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  1. Ciao, grazie per la recensione che mi è utile per valutare se andare a vederlo.... Però più che una recensione pare un manuale d'istruzioni di un elettrodomestico. Dovrebbe essere più organica secondo me: il film è bello o brutto, non interessa la valutazione puntuale di ogni aspetto cinematografico, anche perché alla fine quello che conta sono le emozioni, e quando si tratta di emozioni quello che ti lascia è ben più (o meno) della somma dei singoli addendi. A monte: a me mi scoraggia il fatto che ci sia un miscuglio tra il mondo reale e il mondo fantastico di Eternia. Avrei preferito di gran lunga fosse stato tutto fantasy puro, invece in più di un film ricorrono a questo schema narrativo. Ma anche in certi romanzi (ricordo ad esempio "Figli di cielo e terra" di Guy Gavriel Kay) ricorrono a questa struttura... E io li scarto in battuta (a ben vedere anche "La storia infinita" è così, ma di quello ne faccio un discorso a parte). Credo che lo facciano anche perché così i ragazzi sono facilitati a riconoscersi nel protagonista, che quindi appare una persona comune come loro, che però scegliendo di impegnarsi per qualcosa in cui crede, con impegno e tenacia, bla bla bla... rivoluziona la propria vita e quella degli altri. Ebbene a me non piace. In un film o romanzo cerco il simbolismo, non la pedagogia. Pensate se Conan il Barbaro fosse cominciato con Arnold che era un impiegato di New York con la passione della palestra, che poi viene magicamente trasportato in un altro mondo (che sarebbe l'Età Hyboriana del mondo reale): il cielo ci scampi! Ciao, MadLuke.
  2. In generale aggiungere considerazioni personali e prospettive sulla pellicola che stai trattando, nello specifico di questo film ritengo sarebbe interessante metterlo in prospettiva (la serie originale era un cartone degli anni '80 realizzato con lo scopo di vendere giocattoli di uomini palestrati per sfruttare la moda dei body builder stra-pompati che impazzava all'epoca). Una cosa fra le altre, io troverei interessante l'operato dal regista che se da una parte gioca sull'effetto nostalgia di questi simulacri di ultramachismo, dall'altro li capovolge quasi specularmente. Esempio: il Principe Adam nella serie originaria si FINGEVA goffo per nascondere la sua identità di super uomo che risolveva tutto con una buona dose di violenza. In questo film il protagonista originale viene decostruito: qui Adam è intrinsecamente insicuro -ma sensibile- messo quasi a disagio dalla sua stessa prestanza fisica, una chiara ed ironica critica al machismo muscolare delle origini assieme alla fragilità di Man-at-Arms che nel cartone era personaggio monolitico. Certamente ci sono anche altri aspetti che potevano essere messi in risalto ma era solo per dare un'idea di come potresti arricchire le tue prossime recensioni. Spero di essere stato utile, ciao!
  3. Grazie Creepy. Recensione un po' didascalica e schematica a mio avviso, se accetti critiche costruttive. Contenuto comunque apprezzato.
  4. Le frasi di presentazione e le idee per i poteri speciali sono davvero fantastiche!
  5. ah, sì, anche io ho adorato quelle poop (peccato che quella stagione sembra tramontata definitivamente). Avendo vissuto gli '80 do quasi per scontato che tutti siano cresciuti a pane ed He-man mentre le nuove generazioni li conoscono magari solo per la serie netflix e questo nuovo film. ecco, metti cose così nelle rece. Secondo me le renderai anche più interessanti.
  6. 1 punto
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  7. La terza edizione aveva, secondo me (ma sono pure speculazioni personali), due intenti primari dal punto di vista della progettazione di sistema di gioco: razionalizzare le regole, rendendole più intuitive, uniformi e modulari; permettere una maggiore personalizzazione del personaggio, specialmente per le classi di non-incantatori. Penso che li abbia raggiunti entrambi. Ma penso che la seconda cosa abbia avuto una notevole sovrelongazione, cioè abbia "funzionato troppo", forse anche al di là delle aspettative dei progettisti. Il "gioco nel gioco" di creare il personaggio assemblando livelli, talenti, capacità e oggetti magici (questi ultimi sono per me l'aspetto peggiore!) ha preso piede in modo così imponente che in breve si è messo al centro dell'attenzione e ha schiacciato un po' il resto. Detto ciò, rimane pur sempre l'edizione che ha introdotto il d20 system (un passo avanti brillante e necessario rispetto al coacervo precedente). C'erano anche numerose ottime idee che sono state ingiustamente buttate via con l'acqua sporca, in seguito: come il modificatore di livello, il prendere 10, il prendere 20, e una multiclasse semplice ed elegante benché non esente da difetti.
  8. Qui confondi un fatto (che sia scientificamente provato che alcuni cibi possano causare allergia) con un'opinione (che i vecchi moduli includano materiale problematico)
  9. Personalmente non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto da Joe. La WotC può mettere tutte le dichiarazioni che vuole ma quando dice "questi contenuti erano sbagliati allora e lo sono adesso" insulta e indirettamente da dei razzisti a tutti quelli che su quei supplementi ci hanno lavorato (Gygax, Greenwood, Salvatore, Cook, Weiss, Hickman e altri). Tutti quelli che hanno contribuito a creare e mantenere il gioco attraverso gli anni. Hanno sputato sopra la storia del gioco, scaricando tutta la responsabilità (di cosa poi non si sa) su altri. Il gioco di ruolo D&D oggi è vittima del suo successo (un po' come negli anni '80). Sono senza alcun dubbio molti di più quelli che guardano giocare a D&D sui social di quelli che ci giocano costantemente ogni settimana. Io non ho MAI sentito un giocatore "appassionato" di D&D definire "problematici" i vecchi prodotti. Ma agli occhi dei moderni SJW ogni cosa è problematica e si arriva alla follia di definire gli scacchi un gioco razzista. L'editore è libero di fare quello che vuole. Ma se una cosa ha insegnato la quarta edizione è che se fai cose che non sono gradite alla tua fanbase, la fanbase ti molla senza pensarci troppo. Quando uscirà la prossima edizione (non per forza la 6a) riveduta e corretta dei 3 manuali base staremo a vedere. Nel frattempo giusto oggi c'è un gradevole articoletto sull'HuffPost che parla della Cancel Culture. Se volete dargli una letta...
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