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Gruppi Misti

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Buongiorno,

in un'altra discussione si è parlato dei gruppi misti e mi è venuto in mente che alcune delle campagne più divertenti che ho giocato appartenevano proprio a questa categoria.

La più bella, probabilmente, è stata una campagna ambientata nel World of Darkness. Il gruppo era composto da un Vampiro appartenente al Clan Baali, una Licantropa Ronin e un Mago Orfano; io interpretavo quest'ultimo. Il collante del gruppo era la volontà di sopravvivere senza essere scoperti dalle altre creature sovrannaturali, evitando al tempo stesso di essere reclutati dalle varie fazioni in guerra. Inoltre dovevamo fare attenzione a minacce casuali come fomori, Thallain, spettri e altri orrori del Mondo di Tenebra. Tra le varie avventure, riuscimmo perfino a sopravvivere all'incontro con una setta che venerava un Earthbound in Madagascar.

Il primo gruppo misto che abbia mai giocato risale invece ai tempi della BECMI, quando avevo circa dodici anni. Il gruppo era composto da un Chierico Umano Caotico, che indossava un'armatura a piastre sopra una tunica nera con cappuccio e portava un'ankh rovesciata rossa sul petto; combatteva con martello da guerra e scudo. Io interpretavo un Halfling Neutrale con tendenze da ladro, equipaggiato con cotta di maglia, scudo e spada corta. Con noi c'era anche un Elfo Legale, Fighter/Magic-User.

In Ars Magica ho partecipato a una campagna composta da un Tytalus dall'infanzia particolarmente oscura, dal mio personaggio, un Tempestario della Casa Ex Miscellanea, e da un Quaesitor della Casa Guernicus vittima di una terribile maledizione: invecchiava rapidamente e soffriva di allucinazioni. Quando era da solo vedeva la Morte e conversava con essa.

In D&D 3.5, invece, interpretavo un classico Guerriero Neutrale Neutrale con spada e scudo, affiancato da qualche livello da Rogue. Era partito come guardia carovaniera ed era diventato sergente delle guardie cittadine. Nel gruppo c'erano anche:

  • un Drow Ranger/Assassin Caotico Malvagio, cultista di Apophis, proveniente da un complesso di caverne sotto il Sinai abitato da Drow dediti alla venerazione di Apopis e Seth;

  • un'Aasimar Cleric Caotica Buona, sacerdotessa di Afrodite, originaria di Cipro;

  • un Tiefling Warmage con la classe di prestigio Rainbow Servant, Caotico Neutrale, devoto a Bres e proveniente dall'Irlanda.

L'ambientazione era una sorta di XIII secolo alternativo, nel quale le antiche divinità erano ancora attive e influenzavano direttamente il mondo. Era una campagna decisamente strampalata, ma anche molto divertente.

In generale non ho usato e giocato gruppi misti molto spesso, ma praticamente sempre per motivi narrativi solidi. Per funzionare, secondo me, un gruppo misto deve essere unito da qualcosa di importante: una minaccia comune, un ideale condiviso, un nemico da affrontare o semplicemente la necessità di sopravvivere. Quando questo elemento è presente, le differenze tra i personaggi diventano una risorsa anziché un problema.

Voi avete mai giocato in gruppi misti? Come vi siete trovati? È stata un'esperienza soddisfacente o vi è sembrata forzata? Ci sono stati conflitti interessanti tra i personaggi oppure discussioni tra i giocatori? Sono curioso di leggere le vostre esperienze.

Modificato da Edmund

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  • Cosa intendi precisamente con l'espressione "gruppi misti"?

Cosa intendi precisamente con l'espressione "gruppi misti"?

  • Autore
2 ore fa, Bille Boo ha scritto:

Cosa intendi precisamente con l'espressione "gruppi misti"?

Intendo gruppi dalla composizione insolita, come quelli che ho elencato negli esempi. Nel gruppo di BECMI ogni giocatore interpretava un personaggio di razza, ma soprattutto, di allineamento diverso. In Ars Magica il gruppo era molto atipico essendo formato da un mago al limite dell'ermetismo, il mago di una casata decaduta e un mago investigatore e magistrato. La campagna della 3.5 presentava personaggi molto eterogenei anch'essa.

Sul web e nel mondo reale li ho sentiti chiamare anche "Gruppi che assomigliano al bar di guerre stellari".

Non so se mi sono spiegato bene ma ti assicuro che ho fatto il possibile.

Ciao e grazie.

Il 15/08/2026 alle 11:53, Edmund ha scritto:

Voi avete mai giocato in gruppi misti? Come vi siete trovati? È stata un'esperienza soddisfacente o vi è sembrata forzata? Ci sono stati conflitti interessanti tra i personaggi oppure discussioni tra i giocatori?

Tendo a preferire gruppi standard (simil Compagnia dell'Anello) o omogenei: la prevalenza di umani o comunque di razze base "storiche" (escludo quindi tiefling, dragonidi...) semplifica la questione delle motivazioni e a meno di non giocare ambientazioni fortememente multirazza (StarWars, ForgottenRealms...), si evitano pregiudizi sociali che è più facile appesantiscano gli eventi rispetto che arricchire la storia. D'altro canto un party di 5 coboldi può essere divertente, ma per 2 sessioni e poi ci ha stufato: questo per dire che il gdr invita ad avere un gruppo almeno un po' eterogeneo.

Come player l'unica esperienza di gruppo misto non standard è finita male: il PG semidiavolo ha esaseprato il PG gnomo tanto da finire con un esilio letale - purtroppo. Motivo: avet tirato troppo la corda, aver provato a "restare nel personaggio" a scapito della coesione del gruppo.

Come master limito all'inizio le razze giocabili a quelle coerenti con l'avventura/campagna. Una volta un giocatore insistente ha esordito con un tiefling alato in gruppo con 3 umani e dopo una decina di sessioni ha cambiato PG perchè non gli dava più stimoli e sentiva di essere slegato dalla storia. Sono aperto all'ingresso di razze esotiche se la storia costruita insieme lo permette per avere appunto motivazioni forti in comune: il druido lossodonte che si unisce al party di eroi dopo che l'esercito nemico gli ha sterminato la tribù, l'orco ranger bandito dalla sua gente per motivi religiosi all'origine della guerra... Insomma: la storia, se è raccontata in modo credibile da tutto il gruppo, non ha limitazioni. Meglio mettere delle regole generali restrittive e poi, caso per caso, dopo che i giocatori hanno saggiato che atmosfera c'è al tavolo, vedere se si può derogare. Altrimenti si rischia un'accozzaglia di changeling, tartarughe ninja, licantropi e ewoke con spada laser: not my cup of tea.

Per il discorso allineamento, dipende dalle meccaniche: se creano impedimenti, eviterei. Altrimenti ben vengano PG malvagi (disclaimer: parlo pensando a giocatori con un minimo di maturità e non di bimbiminkia murderhobo). Ho visto protagonisti al fianco di paladini LB che sono stati interpretati come egoisti calcolatori e l'unica sorpresa è stato il criminale che dopo mesi di avventure ha lasciato morire gli altri PG scegliendo la fuga con la pancia piena: la storia è terminata quindi con un similTPK (il malvagio è diventato un PNG) ma assolutamente memorabile e divertente per tutto il tavolo.

Concludo con una richiesta di aiuto: chi ha detto, o dove avevo letto, che per una relazione sociale significativa è bene che ci sia una somiglianza, tra i soggetti, per circa 2/3 della storia e/o dei valori di ciascuno? In questo modo si puó dialogare per conoscere quel 1/3 differente che permette da un lato di riconoscersi e essere a proprio agio e dall'altro stimola la curiosità e la crescita reciproca. Forse un po' forzatamente si può applicare la stessa teoria anche nella costruzione del gruppo misto. 😄

  • Autore

Una volta nel 1999 avevo fatto una campagna solo coboldi 2 PG e 8 PNG.

Il dungeon era una torre di guardia di guerrieri umani, c'era un piccolo viaggio prima di raggiungerlo.

Era una one shot, è stata trovata un po' monotona in effetti.

Giocavo ad AD&D i PG sono impazziti non tanto contro il capo delle guardie che faceva due attacchi ogni tre turni ma contro il chierico della chiesa di Tarladara che lanciava l'incantesimo Santuario. :D Ha, ha, ha, che ridere.

Ti ringrazio per aver condiviso le tue esperienze.

Io sposo l'impostazione di @Alzabuk

Per quanto possa apparire affascinante giocare razze 'esotiche' o 'aliene' rispetto alla cultura umana, purtroppo la realtà di gioco (per la mia esperienza) è ben diversa. Sia come giocatore che come DM.

Cerco di sintetizzare il mio pensiero con alcune riflessioni :

1) quando da giocatore/pg umano incontri/affronti un PNG esotico/alieno , l'interazione è solitamente limitata nel tempo nel corso della campagna/avventura. Sei un 'osservatore' di una piccola porzione di cultura/comportamento di quel png , e il livello di dettaglio degli usi e costumi è grossolano, il DM non deve fornirti 'tutto' il background di quella razza, e non lo deve rappresentare per intero. Ti godi quindi la parte interessata all'avventura, lasciandoti quell'alone di mistero su tutto il resto. Questo è il motivo per cui queste razze, secondo me, risultano 'affascinanti'.

2) Quando hai un solo PG esotico/alieno in un gruppo umano centrico, questo viene solitamente giocato con un comportamento 'diverso' dal suo background razziale, che si spinge più a voler imitare il comportamento dei propri compagni umani piuttosto che imporre le sue usanze e costumi razziali. La riuscita di questo tipo di combinazione/composizione di gruppo (un solo PG con razza esotica/aliena) deriva dal non giocare completamente la propria razza, ma dal giocare il tentativo di 'assomigliare' al resto del gruppo (umano centrico).

3) Giocare tutti PG esotici/alieni in breve 'stufa'. Mentre con i PG umano centrici, devi 'scoprire' (senza mai riuscirci del tutto) le altre razze, con i PG esotici/alieni non devi scoprire nulla, perchè la/e cultura/e umana/e la/e conosci già. La razza umana non ha nulla che possa rimanere misterioso e che possa lasciare nel giocatore quella sensazione di sconosciuto ed esotico. Una avventura o una breve campagna, ovviamente, è una divagazione sul tema, un modo per sperimentare/provare un punto di vista diverso. Ad esempio : sono passati 40 anni, numerosi autori e game designer hanno lavorato sulla cultura dei Drow, eppure ancora oggi sono numerose le critiche di DM, giocatori e stessi game designer, su come giocare 'coerentemente' un PG di questa razza integrato all'interno della sua cultura (non alla Drizzt). Figurarsi una progenie demoniaca, un diavolo o una qualsiasi altra razza fantasy che sia cmq agli opposti della biologia e della cultura della razza umana.

Quindi, in conclusione, per me i gruppi misti, ma direi i gruppi di PG di razze esotiche/aliene sono solo occasioni di gioco 'spot' ed estemporanee , ma che non sono adeguati per un gioco duraturo nel tempo.

  • Autore

Tranne che nel World of Darkness, dove devi interpretare il mostro per forza, io di solito interpreto l'umano quando gioco, però mi piace molto essere altro da me sia quando faccio il GM, sia quando faccio il giocatore, quindi quando interpreto un esponente di una razza fantasy o aliena mi piace studiarmi bene tutto quello che riguarda quella razza e poi regolarmi di conseguenza.

Mi diverto un mondo a fare il GM perché posso essere una volpe famiglio, un mago, un elfo, una sfumatura super intelligente del colore azzurro, un megeride, ecc, ecc. Da GM l'ho già detto in un'altra occasione mi piace interpretare tutti quei PNG deboli che in un gruppo durerebbero quanto un gatto in tangenziale ma che nel vasto mondo hanno un loro posto.

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