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Manticore Games offre 20.000 $ per un'Avventura di D&D creata con la piattaforma Core

La software house Manticore Games ha di recente ricevuto dalla WotC l'autorizzazione per l'organizzazione di un concorso intitolato D&D Design-a-Dungeon contest e dedicato alla creazione dell'avventura videoludica definitiva in stile D&D. Manticore Games, infatti, è proprietaria di una piattaforma per la creazione di videogiochi online per PC, il Core, progettata appositamente per consentire a chiunque di creare un proprio videogioco online senza essere per forza un programmatore esperto, e ha deciso di mettere alla prova i giocatori di tutto il mondo per vedere cosa questi ultimi sono in grado di creare con il suo software. I creatori delle avventure migliori potranno vincere premi per un ammontare totale di 20.000 dollari.

Il concorso D&D Design-a-Dungeon, che durerà fino al 6 Settembre, richiede che i partecipanti realizzino con il software Core un'Avventura appartenente a una delle seguenti 4 Categorie:
Dungeon, Caverne e Catacombe Le Terre Selvagge Fortezze e Torri Piani Elementali Per partecipare al concorso basterà creare un gioco in Core e incluedere '[DnD]' nel titolo o nella descrizione di quest'ultimo.
Il materiale inserito per il concorso dovrà assumere la forma di una vera e propria avventura di D&D e sarà giudicato non solo per l'estetica del mondo digitale creato dagli autori, ma anche in base al livello narrativo e d'interazione dell'avventura. Il materiale inviato, dunque, dovrà avere la forma di un vero e proprio videogioco, e non essere semplicemente una serie di scenari da esplorare con il proprio avatar virtuale. All'interno del software Core i partecipanti troveranno tutto ciò che gli servirà per creare l'avventura. Per aiutare i meno esperti nell'uso di Core, tuttavia, Manticore Games ha creato un framework scaricabile qui e pensato per fornire agli utenti un tutorial edelle linee guida su come usare il programma per creare i propri giochi. Non è obbligatorio scaricare e usare il framework per partecipare al concorso.

I 20.000 dollari messi in palio saranno utilizzati per premiare i lavori migliori. 5000 dollari in gift card di Amazon saranno assegnati al lavoro migliore di tutti, a prescindere dalla categoria. Il denaro restante, invece, sarà assegnato ai migliori 2 lavori per ognuna delle categorie: 2500 dollari in gift card di Amazon per il 1° posto e 1250 dollari per il 2° posto. Oltre ai premi in denaro i vincitori riceveranno altri premi in base alla qualità del loro lavoro, come spiegato sul sito ufficiale del concorso.
Per ogni nuovo candidato iscritto al concorso, inoltre, Manticore Games donerà alla raccolta fondi Extra Life 100 dollari, fino a un massimo di 10.000 dollari.
Tutti i giochi creati durante il concorso saranno svelati e resi disponibili in occasione di un evento speciale organizzato durante il PAX Online, la fiera dedicata al gioco che si terrà a settembre e che quest'anno sarà online a causa del COVID-19. Durante questo evento speciale, alcuni degli avventurieri e dei Dungeon Master più celebri - come Jerry Holkins (Acquisition Incorporated) e Deborah Ann Woll (Deredevil, Relics & Rarities) - saranno presenti per annunciare i vincitori del concorso e per giocare alle avventure da loro realizzate.
Per maggiori informazioni sul Core e sul Concorso D&D Design-a-Dungeon potete visitare la pagina ufficiale del concorso e seguire l'account twitter ufficiale di Manticore Games @CoreGames.
Grazie a @Muso per la segnalazione.
Fonte: https://dndcontest.coregames.com/
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Sottoclassi, Parte 4

Articolo di Ben Petrisor, con Jeremy Crawford, Dan Dillon e Taymoor Rehman - 5 Agosto 2020
Due spettrali Sottoclassi si manifestano negli Arcani Rivelati di oggi: il College degli Spiriti (College of Spirits) per il Bardo e il Patrono Non Morto (Undead Patron) per il Warlock. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso, mentre rilasceremo presto un sondaggio per sapere cosa ne pensate di loro.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: sottoclassi, parte 4
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/subclasses-part-4
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Curse of Strahd: la Beadle & Grimm pubblicherà la Legendary Edition

Se la Revamped Edition recentemente annunciata dalla WotC non dovesse bastarvi, potrebbe essere vostro interesse sapere che la Beadle & Grimms ha deciso di pubblicare la Legendary Edition di Curse of Strahd, l'Avventura dark fantasy per D&D 5e ambientata a Ravenloft (qui potete trovare la recensione pubblicata su DL'). Per chi tra voi non lo sapesse, le Legendary Edition della Beadle & Grimm sono versioni extra-lusso delle avventure pubblicate dalla WotC per D&D, contenenti oltre all'avventura tutta una serie di accessori pensati per rendere l'esperienza dei giocatori più immersiva e divertente.
Al costo di 359 dollari, dunque, all'interno della Legendary Edition di Curse of Strahd potrete trovare:
l'Avventura per D&D 5e Curse of Strahd suddivisa in libri più piccoli, in modo da aiutare DM e giocatori a orientarsi più facilmente nel suo ampio contenuto. Come aggiunta, sono stati inseriti alcuni PG pre-generati per i giocatori e una serie di incontri di combattimento bonus. 17 mappe per il combattimento che coprono ogni angolo di Castle Ravenloft, la dimora di Strahd. Una mappa dell'intera Barovia disegnata su tela. 60 Carte di Scontro, che permetteranno ai giocatori di farsi un'idea dei PNG e dei mostri che si troveranno di fronte grazie alle loro illustrazioni. Una serie di supporti di gioco per i giocatori, quali lettere, atti relativi a misteriose proprietà, note scritte dal proprio "gentile" ospite, monete del Regno di Barovia, ecc., utili per dare ai vostri giocatori elementi concreti con cui sentirsi più immersi nella campagna. Uno Schermo del DM con illustrazioni originali sul fronte e le informazioni utili a gestire la campagna sul retro. Una serie di pupazzi per le dita, con cui divertirsi a interpretare i mostri e i PNG dell'Avventura. La Legendary Edition di Curse of Strahd uscirà a Novembre 2020.
Grazie a @Muso per la segnalazione.


Fonte: https://www.enworld.org/threads/beadle-grimms-legendary-edition-curse-of-strahd.673629/
Link alla pagina ufficiale di Beadle & Grimm: https://beadleandgrimms.com/legendary/curse-of-strahd
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By aza

D&D 3a Edizione compie 20 anni!

Nel mese di Agosto, di 20 anni fa, veniva rilasciato il Manuale del Giocatore di Dungeons & Dragons 3a edizione.
Sicuramente la 3a edizione rappresenta uno spartiacque per quel che riguarda D&D e segna l’inizio dell’epoca moderna del gioco per diversi motivi:
Innanzitutto, per la prima volta D&D aveva un sistema coerente di regole. Precedentemente erano presenti svariati sottosistemi che non si integravano tra di loro. C’era ben poca coerenza. Ci ha donato l’OGL, che ha rappresentato una svolta enorme nel mondo dei giochi di ruolo. L'OGL infatti ha permesso a chiunque di poter produrre materiale compatibile o derivato dal regolamento di D&D. La quantità di materiale pubblicata per d20 negli anni 2000 è, e probabilmente lo sarà per sempre, ineguagliabile. Ha revitalizzato D&D in un modo che non si vedeva da moltissimo tempo. Negli anni ’90 con il boom dei videogiochi, la nascita dei giochi di carte collezionabili e regolamenti ben più evoluti di AD&D (si può pensare alla White Wolf che all’epoca era il nome più importante) D&D soffriva e non poco. Ha visto il ritorno di Diavoli, Demoni, Assassini, Barbari, Mezzorchi e Monaci. La seconda edizione nacque con ancora fresco il ricordo delle polemiche riguardanti il “satanic panic” degli anni ’80. Quindi tutto ciò che poteva essere considerato “moralmente offensivo” come diavoli/demoni, assassini o mezzorchi venne rimosso. I barbari vennero ritenuti ridondanti rispetto ai guerrieri e i monaci  poco adatti ad ambientazioni basate sull’Europa occidentale medievale. Queste le prime cose che mi vengono in mente, ma vi invito a condividere con noi i vostri ricordi, le esperienze e i pensieri per questo 20° anniversario di D&D 3E.
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Fuga dall'Abisso è uscito in lingua italiana

A partire da ieri, 30 Luglio 2020, l'Avventura Fuga dall'Abisso per D&D 5e è finalmente uscita in lingua italiana. Pensata per PG di livello 1-15, quest'avventura è ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms ed è caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Fuga dall'Abisso
Dungeons & Dragons è un gioco per veri eroi che amano vivere intense e adrenaliniche avventure, e Fuga dall’Abisso è il manuale giusto per chi sente il bisogno di passare la serata a salvare il mondo!
A causa di un piccolo errore di calcolo, l'arcimago drow Gromph Baenre, di Menzoberranzan, si pente di aver iniziato la sua carriera arcana…
Che cosa succede quando i cancelli dell’Underdark si aprono per far entrare i demoni dell’Abisso? Una quantità di orrori inimmaginabile si riversa nel sottosuolo, creature d’ombra che rendono ancora più claustrofobici i cunicoli di pietra…i personaggi saranno in grado di sopravvivere alla follia?
Dedicata agli amanti dei dungeons labirintici, Fuga dall’Abisso è un’avventura adatta a personaggi dal livello dal 1° al 15°, che dovranno riuscire a sopravvivere e a tornare in superficie prima di abbandonarsi alla disperazione, ma non solo: dovranno fermare una catastrofe imminente, che potrebbe distruggere non solo le antiche città naniche, duergar e drow, ma raggiungere persino i Reami Dimenticati!
Avranno molte scelte importanti da compiere, e la possibilità di unirsi a molti compagni di viaggio. Un’esperienza di gioco tra le più appassionanti e tra le più riuscite della saga di “Furia dei Demoni”.
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Prezzo: 49,99 euro
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

Link alla pagina ufficiale del sito Asmodee Italia: https://www.asmodee.it/news.php?id=722
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Da qualche anno, trovo spesso sempre più persone che vogliono giocare, ma che mancato totalmente delle basi per poter giocare ad un gdr di gruppo:

1- rispetto per i partecipanti

2- mantenere l'impegno preso

3- altro (che potrei scriverci un libro) es.

far finta di essere  novizi per poi sfoggiare Pg combo alla ken il guerriero

sostenere di esser navigati e perdersi già nelle regole alla creazione del PG

fare 8000 domande e richieste per poi rompere tutti e sparire nel nulla (uno degli aspetti peggiori della tecnologia di oggi) 

Qualcuno ha avuto problemi del genere? come li risolve? perché ora sempre più persone hanno questi comportamenti?

Molto spesso trovo questo divario tra master e giocatore, il primo su cui posano le colonne che alla fine rischia di fare la fine metaforicamente dell'ippica:

se vinci è merito dei fantini, se perdi è colpa del cavallo.

 

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Dal vivo fortunatamente non mi è mai capitato di giocare con persone irrispettose o con uno dei difetti da te descritti ma credo semplicemente che dopo aver spento i toni durante il gioco smetterei di invitare tizio al tavolo. Se portato da qualcuno ne parlerei anche con il "colpevole".

Qui sul forum di giocatori che si candidano per poi sparire è pieno. @Fezza ha un elenco di giocatori e master che a un certo punto sono scomparsi e credo sia un'idea interessante. Io metto in chiaro le tempistiche e vado avanti anche se il gruppo non ha postato nella sua interezza.

Sulla padronanza del sistema più o meno celata o vantata non saprei. Uso una mia rivisitazione dell'OD&D quindi è un problema che non si pone.

1 ora fa, nolavocals ha scritto:

perché ora sempre più persone hanno questi comportamenti?

Non so se ci sia stato un incremento nel tempo (parlo qui sul forum). La tecnologia crea legami meno solidi e ci si sente autorizzati a lasciare senza grossi problemi. Inoltre problemi personali inaspettati possono portare qualcuno a sparire perché ci si sente meno in dovere di avvisare le persone conosciute online.

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Vado per punti, perchè richiamato da @Percio che ha notato come io dia un rating (solo in negativo) alle persone con le quali mi sono trovato male qui su DL

1 ora fa, nolavocals ha scritto:

basi per poter giocare ad un gdr di gruppo:

  1. rispetto per i partecipanti 
  2. mantenere l'impegno preso 
  3. far finta di essere  novizi per poi sfoggiare Pg combo alla ken il guerriero,
  4. sostenere di esser navigati e perdersi già nelle regole alla creazione del PG
  5. sparire nel nulla (uno degli aspetti peggiori della tecnologia di oggi) 

Qualcuno ha avuto problemi del genere?

  • come li risolve?
  • perché ora sempre più persone hanno questi comportamenti?

Sui punti 1 e 2 credo che non ci sia da dire nulla, sono le basi per qualsiasi cosa nella vita 🙂

I punti 3 e 4 li tralascerei e non li considero come fondamentali per poter giocare:
se uno mi dice che è novizio e poi si legge per 2h i forum sulle build lo apprezzo, non mi viene da pensare che voglia prevaricare gli altri, al massimo se tira fuori combo alla Ken se ne parla e si limitano, non per limitare lui ci mancherebbe, ma per equiparare al gruppo che magari non è così vertente verso l'ottimizzazione o per non focalizzarsi sul gaming spinto e più sul ruolare il personaggio;

se uno mi dice che è scafato e poi si perde non è un problema, si spiegano e si ripetono, anche io da DM spesso cado in fallo dimenticandomi delle cose, ma basta ascoltare (o leggere in questo caso) e le cose si risolvono

il punto 5 è il motivo per il quale metto i rating negativi ed è la cosa che mi fa proprio andare fuori di testa, ed è anche correlata ai punti 1 e 2 perchè se sparisci non hai rispetto e non mantieni "l'impegno" preso.

Ho avuto di questi problemi e li risolvo (no, tento di risolverli) così:

  • se è un novizio (appena registrato) guardo come si pone il giocatore, se è pacato e di buone maniere -> può sempre sparire ma è già un ottimo punto
  • se non lo è "spio" le ruolate del giocatore leggendo i post passati

Alla domanda "perché ora sempre più persone hanno questi comportamenti?" non so rispondere ma dalla mia esperienza non è un crescendo, è sempre stato così e sempre lo sarà, la condizione nella quale viviamo ora ha solo ampliato il numero di persone che si avvicinano al forum, ma la percentuale è la medesima.

Nella mia firma sotto "I MIEI PG" puoi vedere le persone poco raccomandabili con le quali ho giocato

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2 ore fa, Grimorio ha scritto:

Parli di tavolo da gioco reale o di forum?

direi per esperienza live e roll20 

P.s Per la live trovo sia peggio avere questi comportamenti, spero che chi lo faccia non sia così nella vita perché non è affatto una bella persona

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36 minuti fa, nolavocals ha scritto:

direi per esperienza live e roll20 

P.s Per la live trovo sia peggio avere questi comportamenti, spero che chi lo faccia non sia così nella vita perché non è affatto una bella persona

Alcuni giocatori purtroppo sono degli eterni adolescenti che chiedono chiedono chiedono, oggetti magici o cose overpower per lo più.

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  • Confused 1

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Onestamente non credo vi sia una deriva di questo tipo, anzi: io vedo gruppi di ragazzini oggi che giocano in modo molto più attento e maturo (in moltissimi sensi, dal lato umano al lato del regolamento e della comprensione del gioco) di come facevo io alla loro età. Credo che la percezione sia dovuto al cambiamento di punto di vista.

A 15 anni, giocavo con i miei amici, che erano il mio mondo. In primo luogo non esisteva l'ipotesi di mancare di rispetto. Non perché fossimo persone migliori, ma semplicemente perché si giocava con persone che vedevi letteralmente tutti i giorni e occupavano il 90% della tua vita. Litigare con loro, essere escluso, sarebbe stato un dramma. In secondo luogo, cosa fosse un gioco di ruolo, cosa significasse e cosa volevamo dall'esperienza lo avevamo scoperto e definito insieme: volevamo la stessa cosa, perché la nostra idea era coevoluta.

Oggi, i gruppi di adolescenti che giocano con il loro amici giocano allo stesso modo perché hanno la stessa dinamica. Ma io (noi?) no. Per carità, gioco saltuariamente con i miei amici storici se ci troviamo nella stessa città in tre o più, ma non vivo più in Italia da anni, capita sempre meno. E, passati i trenta, il tipo di amici che si fanno a 15 anni non si fanno più. Nel caso migliore, gioco con colleghi o amici, ma il termine amico è completamente ridefinito: alla mia età, un gruppo di colleghi o amici della palestra non è sacro, non è il mio mondo. Se uno ci desse buca, la sua vita continuerebbe allo stesso modo. Altrimenti gioco online con persone appena conosciute e che possono sparire per qualsiasi motivo. E anche io sono sparito in passato senza motivo apparente per chi giocava con me: ovviamente il motivo c'era, ma non c'era la confidenza per spiegare i problemi personali che erano sopraggiunti. E soprattutto ognuna di queste persone non ha iniziato a giocare con me, ha idee completamente diverse di cosa sia accettabile e cosa no. Si può arrabbiare per quella che è per lui una mancanza di rispetto, e allo stesso tempo compiere azioni che sono mancanza di rispetto per me. Si può annoiare per un modo di masterizzare che lo annoia, che invece è perfetto per me. Non è cresciuto con me, vuole cose diverse dal giocare di ruolo.

Quindi no, non direi sia cambiata la gente, che le nuove generazioni siano peggiori: se sono diverse, la mia impressione è che siano cambiate in positivo. Direi che osserviamo spesso non l'equivalente di quello di prima -- un gruppo di amici che ha imparato a giocare insieme --, ma qualcosa di diverso -- un gruppo di persone che si trova insieme uniti solo dal voler giocare di ruolo, ognuno con una diversa idea di cosa questo voglia dire.

In tanti confronti con il passato si confonde il cambiamento generazionale con il nostro cambiamento come osservatori. Anche la scala di casa di mia madre oggi mi sembra meno ripida ma più faticosa, ma credo siano le mie ginocchia a essere cambiate e non una ristrutturazione fatta di nascosto.

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personalmente credo sia un problema dovuto al mezzo (internet) che accomuna il non avere conseguenze se sparisci al fatto di non doverci mettere la faccia; di persona non mi è mai capitato (ma d'altronde di persona effettuo una selezione personale, se quando ci sentiamo/vediamo non mi convinci al mio tavolo non ci arrivi)

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@bobon123

mi sembra di capire che tu ne comprendi i modi perché, come dici, è capitato anche a te di farlo. Quindi posso capire il tuo punto di vista.

Ritengo che il rispetto verso chi gioca al tavolo con te e la serietà di mantenere l'impegno preso in totale libertà sia da applicare non solo ad un gruppo gdr.

Sarà per quello che il legale buono non va di moda, nessuno ci si riconosce in questa società. 

Forse io la vedo in maniera negativa perché quanto conosco una persona e prendo un impegno, vuole dire che ho valutato e deciso di farne parte e se mai capitasse un problema lavorativo o altro, avviserei per tempo.

Purtroppo il 90 % delle volte o si sparisce o si raccontano scuse o storie assurde per giustificarsi (non saprei dire qual'è peggio)

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4 minutes ago, nolavocals said:

@bobon123

mi sembra di capire che tu ne comprendi i modi perché, come dici, è capitato anche a te di farlo. Quindi posso capire il tuo punto di vista.

Questa frase, con la parte che segue, forse dovresti spiegarla meglio perché riesco a leggerla solo come un giudizio personale e morale su di me, persona che non conosci, basato su fatti che non conosci perché ho voluto coscientemente solo accennare. Spero di non aver capito correttamente quello che volevi dire. Per sicurezza evito di rispondere ulteriormente in questa conversazione, difficilmente aggiungerei qualcosa di utile.

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diciamo che problemi personali ed eventi esterni possono sempre capitare, ma un'avviso "guarda, non riesco più a giocare" è sempre corretto darlo 

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1 hour ago, Aranar said:

diciamo che problemi personali ed eventi esterni possono sempre capitare, ma un'avviso "guarda, non riesco più a giocare" è sempre corretto darlo 

Ovviamente concordo sia educato e corretto. Altrettanto ovviamente accadono nella vita degli altri emergenze più importanti dell'educazione, e se non ne siamo coscienti ci troviamo a considerare maleducato qualcuno che magari è in una situazione molto difficile, ed è particolarmente facile su internet visto che ci è difficile considerare un nick come un individuo complesso.

È capitato anche a me ovviamente di fare assunzioni basate solo sul comportamento, in alcuni casi in modo spettacolare. Ho quasi litigato con una amica perché mi aveva dato buca senza avvisarmi, lasciato per due ore sotto la pioggia per poi attaccarmi in faccia due volte e infine staccare il cellulare: che scusa poteva avere per non dirmi almeno al volo "non posso!"? Solo la settimana dopo mi ha scritto, e ho scoperto con mio grande imbarazzo che il padre era stato rapito durante un colpo di stato in un paese estero e stava cercando di mettersi in contatto con il ministero.

Quindi certamente siamo tutti d'accordo nel fatto che sia educazione prendere seriamente un'attività su cui altri investono tempo, e di conseguenza avvertire e comunicare correttamente i propri impedimenti con il massimo preavviso possibile. Check! Allo stesso tempo credo sia ragionevole anche non dare un giudizio morale su qualcuno che non conosco per un accadimento che non conosco, anche concordando pienamente che sia un comportamento molto deplorevole se non giustificato. Le due cose non si escludono.

Per ritornare in topic, questo credo sia un altro motivo per cui c'è una percezione di minore educazione e rispetto oggi che anni fa: giocando con estranei, e non conoscendo quindi le loro ragioni, diventa più facile assumere che siano maleducati o che cerchino scuse, piuttosto che comprenderli. Non mi arrabbio con un mio amico, anche un amico che mi ha dato buca tante volte, che mi dice che non può giocare perché gli è morta la nonna. Se la stessa cosa succede ad un estraneo, che magari ha dato già buca in passato, che sia una scusa viene in mente molto più facilmente.

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Il fatto di essere estranei non dovrebbe essere motivo per cui il rispetto debba venire meno, anzi tutto il contrario.

A volte accade che ad un estraneo gli muore la nonna 3 volte. 

partecipare ad una campagna, non viene imposto, nessuno ti punta un'arma alla tempia. In generale mi riferisco più a quelli che vogliono giocare ma se qualunque altro impegno della vita viene sempre prima, questo da buca. Perchè poi avviene il meccanismo di sapere d'essere nel torto ed  iniziano le bugie (ma come il detto dice, hanno le gambe corte),  sapendo d'aver accettato un impegno durante le uniche 3 ore (esempio) di gioco. Preferisco che uno mi dica da subito: "guarda sono fatto così" e lasci decidere al gruppo se giocare con lui o no e non fare il finto per entrare e poi comportarsi fregandosene di tutto e tutti.

@bobon123Non metto in dubbio che possano accadere situazioni del genere, spero anche restino molto rare, visto la gravità. Ma il comportamento che hai usato di esempio (la tua amica) bastava che lei mandasse un messaggio o una chiamata veloce per dirti: "scusami, ho un problema grave, mi farò risentire quanto tutto sarà finito".

Per quanto riguarda mettere le mani avanti, non sono il tipo anzi sono convinto che in qualunque rapporto occorra fiducia e rispetto.

Diventa il discorso "scusa non ho avuto tempo" ognuno ha degli hobby o delle preferenze di cose da fare nel proprio tempo libero e per quelle, il tempo si trova sempre, quindi il "non ho avuto tempo" è traducibile con " ho cose, per me, più interessanti da fare". 

Credo sia giusto che uno sia conscio ed avvisi, soprattutto se sono estranei con cui vuoi interagire. 

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Il 3/5/2020 alle 16:48, Fezza ha scritto:

Nella mia firma sotto "I MIEI PG" puoi vedere le persone poco raccomandabili con le quali ho giocato

Lo scopro solo ora, molto utile!

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2 hours ago, nolavocals said:

Il fatto di essere estranei non dovrebbe essere motivo per cui il rispetto debba venire meno, anzi tutto il contrario.

È onestamente incredibile come al mio post tu possa aver risposto questo. Potevi rispondermi con la ricetta della carbonara vegana. 🙂

2 hours ago, nolavocals said:

@bobon123Non metto in dubbio che possano accadere situazioni del genere, spero anche restino molto rare, visto la gravità. Ma il comportamento che hai usato di esempio (la tua amica) bastava che lei mandasse un messaggio o una chiamata veloce per dirti: "scusami, ho un problema grave, mi farò risentire quanto tutto sarà finito".

Ecco, questo è un ottimo esempio di quello che dicevo, cioé che in ogni gruppo si definisce in modo diverso cosa sia il rispetto. In Giappone è maleducazione non fare rumore bevendo la zuppa, in Italia il viceversa. Un comportamento come quello che tu stai descrivendo, cioè commentare "però bastava che mandasse un messaggio" ad una ragazza che è in quella situazione di assoluta drammaticità reale, nel mio gruppo sarebbe visto come una terribile mancanza di rispetto da parte tua. Per te invece la mancanza di rispetto è stata sua.

Facevo notare giusto nel primo post come parte dei problemi sorgono perché si vedono come irrispettosi comportamenti diversi dai propri. Chiaramente se si gioca con chi ha iniziato a giocare insieme a te queste situazioni sono più rare, da cui la percezione di maggior rispetto all'interno del proprio gruppo sociale. Questo è vero anche al di là del gioco, vivendo io personalmente in un contesto molto multietnico mi è particolarmente evidente: ogni gruppo etnico crede che gli altri siano meno educati di loro.

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tu hai portato un esempio limite, non credo che i giocatori scomparsi segnalati da @Fezza avessero casi così gravi. Poi come succede sempre più spesso, e difficile parlare di certe cose senza che un aspetto intacchi l'altro. Non mi sembra d'aver detto blasfemie se un amico (tra l'altro in questo caso) mentre io parlavo di sconosciuti, avesse detto due parole, visto che come dicevi continuavi a chiamarla. Due parole non uccidono nessuno.

Poi capisco il tuo pansiero a mente aperta, io infatti se uno non si fa sentire non penso male (come dico io dò fiducia) poi se questa persona continua ad avere atteggiamenti pessimi, preferisco farne a meno. Immagino che tu, come dici vivendo all'estero abbia acquisito una mentalità "aperta" ma questo tipo di discussioni non portano a nulla.

Credo solo tu abbia portato un esempio molto scostato da quello che intendevo parlare io.

Poi se dei giocatori ti chiedono di masterare un avventura ti fanno perdere del tempo per preparare tutto poi spariscono, se tu come dici non ti sfiora allora buon per te, personalemente se un giocatore chiede di giocare fa perdere del tempo per poi sparire è pessimo nei rapporti e come spesso accade lo farà sempre con tutti in tutti gli ambiti. 

Ho giusto dato un 'occhio ai PG segnalati da @Fezza, quelli scomparsi cambiano "squadra" per poi sparire nuovamente, non li giustificherei affatto, per quanto mi riguarda.

Buon per loro se trovano persone come te e possono permettersi di comportarsi cosi e venire "scusate"

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Niente, scusa ma questa discussione proprio non riesco a seguirla: avverto con preavviso che lascio la discussione. Mi giustifico con il fatto che rispondi a messaggi diversi da quelli che io scrivo 🙂

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ok, avevi già scritto che non ti interessava, poi ho visto che hai scritto di nuovo, cmq ci mancherebbe, dal mio credo che ciò che fa @Fezza sia la cosa migliore per certi giocatori e master

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    • By mirtian
      Buongiorno a tutti! 😁
      Ho iniziato a ruolare anni fa insieme a degli amici più grandi. Loro giocavano ancora a Girsa, Advanced, terza edizione, ed avevano anche i manuali della Scatola rossa; io ero ancora un "bambinetto" ultra affascinato dal mondo fantasy, da D&D e dai giochi di ruolo. 
      Più consapevolmente ho iniziato a ruolare con D&D 3.5 ed ho iniziato anche a masterare (con sorti alterne all'inizio 😄) con amici miei coetanei. 
      Quando fu il momento della 4e comprai in preordine tutti i core ma rimasi profondamente deluso perchè D&D era diventato un gioco da tavolo. Mi sono sempre piaciuti i wargame e giocavo ancora a Warhammer ai tempi, ma per me un D&D fatto per forza con miniature, squares e poteri che si esprimevano principalmente su di una griglia, non era cosa. Non ebbi tuttavia la possibilità, né la voglia, di comprare subito altri manuali: così non presi il manuale di pathfinder, che uscì poco dopo, e continuai con 3.5. Successivamente, provai diversi sistemi quali Dimensioni (che ebbi modo di scoprire anni fa, leggendo proprio questo forum) Gurps, Terza era, Call of Chtulhu (uno dei miei preferiti), Mouse guard, Vampiri ecc. Tuttavia, poco a poco, smisi con il GdR. 
      Ora mi sto riapprocciando al mondo dei tabletop rpg e mi trovo molto spaesato. Di mio sarei attratto da Star trek e Starfinder (forse anche di più di Star trek), perchè negli ultimi tempi più che del fantasy sono diventato un appassionato di fantascienza, ma nel mio gruppo si vorrebbe proprio fare una classica campagna fantasy (io sono più un fan di campagne low fantasy, ma si pensava di fare high fantasy) ed anche io convengo possa essere una buona idea (nel gruppo ci sono sia "novizi" sia ex giocatori che, come me, non giocano da anni). Dovrei, inoltre, masterare e non mi va di tenere una campagna in un genere che non tutti possono trovare entusiasmante o interessante.
      Al che... quale gioco high fantasy, nel 2020, vale di più la pena? Per investirci? Mi sembra, infatti, che tutti i sistemi fantasy principali abbiano, in un modo o nell'altro, in una sfera o in un'altra, dei problemi o dei risvolti non interamente convincenti per una persona che ritorna a giocare. 
      Ho provato già a giocare a quella che è considerata la novità degli ultimi anni: la quinta edizione di D&D. Mi sembra tuttavia ci siano delle grosse questioni. Non voglio aprire un flame, sia chiaro, ma ho alcune perplessità.
      Innanzitutto ho, di recente, provato a giocarla (facendomi prestare il manuale) e sono rimasto impressionato dal gusto più attinente alle vecchie versioni con cui mi ero confrontato da ragazzino. La grande semplicità mi ha da subito riproiettato facilmente nel GdR e, devo dire, l'ho apprezzata. Tuttavia, nonostante alcune meccaniche siano ben concepite, mi ha lasciato dell'indeterminatezza su alcuni aspetti: tutto viene ridotto alla stessa meccanica o alla scelta del master che rischia poi di sbilanciare un'intera scena. Trovo inoltre manchi di profondità, di personalizzazione dei pg: i materiali che la wotc ha rilasciato dal 2014 sono veramente pochi. Mi sembra che wotc non sia davvero intenzionata a sviluppare un gioco che potrebbe essere ottimo (seppure abbastanza ambiguo per scelta) ma che preferisca far marketing e acquisire sempre più giocatori, anche insospettabili, che però, più da occasionali, si fanno anche andare bene uno "scarso" impegno nello sviluppo del gioco. A me onestamente degli attori di GoT che fanno i live streaming con D&D importa meno di zero, soprattutto se i "rulebook" ad oggi sono 5 o 6 (i core più xanathar, volo ecc. non sono più di 6 o 7). Anzi, i rumours su una sesta edizione mi spaventano e mi fanno chiedere a che pro comprare, in questo momento, i manuali di una 5e ancora non sviluppata persino dopo 6-7 anni (specifico che a me le avventure non interessano, quindi non le conto). Wotc mi lascia perplesso, c'è molto materiale per 5e ma il suo sviluppo rimane in mano agli appassionati e case terze: questo mi strania. Tutte le iniziative che wotc prende sono per una maggiore diffusione del gioco e per un linguaggio più corretto e "welcoming": linguaggio che ci sta assolutamente, ed era ora di togliere ad esempio il termine "razza" che per i giocatori più giovani può davvero essere un problema, ma, anche qui, pathfinder mi sembra abbia tolto il termine sostituendolo con "ancestries" senza sbandierarlo ai 4 venti e trasformarlo in una questione, per l'ennesima volta, di marketing. Insomma, io voglio pagare un gioco e non per la comunicazione di un gioco. Anche se D&D non è mai andato così bene, per me la diffusione di un gioco non è per forza direttamente proporzionale alla qualità e all'impegno profuso dai produttori. 
      D'altra parte pathfinder 1 mi sembra molto molto simile a 3.5 e, sebbene ci siano dei simpatici volumi con le copertine flessibili, a più buon mercato, non so se vale la pena prendere un gioco abbastanza simile al materiale di cui già dispongo in 3.5. Pathfinder 2e, invece, mi ispira decisamente: mi sembra mantenga molta personalizzazione e ci sono alcune meccaniche (tipo i feat per la discendenza o il combattimento in 3 turni) che mi incuriosiscono. Anche dal punto di vista dei disegni path mi ispira molto di più di un Ded 5e che trovo abbastanza minimal. Ho visto molti video online su pf2 e mi sembra, inoltre, per quanto ho capito, che semplifichi di molto la prima edizione del gioco. Epperò, anche su pf2, non percepisco un unanime entusiasmo: cosa dovuta, forse, ad un pubblico più conservatore per natura? 
      E, quindi, eccomi qui tutto indeciso 😂: da una parte il mio gioco preferito, che mi aveva deluso con 4e ma che mi sembra abbia perso il suo spirito anche con 5e: puntando più sulla comunicazione che sul gioco. Dalla parte opposta c'è la grande alternativa che è in una fase di transizione. 
      Un ex giocatore che si riapproccia ai gdr fantasy a cosa deve guardare in questo momento? Perchè prendere 5e e vedermi cambiati i core dopo 1 anno o due me le farebbe girare 🤨. É meglio aspettare una 5.5 o una 6e? Meglio buttarmi diretto su pf2 che sembra meritare parecchio e che comunque mi ispira? Ci sarebbero gruppi di gioco anche in giro per l'Italia? Meglio buttarmi su pf1 e, piano piano, procurarmi tutto il materiale in copertina flessibile? L'unico altro gioco che stavo guardando, fantasy, è Shadow of the demon lord, ma anche qua, con un'ambientazione particolare, non so se potrebbe essere una buona scelta per tutto il gruppo. 
      Ho davvero entusiasmo 🙃, ma la situazione delle principali alternative mi lascia, appunto, indeciso: mi piacerebbe molto avere un vostro parere e sapere se sono l'unico a notare come queste attuali incongruenze possano spaventare i nuovi giocatori o chi, come me, torna al mondo del GdR 🖖
       
       
       
    • By Vale73
      Ciao a tutte e tutti, non so se questa è la sezione giusta, o devo postare questo messaggio sulle sezioni di D&D o Pathfinder: volevo condividere con voi alcune impressioni rispetto al sistema di multiclassamento di D&D 5ed e di Pathfinder 2e: in linea di massima preferisco il sistema di D&D 5e   Ecco perchè: fondamentalmente in Pathfinder 2e il multiclassamento viene gestito attraverso Talenti di Dedizione che si possono prendere, ciascuno relativo ad una Classe o ad un Archetipo, che consentono di acquisire progressivamente alcune delle abilità di quella classe o di quell'archetipo. Generalmente un personaggio non può prendere un Talento di Dedizione di un'altra Classe o di un altro Archetipo se non ha preso almeno altri due talenti della classe del primo Talento di Dedizione. Un po' come succedeva in D&D di 4a edizione.    Mi sembra che il sistema di Pathinder 2e sia perfettamente funzionante e funzionale dal punto di vista delle meccaniche e del bilanciamento del gioco, ma che non consenta di realizzare alcune idee narrative.   Ad esempio, un personaggio potrebbe essere inizialmente un nobile/guerriero che uccise un uomo per sbaglio o per proteggere qualcuno; successivamente si pentì profondamente e abbracciò l'abito religioso (diventò un chierico), e fu un chierico da allora in poi - tipo Padre Cristoforo nei Promessi Sposi.   In termini di gioco, il suo livello di chierico avrebbe superato con il tempo il suo livello da guerriero. Nel sistema di multiclassamento di Pathfinder 2e, questo sviluppo narrativo durante la campagna non sarebbe possibile. Un modo per fare una cosa del genere potrebbe essere far partire il personaggio già come chierico, e relegare la sua storia nel suo background, oppure farlo partire come personaggio di 0 livello (dalla bellissima Gamemastery Guide) con il background di nobile e poi fargli acquisire il primo livello da chierico.    E' lo stesso problema che avevo con il sistema di multiclassamento di D&D 4a edizione. E' vero che si evita il "level dip" (cioè il fatto che i giocatori siano tentati di prendere comunque un livello ad esempio da guerriero per avere competenza nelle armi e nelle armature, o da chierico per avere incantesimi di cura, ecc., ma si perdono alcuni percorsi narrativi   Cosa ne pensate? Un abbraccio fresco, ogni bene e a presto! Valerio
    • By SamPey
      Buongiorno a tutti, 
      In questo ultimo periodo mi sono trovato a pensare molto, sono arrivato alla conclusione che sono in completo Burn Out dal GDR (in questo caso dnd). Vuoi che causa lavoro, impegni vari ecc io e il mio gruppo facciamo fatica a riunirci, vuoi che uno dei miei amici non ha piu molta voglia di giocare, vuoi quel che vuoi ma mi sono ritrovato in una situazione nella quale non riesco più a pensare a DnD come facevo prima. Non riesco piu a vedere il GDR come il mondo fantastico in cui mi rifugiavo per "scappare" da quello reale (forse anche per motivi personali che vanno al di fuori del contesto). Ho fatto il master per un po e mi sa che, una volta finita l'avventura (a breve), mi concederò una pausa (quanto lunga? Chissà). Questo però mi dispiace perche a me PIACE giocare, ma attualmente "non riesco". Il PbF, cosa che sto sperimentando, è simpatico ma non è certo la stessa cosa, non mi da quel feeling (ovviamente parlo per me). Ho timore che quella scintilla che mi ha avvicinato con tanta passione a DnD non si riesca piu a riaccendere. Forse dovrei cambiara GDR? Ci sono tante cose che vorrei provare anche se al momento sono titubante.
      A voi è mai successa una cosa del genere? Cosa avete fatto/come avete affronrato la cosa? Mi piacerebbe sentire la vostra opinione.
    • By Tensazanghetsu
      Se ho il talento adepto elementale fuoco e trovo un mostro che e immune al fuoco, posso danneggiarlo con un incantesimo di fuoco?
      Il talento dice che ignora la resistenza al fuoco 
    • By Zaidar
      Salve, 
      Volevo chiedervi se "in letteratura" esistono esempi di come un dibattito in-game di una certa rilevanza (elaborare un piano, compiere una scelta difficile ecc) tra personaggi venga gestito e risolto con delle regole in-game, che di fatto rendano l'idea del personaggio che si è "convinto" della bontà delle idee dell'altro. 
      Brutalmente, in D&d potrebbe essere una prova di Carisma o diplomazia contrapposta (orrore?), chi tira più alto convince gli altri? 
      Tuttavia, chiedevo se esistevano tecniche più sottili e gratificanti anche per i Giocatori, di modo da "strutturare" il dibattito e rendere più "in-game" il confronto di idee dette per bocca del proprio PG. 
      Infine, cosa comporta per il PG andare contro la decisione che sembra giusta? Cosa prevedono le meccaniche di gioco in quel caso? Ovvero, che fine fa il libero arbitrio del Giocatore che gioca un PG che viene convinto che la sua idea non è quella giusta? 
      Ci sono giochi che si addentrano in questa sfumatura rendendola interessante e portando in-game questo aspetto? 
      Ringrazio chi vorrà "illuminarmi". 🙂
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