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Topic di Gioco: L’Infestazione di Castel Gyllencreutz

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ELSA

"Quentin...davvero credi che un fantasma, sempre che esista, possa davvero mangiare del cibo? Lo so sembra una follia ma è solo un tentativo disperato per provare a sbarazzarci di quelle luci. Poi anche noi mangeremo e da quanto ho visto possiamo anche gustarci del vino è proprio quello che ci vuole".

Lo guardo amichevolmente e sorridendo.

"Siamo d'accordo?"

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  • shadyfighter07
    shadyfighter07

    Elsa Nyström Appena vedo Gustav sparire in un vortice che non ci dovrebbe essere riaffiorano nella mia mente dei ricordi del passato. Apro la boccca per urlare, non è da me, ma esce solo un suono simi

  • Aslaug Non riesco a credere che Gustav sia scomparso così. Non ero ancora riuscita a conoscerlo. Rimango congelato per un po' a riflettere sulle ultime parole che ci siamo detti. Forse la devo smetter

  • @shadyfighter07 Elsa Off game

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Stanza delle sedute spiritiche

Il sacco di tela passa di mano in mano mentre vi rimettete in movimento, tornando giù lungo le scale fino al secondo piano, verso la stanza delle sedute spiritiche. L’ambiente è esattamente come Aslaug lo poteva immaginare dalla mappa… ma peggio.
La polvere ricopre tutto come una patina grigia e opaca. Le sedie sono rovesciate, alcune spezzate, altre ammassate contro le pareti come se qualcuno avesse cercato di creare una barricata improvvisata. Il tavolo è ancora al centro della stanza, storto, con una gamba più corta delle altre. Balla se lo toccate, ma è ancora agibile.

Vi prendete qualche minuto per sistemare il posto. Raddrizzate le sedie, togliete la polvere dal tavolo, disponete il cibo sul tavolo.

Passano i minuti. Niente. Dieci minuti. Le luci delle torce sfarfallano in un mondo ormai a voi conosciuto. Dagli angoli opposti della stanza, tre forme emergono lentamente dalle pareti come se la pietra fosse panna. Sono figure spettrali fatte di luce verdastra lattiginosa, distorte, allungate, con contorni instabili. Le riconoscete: sono le stesse entità che avete già visto nei piani inferiori.

Si muovono senza camminare, scivolando a una decina di centimetri da terra, avvicinandosi verso di voi... o meglio, verso il tavolo. Poi, all’unisono, aprono la bocca. Ne esce suono innaturale, simile a unghie che graffiano una lavagna, stridulo, vibrante, penetrante, che vi attraversa le ossa e vi fa contrarre i muscoli per riflesso.

E tra loro non c’è la figura femminile che avete visto salire verso il terzo piano.

Aslaug

Disposte le vivande sul tavolo attendo. Forse siamo stati solo stupidi a credere. Forse. Le luci!

All'inizio le accolgo con un silenzio quasi religioso. Poi si avvicinano al cibo.

"Benvenuti, questo è tutto ciò che noi..." Ah, le urla. Fa male. Vorrei aiutarli, ma so che è giusto cosi. È così che deve andare.

Attendo il silenzio successivo alla loro (seconda) dipartita. Niente, rimangono nel loro dolore.

"Prendete, prendete, è buon cibo per chiunque abbia il palato adatto." Niente.

Prendo la bottiglia d'acqua... "Avrete sete, dissetatevi." e rovescio parte del contenuto sulle due luci più vicine. Va bene, non è acqua santa, ma magari si accontentano e se ne vanno.

Modificato da Ladon

ELSA

"Ecco lo sapevo, non succede niente! Perché dare retta a vecchie favole probabilmente scritto da qualche pazzo visionario?"

Chiedo quando vedo che non succede niente.

Ma subito dopo alcune figure spettrali che sembrano fatte di luci si manifestano, guardo incredula, osservando il soffitto e le pareti per vedere se ci sono specchi per capire se non siano semplicemente dei giochi di luci.

La mia razionalità vacilla, non è possibile quello che sto vedendo!

Ma quello che ascolto è ancora peggio, un brivido scuote il mio corpo, quel rumore, fastidioso come una forhetta che graffia un piatto di ceramica.

Deglutisco per inumidire la gola secca, devo dire qualcosa, non posso stare zitta ed immobile.

"Nutritevi! Questo cibo è per voi! Potete anche chiamare la vostra amica che è salit poco fa al piano superiore"

Non mi aspettavo di dire qualcosa di così stupido ma le parole sono uscite da sole dalle mie labbra.

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