Vai al contenuto

Capitolo 1 - La notte degli Eroi

Risposte in primo piano

Gibumubig "Gib" - Gnomo

L’aria stantia del cunicolo lascia finalmente il posto allo spazio della fortezza. Ad accoglierci c'è il sergente Panzorit, che con la solita premura da padrone di casa si affretta a far accomodare la colonna e a chiamare le cure per i feriti.

Non faccio in tempo a fare tre passi che Caelum crolla distrutto, svuotato d'ogni energia non appena la tensione cala.

"Poveraccio, non ha il fisico. Peccato, perché il cervello sembrerebbe anche buono..."

Poco distante, Chand sta facendo il suo classico numero da eroe stoico: mascella serrata, sguardo perso nel vuoto e la ferita mascherata alla meno peggio per far finta che non sia nulla. Insomma, è il solito testardo di sempre, il che mi fa pensare che tutto sommato stia benone.

Attorno a loro scattano subito le due soldatesse che iniziano a dispensare bende, pozioni e rassicurazioni a tutti. Soprattutto al povero Caelum, che adesso si ritrova accudito come un principe ereditario.

Lascio volentieri il teatrino delle medicazioni al suo corso. Ho un unico, grandioso obiettivo, ed è l'unica cosa che mi tiene in piedi a quest'ora: la ragazza.

Mi faccio strada tra gambe, stivali e barellieri, dispensando gomitate strategiche e spallate a chiunque intralci il cammino. La individuo poco distante, ancora un po' stordita dalla passeggiata sotterranea.

Le pianto gli stivali davanti, costringendola ad abbassare lo sguardo al mio livello. Non le do nemmeno il tempo di riprendere fiato.

Con un rapido movimento delle dita e un pizzico della mia migliore magia gnomica, intesso la trama dell'aria. Il vapore attorno a noi si increspa e si modella, fino a far apparire a mezz'aria l'immagine vivida e tridimensionale di Talis, sospesa proprio tra noi due.

La fisso dritta negli occhi con la massima solennità di cui sono capace.

"Dimmi tutto quello che sai su questa ragazza" le intimo con tono perentorio. "E vedi di non omettere nemmeno un dettaglio."

  • Risposte 359
  • Visualizzazioni 11,2k
  • Creata
  • Ultima risposta

Utenti più attivi in questa discussione

Messaggi più popolari

  • Dardan
    Dardan

    Vivienne Larksong Sento ancora il calore del braccio di Kaerith che mi ha sostenuta mentre il mondo oscillava sotto i colpi della stanchezza. Quel suo gesto, così terreno eppure così nobile, mi ha ric

  • Dardan
    Dardan

    Vivienne Larksong Sorrido di rimando alle parole della stregona, scuotendo leggermente la testa mentre mi ripulisco le mani dalla ruggine del vecchio cancello. Mantengo lo sguardo fisso oltre il varc

  • Vivienne Larksong Il calore della Fiamma Sacra si dissolve, lasciando il posto al tocco familiare e gelido del mio martello. Mentre il potere di Selûne torna a riposare nel simbolo che porto al petto

Immagini pubblicate

  • Autore

Alice ascolta il racconto delle due donne mentre muove veloce le mani per sistemare meglio che può le ferite che punteggiano la coscia di Chand. Quando sente Vivienne chiamare Caelum con una certa agitazione si volta a guardare nella sua direzione e lo vede svenuto sulla sedia di legno.

"Dev'essere spossato. Prendi pure ciò che serve, immagino tu sappia come si fa." dice alla volta della chierica spingendo leggermente la borsa con i medicamenti verso di lei.

"Lì sul tavolo c'è del vino, Kaerith, ma aspetta che si riprenda prima di darglielo e solo a piccolissimi sorsi." si raccomanda lasciando le due a prendersi cura dell'architetto.

Gib, nel frattempo, dopo aver fatto le sue considerazioni, si allontana dalla sala verso il cortile della fortezza con una leggera scrollata di spalle. Risale il gruppo dei rifugiati in fila per ricevere assistenza ed essere smistati con la grazia di un puledro imbizzarrito attirandosi addosso più di uno sguardo traverso fino ad arrivare al suo obiettivo, la ragazza che sembra aver riconosciuto il volta della sua amica Talis. Le si pianta davanti e con un tatto da fabbro le intima di vuotare il sacco sulla mezzelfa.
La ragazza, si direbbe una giovane contadina con una fluente chioma rossa e un vestito lungo verde di modesta fattura, si gira colta di sorpresa verso la voce arricciando le labbra in un gesto di fastidio.

"Che modi! Potresti essere un pochino più cortese... Comunque, perchè stai cercando quella ragazza?" chiede con uno sguardo sospettoso.

Meccaniche

Chand la fortuna non ti arride molto e la tua guarigione del guerriero ti da solo 4 PF.

Chand e Caelum grazie alle cure ricevute recuperate entrambi (1d4+1) 3 PF.

Se volete questo momento può essere considerato un RIPOSO BREVE, non so se qualcuno beneficia di qualcosa.

@Fandango16 onde evitare di gestire troppo le reazioni e le risposte di Gib possiamo fare un veloce botta e risposta o imposti una linea che posso seguire per le reazioni dello gnomo e condenso le informazioni. Finita la chiacchierata arriverà il Governatore. Gli altri ruolino pure la pausa, se volete. Potete approfittarne per fare un po' quello che vi pare, nei limiti della logica.
Se decidete per il riposo breve segnatemi cosa vi comporta altrimenti considerate circa 10 minuti prima che arrivi il Governatore, il resto della pausa durante e dopo l'aggiornamento con lui.

Kaeryth - Stregona Draconide

Annuisco ad Alice e sorrido.

"Vino? Se ne avanza un po' dopo averlo curato, lo assaggio volentieri."

Prendo la bottiglia dal tavolo ma non la apro. La porgo a Vivienne insieme a mezzo bicchiere già versato.

"Quando si riprende un po', a piccoli sorsi come ha detto Alice. Io vi lascio fare, non voglio intralciare."

Mi allontano di qualche passo e cerco un angolino libero, schiena al muro, dove chiudere gli occhi almeno per un'ora. Non ho riportato ferite, la pelle draconica è spessa e ha retto.

Ma dove non ci sono ferite sul corpo, c'è un turbamento che mi scuote. Tutto è finito bene, ma come hanno potuto rapire innocenti sotto gli occhi di tutti? A volte mi vergogno della mia stessa razza.

Con questi pensieri scivolo in un pisolino leggero, da soldato.

AZIONE

Riposo Breve: recupero utilizzo Arma a Soffio

Gibumubig "Gib" - Gnomo

10 ore fa, Rafghost2 ha scritto:

"Che modi! Potresti essere un pochino più cortese... Comunque, perchè stai cercando quella ragazza?"

Sbatto le palpebre un paio di volte, convinto che la stanchezza stia iniziando a giocarmi brutti scherzi all'udito.

Cortese?

Sento un muscolo vicino all'occhio sinistro che comincia a tremare in modo incontrollabile. Ho messo a rischio la mia vita per salvare le sue chiappe e quelle di molti altri suoi concittadini e questa... questa sprovveduta si permette di fare la critica sulla mia etichetta? Oltretutto facendomi il terzo grado?

Per un istante mi balena in testa l'idea folle di prenderla per le spalle e scuoterla finché non le si riordinano le idee. Poi prevale il mio naturale pragmatismo: non ho né il tempo né le energie da sprecare in una lezione di galateo con una civetta impicciona. Devo ottenere quelle informazioni, e devo ottenerle adesso.

Inspiro lentamente dal naso, imponendomi un autocontrollo che meriterebbe una medaglia al valore, e mi sporgo in avanti di qualche centimetro.

"I miei modi?" sussurro, marcando la parola con un tono così acido da poter sciogliere la roccia. "I miei modi sono quelli di uno gnomo che vi ha appena evitato di finire come carne da macello in una stalla abbandonata."

Faccio un piccolo gesto con la mano, facendo brillare leggermente i contorni dell'illusione di Talis per richiamare la sua attenzione sull'immagine.

"Se sto cercando questa ragazza è perché è l'unico motivo per cui sono ancora sveglio invece di dormire su un giaciglio asciutto. Non mi servono i tuoi sospetti, mi servono i fatti: la conosci? L'hai vista? Sai dove sta andando?" faccio una breve pausa, fissandola con un'intensità che non ammette repliche. "Rispondi alla domanda, ragazza. E facciamo in modo che questo scambio di vedute sia il più breve e produttivo possibile."

DM

Se la giovane ragazza decide di essere "riconoscente" bene, altrimenti vorrei capire se sta dissimulando qualcosa, se teme per la vita di Talis e mi crede un suo nemico o se è solo impicciona. (intuizione +3). Se sta semplicemente difendendo Talis, le dico chiaramente che come ho salvato le sue chiappe, vorrei salvare anche le chiappe di Talis. Se invece vuole farsi gli affari miei le dico che Talis ha qualcosa che mi appartiene e che voglio riprendermi.

Non ho bisogno di riposi brevi, non ho niente da "ricaricare" tantomeno ferite da guarire,

Vivienne Larksong

Prendo la borsa dei medicamenti che Alice mi spinge incontro, rivolgendole un cenno grato del capo. Quando Kaerith mi allunga la bottiglia e il mezzo bicchiere di vino, le rispondo con un sussurro stanco, dicendole che sarà fatto, grazie Kaerith. Cerca di riposare anche tu, hai fatto un ottimo lavoro là fuori.

Senza perdere tempo, metto a frutto la borsa medica. Estraggo le pezze pulite e un po' di unguento per ripulire al meglio il fianco di Caelum, tamponando i residui di sangue e applicando una fasciatura rigida attorno alle sue costole per tenerle ferme. Non appena l'architetto accenna a riprendere un minimo di lucidità grazie alle prime cure, gli sollevo con delicatezza la nuca e gli accosto il bicchiere alle labbra, raccomandandogli di bere a piccolissimi sorsi...non provare a muoverti, sei dentro il mastio e il peggio è passato, ma adesso devi solo rimetterti in sesto.

Una volta stabilizzato il compagno e constatato che anche Chand è fuori pericolo, mi siedo sulla sedia accanto a loro. Appoggio la schiena alla spalliera di legno, poso le mani sul mio simbolo sacro e chiudo gli occhi per dare inizio al mio riposo. Sfrutto questi minuti di calma prima dell'arrivo del Governatore per recitare una preghiera silenziosa alla Signora d'Argento, meditando sulla sacralità del crepuscolo e lasciando che lo spirito si riallinei con l'energia divina, pronta a proteggere di nuovo i miei alleati se la notte dovesse richiederlo.

@ DM

Grazie al riposo breve recupero l'utilizzo di Incanalare Divinità tornando ad avere disponibile il Santuario del Crepuscolo .

Caelum Voss

Tutto è buio. Ho immagini inquietanti dove coboldi e cultisti mi inseguono, drachi avanti di rabbia mi tendono agguati...io corro, corro, tentando di fuggire. Quando Vivienne completa la fasciatura al fianco, gli incubi si interrompono e aprendo gli occhi incontro lo sguardo della sacerdotessa guerriera. Bevo il vino a piccoli sorsi, il calore alcolico della bevanda dapprima mi brucia, poi lentamente mi riscalda e rilassa.

Grazie Vivienne, ti sono debitore .

Sussurro a fior di labbra, sorridendo grato alla donna, per poi addormentarmi esausto subito dopo. Gli incubi scappano via, sostituiti da immagini dove io, Vivienne, Kaerith e Chand giochiamo a nascondino. Gib sbraita, perché nella conta è andato sotto e si rifiuta di cercarci !

DM

Hit Dice, recupero PV in riposo breve, 1d8+2 mod costituzione=9

Chand Naeveen

Grazie Alice. Dico in modo molto semplice ma sincero. Mi guardo attorno, Caelum sta riprendendo i sensi, sotto le dolci cure delle ragazze. Kaerith sta riposando appoggiata alla parete approfittando della pausa in attesa che il governatore ci raggiunga. Sto per imitarla, ogni occasione è preziosa per tentare di recuperare le forze, non si sa mai quando e se si avrà occasione in futuro. Però mi accorgo che non vedo Gib. Mi impensierisco chiedendomi dove si sia cacciato, ma dopotutto siamo al sicuro per il momento e per quanto si impegni non credo possa finire in chissà quale guaio. Almeno spero.

Alla fine le membra stanche hanno la meglio sulle preoccupazioni per lo gnomo. Cerco una posizione meno scomoda e mi fermo a riposare cadendo all' istante in un sonno leggero ma ristoratore.

Come sempre quando chiudo gli occhi, le immagini del massacro della mia unità si affollano nella mia testa...ma questa volta il sogno si mescolandosi agli avvenimenti di questa lunga giornata. I volti dei miei compagni si mescolano a quelli della mia unità e drachi affamati si moltiplicano all' infinito.

Nell' oscurità però la voce della mia vecchia e saggia madre riecheggia rimbombando .

Chand, tu puoi salvarli, puoi salvarli tutti. Ricordati da dove proviene. Ce la puoi fare.

Con l'eco di questa voce che ancora mi risuona nelle orecchie mi risveglio poco prima che arrivi il padrone della fortezza.

Uso 1dado vita per tornare al massimo dei pf, con il riposo breve recupero azione impetuosa e recupero del guerriero.

Modificato da Monkey77

  • Autore

Dopo aver ricevuto le cure da Alice e Vivienne anche Chand e Caelum si addormentano cercando una posizione comoda. Kaerith sonnecchia appoggiata alla parete e piccoli sbuffi di fumo le escono dalle narici al ritmo del respiro, saltuariamente alterato da piccoli scatti, segno che il sogno che sta facendo non è propriamente dei più piacevoli.

@shadyfighter07 Kaerith

Mentre chiudi gli occhi per un riposo veloce, rimanendo il più allerta possibile come hai sempre fatto quando non vi era la totale sicurezza, senti in fondo alla tua mente qualcosa che cerca di prendere il sopravvento, come una presenza che si avvicina.
Immediatamente, ti ritrovi sola in una landa desertica a fissare delle scure nubi minacciose avvicinarsi rapide. Alcuni lampi illuminano l'interno delle nubi e guardandoli hai come l'impressione di vedere un volto con grandi occhi rettiliani che ti scruta nascosto fra i nembi.

Sbatti le palpebre...

La piana non c'è più! La tempesta non c'è più! Ma la sensazione di qualcosa di malvagio che aleggia intorno a te permane.
Ti guardi intorno ma non riesci a muovere bene il capo, però vedi nel tuo campo visivo un fiumiciattolo scorrere e ti vedi avanzare verso un edificio a due piani costruito proprio a ridosso del fiume. Cerchi di metterlo a fuoco per distinguerne i dettagli ma prima di riuscirci un uomo armato ti si fa incontro. Si ferma a pochi passi di distanza e abbassa il capo con deferenza mista a paura. "È tutto pronto?" chiedi senza aver deciso di pronunciare nulla, una voce profonda e autoritaria che non ti appartiene.
"Si signore, come avete disposto." si affretta a rispondere l'uomo.

"Bene. Che sembri vero e... stavolta prendeteli! Sarà meglio per voi." comandi con tono minaccioso.

"S-scusi Signore. C-cosa facciamo se non dovessero venire?" chiede la guardia con timore.

"Verranno... altrimenti catturatene il più possibile e metteteli con gli altri. Loro, invece, vanno condotti subito da Frulam, mi hai capito?" ti senti sbuffare mentre rispondi, pervasa da una sensazione di fastidio alla domanda dell'uomo che si affretta ad assentire con un cenno della testa deglutendo forte per poi andarsene verso l'edificio.

Ti volti ritrovandoti ad osservare, senza troppa attenzione come se fosse normale che siano lì, una dozzina abbondante di coboldi ben armati con inciso sul pettorale dell'armatura uno stemma formato da 4 linee diagonali blu, come se un artiglio gigante le avesse lacerate. Ti fermi un momento ad osservare la tua figura riflessa nell'acqua, muso lungo e scuro con due occhi gialli luminosi e un'escrescenza sulla fronte, un'armatura luccicante degna delle migliori parate e lucida come solo i militari sanno fare. Dopo pochi secondi dici: "Andiamo!" e uno dei coboldi risponde: "Si, Comandante!" ripetendo poi il messaggio agli altri già pronti a rimettersi in marcia.

Ti svegli di soprassalto, ansimando leggermente come a cercare di riprendere fiato.

(Se vuoi puoi tirare INTUIZIONE per cercare di capire meglio il sogno)

I sogni dei due uomini sembrano migliori vista la rilassatezza dei lineamenti del viso. Vivienne si alza dal fianco del costruttore per lasciarsi cadere su una panca e poggiarsi con la schiena e i gomiti al tavolo vicina alla giovane Alice che, dopo aver rapidamente sistemato la sua borsa, si sciacqua le mani insanguinate in un catino e si versa un calice d'acqua fresca appoggiandosi con un sospiro al tavolo ma rivolgendole un caloroso sorriso

@Fandango16 Gib - Fuori nel piazzale

Fuori nel piazzale Gib si erge di fronte alla contadina dai lunghi capelli ramati redarguendola. Questa abbassa lo sguardo in imbarazzo stringendo i pugni, indecisa fra la gratitudine e l'indignazione per le parole pungenti ricevute. Il ragazzo che l'accompagnava le si avvicina e le poggia una mano sul braccio: "Coraggio Ingrid, ci ha salvato e poi..." abbassa il tono insieme alla sguardo cercando di contenere il dolore "... che differenza può fare ormai?"

La ragazza si irrigidisce sgranando gli occhi come se quelle parole fossero una pugnalata improvvisa:
"G-grazie... ti ringrazio di averci salvato... davvero. Lei..." alza lo sguardo sull'immagine di Talis che galleggia a mezz'aria e vedi gli occhi riepirlesi di lacrime che iniziano a scendere pesanti fra i singhiozzi trattenuti e le mani che stringono la gonna talmente stretta da sbiancare. "... lei è... ERA... la mia amica Talis... SNIFF... l'hanno presa e... e..." il pianto si fa disperato al punto che non riesce più a parlare e affonda il viso nella spalla del ragazzo che la stringe a sè cullandola con dolcezza, poi alza lo sguardo: "È sparita ormai da parecchie lune. Altre persone che si sono allontanate dal villaggio non hanno fatto più ritorno, lei è stata una delle prime. Erano molto amiche e non ha ancora superato la cosa, scusala. C'è altro che possiamo fare per te?" chiede gentilmente il ragazzo.

Modificato da Rafghost2

Kaeryth - Stregona Draconide

Il riposo non è riposo.

Il fisico recupera, sì.

Il fuoco dentro di me torna a bruciare forte, pronto.

Ma la mente... la mente sprofonda.

Mi sento in una bolla. No, prigioniera.

SOGNO

Osservo tutto ma non sono io a muovermi.

Sono qualcun altro che dà ordini.

Non più un semplice soldato come ero io: un comandante.

Cosa sta succedendo?

Cerco di mettere a fuoco i simboli sui pettorali dei coboldi che mi circondano. Quattro linee diagonali blu, come graffi di un artiglio gigante. Non li ho mai visti.

Poi mi vedo riflessa nell'acqua del fiumiciattolo. E il sangue mi si gela.

Muso lungo e scuro. Scaglie nere come la pece, non rosse. Due occhi gialli luminosi che non sono i miei. Un'escrescenza ossea sulla fronte. Un'armatura da parata, lucida, perfetta.

Perché le mie scaglie sono così scure? Chi... cosa sono?

Ma chi altri potrei essere se non io?

Mi sveglio di soprassalto, ansimando, il respiro rotto. Cerco aria come se fossi stata sott'acqua.

Il cortile di pietra del mastio è tornato. Il campo di tende è sparito.

Sono nel salone, ma la mia mente è ancora là, in quella piana con le nubi e gli occhi rettiliani nascosti nella tempesta.

Mi guardo le mani, le braccia, frenetica. Le rigiro. Rosse. Le mie scaglie sono ancora rosse. Ancora mie.

Ma la sensazione di quel fastidio, di quell'autorità malvagia che mi ha usato la voce per dire "Che sembri vero e stavolta prendeteli!"... quella rimane appiccicata addosso come fuliggine.

AZIONE

Intuizione: 1d20+1 -> Risultato:21

Modificato da shadyfighter07

Gibumubig "Gib" - Gnomo

Gib nel piazzale

Resto immobile, con le braccia conserte e le sopracciglia aggrottate, mentre la scena mi si consuma davanti.

Era la mia amica.

La parola mi rimbomba in testa con un'eco stonato. Talis? Amica di una semplice contadinotta dai capelli ramati che scoppia a piangere per un paio di parole storte? La cosa non mi quadra per niente. Per quel poco che ne so, Talis è una persona arguta, dotata di un cervello fino e di una mente reattiva. Cosa diamine ci ha trovato in questa ragazza? Cosa ci vedeva che a me sfugge completamente? Erano davvero legate da un affetto sincero o sotto c'era qualche altro motivo, un secondo fine che non riesco ancora a decifrare?

Mentre il ragazzo la stringe a sé per cullare quel pianto disperato, la mia mente analitica liquida i sentimentalismi e fa il conto del bottino d'informazioni: zero spaccato.

So che è sparita da parecchie lune e che è stata tra le prime a svanire nel nulla insieme ad altri sventurati del villaggio. Notizie inutili. Roba vecchia che non mi dice assolutamente nulla su dove si trovi adesso o su quale pista seguire. Nessun indizio, nessuna direzione. Soltanto un vicolo cieco condito da lacrime e singhiozzi.

Annullo l'illusione con un gesto secco delle dita; l'immagine di Talis sfuma e scompare nell'aria come nebbia al sole. Riporto lo sguardo sul ragazzo che mi fissa con quel tono persino troppo gentile, nonostante tutto.

"No. Non c'è altro" rispondo con voce piatta, liquida e priva di qualsiasi inflessione emotiva.

Faccio perno sugli stivali e me li lascio alle spalle senza attendere repliche. Non ho tempo da perdere a fare il consolatore di professione.

C'è solo una persona in questa maledetta fortezza che potrebbe saperne più di quello che dà a vedere, ed è il Governatore. Gli ho già fatto questa domanda una volta e si è sfilato con la classica furbizia da burocrate, glissando senza darmi mezza risposta. Ma la pazienza è un lusso che ho esaurito tre cunicoli e cinque topi fa.

Aggiusto la cinghia di Betty sulla spalla, stringo i pugni e mi avvio a passo di carica verso i quartieri del comando. Ora quella risposta me la darà. Che gli piaccia o no.

  • Autore

Gib risale la scalinata che porta sulla cinta muraria e si dirige a passi pesanti, nonostante la stazza, seguendo le indicazioni sulla localizzazione del Governatore chieste alle varie guardie strada facendo. Dopo aver fatto praticamente il giro completo delle mura, lato sud escluso, si ritrova nei pressi della torre nell'angolo nord-est, a poca distanza da dove stava parlando con la coppietta salvata dal santuario.

Il lungo tragitto ha in parte smorzato il suo impeto ma il rendersi conto di aver fatto un giro lunghissimo quando praticamente aveva il suo obiettivo a portata di voce intacca sensibilmente "la sua infinita pazienza e il suo carattere posato". 😆

Vedendolo arrivare in quel modo gli si fa incontro Escobert:
"Bentornati, ho sentito che il vostro salvataggio è stato un successo. Avete qualche urgenza mastro Gib? Ho lasciato detto che il Governatore sarebbe stato da voi a breve, non vi hanno forse informato? O la natura della vostra presenza è di tipo privato?"
saluta facendo da frangiflutti all'ondata di decisione che accompagna lo gnomo.

Alle sue spalle si vede il governatore intento a discutere con alcuni soldati che sembrano ufficiali, ignaro della presenza del nuovo arrivato essendo girato nella direzione opposta. Ad un certo punto si volta ad osservare il cortile della fortezza immerso nei suoi pensieri con gli uomini che attendono in silenzio le sue parole. Con la coda dell'occhio scorge Gib e, dopo aver rivolto le ultime disposizioni al gruppo che lo attornia, congeda tutti e si incammina senza fretta al fianco del castellano.

"Sono felice di vedere che stiate bene. Mi è stato riferito che siete riusciti a portare tutti in salvo senza alcuna perdita. Sono davvero sorpreso, non so proprio come ringraziarvi."
Vedendo il volto dello gnomo tutt'altro che rilassato aggiunge:
"I vostri compagni stanno bene vero? Non gli sarà successo qualcosa, spero. Venite. Accompagnatemi dagli altri, voglio ringraziarli di persona."

I due, seguiti a poca e rispettosa distanza da Escobert, si avviano nuovamente verso il portone della fortezza e poi al mastio. Il governatore, dal portamento fiero e risoluto nonostante le ferite evidenti, avanza a passi calmi per non costringere lo gnomo a correre per stargli dietro e attende che l'altro prenda la parola, avendo notato la sua presenza risoluta, sebbene non ne abbia ancora fatta menzione.

Alice, nel frattempo, inizia a scambiare qualche parola con Vivienne cercando di tenere la voce bassa per non disturbare il meritato riposo degli altri: "Sono contenta che siate tornati tutti sani e salvi." volge lo sguardo a Chand e Caelum rivalutando le sue parole con un sorrisetto amaro "Abbastanza sani, almeno. Sai, ho sentito alcune guardie parlare, dicono che secondo loro non è ancora finita. Gli assalitori non sembrano essere intenzionati ad andarsene ancora e questo sembra preoccuparli visto che, oltre alla fortezza, non è rimasto nulla che già non abbiano saccheggiato." dice torcendosi nervosamente le mani in grembo, rivelando la fragilità tipica dei giovani e degli innocenti, come se fosse improvvisamente tornata ad essere soltanto Alice, ma la chioma argentea e la singola ciocca rossa al centro della fronte spostata di lato dietro l'orecchio destro vi fanno capire che è sempre lei, la prescelta di Selune.

Si volta a fissare la chierica con gli occhi lucidi per poi riscuotersi e passarsi una manica sul viso. Quando la riabbassa ha di nuovo il sorriso di chi ha ricevuto un dono: "La nostra signora ci proteggerà, sono sicura che non permetterà che ci accada nulla."
Anche se sembra che voglia più convincere se stessa che gli altri, volge lo sguardo verso il portone aperto e vede in lontananza avvicinarsi Gib e il governatore. "Sta arrivando il governatore..."

Gibumubig "Gib" - Gnomo

Fare il giro completo della cinta muraria solo per scoprire che il Governatore si trovava a tre metri dal punto in cui ero partito è una di quelle cose che mettono a dura prova il mio proverbiale, impeccabile autocontrollo. Ogni gradino risalito e ogni camminamento percorso a passo di marcia non hanno fatto altro che alimentare un'irritazione sorda, scandita dal peso di Betty che mi picchiava sulla schiena a ogni falcata.

Quando Escobert mi fa da frangiflutti, sciorinando convenevoli e offrendosi di fare da tramite, mi limito a trucidarlo con uno sguardo che potrebbe bucare un'armatura di piastra.

"Mastro Escobert, l'unica informazione che mi hanno dato è che ho appena fatto la maratona delle mura per niente" borbotto tra i denti, senza rallentare.

Fortunatamente il Governatore nota la mia figura prima che io debba fare una scenata. Congeda i suoi ufficiali e ci viene incontro, elargendo complimenti per il salvataggio dei civili e mostrando una premura quasi paterna per le condizioni di Caelum e Chand.

Non sono uno sprovveduto. So benissimo che aggredire verbalmente l'autorità massima della fortezza davanti ai suoi uomini sarebbe un errore grossolano, oltre che una perdita di tempo. Il Governatore porta i segni della battaglia, ha un portamento fiero e merita un minimo di rispetto istituzionale — o quanto meno la prudenza che si deve a chi tiene in mano le redini del comando. Tuttavia, il tempo dei convenevoli è finito da un pezzo.

Mentre ci avviamo a passi calmi verso il mastio — con lui che allunga il passo con ponderata cortesia per non farmi trottare — decido che abbiamo passeggiato abbastanza.

Mi pianto a terra all'improvviso, bloccando la marcia a metà del cortile.

"Governatore, una parola. Qui e adesso, prima di raggiungere gli altri" esordisco, mantenendo la voce ferma e asciutta per non trasformare la richiesta in un'ostilità aperta.

Senza attendere il suo permesso, muovo l'indice e il pollice nell'aria. Un piccolo ricamo di magia gnomica e l'illusione si riaccende tra noi: il volto di Talis prende forma a mezz'aria, nitido, sospeso nel vuoto tra il Governatore, me ed Escobert.

Lo fisso dritto negli occhi, studiando ogni minimo micro-movimento del suo viso.

"I ringraziamenti li accetteremo volentieri più tardi, ma ora ho bisogno di una risposta" dico, indicando il ritratto etereo. "Ho scoperto che questa ragazza si trovava qui ed è stata una delle prime persone a sparire dal villaggio. Voi sapete qualcosa di lei?"

DM

Anche qui, se serve, vorrei capire se il governatore mi sta mentendo/nascondendo qualcosa. Intuizione +3

Modificato da Fandango16

Vivienne Larksong

Sorrido sollevata quando Caelum riapre gli occhi e mi sussurra il suo ringraziamento a fior di labbra. Gli accarezzo una spalla per tranquillizzarlo mentre si riaddormenta, felice di vedere che il calore del vino e le bende lo stanno rimettendo in sesto, poi mi sposto sulla panca accanto ad Alice per lasciarlo riposare. Noto che anche Chand, poco distante, si risveglia proprio in quel momento dal suo sonno tormentato, e gli rivolgo un cenno d'intesa con il capo per sincerarmi che stia bene.

Ascolto le parole di Alice sulla preoccupazione delle guardie e sul fatto che gli assalitori non abbiano intenzione di andarsene, rispondendole con un sussurro appena accennato per non disturbare Caelum e Kaerith. Le spiego che siamo tornati interi, ed è già un miracolo per cui ringraziare la Signora d'Argento. Ma le guardie hanno ragione, Alice. Questa non è una semplice scorreria di banditi. C'è disciplina in mezzo a quel caos, e c'è un obiettivo che ancora ci sfugge. Se sono ancora qui, significa che non hanno finito quello che sono venuti a fare.

Quando la ragazza si torce le mani e le vedo gli occhi lucidi, mi sposto leggermente sulla panca per starle più vicina, posandole una mano sulla spalla per darle stabilità. Osservo i riflessi d'argento della sua chioma e quella ciocca rossa, i segni del legame che ci unisce nella fede, e ascolto il suo tentativo di farsi forza. Le sorrido con dolcezza, sussurrandole che la nostra Signora ci offre la sua luce nell'oscurità e protegge gli innocenti, ma ha dato a noi le braccia, l'ingegno e l'acciaio per fare da scudo a chi non può difendersi. Non dobbiamo avere paura di guardare in faccia il pericolo, perché è proprio nella notte più buia che la sua guida si fa più forte.

Seguo la direzione del suo sguardo verso il portone aperto, vedendo la figura del Governatore che avanza verso il salone insieme a Gib, che ha finalmente finito di bazzicare nel cortile. Mi alzo lentamente dalla panca, recuperando lo scudo per rimettermelo in spalla e sistemando la veste, mormorando ad Alice che è il momento di raddrizzare la schiena. Sentiamo cosa ha da dirci il Governatore, e cerchiamo di capire come proteggere ciò che resta di Greenest.

Kaeryth - Stregona Draconide

Vedendo Gib avvicinarsi con il Governatore, mi stacco dal muro e gli vado incontro a grandi passi. Passo da soldato, fermo. Nessuna freddezza, solo decisione.

Un saluto rapido, di circostanza.

"Governatore, mi scusi, ma devo riferire una cosa prima che inizi."

Lo guardo dritto negli occhi.

"Non è finita. Ho il presentimento che vogliano prenderci."

Prendo fiato. So come suonerà.

"Vicino alla casa di Alice, c'è un mulino. È stato ispezionato? Perché ho sognato un appostamento proprio lì. Coboldi, ben armati, con un'effige di quattro graffi blu sul petto. E a capo loro un draconide dalla pelle scura."

Mi sento stupida a dirlo, lo ammetto. Ma è quello che ho visto.

"Oltre ad essere un soldato, la natura mi ha dato dei poteri. E spesso quello che sogno... corrisponde alla realtà. I messaggi non sono chiari, ma in quel sogno ho sentito un nome: Frulam. Diceva di portarci da Frulam e che doveva sembrare vero."

Resto lì, in imbarazzo per aver parlato di sogni a un uomo pragmatico come lui, ma convinta di aver fatto la cosa giusta.

Caelum Voss

Gib impugna la balestra: incolpa Vivienne di aver imbrogliato sulla conta. La donna a sua discolpa chiama in causa la Signora d'Argento e la sua ferrea onestà, mentre Kaerith sghignazza coprendosi la bocca con la mano scagliata. Dalla sua posizione defilata Chand grida a Gib di smetterla di fare il solito acidone e mi invita a nascondermi. Corro ridendo verso una macchia di cespugli mentre grido insulti allo gnomo prendendolo per i fondelli.

Sorrido felice nel sonno, dormendo beato come se fossi nel lettone di mamma e papà. Un sorriso che anche gli altri nel salone possono vedere, una felicità immemore delle discussioni di sottofondo e del prossimo avvento del Governatore. Qualcosa che neanche l'orrore che sta accadendo all'esterno può intaccare.

Chand Naeveen

Mi desto dal mio riposo, le ferite si sono più che stabilizzate e la testa è lucida. Mi guardo attorno e decido di alzarmi una volta notato che Gib è ancora assente. Muovo i primi passi verso Vivienne che sta dialogando con Alice, per chiedere aggiornamenti, quando entra il governatore seguito dai rapidi passi di Gib. Mi alzo e per abitudine mi metto sull'attenti, anche se non mi sarebbe richiesto visto che non sono ai suoi comandi ma un puro volontario.

Vedo Kaerith avvicinarsi in modo sorprendentemente allarmato e raccontare di un brutto sogno.

Il comportamento è insolito,ma non ha mai dimostrato cenni di follia e nonostante la mia avversione alla magia riconosco il potere premonitore di certi sogni.

Resto in attesa di un discorso e dei possibili aggiornamenti sulla situazione.

  • Autore

Dopo aver raggiunto il torrione di pietra al lato del cancello principale della fortezza, il Governatore Nighthill saluta con un cenno le guardie e gli artiglieri in postazione vicino a due grandi baliste che minacciose puntano verso la rampa di accesso dove solo qualche ora fa avete rischiato di essere travolti dalla carica, finita letteralmente in fumo, degli assalitori di Greenest. Senza fermarsi prosegue verso la scalinata di pietra e, superata una tenda degli sfollati si dirige per la via più diretta verso il mastio.

Poco prima di arrivare a destinazione, circa a metà del cortile, Gib, zompettando rapido per superarlo, gli si piazza davanti con fare quasi minaccioso sebbene cerchi di reprimere l'urgenza che sente in petto, specie da quando il capo del villaggio ha mancato di rispondere alla sua domanda al loro primo incontro.
Il rimuginarci continuamente, unito alle speranze disilluse dall'amica di Talis, hanno creato un tappo ad un vulcano in eruzione.

Lo gnomo, con il massimo della gentilezza che il suo stato d'animo gli consente, va diretto al punto e chiede della sua amica al governatore, creando nel contempo con la magia una sua immagine tridimensionale e ben illuminata cosicchè anche nella semi-oscurità del piazzale sia possibile distinguerne bene i lineamenti.

Non appena la vede lo stupore pervade lo sguardo di Tarwan per trasformarsi rapidamente in una velata tristezza. Dalla contrazione della mascella si intuisce anche qualcosa di simile al risentimento. Alle sue spalle Escobert avanza per intervenire ma il governatore lo ferma con un gesto della mano e questo rimane indietro a rispettosa distanza. Rimane in silenzio ancora per qualche istante, come a raccogliere le idee e inizia a raccontare:

"Talis era una ragazza davvero graziosa e forte, ma la sua natura elfica e il suo carattere l'hanno sempre resa un po'... come dire... intimorente agli occhi di molti. Qualche anno fa un drago proveniente dalle montagne a nord-est iniziò a colpire la valle e lei, seguendo la sua ossessione per quelle creature maligne, si..."

Proprio in mezzo al discorso giunge Kaerith interrompendo con garbo il governatore per metterlo al corrente delle nuove e urgenti informazioni, anche se provenienti da una fonte alquanto bizzarra per essere ritenuta affidabile, eppure, al pronunciare il nome di Frulam, l'uomo sgrana gli occhi e sussurra fra sè, anche se chiaramente udibile da chi gli sta attorno:

"Allora è vero... sono proprio loro... non che vi fossero poi tanti dubbi visti i fatti." e volge lo sguardo al cielo in cui ogni tanto si intravede la figura del temibile drago blu uscire dall'oscurità solo per rifinirci dentro. "Ma addirittura Frulam..."

Poi si riscuote: "Scusami mastro Gib ma credo che dovremo rimandare la nostra conversazione ad un momento migl..."

"GOVERNATOREEE! Fate largo, messaggio urgente!" si sente urlare da una staffetta proveniente dal portone. L'uomo arriva di corsa e si ferma a pochi passi dal comandante con il fiato corto cercando di ridarsi un contegno. Il governatore, a sentire il richiamo, si interrompe e alza gli occhi al cielo: "Per tutti gli dei! Quando finirà questa giornata? Riprenditi ragazzo e dimmi che succede."

"Si s-signore...anf anf... il mu-lino... il mulino signore...anf anf. Ci sono... dei fuochi... vogliono bruciarlo!" spiega a spezzoni il messaggero.

"Maledizione! Escobert! Trovami una dozzina di volontari e organizzali perchè vadano al mulino, dobbiamo assolutamente impedire che lo brucino o perderemo tutto il raccolto e la possibilità di macinare il nuovo. La città sarebbe ridotta alla fame e ci vorrebbero anni per riprenderci. Dovranno presidiarlo e difenderlo finchè i nostri ospiti non se ne torneranno da dove sono venuti, Presto!" ordina il comandante mentre il castellano è già partito di corsa non appena terminato di ricevere le indicazioni.

"Grazie ragazzo. Torna pure di vedetta e comunicami subito se ci sono degli aggiornamenti, mi troverai nel mastio. Mastro Gib, Lady Kaerith seguitemi prego, credo che avrò bisogno di nuovo del vostro aiuto." dice dirigendosi a passo spedito, stavolta, verso il salone del mastio dove sono riuniti gli altri membri della squadra.

"Scusatemi signori. Non avrei voluto interrompere il vostro meritato riposo dopo l'impresa del santuario, ma sembra che questa notte non abbia termine. A quanto pare il nemico ha preso di mira il mulino! Pensavamo l'avrebbero lasciato stare visto che radunano solo ricchezze... e schiavi... ma a quanto pare vogliono attirarci fuori da qui, forse per indebolirci ulteriormente. Stiamo già organizzando una squadra per presidiare il mulino ma ci vorrà un po' perchè sia pronta ed equipaggiata per difenderlo,
So di chiedervi molto, potreste recarvi subito sul posto e impedire che lo diano alle fiamme? È fondamentale per la salvezza di Greenest! Escluse le scorte nei magazzini della fortezza, nel mulino è conservato l'ultimo raccolto e senza l'edificio non potremo macinare il prossimo, riducendo la città alla fame." chiede senza troppo nascondere la premura e la speranza che cogliate la sua richiesta d'aiuto.

Vivienne Larksong

Osservo il Governatore Nighthill fare il suo ingresso nel salone insieme a Gib e Kaerith, notando la profonda preoccupazione che gli riga il volto stanco. Chand si alza mettendosi sull'attenti e anche Caelum si ridesta dal suo sonno con un sorriso confuso, ancora perso nei suoi sogni, mentre la staffetta entra di corsa urlando la notizia del fuoco al mulino. Ascolto le parole concitate del comandante e non posso fare a meno di ripensare a quanto Kaerith ha appena riferito sul suo sogno premonitore riguardo a Frulam e all'appostamento.

Mi alzo in piedi di scatto dalla panca, stringendo lo scudo sul braccio con un gesto deciso per far capire che sono pronta a muovermi. Mi rivolgo al Governatore tenendo la testa alta, dicendogli che non c'è bisogno di scuse, Governatore... il messaggero ha solo confermato quello che Kaerith ha visto chiaramente prima ancora che la staffetta arrivasse: il suo sogno non era una fantasia, il mulino era già nel mirino dei nemici...

Sposto lo sguardo su Chand e Caelum, assicurandomi che abbiano recuperato le forze necessarie dopo le ultime cure di Alice, e poi nuovamente sull'uomo, aggiungendo con fermezza che la Signora d'Argento ci ha guidati fin qui per proteggere questo villaggio, e non permetteremo che quegli sciacalli riducano la vostra gente alla fame dopo tutto quello che abbiamo fatto per strapparla dal tempio. Diteci solo qual è la via più rapida e sicura per raggiungere il mulino senza farci intercettare dalle pattuglie o dal drago in cielo. Noi siamo pronti a partire immediatamente.

Caelum Voss

Dormo ancora beato fino a quando la staffetta entra urlando. Mi ridesto dal breve sonno, sbadigliando e con gli occhi ancora chiusi sbiascico

Oggi è domenica mamma, non devo andare all'accademia...fammi dormire ancora un pò...

Mi strofino gli occhi, mettendo a fuoco posto e persone e ricordo di essere nel salone, insieme ai miei compagni di avventura. Mi guardo il fianco ferito e lo trovo medicato, non fa quasi più male tranne una lieve indolenzimento.

Riesco a sentire solo l'ultima parte del discorso di Vivienne e mettendomi una mano in fronte esclamo

Oh no !!! Ancora? Devo rifornirmi di armi e arnesi...altrimenti non vengo

Kaeryth - Stregona Draconide


L'espressione del Governatore mentre racconto il sogno mi fa pensare di aver fatto una stupidaggine. Un soldato dovrebbe portare rapporti pratici, non sogni. Se mi sentisse il mio vecchio comandante mi metterebbe a pulire pentole per una settimana.

Poi però pronuncio il nome Frulam. E lo vedo sgranare gli occhi.

Forse non erano solo vaneggiamenti dovuti alla stanchezza.

L'arrivo della staffetta è un pugno nello stomaco. Il mulino sotto attacco. Allora qualcosa di vero c'era.

Seguo il Governatore verso il salone e faccio un cenno a Vivienne, Chand e Caelum di seguirci.

La richiesta di aiuto viene accolta subito da Vivienne che, da paladina, conferma la veridicità di quello che ho visto. Ma c'è un dettaglio che non va trascurato.

"Governatore, oltre al mulino c'è un'altra cosa. L'obiettivo di questi individui non erano gli abitanti, né le risorse. Eravamo noi."

Con un gesto del braccio indico tutti i miei compagni.

"Ignoro il motivo e se cerchino qualcuno di noi in particolare, ma nel sogno era chiaro: 'prendeteli e portateli da Frulam'. Vogliono noi."

Faccio un respiro profondo, torno con i piedi per terra, da soldato.

"Per questo presidiare il mulino frontalmente potrebbe essere un rischio e un dispendio di energie. Se vogliono noi, usiamoci come esca. Noi andiamo davanti, allo scoperto, come se fossimo caduti nella loro trappola. I vostri uomini, nel frattempo, aggirano il mulino e li prendono alle spalle, senza esporsi."

Propongo la tattica e guardo gli altri, per capire cosa ne pensano. Chand di queste cose se ne intende più di me.

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.