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Capitolo 2 - Il risveglio del vulcano

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Helga sorride.

"Testone di un nano..." poi ti appoggia la mano sulla spalla "Pensaci. Noi siamo chi siamo, per i genitori che abbiamo avuto: non tutti hanno avuto la nostra fortuna. Rifletti anche sul fatto che per andare dagli elfi, dovrai portarti qualcuno che parli con loro. O credi davvero che ascolteranno un nano che parla in comune? L'alternativa è studiare elfico, ma non so se ti basterà una notte. Puoi provarci, lì c'è un dizionario."

Ti dà una pacca sulla spalla, ti indica la libreria della stanza e se ne va.

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    Fandango16

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Thurin Nano Guerriero

Pianto lo sguardo su Helga. Lascio passare qualche attimo. Alzo le spalle. Lei non capisce. Oltre al carico della missione vorrebbero pure mettere sulle mie spalle la formazione di quel ragazzo. Poi sposto lo sguardo nella direzione verso la quale è corso via, inseguito dalla druida.
"Mi vorresti dire che quella ragazza non sa parlare la lingue degli orecchie a punta?" scuoto il capo "Sono certo possa intendersi alla grande con loro."

Non mi muovo di una virgola 'Per il bene del ragazzo... non posso prendermi questa responsabilità. Non ne sono in grado.'

Modificato da Landar

Arthur Hornraven

Con la mano aiuto Elyndra ad alzarsi, e ci avviamo verso il paese. Tengo stretta la presa assaporando ogni attimo lungo il tragitto che sembra troppo breve. Restiamo in silenzio,questa volta non per imbarazzo ma per godere della reciproca compagnia senza parole di troppo. Sembra tutto troppo perfetto per rovinarlo in qualunque modo. Vorrei fermarmi e abbracciarla una volta arrivati alle prime abitazioni,ma non vorrei risultare troppo invadente e poi sono già fin troppo felice di come si evoluta la situazione da quello che poteva essere un disastro. Purtroppo una volta arrivato in prossimità del centro sento la conversazione tra Thurin e Helga. Ci sono comunque delle conseguenze, dovevo aspettarmelo... Ora spero di rimediare. Anche se smuovere un nano da un idea che si è fatto è difficile come spostare un macigno.

Decido di fare finta di niente, anche se la voce di Thurin @Landar è talmente forte che tutta Grimstone avrà sentito. Buona sera Mastro Thurin , mi volevo presentare a voi sono Arthur Hornraven,sono un giovane mago, come posso essere d'aiuto così da prepararmi al meglio per la giornata di domani?

Modificato da Monkey77

Eryn - Paladina

Sentendo Thurin che borbotta anche di fronte a Helga, stavolta sono io a voltarmi a guardare la scena seguendo i vari scambi. Normalmente mi sentirei a disagio ad origliare i discorsi altrui, ma la voce del nano, nel silenzio che ci circonda, sembra così alta che sentirei tutto anche tappandomi le orecchie.

La scena fra lui e mia sorella non ha migliorato la naturale diffidenza di Thurin nei confronti degli estranei, ricordo molto bene come ci aveva stuzzicate alla partenza da Uttersea solo qualche giorno fa, quando eravamo, suo malgrado, compagni di viaggio come scorta della carovana. "Beh, se ne farà una ragione anche stavolta... sempre che non abbia ragione in merito al ragazzo."

All'improvviso vedo tornare indietro il fuggitivo accompagnato dalla mia dolce sorella. Li osservo con sguardo divertito, cercando gli occhi di Ely per meglio leggerne le emozioni. Nonostante il continuo borbottare di Thurin vedo che il ragazzo si fa forza e, valutando bene le parole, va a presentarsi direttamente dal fabbro.

Mi metto comoda, braccia al petto e schiena appoggiata all'albero, come se mi stessi per godere un bello spettacolo di combattimento e forse non sono poi tanto lontana dalla verità. Sono davvero curiosa di vedere cosa succederà e, di tanto in tanto, butto un'occhiata a mia sorella per vedere la sua reazione. È tutto così buffo che quasi non mi sembra vero.

Modificato da Rafghost2

Torno dagli altri con una sensazione strana, mai provata prima, quando cammino mano nella mano con Arthur.
Sento una confusione in testa che non mi permette di riflettere lucidamente. Forse, per la prima volta, mi rendo conto di essere una donna. Non so cosa fare e mi reco nella mia stanza e dopo essermi congedata da Thurin e dal ragazzo. 

Lancio un timido sorriso a mia sorella come per dirle non ti preoccupare, sto facendo la cosa giusta. E' piu una rassicurazione a lei che a me stessa.

Sento come se la stanchezza dei giorni passati si stesse riversando tutta ora, rendendo i miei muscoli deboli.

Quando entro nell'edificio che ci è stato concesso per la notte una nana si avvicina e mi chiede con cortesia se voglio fare un bagno caldo.
Non ricordo nemmeno quando è stata l’ultima volta che mi sono lavata in un posto diverso da un fiume, così accetto.

Mi immergo un una tinozza riempita con acqua e chiudo gli occhi per rilassarmi, ma i pensieri continuano a frullarmi per la testa.

Sarò in grado di offrire un degno aiuto alla missione? E quel ragazzo? Sarò in grado di difenderlo? Sembra così giovane e inesperto… oppure sarà lui a proteggere me?

Vorrei consultarmi con mia sorella, ma non c’è.
Sento la nana borbottare e imprecare mentre cerca di districare i miei capelli.

Pulita e profumata, vado nella stanza che mi è stata assegnata. Mi sdraio sul giaciglio e, nonostante i pensieri e queste nuove sensazioni che mi turbano l’anima, mi addormento subito, profondamente.

Un sonno senza sogni.
Ma nel cuore della notte mi sveglio di soprassalto: sento come se qualcosa, o qualcuno, mi stesse chiamando.

Mi alzo e, a passi lenti, esco fuori. Indosso solo una tunica bianca e sono scalza.
Il bosco mi sta chiamando.

unnamed (1).png

Cammino lentamente. Alzo lo sguardo al cielo: la luna piena. In lontananza sento l’ululato di un lupo.
Non è una minaccia… è un richiamo.

Seguo quella voce, camminando sempre più veloce. Il mio corpo però inizia a muoversi in modo diverso dal solito: mi accuccio, le mani toccano il terreno… ma sono zampe.
Sento odori e rumori mai percepiti prima.

Mi fermo, giro la testa e vedo il mio corpo coperto da una pelliccia rossiccia.
Provo a parlare, ma dalla mia bocca esce solo un lungo ululato che echeggia nella notte.

unnamed (2).png

Riprendo a correre, veloce nella notte, inconsapevole di ciò che sto facendo, ma corro come non ho mai fatto prima, su quattro zampe, libera e spensierata seguendo quell'ululato che mi richiama, non penso, non ragiono, seguo solo un istinto lupino.

Arrivo in una radura. Un grosso lupo è su una roccia: era lui che mi stava chiamando. Attorno a lui ce n’è un’altra dozzina. Un branco.

Ringhio, ma il grosso lupo si avvicina. È molto più grande degli altri. Mi guarda negli occhi: non c’è minaccia.
Mi annusa, mi gira intorno, come se mi stesse valutando. Lo lascio fare, finché non si ferma di fronte a me.

Muove la testa, indicandomi il bosco. Poi si volta e inizia a correre, seguito dal branco… e da me.

Una corsa veloce tra gli alberi. Un senso di libertà selvaggia. Una caccia.
Tutto accade in un tempo che non so misurare. La mia mente smette di ragionare, lasciando spazio al puro istinto animale.

Poi, il buio.

Vengo destata da qualcosa di umido. Apro gli occhi: la lingua dell’alfa mi sta leccando la guancia.
Devo essermi addormentata accoccolata al grande lupo. Gli accarezzo la testa e sorrido.

unnamed (3).png

È ancora notte, ma un chiarore lontano annuncia l’arrivo dell’alba.
Mi alzo, stiracchiandomi. I ricordi sono confusi, ma ho una certezza: da ora in avanti ci sarà qualcuno a vegliare su di me.

Il lupo mi indica la direzione. A passi lenti, mi avvio verso il villaggio nanico.

Thruin Nano Guerriero

Non mi sono scomposto, non ho alzato la voce. Non intendo fare scenate in un momento così grave. Non sono iracondo come tanti altri nani ma sono anche molto meno saggio di altrettanti. Guardo Helga allontanarsi sapendo abbia compreso il mio punto di vista, comprendo però quale sia il suo.

Arthur mi si avvicina, quasi nemmeno la guardo e nemmeno noto il modo col quale è rientrato mano nella mano con la druida. "Non puoi aiutare." non c'è altro da aggiungere.

Modificato da Landar

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