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Domanda comportamento


Agram

Messaggio consigliato

[...]

Ecco, magari è qui che secondo me ci dividiamo. Tu consideri il “livello personale”. Io considero che in questi casi, per trovare un ottima risposta, bisogna considerare il tutto fuori dalla sfera personale. Che come persone, siamo tante, diverse, e con altrettanti modi di reagire.

La tua disamina sul giudizio personale contrapposto ad un giudizio apolitico\master-style è impeccabile... io ho portato avanti alcune argomentazioni per uno scopo ben preciso, e assolutamente master-friendly.

a questa domanda: "ho sbagliato a comportarmi così? E' stato eccessivo? E' scorretto fare una cosa del genere?" ho voluto semplicemente chiarire che, per quanto il comportamento tenuto dal giocatore non sia stato sbagliato, in un universo di gioco prettamente interpretativo liquidare la questione con "sei stato impeccabile" non è del tutto adatto.

ho sbagliato a comportarmi così? no

è stato eccessivo? ...forse. avrei dovuto essere li per capirlo

è stato scorretto fare una cosa del genere? tendenzialmetne no

ma pensare ad un'azione impeccabile, scevra da conseguenze, è deleterio per l'universo di gioco. Non si deve pensare all'azione in se, ma alle conseguenze dirette. La consapevolezza che sopraggiunge dopo che il colpo d'ascia spacca la testa dell'avversario, gli schizzi di sangue in faccia, i tuoi compagni che ti guardano straniti... la rabbia che si raffredda tutto d'un colpo e lascia spazio a una consapevolezza "raffreddata", l'affanno... il rimorso? neppure un po'?

pensa a recuperare i corni strappandoli dalle mani fredde di un cadavere malformato... io cercavo semplicemente di approfondire un universo di gioco legato a delle azioni che sono tutt'altro che liquidabili con un semplice "no problem, hai fatto bene".

perché non ci si vuole soffermare su aspetti di alcune azioni che, per quanto lecite, hanno comunque un peso?

[...]

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Lasciando perdere la questione medioevo,alla quale parteciperò sicuramente in separata sede,e tornando IT

Inutile dire oltretutto che le citazioni a thor sono oppotune solo a metà: noi immaginiamo i nani simili ai vichinghi perché hanno la barba lunga... ma la socità nanica si accosta molto di più a quella degli antichi romani che non a quella dei vichinghi.

Mi sta bene ma nel momento in cui mi si dice che un nano è un chierico di un pantehon nordico,mi viene da pensare che sia un nano di un clan vissuto in un posto in cui si venerano divinità nordiche,quindi molto simili ai vichinghi.

Non andiamo per stereotipi,non per forza tutti i nani devono assomigliare ai romani,in tutte le cose ci sono le eccezioni.

Comunque secondo il mio punto di vista un nano vichingo non è una cosa rara.

Un fiero clan di nani vichinghi.

Quasi quasi mi viene voglia di interpretarne uno;-)però dovrei bere e miei pg sono Straight Edge:think::think:

Comunque un nano che venera un dio nordico deve rispettare il volere e il dogma del dio nordico e un chierico di Thor che si comporta così è plausibilissimo,anzi ripeto:farebbe così per molto molto meno.

Un vichingo ha un alto senso dell'onore,vedere una sacra reliquia in mano a un blasfemo ladruncolo in un vichingo o in un adoratore di Thor basta a far scattare una furia infermabile finchè l'onta non è lavata.

Plaudo Agram,per me corretto al 100%:cool:

Io avrei fatto esattamente la stessa cosa;-)

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Per come la vedo io, no navendo sotto mano (e nenahce il diretot interessato) il libro sacro della divinità caotica, bisogna solo basarci sull'allineamento e poche altre rcose. Il tuo allineamento è quello dell'istinti del momento: quell oche ti passa per la tersta, lo fai. Se hai INT e SAG alta puoi ovviamente non farer le cose stupide come tirare calci ad un drago dormiente, anche se il pensiero ti passa al momento.

Per i lresto è solo polemica: è vero che il D&D è ambientato in un mondo fantasy e quindi no dobbiamo valutarlo con i nostri canoci filosofici del giusto e del non giusto, dal punto di vista moderno e medieoevale, ma da qualche punto di vista bisognerà pur valutarlo. Quindi chiedi al master che è quell oche comanda. non c'è in somma un modo univoco di interpretare un CN e un cxultista come hai fatto tu. Puoi sempre obiettare nei tuo iconfronti di non aver chiesto al master primadi fare l'azione cosa ne pensa il tuo testo sacro (dal quale deriva la tua concezinoe del gisuto e del non giusto).

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Per la questione divinità, avendo gia avuto un nano come precedente pg (chi si ricorda e mi conosce sa cosa sto passando con i personaggi di D&D), e avendo gia avuto moradin, dovevo scegliere un'altra divinità caotica neutrale che si avvicinasse al modo in cui volevo giocare il personaggio...

...ritornando alla questione comportamento e danni debilitanti, forse s'ho pensato dopo al fatto di poterlo soltanto stordire, ma ci ha pensato la mia grande abilità a fare numeri bassi con i dadi ad equilibare la situazione critica (o critico visto che ho fatto 20 col dado)... infatti con i 2d10 ho fatto 3 danni più gli 8 di base e fortunatamente non gli ho fatto quasi nulla...

...da dire, cosa che mi sono dimenticato di fare, che subito dopo le mazzate e aver ripreso i corni, ho messo le mani sul suo petto e l'ho curato, come un bravo chierico, scusandomi e avvertendolo di non fare mai più una cosa del genere... tutto nella recitazione più totale.

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...da dire, cosa che mi sono dimenticato di fare, che subito dopo le mazzate e aver ripreso i corni, ho messo le mani sul suo petto e l'ho curato, come un bravo chierico, scusandomi e avvertendolo di non fare mai più una cosa del genere... tutto nella recitazione più totale.

Doh!!!!ma scusa ma così mi cadi...:banghead:

ok forse finito il raptus della rabbai curarlo ci sta,ma scusarsi assolutamente no secondo me.

Avresti dovuto continuare a guardarlo in cagnesco e dirgli:"se ci riprovi un'altra volta potrei anche scordarmi di curarti"

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Invece secondo me il fatto di averlo curato subito dopo è propio tipico della "incoerenza" che contraddistingue i personaggi caotici neutrali.

Ovvero in quel momento, accecato dalla rabbia e dallo sgarbo, il nano non ha pensato alle conseguenze della propria azione. INvece dopo essersi reso conto di ciò che aveva fatto e della violenza con cui ha colpito il ladro ha deciso di prendersi cura di lui, magari realizzando di averlo colpito in modo eccessivo.

Diciamo che sono d'accordo su quello che hai fatto, magari io al tuo posto lo avrei sfidato ad un duello per dimostrare a Thor che ero forte da poter essere un degno seguace, pero' queste sono opinioni personali.

Piccolo OT sulla discussione del Fantasy: il mondo di Star Wars creato da Lucas è generalmente considerato un mondo Fantasy più che fantascientifico, quindi la mia modesta opinione è piu' vicina a quella di Dark Megres.

Ciao ;)

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Ripeto, siamo figli della nostra società.

La gente si uccideva in duelli anche nel 1800, e nessuno lo trovava scandaloso.

Non è corretto giudicare comportamenti fantasy con il nostro (moderno) metro di giudizio.

Morire in un duello '800esco era molto più difficile di quanto comunemente si pensi. Ma dubito sia questo il topic!

Parlando del topic, motivi per cui il ladro meritava dolore fisico da parte del chierico nano ( indipendentemente dall'allineamento) :

- Il ladro ha rubato un dono di dio, commettendo sacrilegio.

- Il ladro è di una razza diversa da quella nanica, quindi è inferiore. ( molti nani sono xenofobi)

- Il ladro è un infedele, venerando un altro dio ( o nessun dio).

- Il ladro ha cercato di ricattare un sacerdote di Thor.

- Il ladro ha aprofittato della buona fede del nano, dopo un combattimento in cui il nano stesso ha rischiato la vita per degli sconosciuti ( appena entrato in gruppo).

Ucciderlo? No. Fargli tanto male? Diavolo! SI!

( PS : e non è che i romani fossero campioni d'indulgenza, in questo campo)

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Nono una certa tendenza a ritornare nell'ambito della chiacchera... come già detto (e pare che elayne mi abbia inteso), non ho nessuna intenzione di basare una valutazione sulla correttezza\mancata correttezza del personaggio su parallelismi di base storica.

Non sto neanche dicendo che il PG abbia sbagliato ma ad una domanda che pone l'accento sull'interprtazione sono più spronato a porre domande e generare dubbi che non ha snocciolare risposte e fugarli tutti.

La parte saliente e non OT del mio discorso, questa:

Spoiler:  
La tua disamina sul giudizio personale contrapposto ad un giudizio apolitico\master-style è impeccabile... io ho portato avanti alcune argomentazioni per uno scopo ben preciso, e assolutamente master-friendly.

a questa domanda: "ho sbagliato a comportarmi così? E' stato eccessivo? E' scorretto fare una cosa del genere?" ho voluto semplicemente chiarire che, per quanto il comportamento tenuto dal giocatore non sia stato sbagliato, in un universo di gioco prettamente interpretativo liquidare la questione con "sei stato impeccabile" non è del tutto adatto.

ho sbagliato a comportarmi così? no

è stato eccessivo? ...forse. avrei dovuto essere li per capirlo

è stato scorretto fare una cosa del genere? tendenzialmetne no

ma pensare ad un'azione impeccabile, scevra da conseguenze, è deleterio per l'universo di gioco. Non si deve pensare all'azione in se, ma alle conseguenze dirette. La consapevolezza che sopraggiunge dopo che il colpo d'ascia spacca la testa dell'avversario, gli schizzi di sangue in faccia, i tuoi compagni che ti guardano straniti... la rabbia che si raffredda tutto d'un colpo e lascia spazio a una consapevolezza "raffreddata", l'affanno... il rimorso? neppure un po'?

pensa a recuperare i corni strappandoli dalle mani fredde di un cadavere malformato... io cercavo semplicemente di approfondire un universo di gioco legato a delle azioni che sono tutt'altro che liquidabili con un semplice "no problem, hai fatto bene".

perché non ci si vuole soffermare su aspetti di alcune azioni che, per quanto lecite, hanno comunque un peso?

Rimane graniticamente fissata al muro, e a me pare di grande importanza.

Del culto di Thor (su cui avrei molto da dire) parlerei volentieri nell'altro topic. ;-)

OT per Godric:

Spoiler:  
mi disarma ogni volta vedere come tu riesca ad essere illuminato da una luce tanto forte da fartene accecare continuamente. Il vero devoto non segue il dogma come regola di vita, ma lo prende come base per interrogarsi sulle sue azioni. Il processo azione\reazione-in-base-al-dogma non è (o meglio, non dovrebbe essere) così automatico e diretto. Così si creano i fanatici, non i fedeli.

Ti faccio riflettere un attimo sulla radice etimologica di Dogma.

Dogma cosa significa a tuo parere? Legge?

Guarda qui:

Dogma (o domma) deriva dal greco "dògma"="opinione" ;-)

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Premetto che non ho letto tutto ma la sostanza non cambia molto.

Secondo me, piccolo nano, hai fatto molto bene. Caotico neutrale o meno, il furto di un oggetto sacro è un atto imperdonabile. Ha giocato male il ladro.

Piccola polemica: avresti fatto bene anche da Legale Buono... Che diamine, provate a rubare la spada sacra di un paladino o il simbolo sacro di un chierico LB. Non dirà "va bene, basta che non lo fai più *pacca sulla spalla e sorrisone*". Verrà data l'opportunità di restituire il maltolto e, nel caso in cui il ladro si ostini a trattenere il tutto, si arriverà allo scontro fisico. Naturalmente non basteranno "3 secondi" per far sì che il ladro si penta del suo gesto, ma un tempo ragionevole e di puro ruolo.

Il tutto, ovviamente, IMHO.

La prossima volta che il ladro ti chiede una cura, lancia un "infliggi ferite"... Così impara a tenere le mani a posto ;-)

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Spoiler:  

Ti faccio riflettere un attimo sulla radice etimologica di Dogma.

Dogma cosa significa a tuo parere? Legge?

Guarda qui:

Dogma (o domma) deriva dal greco "dògma"="opinione" ;-)

Spoiler:  
Dogma (o domma) deriva dal greco "dògma"="opinione". Il termine, originalmente utilizzato per definire le opinioni formulate dai filosofi come base alle loro dottrine, viene comunemente usato per definire i principi fondamentali di una religione, da non potersi mettere in dubbio da parte dei fedeli.

Riportiamo tutto per completezza :-p

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Ti ringrazio per la lezione di greco,ma è stata inutile in quanto so molto bene cosa significa dogma in greco.

Vedo che non ce la si fa proprio a evitare considerazioni sulla mia persona.;-)

Forse le divergenze nascono da un diverso metro di interpretazione.

Dove sta scritto che il vero devoto fa quello che dici tu.

Per me il dogma delle divinità in D&D è l'espressione del volere del Dio e un suo adepto deve rispettare e obbedire al dogma il più fedelmente possibile.

Ho fatto il chierico e faccio il paladino e non mi interrogo sul volere del mio dio:io so già cosa vuole il mio dio e lo faccio rispettare in Terra.

Almeno nei casi più lampanti,poi certo magari un ragionamento più profondo in certe situazioni,magari quando sono ambigue si fa.

Non basta interrogarsi sulle azioni.

Ti pare che in questa situazione il nano doveva fermarsi a interrogarsi sul dogma?

Scena:il nano vede le sue corna in mano al ladro e pensa:

"Vediamo,cosa dice il mio Dio in questa situazione...un brutto ceffo mi ha rubato una sua reliquia,ho due strade davanti a me:lo punisco in suo nome?in effetti credo che sia macchiato il suo onore...si ok dai lo picchio...no aspe però sono cose deleteree per l'universo di gioco e bisogna valutare bene le conseguenze."(non ti sto prendendo in giro è un esempio un pò esagerato per far capire cosa voglio dire;-))

L'istinto in te è totalmente assente,che poi può essere dannoso,ma l'istinto è sempre istinto.

Agram ha seguito l'istinto,l'impulso PERFETTAMENTE COME POTREBBE ESSERE STATO IN UNA VERA REALTA' TRA GUERRIERI (non sto urlando è per sottolineare)non si è fermato a pensare a niente,immedesimandosi interamente con il fiero discepolo di Thor è partito e gliele ha date di brutto

Certo che parte a tuono massacrandolo di palate ma io direi anche a prescindere dal dogma,ma solo per l'atto sacrilego.

Ora sottomano il dogma di Thor non ce l'ho e parlo da conoscenze mitologiche e della società vichinga.

Un atto del genere,conoscendo la natura di un vichingo,onore e orgoglio,è secondo me plausibile una reazione feroce.

Ha sbagliato a comportarsi così?no

E'stato eccessivo?no

Scorretto?no

risultato:esemplare.voto 10

Anche il fatto di curarlo dopo è stata una cosa buona,tornato in se dopo la rabbia ha deciso di curarlo(io non mi sarei scandalizzato più di tanto se non lo avesse fatto,il ladro è stato un infame rubando le corna dopo che il nano ha combattuto anche per lui)

Però non gli do la lode perchè si è scusato:Agram non dovevi scusarti affatto anzi dovevi dirgli che quella mazzata era "solo una esortazione gentile a non riprovarci più".

Questo è il mio pensiero,è facile,ora qui noi giudicare Agram,Dark Megres si sincero:tu avresti pensato a tutte le tue questioni etiche?cose deleteree per l'universo di gioco?le conseguenze?bah...secondo me non sarebbe realistico...

Io avrei fatto la stessa cosa:mi sento ferito nell'onore e nell'orgoglio,in più sto ladro ha in mano un dono del mio dio!!!!(non sottovalutiamolo)io parto a tuono e finchè non ritengo che non è stato versato il giusto sangue non mi fermo.

E le conseguenze sono irrisorie.

Poi dopo che l'onta è stata lavata penso alle conseguenze e forse lo avrei curato anche io,forse...

Non ho alcun dubbio a riguardo,su nulla.

Senza rancore fratello Megres:bye::-D

EDIT:ecco Jade ha dato la giusta e completa definizione di dogma,tu Megres ti sei fermato all'etimologia e quella ti da ragione,ma il significato no.

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Per me il dogma delle divinità in D&D è l'espressione del volere del Dio e un suo adepto deve rispettare e obbedire al dogma il più fedelmente possibile.

Ho fatto il chierico e faccio il paladino e non mi interrogo sul volere del mio dio:io so già cosa vuole il mio dio e lo faccio rispettare in Terra.

Almeno nei casi più lampanti,poi certo magari un ragionamento più profondo in certe situazioni,magari quando sono ambigue si fa.

Non basta interrogarsi sulle azioni.

Veramente lo scopo di quasi ogni religione non è quella di "forzare" un rispetto incondizionato del dogma, quanto spingere il fedele a cercare di comprendere la natura, il principio primo che genera il dogma, che in quanto tale è solo espressione di un bene superiore, di un che di Assoluto.

Un fedele non dovrebbe limitarsi a "non uccidere", ma dovrebbe capire perchè Dio ha imposto quel comandamento.

( questo rimanendo nell'accezione D&Desca di dogma, che è diversa da quella propria delle religioni).

Detto questo, secondo me il nano ha fatto bene ad agire così. Come master gli avrei descritto le "sensazioni" conseguenti alla suo agire ( un bel dubbio riguardo la proporzione della pena, una bella descrizione truce della ferita inferta... al PG poi interpretare queste sensazioni).

Un master non deve tiraneggiare incondizionatamente i giocatori, quanto "suggerire" dei comportamenti. La tirannia sia solo contro i PP!

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Dove sta scritto che il vero devoto fa quello che dici tu.

...Non so, in Agostino, per esempio? ;-)

Per me il dogma delle divinità in D&D è l'espressione del volere del Dio e un suo adepto deve rispettare e obbedire al dogma il più fedelmente possibile.

Ho fatto il chierico e faccio il paladino e non mi interrogo sul volere del mio dio:io so già cosa vuole il mio dio e lo faccio rispettare in Terra.

E come pensi di aver ottenuto poteri miracolosi dalla tua divinità senza aver meditato per lunghe ore sui dogmi della tua fede? Se sei stato un chierico o un paladino NON PUOI non esserti interrogato sul volere del tuo dio... al massimo puoi esserti risposto che quella era la via da seguire, ma non esiste chierico che non sia stato un accolito, e non si sia invero fatto delle domande. La caratteristica di base dei chierici è la Saggezza, e pensi che un chierico non faccia Ruminatio e non si interroghi? Male, male...

Ti pare che in questa situazione il nano doveva fermarsi a interrogarsi sul dogma?

Ti pare che io abbia detto questo? E' la terza volta che riporto lo stesso pezzo della discussione, che si fa, lo si legge o no?

Spoiler:  

ho sbagliato a comportarmi così? no

è stato eccessivo? ...forse. avrei dovuto essere li per capirlo

è stato scorretto fare una cosa del genere? tendenzialmetne no

ma pensare ad un'azione impeccabile, scevra da conseguenze, è deleterio per l'universo di gioco. Non si deve pensare all'azione in se, ma alle conseguenze dirette. La consapevolezza che sopraggiunge dopo che il colpo d'ascia spacca la testa dell'avversario, gli schizzi di sangue in faccia, i tuoi compagni che ti guardano straniti... la rabbia che si raffredda tutto d'un colpo e lascia spazio a una consapevolezza "raffreddata", l'affanno... il rimorso? neppure un po'?

pensa a recuperare i corni strappandoli dalle mani fredde di un cadavere malformato... io cercavo semplicemente di approfondire un universo di gioco legato a delle azioni che sono tutt'altro che liquidabili con un semplice "no problem, hai fatto bene".

perché non ci si vuole soffermare su aspetti di alcune azioni che, per quanto lecite, hanno comunque un peso?

risultato:esemplare.voto 10

Perché vi suona strano nel fatto che io abbia preferito far riflettere il giocatore sul comportamento del pg, aldilà del fatto che il comportamento del pg sia comunque incontestabile?

Questo è il mio pensiero,è facile,ora qui noi giudicare Agram

Ma chi giudica? io ho spronato un giocatore che vuole approfondire la sua competenza ruolistica a pensare ai vari aspetti delle azioni intraprese dal suo PG. L'unico mio giudizio su Agram è che è assolutamente ammirevole che un giocatore si voglia soffermare ad approfondire una questione ruolistica!

Leggete quello che ho scritto, io non ho mai detto di giudicare scorretto o inadatto il comportamento del pg di Agram, ho solo specificato che aldilà della sua correttezza una questione di vita e di morte, di sangue e violenza, non avrebbe dovuto essere liquidata con un "hai fatto bene", ma in vista di una crescita ruolistica sarebbe stato meglio analizzarla anche nei suoi lati negativi!

Senza rancore fratello Megres:bye::-D

Mai e poi mai ;-)

EDIT:ecco Jade ha dato la giusta e completa definizione di dogma,tu Megres ti sei fermato all'etimologia e quella ti da ragione,ma il significato no.

...La definizione riportata da jade non invalida quanto ho detto O_O'

mettere in dubbio e farsi domande sono due cose completamente differenti

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Veramente lo scopo di quasi ogni religione non è quella di "forzare" un rispetto incondizionato del dogma, quanto spingere il fedele a cercare di comprendere la natura, il principio primo che genera il dogma, che in quanto tale è solo espressione di un bene superiore, di un che di Assoluto.

Un fedele non dovrebbe limitarsi a "non uccidere", ma dovrebbe capire perchè Dio ha imposto quel comandamento.

( questo rimanendo nell'accezione D&Desca di dogma, che è diversa da quella propria delle religioni).

E come pensi di aver ottenuto poteri miracolosi dalla tua divinità senza aver meditato per lunghe ore sui dogmi della tua fede? Se sei stato un chierico o un paladino NON PUOI non esserti interrogato sul volere del tuo dio... al massimo puoi esserti risposto che quella era la via da seguire, ma non esiste chierico che non sia stato un accolito, e non si sia invero fatto delle domande. La caratteristica di base dei chierici è la Saggezza, e pensi che un chierico non faccia Ruminatio e non si interroghi? Male, male...

Si,avete ragione.

Certo che ho meditato,mi sono chiesto anche io i come e i perchè,se è giusto e se è sbagliato.

Mi sono spiegato male,è giusto quello che dici,io voglio solo dire che in certi casi è chiaro cosa dice il dogma ed è chiaro cosa devi fare in relazione ad esso.

Non bisogna interrogarsi sempre e su tutto.

La tirannia sia solo contro i PP!

Ma poveri PP...ma lasciateli in pace:lol::lol::lol:

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