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Fezza

Circolo degli Antichi
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  1. Thorne Camminavo arretrato rispetto a Tanith ma al fianco del carro e con passo costante, abituato com'ero alle strade di campagna. Le maglie dell'armatura tintinnavano leggermente sotto il mantello verde oliva e il quarzo al collo rifletteva la luce del sole. Ogni tanto alzavo lo sguardo al cielo come per ringraziare l'alba appena passata, e puntualmente un sorriso tranquillo mi illuminava l viso abbronzato. Era la prima volta che mi allontanavo tanto da Shadowdale, ma il paesaggio che avevo davanti mi ricordava casa: campi aperti, case sparse, la brezza mitigata dalle fresche acque ed il loro mormorio costante, erba giovane e legna da ardere che saliva dalle fattorie vicine. Una bella sensazione, che non provavo da tanto. Sognavo forse? La frase dell'elfo mi aveva riportato con i piedi per terra. "Hai ragione, Tanith. Quel tratto è proprio un pantano". Il mio sguardo era subito andato a cercare la sagoma tozza e familiare del nano che ormai era parte del mio mondo da quasi dieci anni. "Rollo, se il carro si blocca, tu ed io lo spingiamo da dietro, come quella volta che il mulino si è incastrato dopo la piena. Solo che stavolta non c'è farina da sporcare" Un sorriso breve, quasi timido, ma sincero per poi tornare a guardare avanti con la brezza che mi scompigliava i capelli castani legati in coda bassa e nel mentre "Ah, e se qualcuno ha fame prima di arrivare ho ancora qualche mela secca e un po' di pane d'orzo nella sacca. Non è granché, ma meglio di niente.. prima che Rollo finisca tutto"
  2. DM Il fumo ancora pervade lo spazio e le sagome sono appena visibili attraverso la penombra giallastra come ombre che si muovono veloci tra le stalattiti e le rocce spezzate. Il crepitio del fuoco centrale che riempie l’aria di scintille e odore di resina bruciata. Le frecce degli arcieri sibilano di nuovo dal buio: la prima sfiora la tua spalla, conficcandosi nel pavimento umido con un thunk sordo; la seconda ti passa così vicino che senti il sibilo contro l’orecchio, rimbalzando su una stalagmite alle tue spalle. Mancano entrambe, ma il cuore ti martella nel petto. Grunth ruggisce, la sua ascia bipenne che fende l’aria in un arco selvaggio verso il guerriero che fronteggia: la lama manca il bersaglio di un soffio, conficcandosi nella roccia con un suono stridente che fa cadere schegge di pietra. Il bandito non perde tempo: la sua ascia cala di rimbalzo sul nano, aprendo una ferita sanguinolenta sul braccio (5 danni). Grunth barcolla ma non cade, il suo ruggito di rabbia riecheggia più forte nella caverna. Dal lato opposto, Sylva tende l’arco con movimenti fluidi, la freccia che punta dritta verso il leader incappucciato ma il fumo residuo la tradisce, il tiro sfiora il mantello strappato e si perde nel buio. Titus, con il sangue che gli cola dalla spalla, si lancia in avanti con la spada corta alzata, mirando al collo del capo bandito ma manca di un soffio, la lama incide solo aria e fumo. Quello ride e ancora una volta si fa beffa di voi "Lenti come lumache! Fsreste meglio a scappare come conigli" La torcia di Titus illumina meglio il centro della grotta. Il guerriero superstite è ferito ma in piedi, fronteggia Grunth con l’ascia macchiata di sangue nano. I due arcieri sono ancora nascosti tra le ombre delle rocce con le frecce sicuramente incoccate per attaccare di nuovo Il loro presento xapo è a portata di falchion ma sembra molto abile, o voi sfortunati.
  3. Qualche osservazione volta al miglioramento: abbiamo i PG (tutte le schede però mancano, non è meglio focalizzarsi su questo?) hai il setting (perchè ti focalizzi sul quartier generale? immagino sia importante ma potresti perdere molto tempo a fronte di nostre sporadiche visite) mi perdo spesso a leggere le descrizioni che fai in quanto scrivi spesso con Maiuscole, Punti ESCLAMATIVI, MAIUSCOLO, ("aperte parentesi"), Mix tra ENGLISH and ITALIAN (WTF, why that? Dunno but it's so strange and complicated TO READ!!), puntini di . . . sospensione, quando non c'è sospensione!! se cercassi di rendere più lineare e chiara la scrittura ti ringrazierei
  4. Fezza ha risposto a Fezza a un discussione Discussioni in Age of Worms
    DM Venerdì 22 novembre 764 - Mattina [Miniera - Tempio di Hextor] "L'aura che senti è quella della magia che permane sulla porta, non so come negare del tutto l'incanto. Non hai di che temere." Dunque entrate nella stanza e quello che vedete è una stanza rettangolare illuminata da torce montate su lunghe aste di ferro che. Un piccolo altare di pietra si erge tra le stesse. Un arazzo rosso con impresso il simbolo di un guanto d'arme che stringe sei frecce, pende dalla parete dietro l'altare. Quattro statue di uomini in maglia di catena e maschere di cuoio, ognuna con uno spadone, sono disposte lungo la parete, due per ogni lato dell'altare, mentre la parete di sinistra, dove c'è la porta dalla quale siete entrati è spoglia. Tra le due c'è la parete con la porta dove Kendra ha fatto uscire i due zombie, mentre dal lato opposto, quindi la parete di destra, c'è la porta chiusa che sottintende alla stanza di Theldrik
  5. Fezza ha risposto a Fezza a un discussione Discussioni in Age of Worms
    DM Garras esita un istante, poi slaccia il simbolo sacro di Hextor dal collo e lo lancia verso Edwarf. Il metallo gira nell’aria, atterrando con un tintinnio sul pavimento vicino ai piedi del nano. Kendra annuisce piano, stringendo il flagello. "Va bene" Garras resta fermo, mani alzate, mentre Kendra si dirige verso la porta della stanza, apre e all'interno pronuncia qualcosa in un linguaggio strano. Poco dopo si apre una porta cigolante che poi si richiude. La donna vi si para davanti nell'arco di 30 secondi massimo. "Fatto, li ho chiusi fuori, puoi entrare" Il corridoio è silenzioso, l’aria fredda. La porta della cappella è visibile e aperta: ferro pesante, simbolo di Hextor inciso al centro, una tenue aura magica che Narcyssa percepisce come un formicolio [abiurazione minore]
  6. DM Titus alza la torcia con la mano libera e la fiamma lotta contro il fumo, proiettando un cerchio tremolante di penombra intorno a te. Ti lanci contro la figura magra con il mantello strappato che hai visto lanciare la sfera, il tuo falchion cala in un arco potente: la lama fende il fumo, ma quello si sposta di lato all’ultimo istante, il metallo graffia la sua armatura logora invece di aprirla e manca di un soffio. "Troppo lento, ficcanaso!" Il tizio ride schernendoti e contrattacca con il pugnale, la lama che ti sfiora la coscia ma non penetra Il fumo viene penetrato da altre due frecce che penetrano le carni di Titus, che urla nuovamente di dolore, mentre Grunth subisce un colpo dal tizio che sta fronteggiando ma gliene assesta uno tremendo, quasi tagliandogli un braccio, il malcapitato si regge per poco in piedi, la sua vita ha i secondi contati. Sylva scocca contro il capo, ma manca di poco il bersaglio. Titus, in evidente pericolo di vita, si muove dietro a Sylva e prende una boccetta dalla cintura che beve tutta di un fiato Tocca di nuovo a te Uther, cosa farai? Titus sembra ancora volenteroso di attaccare, ma la situazione è un mistero come possa evolversi
  7. Fezza ha risposto a Fezza a un discussione Discussioni in Age of Worms
    DM Kendra è la prima a parlare, la voce è tagliente ma ha un tono più basso ora, come se stesse scegliendo ogni parola con cura. "Il Senzavolto, sì. Uno in meno nella Triade. Ma non è finita" Garras grugnisce, annuendo con riluttanza. "La pozza nera è nella sala quella grande con le colonne che avete passato prima di qui. È un buco profondo nero. Puzza di morte, di carne marcia e di qualcosa.. vivo. Theldrick la chiama 'il grembo del Nuovo Dio'. Dice che è il cuore della Triade, uniti per creare qualcosa di più grande. Un.. un.. una creatura che distrugge tutto" Kendra continua, gli occhi che brillano di un misto di paura e disgusto. "Non è solo acqua. È densa come olio. Ci buttavano dentro i prigionieri, quelli che fallivano i rituali, i traditori, i deboli. Theldrick diceva che li trasformava, parlava di un qualcosa che dorme lì sotto, che si nutre di anime e sacrifici. Quello che ho capito è che se uccidete tutti e tre i capi dei culti, Theldrick, Grallak Kur di Erythnul e beh, il Senzavolto era quello di Vecna, la creatura si potrebbe svegliare diventando reale. Debole all’inizio, ma affamato" Garras aggiunge, con voce rauca: "Theldrick diceva che noi diventa potenti, che Hextor ci dava una ricompensata. Invece no, ci ha usati come carne per la creatura. La pozza non è un altare, non solo. È viva. Sente quando qualcuno muore vicino. Se versate sangue lì, si agita. Bolle. E qualcosa sale. Non l’abbiamo mai visto intero, ma una volta ho visto una mano. Grande, nera, con artigli. Ha preso un corpo e ha trascinato giù. Theldrick rideva" Kendra abbassa la voce ulteriormente. "Non so se si possa distruggere. Invece riguardo al simbolo potresti passare. Ma devono sentirlo 'vivo', non basta appenderlo al collo. Dev’essere consacrato, o almeno toccato da un sacerdote nelle ultime ore. Il mio funziona. Quello di Garras pure. Se te lo presto, potresti entrare ma se gli zombie sentono che non sei un vero devoto, attaccano lo stesso. Una volta un prigioniero ha rubato un simbolo a un cultista morto. È entrato ma gli zombie l’hanno fiutato. L’hanno fatto a pezzi. Il simbolo aiuta, ma non è una garanzia se non credi davvero. Possiamo portarli fuori dalla stanza, verso la zona con il trono di Theldrik, usando la porta dietro, è l'unico modo per farti entrare senza problemi. Una volta là però non so se riusciremo a controllarli, non l'abbiamo mai fatto se non dentro quella stanza" I due tacciono, mani ancora alzate. Il fuoco crepita, le ombre danzano. Aspettano la vostra reazione, gli occhi che non mollano i vostri.
  8. Akseli Appala "dannazione" bisbiglio tra me e me, a denti stretti, mentre mi tengo alzato il bavero del mantello per evitare il puntente vento sul viso. "preparatevi ad attaccare, tenente al sicuro gli infanti. Io agisco subito" dico al bardo e alla sacerdotessa. Mi posiziono davanti al gruppo e lancio un incantesimo pronunciando le parole magiche, ingoiando mio malgrado qualche fiocco di neve mentre parlo: "Stelle cadute, prestate il vostro splendore" dico, sputacchiando nevischio [Lancio spruzzo colorato CD 18 VS qualunque cosa si nasconda dietro quegli occhi rossi]
  9. DM Il calore del fuoco ti avvolge le mani mentre ti avvicini al camino: le fiamme scoppiettano piano proiettando ombre che mal fanno presagire la tua piccola impresa, tuttavia il tuo cuore è fermo e la fede in Pelor ti guida. L’odore di resina umida e grasso bruciato riempie l’aria stantia, misto al sudore acre di Gorrak che resta fermo a tre metri da te, mazza chiodata stretta in pugno. Il cane fuori ha smesso di abbaiare, ma i suoi sgherri borbottano qualcosa attraverso la porta chiusa. Parli con le spalle voltate al fuoco, la voce calma e misurata, lasciando che ogni parola si depositi come neve pesante. Lui non ti interrompe. Il suo respiro si fa più corto quando giri la testa, lo guardi dritto negli occhi e continui senza dargli spazio per replicare. Il tuo tono è un misto di autorità divina e minaccia velata, la mano che indica il registro nero alla sua cintura come se fosse già tuo. Quando porgi la mano aperta e concludi con quel sorriso sicuro lui resta immobile per un lungo momento. Gli occhi stretti guizzano dalla tua mano al registro, poi al fuoco, poi di nuovo a te. La mazza trema leggermente nella sua presa, ma non si muove. Fuori, un ringhio sommesso del cane rompe il silenzio. Poi, lento come un uomo che lotta contro se stesso, slaccia la corda dalla cintura. Il libricino nero atterra sul tavolo scheggiato con un tonfo sordo. Non è un gesto di resa totale: la mazza resta alzata, gli occhi duri. "La Città Libera, una nuova vita, lasciare Lago Diamante.." dice a voce roca con un ghigno storto che gli deforma la barba. "..bel discorso, prete. Ma io non sono uno sciocco come dici. Smenk mi paga bene e so che tipi come te promettono luce e portano catene. Quel quaderno vale più di quanto pensi. Nomi, debiti, firme con croci. Se lo dai al tempio, Smenk mi ammazza comunque. Ma tu, tu vuoi cancellarli tutti" Ride piano, un suono bagnato e amaro. "Non so chi sia la tua famiglia. Hai detto che vieni da Greyhawk e adesso mi dici che sei qui? Come cavolo faccio a sapere dov'è la tua catapecchia?" I suoi occhi si chiudono in una fessura indagatoria e corrucciata, sembra che stia riflettendo sul da farsi e stia cercando di capire se stai dicendo il vero o il falso. Passa qualche secondo in silenzio poi parla di nuovo: "Facciamo così: dimmi prima chi sono i tuoi 'amici' che dici che mi porteranno alla Città Libera fuori dalle grinfie di Smenk, quando e come. Poi porterò le carte firmate dove vuoi tu, solo io e senza sgherri. Ma se è una trappola, prete, ti spacco la testa prima che Pelor ti salvi. E il mio cane mangerà il tuo cuore" Ti fissa con la mano ancora appoggiata sul tavolo vicino al registro. Non te lo dà del tutto al momento, lo lascia lì come pegno. Fuori gli sgherri bussano alla porta: "Tutto bene, capo?" Gorrak non risponde subito. Il fuoco crepita, illuminando il suo volto segnato dal freddo. "Tutto bene per ora" risponde da dentro
  10. DM Gorrak ti fissa dalla soglia, la mazza chiodata ancora appoggiata sulla spalla, il registro nero che pende alla cintura come un trofeo. Il tuo finto sorriso benevolo gli strappa una smorfia di scherno, ma quando il tuo sguardo si indurisce e la voce diventa tagliente, qualcosa cambia: gli occhi stretti si socchiudono di più, la mascella si contrae. Le parole “ti pentirai di non essere l’unico a sapere” rimangono sospese nell’aria fredda, e per un attimo il latrato del cane sembra l’unico suono. Gorrak resta in silenzio per qualche secondo, poi sputa a terra un grumo scuro che si congela quasi subito sulla neve. "Dentro?" Fa un gesto brusco con la mano libera verso i due sgherri sulla soglia. "Tenete il cane. Se esce vivo, bene. Se esce morto peggio per lui." I due si scambiano uno sguardo, poi escono, chiudendo la porta dietro di sé. Il mastino ringhia ancora, ma si calma un po’ quando i padroni si allontanano di qualche passo, restando a guardia. Gorrak spinge la porta con la spalla, facendola cigolare. "Entra, prete. Ma tieni le mani dove le vedo. E parla in fretta. Il freddo mi dà fastidio alle ossa, e non ho tempo per le prediche." L’interno della capanna è buio e si percepisce del caldo stantio proveniente dal camino storto con fuoco basso. n tavolo di legno scheggiato, un letto di paglia in un angolo, un odore di grasso bruciato e sudore. Il registro nero è ancora alla cintura di Gorrak, ben visibile quando si gira per chiudere la porta. Non ti invita a sederti. Resta in piedi, mazza in mano, occhi fissi su di te. La porta si chiude con un tonfo sordo. Fuori, il cane smette di abbaiare. Il silenzio è rotto solo dal crepitio del fuoco e dal vento che fischia tra le fessure.
  11. Hai ragione sulla mancanza di una mappa, domani reinstallo photoshop e carico i token con gli sfondi, così sarà tutto più chiaro. Nel frattempo però ti ridescrivo ciò che vedi: All'inizio pensi che la grotta sia circa 15x20 m (per quel che riesci a vedere dalla soglia) con al centro un fuoco che scoppietta, quasi esausto Al fianco del fuoco un tavolo con sedie sgangherate, alcune pergamene e robaccia. Per terra delle catene con chiodi La luce del fuoco arriva solo fino a 6-7 metri intorno al tavolo. Oltre, la grotta è immersa in un buio denso Solo Titus è entrato, voi siete rimasti sulla soglia di ingresso Il nano carica e impatta su scudo/armatura che fa una scintilla mostrando per un secondo il nemico che è a fianco di una stalagmite la quale fornisce copertura parziale (non dal nano che l'ha caricato) Al centro c'è il fuocherello con il tavolo eccetera, e dalla roccia/stalagmite limitrofa esce un tizio che butta a terra un oggetto che rompendosi fa disperdere fumo che con la luce della torcia e il fuocherello rende la zona con alone giallastro, il che riduce ancora di più la visibilità Puoi avvicinarti al tizio che si è palesato perché ricordi la sua posizione o a quello che fronteggia il nano Gli arcieri non li vedi, ma forse ora nemmeno loro vedono voi
  12. DM Sabato 23 novembre 764 - mattino presto [Zona incerta - grotta naturale] Titus si riprende subito dal colpo: strappa la freccia dalla spalla con un grugnito. Il sangue che fuoriesce gli macchia il mantello ma la mano non trema. "Bastardi" Sembra non sapere che fare sul momento ma poi stacca un qualcosa dalla propria cintura e la lancia a caso nel buio. Sentite un rumore come se qualcosa di vetro si rompesse e subito dopo una fiammata illumina una delle pareti di sinistra della grotta rispetto a dove siete entrati, permettendo di notare che vi sono svariate stalattiti e stalagmiti, che avevate già visto, e almeno due arcieri con le orecchie da elfo che vi stanno puntando. All'azione di Titus corrisponde una reazione contraria: due frecce scagliate dagli arcieri, che ora vedete, lo bersagliano ma solo una lo colpisce in pieno, facendolo imprecare dal dolore. Il nano si lancia in avanti senza esitazione, i suoi stivali fanno un rumore sordo sul pavimento, come di un toro che carica un drappo rosso.. è diretto verso il lato destro della grotta dove le ombre sembrano più dense, dove il crepitio del fuoco proietta sagome tremanti tra le stalattiti. Quello che vedi è solo una scintilla di luce in seguito allo scontro dell'ascia di Grunth contro qualcosa di metallico, forse uno scudo o un'armatura, e subito dopo un guerriero balza fuori da dietro quella che pensi essere una stalagmite (o almeno l'hai intravista così grazie alla scintilla). Sylva resta un passo indietro, arco teso, occhi che scrutano il buio: "Tre, no, quattro. Uno dietro la roccia grande." e scocca una freccia che sicuramente impatta uno degli arcieri che hanno tirato su Titus perchè in risposta si sente mugolare di dolore qualcuno. Le sue parole sono attendibili, sicuramente, ma dovete fidarvi di quel che dici, perchè senza una fonte di luce diretta tu e Titus praticamente colpireste alla cieca, sempre che qualcuno non vi si avvicini. Subito dopo, una figura magra con mantello strappato e occhi che brillano di rabbia esce da dietro una stalagmite limitrofa al tavolo, proprio vicino a Titus: pugnale in una mano, una piccola sfera di vetro nell’altra. "Ficcanaso! Avete visto troppo!" Il suo gesto è rapido: lancia la sfera a terra. Esplode in una nuvola di fumo denso e acre, che si espande velocemente, avvolgendo il centro della grotta. La torcia di Titus vacilla, la luce si affievolisce in una penombra giallastra. Tu sei sicuro di poter raggiungere quello che sta fronteggiando il nano, e forse anche di colpirlo se riuscissi
  13. Fezza ha risposto a Fezza a un discussione Discussioni in Age of Worms
    DM Venerdì 22 novembre 764 - Mattina [Miniera - Tempio di Hextor] "NELLA CAPPELLA? COL CAZ.." sta per rispondervi il mezzorco, ma riceve un pestone da Kendra "..si, si. Ma solo noi due. Se i trogloditi vi percepiscono partiranno all'attacco. E comunque non c'è un cavolo nella cappella a parte lo scomparto nel muro che sapeva aprire solo Theldrik dove ci teneva le sue robe.. e l'accesso alla sua stanza privata" "esatto" annuisce la donna "possiamo tenere a bada i guardiani ma non sappiamo come aprire nè lo scomparto nè la porta della camera. A meno che uno di voi non ne sia capace. Riguardo a Smenk tutto quel che sappiamo il suo rapporto con il culto non nasce da una devozione religiosa, ma da opportunismo. E' un uomo di potere che ha costruito il suo impero minerario sulla corruzione e quando la Triade si è stabilita nelle profondità della sua miniera, ha accettato di finanziarli e rifornirli in cambio di influenza e protezione, sebbene Theldrick lo ha sempre definito come un codardo palese. Non sappiamo cosa faccia Ragnolin con la miniera, sono cavoli suoi, sappiamo solo che la proprietà è sua. I due sono sempre stati in lotta tra loro ci ha detto Theldrik, e lui sfruttava questa loro rivalità ma non sappiamo come. Chi tirava le fila secondo me è il Senzavolto, il mago pazzo fanatico di Vecna.. ma mi sa che lo avete ammazzato vero?
  14. Via libera per me
  15. DM Sabato 23 novembre 764 – Ora di pranzo [Lago Diamante - casa di Gorrak] Nel mentre che aspetti una risposta rifletti con la mente salda, ripetendoti le lezioni del tempio: la disciplina non è solo resistenza al dolore fisico, ma rifiuto della vanità interiore. Non ti compiace ciò che hai già fatto e testimonianze raccolte, le coperte consegnate, il cibo offerto. Sono gocce in un mare di sofferenza. Gorrak non è il male di Lago Diamante, è solo il più vicino. Cambiare le cose richiederà anni, non ore, e tu lo sai. Ti fermi a una decina di metri dalla porta. Il vento porta l’odore di legna bruciata, grasso di cucina e sudore umano. Chiudi gli occhi un istante, pronunci una breve preghiera a Pelor: parole semplici, sussurrate al vento gelido, chiedendo benedizione e chiarezza per ciò che stai per affrontare. [Lanci Divine Insight] La debole luce solare filtrata dalle nubi sembra scaldarti il petto per un momento, come una carezza lontana. Poi alzi la mano in un saluto visibile dalla finestra e urli con voce chiara, ferma, che taglia il latrato del cane: "Devo parlare con Gorrak! Si tratta di affari!" Il cane raddoppia gli abbai, catena che sbatte contro il palo. Dalla finestra, una delle figure si avvicina al vetro sporco. Si intravede un uomo robusto, barba folta, occhi stretti. Dopo un attimo la porta si apre con un cigolio. Gorrak esce sulla soglia: zoppica vistosamente sulla gamba sinistra, giacca di pelle logora, mazza chiodata appoggiata alla spalla destra. Alla cintura, legato con una corda, il registro nero che le famiglie hanno descritto, un libriccino di pelle scura, pagine spesse. Dietro di lui i due sgherri, uomini magri, volti duri, pugnali in vista, si fermano sulla soglia, mani pronte. Gorrak ti squadra dalla testa ai piedi: armatura pulita, simbolo di Pelor lucido sul petto, falchion al fianco. Il suo sguardo si indurisce. "Un prete di Pelor?" dice con voce roca, un misto di scherno e cautela. "Qui? Affari, dici? Parla in fretta, soleggiato. Il freddo mi dà fastidio alle ossa, e il cane ha fame" Il mastino ringhia, saliva che gocciola dalla bocca. I due sgherri si scambiano un’occhiata, mani sulle else dei pugnali. Il camino continua a sbuffare fumo nero dal tetto storto. La neve cade lenta intorno a te.
  16. Per ora non serve, al momento sei al buio quasi completo tranne la debole luce della torcia caduta a terra. Non hai visione su nulla se non la parte centrale vicino al tavolo..circa 6 metri di nulla pavimento roccioso libero e 12 metri di varie stalattiti/stalagmjti come descritto Non vedi nemici, solo il nano e la mezzelfa riescono a vedere, devi basarti su quel che ti hanno detto per ora
  17. DM Sabato 23 novembre 764 - mattino presto [Zona incerta - grotta naturale] Appena fate per muovervi un sibilo secco fende l’aria gelida. Una freccia nera arriva dal buio alla vostra sinistra (non capisci bene da quale punto preciso), colpendo Titus dritto nella spalla che emette un gemito strozzato, la mano che stringeva la torcia si apre di scatto: la fiamma cade a terra con un tonfo sordo, rotolando per un metro prima di fermarsi contro una pietra. La luce arancione ora danza bassa, illuminando solo il pavimento vicino ai vostri piedi, pozzanghere nere, rocce spezzate. Il resto della grotta sprofonda di nuovo nel buio fitto. Subito dopo, una voce rauca echeggia dalle ombre, rimbalzando sulle pareti irregolari, impossibile da localizzare con precisione: "Questo era di avvertimento, i prossimi saranno letali se non uscite" Il fuoco al centro crepita piano, gettando ombre lunghe sulle stalattiti che pendono dal soffitto. La torcia di Titus è ancora accesa, ma bassa: illumina un cerchio di 3-4 metri intorno a voi, lasciando tutto il resto avvolto in una penombra densa. Si sente il fruscio di corde tese, il respiro trattenuto di più di una persona, il leggero scricchiolio di stivali che si spostano su pietra umida. Il nano grugnisce sottovoce "ne ho visto uno, dietro la roccia, là, posso caricarlo" E la mezzelfa replica, sempre sottovoce "io ne vedo altri due, mal nascosti, che facciamo?"
  18. Fezza ha risposto a Fezza a un discussione Discussioni in Age of Worms
    DM Venerdì 22 novembre 764 - Mattina [Miniera - Tempio di Hextor] Garras con un movimento spinge il flagello più lontano con la punta dello stivale. Il metallo stride sul pavimento di pietra. Kendra fa lo stesso col suo, un gesto secco, quasi rabbioso. Poi, rivolgendosi al nano "Ecco. Come volevi" Kendra respira profondamente, gli occhi fissi su Edwarf. "Grallak è il capo dei cultisti grimlock di Erythnul. Una specie di chierico, un fanatico più di Theldrik. Vive nelle caverne al fondo dei cunicoli. Non è solo sicuramente ma non siamo mai scesi laggiù, solo Theldrik sa cosa si nasconda con lui ma sicuramente ha una decina di fanatici tatuati che l'hanno seguito dalle profondità del Sottosuolo fino a lì.. forse c'è anche il collegamento con quel posto aperto. Per quanto riguarda l'uscire.. non usciamo da settimane. Theldrick ci teneva qui come cani al guinzaglio. I minatori lassù non sanno niente di quello che facciamo qua. Pensano che questo posto sia abbandonato da anni. L’ascensore lo usiamo solo noi, e solo di notte. Se ce ne andiamo, diciamo quello che vogliamo: che Theldrick è morto, che il culto è finito. O che siamo fuggiti da lui. Non ci fermeranno. Non gli interessa." Garras aggiunge, con un’ombra di disperazione: "Prendete quello che volete dalla rastrelliera, più avanti c'è la cappella di Hextor e l'alloggio di Theldrik, ma non abbiamo la chiave perchè se l'è portata via e ci sono due zombie trogloditi che attaccherebbero chiunque nella cappella.. chiunque non porti un simbolo di Hextor con se. E voi non ce l'avete, nè sembrate dei seguaci" Il silenzio torna pesante. La luce delle torce fa danzare le ombre sul loro viso. Non attaccano, non fuggono. Aspettano. Il fuoco crepita piano nel braciere, e da qualche parte nel buio del tempio un’eco lontana, forse il vento, forse qualcos’altro, fa tremare l’aria.
  19. DM Sabato 23 novembre 764 - mattino presto [Zona incerta - grotta naturale] La torcia di Titus crepita piano mentre il gruppo scende il tunnel. La fiamma getta un cerchio di luce arancione tremolante che arriva a malapena a 6 metri davanti a voi, e un altro 3 metri di penombra grigiastra oltre. Al di là di quello, il buio assoluto inghiotte tutto: pareti irregolari, stalattiti che pendono come zanne nere, pavimento coperto di pozzanghere ghiacciate che riflettono debolmente la luce quando la torcia le sfiora. L’aria è gelida, umida, con un odore pesante di pietra bagnata, muffa e un sentore acre di sudore vecchio e ferro arrugginito. Il tunnel è largo appena quanto basta per camminare in fila indiana: circa 2 metri, alto 2,5 metri. Titus davanti, la torcia in mano sinistra, spada corta sguainata nella destra. Tu, Uther, dietro di lui, falchion in pugno, la luce che ti illumina il petto e le spalle ma lascia il resto del corpo nella penombra. Grunth ti segue, ascia bipenne appoggiata sulla spalla, Sylva chiude la fila, arco incoccato, occhi che scrutano il buio alle vostre spalle. I passi echeggiano sordi sul pavimento irregolare. Ogni tanto una pozzanghera scricchiola sotto gli stivali, o una goccia cade da una stalattite con un plic metallico. Dopo una trentina di metri il tunnel curva leggermente a destra e poi si apre di colpo. Davanti a voi si spalanca una grotta naturale, larga una quindicina di metri e profonda una ventina. Il soffitto è alto 4-5 metri, punteggiato di stalattiti lunghe e irregolari che pendono come artigli congelati. Il pavimento è coperto di rocce spezzate e pozzanghere nere. Al centro, un fuoco di legna umida crepita piano dentro un cerchio di pietre annerite: fiamme basse, fumo che sale lento verso un foro naturale nel soffitto, portando con sé un odore di resina bruciata e carbone. Vicino al fuoco c’è un tavolo di legno grezzo, alcune sedie sgangherate, e sopra il tavolo alcuni fogli di pergamena stropicciati, candele usate e spente, pentolame vario e chiodi. Per terra lì vicino si intravedono delle catene e dei chiodi fissati alla roccia. La luce del fuoco arriva solo fino a 6-7 metri intorno al tavolo. Oltre, la grotta è immersa in un buio denso, quasi solido. Le stalattiti e le rocce sparse creano ombre profonde, angoli neri dove la luce della torcia di Titus non arriva. Qualcosa scricchiola lontano, forse una pietra che si assesta, forse un respiro trattenuto. Titus alza la torcia un po’ più in alto, la fiamma che danza, poi si rivolge a voi bisbigliando. "Il fuoco è acceso da qualche ora. Qualcuno era qui o c’è ancora." Grunth annusa l’aria con l'ascia che scivola piano nella mano. "Odore di uomini. Sudore, grasso e paura" Sylva incocca una freccia, arco teso verso il buio. "Tracce di stivali intorno al fuoco. Catene graffiate sul pavimento in quell’angolo. Qualcuno ha trascinato roba pesante e poi è sparito, cosa c'è scritto su quei fogli?" I fogli sul tavolo catturano la luce della torcia di Titus: sono stropicciati, macchiati di unto, con righe scritte in inchiostro nero. A prima vista sembrano una sorta di lista della spesa. "Che facciamo?" chiede il nano a tutti quanti "pensavo di spaccare qualche testa ma vedo solo umido, roccia e resti inutili"
  20. Confermo quanto hai scritto: il PG che ho proposto l'hai capito molto bene
  21. Akseli Appala In casa "Va bene piccola, grazie della spiegazione" annuisco alla ragazzina, poi mi rivolgo agli altri "mi sta bene la tua idea Shage, ti seguiamo. Abbiamo delle coperte da prendere in casa e portarle con noi? Se si, portiamole e raggiungiamo gli altri"
  22. DM Titus ti osserva mentre indichi il falchion e parli della tua forza, della conoscenza delle creature e delle “capacità fuori dal comune”. Non ride o commenta, si limita a un cenno secco, come se stesse aggiungendo un pezzo al puzzle. "Combattente? Bene. Ci serve qualcuno che sappia stare davanti senza fare domande stupide. Porta quel falchion e le tue.. capacità. Non arrivare in ritardo e porta acqua e qualcosa per coprire la bocca. Ci vediamo all'alba" Finisci la birra in un ultimo sorso amaro, lasci il boccale vuoto sul tavolo e ti alzi. Titus alza il mento a mò di un saluto pigro mentre esci. La taverna ti vomita fuori nel freddo della sera. La neve cade fitta ora, coprendo le strade di un velo bianco sporco. Il vento ulula tra le baracche, portando con sé l’odore di fumo di carbone e acque stagnanti del lago. Ti incammini poi verso il tuo rifugio temporaneo: una stanza in affitto in una pensione fatiscente vicino al molo, pagata con gli ultimi soldi di Leroy. Nella tua stanza minuscola (un pagliericcio, un tavolo scheggiato, una candela), prepari l’essenziale per l’indomani: Falchion affilato e lucidato (arma principale). Armatura leggera (se ce l’hai) o abiti rinforzati. Corda (10 metri, presa da un mercante di passaggio per 1 mo). 2 torce (1 mo). Razioni per 2 giorni (pane duro, formaggio, carne salata – 5 argenti). Bende improvvisate: stracci puliti + erbe secche per coprire bocca/naso contro gas (costo trascurabile, ma fai una prova di Medicina o Sopravvivenza CD 10 per farle decenti, dimmi se la tiri). Acqua in una borraccia (presa dal pozzo pubblico). Il tuo simbolo di fede (se ne hai uno) e qualsiasi oggetto personale di Leroy (es. un anello o una medaglia). Dormi poco: il freddo penetra dalle fessure, i ricordi di Leroy ti tengono sveglio. All’alba, la neve ha accumulato 10-15 cm, il cielo è grigio piombo. Sabato 23 novembre 764 - alba [Lago Diamante - verso zona esterna] Arrivi puntuale. Titus è già lì, avvolto in un mantello pesante, spada corta al fianco. Sylva è appoggiata a un muro, arco in mano, freccia incoccata per abitudine. Accanto a loro c’è Grunth, un nano robusto con barba rossa intrecciata, ascia bipenne sulla spalla e un ghigno feroce. "Tu devi essere il nuovo" borbotta. "Sembri uno che sa combattere. Bene. La cava sud è a due ore di cammino. Tunnel vecchi, ma stabili. Entrata principale sbarrata, ma c’è un passaggio laterale. Andiamo, prima che la neve ci blocchi" Il gruppo si mette in marcia. La neve ha smesso di cadere da poco, lasciando un tappeto bianco e croccante che attutisce i vostri passi. Il sentiero si restringe fino a diventare un passaggio stretto tra rovi congelati e rocce sporgenti. Titus alza una mano: l’ingresso è lì, un’apertura irregolare nella parete rocciosa, parzialmente nascosta da cespugli secchi e neve accumulata. L’aria che esce dal tunnel è gelida, con un odore umido di pietra vecchia, muffa e qualcosa di più acre, forse gas stagnante o decomposizione lontana. Grunth borbotta sottovoce mentre stringe l’ascia bipenne: "Odore di morte. Mi piace." Sylva incocca una freccia, occhi che scrutano l’oscurità. "Io copro da dietro. Titus avanti con la torcia. Uther, tu al centro con Grunth, se c’è qualcosa che salta fuori, spaccalo" Titus annuisce e accende una torcia" la fiamma crepita, illuminando un tunnel in discesa con pareti irregolari e travi di legno marce che sostengono il soffitto. "Titus davanti, Uther e Grunth al centro, io retroguardia. Muovetevi piano, occhi aperti. Se vedete luci bluastre o sentite voci, fermatevi subito" Ti metti in formazione come indicato: Grunth alla tua sinistra, ascia pronta; Titus davanti con la torcia; Sylva dietro, arco teso. Il gruppo avanza lentamente, i passi che echeggiano nel tunnel. Dopo una ventina di metri, il passaggio si allarga in una piccola caverna naturale: pavimento irregolare, stalattiti che pendono come denti, e un odore più forte di decomposizione. [Spot automatico per il gruppo, bonus +2 per Sylva]: Titus alza una mano di scatto. "Fermatevi." Indica il pavimento: una trappola rudimentale, una corda tesa bassa, collegata a una pila di rocce instabili sul soffitto. Se calpestata, farebbe cadere una valanga di pietre. La scavalca con cautela, e il gruppo la supera uno alla volta. Più avanti, il tunnel si biforca: a sinistra c'è una discesa ripida, odore di gas stagnante più forte, un debole bagliore bluastro lontano. A destra un corridoio più stretto, tracce di stivali recenti nella polvere e un rumore lontano, come un sussurro o un lamento basso. Titus guarda te "Uther che ne dici? Sinistra o destra? Decidi tu, sei il nuovo."
  23. DM L'uomo ti guarda per un lungo momento.. poi scoppia in una risata bassa, rauca, che non arriva agli occhi. "Miseria e merda, eh? Benvenuto amico." La mezzelfa invece non ride. Continua a tamburellare le dita sull’arco, ma il suo sguardo si ammorbidisce appena. Poi sposta leggermente la pinta verso di te. "Non da solo, no. Da solo è suicidio, come hai detto. Siamo in tre: io, Titus e un terzo che arriva all’alba, un nano robusto di nome Grunth, un bastardo con un’ascia che spacca crani meglio di quanto parli. Se ti unisci, siamo quattro. Quattro è già meglio di uno." L'uomo, che hai scoperto chiamarsi Titus, annuisce, bevendo un sorso prima di rispondere alla tua domanda. "Io sono specializzato in… entrare dove non dovrei. Porte chiuse, guardie, trappole. Ho mani veloci e occhi buoni al buio. Sylva è la freccia: tira da lontano, non sbaglia quasi mai, e sa seguire piste che altri non vedono. Grunth è la forza bruta: spacca teste, regge colpi, e non molla mai. Tu che porti? Spada? Scudo? Magia? Preghiere? Qualsiasi cosa che non sia solo lamentele sul mondo." Sylva aggiunge, voce bassa ma tagliente "Il rischio è ovunque, hai ragione. Qui dentro potremmo morire per una scommessa sbagliata o un coltello nella schiena. Là fuori almeno moriamo per qualcosa che vale la pena: informazioni, oro, forse risposte. La cava sud è vecchia, tunnel instabili, ma chi ci è entrato dice di aver visto luci strane, voci e corpi. Non sappiamo chi li ha portati via, ma se troviamo prove, vendiamo tutto a chi paga di più: guardie, templi, mercanti. 50 monete a testa garantiti, 100 se torniamo con qualcosa di buono." Titus si sporge in avanti, abbassando la voce. "Partiamo all’alba, fatti trovare a sud, poco fuori il paese. Porta equipaggiamento, cibo per due giorni, corda se ce l’hai. Se hai armi magiche o pozioni, meglio ancora. Se ti tiri indietro non ce ne frega un cavolo tanto andiamo lo stesso, ma non parlare di noi in giro o lo verremo a sapere, chiaro?" Si acciglia come ti stesse minacciando quando sottolinea la parola "chiaro".
  24. DM Il guardiano con il simbolo sbiadito di Heironeous ti fissa per un momento, poi scrolla le spalle con un ghigno amaro, vuotando il boccale. "Lo stato? È questo, ragazzo. Sopravvivere. Le Colline? Sparizioni anche lì. Gente che entra per “cacciare tesori” nelle caverne e non torna. Ragnolin dice che sono crolli o gas, ma io dico che ci sono brutti ceffi là sotto. Smenk e lui tirano i fili, ma senza prove… niente. Vai tu, se hai fegato. Magari trovi il tuo posto." Chiosa, ridacchiando con i compari che ha al tavolo. Il minatore con la barba incrostata annuisce, biascicando tra i denti neri. "Colline? Peggio delle miniere. Voci che sussurrano nei tunnel, gente che esce pazza o non esce affatto. Ragnolin ha uomini là, sì. Pagano per far sparire debitori. Ma da solo? Suicidio, come dici tu. Chiunque sa che qui attorno ci sono stati eventi in un lontano passato che hanno fatto si che in quei posti si possano trovare tesori di ogni tipo.. ma anche creature ed orrori che è meglio non risvegliare. Credi forse che siamo tutti scemi a ridurcia picconare nelle miniere tutto il giorno al posto che scavare nelle caverne?" Non ha tutti i torti. È risaputo che le ricchezze ancestrali siano affiancate sempre da pericoli ancestrali. Tu comunque non aspetti oltre: con il boccale mezzo pieno stretto in mano, ti alzi e ti dirigi al tavolo in fondo, prendendo il primo sgabello libero come se fosse già tuo. L’umano con cicatrici, un tipo sui trent’anni, naso rotto più volte, spada corta al fianco, e la mezzaelfa con l’arco, alta, capelli castani intrecciati, occhi freddi da cacciatrice, smettono di bisbigliare e ti fissano. L’umano alza un sopracciglio, la mezzelfa ti squadra dalla testa ai piedi e poi rompe il silenzio per prima, voce bassa e tagliente come una lama. "Interessato, eh? Siediti pure, ma non bere troppo, non vogliamo ubriachi." Aspetta che tu ti metta vicino a loro e poi ti parla direttamente, facendo attenzione che nessuno la senta. "Cerchiamo gente tosta per una ricognizione nella cava sud abbandonata, oltre il lago. Abbiamo saputo che due notti fa degli stranieri ci sono entrati: avevano fatto scorte da Taggin* (il proprietario dell'emporio omonimo. NdM), e portavano con sè armi buone, di certo non erano minatori. Non sono usciti, almeno non ci è giunta voce di gente da fuori che è tornata qui. Qualcuno deve andare a vedere no? Almeno per recuperare il loro equipaggiamento che sicuro vale il viaggio. Paghiamo 50 monete d’oro a testa se torni intero con info utili. 100 se porti prove di cosa li ha fatti fuori. Rischio alto, ma qui è tutto così." "Io e lui siamo entrati fino all’ingresso principale, tunnel vecchi, odore di morte e qualcosa di sbagliato. Voci lontane, luci bluastre. Non siamo andati oltre. Se sei buono con la spada e non hai paura del buio, unisciti. Partiamo all’alba, domani. Porta il tuo equipaggiamento, noi copriamo le spese di torce e corde." Non sai se le voci che hanno sentito siano vere o no, e non sai nemmeno se Leroy sia entrato in quel posto dove vogliono andare.
  25. DM Venerdì 22 novembre 764 - sera [Lago Diamante - Cane Rabbioso] Il boccale sbatte sul bancone con un tonfo sordo, abbastanza forte da far girare qualche testa. La birra rimasta schizza sul legno graffiato, ma nessuno ci fa caso: qui è normale. Ti alzi lentamente e il freddo che ti si è infilato nelle ossa ti ricorda che l’inverno sta arrivando prima del previsto. L’uomo con il simbolo sbiadito di Heironeous, un guardiano della guarnigione, barba incolta e occhi stanchi, alza lo sguardo dal suo boccale quando gli parli. Ti fissa per un secondo, come se stesse decidendo se vali la pena di una risposta, poi sbuffa una risata amara. "Autorità, eh?" dice con voce roca, pulendosi la bocca con il dorso della mano. "Abbiamo l’autorità di farci gli affari nostri, ragazzo. Valkus dice che le miniere sono “territorio privato”. Ragnolin e Smenk pagano le tasse, e le tasse comprano silenzio. Controllarli? Ci abbiamo provato una volta, due anni fa. Quattro guardie sparite nelle gallerie basse. Nessuno li ha più visti. Se vuoi giocare all’eroe, fallo pure. Ma non aspettarti che la guarnigione ti segua. Abbiamo famiglie da sfamare." Beve un lungo sorso, poi aggiunge sottovoce, quasi a se stesso: "Però se trovi prove concrete che non sono solo “incidenti minerari”, portamele. Magari stavolta Valkus si muove. Ma dubito." Ti volti verso il minatore con la barba incrostata di carbone che si lamentava della tassa sull’ossigeno. L’uomo, un tipo sulla quarantina, mani callose e occhi rossi, ti guarda con sospetto, ma quando vede che non sei un sorvegliante di Ragnolin, si rilassa un po’. "Sommossa?" sbuffa, scuotendo la testa. "Ci abbiamo pensato, credimi. Ma Ragnolin ha una ventina di mercenari fissi, ex soldati di Greyhawk, pagati bene e armati meglio di noi. E poi ci sono le spie: se parli troppo, il giorno dopo ti ritrovi in una galleria bassa con il gas che sale. No, ragazzo. Qui si sopravvive tenendo la testa bassa." Fa una pausa, ti squadra dalla testa ai piedi, armatura leggera, spada al fianco, aria da uno che sa combattere. "Tu però sembri uno che non ha niente da perdere. Se cerchi lavoro… c’è sempre qualcuno che paga per “pulire” le gallerie abbandonate. Mostri, crolli, gas… roba che la gente normale evita. Ieri sera due tizi parlavano di una vecchia cava sud, dicono che ci sono entrati degli stranieri e non sono usciti. Pagano 50 monete d'oroa testa per chi va a vedere cosa è successo. Io non ci vado neanche per 500, ma tu magari si" Indica con il mento un tavolo in fondo, dove due avventurieri di passaggio, un umano con cicatrici e una mezzaelfa con un arco, stanno bevendo in silenzio. "Quelli lì stanno cercando gente. Chiedi a loro. Ma attento: pagano bene, ma di solito chi va non torna intero." La taverna continua il suo brusio: risate, imprecazioni, il tonfo di boccali. Fuori, il sole è quasi sparito, e la neve leggera inizia a cadere, portando con sé il freddo che morde le ossa.

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