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TdG - Larta 'h Vekkdin - III - Kel Kadhar
Moggo Adnur "Ci sono trog leali alla causa, o questa partita sarebbe già stata persa. Non resta che convincerli a farsi avanti, con le buone o..." Questo è il limite massimo della mia diplomazia.
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Moggo Adnur Seguo i miei confratelli nei sotterranei, in religioso silenzio, e faccio mia la loro preoccupazione. Sono accuse gravi, è vero. L'intera congiura è seria a tal punto da mettere a repentaglio la sopravvivenza e l'integrità di noi dwiri. "Kel Boldar deve avere un re. Così è sempre stato secondo l'Endag. Nel momento esatto in cui qualcuno ha pensato di poter aggirare la legge sacra, ha dato via a una catena di eventi che hanno portato a omicidi, tradimento e...l'orlo di una guerra civile." Guardo Chazia e Andr adesso. Ci sono cose di cui non abbiamo mai parlato apertamente, o perlomeno mai fino in fondo. Potrà non essere la sede adatta, ma ho paura che non avremo più molte altre occasioni come questa, ora che la nostra vita è in costante pericolo. "La tradizione è importante per chi come me si è sempre sentito escluso, fuori dalla montagna. Ma non è solo per questo che la penso come la penso: noi nani siamo nati per restare uniti, per sottostare a una legge. Guardate cosa succede nel momento in cui la abbandoniamo: tutto va in rovina. Forse alcuni di noi wandak abbiamo passato troppo tempo con gli uma e pensiamo che il loro modo di vivere si possa incastrare col nostro; che possiamo imparare da loro, in qualche modo. Ma noi non siamo effimeri e volubili. Noi non generiamo dieci figli e muoriamo nell'arco di qualche luna. Noi non siamo deboli e irrilevanti. Ogni errore che facciamo impatta la nostra intera comunità. Ecco perché rifiuto di vederli come pari: perchè ho paura di diventare come loro. Perchè mi guardo attorno e vedo caos. E l'Endag ci insegna che noi dwiri siamo meglio di così. Più duri, più nobili, più coesi. Come la pietra e il metallo che ci forgiano." Torno a parlare con gli Adnur: "Ora tocca a noi. Siamo tra gli ultimi che credono nella razza e hanno la forza di combattere per essa. Dobbiamo farlo. Per Kel Boldar, per le nuove generazioni che cresceranno a Kel Kadhar, e per tutte le altre roccaforti che chiameremo casa in futuro."
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Moggo Adnur Ecco un posto che potrei chiamare casa. Nemmeno io sono esule da cicatrici, e ogni tanto la spalla destra cigola, reduce di morsi, lame e chissà cos'altro che hanno attentato alla mia vita. "Salve, fratelli e sorelle" saluto sorridendo. Sembra passata una vita da quando ho iniziato ad allenarmi nei campi di marte qui nei pressi. E sarei anche tentato dal rimandare l'urgenza per trascorrere del tempo insieme a loro, se non per il fatto che né Chazia né Andr mi perdonerebbero l'indugiare in queste cordialità. Certo, non che capiscano cosa significa vivere circondato da gente che non mi è affine, e poi tornare invece a casa: l'entusiasmo, il cameratismo, i legami che trascendono il sangue o l'amicizia. Ma che ne sanno, gli incantatori? "Sono felice di essere qui. Le notizie sono vere: gli Adnur hanno difeso Kel Kadhar. Ogni nostro sacrificio verrà ricordato in eterno nell'Endag." estraggo la lancia di re Urvald e la pianto a terra, mostrando le spoglie di guerra, "Questo è l'umile premio di chi ha impugnato le armi e ha difeso la patria. Un esempio che andrebbe emulato anche fuori dal trog, ai giorni nostri." Non mi aspetto che qualcuno dei traditori sia all'ascolto adesso, siamo in un luogo sicuro. Eppure, nella remota possibilità, questo monito è per loro. "Con me ci sono i miei due compagni, coloro che mi hanno accompagnato dal mio primo ingresso alla Montagna: Chazia e Andr. Quando parlano, hanno la mia benedizione. Vorrei ascoltaste cos'hanno da dire."
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Moggo Adnur "Certo!" è passato parecchio tempo dall'ultima volta che ho visto un gruppo nutrito di Adnur. La maggior parte di coloro che si sono uniti a noi nella spedizione sono infine caduti valorosamente contro re Urvald. Non vedo l'ora di riunirmi a loro e farmi raccontare le ultime di Kel Boldar, scambiando le loro storie con le nostre - e di certo non ce ne mancano!
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Moggo Adnur Continuo a mormorare: "Un giorno. Un giorno anche Kel Kadhar sarà così." e chissà quanti altri Kel dopo di questo, se ci giochiamo bene le carte che abbiamo. E poi fisso Chazia, e ciò che ha in grembo. La speranza di unificare davvero questo impero.
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Moggo Adnur "Nessuna presa di posizione, ma è come vi ho detto: se garantiamo la presa di un nuovo Kel nei prossimi 50 anni, gli Adnur saranno dalla nostra."
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Moggo Adnur "...il rituale...!?" Il significato delle parole di Chazia viene assemblato in una manciata di secondi vacui dal mio piccolo, iracondo, cervello. Poi, l'emozione esplode sotto forma di risate sguaiate: "HA! Diventerò zio!" Sono euforico come un orso alla fiera del miele.
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Moggo Adnur Sono inquieto. Avere miei fratelli pronti a balestrarci alle spalle non è quello che mi aspettavo. Siamo gli eroi di Kel Kadhar, dannazione! Quale altra prova di fedeltà dobbiamo affrontare per essere degni di fiducia? "Questo non è il modo di trattare figli di Vilos" mormoro a Deljai, ringhiando al bosco.
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Moggo Adnur Che razza di nottata. Propongo di darsi ai bagordi con il resto del branco per festeggiare la sgnaccherata. 3 di Hort - 22 di Nrok 2491 "Auguri" rispondo a Morla, in seguito alla notizia del divorzio. Non so esattamente cosa si dovrebbe dire in queste situazioni. Della guerra con Teania dovrebbe importarmi di più, ma ad oggi sono le serpi in seno che mi danno da pensare. E a tal proposito, accetto l'invito di Deljai, anche se nemmeno a me piace passare troppo tempo senza un soffitto...
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Moggo Adnur Qualcosa si aggira tra gli alberi. È meno silenzioso di quanto vorrebbe essere, ma è veloce, possente, ed è difficile capirne la posizione esatta se non quando si muove. Poi, si ferma. E lì la vegetazione lo assorbe come parte di sé. Annusa l'aria. Guarda il cielo, poi il circolo di dwiri laggiù. Respira pesantemente, e poi riparte. Ho addosso la stessa pelliccia di lupo con la quale mi sono presentato alle porte di Kel Boldar. Sussurro ai pipistrelli, intimidisco i cervi e ha già orinato su diversi alberi per infastidire le fiere. A parte la lancia, e la pelliccia, sono nudo almeno quanto Lokan, forse di più, ma la folta peluria del corpo mi mimetizza bene nella notte. La notte è amica, lo sento. Se Chazia vuole ardere, lo faccia stanotte. La luna è dalla sua, la foresta pure. Le creature della notte osannano le fiamme dalla quale nasce la vita. Sono passati dieci minuti in cui ho di nuovo riaperto i sensi verso il mondo. Riparte la ronda. Qualcosa si aggira tra gli alberi. E finché continua a farlo, gli altri possono stare sereni. DM Sto di guardia e uso Speak with Animals per ampliare i miei sensi sui dintorni.
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Moggo Adnur Non proferisco parola, ma sorrido maliziosamente quando si parla di unione, a maggior ragione se Chazia è così in imbarazzo. "All'orso ci penso io. Voi pensate solo a..." - La barba folta nasconde bene il sorrisetto cretino. Quanto mai potrà essere difficile parlare con gli animali della zona e farsi dire se c'è qualche orso morto di recente? Certo, la sua pelle puzzerà di cadavere, ma Chazia mi frequenta da ormai abbastanza tempo da essere anestetizzata ai cattivi odori.
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Moggo Adnur "Credi davvero che ti avremmo lasciata andare da sola, anche se ci avessi chiesto di rimanere qui, Rossa?" ridacchio, strappandomi briciole di pane dalla barba vecchie di qualche giorno e facendoci uno spuntino.
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Moggo Adnur Sciolgo le braccia conserte, mi avvicino a Deljai e le metto una mano affettuosa sulla spalla. "Certo, Deljai, mi fido di te. Non importa cosa tu faccia mentre non guardiamo, fai sempre parte del branco."
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Moggo Adnur Ascolto in silenzio per un po'. Non capisco davvero ogni cosa, ma forse è meglio così. Solo ciò che è importante rimane. "Questa è casa nostra, Deljai. Sappiamo tutti cosa significa essere soli in un mondo che non ci appartiene. Perciò non c'è nessuno più motivato di noi wandak a proteggere casa...anche da sé stessa. Alcuni trog hanno chiaramente smesso di pensare all'unità della razza e pensano solo ai propri tornaconti. Questa è mentalità da uma, non da dwiri. E noi siamo meglio di così."
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Moggo Adnur Fiero delle parole di Chazia, le piazzo una mano sulla spalla: "...questo è quello che fa un buon sovrano. E non lascerò che ti accada niente, né a te, né al pargolo." poi guardo Deljai: "Ti sembra che stia giocando?"