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I demoni che abbiamo dentro
"Quello che hai preso nel vino", ti spiega Obedience, "lo chiamiamo il Drago di Sangue" "viene da un Leviatano", si intromette Godsend. "Ti fa venire gli occhi blu". "Lo abbiamo dato a Papà. E a tutti gli altri. Ma uccide solo i maschi" ti sussurra all'orecchio. "Ci rende potenti", dice Deliverance. "Rimuove gli ostacoli", Odedience ti aiuta a rialzarti, "ma devi stare attenta. Richiede un prezzo. Per questo lo condividiamo" Ah! Potrei ingelosirmi, piccola Talitha Tyrconnel. La voce di Setarra è nella tua testa. Favorita da Molti Dei.
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I demoni che abbiamo dentro
La vista ti si vela. Un attimo dopo sei piegata in due, mentre il tuo corpo cerca di espellere la sostanza sciolta nel vino. Vieni percorsa da spasmi violentissimi e dolorosi. "Pensi stia morendo, Deliverance?" "Sarebbe una cosa nuova. Non ha mai ucciso una femmina prima d'ora." "Sopravviverà, sorelle. E sarà forte. Così ci servirà meglio." Senti le voci delle Strangford intorno a te, ma remote, come se ti parlassero da un altro mondo. E poi ti accorgi che non stanno muovendo le labbra. Non sono voci ma i loro pensieri che riverberano nella tua mente. E non solo parole, ma immagini: delle fioche sorelle, luce di stelle morte, e profondità oceaniche nere come la pece in cui qualcosa di immane si muove. Urli, e sbavi, e ti pisci addosso dal terrore. E non sai per quanto va avanti, ma quando riprendi il controllo sei ancora nel magazzino e Obedience è piegata su di te. C'è un grande specchio poggiato contro la parete e tu vi osservi le vostre immagini riflesse: le vostre iridi e le sclere degli occhi, pulsano tutte di un azzurro cupo e ultraterreno. "Ha gli Occhi sorelle! Ha gli Occhi!" Godsend applaude, felice. Obedience ti prende la testa fra le mani e ti bacia sulle labbra. "Benvenuta in famiglia", dice.
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I demoni che abbiamo dentro
Le Strangford non fanno il minimo cenno di volersi servire, si limitano ad osservarti con malcelata curiosità. "Non temere, Helene, non è avvelenato", si sente in dovere di rassicurarti Obedience, la Maggiore. "Pensaci, sarebbe stupido da parte nostra visto il magnifico servigio che ci hai reso, non credi?" "Dicono un sacco di cose brutte sul nostro conto", dice Godsend, "un sacco di cose brutte" "Ci temono", aggiunge la terza, Deliverance, "perché siamo donne. E vogliono controllarci. Perciò ci dicono quando possiamo parlare, quando dobbiamo tacere, chi sposare. Puoi capirci, Helene, vero? Anche tu rifiuti di essere sottomessa e sei pronta a prendere quello che vuoi" Già, deve essere per questo che hanno avvelenato quasi tutti i maschi della famiglia. O almeno così si dice. Obedience ti osserva. "Bevi, Helene. Oppure non farlo: la scelta è tua" Osservi il liquido nella coppa; appare nero e viscoso come il sangue ora. Addirittura diresti che c'è qualcosa che ci nuota dentro. Ma forse è solo un gioco di ombre, e le luci dei globi luminosi della dispensa
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I demoni che abbiamo dentro
Con un impercettibile gesto delle dita la gran dama manda via la guardia. Restate voi quattro. "Io sono la Maggiore delle Strangford" si presenta l'amazzone. "Chiedi alla plebea del ragazzo, Obedience!" la sprona la ragazza alla sua sinistra "Comfort, Deliverance e Desire vogliono sapere.." Obedience alza una mano. "Non essere scortese Godsend. Dove sono le vostre buone maniere?" La ragazza china subito la testa e la Maggiore torna a concentrarsi su di te. "Perdona le mie sorelle, Helene, sono delle autentiche selvagge" Da un tavolo prende una caraffa, riempie una coppa d'argento con del liquido rubino e te la porge. "Non ho mai incontrato nessuna come te" dice, e siccome ti vede titubante nel bere aggiunge "è vero vino, non il liquore di muffa che certamente bevi di solito. Fatto con uva della nostra fattoria radiante di Dunslough" "Coltivata dai condannati a morte del penitenziario" si intromette l'altra ragazza, una strana luce negli occhi, come se questo particolare rendesse la bevanda più inebriante per lei.
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I demoni che abbiamo dentro
Con tuo disappunto la carrozza prende la via di sud-ovest e passa il ponte che porta a Charhollow. Pensavi che le Strangford, ricche come sono, avessero la loro tenuta a Brightstone oppure persino a Whitecrown come quasi tutti gli altri nobili che contano. E invece ti ritrovi in un quartiere popolare brulicante di operai e braccianti. Le Strangford sono industriali, e vogliono evidentemente tenersi vicine alle fabbriche e alla loro forza lavoro. Oppure non si fidano del resto della nobiltà e dei funzionari imperiali, vallo a sapere. Hanno una grande tenuta recintata da una barriera fulminante appollaiata su una isola privata affacciata sulle baraccopoli, oltre il canale Metà dell'isola è occupata da impianti industriali, il resto dalla loro villa, una residenza fortificata arroccata su una collina. Qualcuno lancia dello sterco sulla carrozza, al suo passaggio, ma il cocchiere sembra non farci caso. Passate una serie di posti di blocco presidiati da bravacci armati di bastoni ben piantati, con i cilindri inclinati e le mani dietro le bretelle prima di passare la barriera ed inerpicarvi sul viale che porta alla villa, piena di lanterne e tirata a lucido per il ricevimento. La tua delusione cresce ancora quando, invece di fermarsi presso l'entrata principale, il carro fa il giro e si ferma davanti ad un ingresso di servizio. Vieni scaricata assieme alle merci e condotta in una specie di magazzino, dove un bravo ti fa segno di metterti a sedere su uno sgabello e stare buona. Ti senti umiliata, perché sei una Tyrconnel! Il tuo sangue è stato compagno dell'Imperatore per secoli! E chi sono invece queste Strangford, parvenu arricchite venute fuori dal nulla? Poi pensi che hai fatto del tuo meglio per nascondere i tuoi illustri natali qui a Duskvol, e certo per le padrone di casa tu sei solo una dei tanti ratti che sgomitano, pronti a tutto pur di fuggire dalla fogna in cui sono nati. "Benvenuta cara.. Helene, vero?" Una donna è entrata nel magazzino, spalleggiata da due altre donne che gli somigliano molto. La signora che ha parlato è alta e altera oltre ogni immaginazione, sulla quarantina diresti, se non addirittura qualcosa di più. Indossa abiti da amazzone: pantaloni, stivali lucidi completi di minacciosi speroni d'argento, col copricapo bianco dei giannizzeri imperiali ornato sulla fronte da un grosso diamante sormontato da una lunga, scenografica penna. Pensi che la penna valga più del diamante, perché i fagiani dovrebbero essere estinti da tempo.
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Topic di Servizio
Mmsi, la penso come MasterX. Potremmo anche solo iniziare a scaldare i personaggi e vedere se funzionano (non si può mai sapere prima di vederli in gioco).
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I demoni che abbiamo dentro
Non c'è nessuno dietro alla porta, anche se è difficile essere soli al Teatro, brulicante come è di impalpabili presenze. Tu puoi avvertirle e con la maschera anche vederle. Senza, devi sforzarti. Non sono presenze a te ostili, anzi, Setarra dice che sono tue alleate sebbene siano vincolate a questo posto e non possano lasciare le sue vecchie mura. Un dono del Re Arso, un pegno della vostra alleanza. "Fidati degli Dei anche meno che dei nobili, Helene" ti ammonisce Alvaran. "Chiediti perché sono stati dimenticati" Ah, quanta saggezza in una mente così giovane! Roren ti informa che la carrozza delle Strangford è arrivata: è una modesta vettura trainata da vigorose capre akorosiane, e tu che speravi di vedere dei veri cavalli! è carica di ortaggi e pesce fresco, forme di formaggi, carne e botti di vino. Il cocchiere ti fa segno di spicciarti. Dovrai strizzarti fra le altre merci.
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Topic di Servizio
Dai che ci siamo quasi! Lo sapete, vero, che a fare un bambino ci si mette meno? .D
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I demoni che abbiamo dentro
Lo stato delle risorse umane della Luna Nuova non è dei migliori: disponi solo di quattro gatti ora che buona parte della cricca è finita in gabbia per il tentativo di furto finito male ai danni delle giubbe blu. "Non credo che ai tuoi seguaci interessi la fulminotecnica, Helene", osserva Alvaran tetro. Stasera si è fatto un giro sulla faccia oscura della luna: suo padre, se gli intenti dei tuoi ragazzi fossero genuini -e non hai elementi per affermare che non lo siano- sarebbe fra quelli che le tue anime sgozzerebbero con piacere. Hai sempre pensato di poter sfruttare a tuo vantaggio l'atavico odio che i borghesi e il popolo minuto nutrono verso il sangue antico della nobiltà. Solo ora, però, osservando la pena e la preoccupazione sul volto del tuo bellissimo prigioniero, cominci ad intravedere il prezzo che dovresti pagare. Il ragazzo non brinda con te: la sua anima ancora non ti appartiene. "Immagino che forse potrei organizzare un corso di.. umm.. poesia Iruviana" dice alla fine Loyal schiarendosi la voce, per alleggerire un po' la tensione. "Col vostro permesso, Maestra, vado a procurarmi le salviette" e fila via seguito a ruota da Tedd. "I ragazzi non fanno che parlare del ricevimento", dice alla fine Alvaran quando restate finalmente soli. "Non andare, ti prego. Per loro sarai sempre e solo un giocattolo; una pedina. Questo lo sai, vero?" Già, il ricevimento delle Strangford è stasera. Dovresti iniziare a prepararti. Ti hanno detto che manderanno una carrozza a prenderti. E che dovrai essere sola.
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I demoni che abbiamo dentro
C'è qualche brusio deluso, ma poi i tuoi seguaci tornano alle loro mansioni, vale a dire più che altro farsi pesantemente di droghe: argentovivo, folgore, fumo onirico, loto nero, oppure pippano polvere ipnotica usando vecchi pamphlet ammuffiti del teatro arrotolati. Non hai mai osato vietargli l'uso delle sostanze. Sono proprio le droghe a rendere le loro menti più ricettive alla tua guida. Così, tuo malgrado, ti sei rassegnata a sopportare gente che scappa nuda lungo i corridoi urlando di aver visto Dio o di essere inseguita da Orrori Rosa. Senza contare quelli che sorprendi a scopare nei camerini. Hai visto cose che.. per fortuna Alvaran, Loyal e Ted ti raggiungono e sono abbastanza sobri da esserti di qualche utilità.
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I demoni che abbiamo dentro
"Gli chiederei di andarsene a farsi fottere!" i tuoi seguaci approvano rumorosamente le proposta di Loyal. "Sì, un mucchio di vecchi bavosi!" li arringa a sua volta Roren, "chi gli da il diritto di dirci cosa dobbiamo fare, pensare? Di come dobbiamo vivere!" "F*nculo i nobili! Devono morire tutti!" Alvaran, che si trova in platea, è a disagio.
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I demoni che abbiamo dentro
Tutto sembra andare a meraviglia; hai rapito Alvaran come volevano le Strangford e il ragazzo neanche lo ha capito, anzi potresti usare le sue notevoli capacità a tuo vantaggio. E ora hai denaro per finanziare le attività della Luna. Certo le attenzioni dei Guardiani sono preoccupanti ma per ora puoi gestirle. Nei giorni successivi alla fuga del ragazzo in città si scatena il pandemonio: i Rowan, la sua famiglia, muovono mari e monti per ritrovarlo. Le bande della città sono incazzate di brutto perché tante giubbe blu per le strade che fanno domande, arrestano e pestano i picciotti non fanno bene agli affari. Per fortuna sembra che nessuno sospetti del tuo coinvolgimento: a volte essere dei perfetti sconosciuti aiuta. Dedichi il tuo tempo -e i nuovi fondi- per prepararti alle future imprese. Assegni ad Hutchins il compito di indagare sull'uomo che è morto con il nome di Setarra sulle labbra: trattandosi del tuo demone preferito sospetti che la vittima potesse far parte di qualche setta o bazzicare l'ambiente antiquario, ambienti in cui Hutchins ha buoni agganci. Passano due settimane in cui esci dal Teatro il meno possibile in attesa che le acque di calmino. Ad Alvaran non sembra importare la vita da recluso, gli hai procurato qualche libro e passa il suo tempo a prendere appunti e studiare la tua maschera. Passi con piacere del tempo con lui. Il ragazzo non è solo bellissimo ma anche di ottima compagnia. Il suo ottimismo e la sua energia sono contagiosi. Sa anche essere incredibilmente ingenuo e a volte è superbo e supponente, ma non credi di aver mai incontrato una persona positiva, sensibile e solare come lui. Un po' ti dispiace: la vita fuori dalla sua gabbia dorata potrebbe farlo a pezzi. Il mondo è un posto orribile. Pieno di mostri. Come te, ad esempio. * * * Il quindicesimo giorno dalla tua fuga con Alvaran ricevi la visita di quello sgradevole misogino di Willie Strachan; è una giornata più smorta delle altre, il maestro di spada giunge all'ora della Seta al Teatro e si limita a lasciarti un biglietto prima di avvolgersi nel mantello e sparire nuovamente fra le brume di questo Mendar inoltrato. Rompi il sigillo di ceralacca. Un invito a palazzo Strangford. A quanto pare le lady terranno un grande ricevimento, ci sarà tutto il Consiglio Cittadino e la gente che conta. Dovrai esserci anche tu.
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Piccoli Cesari - topic di servizio
Mezzanotte ha risposto a Mezzanotte a un discussione Topic di servizio discussioni in OFF in Piccoli CesariSì, cioè, non è che sia complicata in sé, ma molto articolata. D'altro canto si prefigge di simulare complesse dinamiche criminali a livello cittadino.. direi che hanno fatto comunque un lavoro eccezionale. Bene, allora questa del morto e dell'artefatto legato a Setarra sarà la "main quest" di Talitha mentre lei cerca di sopravvivere e prosperare nello spietato sottobosco criminale di Duskvoll. Per iniziare creo un orologio da 4 sezioni per Hutchins: "Chi era il misterioso cadavere". L'orologio avanzerà indipendentemente a partire dalla prossima fase di downtime. Gli orologi possono essere consultati qui:
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Orologi
Talitha & la Luna Nuova Spoiler Le piccole anime escono di prigione 3/4 Mappatura spirituale delle miniere di Coalridge 0/8
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I demoni che abbiamo dentro
- Piccoli Cesari - topic di servizio
Mezzanotte ha risposto a Mezzanotte a un discussione Topic di servizio discussioni in OFF in Piccoli CesariDevo dire che il sistema di gioco di Blades è una bomba, ma tutta la gestione delle organizzazioni criminali mica è semplice! ^^' Per il progetto che vuoi assegnare a Hutchins, parlamene un po' meglio.- I demoni che abbiamo dentro
Alvaran si sistema al Teatro e sembra felice. Per te potrebbe essere anche molto utile.- I demoni che abbiamo dentro
"Molto bene, Helene", dice. "Hai un posto dove possa nascondermi? Non ho denaro con me ora ma penso potrei trovare il modo di pagarti in.. altro modo" Tu lo guardi strano e lui si gratta la testa, imbarazzato "Intendo che potrei lavorare per te, costruire cose. Sono bravo in quello, sai."- I demoni che abbiamo dentro
"Avevo già preso la decisione di sottrarmi al controllo di mio padre", dice il ragazzo. "Lui vorrebbe che prendessi il suo posto nel Consiglio e rendessi la nostra casata ancora più potente" inspira profondamente e poi aggiunge, buttando fuori l'aria dalla bocca di colpo, "ma non è quello che io desidero" "E penso sia vero che noi due potremmo cambiare le cose, assieme" "Vorrei tanto potermi fidare di te, ma come faccio se ignori le mie domande e non vuoi dirmi neanche chi sei?"- I demoni che abbiamo dentro
"Parli come mio padre", dice il ragazzo, "e lui è interessato solo al potere e a litigare con le Strangford" Fa una pausa e poi aggiunge "Non mi hai ancora detto il tuo nome"- I demoni che abbiamo dentro
"Aspetta", dice il ragazzo. "Che tipo di patto?"- I demoni che abbiamo dentro
Lui si ritrae, imbarazzatissimo per la vicinanza. E dire che fino a qualche istante prima scherzavate praticamente abbracciati senza problemi. Deve aver avvertito che qualcosa è cambiato all'improvviso: il tono della voce, il linguaggio del tuo corpo. "L'universo è casualità" risponde "tuttavia il caso a volte assume conformazioni.. diciamo interessanti. Sì." Ti guarda mentre lo dice, paonazzo per l'emozione. Ma dato che stringi la maschera non sei sicura se si riferisca a te o al nuovo giocattolo che gli hai appena fatto scoprire. "Dobbiamo migliorare le nostre barriere: sarà fondamentale per la nostra sopravvivenza. Quelle che abbiamo sono costosissime, alimentano il privilegio di pochi a scapito del bene dei più. Penso dovremmo renderle più economiche e piccole, forse persino portatili, capaci di sfruttare fonti di energia alternative al sangue dei demoni" ti accorgi che se parla di cose tecniche controlla meglio le emozioni. O meglio, riesce a nascondere quello che lo turba sotto la sua naturale passione per la scienza. "E poi c'è l'energia radiante. La comprendiamo troppo poco. Entra nei nostri corpi con gli alimenti, ne veniamo esposti, e non ci sono seri studi sugli effetti che può avere sulla nostra fisiologia a lungo termine" è tutto rosso in volto. "Non credi che questo sia assolutamente sconvolgente?"- I demoni che abbiamo dentro
Grazie alla furba Roren e alle rodate capacità di Alvaran nello sgattaiolare lontano dagli occhi del suo tutore guardia del corpo ti incontri con il ragazzo. Tenti la sua curiosità con la -un po' inquietante- Maschera Spettrale. Lui la indossa e ne rimane affascinato. Tu gli dici che quello è il mondo degli spiriti, lui si ostina a chiamarli campi cromodinamici multifrequenza, qualsiasi cosa voglia dire. Prova a spiegartelo. Tu non capisci nulla. Ridi imbarazzata. Ride anche lui, ma senza prenderti in giro. Ammette che poche persone ci capiscono qualcosa. In gran parte è terra incognita, frontiera per pionieri arditi, a volte al limite dell'eresia per la Chiesa dell'Estasi. Ogni tanto vi passate la maschera oppure provate ad usarla assieme per ammirare le emanazioni intrecciarsi e contorcersi attorno a voi, come fuochi fatui. "Pensi che possano attaccarmi?" ti chiede lui, eccitatissimo. "Non finché io sarò al tuo fianco", lo tranquillizzi. E pensi che sia la cosa più romantica che tu abbia mai detto ad un ragazzo. "Avevo sempre disprezzato la spettrologia non considerandola una scienza esatta, ma uno strumento come questo aiuterebbe molto le mie ricerche" In breve si offre di comprarti la maschera per una cifra molto alta. Le casse della Luna Nuova sono vuote, i suoi quattrini farebbero comodo. Mentre parlate e scherzate, e ridete, provi un moto di rabbia contro il destino avverso. Perché lui non è solo bello ed estremamente intelligente, ma anche sensibile, simpatico e buono. E tu stai per fotterlo veramente duro.- I demoni che abbiamo dentro
- Piccoli Cesari - topic di servizio
Mezzanotte ha risposto a Mezzanotte a un discussione Topic di servizio discussioni in OFF in Piccoli CesariDirei di no. Sono studenti, non criminali. O almeno lo erano prima di conoscere te... va benissimo. - Piccoli Cesari - topic di servizio
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