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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati

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Le tue parole, cariche della solennità di un'epoca sepolta dal tempo, scendono come una cappa di ghiaccio e meraviglia sul piccolo cono di luce delle braci. Mastro Caleb arresta di colpo il movimento scanzonato delle dita sul liuto, lasciando che l'ultima nota di pino vibri a vuoto nel silenzio della notte di Ches. L'espressione ironica del menestrello si incrina all'istante, sostituita da uno sbigottimento rudo: un conto è scherzare con un elfo borioso sulla carovaniera, un altro è trovarsi davanti a un retaggio che evoca i nomi mitici di Miyeritar e Illefarn con la naturalezza di chi ha davvero calpestato quelle terre prima del primo mattino del mondo.

Accanto a lui, la cieca Aeryn inclina lentamente la testa, stringendo la presa sul suo bastone di tasso. La menzione degli antichi regni e delle guerre contro i draghi cromatici sembra risuonare con una forza mistica nella sua mente disturbata, e le sue labbra pallide si schiudono in un respiro aspro e affannato, quasi percepisse le immagini dorate che la tua memoria millenaria sta proiettando nell'aria.

Affare fatto, elfo d'argento... sussurra il bardo, la voce che ha perso ogni traccia di sfacciataggine commerciale per farsi colma di un rispetto quasi timoroso, una storia simile vale molto più di mezza bottiglia di idromele. Ti dirò tutto quello che si mormora a sud.

Vi spostate di pochi passi, prendendo posizione sul fianco rialzato del muretto di pietra crollato, in un settore che offre un perfetto camuffamento logistico tra le ombre e una scansione geometrica ottimale per sorvegliare sia i carri di Lyra sia la boscaglia retrostante da cui vi sentite tallonati.

Stappi la bottiglia del menestrello e inizi il tuo racconto. La tua voce evoca la magnificenza perduta di Illefarn, le foreste incantate di Miyeritar prima del Disastro e lo splendore primordiale di Cormanthor, quando il Faerûn era una distesa selvaggia e le spade del Popolo Fiero si levavano nel nome dei Seldarine per spezzare il giogo delle grandi bestie cromatiche. Racconti della gloria e della bellezza incontaminata di quei regni terrieri, specchi di Arvandor, sforzandoti di tenere la narrazione pura e pulita, senza adombrare i ricordi con lo spietato fanatismo o l'invidia fratricida che, millenni dopo, avrebbero sventrato la stirpe degli elfi portando alla Prima Guerra della Corona.

Mentre evochi le visioni di quelle marce celestiali, il baccano del bivacco svanisce del tutto. Caleb ascolta immobile, immobile con il liuto in grembo, memorizzando ogni singola sfumatura con la paranoica lucidità dei cronisti di frontiera, mentre la cieca Aeryn culla la testa in avanti, come se stesse guarendo per un attimo dalle distorsioni della magia selvaggia grazie all'eco della tua voce ancestrale.

Quando l'ultimo frammento del tuo straziante ricordo si spegne nelle braci, il vecchio menestrello trae un profondo sospiro, passandosi una mano tremante tra i capelli grigi prima di riscuotere la sua parte del patto di strada.

Una storia simile vale molto più del mio idromele, elfo... dice Caleb, tornando al suo tono scanzonato ma tenendo la voce bassa per non farsi sentire dalle guardie di Horgar, ed ecco quello che si mormora a sud: a Baldur's Gate le cose si mettono in movimento. Da quando il cielo è impazzito in questo folle anno, la città è piena di fanatici e i duchi hanno schierano i soldati del Pugno di Fuoco a ogni porta per perquisire i carri commerciali che cercano di entrare. Horgar vuole correre forte proprio per raggiungere le mura prima che le ispezioni doganali blocchino del tutto la strada. Ma se riusciamo a entrare, ci sarà da divertirsi: gira voce che i ricchi Patrizi dell'Alta Città siano terrorizzati dalle tempeste mistiche e stiano offrendo borse piene d'argento a chiunque porti loro rimedi bizzarri, mercanzie esotiche o semplicemente canzoni allegre per dimenticare i disordini. Se i vostri due carri sono vuoti, potreste fare fortuna tra quelle mura. Sempre che riusciamo a correre veloci e a non farci rallentare dai pericoli della via.

Il bardo sorride, accennando un inchino scanzonato con la testa, ma prima che l'atmosfera si alleggerisca, la donna cieca al suo fianco compie un passo avanti nel fango dello spiazzo. Aeryn solleva il viso pallido verso i tuoi lineamenti; la sua testa si inclina di lato, mentre le sue dita stringono il legno di tasso con una forza tale da farle sbiancare le nocche. La Trama disturbata sembra vibrare attorno alla sua benda di seta bianca, e la sua voce spezza il silenzio del bivacco con un sussurro febbrile che scavalca i pettegolezzi sui nobili per scavare nel tuo passato.

Voi parlate di imperi crollati e divinità buone che si allontanano, Silyndor... ma la Trama non dimentica il sangue celestiale... mormora la veggente, stringendo le labbra per contenere un brivido mistico, i miei occhi non vedono il Faerûn attuale, eppure le mie visioni deformate mi mostrano il peso di una prigione millenaria che vi siete lasciata alle spalle solo da due lune. Perché siete tornato proprio adesso, dopo che gli dei hanno calpestato questa terra l'anno passato e hanno lasciato il cielo in fiamme? E cosa nascondono davvero i teloni di questi due carri che vi spingono a rischiare la pista costiera in mezzo a noi? Se l'ombra d'argento che ho visto nei miei specchi è la vostra, la falce che vi tallona nell'oscurità dei boschi colpirà prima che le ruote vedano i cancelli del sud.

La donna si zittisce, rimanendo immobile sotto la pioggia fine in attesa della tua risposta, mentre Caleb stringe il liuto al petto, improvvisamente raggelato dalle domande insidiose e dirette della sensitiva.

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Silyndor Ewein Tel'Quessir

Le notizie di una Baldursgate in preda ad una folle paura della magia selvaggia non mi entusiasma, visto che il terrore non porta mai nulla di buono ed agevola azioni pericolose e azzardate. In ogni caso ciò che accadrà lì, ci penserò al momento.

Molto più attuale è l'insistenza della anziana non vedente. Visto che già percepisce non ha senso tenerla all'oscuro.

I nostri carri non trasportano nulla di strano. Siamo noi ed una giovane elfa trovata sola nella grande foresta. I suoi sono stati uccisi ed è rimasta sola. Non so se l'ombra d'argento che percepisci è privo sono io. Ne so perché gli elfi che ci tallonano c'è l'hanno con noi. Di certo sono loro la falce nera della visione... Ma se questa falce si avvicinerà troppo troverà la mia lama pronta a spezzarla. Che facciamo la loro mossa , noi siamo pronti.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Il sussurro delle tue parole, spogliato di ogni paranoica finzione, si deposita nel fango gelato del bivacco, lasciando che la nuda verità sul sangue della fanciulla dell'Alta Foresta risuoni nell'oscurità costiera. Aeryn solleva leggermente il viso bendato verso di te, contraendo le labbra in un respiro aspro mentre la sua mente sensitiva assimila la conferma della tua millenaria identità: la donna non aggiunge altre domande febbrili, ma compie un lento cenno della testa che suggella il presagio prima di arretrare nell'ombra dei carri. Accanto a lei, Mastro Caleb allenta la tensione sul legno del suo liuto, mandando giù l'ultimo sorso di idromele dolce con un profondo osoiro di rispetto rudo, per poi allontanarsi a passi corti verso il centro del perimetro mercantile per non farsi cogliere dal gelo che precede l'alba.

I tre giorni successivi lungo l'arteria stradale della Costa della Spada si consumano in una marcia estenuante, scandita dal fango implacabile del disgelo e dal pragmatismo della scorta. La colonna dei trenta mezzi pesanti di Horgar fora la nebbia costiera muovendosi a passo spedito verso il meridione, costringendo i cavalli a uno sforzo costante per mantenere la linea commerciale coperta dalle spade private della gilda. Lyra Thorne stringe i denti sul seggiolino del primo mezzo per dodici ore al giorno, tenendo Alys nascosta sotto le coperte del telone, mentre il vecchio Daran conduce il secondo carro carico di lana grezza vigilando costantemente sulla retroguardia. Kaelen e il cinghiale Garm battono le boscaglie orientali senza sosta, confermando che l'intera vallata costiera resta tranquilla e libera da minacce manifeste.

Al tramonto del quarto giorno di viaggio, mentre la carovana imbocca una conca argillosa tra le colline a meno di due giorni di marcia da Baldur's Gate, la pista palesa una delle anomalie più bizzarre ereditate dall'Anno dei Disordini.

Horgar solleva improvvisamente la mano guantata dall'avanguardia ordinando l'alt immediato, e lo scricchiolio dei mozzi di legno si arresta di colpo lungo tutta la colonna. Davanti a voi, un'ondata improvvisa di magia selvaggia ha completamente alterato la materia della carreggiata , per una lunghezza di oltre trecento iarde, il fango della pista si è istantaneamente cristallizzato, trasformandosi in una gigantesca distesa di specchio solido, liscio e trasparente che riflette il cielo plumbeo del tramonto. I cavalli del tiro di testa iniziano a scivolare e a nitrire nervosamente, incapaci di far presa con gli zoccoli su quella superficie di roccia vetrosa che rischia di spaccare le ruote dei mezzi pesanti alla prima accelerazione.

Il baccano scoppia all'avanguardia del convoglio, con i carrettieri dei vinai che imprecano e Master Horgar che sbraita ordini per cercare sacchi di iuta, sabbia o coperte da stendere sul cristallo per creare attrito e far avanzare i mezzi prima che faccia notte fonda.

Mentre Lyra Thorne blocca i cavalli del primo carro scambiandoti un'occhiata carica di perplessità, la tua attenzione viene catturata da un dettaglio insolito proprio sotto i tuoi piedi. Guardando attraverso la superficie trasparente e cristallina della strada, noti che la magia della Trama ha racchiuso e sigillato nel vetro un pezzo di storia sommersa: a circa tre pollici di profondità sotto lo specchio di roccia, si intravede chiaramente la sagoma di un vecchio forziere di legno cerchiato di ferro, parzialmente logorato dal tempo ma perfettamente visibile grazie alla trasparenza del cristallo.

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Il mio sguardo si perde meravigliato nell'incredibile risultato creato dalla magia che ha alterato la materia in uno spettacolare paesaggio cristallizzato.

Un qualcosa di simile lo avevo già visto solo con esempi di Alta Magia Elfica nella corte del Miyeritar. Oppure con il Vetroacciaio degli Avariel del Picco Innevato. Ma questo spettacolo non è opera di una mente seziente, ma della magia sofferente per la morte di una Mystra l'anno passato.

Sotto i miei piedi noto uno scrigno sepolto sotto terra da chissà quando tradito del suo segreto dalla trasparenza del vetro che ora ha preso il posto della terra.

Curioso di cosa possa essere stato sepolto, ma non interessato all'oro allungo i miei sensi per cercare di capire sla presenza o meno di magia nello scrigno.

@Dardan individuazione del magico sul forziere. E testo la durezza del vetro con un pugnale.

Modificato da Monkey77

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Ti accovacci in silenzio nel fango che si sta congelando, sfruttando la confusione dei carrettieri concentrati in testa alla colonna per non farsi vedere da nessuno. Allunghi la mano sinistra, tenendola a pochi pollici dalla superficie riflettente, e richiami il potere del tuo incantesimo che sfrigola e trema un po' a causa dei recenti disordini della Trama che tormentano questo folle anno, ma la tua concentrazione ti restituisce un segnale certo: lo scrigno sepolto emana una debole e costante aura di Abiurazione , si tratta di un antico incantesimo di protezione e conservazione, progettato per isolare il contenuto e preservarlo intatto dal tempo e dall'umidità della terra, senza alcuna traccia di trappole magiche offensive o distruttive .

Nel frattempo, il resto della carovana è completamente assorbito dall'emergenza stradale e nessuno bada a ciò che accade in fondo alla colonna. All'avanguardia, a circa un centinaio di metri da te, regna la confusione più totale: Master Horgar urla ordini paonazzo in volto, camminando sul ciglio fangoso per non scivolare, mentre i conducenti dei vinai imprecano ad alta voce tentando di trattenere i bovi spaventati dai riflessi del cristallo. Tre stallieri stanno correndo avanti e indietro scaricando dai carri merci vecchie coperte di lana grezza e sacchi di iuta pieni di sabbia per stenderli sulla superficie vetrosa, sperando di creare una striscia di attrito che permetta agli zoccoli delle bestie di far presa. Poco distante, un paio di mercenari privati della scorta ridacchiano appoggiati alle loro picche, divertiti dallo spettacolo insolito della pista specchiata e felici di potersi riposare un momento mentre i carrettieri faticano nel fango. L'attenzione di tutti è rivolta esclusivamente a sbloccare la marcia dei trenta carri prima che faccia buio, lasciando la tua zona completamente isolata e priva di occhi indiscreti.

Prendi il pugnale dalla cintura e sferri un colpo deciso sulla carreggiata per testare la durezza del terreno modificato. Sulla parte esterna della pista, la lama rimbalza con un rumore metallico e acuto: quel cristallo creato dalla magia selvaggia è compatto e duro come la roccia nanica. Però, quando sposti la punta direttamente sopra il forziere, la materia cambia in modo visibile. In quel punto esatto il vetro è rimasto fragile, poroso e instabile. La lama penetra nello strato lucido con estrema facilità, frantumando la teca magica in tante piccole scaglie sottili che cadono senza fare rumore. La distorsione della Trama ha lasciato una fessura debole proprio sopra lo scrigno , ti basterà un piccolo sforzo manuale per rompere il resto del vetro e tirarlo fuori, senza attirare i sospetti dei mercanti.

Dall'alto del seggiolino del primo carro, Lyra Thorne tiene le redini dei cavalli molto corte per tranquillizzarli, seguendo i tuoi movimenti con un'occhiata d'intesa tesa ma silenziosa; la sua posizione rialzata e la sagoma del telone cerato coprono geometricamente le tue mani dalla visuale del resto del convoglio. Subito dietro, il vecchio Daran presidia il carico di lana vigilando sul lato opposto della strada, tenendo la balestra pronta e garantendo che nessuno dei mercenari della retroguardia si avvicini alla coda dei tuoi due carri mentre agisci...

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Vedendo che la situazione è statica, e che il fato ha voluto che il vetro creato dalla magia selvaggia sia più fragile proprio sopra il baule, prendo un piccone e una vanga dal carro e inizio a scavare per scoprire cosa nasconde quello scrigno che sembra desiderasse essere trovato.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Il silenzio della retroguardia assorbe lo scricchiolio dei tuoi passi mentre ti allunghi verso il fianco del carro, afferrando il manico di legno di una vanga e il ferro di un piccone da scavo. Quando la punta dell'attrezzo impatta sulla fessura porosa del cristallo, non risuona alcun fragore metallico: la materia magica, resa friabile dalla distorsione, cede istantaneamente sotto i tuoi colpi con un fruscio sordo, simile a sale che si sbriciola.

In pochi minuti di sforzo silenzioso, frantumi i tre pollici di spessore vetroso e usi la vanga per scalzare la terra argillosa sottostante, liberando definitivamente le pareti del vecchio forziere dal suo riparo.

Sollevi il pesante scrigno di legno cerchiato di ferro portandolo alla luce del tramonto color porpora, riparato dallo scudo visivo del telone di Lyra Thorne. L'antico incanto di Abiurazione che proteggeva il legno si dissolve nell'aria non appena il baule si stacca dal fango costiero [1-3], lasciandoti tra le mani un manufatto privo di serrature. Con un leggero sforzo, fai scattare i vecchi ganci di metallo arrugginito e sollevi il coperchio di quercia, rivelando il carico che la trasparenza del vetro ha tradito dopo un tempo immemorabile.

All'interno dello scrigno, adagiata su un logoro panno di velluto che si sfarina al primo soffio di vento, non trovi merce comune o oro, ma una vera e propria cella di contenimento eretta in un'epoca remota. Al centro del baule si trova un piccolo frammento di cristallo purissimo trasparente, sigillato con piombo e rune di legame, all'interno del quale si scorge una minuscola figura intrappolata .

Sunder lo strato cristallino, congelata in un sonno magico , si staglia una minuscola creatura alata dei piani fatati, grande non più di un palmo , i suoi lineamenti minuti sono immobili e le sue piccole ali diafane sono ripiegate attorno al corpo come quelle di una farfalla addormentata. Non appena il forziere viene esposto alla luce del sole calante e i sigilli di cera azzurra sul fondo del legno iniziano a creparsi a causa del disgelo , la piccola creatura intrappolata compie un sussulto improvviso: le sue palpebre minuscole tremano, accennando a riaprirsi dopo una lunghissima prigionia sotterranea, mentre una debole scia di scintille luminose riprende a fluire lentamente attorno al perimetro del cristallo che la racchiude

Mentre esamini questo incredibile ritrovamento, un forte boato di festa scoppia all'avanguardia del convoglio, a cento iarde di distanza. Gli stallieri e i carrettieri di Horgar sono finalmente riusciti a stendere una massiccia striscia di sacchi di iuta e sabbia sopra la pista specchiata; i primi tiri di buoi del consorzio dei vinai stanno trovando attrito sulla superficie vetrosa, e i pesanti mozzi di legno ricominciano a girare nel fango con cigolii coordinati. La carovana si sta rimettendo in movimento a passo forzato per superare la conca prima che l'oscurità della notte cancelli la pista.

Dall'alto del seggiolino del primo carro, Lyra Thorne richiama i cavalli del tiro principale tenendo le redini corte per immettersi subito dietro la coda dei vinai, concentrata a non farsi schiacciare nel fango. Dal limitare degli arbusti laterali, invece, le pupille ambrate e cangianti di Kaelen intercettano il riflesso delle scintille luminose che danzano tra le tue dita , la tiefling reprime un sussulto di totale meraviglia nel vedere la minuscola figura intrappolata, stringendo la presa sul suo arco e facendoti un cenno muto della testa per esortarti a fare in fretta.

Silyndor Ewein Tel'Quessir

La scoperta di ciò che nascondeva il forziere mi lascia stupefatto. Cosa ci faceva una piccola creatura Silvana rinchiusa li dentro?

Non volendo che la scoperta diventi di dominio pubblico faccio cenno a Kaelen di coprire entrambi i lati e entro nel carro di Lyra per meglio analizzare il cristallo e le rune che legano la fatina.

Per essere certo di non avere a che fare con un unseelie della corte malevola. Lancio individuazione del male. E poi studio le rune sfruttando le mie conoscenze Arcane.

Chi è la fatina? Perché è stata imprigionata e da chi? Cosa si può fare per liberarla? Sono solo alcune delle domande che mi pongo mentre la carovana riprende la marcia lungo la strada vetrificata.

@Dardan a te. Ind del male e prova conoscenze Arcane et capire la natura e i procedimenti del legame.

Modificato da Monkey77

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Balzi agilmente sul pianale di legno del primo mezzo in movimento, lasciando che il pesante telone cerato di Lyra Thorne si richiuda alle tue spalle e cancelli la fredda luce del tramonto della Costa della Spada. All'esterno, Kaelen recepisce al volo il tuo cenno d'intesa , la ranger tiefling scivola silenziosa tra la boscaglia per coprire entrambi i lati della retroguardia insieme al cinghiale Garm, mentre il vecchio Daran mantiene il secondo carro perfettamente allineato alle ruote dei vinai per non interrompere la marcia della gilda.

Nel retro del carro, protetto dall'oscurità e dal calore delle coperte di lana, adagi il frammento di cristallo purissimo sul legno per analizzarlo nel dettaglio. Poco distante, la piccola Alys si sporge incuriosita dalla paglia, sgranando i grandi occhi elfici nel vedere la minuscola creatura alata addormentata. La fatina ha un aspetto incantevole, che evoca l'estetica leggendaria degli spiriti silvani più puri: lineamenti delicati, un corpicino aggraziato avvolto in vesti fatte di petali luminosi e ali diafane come quelle di una libellula, capace di ricordare la mitica Campanellino ma intrisa delle origini remote del Faerûn.

Allarghi la mano sopra la teca trasparente e richiami il potere per individuare il male . ti concentri per una ventina di secondi mentre i mozzi del carro cigolano nel fango , la tua percezione sacra non intercetta alcuna emanazione di malvagità, odio o corruzione. Non hai a che fare con uno spirito Unseelie o una spia della Corte dell'inverno , l'energia che emana dalla fatina è limpida, legata alla natura benevola e selvaggia delle terre fatate da cui proviene, confermando che la cella di contenimento non è stata eretta per punire un mostro.

Subito dopo, focalizzi il tuo intelletto studiando le rune che sigillano il piombo e i bordi del cristallo, una ricerca accurata fra le tue conoscenze ti permette di capire che si tratta di un Legame di Sospensione Cardinale , un antico rituale elfico utilizzato per proteggere e conservare le creature fatate più indifese durante le grandi guerre o le devastazioni territoriali. Il procedimento è complesso ma chiarissimo per la tua mente , il cristallo assorbe il calore del terreno circostante per mantenere l'essere in uno stato di animazione sospesa perenne. Ora che il forziere è stato dissotterrato e il disgelo della pista ha alterato la temperatura della teca, il legame si sta sciogliendo da solo, in modo naturale e senza bisogno di contro-incantesimi distruttivi.

Mentre le tue dita sfiorano le rune, una crepa netta e silenziosa attraversa il cristallo da un'estremità all'altra. Un sottile vapore profumato di muschio e violette si sprigiona dalla fessura, e lo strato di piombo si sfarina in polvere grigia.

La minuscola creatura si libra a mezz'aria nel retro oscurato del carro, è grande non più di un palmo, proporzionata con una delicatezza millimetrica che rende ogni suo movimento aereo un ricamo di pura meraviglia , la sua pelle ha la lucentezza morbida e calda del marmo d'alabastro, interrotta soltanto da una cascata di capelli sottili e indomiti color dell'oro vecchio, che fluttuano leggeri attorno al viso minuto come mossi da una brezza invisibile. Indossa una veste incredibilmente preservata, tessuta con petali di orchidea selvatica e fili di seta di ragno fatato che brillano di sfumature cangianti tra il verde muschio e l'argento.

Ciò che cattura la tua attenzione sono le sue ali diafane, ampie e sottili come quelle di una libellula e ogni volta che vibrano per mantenerla in volo, le ali producono un ronzio armonico e quasi inudibile, simile al suono di un'arpa tesa, sprigionando a ogni battito una cascata incessante di polvere lucente , sono scintille dorate e azzurrine che scivolano lente nell'oscurità del telone, spegnendosi a contatto con le coperte di lana , i suoi occhi, grandi, vividi e privi di pupilla visibile, brillano come ambra liquida riscaldata dal fuoco, riflettendo la solennità dei tuoi lineamenti d'argento con un misto di sbigottimento e timore.

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Osservo meravigliato la piccola creatura Silvana. Provo a parlarle in elfico non avendo ancora recuperato la mia capacità di comunicare con qualunque linguaggio.

Amici. Ora sei libera, riesci a comprendermi?

@Dardan a te .se non mi comprende ma parla uso comprensione dei linguaggi per capire cosa dice. Il post è breve perché sono stanchissimo...by

Modificato da Monkey77

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La minuscola creatura alata si stabilizza a mezz'aria, scuotendo la testa bionda per scacciare gli ultimi residui del lungo sonno magico. Le tue parole in elfico antico risuonano nel retro del carro, protette dalle spesse coperte di lana; la fatina batte rapidamente le ali diafane, lasciando cadere un'ultima scia di scintille dorate che si spengono sulla paglia prima di puntare i suoi occhi color ambra dritti nei tuoi.

Un sussulto di comprensione immediata le illumina il viso minuto non appena riconosce il tuo retaggio ancestrale.

Sì... sì, ti capisco, Eladrin! risponde la piccola creatura in un sussurro elfico arguto e melodico, la cui voce assomiglia al rintocco di una campanella d'argento, il mio nome è Sila. Per i Seldarine, pensavo che quel blocco di cristallo mi avrebbe custodita per sempre! La guerra... la grande distruzione della foresta è finita? Dov'è il resto del Popolo Fiero?

La fatina compie un paio di cerchi rapidi nel ristretto spazio del telone, stordita dal sussulto continuo delle ruote di legno nel fango, per poi accorgersi della presenza di Alys. La bambina si rannicchia contro il fianco del carro, sgranando gli occhi in un misto di assoluto stupore e timore reverenziale. Sila le vola incontro per pochi pollici, annusando l'aria con curiosità pragmatica, per poi riposizionarsi a ridosso della tua spalla d'argento, cercando istintivamente la protezione del tuo acciaio.

Questo mezzo traballante si muove tra gli umani... ne sento il puzzo fin da qui... mormora Sila, arricciando il naso delicato con una smorfia scanzonata, non so dove tu stia andando , ma non ho intenzione di rimanere su questa pista da sola a farmi calpestare dai loro buoi. Mi aggrego a voi. Ma vedi di tenermi nascosta, non voglio finire nella borsa di qualche umano sguaiato.

Con un guizzo fulmineo e leggero, la fatina si infila direttamente sotto il risvolto del tuo mantello scuro, acquattandosi tra le pieghe del tessuto e mimetizzandosi alla perfezione per non farsi scorgere dall'esterno.

All'esterno del telo cerato, i carri dei vinai davanti a voi continuano a muoversi lentamente lungo la striscia di iuta creata da Horgar, riprendendo la marcia forzata nel fango, mentre nel segreto della retroguardia la piccola Sila attende immobile sotto il tuo tessuto, aspettando la tua reazione e le tue prime risposte alle sue domande sul Popolo Fiero.

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Vedi Sila..agli effetti anche per me ci troviamo in un mondo nuovo. Come te sono rimasto rinchiuso per millenni, perdendo Miei poteri, oltre che il collegamento con Arvandor e il mio aspetto tra l'altro. E come te sono rimasto spiazzato dal sapere che il mondo e pieno di umani e gli elfi sono una minoranza . Pochi regni nascosti sono rimasti. Il resto sono stati spazzati via in inutili e terribili guerre fraticide che hanno sdegnato e ferito nel profondo Corellon Larethian.

Noi stiamo cercando informazioni per la via che conduce alla fortezza nascosta di Evereska. Se vuoi puoi unirti a noi. Siamo una bizzarra compagnia e ti puoi fidare. Anche tra gli umani si trova buona gente sai? E anche tra gli elfi ci sono piantati i semi del male. Come si non bastassero i Drow, e il ricordo delle guerre delle corone a far vergognare il popolo fiero, ora ho scoperto che ci sono dei fanatici deviati che sono convinti che gli elfi dovrebbero uccidere tutti gli umani e riprendere il controllo del Faerun. Non so perché, ma da quando abbiamo recuperato la piccola Elys c'è l'hanno con noi a presto tenteranno un agguato. Speriamo di essere pronti. Tu puoi aiutarci?

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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La piccola Sila solleva la testa minuta da sotto il risvolto del tuo mantello, stringendosi nelle sue vesti di petali mentre assimila la gravità delle tue parole elfiche. Il ronzio quasi inudibile delle sue ali si spegne del tutto nel retro oscurato del mezzo. Sul viso della creatura silvana la smorfia scanzonata svanisce, sostituita da uno sbigottimento profondo quando riveli che anche tu hai condiviso una prigionia eterna, perdendo poteri e retaggio, e che i regni mitici di Miyeritar e Illefarn sono ormai polvere e leggende per un Faerûn dominato dalla marea degli umani.

La fatina guarda per un lungo istante la piccola Alys, che la osserva immobile dalle coperte, per poi piantare i suoi occhi di ambra liquida dritti nei tuoi, tremando impercettibilmente nel sentire il nome di Corellon Larethian e il peso distruttivo delle Guerre della Corona.

Evereska... sì, ricordo che era una fortezza sacra, una gemma tra le montagne dove la nostra stirpe elfa si rifugiava quando il mondo crollava... sussurra Sila, la voce ridotta a un soffio d'argento carico di una serietà improvvisa, se esiste ancora, è lì che dobbiamo andare. Quanto a questi fanatici che rinnegano la benevolenza dei Seldarine... l'odio di chi si allontana dal bene non conosce ragioni, anche se ha le nostre stesse orecchie a punta. Se quegli elfi deviati hanno deciso che questa bambina è una preda, la boscaglia diventerà un nido di trappole attorno alle nostre ruote. Aiutarvi? Io sono solo uno spirito delle piante, Eladrin, le mie mani non sanno impugnare l'acciaio e non posso fare esplodere i vostri nemici con la magia. Ma la mia gente sa come ascoltare il respiro delle foglie e il battito del terreno. Posso scivolare tra le fronde invisibile sia agli umani sia agli elfi corrotti dal rancore, e avvertirvi molto prima che un solo arco venga teso alle vostre spalle lungo la via. Sarò i vostri occhi nell'ombra, Silyndor.

Con un ultimo, muto cenno d'intesa, la fatina si ritrae completamente sotto la stoffa scura del mantello, acquattandosi insonore vicino alla tua spalla e mimetizzandosi alla perfezione. I successivi tre giorni di marcia forzata passano in un lampo, spazzati via dalla fretta logistica di Master Horgar che costringe i buoi e i cavalli a correre sotto una pioggia torbida e gelida per superare i tratti flagellati dal disgelo di Ches. Mentre Kaelen e il cinghiale Garm coprono i fianchi della pista senza sosta, Sila si sposta tra le casse di lana del secondo carro, rimanendo nascosta per tutto il tragitto, dividendo i suoi avvertimenti solo con te e tenendosi pronta a segnalare ogni movimento insolito lungo le retrovie.

Al mattino del settimo giorno dalla partenza, le ruote fangose della gilda si arrestano finalmente davanti alla maestosa barriera di pietra grigia di Baldur's Gate.

I trenta carri si immettono nella calca spaventosa che stringe d'assedio i sobborghi esterni della Porta Nera. La città riflette in pieno le tensioni ereditate dall'Anno dei Disordini: dozzine di profughi, predicatori straccioni che urlano profezie apocalittiche e convogli commerciali sono bloccati nel fango, tenuti a distanza dalle picche e dai grandi scudi d'acciaio dei soldati del Pugno di Fuoco.

Mentre Horgar inizia a parlamentare con gli ufficiali per sbloccare la testa della colonna, Kaelen scivola fuori dalla fitta nebbia e si accosta alla ruota del tuo carro principale. La ranger tiefling si pulisce la pioggia dal viso grigio, appoggiando la mano sul manico del coltello e sollevando le sue pupille ambrate verso di te con un'espressione carica di profonda, paranoica perplessità ruda.

Silyndor... c'è qualcosa che non quadra in questo viaggio... sussurra Kaelen a bassa voce, stringendo le spalle nel mantello inzuppato, gli scout della gilda e lo stesso Garm hanno confermato che quelle impronte leggere ci hanno tallonato a distanza fissa fino a ieri sera. Eppure non si sono mossi. È maledettamente strano che non abbiano tentato un agguato approfittando della notte o delle strettoie della gola. Quei fanatici non concedono tregua. Se sono rimasti a guardare mentre entravamo nella calca delle mura, significa che non volevano fermarci sulla pista.

Prima che tu possa rispondere, un debolissimo sussurro ti solletica l'orecchio da sotto il colletto del mantello. È Sila, che porta una spiegazione legata alla conoscenza dei costumi degli elfi tradizionalisti.

Seguono i cicli celesti, Eladrin...mormora la piccola creatura silvana nel segreto del tessuto...gli elfi che vi seguono leggono il cielo e attendono una congiunzione astrale favorevole prima di muovere le loro lame.

Non fai in tempo ad assimilare l'inquietante indizio astrologico della fatina che tre guardie del Pugno di Fuoco tagliano la calca con il passo pesante di chi impone l'ordine ducale con la forza. Le loro armature di piastre scure, rigate dal fango e dalla pioggia, si arrestano a ridosso del tuo primo mezzo. Il capitano della pattuglia, un umano tarchiato con una cicatrice sul sopracciglio sinistro, sbatte violentemente l'elsa della sua picca contro la sponda di legno del carro, producendo un rintocco secco.

Alt! Registri della gilda e bolla di carico alla mano, subito! sbraita l'ufficiale, mentre i suoi occhi scansionano i tuoi lineamenti d'argento e lancia una paranoica occhiata d'intesa ai commilitoni.

Dietro di lui, gli altri due soldati fanno un passo avanti. Uno dei due allunga il braccio corazzato direttamente verso il lembo posteriore del telone cerato, afferrando la corda di canapa bagnata per sollevarla di colpo e ispezionare il vano interno, proprio dove la piccola Alys si trova rannicchiata sotto le coperte di lana insieme a Sila.

Dall'alto del seggiolino di guida, Lyra Thorne interviene all'istante per fare scudo con la sua autorità mercantile. La mezzelfa frena i cavalli con un colpo secco di redini e si sporge in avanti, infilando rapidamente la mano nella giubba di cuoio per estrarre la pergamena arrotolata della gilda superiore con i sigilli di cera di Daggerford, sventolandola davanti al viso del capitano con una fredda fermezza di strada.

Piano con quelle mani sulla corda, soldato! esclama Lyra a voce alta, con una parlantina solida che attira immediatamente l'attenzione del capo pattuglia, siamo il convoglio di trasporto di Master Horgar, regolarmente registrato per i magazzini del consorzio tessile del sud. I nostri carri trasportano solo balle di lana grezza destinate alle filature della Città Bassa. Ecco la bolla doganale firmata e il dazio di transito già vidimato all'avanguardia. Controllate i sigilli se avete tempo da perdere, ma lasciate stare quel telo se non volete che la pioggia inzuppi il carico prima dello scarico.

Il capitano del Pugno di Fuoco stringe le labbra, afferrando il registro di Lyra con uno strappo nervoso e iniziando a scansionare i dazi commerciali con evidente malumore, mentre la mano del suo commilitone sul retro si arresta a pochi pollici dal telone bagnato, esitando in attesa dell'ordine del suo superiore.

Silyndor Ewein Tel'Quessir

Le parole della piccola fatina mi fanno apparire quel gruppo fanatico della superiorità razziale elfica ancora più pericolosa e inquietante.

Ma non ho tempo orari pensare a loro, i rigorosi soldati del pugno di fuoco stanno ispezionando i carri e rischiano di scoprire la giovane elfa.

Non credo sia un problema per un elfo entrare in città, ma meno persone la vedono più difficile sarà rintracciarla.

Lyra, Lyra...siamo stanchi per il lungo viaggio e questa pioggia che ti penetra nelle ossa non aiuta di certo . Ma il nervosismo non aiuta. Sono guardie , rinomate per il loro valore che come noi sono qui a prendersi acqua su acqua... capisco che non vuoi rovinare il carico..ma non alteriamo i toni.

Dovete scusarla comandante, da quel carico di lana dipende il pane dei prossimi mesi oltre che la mia paga. Capisco il vostro lavoro, sono anch'io un uomo d'arme, dico mostrando il mio falcione,e capisco la difficoltà a stare tante ore sotto l'acqua incessante. Tenete e scaldatevi le ossa...con moderazione però. Dico porgendo la bottiglia di idromele offerta dal bardo per la mia storia. Non vedo l'ora di concludere questo viaggio e mettermi ad asciugarmi davanti un camino in una locanda.

Il mio sguardo apparentemente leggero fissa il viso del comandante della guardia, aspettando il suo assenso per entrare

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Il capitano del Pugno di Fuoco sposta lentamente lo sguardo dalla bolla di carico alla bottiglia di idromele che stringi tra le dita. Le gocce di pioggia colano lungo l'elsa della sua picca, mentre i suoi occhi scrutano la tua figura, pesando il contrasto tra il tuo portamento austero, l'acciaio dorato del tuo falcione e quel gesto amichevole di strada. Il silenzio si fa denso attorno alla ruota, spezzato solo dalle urla lontane dei profughi ammassati nel fango della Porta Nera.

Un ghigno appena accennato taglia la cicatrice sul sopracciglio dell'ufficiale. Con un movimento secco del polso, afferra la bottiglia e la fa sparire sotto la pesante giubba di cuoio della sua armatura.

Un uomo d'arme che capisce quanto sia dura stare ore sotto questa pioggia merita rispetto, elfo... borbotta l'ufficiale, la voce che perde la sua asprezza burocratica. Solleva la testa, piantando la pupilla nei tuoi lineamenti per un ultimo secondo, prima di voltarsi verso il soldato appostato sul retro. Lascia stare quella canapa, Kendrik! La bolla di Daggerford è a posto. Abbiamo trecento carri di grano da spulciare in testa e non ho intenzione di perdere la notte dietro la lana bagnata.

Il soldato sul retro ritira la mano dal telone, lasciando cadere la corda di canapa con un tonfo sordo. Lyra Thorne recupera i registri dal seggiolino con un rapidissimo cenno d'assenso verso il capitano, mentre l'ufficiale solleva la picca, sventolandola verso le guardie schierate sulla linea dei cancelli interni.

Coda libera! Fateli passare!

I pesanti battenti di quercia della Porta Nera si spalancano con un gemito stridulo, permettendo all'intera carovana di Horgar di entrare finalmente sul selciato di pietra grigia di Baldur's Gate. Una volta superate le mura, i trenta carri della gilda si dirigono compatti verso i grandi magazzini commerciali protetti della città bassa per scaricare le merci e stabilire il bivacco sicuro. Cogli l'occasione per muoverti a piedi in totale isolamento: lasci i due mezzi sotto la sorveglianza vigile di Lyra e del vecchio Daran, che mantengono Alys e la fatina Sila al sicuro sotto il telone cerato, e ti incammini da solo verso il settore più malfamato e caotico delle banchine del porto, mentre Kaelen e il cinghiale Garm scivolano nell'ombra dei vicoli laterali per coprirti le spalle a distanza.

La metropoli umana si palesa come un alveare impazzito, flagellata dalle tensioni ereditate dall'anno passato. I vicoli stretti sono saturi del puzzo di pesce e fumo, mentre predicatori laceri urlano profezie apocalittiche ai passanti.

A piedi e protetto dal mantello, raggiungi il molo nord-orientale, arrestandoti di fronte alla sagoma massiccia della taverna La Lanterna Ammiccante , l'edificio, ricavato dallo scafo ribaltato di una vecchia nave mercantile, rigurgita il baccano sguaiato di marinai e fumo di tabacco. Proprio accanto al muretto bagnato della locanda, una figura avvolta in un mantello azzurro si stacca dall'oscurità muovendosi verso di te. Il tessuto della sua veste si muove in modo innaturale anche in assenza di vento, e la sua pelle cangiante tradisce la sua stirpe planare , si tratta certamente di un genasi dell'aria e probabilmete è colui che cerchi Zephyr...

il genasi si ferma a due passi da te, tenendo le mani nascoste sotto il tessuto azzurro , non dice una sola parola , si limita a squadrare la tua figura aristocratica, i tuoi lineamenti d'argento e l'acciaio della tua lancia con un'espressione cinica e guardinga, attendendo immobile sotto la pioggia battente che sia tu a rompere il silenzio e a dichiarare il motivo della tua presenza nel suo settore.

Modificato da Dardan

Silyndor

Mi fermo dinnanzi al genasi dell'aria, ammirando come la natura umana si sia perfettamente fusa con quella elementale dei suoi avi. Gli sorrido,un sorriso sincero di chi potrebbe aver trovato un altro tassello di una cerca che seppur durata poche settimane sembra proseguire da millenni.

Mi Hanno detto che forse tu puoi aiutarmi...Mi chiamo Silyndor, e cerco una via per raggiungere unauna delle civiltà elfiche sopravvissute in questi tempi bui. Conosci tu la via per il regno segreto di Evereska o un passaggio per giungere alla splendente Evermeet? E soprattutto cosa chiedi per rivelarmi ciò cui anelo?

Il mio sguardo seppur non minaccioso è serio, non ho alcuna intenzione di farmi prendere in giro,ne di farmi sfuggire l'unica pista che possiedo.

@Dardan a te.

Modificato da Monkey77

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Zephyr inclina leggermente la testa di lato, lasciando che un soffio di vento gelido scansi i lembi del suo cappuccio azzurro. Sul suo volto cangiante non compare alcuna traccia di commozione per il tuo sorriso sincero, ma le sue labbra si contraggono in un ghigno cinico e affilato come un dardo quando pronunci i nomi di Evereska e Evermeet. L'uomo fa un passo avanti, riducendo la distanza che lo separa dal tuo falcione dorato, e la sua voce profonda giunge come un sibilo costante, quasi portasse con sé il rumore di una tempesta lontana.

Evermeet... Evereska... pronunciate questi nomi con troppa facilità per essere un viandante comune, Silyndor... esordisce il genasi, incrociando le braccia sotto il mantello inzuppato, ma in questo folle anno di caos i segreti di quel rifugio costano molto più di qualche bella parola o di un po' d'argento della Costa della Spada. Io ho esattamente quello che vi serve , conosco a memoria i sentieri montani e la rotta esatta per arrivare ad Evereska...ma i mercanti del porto non fanno beneficenza, men che meno a chi porta il sangue del Popolo Fiero.

Il genasi si volta parzialmente, indicando con un cenno sgarbato del mento le acque scure e sferzate dalla pioggia oltre le banchine portuali.

Facciamo un patto , privo di fastidiosi sotterfugi... riprende Zephyr, piantando i suoi occhi elementali nei tuoi occhi d'argento per stringere l'accordo, vi rivelerò la via solo se ripulirete per mio conto la vecchia torre che sorge su quell'isoletta poco distante. Si dice che un ricco mercante di nome Vane, prima di morire, abbia nascosto i suoi più grandi tesori in vari punti segreti di Baldur's Gate, e i sotterranei di quella torre custodiscono uno dei suoi forzieri blindati. Ora quel perimetro chiuso è diventato il nido di bizzarre e moleste creature che sbarrano gli accessi...andate là e spazzate via ogni minaccia, e portatemi quello che è nascosto dal vecchio defunto nei sotterranei. Ma patti chiari, elfo, non viaggerete da solo....manderò con voi uno dei miei uomini sulla barca, qualcuno di mia totale fiducia, per controllare che tutto vada liscio...

Ci stai?

Modificato da Dardan

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