conto. Chi è Kasimir UrbanskiPrima di entrare nel merito, due parole sull'uomo che ha analizzato questa debacle con l'occhio di chi conosce il business dall'interno. Kasimir Urbanski, noto online come RPG Pundit, non è un semplice critico da tastiera. È autore di decine di prodotti OSR tra cui gli Old School Companion, volumi densi di magia, mostri e materiale storicamente fondato per campagne medievali autentiche. Ma soprattutto: nel 2014 ha lavorato come consulente per Wizards of the Coast durante lo sviluppo della quinta edizione. Conosce la cucina. Sa come si prepara quel pasto. E sa anche quando qualcosa brucia. Il sondaggioWotC ha pubblicato sul proprio account ufficiale X un link a un sondaggio per i giocatori, con l'immagine di una donna che parla con un drago e il testo del post: "Avventurieri, abbiamo bisogno delle vostre opinioni." Urbanski ha scorso i commenti in diretta, senza saltarne uno, per capire l'umore reale della community. Quello che ha trovato, o meglio, quello che non ha trovato, è il punto centrale dell'intera vicenda. Su centinaia di risposte analizzate, nemmeno una di sostegno. Nemmeno una. I commenti più rappresentativi raccontano tutto. C'è chi chiede di rilasciare i materiali TSR come open source e di lasciar perdere. Chi invita WotC a licenziare ogni singola persona in posizione di responsabilità. Chi fa notare che il gioco originale è stato trasformato in qualcosa di irriconoscibile. Chi mostra fotografie di Dave Arneson e Gary Gygax giovani, i fondatori, come silenziosa accusa. Un giocatore con quindici anni di campagne alle spalle, cinquanta-sessanta sessioni all'anno, quindici giocatori fissi attorno al tavolo, scrive con precisione chirurgica: "Queste sono persone affermate con soldi da spendere in nostalgia. Ma voi non ci state più parlando. State cercando disperatamente un pubblico che non ha soldi, odia i vostri concetti base e vuole rompere quello che appartiene agli altri." Un altro risponde alla domanda del sondaggio - "Cosa potrebbe fare WotC per migliorare la vostra opinione?" - con questa proposta: "Vendete D&D o mettetelo di pubblico dominio. Avete dimostrato di non avere alcuna idea di cosa sia questo gioco, e in azienda non c'è nessuno che ce l'abbia." Il tema dell'arte ricorre in molti commenti. La grafica classica: Alina la chierica contro Bargle, i dungeon dai colori vivi, i guerrieri calati nell'oscurità con le torce, contrapposta a quello che qualcuno ha definito "pastel dungeon party zone". L'estetica, per chi è cresciuto con un certo D&D, non è un dettaglio decorativo. È la porta d'ingresso all'immaginazione. Cosa dice davvero questo silenzioUrbanski fa una osservazione che vale più di qualsiasi analisi di mercato: tre anni fa, uno spazio come X sarebbe diventato un campo di battaglia. Da un lato i critici, dall'altro i difensori della direzione attuale di WotC, ciascuno con le proprie armate digitali. Oggi non c'è battaglia. C'è solo un lato. La "woke mob", come la definisce lui, non è intervenuta a difendere Wizards. Nessuno è venuto a parare i colpi. L'azienda si è trovata da sola in un vicolo, e quello che pensava fosse un quartiere amico si è rivelato tutt'altro. Per RPG Pundit questo è un segnale preciso: quella guerra culturale che ha attraversato il mondo dei GdR negli ultimi anni è finita. E non è finita male: è finita con una sconfitta così netta che non ha nemmeno prodotto una retroguardia. Il punto che emerge con più forza dai commenti non è il rancore. È il dispiacere. Chi ha amato D&D, la prima edizione, la seconda, il set base, i moduli in bianco e nero, sa che stava giocando a qualcosa costruito da persone che ci credevano. Gygax e Arneson non avevano un ufficio di marketing, non avevano focus group, non avevano consulenti di diversità e inclusione. Avevano immaginazione e ossessione per il gioco. La quinta edizione del 2014, ricordano in molti, funzionava proprio perché aveva saputo fare un passo indietro: onorare cinquant'anni di storia invece di scusarsi per essa. Era un sistema che poteva durare decenni sul mercato. Evergreen, come lo definisce Urbanski. Quello che è venuto dopo (il 2024, la revisione ora chiamata "5.5e") ha rotto quell'equilibrio. Non per una scelta di game design, ma per l'inseguimento di tendenze social che hanno poco a che fare con il tavolo di gioco. Il voto con i dadi676 like su 244.000 visualizzazioni è un numero che parla da solo. Non serve un dottorato in statistica per capire che non è un trionfo. Urbanski chiude la sua analisi con una sentenza sobria: "Wizards of the Coast è un morto che cammina, per quanto riguarda la loro versione attuale di D&D. Quella battaglia, l'abbiamo vinta." Sarà. Ma al tavolo da gioco, quella battaglia l'hanno vinta i giocatori da decenni, ogni volta che hanno tirato fuori un manuale ingiallito e si sono seduti attorno a una mappa disegnata a mano. WotC farebbe bene a ricordarselo, prima di lanciare il prossimo sondaggio.
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Kasimir Urbanski, alias RPG Pundit, analizza il disastro pubblico di WotC su X e quello che legge è inequivocabile. Ogni tanto vale la pena guardare fuori dalla propria bolla e tastare il polso della community di D&D, non per tifare, ma per capire dove sta andando il mercato più influente del nostro hobby. Il sondaggio pubblicato da Wizards of the Coast su X è una di quelle occasioni rare in cui i numeri parlano da soli. Quello che segue è un tentativo di capire dove sta andando la community più grande del nostro hobby. Ci sono momenti in cui un'azienda smette di sbagliare strada e comincia a sbagliare mappa. Wizards of the Coast ci è arrivata il giorno in cui ha deciso di chiedere ai giocatori di Dungeons & Dragons cosa pensano di loro su X. Il risultato? 244.000 visualizzazioni. 676 like. Fate il conto. Chi è Kasimir UrbanskiPrima di entrare nel merito, due parole sull'uomo che ha analizzato questa debacle con l'occhio di chi conosce il business dall'interno. Kasimir Urbanski, noto online come RPG Pundit, non è un semplice critico da tastiera. È autore di decine di prodotti OSR tra cui gli Old School Companion, volumi densi di magia, mostri e materiale storicamente fondato per campagne medievali autentiche. Ma soprattutto: nel 2014 ha lavorato come consulente per Wizards of the Coast durante lo sviluppo della quinta edizione. Conosce la cucina. Sa come si prepara quel pasto. E sa anche quando qualcosa brucia. Il sondaggioWotC ha pubblicato sul proprio account ufficiale X un link a un sondaggio per i giocatori, con l'immagine di una donna che parla con un drago e il testo del post: "Avventurieri, abbiamo bisogno delle vostre opinioni." Urbanski ha scorso i commenti in diretta, senza saltarne uno, per capire l'umore reale della community. Quello che ha trovato, o meglio, quello che non ha trovato, è il punto centrale dell'intera vicenda. Su centinaia di risposte analizzate, nemmeno una di sostegno. Nemmeno una. I commenti più rappresentativi raccontano tutto. C'è chi chiede di rilasciare i materiali TSR come open source e di lasciar perdere. Chi invita WotC a licenziare ogni singola persona in posizione di responsabilità. Chi fa notare che il gioco originale è stato trasformato in qualcosa di irriconoscibile. Chi mostra fotografie di Dave Arneson e Gary Gygax giovani, i fondatori, come silenziosa accusa. Un giocatore con quindici anni di campagne alle spalle, cinquanta-sessanta sessioni all'anno, quindici giocatori fissi attorno al tavolo, scrive con precisione chirurgica: "Queste sono persone affermate con soldi da spendere in nostalgia. Ma voi non ci state più parlando. State cercando disperatamente un pubblico che non ha soldi, odia i vostri concetti base e vuole rompere quello che appartiene agli altri." Un altro risponde alla domanda del sondaggio - "Cosa potrebbe fare WotC per migliorare la vostra opinione?" - con questa proposta: "Vendete D&D o mettetelo di pubblico dominio. Avete dimostrato di non avere alcuna idea di cosa sia questo gioco, e in azienda non c'è nessuno che ce l'abbia." Il tema dell'arte ricorre in molti commenti. La grafica classica: Alina la chierica contro Bargle, i dungeon dai colori vivi, i guerrieri calati nell'oscurità con le torce, contrapposta a quello che qualcuno ha definito "pastel dungeon party zone". L'estetica, per chi è cresciuto con un certo D&D, non è un dettaglio decorativo. È la porta d'ingresso all'immaginazione. Cosa dice davvero questo silenzioUrbanski fa una osservazione che vale più di qualsiasi analisi di mercato: tre anni fa, uno spazio come X sarebbe diventato un campo di battaglia. Da un lato i critici, dall'altro i difensori della direzione attuale di WotC, ciascuno con le proprie armate digitali. Oggi non c'è battaglia. C'è solo un lato. La "woke mob", come la definisce lui, non è intervenuta a difendere Wizards. Nessuno è venuto a parare i colpi. L'azienda si è trovata da sola in un vicolo, e quello che pensava fosse un quartiere amico si è rivelato tutt'altro. Per RPG Pundit questo è un segnale preciso: quella guerra culturale che ha attraversato il mondo dei GdR negli ultimi anni è finita. E non è finita male: è finita con una sconfitta così netta che non ha nemmeno prodotto una retroguardia. Il punto che emerge con più forza dai commenti non è il rancore. È il dispiacere. Chi ha amato D&D, la prima edizione, la seconda, il set base, i moduli in bianco e nero, sa che stava giocando a qualcosa costruito da persone che ci credevano. Gygax e Arneson non avevano un ufficio di marketing, non avevano focus group, non avevano consulenti di diversità e inclusione. Avevano immaginazione e ossessione per il gioco. La quinta edizione del 2014, ricordano in molti, funzionava proprio perché aveva saputo fare un passo indietro: onorare cinquant'anni di storia invece di scusarsi per essa. Era un sistema che poteva durare decenni sul mercato. Evergreen, come lo definisce Urbanski. Quello che è venuto dopo (il 2024, la revisione ora chiamata "5.5e") ha rotto quell'equilibrio. Non per una scelta di game design, ma per l'inseguimento di tendenze social che hanno poco a che fare con il tavolo di gioco. Il voto con i dadi676 like su 244.000 visualizzazioni è un numero che parla da solo. Non serve un dottorato in statistica per capire che non è un trionfo. Urbanski chiude la sua analisi con una sentenza sobria: "Wizards of the Coast è un morto che cammina, per quanto riguarda la loro versione attuale di D&D. Quella battaglia, l'abbiamo vinta." Sarà. Ma al tavolo da gioco, quella battaglia l'hanno vinta i giocatori da decenni, ogni volta che hanno tirato fuori un manuale ingiallito e si sono seduti attorno a una mappa disegnata a mano. WotC farebbe bene a ricordarselo, prima di lanciare il prossimo sondaggio. View full articolo
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Come si vede che se n'è andato Perkins, e per il meglio anche.
- Oggi
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Roma D&D: Cerco un gruppo per campagnia 5e/5.5e
Salve a tutti, sono Francesco, 30 anni, appassionato di Dungeons and Dragons. Cerco un gruppo per giocare in presenza a Roma per una campagna 5e/5.5e. Io sono in zona Ottaviano, ma non è un problema spostarmi nella capitale, magari vicino ad una fermata metro o in una zona ben collegata con i mezzi sarebbe preferibile. Gioco di ruolo, chiacchiere, divertimento e persone leggere sarebbero il cocktail perfetto che sto cercando. Per info o qualunque domanda contattatemi in discord o su telegram, in mp oppure commentando il post. Vi lascio dei recapiti di seguito. Grazie dell'attenzione e buon divertimento a tutti! 😊 Discord: popl_kun Telegram: @Fra_3595
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Condivido l'opinione su Luke Gygax. Pare un bravo cristo da quello che si dice nell'ambiente, ma... che altro? Ha un cognome "importante" per D&D, ma non significa nulla. Mi puzza tanto di mascotte. La questione delle "stagioni" può essere carina e aggiungere del materiale interessante, ma rischia di fare la stessa cosa di Path quando ha cominciato a stampare mille splatbook tematici solo per prendere grano.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Mah, speriamo bene. Personalmente mi sembra tutto materiale "di facciata" per far dimenticare gli scandali degli ultimi 2 anni e le uscite di prodotti di qualità mediocre. Spero davvero che pubblichino qualcosa di grande qualità che spinga all'acquisto. Di certo l'aver preso Luke Gygax come autore, al di là del nome che porta, non è per nulla sinonimo di quella qualità tanto invocata. Come designer è, a voler essere generosi, mediocre. E lui stesso ad ammetterlo in diverse interviste. A suo merito va detto di essere sempre stato estremamente disponibile, e soprattutto molto sincero, nelle interviste che ha rilasciato, oltre che essere un uomo cordiale e pacato (a differenza del fratello Ernie che è molto più simile al padre: fumantino, misogino, propenso a mentire - vedi tutto il macello della TSR V3 che è stato molto vicino ad essere una frode), ed essere davvero un appassionato di D&D, oltre che un eccellente giocatore di AD&D. Mi preparo al peggio ma spero per il meglio.
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
Quale altro manuale? Non si parla sempre della "Melf's Guide to Greyhawk" annunciata qualche giorno fa? Comunque con una copertina di Easley quanto meno si presenterà come si deve.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
L'espansione verso altri settori mi sembra molto accattivante come notizia! Poi una serie in collaborazione con HBO non nego che mi intriga 😍 Spero, poi può essere che non la fanno in quel modo, facciano un prodotto simile al film uscito nel 2023. Purtroppo Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves fu un flop al botteghino, ma io sono divertito tantissimo durante la visione e lo apprezzai non poco su tanti punti (anche se ha i suoi difetti). Chissà se faranno prodotti con lo stesso "spirito"? Sinceramente D.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
In occasione della GaryCon 18, Wizards of the Coast (WotC) ha tenuto una conferenza stampa fondamentale per definire la rotta di Dungeons & Dragons per i prossimi anni. L'evento ha visto la partecipazione di figure chiave come Luke Gygax, fondatore della GaryCon, e Dan Ayoub, capo del franchise di D&D, segnando un momento di profonda riconciliazione e rinnovata visione strategica. La riconciliazione con la famiglia GygaxUno dei punti più significativi dell'incontro è stata la volontà esplicita di Dan Aub di "ricucire la frattura" tra la famiglia Gygax e il franchise. Aub ha raccontato di aver cercato Luke Gygax poco dopo aver assunto il suo incarico, con l'obiettivo di onorare le radici del gioco e riportare la famiglia fondatrice all'interno del progetto editoriale. Questa collaborazione si concretizzerà nel ritorno ufficiale a Greyhawk. Luke Gygax ha annunciato che sta lavorando con WotC per produrre nuovi contenuti ambientati nell'ambientazione originale del padre, tra cui una guida ufficiale ("Melf’s Guide") e nuove avventure. L'obiettivo è permettere a una nuova generazione di giocatori di vivere Greyhawk attraverso la lente di chi ha contribuito a crearlo. Il modello a "Stagioni" e la nuova roadmapWizards of the Coast sta trasformando radicalmente il modo in cui rilascia i contenuti, passando a un modello basato sulle stagioni. Invece di semplici uscite isolate, l'azienda si concentrerà su temi specifici per periodi di circa 3-5 mesi (come la già annunciata "Stagione dell'Orrore" e la "Stagione della Magia"). Questa strategia mira a creare un'esperienza condivisa in cui tutta la comunità globale gioca e discute lo stesso tema contemporaneamente. Inoltre, per garantire maggiore trasparenza a giocatori e rivenditori, WotC si impegna a rivelare una roadmap annuale durante ogni edizione della Gen Con, permettendo a tutti di conoscere in anticipo i piani per l'anno successivo. Il ritorno dei moduli e la flessibilità di giocoUn'altra novità accolta con entusiasmo è il ritorno dei moduli di avventura. Dan Aub e il team di design hanno riconosciuto il valore dei formati più brevi e pronti all'uso, che permettono ai Dungeon Master di preparare le sessioni con minor sforzo pur mantenendo la qualità narrativa. L'idea è quella di offrire una varietà di formati che spazino dalle campagne epiche a avventure più agili, capaci di adattarsi alle diverse esigenze di tempo dei giocatori moderni. Espansione multimediale e coerenza del franchiseD&D si sta evolvendo verso un modello di "franchise lifestyle", dove tutte le espressioni del marchio, dal gioco cartaceo ai videogiochi fino ai media televisivi, sono coordinate sotto un'unica guida. Tra i progetti menzionati figurano: Il videogioco Warlock, sviluppato da uno studio interno dedicato. La serie TV in collaborazione con HBO. Un costante investimento nel gioco digitale tramite D&D Beyond, mantenendo però la centralità del supporto ai negozi fisici e al gioco organizzato attraverso il programma WPN. La missione sociale di D&DOltre agli annunci commerciali, la conferenza ha sottolineato l'importanza di D&D come strumento di connessione umana e crescita personale. Luke Gygax ha evidenziato come il gioco aiuti i giovani a sviluppare l'immaginazione e abilità sociali, offrendo una via di fuga creativa in un mondo sempre più dominato dagli schermi digitali. In sintesi, il messaggio emerso dal GaryCon 18 è quello di un franchise che guarda al futuro senza dimenticare i "giganti" sulle cui spalle è costruito, puntando su una maggiore apertura verso la community e un ritorno alle atmosfere classiche che hanno reso grande Dungeons & Dragons.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Il ritorno a Greyhawk e la storica riconciliazione tra Luke Gygax e Wizards of the Coast segnano una nuova era dedicata alle radici del franchise. In occasione della GaryCon 18, Wizards of the Coast (WotC) ha tenuto una conferenza stampa fondamentale per definire la rotta di Dungeons & Dragons per i prossimi anni. L'evento ha visto la partecipazione di figure chiave come Luke Gygax, fondatore della GaryCon, e Dan Ayoub, capo del franchise di D&D, segnando un momento di profonda riconciliazione e rinnovata visione strategica. La riconciliazione con la famiglia GygaxUno dei punti più significativi dell'incontro è stata la volontà esplicita di Dan Aub di "ricucire la frattura" tra la famiglia Gygax e il franchise. Aub ha raccontato di aver cercato Luke Gygax poco dopo aver assunto il suo incarico, con l'obiettivo di onorare le radici del gioco e riportare la famiglia fondatrice all'interno del progetto editoriale. Questa collaborazione si concretizzerà nel ritorno ufficiale a Greyhawk. Luke Gygax ha annunciato che sta lavorando con WotC per produrre nuovi contenuti ambientati nell'ambientazione originale del padre, tra cui una guida ufficiale ("Melf’s Guide") e nuove avventure. L'obiettivo è permettere a una nuova generazione di giocatori di vivere Greyhawk attraverso la lente di chi ha contribuito a crearlo. Il modello a "Stagioni" e la nuova roadmapWizards of the Coast sta trasformando radicalmente il modo in cui rilascia i contenuti, passando a un modello basato sulle stagioni. Invece di semplici uscite isolate, l'azienda si concentrerà su temi specifici per periodi di circa 3-5 mesi (come la già annunciata "Stagione dell'Orrore" e la "Stagione della Magia"). Questa strategia mira a creare un'esperienza condivisa in cui tutta la comunità globale gioca e discute lo stesso tema contemporaneamente. Inoltre, per garantire maggiore trasparenza a giocatori e rivenditori, WotC si impegna a rivelare una roadmap annuale durante ogni edizione della Gen Con, permettendo a tutti di conoscere in anticipo i piani per l'anno successivo. Il ritorno dei moduli e la flessibilità di giocoUn'altra novità accolta con entusiasmo è il ritorno dei moduli di avventura. Dan Aub e il team di design hanno riconosciuto il valore dei formati più brevi e pronti all'uso, che permettono ai Dungeon Master di preparare le sessioni con minor sforzo pur mantenendo la qualità narrativa. L'idea è quella di offrire una varietà di formati che spazino dalle campagne epiche a avventure più agili, capaci di adattarsi alle diverse esigenze di tempo dei giocatori moderni. Espansione multimediale e coerenza del franchiseD&D si sta evolvendo verso un modello di "franchise lifestyle", dove tutte le espressioni del marchio, dal gioco cartaceo ai videogiochi fino ai media televisivi, sono coordinate sotto un'unica guida. Tra i progetti menzionati figurano: Il videogioco Warlock, sviluppato da uno studio interno dedicato. La serie TV in collaborazione con HBO. Un costante investimento nel gioco digitale tramite D&D Beyond, mantenendo però la centralità del supporto ai negozi fisici e al gioco organizzato attraverso il programma WPN. La missione sociale di D&DOltre agli annunci commerciali, la conferenza ha sottolineato l'importanza di D&D come strumento di connessione umana e crescita personale. Luke Gygax ha evidenziato come il gioco aiuti i giovani a sviluppare l'immaginazione e abilità sociali, offrendo una via di fuga creativa in un mondo sempre più dominato dagli schermi digitali. In sintesi, il messaggio emerso dal GaryCon 18 è quello di un franchise che guarda al futuro senza dimenticare i "giganti" sulle cui spalle è costruito, puntando su una maggiore apertura verso la community e un ritorno alle atmosfere classiche che hanno reso grande Dungeons & Dragons. Visualizza articolo completo
- Ieri
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
anche io ho la stessa impressione e concordo sulla tua logica conseguenza 🙂. Proprio per questo che, quando accade che ci si ritrova a commentare l'uscita di un nuovo prodotto, magari avendo avuto modo di leggerne almeno una anteprima o un estratto prima di acquistarlo, il tono ed il livello della critica si dovrebbe rivolgere non solo al gusto (sacrosanto) personale ma soprattutto alla qualità e allo sforzo che è stato fatto per realizzarlo, sapendo che nulla è perfetto e tutto è perfezionabile. Una sana critica non è sicuramente semplice da elaborare, ma la faziosità dell'una o dell'altra fascia generazionale non giova all'hobby in se. E non ho problemi a sostenere che la vecchia guardia ha qualche responsabilità in più (per esperienza nell'hobby ma anche per età anagrafica in generale) nel cercare di tenere un dibattito meno fazioso e più oggettivo possibile.
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
PS: La faccia di questo elfo mi convince di più di quella dell'altro manuale almeno... anche se sembra uno di quegli amici che tutti hanno avuto, una volta nella vita, che esce da un vicolo dopo essersi dedicato all'arte del tracannare alcol per tutta la sera e... 🤢 va a fare quello che uno dovrebbe fare con una faccia cadaverica come quella 🤮. PS: Il povero vecchio Buggy non ce l'ha fatta invece 😵
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
Ok! Non so bene come prendere la notizia... mera manovra pubblicitaria per quello che verrà mostrato al Gary Con relativamente a Greyhawk? Pubblicizzare che stanno lavorando ad altro per Greyhawk a pochi giorni dall'annuncio del primo manuale dedicato per la 5.5? Sono così tanto sicuri che faranno il botto con questi manuali tanto da programmare già un altra uscita? Ok... Hanno la mia attenzione... ma non avranno i miei soldi! Sinceramente convinto D.
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
Ci mancherebbe! Solo che ho l'impressione che una parte della vecchia guardia compri tutto e poi si lamenti. Allora tanto vale leggere le recensioni o spulciare il libro in negozio e non acquistare i prodotti che non si considerano all'altezza, rimanendo fedeli agli antichi tomi. Anche perché alla Hasbro interessa vendere, quindi se compri fai il loro gioco.
- Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
il mio è un ragionamento articolato che spero di riuscire a spiegare brevemente. Questo è un hobby con molte sfaccettature, che è arrivato ad attraversare diverse generazioni e che, se vogliamo, ci accomuna tutti in una grande comunità. Con tutto il materiale che i più grandi tra noi hanno a disposizione si potrebbe giocare per una vita senza bisogno di nulla... eppure se ci venisse proposto un prodotto di qualità, sempre una buona parte di noi grandi, probabilmente l'acquisterebbe. Perchè? Perchè siamo appassionati e desideriamo ancora essere stupiti e rapiti da questo hobby. E a differenza di quando eravamo ragazzi, oltre quanto ho già avuto modo di scrivere in precedenza, sappiamo anche riconoscere bene o male quali prodotti sono di una certa qualità e quali no. Ed è anche questo il motivo per cui ci ritroviamo tutti quanti qui (inteso come forum, social, associazioni, luoghi di incontro) a discutere, commentare e condividere pareri ed esperienze. Ma se la risposta è una rassegnazione incondizionata a quello che ci viene propinato, auto limitandoci anche solo nell'esprimere pareri critici, avremo sempre di più prodotti scadenti che nel tempo allontaneranno le persone, di qualsiasi fascia di età, dal gioco. Per carità, le nostre critiche difficilmente giungono alle orecchie dei grandi editori, ma se anche tra noi hobbysti/giocatori/acquirenti ci autocensuriamo nella critica alla qualità dei prodotti (non parlo di guerre di edizioni o di ambientazioni, sia ben inteso) credo che non facciamo un buon servizio ne alla comunità ludica ne tanto meno a noi stessi. Poi ognuno, giustamente, butta i propri denari dove ritiene più opportuno 😉 my 2cents
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
La copertina presenta Melf, così come immaginato da Luke Gygax. Luke Gygax ha svelato la copertina della sua prossima collaborazione con Wizards of the Coast alla Gary Con durante il fine settimana. Nel corso dell’asta annuale della convention, Gygax ha presentato un dipinto realizzato da Jeff Easley che raffigura il suo celebre personaggio Melf. Secondo GamingTrend, che ha pubblicato la notizia sabato, il dipinto sarà utilizzato come copertina per il prossimo compendio su Greyhawk sviluppato da Gygax e Wizards of the Coast, che è stato ufficiosamente chiamato Melf's Guide to Greyhawk. Il dipinto è stato acquistato dall’attore Vince Vaughn, che ha pagato 5.000 dollari. Potete vedere un’immagine della copertina qui sotto, ylteriori foto dell’opera possono essere trovate su quel sito. Gygax e il responsabile del franchise di D&D Dan Ayoub avevano annunciato la loro collaborazione in precedenza al Gary Con, con Ayoub che ha sottolineato il desiderio di "ricucire la frattura" tra la famiglia Gygax e Dungeons & Dragons. Non sono stati rivelati dettagli specifici su cosa conterrà il manuale, se non che sarà ambientato in Greyhawk. Greyhawk è presente anche nella Dungeon Master's Guide del 2024, sebbene all’epoca Wizards non avesse piani per sviluppare ulteriormente l’ambientazione oltre quel manuale. Wizards of the Coast ha inoltre annunciato alla Gary Con che la Gen Con fungerà da hub di annunci per i prossimi manuali a partire da quest’anno, e che i moduli torneranno in qualche forma collegata al nuovo approccio delle Seasons per promuovere il materiale. Fonte Melf's Guide to Greyhawk Cover by Jeff Easley Revealed at Gary Con | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews Visualizza articolo completo
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
Luke Gygax ha svelato la copertina della sua prossima collaborazione con Wizards of the Coast alla Gary Con durante il fine settimana. Nel corso dell’asta annuale della convention, Gygax ha presentato un dipinto realizzato da Jeff Easley che raffigura il suo celebre personaggio Melf. Secondo GamingTrend, che ha pubblicato la notizia sabato, il dipinto sarà utilizzato come copertina per il prossimo compendio su Greyhawk sviluppato da Gygax e Wizards of the Coast, che è stato ufficiosamente chiamato Melf's Guide to Greyhawk. Il dipinto è stato acquistato dall’attore Vince Vaughn, che ha pagato 5.000 dollari. Potete vedere un’immagine della copertina qui sotto, ylteriori foto dell’opera possono essere trovate su quel sito. Gygax e il responsabile del franchise di D&D Dan Ayoub avevano annunciato la loro collaborazione in precedenza al Gary Con, con Ayoub che ha sottolineato il desiderio di "ricucire la frattura" tra la famiglia Gygax e Dungeons & Dragons. Non sono stati rivelati dettagli specifici su cosa conterrà il manuale, se non che sarà ambientato in Greyhawk. Greyhawk è presente anche nella Dungeon Master's Guide del 2024, sebbene all’epoca Wizards non avesse piani per sviluppare ulteriormente l’ambientazione oltre quel manuale. Wizards of the Coast ha inoltre annunciato alla Gary Con che la Gen Con fungerà da hub di annunci per i prossimi manuali a partire da quest’anno, e che i moduli torneranno in qualche forma collegata al nuovo approccio delle Seasons per promuovere il materiale. Fonte Melf's Guide to Greyhawk Cover by Jeff Easley Revealed at Gary Con | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
- Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
- Ultima settimana
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
@Faelion , intanto vorrei ringraziarti per l’articolo scritto con evidente passione; ho letto con molto interesse l’articolo gemello in cui , sul tuo blog , spieghi alcune tecniche di scrittura. Non sono però del tutto sicuro che quanto funziona nella narrativa sia altrettanto funzionale per una giocata al tavolo. Vorrei quindi arrivare a esprimerti alcune perplessità, senza alcuna intenzione polemica; quello che segue è ovviamente tutto “secondo me”. Sono d’accordo che il gdr funzioni a scene, anche banalmente nel senso ovvio che ogni tanto si taglia o si glissa. Detto questo, se consideriamo una scena “atomica”, è abbastanza ovvio che c’è da giocare se ci sono almeno due esiti possibili; altrimenti è solo un racconto. Ho forti perplessità invece sul fatto che come master si debba sempre rilanciare, altrimenti la scena è morta. Spiego: se vado in locanda a cercare info e non le ottengo, non è che non è successo nulla e quindi devo rilanciare con degli sbirri insospettiti. Banalmente, il fatto di non aver trovato nulla, cambia la situazione, portando allo scoperto alcuni fatti del mondo: A) il locandiere non sa nulla oppure B) sa, ma non lo vuole dire ai personaggi e, contestualmente C) i personaggi hanno investito del tempo a chiedere queste informazioni e quindi qualche orologio sì è mosso in avanti oppure D) impariamo che la locanda non c’entra nulla con l’informazione che stavamo cercando (cioè è un elemento di gioco funzionale a qualche altro tema) Poi, se i giocatori rilanciano in qualche modo, perché non accettano il fallimento, allora questo si dovrebbe avvenire a un costo, tipo insospettire gli sbirri o che so io; questo costo può essere ineluttabile oppure no, ma almeno il rischio di pagarlo dovrebbe esserci. Questo è un semplice esempio e non è ovviamente esaustivo di tutte le varietà. Lo stesso vale, cambiando quello che va cambiato, se hanno successo. Anche qui, non c’è bisogno di rilanciare ogni volta, alzando costantemente la posta in gioco. A differenza della narrazione, da noi c’è già un “elemento drammatico” nel momento in cui ci troviamo in bilico tra più esiti possibili, tutti interessanti. Non abbiamo bisogno di rilanciare. Buon gioco! -toni
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Scontro finale Curse of Strahd - trattenere i colpi oppure andare "a muso duro"?
Ciao DarthFeder!!!! Che piacere risentirti! Perdonami tantissimo per la risposta super tardiva! Ormai sto bazzicando poco il forum, mannaggia... un po' perchè il lavoro è da qualche tempo che mi sta assorbendo molto, un po' perchè non riesco ad accedere da cell, non so perchè 😅 Comunque è stato molto, molto fico! Ho seguito il vostro consiglio e sono andato al 100% contro i PG, senza risparmiare nessun colpo, utilizzando lo statblock revised della community di Reddit. E' uscito un combattimento di circa 6-8 ore, a memoria (tolta la pausa cena), che si è protratto per tutto il castello e con intermezzo di altri avversari (Rahadin, le tre vampire e Vampyr alla fine). Ho quasi ucciso uno dei PG e ridotto in fin di vita tutti, ma alla fine hanno prevalso grazie a un'attenta preparazione (hanno fatto addirittura una sessione solo loro senza di me per pianificare) e ad alcune mosse molto intelligenti. Come preludio c'è stato un ricevimento con una buona dose di roleplay e il matrimonio di fatto interrotto dal loro attacco improvviso. Sul finale, Vampyr ha attaccato i PG, i quali l'hanno sconfitto anche grazie a un ultimo guizzo di Strahd, che attaccando alle spalle Vampyr è riuscito a interrompere la sua concentrazione su un incantesimo di barriera e ha permesso al gruppo di scagliare l'attacco finale. L'ultimo afflato di umanità di quello che un tempo era un generale onorevole? Una semplice mossa dettata dal desiderio di vendetta verso l'entità che l'ha imprigionato per secoli? Ho lasciato scegliere ai giocatori l'interpretazione che preferivano. Dopo la sconfitta, due PG sono tornati alle loro vite nel Faerun, mentre il chierico di Bahamut, che dopo aver liberato lo spirito di Argynvost e dei Revenant era stato insignito del titolo di avatar di Bahamut, è stato trasportato in un altro reame del terrore, per soddisfare un patto fatto con la sua divinità patrona. I giocatori si sono divertiti un sacco, e non hanno mostrato nessun segno di stanchezza nonostante le 12 ore totali di partita, e anche io sono stato estremamente soddisfatto! A te come è andata invece? Sono curioso di leggere altri finali! Il che mi porta a.... Tom Po! Voglio dire... Fezza!!! Quanto tempo! Contento di rileggere anche te! Ma questa chiusura è magnifica! Avrei adorato interpretare un personaggio così. Anche nella campagna che sto giocando ora sto gestendo una situazione simile, ma non so se riuscirò a portare fino alla fine un ruolo nascosto così. Staremo a vedere ;) Anche se ammetto che, nei panni dei PG uccisi per far salire l'altro al trono della Barovia, avrei rosicato per l'eternità XD
- Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
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