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Significato della Saggezza per gli incantatori divini

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5 ore fa, Marbon ha scritto:

Per concludere, ritornando su cosa significhi la Saggezza per gli incantatori divini, secondo il tuo approccio non avrebbe neanche più un grande senso cercare di definirlo. Ogni caratteristica (INT, SAG, CAR) da sola può facilmente essere reinterpretata a piacimento per le esigenze del proprio tavolo. Ma le regole di D&D invece lo definiscono, magari in malo modo in talune edizioni, ma le meccaniche comunque ne sostengono la definizione nella sostanza e nello svolgimento del gioco con la loro logica.

Comunque sia, alla fine conta il divertimento al proprio tavolo 🙂

Mi sa che hai capito l'opposto di quello che ho detto, se questa è la tua conclusione...

Forse mi sono spiegato male. Proprio perché ritengo che un chierico usi Saggezza per un motivo specifico, ritengo che non tutti i personaggi che vogliono fare un pg religioso e magico debbano usare la Saggezza.

Modificato da Pippomaster92

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5 ore fa, Pippomaster92 ha scritto:

Mi sa che hai capito l'opposto di quello che ho detto, se questa è la tua conclusione...

Forse mi sono spiegato male. Proprio perché ritengo che un chierico usi Saggezza per un motivo specifico, ritengo che non tutti i personaggi che vogliono fare un pg religioso e magico debbano usare la Saggezza.

ma in D&D la base meccanica (delle regole) per fare un PG religioso è il chierico. Lo vuoi fare non combattente ma predicatore? bene, il secondo punteggio più alto che hai a disposizione lo metti in carisma. Lo vuoi fare 'teologo'? il secondo punteggio più alto (o anche il primo volendo) lo metti in intelligenza. A discapito delle altre caratteristiche e di quello che forniscono in termini di bonus e potenziamento in altri 'aspetti' di gioco (PF, CA, etc..) . Poi selezioni tutta una serie di skill (anche se potrebbero essere più costose da ottenere) che accentuino il background che vuoi portare avanti, a discapito sempre del classico potenziamento derivante da ciò a cui si rinuncia. E così via.

Le regole di gioco hanno un loro bilanciamento intrinseco sia nelle meccaniche con le quali ci si adopera in modo diretto tra PG e sfide (mostri, png, interazione, etc...), sia in quelle dinamiche più sottili e meno visibili che regolano il mondo di gioco e che gli danno coerenza.

Un esempio : se consenti ad un pg la scelta della caratteristica su cui lanciare i propri incantesimi, potenzialmente lo possono fare tutti quanti i PNG del mondo, e questo rappresenterebbe potenzialmente un primo problema (anche se come DM che li gestisci potresti decidere di non farne mai incontrare uno al tuo gruppo). Un secondo problema ce l'avresti nel multiclassaggio. Come chierico lanci incantesimi con l'intelligenza, e multiclassando mago continui a lanciarli con l'intelligenza, praticamente facilitando in modo 'schiacciante' una combinazione di incantatore (che sono già di per sè molto forti) che sbilancerebbe il gioco pesantemente.

Studiando con maggiore attenzione e tempo, probabilmente uscirebbero tanti altri sbilanciamenti ( o quelli che io ritengo tali). Ed è per questo che anche le HR vanno si provate e testate, ma anche introdotte definitivamente con estrema cura e attenzione e più per dare sapore a certi aspetti del gioco che non a stravolgerlo.

In sostanza, quello che sostengo io, è che si deve utilizzare la Saggezza per gli incantatori divini (dando maggiore significato alla caratteristica anche in termini di lore ), con tutte le altre caratteristiche a completare il background del personaggio.

Comunque, se ti trovi bene a giocare in questo modo, "lunga pace e prosperità" 😁

4 ore fa, Marbon ha scritto:

ma in D&D la base meccanica (delle regole) per fare un PG religioso è il chierico. Lo vuoi fare non combattente ma predicatore? bene, il secondo punteggio più alto che hai a disposizione lo metti in carisma. Lo vuoi fare 'teologo'? il secondo punteggio più alto (o anche il primo volendo) lo metti in intelligenza. A discapito delle altre caratteristiche e di quello che forniscono in termini di bonus e potenziamento in altri 'aspetti' di gioco (PF, CA, etc..) . Poi selezioni tutta una serie di skill (anche se potrebbero essere più costose da ottenere) che accentuino il background che vuoi portare avanti, a discapito sempre del classico potenziamento derivante da ciò a cui si rinuncia. E così via.

Le regole di gioco hanno un loro bilanciamento intrinseco sia nelle meccaniche con le quali ci si adopera in modo diretto tra PG e sfide (mostri, png, interazione, etc...), sia in quelle dinamiche più sottili e meno visibili che regolano il mondo di gioco e che gli danno coerenza.

Un esempio : se consenti ad un pg la scelta della caratteristica su cui lanciare i propri incantesimi, potenzialmente lo possono fare tutti quanti i PNG del mondo, e questo rappresenterebbe potenzialmente un primo problema (anche se come DM che li gestisci potresti decidere di non farne mai incontrare uno al tuo gruppo). Un secondo problema ce l'avresti nel multiclassaggio. Come chierico lanci incantesimi con l'intelligenza, e multiclassando mago continui a lanciarli con l'intelligenza, praticamente facilitando in modo 'schiacciante' una combinazione di incantatore (che sono già di per sè molto forti) che sbilancerebbe il gioco pesantemente.

Studiando con maggiore attenzione e tempo, probabilmente uscirebbero tanti altri sbilanciamenti ( o quelli che io ritengo tali). Ed è per questo che anche le HR vanno si provate e testate, ma anche introdotte definitivamente con estrema cura e attenzione e più per dare sapore a certi aspetti del gioco che non a stravolgerlo.

Lo dico cordialmente, ma non ho chiesto e non mi servono consigli in merito alle regole che tengo al tavolo. Come dicevo, gioco con questa e altre "regole della casa" da 6 anni, al ritmo medio di una sessione settimanale da 5 ore. Senza contare le avventure online via forum o via Discord. Penso di aver avuto ampiamente modo di valutarne l'efficacia e le conseguenze, sicuramente più di chi non ha nemmeno mai provato la regola. Ma come temevo stiamo andando OT, dato che il senso della discussione era un altro e non ho mai richiesto un giudizio su come gestisco la cosa al mio tavolo. Ne ho parlato en passant e in quel momento era tangente all'argomento della discussione, ora però sta proprio andando OT.

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