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TdG - Larta 'h Vekkdin - III - Kel Kadhar
Moggo Adnur Continuo ad appestare l'aria con l'odore acre della pipa, sbuffando draghi e demoni d'ogni sorta. Scavo nelle tasche dei pantaloni tiro fuori qualche moneta scintillante che faccio tintinnare nelle mani, attirando l'attenzione dei miei compagni. "A mali estremi..." mormoro tra me e me "E se provassimo a risolverla alla maniera degli uma?" Sono sicuro che il trillo delle monete farà destare il burocrate di prima dai suoi affari. Non so se basterà a farci incontrare l'apice del trog, però...per quello ci vuole qualcuno che sappia giocarsela meglio di me con le parole. Fisso Andr con un sopracciglio alzato.
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Moggo Adnur Sto per disfare le braccia conserte e dire a questo tipo che ho con me la lancia di un re klaya caduto in battaglia, che la donna al mio fianco è la futura regina reggente di Kel Boldar, che Andr ha organizzato la difesa di Kel Kadhar quando i nemici ci superavano cinque a uno. Sto per prenderlo per il colletto e dirgli che se questo impero sta cadendo è per gente che non prende sul serio le minacce, gente con lo sguardo sulla burocrazia invece che sulle persone, insomma, gente come lui. Ma per fortuna ho dei compagni. Mi anticipano spesso - troppo spesso - e mi impediscono di fare cose di cui probabilmente mi pentirei. "...andiamo." sospiro il fumo della pipa in un drago minuscolo che mi volteggia attorno alla testa, salvo morire nell'etere poco dopo.
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Moggo Adnur Sbuffo alla risposta sarcastica del dwir. Penso abbia ancora tre-quattro battute gratuite prima di beccarsi una testata nei denti.
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Moggo Adnur "Penso si pronunci Mizpardin" dico con l'indice alzato. Mi sento molto Snorri in questo momento. "...comunque no."
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Moggo Adnur "Va bene, facciamo come dite voi" dico sbrigativamente. Saluto i due senza smancerie e mi allontano. Sono attratto dall'ingresso della città. Penso che passerò del tempo a pensare fissando il portale per il mondo esterno. Non so dire perché, ma mi serve, adesso. Se i miei compagni avranno bisogno di me, non sarà difficile trovarmi.
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Moggo Adnur Mi sto grattando la barba, la mia testa è altrove. Non mi accorgo nemmeno della domanda fin quando non vedo gli occhid dei miei compagni fissi su di me "-cosa...?" mi schiarisco la voce, metto a posto la fiaschetta e balbetto qualcosa che assomiglia a un "sì, tutto bene". Cerco di evitare il loro sguardo. "Quindi qual è il prossimo trog?"
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Moggo Adnur DM
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Moggo Adnur DM
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Moggo Adnur Come l'idra, il mostro che infestava i racconti di mio fratello Ruggo quando eravamo piccoli, le molte teste andranno mozzate e bruciate. Tengo per me i pensieri violenti stavolta, e ringrazio la magnanimità del mio clan. DM
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Moggo Adnur Annuisco, finalmente inizio a capirci qualcosa. "...uno alla volta, andremo dai trog neutrali, e poi quelli ostili."
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Moggo Adnur "Esatto! E poi noi...ehr..." l'entusiasmo si congela in fretta. Qual è il nostro scopo finale? "Noi dopo aver convinto gli altri-" mi blocco di nuovo. Dovremo incoronare il re. Ma come si fa a incoronare qualcuno che non è nemmeno ancora nato? Càzzo, non ci avevo pensato. "...diglielo, Andr. Digli cosa abbiamo...cosa abbiamo...pensato."
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Moggo Adnur "State parlando con gli eroi di Kel Kadhar! Ditemi quanti altri non-Adnur hanno combattuto con klaya, urkyr e mostri sotterranei negli ultimi 50 anni. Il valore non manca di certo in questo branco." ...è quasi un'offesa che abbiano dei dubbi su Chazia e Andr. Sanno quanto prendo seriamente la causa - o almeno, dovrebbero saperlo - e non nascondo il mio fastidio. Il destino ci ha messo insieme per scrivere un capitolo importante dell'Endag, non è già abbastanza chiaro?
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Moggo Adnur "Ci sono trog leali alla causa, o questa partita sarebbe già stata persa. Non resta che convincerli a farsi avanti, con le buone o..." Questo è il limite massimo della mia diplomazia.
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Moggo Adnur Seguo i miei confratelli nei sotterranei, in religioso silenzio, e faccio mia la loro preoccupazione. Sono accuse gravi, è vero. L'intera congiura è seria a tal punto da mettere a repentaglio la sopravvivenza e l'integrità di noi dwiri. "Kel Boldar deve avere un re. Così è sempre stato secondo l'Endag. Nel momento esatto in cui qualcuno ha pensato di poter aggirare la legge sacra, ha dato via a una catena di eventi che hanno portato a omicidi, tradimento e...l'orlo di una guerra civile." Guardo Chazia e Andr adesso. Ci sono cose di cui non abbiamo mai parlato apertamente, o perlomeno mai fino in fondo. Potrà non essere la sede adatta, ma ho paura che non avremo più molte altre occasioni come questa, ora che la nostra vita è in costante pericolo. "La tradizione è importante per chi come me si è sempre sentito escluso, fuori dalla montagna. Ma non è solo per questo che la penso come la penso: noi nani siamo nati per restare uniti, per sottostare a una legge. Guardate cosa succede nel momento in cui la abbandoniamo: tutto va in rovina. Forse alcuni di noi wandak abbiamo passato troppo tempo con gli uma e pensiamo che il loro modo di vivere si possa incastrare col nostro; che possiamo imparare da loro, in qualche modo. Ma noi non siamo effimeri e volubili. Noi non generiamo dieci figli e muoriamo nell'arco di qualche luna. Noi non siamo deboli e irrilevanti. Ogni errore che facciamo impatta la nostra intera comunità. Ecco perché rifiuto di vederli come pari: perchè ho paura di diventare come loro. Perchè mi guardo attorno e vedo caos. E l'Endag ci insegna che noi dwiri siamo meglio di così. Più duri, più nobili, più coesi. Come la pietra e il metallo che ci forgiano." Torno a parlare con gli Adnur: "Ora tocca a noi. Siamo tra gli ultimi che credono nella razza e hanno la forza di combattere per essa. Dobbiamo farlo. Per Kel Boldar, per le nuove generazioni che cresceranno a Kel Kadhar, e per tutte le altre roccaforti che chiameremo casa in futuro."
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Moggo Adnur Ecco un posto che potrei chiamare casa. Nemmeno io sono esule da cicatrici, e ogni tanto la spalla destra cigola, reduce di morsi, lame e chissà cos'altro che hanno attentato alla mia vita. "Salve, fratelli e sorelle" saluto sorridendo. Sembra passata una vita da quando ho iniziato ad allenarmi nei campi di marte qui nei pressi. E sarei anche tentato dal rimandare l'urgenza per trascorrere del tempo insieme a loro, se non per il fatto che né Chazia né Andr mi perdonerebbero l'indugiare in queste cordialità. Certo, non che capiscano cosa significa vivere circondato da gente che non mi è affine, e poi tornare invece a casa: l'entusiasmo, il cameratismo, i legami che trascendono il sangue o l'amicizia. Ma che ne sanno, gli incantatori? "Sono felice di essere qui. Le notizie sono vere: gli Adnur hanno difeso Kel Kadhar. Ogni nostro sacrificio verrà ricordato in eterno nell'Endag." estraggo la lancia di re Urvald e la pianto a terra, mostrando le spoglie di guerra, "Questo è l'umile premio di chi ha impugnato le armi e ha difeso la patria. Un esempio che andrebbe emulato anche fuori dal trog, ai giorni nostri." Non mi aspetto che qualcuno dei traditori sia all'ascolto adesso, siamo in un luogo sicuro. Eppure, nella remota possibilità, questo monito è per loro. "Con me ci sono i miei due compagni, coloro che mi hanno accompagnato dal mio primo ingresso alla Montagna: Chazia e Andr. Quando parlano, hanno la mia benedizione. Vorrei ascoltaste cos'hanno da dire."