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  • Daybreak: quando il post-apocalittico rompe la quarta parete

    Graham_89 By Graham_89, in Reviews, , 1 comment, 245 views
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    Oggi parliamo di una delle tante serie post-apocalittiche che popolano il catalogo di Netflix, trasposizione sul piccolo schermo dell'omonimo fumetto di Brian Ralph: Daybreak.

    Daybreak, serie televisiva statunitense nata dall'adattamento dell'omonimo fumetto (di cui parleremo nel paragrafo seguente), è stata rilasciata il 24 Ottobre 2019 sulla piattaforma di Streaming Netflix. Nonostante le belle premesse ha avuto vita molto breve: la prima stagione, composta da dieci puntate di circa un'ora ciascuna, non vedrà alcun seguito.. il 17 Dicembre 2019 infatti Daybreak viene cancellata!

    La serie viene classificata come Commedia d'Azione, per di più vietata ai minori di 14 anni, pertanto i conoscitori della grafic novel si sarebbero aspettati una spruzzata di Horror abbastanza presente, considerando la sua ambientazione post-apocalittica contornata da zombie: a parte un paio di momenti di disgusto e qualche sporadica scena sanguinolenta con colpi di spada, bombe e una manciata di morsetti, mancano vere e proprie situazioni meritevoli di essere chiamate tali!

    A giustificare il "V.M.14" sono però l'abbondante linguaggio scurrile, le continue parolacce e le svariate scene di dubbio gusto, che per tutta la durata della stagione fanno da contorno alla "storia d’amore adolescenziale" che muove le vicende. Ciò che è rimasto fedele alla controparte di carta e inchiostro è, più o meno, lo stile narrativo: con le varie interruzioni delle scene per dare spazio a dialoghi fra personaggi e regia o pubblico, con i vari flashback e flashforward, con le vignette e scritte in sovraimpressione che richiamano fortemente il fumetto, abbiamo continue rotture della quarta parete che danno una nota comica a tratti piacevole, a tratti un po' meno.

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    Una delle Locandine ufficiali della Serie.

    Dalla Carta al Piccolo Schermo

    Scritto e disegnato in bianco e nero dal fumettista Brian Ralph, Daybreak è stato pubblicato in un primo momento dalla Bodega Comics in tre capitoli usciti tra il 2006 e il 2008, mentre nel 2011 ha subito una ristampa in unico volume dall’editore Drawn and Quarterly. Il tono dell'opera è venato di un sottile humour nero che mette in netta contrapposizione il forte ottimismo del protagonista, con gli scenari desolati del mondo post-apocalittico in cui egli si muove.

    La trama su cui ruota la grafic novel è più o meno questa: "Un ragazzo sopravvissuto all’apocalisse zombie, senza un braccio e accompagnato da un cane, si trova in un rifugio sotterraneo in compagnia del lettore, un muto e mai raffigurato compagno d'avventura. Mentre all'esterno si aggirano non morti, feroci soprattutto la notte, i due vivranno avventure tra supermercati assediati, carri armati e vecchi pronti a tutto per tenere al sicuro quel che resta della loro famiglia".

    La particolarità dell'opera risiede tutta nella sua narrazione, il ragazzo infatti si rivolge direttamente a chi sfoglia le pagine del fumetto, cercando così di creare un collegamento che permetta al lettore di fondersi e immedesimarsi nelle vicende che si susseguiranno, rompendo in questo modo la quarta parete.

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    Una Pagina del Fumetto Daybreak, di Brian Ralph.

    Trama Senza Spoiler

    Purtroppo, già dai primi annunci, si era intuito che lo sceneggiatore Aron Eli Coleite (Heroes) e il regista Brad Peyton (Rampage – Furia animale) si sarebbero presi parecchie libertà nella trasposizione sul piccolo schermo della grafic novel da cui è tratta la serie, e così è stato! Ambientata a Glendale, in California, narra le vicende del diciassettenne liceale Josh Wheeler (Colin Ford) alla ricerca della sua amata Samaira “Sam” Dean (Sophie Simnett), mentre si destreggia in un mondo post-apocalittico popolato da "zombie" un po' atipici e bande di adolescenti in pieno stile "Mad Max".

    Già da queste poche righe si può intuire che l’adattamento si discosta pesantemente dal concept originale con cui era stato pensato "Daybreak".. ma forse non è tutto perduto.. o magari si? Un'esplosione di bombe biologiche pare che abbia risparmiato solo persone dai diciotto anni in giù. Tutti gli adulti sono stati trasformati in questi fantomatici “zombie”, che prendono il nome di "ghoulie", che vagano sulla terra ripetendo le ultime parole dette o pensate al momento della detonazione.

    Mentre gli adolescenti si organizzano in bande dividendosi il territorio della città, Josh viene affiancato nella sua ricerca da Angelica (Alyvia Alyn Lind), una ragazzina di dodici anni con tendenze piromani, e da Wesley Fists (Austin Crute), il bullo della scuola che lo torturava prima che il mondo andasse in malora.

    Attenzione!
    Se avete intenzione di guardare la serie e non volete rovinarvela con inutili spoiler, vi consiglio caldamente di saltare del tutto il capitolo che segue il Trailer, passando direttamente alle mie Considerazioni Finali!

    Trailer Ufficiale in Italiano:

    Approfondimenti con Spoiler
     

    Spoiler

    Ad affiancare il protagonista apparirà anche un quarto personaggio: la signorina Crumble (Krysta Rodriguez), insegnante di biologia della scuola, quindi adulta, che senza una spiegazione logica è riuscita a mantenere (più o meno) la ragione, rallentando in qualche modo la trasformazione in ghoulie. Anche a lei sarà dedicata una puntata da protagonista, durante la quale vi saranno approfondimenti sul suo passato e sulla sua psiche...probabilmente è anche la puntata che ho apprezzato di più, e che tratta temi un po' più seri.

    Similmente a quest'ultimo personaggio, tuttavia schierato nella fazione dei cattivi e che si rivelerà essere la minaccia principale da debellare, il preside Burr (Matthew Broderick)! Ghoulie e amante della giovane e tenera carne degli studenti, li fronteggerà armato di tutto il suo intelletto, cercando di rivendicare il suo ruolo all'interno della società, in modo da ristabilire l'ordine, senza però particolare successo.

    Proprio intorno a queste due personalità ruota il mistero più grande di tutto Daybreak: perché non sono diventati semplici corpi deambulanti come tutti gli altri? Nel finale di stagione il mistero s'infittisce, diventando di fatto l'unica ragione per la quale mi sarebbe piaciuto vedere una seconda parte. Probabilmente il virus che ha colpito gli adulti è in evoluzione? Sembrerebbe di si, ma purtroppo non scopriremo mai dove gli autori sarebbero voluti andare a parare.

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    Josh Wheeler, il protagonista, in una delle sequenze della serie.

    Considerazioni Finali

    Per gli amanti del fumetto è inutile girarci intorno: l’adattamento è mal riuscito e la sconsiglio a tutti quelli che si aspettano una trasposizione fedele, almeno in parte. Per chi non conosce la grafic novel e vuole valutare Daybreak solo per quel che è, personalmente non l'ho trovata sgradevole, ciò nonostante non mi sento di consigliare comunque la visione...a vostro rischio e pericolo se vorrete farlo.

    Ogni puntata viene narrata dal punto di vista di un personaggio diverso e in corrispondenza di questo cambio anche lo stile narrativo muta, passando ad esempio da una puntata in cui si prende spunto dai film di arti marziali orientali, ad una in cui i dialoghi sono fatti solo tramite cartelli. Il minimo comune denominatore sono le continue battute da sitcom e le infinite citazioni alla cultura pop, anche se di fatto ho avuto l'impressione che fossero solo escamotage per cercare di far apparire la serie interessante ad una certa fascia di spettatori di cui faccio parte anche io.

    Per i miei gusti la trama si concentra fin troppo sulla storia d’amore fra Josh e Sam, lasciando in secondo piano la componente "zombie", riprendendosi invece nelle ultime due puntate dove vengono introdotti elementi molto interessanti e che mi avevano dato l'impressione un cambio di rotta importante. Probabilmente l'intenzione degli autori era quella di rivelare queste informazioni in una seconda stagione che non verrà mai prodotta, lasciando così solo dei buchi di trama grandi come le orde di zombie che neanche si vedono! Tutto ciò, confesso, mi ha lasciato un po' di amaro in bocca.

    Daybreak è senza dubbio una serie rivolta ad un pubblico adulto, un po' per le tematiche trattate, un po' per il linguaggio e anche per le - risicate - scene splatter. Nel complesso probabilmente avrei potuto spendere meglio il tempo che ho dedicato a questa serie...nonostante la curiosità di conoscere i "perché" agli elementi interessanti accennati poco sopra, non sono troppo rammaricato di questa cancellazione.

    In termini da GdR penso che la serie offra alcuni spunti interessanti per avventure moderne, post-apocalittiche, in cui la componente comica è molto marcata: l'idea di suddividere i ragazzi sopravvissuti al cataclisma in bande in stile Mad Max, differenziandoli per club e ceto sociale che ricoprivano a scuola, non mi è dispiaciuta. Come ho fatto per Curon, provo anche stavolta a suggerire un potenziale incipit per un'avventura, prendendo spunto da quanto presentato nella serie:

    Ad un mese dalla detonazione di alcune bombe biologiche, siete certi che tutti gli adulti o sono morti o sono diventati zombie.. voi siete un gruppo di adolescenti e il vostro obiettivo è quello di scappare dalla città. Dopo esservi rifugiati in una baracca di fortuna, recuperando qualche oggetto qua e là, vi rendete conto che uno di voi manca all'appello: prima di andar via dovete salvarlo, o essere certi che sia morto. Per farlo sarà necessario affrontare non solo i terribili zombie, ma anche le bande di ragazzi che si contendono la città.

    Perché, nonostante i palesi difetti, ho voluto parlarvi di Daybreak? Il motivo principale, oltre alla mia passione provvisoria per tutto quello che è "post-apocalittico", risiede nel fatto che è riuscita comunque a strapparmi qualche sorriso spontaneo. Voi avete visto Daybreak? Che cosa ne pensate? Avete nuova serie con ambientazione post-apocalittica da suggerire?


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