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[TdG] Battesimo di Fuoco

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SELENE VESPERA

Fortunatamente ho la mani guantate altrimenti mi sarei tagliata più volte mentre freneticamente cerco di fare pulizia per estrarre l'oggetto misterioso che ha percepito Ninhel.

Appena estratto lo guardo attentamente.

"Mai visto nulla del genere!" rispondo alla domanda di Aelor "Ma non trovate che sia un pò troppo regolare e geometrico per essere un qualcosa di naturale?"

Chiedo! Avvicino le mani e sento il tepore "Sembra quasi che sia vivo!" chiudo gli occhi e cerco di percepire se c'è della magia in questo oggetto misterioso.

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  • illurama
    illurama

    La luce del sole sta lentamente scivolando dietro la linea scura della foresta, tingendo di arancio e rame le cime degli alberi. L’aria si fa più fresca e umida mentre le ombre si allungano tra i tron

Immagini pubblicate

  • Autore

La fiamma della torcia proietta ombre lunghe sulle pareti e finalmente il frammento si rivela a voi per quello che è.

È rosso. Non il rosso spento della ruggine o dell'argilla, ma un rosso profondo e saturo. Alla luce la superficie liscia riflette la fiamma in modo strano, quasi metallico, mentre il lato ruvido sembra assorbire la luce invece di restituirla. Sembra come una scaglia di un grosso rettile.

Il tepore è reale. Non è la torcia, non è il calore delle vostre mani. Viene proprio da questa scaglia.

@shadyfighter07

spellcraft +3 = 17
probabilmente appartiene a qualche creatura magica. Non sembra "incantato" in senso stretto, ma qualcosa ti fa pensare che possa avere un qualche effetto sull'essenza.

Modificato da illurama

Aelor Valor

"Hai idea a quale creatura appartenga?" chiedo a Selene "Ho sento storie su rettili alati. Creature leggendarie e magiche ma i dettagli si sono persi nel tempo."

Ero certo fosse qualche tipo di congegno, ma ero del tutto fuori strada.

SELENE VESPERA

"Non so a quale creatura appartenga ma qualunque essa sia c'è un qualcosa di magico! Non sto dicendo che sia un'oggetto magico ma sembra come se il suo possessore fosse in un certo senso pervaso da una qualche magia. Ma non so a chi possa appartenere"

Alla menzione dei rettili alati sgrano gli occhi.

Sollevo l'oggetto e lo rigiro con le mani per capire se ha una forma che possa ricordare un uovo.

"Ho sentito qualcosa in proposito ,ma sono storie talmente antiche da sembrar solo leggende!".

Nel mio viso c'è un ombra di preoccupazione.

Nihnel Dhaka 

Sembra una grossa scaglia...non so quale creatura possa appartenere ma deve essere molto grande...

percepisco che da essa proviene un qualche potere sotto forma di calore...

e visto che non sappiamo che effetto possa avere direi bi buttarla fuori della torre , nella grande foresta...non vorrei che i goblin siano venuti fin qui attratti da essa...

Aelor Valor

"Buttarla fuori? Rischiando di non ritrovarla?" faccio cenno di no col capo "Portiamola fuori, sotterriamola magari e mettiamola sotto un cumulo di macerie al livello inferiore. Vorrei riprenderla domani, potrebbe essere buon materiale di studio per qualcuno."

Allungo la mano per farmela passare e fare come suggerito.

SELENE VESPERA
Scuoto la testa ad entrambe le proposte.

"Se i goblin sono venuti fin qui per prenderla è perché lo hanno individuato, non so se attratti in qualche modo da questo oggetto o a seguito di una minuziosa ed accurata ricerca!"

Mentre parlo lo osservo, rigirandolo tra le mani, come se mi stessi guastando quel tepore.

"Credo non sia il caso lasciarlo qui! Varrebbe la pena portarcelo dietro e quando torneremo all'aeronave farlo analizzare a qualche esperto".

Propongo osservando gli altri per capire le loro reazioni.

"Se non ve la sentite di trasportarlo posso farlo io, ma lasciarlo qui, anche se sotterrato potrebbe significare perderlo per sempre!"

Nihnel Dhaka 

Vedo che siete convinti nel tenerla...io credo sia un errore , ma non ho la certezza che ciò che penso sia la verità , anche se è molto probabile...

come ha attirato qui i goblin chissa cosa potrebbe attirare in città se ce la portiamo dietro...

ma comunque fate un pò voi...

ora è meglio mettersi a dormire , domani credo sarà una lunga giornata...

  • Autore

Selene ripone il frammento nello zaino e lo tiene stretto a sé mentre i fuochi vengono spenti uno ad uno. I turni di guardia vengono stabiliti in silenzio, con la stanchezza di chi ha già dato abbastanza per oggi.

Il turno di Selene è tranquillo. La foresta di notte parla sempre, cigolii, frusci, versi lontani che non si riesce a collocare. Nulla che faccia scattare l'istinto.

Nihnel prende il suo posto quando il buio è ancora fitto. Per un lungo tratto non succede nulla, poi qualcosa si muove. Lo sente prima di sentirlo davvero, un pattern ritmico, piccolo, saltellante. Si avvicina con una regolarità quasi meccanica, poi si ferma di colpo. Un silenzio breve, carico. Segue un verso strano, qualcosa a metà tra un miagolio e un ringhio soffocato, e poi la creatura se ne va così come era arrivata, senza fretta.

Il turno di Aelor porta con sé i primi grigi dell'alba. La foresta si fa più leggibile, i contorni tornano al loro posto. Aelor si sta quasi convincendo che sarà una mattina semplice quando se ne accorge.

Sono conigli. Tre, quattro, forse di più, ai margini della sua visuale. Arrivano da direzioni diverse, si fermano, e lo fissano. Ruminano con quella placida indifferenza tipica della loro specie, ma i loro occhi non si spostano mai dalla vostra direzione. Mai.

Aelor si volta a svegliare i compagni. Quando torna a guardare ce n'è solo uno, più vicino degli altri.

Rumina. Vi fissa.

@Landar

Spendi gli HD di cui hai bisogno per curarti, durante la notte ne recuperi un numero pari al tuo totale HD/2, minimo 1.
Puoi rollarli su discord. Ogni HD ti cura di 1d8+COS

Modificato da illurama

SELENE VESPERA

Probabilmente è davvero sbagliato portarsi dietro un oggetto di cui ignoriamo appieno le caratteristiche ma ho come il presentimento che se finisse nelle mani sbagliate potrebbe essere molto pericoloso.

Non abbiamo la certezza che un'orda di goblin ed un orsogufo abbiamo combattuto per esso ma ci sono buone probabilità

Dopo aver spento i fuochi mi preparo al turno di guardia, si ode solo il sottofondo della foresta, nessuna minaccia visibile, cammino avanti e indietro per non farmi cogliere dal sonno.

Ninhel mi da il cambio, raggiungo il mio giaciglio e mi metto a dormire, lo zaino stretto come se temessi che quello che è contenuto potesse fuggire.

Vengo svegliata da Aelor, batto un paio di volte gli occhi per mettere a fuoco la vista.

"Abbiamo un ospite?" chiedo quando vedo il coniglietto.

Sembra fissarci.

"Potrebbe essere il nostro pranzo!" sussurro a gli altri, ma prima di estrarre l'arco, memore di quanto successo la notte precedente, ascolto il parere degli altri.

Aelor Valor

Osservo le mie due compagne di viaggio svegliarsi dopo aver distolto per qualche istante lo sguardo dal coniglio. La sera precedente avevo suggerito di nascondere la scaglia per la durata della notte e riprenderla al mattino ma alla fine ci è andata bene.
"Buongiorno." torno a guardare il coniglietto "Sì. Prima erano molti di più. L'insistenza di questo in particolare però ha qualche cosa di inquietante. In ogni caso lasciamolo sereno. Abbiamo ancora le nostre razioni." faccio una breve pausa sospirando "Rispettiamo la natura di questo luogo il più possibile e il più a lungo possibile." con lo sguardo cerco un cenno di intesa da parte de Selene prima di metterci in marcia. Mi avvicino con grande delicatezza verso il coniglio per capire se intende scappare o invitarci a fare qualche cosa, la sua presenza è troppo... presente.

Nihnel Dhaka 

Dopo una notte tutto sommato tranquilla mi sbaglio quando percepisco la luce del sole scaldare l'ambiente intorno a me...

Buongiorno...rispondo per poi fare qualche esercizio per riscaldare i muscoli...

Concordo sul fatto di lasciare stare quei conigli , credo siano attratti dalla scaglia che abbiamo , e quelli potrebbero non essere normali conigli , eviterei anche solo di avvicinarci troppo...

SELENE VESPERA

Scrollo le spalle.

Un coniglio arrostito sul fuoco è un pò più saporito di una squallida e fredda razione, però per evitare discussioni o seminare astio tra di noi rispetto le loro scelte, in fondo siamo in tre e non posso decidere io per tutti.

"Bene proseguiamo allora! Però se noto che questi conigli sono una minaccia non aspetterò di farmi azzannare!".

Preparo il mio equipaggiamento, di tanto in tanto volgo il mio sguardo al coniglio per tenerlo sotto controllo.

"Possiamo partire!"

  • Autore

Aelor si avvicina al coniglio con la stessa pazienza che aveva usato il giorno prima con l'orsogufo. Funziona, fino a un certo punto. La creatura lo lascia avvicinare, immobile, e poi con un saltello sparisce tra i rampicanti proprio quando le mani di Aelor sono quasi su di lui. Lo aiuta, in questo, l'urlo infastidito di Selene.

Tre conigli stanno rovistando nel suo zaino.

Selene li caccia con un gesto brusco e loro fuggono, ma non abbastanza lontano. Una volta al sicuro si voltano, e dal fondo della boscaglia emettono qualcosa che vorrebbe essere un ringhio ma che, data la loro dimensione, riesce solo a essere ridicolo. Poi restano lì, a osservare.

Vi incamminate con quella strana sensazione di essere osservati. Perché lo siete.

***

Il tragitto è privo di sorprese. La foresta scorre silenziosa ai vostri lati, interrotta solo dal verso di qualche uccello e dal rumore lontano di un ruscello che vi accompagna per buona parte del cammino. Ad un certo punto trovate delle tracce che confermano che siete sulla strada giusta.

Dopo qualche ora di cammino, la caverna si materializza davanti a voi quasi senza preavviso, il suo ingresso semioccultato da fogliame e rampicanti. Non servirà nemmeno abbassarsi per entrare.

Silenzio. Solo l'acqua, gli uccelli, il vento tra le foglie.

Vi voltate.

Sei, forse sette conigli, distanti quanto basta per sentirsi al sicuro, ruminano e vi guardano.

Tra voi e l'ingresso scorre il fiume. Non è largo, l'occhio lo attraversa senza fatica, e non molto lontano dall'ingresso si intravede il guado, dove le pietre emergono appena dalla corrente e il sentiero battuto sulla riva opposta conferma che è la via normale per passare. Si potrebbe anche nuotare, la corrente non sembra violenta, ma il guado è la scelta ovvia.

È anche la scelta più esposta.

Vi guardate intorno lentamente. La boscaglia da entrambi i lati è fitta, scura, piena di anfratti e ombre. Dietro ogni cespuglio, sopra ogni ramo abbastanza solido, tra le radici di ogni albero abbastanza grande. Una sentinella ben nascosta potrebbe vedervi arrivare da lontano senza che voi abbiate la minima idea di dove sia.

Il guado in particolare è un imbuto. Chiunque lo attraversi è allo scoperto, senza copertura, per qualche secondo troppo lungo.

I conigli, alle vostre spalle, ruminano.

Cosa fate?

Modificato da illurama

Aelor Valor

Mi avvicino al coniglio con passo lento, misurato. Il respiro stabile, il corpo rilassato. È lo stesso approccio che ho usato con l’orsogufo: presenza, non minaccia. Funziona… quasi. Resta immobile mentre accorcio la distanza, le orecchie appena tese, gli occhi fissi su di me. Per un istante sembra accettare la mia presenza. Poi, un guizzo. Sparisce tra i rampicanti proprio quando le mie dita stanno per sfiorarlo.

L’urlo infastidito di Selene rompe l’equilibrio. Mi volto. Tre conigli stanno rovistando nel suo zaino con una sfrontatezza quasi comica. Selene li scaccia con un gesto brusco e loro si allontanano… ma non troppo. Si fermano a distanza di sicurezza, si voltano. E osservano. Dalla boscaglia arriva un verso che vorrebbe essere un ringhio. Ne ha l’intenzione, non la sostanza. E il risultato è quasi ridicolo.

Quasi. Non è il suono. È l’intenzione a essere preoccupante.

Riprendo il cammino insieme alle altre, ma qualcosa è cambiato. La foresta è la stessa: uccelli, vento tra le foglie, il mormorio lontano dell’acqua. Eppure ogni cosa sembra leggermente fuori posto. Come se il bosco trattenesse il respiro. Come se… aspettasse.

Non siamo soli. Non lo siamo mai stati.


Le ore scorrono senza incidenti, ma la sensazione non svanisce. Anzi, si affila. Quando la caverna appare, è quasi un’apparizione: nascosta tra fogliame e rampicanti, discreta, silenziosa. Troppo silenziosa. Respiro e poi mi volto. Sei… forse sette conigli. Sparsi alle nostre spalle. Ruminano, immobili. Ci guardano. Sempre, inizia a essere un pubblico fastidioso. Testimoni. O sentinelle?

Distolgo lo sguardo e avanzo di qualche passo, fino al fiume. L’acqua scorre tranquilla, apparentemente innocua. Non è larga. Non è violenta. Poco più avanti, il guado: pietre levigate che emergono appena dalla corrente, un passaggio naturale. E scoperto. Lascio vagare lo sguardo attorno a noi, lentamente. Studio ogni dettaglio. La linea degli alberi. Le ombre sotto i cespugli. I rami abbastanza robusti da sostenere un peso.

Troppi punti ciechi. Troppi nascondigli. “Il guado è la via più semplice,” dico a bassa voce, senza distogliere lo sguardo dalla riva opposta “ed è esattamente per questo che non mi piace.”

Faccio un mezzo sorriso, appena accennato. “Un imbuto perfetto. Qualcuno con un minimo di pazienza potrebbe tenerlo sotto controllo senza che ce ne accorgiamo. Oltre a quei conigli ovvio...” Mi volto leggermente verso Nihnel “Davanti a noi scorre un fiume poco profondo. A qualche passo verso destra ci sono delle pietre affioranti, un passaggio naturale. Oltre, il terreno risale leggermente e il sentiero continua verso l’ingresso della caverna.” Esito un istante, osservando ancora la vegetazione. “La boscaglia ai lati è fitta. Troppo. Se qualcuno ci sta osservando… è lì.” Poi aggiungo, più piano “E ho il sospetto che lo stia già facendo.”

Un rapido sguardo a Selene, poi un cenno verso i conigli alle nostre spalle “E non parlo solo di loro.” inspiro lentamente “Possiamo cercare un altro passaggio, ma perderemmo tempo. E se c’è davvero qualcuno in agguato, il tempo gioca a suo favore, non al nostro.”

Mi raddrizzo appena, lo sguardo fermo. “Attraversiamo il guado?” propongo. Una pausa “Veloci. Attenti. E pronti a reagire.”

Se è una trappola… la faremo scattare alle nostre condizioni.

Faccio un passo verso l’acqua, ma non avanzo senza il consenso delle due compagne di avventura. “E magari… cerchiamo di non farci giudicare troppo da quel pubblico peloso.”

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