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Dragons´ Lair

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Cap. 2.1 - Il ritorno di Kai

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DM

Gggg

Mara Lusk ti stringe le mani per un lungo momento, gli occhi lucidi ma ora con una scintilla di determinazione che non aveva prima. Quando le parli con tono rassicurante, annuendo piano, sussurra:

"Grazie, padre Kai. Sarò forte per loro"

I bambini ti guardano con occhi grandi, e il più piccolo ti porge un abbraccio veloce prima che tu esca. La porta si chiude alle tue spalle con un cigolio stanco, ma dentro quella baracca il freddo sembra un po’ meno crudele.

La neve continua a cadere leggera, coprendo le strade di un velo bianco che nasconde il fango e i rifiuti. Cammini verso il molo nord, lungo il sentiero che costeggia il lago inquinato. L’odore di pesce marcio e alghe stagnanti si mescola al gelo, e il vento ti taglia il viso. La baracca della famiglia Thorne è un po’ più grande di quella di Mara, ma altrettanto malridotta: legno annerito dal tempo, un piccolo orto coperto di neve, e un camino che emette un fumo debole e grigio. Bussi alla porta. Dopo un momento, apre un uomo robusto ma claudicante: Brok Thorne, minatore inabile per un incidente alla gamba sinistra anni fa. Ha la barba folta e striata di grigio, occhi stanchi ma non sconfitti. Dietro di lui, sua moglie Elara e tre figli adolescenti (due maschi e una femmina, tra i 14 e i 17 anni) si affacciano con diffidenza. Quando vedono le coperte e i cesti, e soprattutto il simbolo di Pelor sul tuo petto, la tensione si allenta leggermente.

Brok ti fa entrare. L’interno è freddo ma ordinato: un tavolo con attrezzi da riparazione, un letto condiviso, e un fuoco morente. La famiglia si riunisce intorno al tavolo mentre distribuisci le coperte (due per loro) e il cibo rimasto (sufficiente per 5-6 pasti). Elara abbraccia una coperta al petto come fosse un tesoro, e uno dei figli adolescenti sussurra un timido "grazie"

Quando spieghi il motivo della tua visita, alleviare le sofferenze, affrontare Gorrak, portare giustizia, Brok si siede pesantemente, la gamba zoppa allungata davanti a sé.

"Gorrak.. quel bastardo. È venuto due settimane fa. Ha detto che il debito di mio padre, morto cinque anni fa sotto un crollo, era ancora aperto. 78 monete d’oro, con interessi che crescono come erbacce. Ha preso i nostri attrezzi da minatore, un sacco di patate e l’ultima gallina. Non abbiamo mai visto un conto scritto, solo un foglio che ho firmato con una croce perché non so leggere. Ogni volta che torna aggiunge 5-10 monete..per ritardo”

Fa una pausa, stringendo i pugni.

"Il registro nero lo porta sempre con sé. Lo apre per farci vedere il nostro nome scritto in rosso, il totale che sale. Non lo lascia mai in mano a nessuno, lo tiene legato alla cintura, dentro una tasca interna della giacca. Ha minacciato di portarci via i ragazzi per lavorare nelle miniere se non paghiamo. Abbiamo paura, padre."

Le cose che ti dicono solo le stesse di Mara Lusk, il suo modus operandi è sempre lo stesso. La famiglia ti ringrazia ancora per le coperte e il cibo. Uno dei figli adolescenti ti offre un piccolo coltello da intaglio (valore 2 mo) come segno di gratitudine: "È tutto quello che abbiamo, padre. Prendetelo."

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  • DM Gggg Mara Lusk ti stringe le mani per un lungo momento, gli occhi lucidi ma ora con una scintilla di determinazione che non aveva prima. Quando le parli con tono rassicurante, annuendo piano, sussu

Kai del tempio di Pelor

Ascolto la loro storia con attenzione e annuendo dico con tono calmo e fermo, come sempre. Farò di tutto per assicurare Gorrak alla giustizia ma ho bisogno di tutto il vostro aiuto. I suoi uomini potrebbero provare ad intimidirvi, siate coraggiosi e resistete alle pressioni. Vi prometto che riporterò la luce di Pelor in questo villaggio, non importa quanto siano dense le nuvole in cielo.

Mi alzo per uscire quando il ragazzo mi offre un coltello. Ti ringrazio per il regalo. Gli sorrido. Ma non posso accettarlo. Questo è più utile qui. Impara bene come si usa e fanne un lavoro dignitoso, non andrai nelle miniere.

Aprendo la porta aggiungo. Al nostro prossimo incontro ti porterò un pezzo di legno da intagliare per me. Ci vediamo presto!


Se possibile vorrei fare un salto al tempio per chiedere a padre Haneserus se le dichiarazioni scritte e controfirmate da lui possono avere un qualche valore legale nel processo che verrà. In quel caso lo porto con me da entrambe le famiglie per fargli ripetere quello che mi hanno detto, trascriverlo e farlo firmare sia dai testimoni che dal chierico di St. Cuthbert come autenticatore.

Se questo passaggio non ha alcun valore nel sistema legale lo salto direttamente.

Nel caso al ritorno dai Thorne porto con me un pezzo di legno da intaglio e chiedo al ragazzo di farne una statuina di Pelor.

Sempre che questo passaggio abbia senso passo con cibo e coperte anche da tutte le altre famiglie che sono state nominate. Vedova Kael, i fratelli Dunn.

Sbrigata la faccenda vado a trovare Gorrak a casa sua. Prima di palesarmi alla porta mi lancio Divine insight +9 ad un singolo tiro di abilità a scelta entro le prossime 4 ore.

  • Autore

DM

Brok Thorne ti guarda con occhi lucidi mentre parli con calma e fermezza. La famiglia intera ti ascolta in silenzio, annuendo piano. Quando finisci con la promessa di riportare la luce di Pelor, Elara sussurra un "Grazie, padre, che il Sole vi protegga". I figli adolescenti ti fissano con un misto di stupore e gratitudine. Il ragazzo (il maggiore, si chiama Toren) ti porge il coltello da intaglio con mani tremanti. Quando lo rifiuti gentilmente e gli dici di tenerlo per un lavoro dignitoso, il ragazzo abbassa lo sguardo, ma un piccolo sorriso gli increspa le labbra. "Lo farò, padre. Non andrò nelle miniere."

Mentre apri la porta, aggiungi la promessa del pezzo di legno. Toren annuisce con entusiasmo: "Lo aspetto, padre. Farò una statuina bella, per Pelor."

Esci e subito percepisci il freddo che morde attraverso l'armatura. Prima di procedere, fai ritorno al Tempio di St. Cuthbert, circa 20 minuti a piedi. Haneserus ti accoglie nella stessa sala laterale. Quando gli chiedi se dichiarazioni scritte, controfirmate da lui come chierico di St. Cuthbert, abbiano valore legale in un eventuale processo, risponde con precisione:

"In teoria sì, ma con limiti. Nel Codice Minerario di Lago Diamante, una testimonianza scritta e autenticata da un chierico di St. Cuthbert (o di altra fede riconosciuta) ha valore probatorio come “dichiarazione giurata sotto giuramento divino”. Non è vincolante come una sentenza, ma può essere usata in un tribunale esterno (tipo la Città Libera o Verbobonc) per avviare un'inchiesta formale contro Smenk. Qui a Lago Diamante, Lanod Neff la ignorerebbe… a meno che non ci siano prove schiaccianti e pressione da fuori. Se porti testimoni dalle famiglie e li fai firmare davanti a me, controfirmo come autenticatore. Il tempio terrà copia sigillata. Non è una garanzia di vittoria, ma è un passo legale solido e per Smenk sarà un fastidio."

Ti porge penna, calamaio e pergamena:

"Porta con te chi vuole parlare. Li farò firmare qui, con il sigillo del tempio. Fallo prima di affrontare Gorrak, se puoi."

Con le coperte e il cibo rimanente (ne hai ancora per 4-5 pasti), passi dalle altre famiglie nominate:

  • Vedova Kael (baracca isolata vicino al molo sud): donna anziana, sola, tosse cronica. Ti ringrazia con lacrime, conferma debito gonfiato da 25 a 58 mo. Nessun foglio scritto.

  • Fratelli Dunn (due fratelli, minatori disoccupati, baracca est): confermano stessa storia, cioè un debito ereditato, interessi folli, attrezzi presi. Hanno firmato un foglio con croce, ma Gorrak lo tiene. Stessa storia di sempre.

Tutte le famiglie ti implorano di fermare Gorrak. Hai ora 4 testimonianze verbali solide: Lusk, Thorne, Kael, Dunn.

Ti dirigi dunque verso la capanna di Gorrak. Nel tragitto la neve incomincia ad attaccarsi al terreno e lasci delle umpronte sul sentiero che porta verso la miniera nord-est. É isolato e buio. La capanna che cerchi si vede in lontananza: tetto di lamiera coperto di bianco, camino storto che emette fumo denso e un cane grosso legato fuori che abbaia furiosamente al tuo arrivo. Ti pare di notare due figure che si muovono dietro una finestra illuminata.

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