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Il Tempo dei Perduti

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Shage O'Might Bardo

Noto con divertito interesse come ciascuno si senta libero di esprimere il proprio pensiero, credo che sia un segno di chiarezza e libertà di idea che dona eterogeneità e completezza al gruppo... Se riuscissimo a comunicare telepaticamente sarebbe ancora meglio così da confrontarci in privato condividendo i rispettivi punti di vista.

Non posso che concordare con il mio sapiente amico, anche se il buonsenso e la cautela dei miei ben più pratici compagni non sarebbe saggio da ignorare.

Mastro Valerius, custode dei morti quindi... ripeto di scusare la diffidenza, ma vi prego di capire che abbiamo passato settimane dure più a contatto con goblin Worg e altre bestie peggiori che con persone di cui abbiamo potuto fidarci. Non ci aspettavamo di imbatterci in una missione tanto delicata, pensi che il gelo il periglio affrontato finora mi ha persino fatto valutare l'idea di abbandonare la mia carriera da avventuriero per cercare fortuna come venditore di bibite nell' assolato Calimshan, lontano dai rischi di una terra tanto selvaggia e pericolosa.

Akseli non ho idea di quale esame vorresti sottoporre il caro Valerius, spero niente di troppo invadente, io potrei affascinato se me lo consentisse...ma temo purtroppo di non essere il suo tipo.

In pratica, cavolate tante ma nessuna bugia, comunque,sono favorevole che si aggreghi visto che ci manca un supporto contro i non morti, se Akseli ha qualche incantesimo per verificare meglio sono favorevole alla tortura alla verifica magica. @Dardan post riempito.

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  • Monkey77
    Monkey77

    Shage O'Might Bardo Mal'ek, non ti posso lasciare solo, ad arrampicarsi saranno di certo semplici goblin, ma dal basso irromperanno I worg! Gia I semplici lupi agiscono di squadra, figuriamoci quelle

  • Un silenzio carico di adrenalina e fiato congelato unisce il gruppo sulla sporgenza... gli sguardi si incrociano rapidi nel buio e la determinazione caccia via la paura mentre le parole di Akseli deli

  • Shage O'Might - Bardo https://www.myth-weavers.com/sheets/?id=3049329 Non me la sento di mandare il grosso Goliath da solo, sebbene sappia badare a sé stesso. Akseli, vai con Ugo e tieni le sacerdotes

Erik(a)

Riflettendo, se lo lasciassimo qui e lui fosse dalla parte del vuoto avrebbe agito a riprendere il medaglione, se con noi lo possiamo tenere sotto osservazione e controllo.

Ma si. In fondo un cavallo in più vuol dire anche più materiale e cibo che possiamo portare... E se fosse malintenzionato non agirebbe da persona sospetta. Sorrido e lo fisso negli occhi. Più che da negromante si sarebbe presentato come novizio o come pellegrino. Per cui non ho obiezioni. Ma rimango guardinga.o

Rimane il fatto che ha capito dove vogliamo andare soltanto guardando di sfuggita quella sorta di mappa...

  • Autore

Valerius incassa le parole di Erik con la fermezza di un blocco di marmo, senza che un solo muscolo del viso tradisca irritazione. Ascolta l'intervento logorroico di Shage e la proposta accademica di Akseli, per poi attendere che il silenzio cali nuovamente nella biblioteca prima di prendere la parola. Il suo sguardo si sposta prima sul guerriero, poi sul mago.

Nessuna insinuazione, mastro Erik, solo pura e semplice deduzione, risponde il necromante, mantenendo la voce su un tono pacato ma tagliente. Non ho bisogno di conoscere la vostra destinazione esatta per sapere che le nostre strade coincidono. Avete davanti a voi le mappe di questa specifica regione delle Valli e un frammento che pulsa di un'energia planare legata alla decomposizione. A meno che non stiate usando quelle carte come ornamenti per il tavolo, vi state dirigendo verso le aree selvagge a nord-ovest, verso le gole circostanti, gli unici luoghi in questo quadrante che possiedono l'isolamento necessario a nascondere ciò che ha generato quel pezzo di pergamena. Non è veggenza, è solo saper leggere i segni che lasciate esposti.

Si volge poi verso Akseli, raddrizzando leggermente la schiena. La menzione di incantesimi di controllo non sembra spaventarlo, anzi, sembra quasi trovarla una procedura burocratica necessaria.

Accetto la vostra pragmatica proposta, sapiente Akseli. Un esame magico è una richiesta legittima da parte di chi deve proteggere un segreto. Se possedete una magia in grado di sondare le mie intenzioni o la mia fedeltà alla parola data, lanciatela pure. La mia mente non è una fortezza che nasconde complotti contro di voi. Sono qui per i morti e per la conoscenza, non per i vostri affanni vivi.

Valerius fa un piccolo cenno verso Shage, un movimento quasi impercettibile del capo che riconosce l'ironia del bardo.

E state tranquillo, mastro Shage, non prenderò la vostra diffidenza come un insulto personale. Ho visto abbastanza mercenari a Westgate per sapere che chi sopravvive a settimane di cammino nele terre selvagge non regala sorrisi al primo che incontra, né scambia questa terra per le spiagge del Calimshan. Ma come ha giustamente concluso il vostro compagno in armatura... i suoi occhi tornano a fissare Erik, stavolta con una sfumatura di fredda approvazione ...un traditore non vi avrebbe approcciato mostrando un testo di necromanzia alla luce del sole, né si sarebbe offerto di camminare sotto la vostra costante vigilanza. Se devo essere il vostro prigioniero sorvegliato o il vostro alleato di convenienza lungo il sentiero, per me fa poca differenza. Ciò che conta è che domani entrambi muoveremo i nostri passi verso la stessa direzione.

Il necromante fa un passo di lato, attendendo che Akseli compia il suo incantesimo di fronte al gruppo, sigillando così l'accordo.

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Akseli

"Perdonami Valerius" alzandomi in piedi, porgendo la mano in segno di scuse e chinando il capo "questo era solo un test: se avessi rifiutato di sottoporti all'incanto avrei avuto di che dubitare della tua buona fede, mentre invece ti sei dimostrato aperto e mi hai dimostrato che ciò che dici è più che vero e non nascondi altri fini.. e l'hai anche dimostrato ai miei compagni"

La dico con costrizione nel volto, e malcelato rammarico.
Non sono avvezzo a questi mezzi per sondare le intenzioni altrui ma ha funzionato.

"Vale per me quanto detto prima, il nostro obiettivo è quel luogo, ti considero parte del gruppo e sono felice di condividere con te il viaggio"

Vaulath

Nonostante Valerius si sia dimostrato degno di fiducia, non apprezzo comunque l' idea di aggiungere altre persone al gruppo. Ma se gli altri sono convinti sarebbe uno spreco di tempo discutere la cosa. Tempo che non abbiamo. Quindi mi limito a fare un grugnito di assenso, prima di tornare alle mappe.

Shage O'Might Bardo

Incrocio le braccia al petto curioso di vedere quale incanto tira fuori Akseli dalla barb...dal cappello. Sono in trepidante attesa curioso di capire in che modo riesce a sondare la mente del custode di cripte.

La mia aspettativa era troppo alta e quando scopro che quello del mago era solo un bluff mi cascano le braccia lungo i fianchi per la sorpresa. Non mi aspettavo che quel barboso di Akseli fosse capace di ciò, ma dopotutto è un illusionista e in qualche modo anche il bluff è una specie di illusione.

Bene dico dopo essermi ripreso dalla sorpresa allora la partenza è decisa per domani, ora se non c'è altro vorrei riposare, visto che ultimamente ho passato più tempo in questa biblioteca piuttosto che a riposare nel letto. Vaulath per cortesia pensa tu al percorso migliore, sono troppo stanco per mettermi sulle mappe, buonanotte.

Modificato da Monkey77

  • Autore

Valerius guarda la mano tesa di Akseli per un lunghissimo istante. Sul suo volto non traspare rabbia per il bluff, bensì un freddo e metodico rispetto per l'astuzia del collega. Stringe la mano del mago con una presa ferma e asciutta, ricambiando il cenno del capo.

Un'illusione mentale degna della vostra scuola, sapiente Akseli. La prudenza non è mai troppa quando si cammina sui confini della tomba, commenta il necromante, la voce che riacquista il suo tono distaccato. Volta poi lo sguardo verso il grugnito di Vaulath e l'evidente stanchezza di Shage, mentre il bardo si congeda per la notte. Allora l'accordo è sigillato. Vi lascerò pianificare la rotta con mastro Vaulath. Ci sosterremo a vicenda lungo il sentiero. Vi auguro una notte di riposo senza ombre, signori. Ci vedremo all'alba nel cortile dell'Abbazia.

Con un ultimo, formale cenno del capo che include anche il Prelato, Valerius si stringe il pesante tomo sottobraccio e si allontana con passi silenziosi lungo i corridoi della biblioteca, scomparendo verso l'ala degli alloggi. Fratello Derim vi rivolge un sorriso stanco ma paterno, augurandovi la protezione di Chauntea prima di lasciarvi alle vostre mappe e al meritato riposo.

L'alba sorge fredda e plumbea sulle Valli, tingendo il cielo di un grigio nebbioso che promette ben poco calore. Nel cortile interno dell'Abbazia del Fascio Dorato, i cavalli sbuffano nuvole di vapore nell'aria frizzante della mattina, mentre gli ultimi bagagli e le razioni d'olio vengono assicurati alle selle.

Valerius vi attende già vicino al cancello principale. Indossa un pesante mantello da viaggio scuro sopra la sua tunica e tiene le redini di un robusto stallone nero. Ma non è solo.

Accanto a lui, immobile come una statua scolpita nel ferro, si trova un'imponente figura interamente rivestita da un'armatura completa d'acciaio brunito, oliata così alla perfezione da non emettere il minimo cigolio. Un grande elmo chiuso con la celata abbassata nasconde completamente il volto del guerriero; persino la sottile fessura per gli occhi è schermata dall'interno da un fitto velo di tessuto nero, rendendo impossibile scorgere i lineamenti di chi si trova là sotto. Dietro la schiena massiccia spicca l'elsa di un immenso spadone a due mani. La figura non si muove, non respira, non compie il minimo gesto spontaneo, rimanendo perfettamente ferma e silenziosa al fianco del necromante, quasi fosse un'estensione d'acciaio del suo stesso padrone.

Quando vi avvicinate, Valerius vi accoglie con un cenno misurato, posando una mano guantata sulla spalla della figura corazzata.

Buongiorno a voi, esordisce il necromante, la voce chiara nel silenzio del mattino. I preparativi sono ultimati. Permettetemi di presentarvi Gaius, il mio scudiero e guardia del corpo personale. Viaggia con me da Westgate. È un uomo di pochissime parole, ma la sua lama vi assicurerà che la nostra retroguardia rimanga al sicuro da brutte sorprese lungo il cammino. Se mastro Vaulath ha stabilito il sentiero migliore, per me possiamo metterci in marcia immediatamente.

I cavalli del gruppo scartano leggermente di lato, innervositi da una strana e impercettibile tensione che sembra emanare dal silenzioso Gaius, mentre il cancello dell'Abbazia si spalanca davanti a voi, rivelando la strada che vi porterà verso l'ignoto.

I successivi nove giorni di viaggio scorrono via in un silenzio teso, rotto solo dallo zoccolio dei cavalli e dal fischio del vento che si fa sempre più pungente man mano che vi lasciate alle spalle le terre protette dell'Abbazia. La vegetazione rigogliosa delle Valli cede lentamente il passo a una brughiera brulla ed estremamente aspra, dove speroni di roccia grigia tagliano il terreno come vecchi denti spezzati.

La convivenza con i nuovi compagni di viaggio, durante questa prolungata marcia, si rivela tanto efficiente quanto singolare. Valerius cavalca mantenendo un distacco accademico, intervenendo pochissimo e solo quando strettamente necessario. Ma è il suo scudiero, Gaius, a catalizzare i dubbi silenziosi del gruppo: durante tutte le soste notturne di questa settimana abbondante di viaggio, l'imponente guerriero corazzato è rimasto semplicemente in piedi, al limite della luce del campo. Non si siede mai. Non consuma una sola razione di cibo, né tocca una goccia d'acqua. Non ha mai sollevato la celata dell'elmo, rimanendo immobile come un guardiano di pietra a fissare l'oscurità con lo spadone piantato nel terreno, tenendo i cavalli in uno stato di costante e silenziosa allerta.

Al mattino del decimo giorno, il sentiero tracciato dalle vecchie mappe vi conduce finalmente davanti a un immenso crepaccio naturale che squarcia la terra per miglia. Le pareti di roccia scura scendono a picco nel vuoto, e sul fondo della gola si intravedono le prime strutture colossali delle antiche miniere abbandonate: ponti di pietra spezzati, ingressi fortificati parzialmente crollati e vecchie torri di guardia naniche ormai ridotte a scheletri di pietra.

Proprio all'imbocco del vecchio camminamento nanico che scende ripido a zig-zag verso il fondo, sorgeva un tempo un piccolo posto di blocco fortificato. L'accesso tuttavia si presenta ostruito: una massiccia frana di detriti e pesanti massi di granito ha travolto la prima rampa del sentiero, rendendo impossibile il passaggio dei cavalli e decisamente instabile la discesa a piedi.

Mentre valutate la situazione, dal buio della gola sottostante, coperto dalla fitta nebbia mattutina, giunge un suono sinistro. Un riverbero metallico, come il lento trascinarsi di catene o piastre di ferro contro la roccia, seguito da un sommesso e gutturale grugnito che riecheggia tra le pareti di pietra. I cavalli scartano bruscamente di lato, nitrendo nervosi e strattonando le redini.

Valerius smonta con calma dal suo stallone nero, lasciando andare le redini a terra. Stringe il suo pesante tomo sottobraccio, fissa per un istante l'oscurità della nebbia sottostante e si limita a dire poche parole con il suo consueto tono freddo.

Qualcosa sta risalendo...

Subito dopo il necromante torna in silenzio. Al suo fianco, Gaius compie un passo fluido in avanti: con un movimento secco e meccanico estrae l'imponente spadone a due mani dalla schiena e si posiziona di guardia davanti alla frana, immobile, rivolto verso il punto da cui proviene il rumore.

Il sentiero è bloccato dai massi instabili, i cavalli sono spaventati dal grugnito e qualcosa nell'oscurità della gola si sta muovendo verso di voi...

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Vaulath

Gaius non mi piace. C'è qualcosa di strano in quell' uomo, qualcosa di profondamente innaturale. Nessuno, per quanto ligio al dovere, può rifiutarsi di mangiare e bere così a lungo. Nessun essere vivente almeno. Mi premuro di evitarlo durante tutto il viaggio il più possibile, così come Valerius. Per fortuna mi rendono la cosa facile.

Quando arriviamo all' entrata delle antiche miniere troviamo una frana ad accoglierci. Questo sarebbe già di per sé un problema, ma prima ancora che possiamo pensare a risolverlo ne arriva un' altro, sconosciuto e probabilmente peggiore. La terra trema, e io scendo da cavallo, ascia in pugno e scudo alzato, pronto ad affrontare qualsiasi cosa minacci me e i miei compagni.

Erik(a)

Per tutto il viaggio osservo Valerius e Gaius. E una ipotesi molto poco piacevole si forma e rafforza nella mia mente. Parlarne con Akseli e Shage temo non servirà a nulla, sono letteralmente incantati da Valerius, ma forse Vaulath...

Mi accosto col cavallo a lui, non voglio che gli altri mi sentano. Ho un dubbio, o meglio un sospetto, e con qualcuno ne devo pur parlare. Gaius... lo scudiero di un necromante, uno scudiero che non mostra il viso, non mangia, non beve e non dorme... che sia un non morto? Di sicuro saranno affidabili fino alla loro destinazione, ma poi?

Giungiamo a una frana, e qualcosa non perde tempo a venire a darci il benvenuto. Gaius si para innanzi pronto al combattimento.

Smonto anch'io da cavallo, ma resto più indietro.

Akseli

Viaggio scomodo, e quando mai.
Gelo, freddo, vento, neve. Faccio fatica ogni giorno.
I miei compagni non faticano come me, ovviamente, l'unico mio conforto sta dei dialoghi sporadici che ho con Valerius e giunti alla fine del nostro percorso sono più disteso nei suoi confronti di quando siamo partiti.

Non bado agli sguardi dubbiosi, li capisco e lascio che il tempo faccia il suo corso.

"Cosa percepite?" chiedo a Valerius e a tutti i miei compagni, quando tutti udiamo quel rumore provenire dal basso

Shage O'Might Bardo

Seppur non ostile alla presenza di un quinto membro, rimango sorpreso dala presenza di Gaius, presenza,seppur silenziosa ,fin troppo ingombrante.

Nonostante ciò, mentre Akseli discute appassionatamente su barbosi argomenti accademici di magia,tra una lementela per il freddo e una per la durezza della sella, provi a fare conoscenza con il silenzioso guerriero.

La cosa più sconvolgente e irritante non è che non mangi non beva o non dorma...quelle sono scelte personali...ma bensì che resti impassibile alle mie barzellette.

Ho affiancato il mio cavallo al suo per 2 lunghe ore sfoggiando il mio repertorio dalle più argute e raffinate a quelle scandalose e piccanti senza riuscire a fare Voltaren neanche una volta il suo elmo nella mia direzione.

La qual'cosa è piuttosto demoralizzante.

Se non è non morto e di certo morto dentro.

Una serie di rumori ci accoglie dinnanzi alla frana, Gaius ed Erika si posizionano in difesa.

Inizio allora un arringa mirata su Erika, tanto se Gaius non capisce le mie battute non capirà nemmeno i miei incoraggiamenti.

Desti! Desti cavalieri del Cormyr , qualunque cosa sbuchi fuori voi non dovete retrocedere, siete i cavalieri del Cormyr...forza!

Mi posiziono dietro Erika pronto a dare il mio supporto,in un modo o nell'altro.

Ispirare coraggio+1 tpc,danni ts. Si ...è scopiazzato dal signore degli anelli...

Modificato da Monkey77

  • Autore

La voce squillante di Shage risuona contro le pareti di pietra della gola, rompendo il silenzio oppressivo del mattino. Le parole del bardo e la melodia intessuta di magia si diffondono rapidamente nell'aria gelida, infondendo un calore quasi artificiale nei vostri muscoli e raddrizzando la vostra determinazione. È un debole argine contro l'atmosfera spettrale di questo luogo dimenticato da tutti: qui il freddo non è solo meteorologico, ma sembra trasudare dalle viscere stesse del granito, un gelo antico che si infila fin sotto le armature e spegne persino l'odore dei cavalli, che continuano a scalpitare guardinghi e terrorizzati nelle retrovie.

Alle spalle di Erik, persino l'imponente sagoma di Gaius sembra reagire impercettibilmente all'arringa , la presa guantata d'acciaio sull'impugnatura dello spadone a due mani si stringe con un suono secco, e l'arma viene sollevata di qualche centimetro, pronta a tranciare l'aria. Valerius, al suo fianco, arretra di un passo con la mano che scivola rapida verso una borsa di componenti d'incantesimo, stringendo il tomo al petto con gli occhi fissi sulla nebbia lattiginosa che riempie il dirupo.

Un istante dopo, il rumore metallico e ritmico che avevate udito si rivela per quello che è: il secco, frenetico e viscerale picchiettare di striduli artigli chitinosi che artigliano rabbiosamente la parete verticale del dirupo. La nebbia grigiastra si squarcia di colpo e due enormi, ribollenti sagome multi-zampe sbucano arrampicandosi agilmente lungo la roccia a picco, per poi portarsi sul sentiero davanti a voi con un tonfo pesante che fa tremare il pietrisco.

Sono due Ragni Mostruosi Giganti, grossi quanto cavalli, le cui zampe pelose e uncinate fanno presa sulla roccia con precisione millimetrica. I loro corpi nani, lucidi e rigidi sono coperti da una peluria grigiastra adatta al clima rigido della gola, e i loro grappoli di occhi vitrei brillano sinistramente nella penombra, riflettendo il debole barlume delle vostre lanterne. Dalle loro bocche dotate di massicci cheliceri gocciola un veleno acido e nerastro, che sibila e fuma a contatto con la neve sporca.

Non appena i due immensi predatori completano la scalata e avvertono le vibrazioni dei vivi, sollevano la parte anteriore del corpo ed emettono un sibilo acuto e stridente che echeggia lugubre contro le pareti rocciose, un suono che fa accapponare la pelle. Il primo dei due solleva l'addome fremente, pronto a scagliare una fitta rete di ragnatela appiccicosa per bloccare la vostra avanguardia, mentre il secondo si flette sulle zampe posteriori, pronto a balzare dritto contro la vostra linea difensiva.

Gaius compie un movimento fluido e interamente meccanico, sollevando lo spadone sopra la testa e posizionandosi davanti alla frana per intercettare l'impatto della prima bestia, mentre Valerius inizia a intonare sottovoce le formule di un incantesimo...

@ Tutti

A voi.

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Shage O'Might Bardo

Sono solo degli insetti troppo cresciuti! Schiacciateli! 🎶

Dopo le incitazioni continuo con una melodia incoraggiante di sottofondo mentre intorno la mia voce con la magia contenuta in una delle mie pergamene arcane.

Un dardo incantato, semplice ma infallibile energia magica, saetta dalle spalle dei miei compagni facendo i suoi piccoli ma precoci danni.

Il riuscire a ferire il nemico per primi è importante per il morale del gruppo.

Ispirazione boost porta il bonus ispirare coraggio a+2.( Azione gratuita)

Melodic casting mi permette di usare pergamene e bacchette mentre uso musica bardica.

Dardo incantato da pergamena 1d4+1 da forza sul Ragno più vicino.

Vaulath

Due ragni giganti ci si parano davanti. Predatori naturali, ma non per questo meno pericolosi. Posso solo sperare che decidano di ritirarsi per tempo. Si renderanno conto presto di aver scelto una preda troppo coriacea per loro. In un attimo, la mia forma passa da quella di un Goliath a quella di una pantera gigante. Ormai sono grosso quanto uno di quei ragni, e mi getto su quello più vicino, fauci spalancate, per provare a spezzargli le zampe con la forza delle mie potenti mandibole.

master

Carico il ragno più vicino, +14 tpc, 1d8+16 danni. Con la carica la mia CA attuale è 9

Erik(a)

Ragni.. in confronto a ciò che abbiamo affrontato fin'ora potrebbero essere una passeggiata.

Rinsaldo la presa sulla mia ama e rimango sulla difensiva, se uno di quei cosi dovesse saltare qui in mezzo... preferisco esserci. Se invece attaccano Valiuath avrò modo per caricarli e a dargli supporto.

Modificato da Albedo

Akseli

"Alzati in volo, non voglio che tu corra pericoli" con un gesto della mano indico un'altura e lascio che Torvveisallen si libri in volo per cercare riparo sicuro.

Mi porto rapidamente indietro di qualche passo, posizionandomi dietro la linea formata da Gaius, Erika e Vaulath. Il mio sguardo sfiora per un istante la figura corazzata di Gaius. Dopo le conversazioni di questi giorni con Valerius, so perfettamente cosa si nasconde sotto quella corazza. Eppure, in questo momento, quella presenza silenziosa e implacabile è un vantaggio tattico

Poi alzo la bacchetta magica e ne faccio fuoriuscire il potere, l'unica mia mossa sensata al momento

azioni

Mi sposto dietro i "grossi" del gruppo

Lancio dardo incantato

  • Autore

La melodia di Shage subisce un'improvvisa impennata di vigore, vibrando nell'aria gelida delle gole e riscaldandovi il sangue come un sorso di liquore forte. Il boost impresso dal bardo raddoppia l'effetto della sua arringa, cancellando ogni traccia di esitazione dai vostri cuori proprio mentre la magia inizia a saettare dalle retrovie.

Dalle dita di Shage e dalla bacchetta tesa di Akseli, che nel frattempo si è messo al sicuro dietro la linea difensiva mentre il corvo Torvveisallen prende quota tra le nebbie, scattano due dardi di pura energia magica azzurrina. I dardi solcano lo spazio sibilando e impattano con precisione infallibile contro il carapace del ragno più vicino, frantumando la chitina nera e provocando una pioggia di umori scuri e spruzzi di veleno acido sulla neve.

Prima che la bestia ferita possa riprendersi o scagliare la sua ragnatela, la terra trema sotto il peso di un nuovo e letale predatore. I muscoli da Goliath di Vaulath si flettono e si espandono in un battito di ciglia, mutando i suoi tratti in quelli di un'imponente e massiccia pantera gigante. Con un balzo prodigioso, il druido si scaglia in avanti caricando il ragno mutilato dai dardi magici: le sue possenti mandibole si serrano attorno a una delle giunture principali della creatura con una forza spaventosa, spezzandone le zampe anteriori e schiacciandone il torace contro la roccia in un raccapricciante scricchiolio. Il primo ragno crolla a terra, agonizzante e immobile, quasi completamente polverizzato dall'assalto combinato.

Il secondo predatore gigante, vedendo il compagno abbattuto in pochi istanti, emette un sibilo di pura furia territoriale e scatta in avanti. Sfruttando la guardia completamente abbassata di Vaulath dopo l'impeto della carica, il mostro ravvicina le distanze e affonda fulmineo i suoi massicci cheliceri nella spalla della pantera gigante. I denti aguzzi penetrano la spessa pelliccia e inoculando un denso liquido nerastro nella ferita. Il veleno brucia sotto i muscoli del druido per un brevissimo istante, ma la robusta costituzione goliath e la magia della musica di Shage reagiscono immediatamente: la pantera scuote la criniera con un ruggito fiero, neutralizzando completamente la tossina prima che possa fiaccare la sua eccezionale forza.

@ Vaulath

Subisci 6 danni , Ts contro veleno riuscito , nessun effetto.

Un istante dopo, lo scontro ravvicinato viene interrotto dalla linea difensiva. Erik mantiene i nervi saldi in posizione totale di blocco, pronta a fare da scudo se la bestia dovesse scavalcare l'avanguardia. Quell'avanguardia trova però un ostacolo insormontabile nella figura di Gaius.

Lo scudiero corazzato compie due passi pesanti in avanti, intercettando la linea del ragno superstite; lo spadone a due mani cala dall'alto con un fendente preciso, sibilando nell'aria gelida e aprendo uno squarcio profondo nel fianco della bestia che la costringe a staccarsi dal druido. Dalle retrovie, intanto, Valerius completa il suo incantesimo scagliando un raggio di energia oscura che va a corrodere la carne e a indebolire le zampe del mostro rimasto.

l primo ragno è morto e il secondo è gravemente ferito, ma proprio mentre vi preparate a sferrare il colpo di grazia, un tremito ben più violento scuote il bordo della frana. Dalle profondità della gola giunge un rumore sordo, massiccio, come se l'intera parete di roccia venisse presa a martellate.

e poco dopo una mostruosità di proporzioni agghiaccianti scavalca il ciglio del crepaccio, oscurando la poca luce del mattino . è un ragno mostruoso di taglia Enorme, grande quasi tre volte quelli appena affrontati. Il suo addome rigonfio e pezzato di un rosso viscerale pulsa ritmicamente, e le sue zampe, spesse come tronchi d'albero e ricoperte di aculei duri come chiodi da assedio, frantumano la pietra calpestata. I suoi cheliceri, lunghi quanto spade corte, battono tra loro producendo un suono secco e agghiacciante mentre i suoi otto occhi vitrei si focalizzano immediatamente sulla pantera di Vaulath e sulla figura corazzata di Gaius.

@ Tutti

A voi .

@Albedo @Fezza @Monkey77 @Theraimbownerd

Vaulath

Una preda molto più grande di quella che ho appena ucciso mi si para davanti. Un ragno così immenso che anche la mia forma da combattimento sembra piccola a confronto. Questa...questa è una caccia degna di me! Carico con un ruggito il ragno più grande, ignorando completamente quello ferito. Ci penseranno i miei compagni a ucciderlo. Le mie zanne sono riservate a una preda ben più pericolosa, mentre salto sul suo largo addome per provare a spargere le sue viscere sul terreno roccioso. Poi, con incredibile fluidità, atterro su due gambe, di nuovo in forma Goliath, scudo in mano per resistere meglio all' inevitabile contrattacco.

Master

Mi muovo vicino a lui, Tpc +12 Danni 1d8+16, poi swift action per tornare in forma normale e avere CA 13. Ah, come reminder, finché sono in ira il mio ts tempra è +11

Modificato da Theraimbownerd

Akseli

Il ragno Enorme è una visione da incubo e l’addome che pulsa di un rosso viscerale mi fa stringere i denti.
Mi concentro, alzo la mano libera e pronunciò le parole di potere con voce ferma, nonostante il freddo che mi penetra le ossa: "polvere Luccicante!"
Una nuvola di particelle dorate e scintillanti esplode improvvisamente attorno al ragno mostruoso, avvolgendolo in una pioggia di luce abbagliante. La polvere si attacca alla chitina, agli occhi e alle zampe, cercando di accecarlo e di renderlo un bersaglio impossibile da mancare.

"Ora! Colpitelo mentre è in questo stato!" grido ai compagni, indietreggiando ancora di un passo e tenendo pronto il bastone per il prossimo supporto.

Azioni

Lancio polvere luccicante verso l'alto, cercando di non colpire i miei compagni, eventualmente faccio anche un passo indietro per evitare il danno collaterale.

TS volontà CD 16

Per 4 round, se passa, il ragno è cieco

Shage O'Might Bardo

Perdindirindina! È grosso!

A malincuore estraggo la pergamena più potente ( e costosa) che posseggo, rimpiangendo di non aver fatto acquisti al monastero. Ma dopotutto che altro potrei fare, caricare con la spada? Meglio lasciar fare a chi sa combattere per davvero.

Senza interrompere il mio canto attivo il potere della pergamena e un raggio rovente scaturisce per magia verso il gigantesco, anzi enorme, ragno dorato per la polverosa magia di Akseli.

È talmente grosso e luccicante che se lo manco mi do alla politica.

Raggio rovente+6 contatto a distanza 4d6+2 da fuoco.

Modificato da Monkey77

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