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[00] LA SCOMPARSA DI KATRINA

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@Kaiji

Le tue dita si muovono nel vuoto del vicolo, ma nel Cyberspazio stanno tessendo la realtà. Ogni movimento della tua mano lascia una scia luminosa, stringhe di codice verde neon che restano sospese nel nero digitale per un istante prima di essere compilate dal tuo deck.

"Scudo..." Il comando viene eseguito alla velocità del pensiero. Mentre il Prisma ruota e allinea le sue facce specchiate per colpirti con una procedura di attacco (sword), attorno al tuo avatar si materializza una sfera traslucida. È un reticolo di esagoni dorati, pulsante e denso come miele. Il raggio di scansione del Prisma colpisce il tuo Scudo. Invece di bruciarti, il raggio si infrange in mille scintille inoffensive, scivolando via sulla superficie curva della tua barriera. Sei protetta. E grazie alle tue doti di hackeraggio avanzate sei invisibile al suo occhio distruttivo.

"Worm..." Ora che sei al sicuro, passi all'attacco. Ma non è un attacco di forza bruta. Dalla punta delle tue dita digitali non parte un proiettile, ma una goccia. È un virus, un Worm. Appare come mercurio liquido, argento vivo che sfida la gravità.

Con un gesto fluido, lanci il parassita verso la crepa statica aperta da Ratchet. Il Worm colpisce la ferita del sistema. Non esplode. Entra. Lo vedi scivolare sotto la corazza di cristallo del Prisma, infiltrandosi nelle linee di codice come inchiostro nell'acqua.

Il Prisma sussulta. La sua rotazione perfetta si inceppa. Le luci bianche diventano improvvisamente verdi. Il virus ha riscritto i permessi dall'interno. Il Guardiano non ti vede più come una minaccia. Ti vede come un Amministratore.

Le pareti di cristallo si aprono silenziosamente, rivelando il cuore pulsante dei dati. Davanti a te, sospesi nel vuoto, ci sono i file video della memoria cache.

Meatspace:

il tempo scorre lento, il vicolo di Rat sembra trattenere il respiro con voi.

  • 2 settimane dopo...
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  • Vi lasciate alle spalle la piazzetta e il cadavere fumante, risalendo i gradini di cemento verso la strada principale. Ogni passo rimbomba nel silenzio innaturale che avvolge il luogo del delitto. Yun

  • Vi siete assestati, i vostri sguardi tesi continuano a cercare certezze o emozioni che possano tradire quanto abbia appena detto l'altro. Dopo pochi momenti, una figura arriva. Non è veloce, ma il mo

  • Jude "Sono d'accordo, ma senza urgenza. Non diamo l'impressione di aver fretta. Parleremo a lungo, e bene", dico, scrutando tra le tenebre del locale e delle mie stesse ossessioni.

Kaiji netrunner

Bene. Copio rapidamente i file video nella memoria che ho impiantata nella parte bassa del cervelletto. Poi, mi assicuro di cancellare ogni traccia dei file nel drone.

Sovrascrivo i file con spam e spazzatura varia, poi cancello di nuovo. Poi carico altri file negli stessi spazi della memoria del drone, e poi cancello anche quelli.

Dovrebbe andare...

Esco

Torno a guardare il mondo reale.

Il noioso mondo reale...

"Ho i file..."

Dico picchiettandomi la testa

"Troviamo un posto appartato dove vederli..."

Yune

Senza sorridere alla notizia Yune continuandosi a guardarsi intorno disse "Sì muoviamoci subito. La cosa peggiore che possiamo fare è rimanere qui ad aspettare che ci becchino. Veloci"

Poi rivoltosi al ragazzo aggiunse "Hai un posto sicuro?"

Balane

«Quale posto più sicuro del luogo del rapimento, l'appartamento di tua sorella? A meno che non abbiano messo degli allarmi, e allora sarà interessante constatare che li hanno messi e farti hackerare anche quelli».

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Il LED laterale del drone passa da un rosso cardiaco a un verde placido. Standby. Ratchet smette di trattenere il respiro. Le sue spalle si abbassano di colpo, sgonfiandosi da tutta la tensione accumulata. Estrae un cavo logoro dalla tasca, lo attacca al drone e controlla uno schermo incrinato sul braccio. Scorrono linee di codice verde. Poi, il sorriso.

"Svuotato e pulito. Neanche l'ombra di un fantasma," sentenzia il ragazzino, visibilmente sollevato.

Si pulisce la mano destra sui pantaloni e la tende verso Kaiji. Niente doppi fini stavolta, solo un ruvido rispetto professionale. "Siete stati di parola. Ottimo lavoro, dita magiche."

Alla domanda sul posto sicuro, Ratchet scuote la testa, afferrando un telo cerato per coprire il suo prezioso bottino. "Un posto sicuro a Night City non esiste, choom. E se esistesse, di certo non vi ci porterei. La nostra collaborazione finisce qui." Si tira su gli occhialoni, facendovi l'occhiolino. "Non vi ho mai visti. E spero di non vedervi mai più... a meno che non abbiate altri affari per me, tech corporativa da smerciare o altro, per me è uguale. In quel caso, sapete in quale vicolo trovarmi. Ora smammate, prima che i droni della polizia spazzino l'isolato."

Vi lasciate Ratchet alle spalle. Uscite dal vicolo, inghiottiti di nuovo dalla pioggia di Charter Hill. L'acqua fredda vi lava via la tensione, riportandovi al fango del mondo reale. Camminate veloci, come ombre scure tagliate a tratti dai riflessi al neon sull'asfalto bagnato.

In pochi minuti di marcia silenziosa, la mole dell'Aurora Complex si staglia davanti a voi, un monolite di cemento malato che buca le nuvole basse. Vi fermate all'angolo dell'edificio, l'acqua che vi gronda dai cappotti.

Davanti a voi, il bivio. Alla vostra sinistra, la strada porta all'ingresso principale: porte a vetri, le luci al neon della hall, il percorso che Jude conosce bene e ha usato mille volte. Alla vostra destra, si apre lo stretto budello del passaggio laterale. È buio. L'odore di spazzatura bagnata è forte.

La pioggia continua a cadere, indifferente.

Le sirene sembrano lontane ed ovattate.

Yune

La solo si avvicinò al budello, verificando se vi erano pericoli o rischi evidenti.

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