Vai al contenuto

Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D

Risposte in primo piano

Il 14/06/2026 alle 13:42, Zaorn ha scritto:

che proprio qui si è parlato pure di un master che per venire incontro a un giocatore impressionabile non poteva descrivere le scene cruente che siamo abituati a vivere coi pg, o roba del genere.

Sarò un vecchio odioso... ma questo giocatore impressionabile lo avrei scaricato al volo. Modificare l'esperienza di gioco perché uno solo " non si sente a suo agio" mentre descrivi scene cruente lo trovo profondamente scorretto nei confronti del resto del gruppo.

Il 15/06/2026 alle 17:05, Zaorn ha scritto:

quanto conta sullo stile di gioco il sistema usato e quanto in percentuale il master (e volendo i giocatori)?

Il sistema 65, il master 35, i giocatori 0.

Se il master adotta una stile di gioco che non garba ai giocatori, questi mollano. Stessa cosa se la situazione è invertita. Ma dato che senza master non si combina nulla, ecco perché ho dato 0 ai giocatori.

Il sistema adottato determina il tipo di gioco che si vuole ottenere. All'inizio conta solo il sistema, al 100%. Col passare del tempo dm e giocatori, se vanno d'accordo, limano e affinano il sistema per adattarlo alle loro necessità e gusti. Oppure cambiano sistema se non soddisfa le loro esigenze o se, dopo diverso tempo, vogliono esperienze diverse

Più che percentuali in termini assoluti, secondo me sono da valutare nelle differenti fasi di vita di un gruppo.

EDIT: il "correttore automatico di parole poco sensibili" ha edulcorato l'appellativo che mi sono autorivolto, passando dal termine che comincia per st e finisce per zo in "odioso".

Modificato da firwood

  • Risposte 74
  • Visualizzazioni 1,4k
  • Creata
  • Ultima risposta

Utenti più attivi in questa discussione

Messaggi più popolari

  • firwood
    firwood

    Ti ringrazio per il super esperto, ma sono solo un vecchio appassionato, nulla più. Il problema, sempre se di problema si piò parlare, deriva dal fatto che con il trascorrere del tempo si è radicalizz

  • Mortegro
    Mortegro

    @Theraimbownerd hai analizzato la questione in modo intelligente, e l'analogia del soulslike mi piace molto, davvero. Ma c'è un punto in cui ti fermo, e non per cattiveria. Quando dici che l'idea att

  • firwood
    firwood

    Eh bhè, vecchio stile! A parte il caller, ormai decisamente anacronistico, le altre regole sono tutte valide: il tesoro per i punti esperienza lo uso regolarmente. I seguaci occasionalmente, iniziativ

10 ore fa, firwood ha scritto:

Sarò un vecchio odioso... ma questo giocatore impressionabile lo avrei scaricato al volo. Modificare l'esperienza di gioco perché uno solo " non si sente a suo agio" mentre descrivi scene cruente lo trovo profondamente scorretto nei confronti del resto del gruppo.

aggiungo solo una riflessione... con la sovraesposizione di 'immagini cruente' che abbiamo oggi, dai social ai film e alle serie tv (nel fantasy penso a GoT) e alla cronaca quotidiana, è probabile che se un giocatore ha una spiccata sensibilità a certi temi, forse questo non è un gioco o GDR adatto a lui 😉

@Marbon , @firwood , sono sicuro che negli anni nel forum qualcuno parlava di queste tematiche dicendo che il master deve quasi adeguare il gioco a sensibilità del genere, magari quando ho tempo lo cerco.

A tal riguardo ho preparato proprio ieri una bozza sottoposta all'amministrazione sul "ruolisticamente corretto" che avanza e su cui ho rifletto in questi giorni.

Quanto al tema su cui ho rivolto la domanda ai partecipanti al forum, mi è venuto da pensare a una maggior componente di influenza del master rispetto al sistema, non tanto per le premesse quanto ad esempio per il fatto che se il master è abituato a sfide molto impegnative, anche con sistemi meno portati è facile che rimanga su quella direzione, ma in buona sostanza, anche se avete messo anche percentuali consistenti sulla influenza del master, sono stato smentito e ci sta per le argomentazioni che avete addotto.

PS: comunque la domanda era rivolta al solo Di&Di, visto il thread è nella sezione dedicata e si parlava di vecchia scuola.

Modificato da Zaorn

1 ora fa, Zaorn ha scritto:

sono sicuro che negli anni nel forum qualcuno parlava di queste tematiche dicendo che il master deve quasi adeguare il gioco a sensibilità del genere

Confermo. Ricordo anch'io questa discussione. E ribadisco quanto detto allora: è una cavolata. La selezione dei giocatori solitamente avviene in modo naturale e si aggregano in base a come piace loro giocare. Il master deve ovviamente adattarsi allo stile DEL GRUPPO (e non del singolo giocatore), ma non deve snaturare il suo estro o la sua creatività perché qualcuno è "troppo sensibile" a certe tematiche. Si parla chiaro prima: io gioco così, così e così. A chi non sta bene.. saluti e baci. Va in cerca di qualcosa di più affine al suo spirito e tutti felici.

1 ora fa, Zaorn ha scritto:

PS: comunque la domanda era rivolta al solo Di&Di, visto il thread è nella sezione dedicata e si parlava di vecchia scuola.

Confermo che ho risposto per il solo D&D, che è il sistema su cui si tratta solitamente in queste discussioni.

55 minuti fa, firwood ha scritto:

A chi non sta bene.. saluti e baci.

Ma guarda, alla fine i giochi sono generici, se vogliono fare una campagna degli orsetti del cuore con pelo 🌈 che raccolgono trifule grazie ai loro famigli che vengono usati senza subire abusi, ben liberi di farlo... a casa loro.

Modificato da Zaorn

20 minuti fa, Zaorn ha scritto:

Ma guarda, alla fine i giochi sono generici

Infatti il discorso sulla "sensibilità moderna" di alcuni giocatori non ha nulla a che fare col regolamento usato.

C'era un sistema, non ricordo quale fosse ma era un d20 system, per chi voleva giocare un "romantasy" (genere che personalmente rigetto e mi fa veramente schifo per la sua banalità e insulsaggine nelle trame proposte, e che porta via sugli scaffali delle librerie ad opere di ben altro spessore - Moorcock, Tolkien, Brooks, Zimmer Bradley, ecc.) con cui potevi evitare qualsiasi conflitto e giocare la relazione sentimentale. C'è il gioco dei minipony, quello degli unicorni felici, ecc. che hanno toni molto meno "gravi e grevi" della media dei gdr pubblicati.

Alla fine, ogni gruppo trova da sé il proprio stile e il proprio tono di gioco, senza che qualcuno debba per forza "piegarsi" a questa presunta sensibilità.

Una bella avventura con minipony cannibali, unicorni sanguinari assassini, orsetti di peluche vampiri... sarebbe divertente nonostante i sistemi "pacioccosi" 😁

Come hai ben detto: a casa loro!

Modificato da firwood

24 minuti fa, firwood ha scritto:

Alla fine, ogni gruppo trova da sé il proprio stile e il proprio tono di gioco, senza che qualcuno debba per forza "piegarsi" a questa presunta sensibilità.

Assolutamente, questo è legittimo e indiscutibile.

Ora però, senza scendere a discutere in mini pony o cronache rosa del faerun, la tendenza va verso un diritto al successo ruolistico per i partecipanti che scongiuri per esempio la morte per alleviare l'insoddisfazione eventuale del giocatore piuttosto che spingerlo a vederlo solo come un gioco.

È un sentimento che non va certo a decrescere a livello globale.

13 minuti fa, Zaorn ha scritto:

scongiuri per esempio la morte per alleviare l'insoddisfazione eventuale del giocatore

Bhè, questo c'è già: si chiama D&D dalla 3 in poi 😁

E' lo standard del giocatore moderno far si che i personaggi non debbano mai schiattare.

7 minuti fa, firwood ha scritto:

Bhè, questo c'è già: si chiama D&D dalla 3 in poi 😁

E' lo standard del giocatore moderno far si che i personaggi non debbano mai schiattare.

Se ne è già parlato abbondantemente e penso che da un lato ci stia la morte meno automatica e immediata, ma al fine di favorire una spietatezza dei mostri o PNG così che il master possa giocare senza remore e il party non abbattere la foresta amazzonica per fare nuove schede.

Per intenderci: se un PNG che muovo io vuole ammazzare un PG non si ferma fino a quando non è nell'aldilà.

Il 19/06/2026 alle 09:35, Zaorn ha scritto:

@Marbon , @firwood , sono sicuro che negli anni nel forum qualcuno parlava di queste tematiche dicendo che il master deve quasi adeguare il gioco a sensibilità del genere, magari quando ho tempo lo cerco.

io sono qui da poco... posso solo dire che trovo questa posizione solo o ideologica o interessata.

Sulla posizione Ideologica : il DM , seppure con una posizione differente rispetto a quella dei giocatori, è pur sempre un giocatore anche lui (anzi con un ruolo più impegnativo e più importante) che deve divertirsi e far divertire. Quindi se proprio qualcuno si deve adeguare, forse sono i giocatori e non il DM. Però, visto che si gioca assieme è il buon senso che porta a cercare una condivisione ed unione di intenti. Ma è assolutamente fuori portata sostenere che il DM 'deve' qualcosa ai suoi giocatori. E' un concento anti sociale, anti ludico e anti inclusivo. Tutti devono divertirsi. Anche il DM.

Il 19/06/2026 alle 09:35, Zaorn ha scritto:

PS: comunque la domanda era rivolta al solo Di&Di, visto il thread è nella sezione dedicata e si parlava di vecchia scuola.

spero di non essere uscito fuori dal tema del thread con l'esempio sul Rolemaster... volevo solo evidenziare e marcare la differenza che passa tra il giocare con un sistema di regole o un altro, che modifica sostanzialmente le esperienze di gioco. Le differenze tra edizioni di D&D (oldschool/newschool) producono lo stesso effetto, ma essendo sistemi 'simili' può sembrare che questo non accada... e non era (e non è) mia intenzione innescare una waredition 😉

mi sono dimenticato la parte interessata 😅

c'è la spinta dell'editore (o degli editori) a veicolare messaggi rivolti ai DM di essere inclusivi, per far sì che più persone giochino e acquistino manuali e materiali. Questo è un altro aspetto da non sotto valutare e che trovo poco amichevole, soprattutto per un hobby (perchè come DM dovrei rinunciare al mio divertimento per far divertire qualcun'altro). E seppure può portare nell'immeditato a dei benefici (allargamento della platea dei giocatori, consolidamento dei bilanci delle aziende editrici, etc..) nel medio lungo termine porta e sta portando solo 'confusione' e ad un abbassamento del livello della qualità 'potenziale' del gioco. Oltre al possibile effetto contrario ...

20 minuti fa, Marbon ha scritto:

DM di essere inclusivi, per far sì che più persone giochino e acquistino manuali e materiali.

Dal punto di vista commerciale, l'inclusività forzata ha (fortunatamente) fallito su tutti i fronti in cui è stata inserita: dai film alle serie tv, dai libri ai fumetti passando per videogame e giochi di ruolo. I prodotti che l'hanno inserita in modo forzato, superficiale e, passatemi il termine, leccaculistico per ingraziarsi una fascia MOLTO ristretta di pubblico sono stati dei sono fallimenti. Questi individui erano convinti erroneamente che ingraziarsi questo pubblico avrebbe aumentato di parecchio le vendite. Invece la risposta è stata meno che minima per i diretti interessati, ed ha allontanato, spesso in modo brusco e polemico, tutta l'altra clientela.

Finalmente sembra che questa ondata pseudoideologica sia passata, e si sia tornati a concentrarsi sul prodotto e non sul venire incontro ad agende ideologiche.

Il 19/06/2026 alle 13:32, firwood ha scritto:

Bhè, questo c'è già: si chiama D&D dalla 3 in poi

In 3 si crepava e male eh. Anche a livelli alti e epici.

La 4 non so non ci ho giocato.

E con la 5 che sta cosa é emersa con tutto il suo splendore per me.

1 ora fa, Marbon ha scritto:

c'è la spinta dell'editore (o degli editori) a veicolare messaggi rivolti ai DM di essere inclusivi

Il fatto è che se in un gruppo ci sono questioni problematiche per qualcuno (sopratutto nei gruppi di gente che si conosce) quelle questioni vengono trattate con dovuto tatto o anche evitate semplicemente grazie al buon senso.

Immagino che se sia @firwood che @Zaorn dovessero trovarsi a giocare con una persona che h subito abusi e che ne soffre ancora non inseriranno sessioni di abuso sui personaggi, ma non perché lo dicono gli autori ma perché sono persone in gamba e empatiche, e quindi immagino che anche il “ casa loro” in quel caso sia mitigato.

Il problema é, come hanno detto bene, quando ti VOGLIONO indurre a un certo tipo di gioco e far fare la sessione 0 con le caselle da spuntare su cosa va/non va bene. Questo é un’estremizzazione che nel 99% dei tavoli non serve. Puó servire in tavoli e contesti particolari, ma in tal caso, non serve che l’editore lo ponga come un’attivitá da fare erga omnes.

34 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

In 3 si crepava e male eh. Anche a livelli alti e epici.

La 4 non so non ci ho giocato.

E con la 5 che sta cosa é emersa con tutto il suo splendore per me.

è stata ed è la mia stessa esperienza

36 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Il fatto è che se in un gruppo ci sono questioni problematiche per qualcuno (sopratutto nei gruppi di gente che si conosce) quelle questioni vengono trattate con dovuto tatto o anche evitate semplicemente grazie al buon senso.

completamente d'accordo.

Inoltre, per la mia esperienza, è possibile giocare/raccontare certi temi/situazioni in molti modi, che possono essere più o meno espliciti. Un pò come accade quando si introducono bambini al gioco : non viene 'eliminato' il combattimento o il tema della morte ; piuttosto viene raccontato (o almeno io faccio così) in modo meno cruento e con un certo velo di pietas, enfatizzando più la scoperta, l'esplorazione, la magia e il mistero, limitando l'euforia goliardica che contraddistingue il gioco dei più grandi.

Poi se ci sono 'questioni' più serie ed impattanti che riguardano qualcuno che ha vissuto esperienze 'particolari', bhè forse dovrebbero essere prese in considerazioni 'soluzioni' diverse...

10 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Il fatto è che se in un gruppo ci sono questioni problematiche per qualcuno (sopratutto nei gruppi di gente che si conosce) quelle questioni vengono trattate con dovuto tatto o anche evitate semplicemente grazie al buon senso.

Così però non vale, è la classica domanda a cui devi dare ragione. 🤪

Il tema è dove si sta spostando l'asticella ed i confini come si stanno allargando ed in quale direzione.

Tocca fare della filosofia dopo averti dato il si politico implicitamente.

A chi ha avuto un trauma è giusto narrare senza toccare il tema o usare il gioco per superarlo?

A un bambino è giusto raccontare che ha fatto la bua ai mostri o spiegargli che il gioco può essere uno sfogo spiegandogli giocando i confini tra bene e male?

A queste mie domande forse è giusto non rispondere, magari perché non siamo psicologi e ogni situazione può essere diversa.

Ma spero di aver argomentato.

Crea un account o accedi per commentare

Impostazioni cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, solo con il tuo consenso, cookie statistici (analytics) per misurare e migliorare i servizi. Non utilizziamo cookie di profilazione pubblicitaria. Leggi la Cookie Policy oppure gestisci le preferenze.

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.