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Never Forget to Die - una recensione
Ciao Pippomaster scusami se ti rispondo solo ora, ho avuto molto da lavorare. Ti ringrazio moltissimo per la risposta. La strada "pista nel deserto" mi sembra la più sensata, se non altro perché prende solo la parte più significativa della struttura railroad, ossia quel senso di direzione che dà struttura al gioco. Grazie del suggerimento sulla località solida, sicuramente lo implementerò. Perché dici almeno 3 fazioni (e non 2, per esempio?)
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Immagino i messaggi di pace ricevuti! 🤣
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Rispondo a te per rispondere a tutti, sebbene non sia così vicino alle vicende targate wot a fac, il circolo degli esclusi d'eccezione si sta ingrandendo, può anche finire che l'insieme che è restato fuori faccia un gioco a sé. A pensare male, potrebbero aver fatto il manuale con l'aiuto della AI e poi metterci la firma di Gigax, così anche oggi ho dato il mio apporto da comare del forum e amen. Altra considerazione, questa più seria: che senso ha fare un manuale una tantum per ogni ambientazione? Perché non valutano di ristampare i manuali vecchi adattati alla nuova edizione aggiungendo qualche contenuto innovativo? Mettetevi nei panni di chi ha 15/20 anni, l'unico modo per capire il faerun o ogni altra ambientazione è comprare al mercatino dell'usato o scaricare scansioni di chissà quale antico tomo per capire il mondo. Tanti che parlano qui le conoscono da anni, ma chi si interfaccia ora fa prima a farsi la sua di ambientazione, se non si ritrova nelle poche avventure preconfezionate che non portano nemmeno a livelli alti.
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Rispondo io. Al di là delle domande di rito: quanti anni hai, quanto spesso giochi a D&D, ecc., le più interessanti erano: Dai un’occhiata alle seguenti affermazioni. Quanto sei d’accordo o in disaccordo con ciascuna?* Fortemente in disaccordo - Fortemente d’accordo Mi fido di Wizards of the Coast per quanto riguarda D&D Dungeons & Dragons sta andando nella direzione giusta Wizards of the Coast tiene a me come giocatore di D&D Wizards of the Coast sta andando nella direzione giusta Guardi qualche show di “actual play” di Dungeons & Dragons? (Seleziona tutte le opzioni applicabili) seguiva elenco e la migliore di tutte (a risposta aperta): Cosa potrebbe fare Wizards of the Coast per migliorare la tua opinione sulla direzione che D&D sta prendendo? Non vorrei essere in quello che dovrà presentare il report finale...
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
A parte l'aver portato su kickstarter un progetto dedicato alla memoria del padre, quali altre opere ha pubblicato? Quali sono le sue esperienze sul campo? Ho consultato la wiki americana per sapere di più su di lui e non ha fatto tantissimo è vero, ha fatto il militare per 33 anni, ma quello che ha prodotto sono tutti lavori molto grossi (scritti sia assieme al padre Gary che a Matt Everhart, un game desiner che ha prodotto alcune opere interessanti). Vi lascio qui il link alla Gaxx Worx LCC dove c'è la sua bibliografia completa. Dalle descrizioni di lui, così a pelo, mi da l'idea di una persona che ha vissuto all'ombra del padre. Non ho approfondito toppo sulla sua vita privata, ma posso provare a dire due righe per dare un contesto: Ha osservato la vicenda da vicino, visto gli errori del padre che ha commesso e dove lo hanno portato, e che quindi sta evitando di fare come fece Gary stesso; Ha un approccio ed una maturità differente grazie all'esperienza nell'esercito (ritirato nel 2022 come tenente colonnello), e questo ha influito sul fatto di aver lavorato ai GDR non ha tempo pieno (basso numero di pubblicazioni). L'unica cosa che mi sento di dire relativamente a Luke è... gli si deve dare una possibilità! Spero di aver dato un utile punto di vista Sinceramente D.
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Grazie per l'articolo, ma potresti scrivere le domande del sondaggio? Non sono infatti reperibili. In merito a cos'altro è scritto, posso dire che hanno il carisma di un coboldo con la peste nera che gira con le bende addosso claudicante e con le ferite sanguinanti. Non mi dilungo, anche perché è pieno il forum su considerazioni a riguardo, ormai sentire parlare la wot-a-fac è come sentire il capitano della lega del Norwold parlare di economia.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
È evidente che c'è il tentativo di riprendere i vecchi fan che si sono persi in questi anni. Questo è un altro sintomo che l'edizione 5.5 non va come pensavano, secondo me. Personalmente vedo una 6a edizione più vicina di quel che si pensa. I vecchi non torneranno solo per Gygax: c'è bisogno di un cambio di rotta radicale.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Se sono vere e sincere le dichiarazioni di Dan Ayoub , potrebbero (il condizionale è d'obbligo) esserci delle sorprese. Sicuramente Luke Gygax non è stato fatto salire a bordo per le sue qualità di game designer ma piuttosto per il nome; ma non escluderei che sia stato coinvolto anche come memoria storica del gioco , e capace di fornire indicazioni su come formulare delle possibili impostazioni editoriali che piacciano sia ai vecchi che ai nuovi giocatori. Da quel che so lui è un giocatore e DM , che gioca anche con l'ultima edizione, quindi conosce ben o male tutto lo sviluppo del gioco e le tipologie di giocatori che si sono avvicendati nel tempo. Mi pare di aver capito (leggendo anche qualcosa nei forum americani) che vogliano puntare sullo sviluppo di una serie di moduli avventura dedicati ad ogni specifica ambientazione, come avveniva nelle precedenti edizioni; già questo 'potrebbe' essere una indicazione di un cambio di rotta. Auguriamoci che investano tempo e denaro per prodotti che siano di buona qualità
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
Posso parlare per me e per quelli che conosco: la vecchia guardia, in merito a D&D, è molto selettiva. Compra, di solito, i 3 manuali base e gli eventuali manuali di ambientazione (se sono fatti bene) per collezionismo. Altrimenti non caccia un centesimo. Praticamente nessuno compra a scatola chiusa: prima di cacciare gli eurini si cercano anteprime, stralci, recensioni, video dove ci si possa fare un'idea del prodotto. Criticare per il gusto di farlo è da cretini. E, più importante, non compra se prima non vede. Dei DM che conosco e con cui ci sentiamo regolarmente, quasi nessuno ha preso i manuali 5.5, e meno della metà ha preso i manuali della 5. In molti hanno acquistato manuali OSR, ma principalmente, se devono spendere, vanno sul print on demand dei vecchi manuali e moduli/avventure fino alla 3.x. Questa la mia esperienza di "vita vissuta" con un bel gruppo di DM e giocatori un po'... maturi.
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Ci sono momenti in cui un'azienda smette di sbagliare strada e comincia a sbagliare mappa. Wizards of the Coast ci è arrivata il giorno in cui ha deciso di chiedere ai giocatori di Dungeons & Dragons cosa pensano di loro su X. Il risultato? 244.000 visualizzazioni. 676 like. Fate il conto. Chi è Kasimir UrbanskiPrima di entrare nel merito, due parole sull'uomo che ha analizzato questa debacle con l'occhio di chi conosce il business dall'interno. Kasimir Urbanski, noto online come RPG Pundit, non è un semplice critico da tastiera. È autore di decine di prodotti OSR tra cui gli Old School Companion, volumi densi di magia, mostri e materiale storicamente fondato per campagne medievali autentiche. Ma soprattutto: nel 2014 ha lavorato come consulente per Wizards of the Coast durante lo sviluppo della quinta edizione. Conosce la cucina. Sa come si prepara quel pasto. E sa anche quando qualcosa brucia. Il sondaggioWotC ha pubblicato sul proprio account ufficiale X un link a un sondaggio per i giocatori, con l'immagine di una donna che parla con un drago e il testo del post: "Avventurieri, abbiamo bisogno delle vostre opinioni." Urbanski ha scorso i commenti in diretta, senza saltarne uno, per capire l'umore reale della community. Quello che ha trovato, o meglio, quello che non ha trovato, è il punto centrale dell'intera vicenda. Su centinaia di risposte analizzate, nemmeno una di sostegno. Nemmeno una. I commenti più rappresentativi raccontano tutto. C'è chi chiede di rilasciare i materiali TSR come open source e di lasciar perdere. Chi invita WotC a licenziare ogni singola persona in posizione di responsabilità. Chi fa notare che il gioco originale è stato trasformato in qualcosa di irriconoscibile. Chi mostra fotografie di Dave Arneson e Gary Gygax giovani, i fondatori, come silenziosa accusa. Un giocatore con quindici anni di campagne alle spalle, cinquanta-sessanta sessioni all'anno, quindici giocatori fissi attorno al tavolo, scrive con precisione chirurgica: "Queste sono persone affermate con soldi da spendere in nostalgia. Ma voi non ci state più parlando. State cercando disperatamente un pubblico che non ha soldi, odia i vostri concetti base e vuole rompere quello che appartiene agli altri." Un altro risponde alla domanda del sondaggio - "Cosa potrebbe fare WotC per migliorare la vostra opinione?" - con questa proposta: "Vendete D&D o mettetelo di pubblico dominio. Avete dimostrato di non avere alcuna idea di cosa sia questo gioco, e in azienda non c'è nessuno che ce l'abbia." Il tema dell'arte ricorre in molti commenti. La grafica classica: Alina la chierica contro Bargle, i dungeon dai colori vivi, i guerrieri calati nell'oscurità con le torce, contrapposta a quello che qualcuno ha definito "pastel dungeon party zone". L'estetica, per chi è cresciuto con un certo D&D, non è un dettaglio decorativo. È la porta d'ingresso all'immaginazione. Cosa dice davvero questo silenzioUrbanski fa una osservazione che vale più di qualsiasi analisi di mercato: tre anni fa, uno spazio come X sarebbe diventato un campo di battaglia. Da un lato i critici, dall'altro i difensori della direzione attuale di WotC, ciascuno con le proprie armate digitali. Oggi non c'è battaglia. C'è solo un lato. La "woke mob", come la definisce lui, non è intervenuta a difendere Wizards. Nessuno è venuto a parare i colpi. L'azienda si è trovata da sola in un vicolo, e quello che pensava fosse un quartiere amico si è rivelato tutt'altro. Per RPG Pundit questo è un segnale preciso: quella guerra culturale che ha attraversato il mondo dei GdR negli ultimi anni è finita. E non è finita male: è finita con una sconfitta così netta che non ha nemmeno prodotto una retroguardia. Il punto che emerge con più forza dai commenti non è il rancore. È il dispiacere. Chi ha amato D&D, la prima edizione, la seconda, il set base, i moduli in bianco e nero, sa che stava giocando a qualcosa costruito da persone che ci credevano. Gygax e Arneson non avevano un ufficio di marketing, non avevano focus group, non avevano consulenti di diversità e inclusione. Avevano immaginazione e ossessione per il gioco. La quinta edizione del 2014, ricordano in molti, funzionava proprio perché aveva saputo fare un passo indietro: onorare cinquant'anni di storia invece di scusarsi per essa. Era un sistema che poteva durare decenni sul mercato. Evergreen, come lo definisce Urbanski. Quello che è venuto dopo (il 2024, la revisione ora chiamata "5.5e") ha rotto quell'equilibrio. Non per una scelta di game design, ma per l'inseguimento di tendenze social che hanno poco a che fare con il tavolo di gioco. Il voto con i dadi676 like su 244.000 visualizzazioni è un numero che parla da solo. Non serve un dottorato in statistica per capire che non è un trionfo. Urbanski chiude la sua analisi con una sentenza sobria: "Wizards of the Coast è un morto che cammina, per quanto riguarda la loro versione attuale di D&D. Quella battaglia, l'abbiamo vinta." Sarà. Ma al tavolo da gioco, quella battaglia l'hanno vinta i giocatori da decenni, ogni volta che hanno tirato fuori un manuale ingiallito e si sono seduti attorno a una mappa disegnata a mano. WotC farebbe bene a ricordarselo, prima di lanciare il prossimo sondaggio.
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Il sondaggio suicida di Wizards of the Coast
Kasimir Urbanski, alias RPG Pundit, analizza il disastro pubblico di WotC su X e quello che legge è inequivocabile. Ogni tanto vale la pena guardare fuori dalla propria bolla e tastare il polso della community di D&D, non per tifare, ma per capire dove sta andando il mercato più influente del nostro hobby. Il sondaggio pubblicato da Wizards of the Coast su X è una di quelle occasioni rare in cui i numeri parlano da soli. Quello che segue è un tentativo di capire dove sta andando la community più grande del nostro hobby. Ci sono momenti in cui un'azienda smette di sbagliare strada e comincia a sbagliare mappa. Wizards of the Coast ci è arrivata il giorno in cui ha deciso di chiedere ai giocatori di Dungeons & Dragons cosa pensano di loro su X. Il risultato? 244.000 visualizzazioni. 676 like. Fate il conto. Chi è Kasimir UrbanskiPrima di entrare nel merito, due parole sull'uomo che ha analizzato questa debacle con l'occhio di chi conosce il business dall'interno. Kasimir Urbanski, noto online come RPG Pundit, non è un semplice critico da tastiera. È autore di decine di prodotti OSR tra cui gli Old School Companion, volumi densi di magia, mostri e materiale storicamente fondato per campagne medievali autentiche. Ma soprattutto: nel 2014 ha lavorato come consulente per Wizards of the Coast durante lo sviluppo della quinta edizione. Conosce la cucina. Sa come si prepara quel pasto. E sa anche quando qualcosa brucia. Il sondaggioWotC ha pubblicato sul proprio account ufficiale X un link a un sondaggio per i giocatori, con l'immagine di una donna che parla con un drago e il testo del post: "Avventurieri, abbiamo bisogno delle vostre opinioni." Urbanski ha scorso i commenti in diretta, senza saltarne uno, per capire l'umore reale della community. Quello che ha trovato, o meglio, quello che non ha trovato, è il punto centrale dell'intera vicenda. Su centinaia di risposte analizzate, nemmeno una di sostegno. Nemmeno una. I commenti più rappresentativi raccontano tutto. C'è chi chiede di rilasciare i materiali TSR come open source e di lasciar perdere. Chi invita WotC a licenziare ogni singola persona in posizione di responsabilità. Chi fa notare che il gioco originale è stato trasformato in qualcosa di irriconoscibile. Chi mostra fotografie di Dave Arneson e Gary Gygax giovani, i fondatori, come silenziosa accusa. Un giocatore con quindici anni di campagne alle spalle, cinquanta-sessanta sessioni all'anno, quindici giocatori fissi attorno al tavolo, scrive con precisione chirurgica: "Queste sono persone affermate con soldi da spendere in nostalgia. Ma voi non ci state più parlando. State cercando disperatamente un pubblico che non ha soldi, odia i vostri concetti base e vuole rompere quello che appartiene agli altri." Un altro risponde alla domanda del sondaggio - "Cosa potrebbe fare WotC per migliorare la vostra opinione?" - con questa proposta: "Vendete D&D o mettetelo di pubblico dominio. Avete dimostrato di non avere alcuna idea di cosa sia questo gioco, e in azienda non c'è nessuno che ce l'abbia." Il tema dell'arte ricorre in molti commenti. La grafica classica: Alina la chierica contro Bargle, i dungeon dai colori vivi, i guerrieri calati nell'oscurità con le torce, contrapposta a quello che qualcuno ha definito "pastel dungeon party zone". L'estetica, per chi è cresciuto con un certo D&D, non è un dettaglio decorativo. È la porta d'ingresso all'immaginazione. Cosa dice davvero questo silenzioUrbanski fa una osservazione che vale più di qualsiasi analisi di mercato: tre anni fa, uno spazio come X sarebbe diventato un campo di battaglia. Da un lato i critici, dall'altro i difensori della direzione attuale di WotC, ciascuno con le proprie armate digitali. Oggi non c'è battaglia. C'è solo un lato. La "woke mob", come la definisce lui, non è intervenuta a difendere Wizards. Nessuno è venuto a parare i colpi. L'azienda si è trovata da sola in un vicolo, e quello che pensava fosse un quartiere amico si è rivelato tutt'altro. Per RPG Pundit questo è un segnale preciso: quella guerra culturale che ha attraversato il mondo dei GdR negli ultimi anni è finita. E non è finita male: è finita con una sconfitta così netta che non ha nemmeno prodotto una retroguardia. Il punto che emerge con più forza dai commenti non è il rancore. È il dispiacere. Chi ha amato D&D, la prima edizione, la seconda, il set base, i moduli in bianco e nero, sa che stava giocando a qualcosa costruito da persone che ci credevano. Gygax e Arneson non avevano un ufficio di marketing, non avevano focus group, non avevano consulenti di diversità e inclusione. Avevano immaginazione e ossessione per il gioco. La quinta edizione del 2014, ricordano in molti, funzionava proprio perché aveva saputo fare un passo indietro: onorare cinquant'anni di storia invece di scusarsi per essa. Era un sistema che poteva durare decenni sul mercato. Evergreen, come lo definisce Urbanski. Quello che è venuto dopo (il 2024, la revisione ora chiamata "5.5e") ha rotto quell'equilibrio. Non per una scelta di game design, ma per l'inseguimento di tendenze social che hanno poco a che fare con il tavolo di gioco. Il voto con i dadi676 like su 244.000 visualizzazioni è un numero che parla da solo. Non serve un dottorato in statistica per capire che non è un trionfo. Urbanski chiude la sua analisi con una sentenza sobria: "Wizards of the Coast è un morto che cammina, per quanto riguarda la loro versione attuale di D&D. Quella battaglia, l'abbiamo vinta." Sarà. Ma al tavolo da gioco, quella battaglia l'hanno vinta i giocatori da decenni, ogni volta che hanno tirato fuori un manuale ingiallito e si sono seduti attorno a una mappa disegnata a mano. WotC farebbe bene a ricordarselo, prima di lanciare il prossimo sondaggio. View full articolo
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Come si vede che se n'è andato Perkins, e per il meglio anche.
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Roma D&D: Cerco un gruppo per campagnia 5e/5.5e
Salve a tutti, sono Francesco, 30 anni, appassionato di Dungeons and Dragons. Cerco un gruppo per giocare in presenza a Roma per una campagna 5e/5.5e. Io sono in zona Ottaviano, ma non è un problema spostarmi nella capitale, magari vicino ad una fermata metro o in una zona ben collegata con i mezzi sarebbe preferibile. Gioco di ruolo, chiacchiere, divertimento e persone leggere sarebbero il cocktail perfetto che sto cercando. Per info o qualunque domanda contattatemi in discord o su telegram, in mp oppure commentando il post. Vi lascio dei recapiti di seguito. Grazie dell'attenzione e buon divertimento a tutti! 😊 Discord: popl_kun Telegram: @Fra_3595
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Condivido l'opinione su Luke Gygax. Pare un bravo cristo da quello che si dice nell'ambiente, ma... che altro? Ha un cognome "importante" per D&D, ma non significa nulla. Mi puzza tanto di mascotte. La questione delle "stagioni" può essere carina e aggiungere del materiale interessante, ma rischia di fare la stessa cosa di Path quando ha cominciato a stampare mille splatbook tematici solo per prendere grano.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Mah, speriamo bene. Personalmente mi sembra tutto materiale "di facciata" per far dimenticare gli scandali degli ultimi 2 anni e le uscite di prodotti di qualità mediocre. Spero davvero che pubblichino qualcosa di grande qualità che spinga all'acquisto. Di certo l'aver preso Luke Gygax come autore, al di là del nome che porta, non è per nulla sinonimo di quella qualità tanto invocata. Come designer è, a voler essere generosi, mediocre. E lui stesso ad ammetterlo in diverse interviste. A suo merito va detto di essere sempre stato estremamente disponibile, e soprattutto molto sincero, nelle interviste che ha rilasciato, oltre che essere un uomo cordiale e pacato (a differenza del fratello Ernie che è molto più simile al padre: fumantino, misogino, propenso a mentire - vedi tutto il macello della TSR V3 che è stato molto vicino ad essere una frode), ed essere davvero un appassionato di D&D, oltre che un eccellente giocatore di AD&D. Mi preparo al peggio ma spero per il meglio.
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
Quale altro manuale? Non si parla sempre della "Melf's Guide to Greyhawk" annunciata qualche giorno fa? Comunque con una copertina di Easley quanto meno si presenterà come si deve.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
L'espansione verso altri settori mi sembra molto accattivante come notizia! Poi una serie in collaborazione con HBO non nego che mi intriga 😍 Spero, poi può essere che non la fanno in quel modo, facciano un prodotto simile al film uscito nel 2023. Purtroppo Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves fu un flop al botteghino, ma io sono divertito tantissimo durante la visione e lo apprezzai non poco su tanti punti (anche se ha i suoi difetti). Chissà se faranno prodotti con lo stesso "spirito"? Sinceramente D.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
In occasione della GaryCon 18, Wizards of the Coast (WotC) ha tenuto una conferenza stampa fondamentale per definire la rotta di Dungeons & Dragons per i prossimi anni. L'evento ha visto la partecipazione di figure chiave come Luke Gygax, fondatore della GaryCon, e Dan Ayoub, capo del franchise di D&D, segnando un momento di profonda riconciliazione e rinnovata visione strategica. La riconciliazione con la famiglia GygaxUno dei punti più significativi dell'incontro è stata la volontà esplicita di Dan Aub di "ricucire la frattura" tra la famiglia Gygax e il franchise. Aub ha raccontato di aver cercato Luke Gygax poco dopo aver assunto il suo incarico, con l'obiettivo di onorare le radici del gioco e riportare la famiglia fondatrice all'interno del progetto editoriale. Questa collaborazione si concretizzerà nel ritorno ufficiale a Greyhawk. Luke Gygax ha annunciato che sta lavorando con WotC per produrre nuovi contenuti ambientati nell'ambientazione originale del padre, tra cui una guida ufficiale ("Melf’s Guide") e nuove avventure. L'obiettivo è permettere a una nuova generazione di giocatori di vivere Greyhawk attraverso la lente di chi ha contribuito a crearlo. Il modello a "Stagioni" e la nuova roadmapWizards of the Coast sta trasformando radicalmente il modo in cui rilascia i contenuti, passando a un modello basato sulle stagioni. Invece di semplici uscite isolate, l'azienda si concentrerà su temi specifici per periodi di circa 3-5 mesi (come la già annunciata "Stagione dell'Orrore" e la "Stagione della Magia"). Questa strategia mira a creare un'esperienza condivisa in cui tutta la comunità globale gioca e discute lo stesso tema contemporaneamente. Inoltre, per garantire maggiore trasparenza a giocatori e rivenditori, WotC si impegna a rivelare una roadmap annuale durante ogni edizione della Gen Con, permettendo a tutti di conoscere in anticipo i piani per l'anno successivo. Il ritorno dei moduli e la flessibilità di giocoUn'altra novità accolta con entusiasmo è il ritorno dei moduli di avventura. Dan Aub e il team di design hanno riconosciuto il valore dei formati più brevi e pronti all'uso, che permettono ai Dungeon Master di preparare le sessioni con minor sforzo pur mantenendo la qualità narrativa. L'idea è quella di offrire una varietà di formati che spazino dalle campagne epiche a avventure più agili, capaci di adattarsi alle diverse esigenze di tempo dei giocatori moderni. Espansione multimediale e coerenza del franchiseD&D si sta evolvendo verso un modello di "franchise lifestyle", dove tutte le espressioni del marchio, dal gioco cartaceo ai videogiochi fino ai media televisivi, sono coordinate sotto un'unica guida. Tra i progetti menzionati figurano: Il videogioco Warlock, sviluppato da uno studio interno dedicato. La serie TV in collaborazione con HBO. Un costante investimento nel gioco digitale tramite D&D Beyond, mantenendo però la centralità del supporto ai negozi fisici e al gioco organizzato attraverso il programma WPN. La missione sociale di D&DOltre agli annunci commerciali, la conferenza ha sottolineato l'importanza di D&D come strumento di connessione umana e crescita personale. Luke Gygax ha evidenziato come il gioco aiuti i giovani a sviluppare l'immaginazione e abilità sociali, offrendo una via di fuga creativa in un mondo sempre più dominato dagli schermi digitali. In sintesi, il messaggio emerso dal GaryCon 18 è quello di un franchise che guarda al futuro senza dimenticare i "giganti" sulle cui spalle è costruito, puntando su una maggiore apertura verso la community e un ritorno alle atmosfere classiche che hanno reso grande Dungeons & Dragons.
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Il Futuro di Dungeons & Dragons: Tradizione, Comunità e Innovazione
Il ritorno a Greyhawk e la storica riconciliazione tra Luke Gygax e Wizards of the Coast segnano una nuova era dedicata alle radici del franchise. In occasione della GaryCon 18, Wizards of the Coast (WotC) ha tenuto una conferenza stampa fondamentale per definire la rotta di Dungeons & Dragons per i prossimi anni. L'evento ha visto la partecipazione di figure chiave come Luke Gygax, fondatore della GaryCon, e Dan Ayoub, capo del franchise di D&D, segnando un momento di profonda riconciliazione e rinnovata visione strategica. La riconciliazione con la famiglia GygaxUno dei punti più significativi dell'incontro è stata la volontà esplicita di Dan Aub di "ricucire la frattura" tra la famiglia Gygax e il franchise. Aub ha raccontato di aver cercato Luke Gygax poco dopo aver assunto il suo incarico, con l'obiettivo di onorare le radici del gioco e riportare la famiglia fondatrice all'interno del progetto editoriale. Questa collaborazione si concretizzerà nel ritorno ufficiale a Greyhawk. Luke Gygax ha annunciato che sta lavorando con WotC per produrre nuovi contenuti ambientati nell'ambientazione originale del padre, tra cui una guida ufficiale ("Melf’s Guide") e nuove avventure. L'obiettivo è permettere a una nuova generazione di giocatori di vivere Greyhawk attraverso la lente di chi ha contribuito a crearlo. Il modello a "Stagioni" e la nuova roadmapWizards of the Coast sta trasformando radicalmente il modo in cui rilascia i contenuti, passando a un modello basato sulle stagioni. Invece di semplici uscite isolate, l'azienda si concentrerà su temi specifici per periodi di circa 3-5 mesi (come la già annunciata "Stagione dell'Orrore" e la "Stagione della Magia"). Questa strategia mira a creare un'esperienza condivisa in cui tutta la comunità globale gioca e discute lo stesso tema contemporaneamente. Inoltre, per garantire maggiore trasparenza a giocatori e rivenditori, WotC si impegna a rivelare una roadmap annuale durante ogni edizione della Gen Con, permettendo a tutti di conoscere in anticipo i piani per l'anno successivo. Il ritorno dei moduli e la flessibilità di giocoUn'altra novità accolta con entusiasmo è il ritorno dei moduli di avventura. Dan Aub e il team di design hanno riconosciuto il valore dei formati più brevi e pronti all'uso, che permettono ai Dungeon Master di preparare le sessioni con minor sforzo pur mantenendo la qualità narrativa. L'idea è quella di offrire una varietà di formati che spazino dalle campagne epiche a avventure più agili, capaci di adattarsi alle diverse esigenze di tempo dei giocatori moderni. Espansione multimediale e coerenza del franchiseD&D si sta evolvendo verso un modello di "franchise lifestyle", dove tutte le espressioni del marchio, dal gioco cartaceo ai videogiochi fino ai media televisivi, sono coordinate sotto un'unica guida. Tra i progetti menzionati figurano: Il videogioco Warlock, sviluppato da uno studio interno dedicato. La serie TV in collaborazione con HBO. Un costante investimento nel gioco digitale tramite D&D Beyond, mantenendo però la centralità del supporto ai negozi fisici e al gioco organizzato attraverso il programma WPN. La missione sociale di D&DOltre agli annunci commerciali, la conferenza ha sottolineato l'importanza di D&D come strumento di connessione umana e crescita personale. Luke Gygax ha evidenziato come il gioco aiuti i giovani a sviluppare l'immaginazione e abilità sociali, offrendo una via di fuga creativa in un mondo sempre più dominato dagli schermi digitali. In sintesi, il messaggio emerso dal GaryCon 18 è quello di un franchise che guarda al futuro senza dimenticare i "giganti" sulle cui spalle è costruito, puntando su una maggiore apertura verso la community e un ritorno alle atmosfere classiche che hanno reso grande Dungeons & Dragons. Visualizza articolo completo
- Ieri
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
anche io ho la stessa impressione e concordo sulla tua logica conseguenza 🙂. Proprio per questo che, quando accade che ci si ritrova a commentare l'uscita di un nuovo prodotto, magari avendo avuto modo di leggerne almeno una anteprima o un estratto prima di acquistarlo, il tono ed il livello della critica si dovrebbe rivolgere non solo al gusto (sacrosanto) personale ma soprattutto alla qualità e allo sforzo che è stato fatto per realizzarlo, sapendo che nulla è perfetto e tutto è perfezionabile. Una sana critica non è sicuramente semplice da elaborare, ma la faziosità dell'una o dell'altra fascia generazionale non giova all'hobby in se. E non ho problemi a sostenere che la vecchia guardia ha qualche responsabilità in più (per esperienza nell'hobby ma anche per età anagrafica in generale) nel cercare di tenere un dibattito meno fazioso e più oggettivo possibile.
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
PS: La faccia di questo elfo mi convince di più di quella dell'altro manuale almeno... anche se sembra uno di quegli amici che tutti hanno avuto, una volta nella vita, che esce da un vicolo dopo essersi dedicato all'arte del tracannare alcol per tutta la sera e... 🤢 va a fare quello che uno dovrebbe fare con una faccia cadaverica come quella 🤮. PS: Il povero vecchio Buggy non ce l'ha fatta invece 😵
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Melf's Guide to Greyhawk: svelata la copertina di Jeff Easley alla Gary Con
Ok! Non so bene come prendere la notizia... mera manovra pubblicitaria per quello che verrà mostrato al Gary Con relativamente a Greyhawk? Pubblicizzare che stanno lavorando ad altro per Greyhawk a pochi giorni dall'annuncio del primo manuale dedicato per la 5.5? Sono così tanto sicuri che faranno il botto con questi manuali tanto da programmare già un altra uscita? Ok... Hanno la mia attenzione... ma non avranno i miei soldi! Sinceramente convinto D.
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
Ci mancherebbe! Solo che ho l'impressione che una parte della vecchia guardia compri tutto e poi si lamenti. Allora tanto vale leggere le recensioni o spulciare il libro in negozio e non acquistare i prodotti che non si considerano all'altezza, rimanendo fedeli agli antichi tomi. Anche perché alla Hasbro interessa vendere, quindi se compri fai il loro gioco.
- Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
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Melf's Guide to Greyhawk in arrivo da Luke Gygax e WotC
il mio è un ragionamento articolato che spero di riuscire a spiegare brevemente. Questo è un hobby con molte sfaccettature, che è arrivato ad attraversare diverse generazioni e che, se vogliamo, ci accomuna tutti in una grande comunità. Con tutto il materiale che i più grandi tra noi hanno a disposizione si potrebbe giocare per una vita senza bisogno di nulla... eppure se ci venisse proposto un prodotto di qualità, sempre una buona parte di noi grandi, probabilmente l'acquisterebbe. Perchè? Perchè siamo appassionati e desideriamo ancora essere stupiti e rapiti da questo hobby. E a differenza di quando eravamo ragazzi, oltre quanto ho già avuto modo di scrivere in precedenza, sappiamo anche riconoscere bene o male quali prodotti sono di una certa qualità e quali no. Ed è anche questo il motivo per cui ci ritroviamo tutti quanti qui (inteso come forum, social, associazioni, luoghi di incontro) a discutere, commentare e condividere pareri ed esperienze. Ma se la risposta è una rassegnazione incondizionata a quello che ci viene propinato, auto limitandoci anche solo nell'esprimere pareri critici, avremo sempre di più prodotti scadenti che nel tempo allontaneranno le persone, di qualsiasi fascia di età, dal gioco. Per carità, le nostre critiche difficilmente giungono alle orecchie dei grandi editori, ma se anche tra noi hobbysti/giocatori/acquirenti ci autocensuriamo nella critica alla qualità dei prodotti (non parlo di guerre di edizioni o di ambientazioni, sia ben inteso) credo che non facciamo un buon servizio ne alla comunità ludica ne tanto meno a noi stessi. Poi ognuno, giustamente, butta i propri denari dove ritiene più opportuno 😉 my 2cents