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Topic di Gioco: Edge of Thorns

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Manuel Vega

"Sono Manuel Vega, lieto di fare la conoscenza di voi tutti." Rispondo alla donna il cui nome è Taiga. Intanto mi guardo di nuovo attorno e allento in maniera impercettibile il colletto della camicia. L'osservazione di colui che si è presentato come Lyam sembra corretta la stanza è impregnata di un'insolita calura.

"Sono certo che Sua Maestà ci riceverà presto. Portiamo pazienza ancora per un poco." Dico fiducioso.

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Corte di Newcastle

Dal piano superiore, il rumore leggero delle scarpe sui gradini annuncia l’arrivo di due figure. La prima è minuta, in abiti da ufficio neri e con una presenza glaciale; i capelli fitti e lucidi cadono come stalattiti sulle spalle, la sua espressione è annoiata, e quando i suoi occhi incontrano quelli dei perduti lancia una smorfia di disappunto: "Siete in ritardo." Dietro di lei scende un uomo massiccio e imponente con le spalle larghissime, la pelle scura come legno intarsiato, che dietro la Maschera letteralmente è fatta di legno intarsiato. Indossa una giacca in pelle marrone che lo fa sembrare ancora più grosso. È come vi immaginareste un portone se fosse una persona.

Sapete tutti chi sono, dalle riunioni avvenute nei mesi passati. La prima è Elisa Perry, la tuttofare della Corte dell'Estate, la "seconda in capo". L'uomo è invece il Re della Corte dell'Estate, Steven Oak.

Foto di Elisa Perry e Steven Oak

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Una risata sonora scuote la stanza. "Non c’è problema!", esclama, e la sua voce profonda rimbomba tra le pareti dell’ufficio. Si gira verso Elisa Perry "In fondo anche noi abbiamo avuto da fare con il nostro nuovo ospite sopra, no?"

I suoi occhi scorrono attentamente sui presenti, valutando ogni volto e postura, e la sua risata si trasforma in uno sguardo serio ma non minaccioso: "Guardate un po’, siete davvero un gruppo di sbandati." Sorride di nuovo. Fa un passo avanti, e la stanza sembra rimpicciolirsi sotto la sua presenza del suo Mantello. Sentite quasi il crepitio della fiamma provenire dalla sua figura, e piccole fiammette gli danzano tra le orecchie. "Ora che c’è un nuovo perduto, non è saggio che i nuovi del Libero Dominio restino da soli. Non è di buon esempio, e dovete farvi valere come tutti gli altri a Newcastle. È per questo che vi ho convocati."

Elisa incrocia le braccia e aggiunge, più fredda: "Meglio che impariate a conoscervi subito. Non tutti qui sono gentili come il sire." Ma il suo tono non è ostile, solo diretto. Steven annuisce, l’aria piena di autorità: "Capisco che non vi leghi nulla, che non abbiate amicizie ancora, ma è utile che vi mettiate insieme come cricca. Ogni persona rispettabile nel Dominio fa parte di una cricca, perché solo così si cresce e si sopravvive."

Fa un respiro profondo e punta lo sguardo sui perduti uno ad uno: "L’unico motivo per cui abbiamo aspettato è che siete freschi freschi… ma ora non lo siete più. È ora che diate un po’ di sano contributo alla Missione di Newcastle." La parola “Missione” ha l'enfasi di un proiettile. Sapete già tutti che la Corte dell'Estate è quella che più pronta alla guerra contro Arcadia. Oak non è da meno. Poi sorride, più paterno: "Non vi spingerò, non vi farò correre… ma non è saggio aspettare troppo." Poi lancia uno sguardo contro Taiga. "Già è tanto che abbiamo tollerato che qualcuno di voi non abbia ancora posto in una corte. Ora è il momento di essere utili."

Elisa Perry scivola di lato, indicando la sala d’attesa: "Spostiamoci di qui, così vi spieghiamo meglio". Il re fa un gesto con la mano, invitando i perduti a muoversi prima di lui.

Off game @Ipergigio e @Voignar

Vi lascio in spoiler la descrizione della stanza in cui vi trovate, l'ho già descritta per Mezzanotte e theraimbownerd.

L’ufficio della Corte è stranamente vuoto quando entrate, silenzioso tranne il ronzio sommesso dei condizionatori, che sono a palla. La reception non ospita nessuno al momento. A sinistra, la sala d’attesa appare pronta a ricevere ospiti e riunioni, con poltrone consumate e tavolini pieni di riviste impolverate. A destra si aprono i corridoi dei diplomatici, stanze anonime ma ordinate, dove i membri della Corte svolgono i loro compiti quotidiani. I vasi di fiori e piante sono ovunque. E nonostante il freddo dei condizionatori, giurereste quasi che il sole sia nella stanza, visto che questo è il suo dominio. L’aria è carica dell’odore dei fiori appena sbocciati.

Accanto alla reception, la scala per il piano superiore porta a degli alloggi. Li ricordate dal vostro periodo "di prova", subito dopo la fuga dalla Prigionia. Stanze spoglie ma funzionali, quasi quelle di un monastero. O di una prigione.

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Taiga Anzau, Figlia dei Glicini (con Aaron Young, Lyam O’Doherty, Manuel Vega)

Incasso la frecciata del re d'estate senza ribattere e mi lascio condurre.

Ma penso che siano dei pazzi.

Perché solo dei folli potrebbero pensare di muovere guerra alla nobiltà di Arcadia e sperare di vincere.

Aaron Young

Guardo Elisa quando arriva, sorpreso come sempre. Una figura come lei è l' ultima che ti aspetteresti di trovare nella corte dell' Estate. Quando entra in una stanza la temperatura si abbassa di dieci gradi, è tutto l' opposto del suo sovrano. Eppure, allo stesso tempo non riuscirei a vederla da nessun' altra parte. L' Estate, a quanto mi hanno spiegato, è la corte dell' ira, e quella è una donna che mi dà l' idea di essere costantemente inc*zzata col mondo.

Il re d' altro canto sembra simpatico. Quasi mi fa pena con le sue velleità eroiche. Mi ricorda un po' me all' inizio della mia prigionia. Tante buone intenzioni, speranza e voglia di cambiamento. Credo abbia riconosciuto in me uno spirito affine quando ha cercato di convincermi a unire alla corte dell' Estate.

Ma quell' Aaron Young è morto e sepolto nelle foreste di Arcadia, insieme alle ossa delle migliaia di guerrieri che mi hanno seguito nella mia patetica "rivoluzione".

Rimango un po' sorpreso dalla loro richiesta di unirci in una Cricca. Certo, siamo i nuovi arrivati a Newcastle ma...basta davvero questo per renderci una Cricca? Da come ce le avevano descritte me l' aspettavo una cosa più...profonda. Non riesco completamente a nascondere il disappunto sul mio viso.

Mi avvio verso la porta che ci indica Elisa, immerso nei miei pensieri, facendo giusto un leggero cenno di assenso. Chissà come il re pensa che ci potremo rendere utili...

Lyam

Come sempre quando sono in presenza di estranei, il mio primo impulso è quello di rintanarmi in un angolino e rimanere lì, gareggiando col muro a chi sta più fermo (nella corte vincevo quasi sempre io, ma credo qui i miei unici avversari sarebbero dei mattoni, spero)

Non mi sfugge che alcune risposte siano un po’ più evasive del dovuto, perfino per dei Perduti, ma non me la sento di indagare

È la “proposta” del Re che mi fa quasi saltare per aria; che esistessero delle cricche lo sapevo, ma non avevo idea che fosse obbligatorio farvi parte

Senza una parola, seguo il gruppo, focalizzando però l’attenzione più su Elisa che sul Re; mi dà l’idea che il grosso delle informazioni passino per le sue mani, quindi una sua conoscenza potrebbe essere di grande aiuto

Manuel Vega

Non c'è dubbio che Steven Oak sia il Re d'Estate. Per un attimo mentre avanza verso di noi e continua a rivolgerci la parola, un intenso calore sembra aviluppare tutta la stanza ed io posso sentire su di me tutto il suo carisma assieme al peso della sua autorità.

Sotto invito della sua attendente Elisa e con il permesso di Sua Maestà i miei compagni ed io ci avviamo per primi. Non ho ancora idea di cosa voglia da noi Sua Maestà, ma pare che c'entri qualcosa un nuovo Perduto.

Modificato da Ipergigio

  • Autore

Corte dei Changeling

Il sovrano osserva il gruppo mentre vi muovete verso la sala indicata da Elisa. Il suo sorriso non è derisorio, ma paziente, quasi divertito dalle vostre reazioni. Solleva una mano, fermandovi un momento prima che la conversazione si disperda del tutto.

"Calma," dice con tono bonario. "Non ho detto che dovete formare subito una cricca. Non nel senso legale del termine." Fa un gesto vago con la mano, come a indicare qualcosa di più grande di voi. "Un giuramento di cricca è un legame permanente. Non è una cosa che si fa per scherzo o per convenienza del momento."

Il suo sguardo passa da uno all’altro di voi. "Ma è importante che iniziate a pensarci. E per pensarci davvero… non c’è modo migliore che conoscersi mentre si fa qualcosa di utile per la comunità."

A quel punto fa mezzo passo indietro e inclina la testa verso Elisa. "Ti lascio la parola."

Elisa Perry sospira appena, come se fosse abituata a prendere in mano le parti meno piacevoli della conversazione. Incrocia le braccia, lo sguardo affilato che scorre su di voi. "C’è uno stereotipo sulla Corte dell’Estate," dice secca. "Che siamo sempre in guerra." Fa una breve pausa. Il sovrano ruota visivamente gli occhi di fronte alla sua drammaticità sterotipata. "Non è vero." I suoi occhi si stringono leggermente. "La differenza è che noi siamo sempre pronti alla guerra. Gli altri preferiscono fingere che non esista finché non è troppo tardi.". Il sovrano annuisce dietro di lei, ma sembra quasi una presa in giro. Elisa continua: "Gli Altri sono sempre in agguato. E quando qualcosa succede… raramente abbiamo tutte le informazioni. A volte è collegato ai Fatati. A volte no."

Fa scivolare lo sguardo verso la porta, come se già stesse pensando alla città là fuori. "Per esempio," dice, "nel quartiere di Lockham alcune persone sono scomparse.” La sua voce rimane piatta, professionale. "Ordinaria amministrazione da quelle parti. È, perdonatemi, davvero un cesso di posto. Ma potrebbe non essere ordinaria amministrazione. Abbiamo un contatto umano lì. Una persona che sa giusto abbastanza di noi e che ogni tanto ci passa informazioni. Ovviamente, non ci sta rispondendo al telefono, ma con lui è normale."

Alza appena le spalle. “Probabilmente non è niente." Poi vi guarda di nuovo, uno per uno. "Ma sapete come funziona." Un'altra pausa. "Non è niente… finché non diventa qualcosa."

Il sovrano decide che è l'ora della fine del teatrino. "Be', in sintesi. La vostra prova è di andare a capire di più. Vi diamo l'info del contatto, se non è niente è tutto tranquillo, se è qualcosa vi date da fare."

Aaron Young

Si, il sovrano mi sta decisamente simpatico. Elisa si prende troppo, troppo sul serio. E onestamente tutta la distinzione tra essere in guerra e essere pronti alla guerra non me la bevo per niente. Prepararsi a una guerra fomenta lo spirito battagliero come nient'altro. Nessuno vuole sedersi su arsenali inutili. Nel momento in cui hai una pila di armi, la prima cosa che cerchi è una scusa per usarle.

Anche per questo sono...alquanto sorpreso dal compito che ci hanno dato. Sorprendentemente ordinario per la corte dell' Estate. Oserei dire pacifico. Ovviamente quanto effettivamente sarà tranquillo questo compito dipende tutto dalla nostra fortuna.

Il che vuol dire che probabilmente sarà un disastro.

Sapete dirci qualcosa anche sulle persone scomparse? Chiedo, non tanto per curiosità quanto per senso del dovere. Il modo in cui Elisa ha liquidato gli abitanti del quartiere non mi fa esattamente sentire a mio agio.

Master

Master, cosa so di quel quartiere esattamente?

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