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Cosa c'è di nuovo su Kickstarter: Historia

Historia è un ambientazione rinascimentale con toni dark fantasy pensata per la quinta edizione del gioco di ruolo più famoso del mondo. Il gioco è ambientato a Vesteria, una terra piena di intrighi e popolata da animali antropomorfici. Ogni personaggio potrà appartenere a differenti Specie di creature, con oltre 50 possibili creature antropomorfiche giocabili. Oltre alla Specie i personaggi potranno scegliere delle Professioni e l'appartenenza a una delle varie Fazioni che popolano questo mondo ricco di azioni, misteri ed avventura.

La copertina del manuale e un'anteprima delle pagine interne
Historia nasce dalla collaborazione tra Mirko Failoni (artista ed illustratore per giochi come Vampire The Masquerade, Age of Sigmar, The One Ring, Pathfinder, Wraith The Oblivion, Lost Citadel e molti altri), Michele Paroli (autore di Journey To Ragnarok, fondatore e sviluppatore capo del Mana Project Studio) e Matteo Pedroni (parte del team di sviluppatore di Journey To Ragnarok e del GdR a breve in uscita basato su Zombicide della CMON).

Un esempio di scheda del personaggio
Potete trovare la pagina del Kickstarter, che durerà fino al 04 Ottobre e che ha già ampiamente superato l'obiettivo base e ne ha sbloccati svariati altri, con ulteriori dettagli qui.

Grazie a @Pyros88 per la segnalazione.
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I Colpi Critici in Dungeons and Dragons

Articolo del 10 Agosto 2019 di Malcon the Firebringer
Agli albori di Dungeons and Dragons i colpi critici erano piuttosto controversi. Original Dungeons & Dragons e Advanced Dungeons & Dragons nemmeno li prevedevano all’interno delle regole. Gary Gygax e il resto dello staff della TSR non credevano che dovessero fare parte del gioco. Il sistema di combattimento non considerava l’uccisione istantanea nemmeno quella volta su un milione, cosa che i giocatori sembravano desiderare. In un commento nella colonna “From the Sorcerer’s Scroll” nel numero 16 di Dragon Magazine (pubblicato nel luglio 1978), Gary Gygax discuteva dei numerosi sistemi concorrenti dei giochi fantasy, che stavano uscendo in quel periodo. La maggior parte veniva commercializzata come un “miglioramento” del realismo nel combattimento fantasy di Dungeons and Dragons. Alcuni di questi sistemi possedevano una sorta di Colpo Critico all’interno del loro sistema di combattimento. Gary non approvava. E lo affermava piuttosto chiaramente nella sua rubrica su Dragon Magazine. Non gli piaceva la possibilità di una “morte istantanea” o anche solo di un danno doppio derivante da un tiro che avesse per risultato un 20 naturale. Proseguiva poi affermando che il sistema di combattimento di Dungeons & Dragons era stato progettato per la giocabilità e non per il realismo.

Mettere a segno un colpo critico può rendere un eroe famoso… com’è accaduto a Beowulf
Tuttavia, altri giochi di ruolo di quei primi tempi prevedevano questo tipo di “successo eccezionale”, inclusi alcuni rilasciati dalla TSR. Un gioco di ruolo degli albori chiamato “Empire of the Petal Throne” viene considerato da molti come il primo gioco di ruolo che prevede in modo specifico delle regole per un tale “Colpo Fortunato” [“Lucky Hit”]. Altri giochi presto seguirono l’esempio. Con l’esistenza di regole per questo tipo di colpi fu naturale estendere tali regole in modo che includessero anche i cosiddetti fallimenti critici. Tali pessimi risultati sono spesso chiamati fallimenti critici (fumbles in inglese, NdT). Nella versione prototipo di Empire un 20 naturale causava un doppio danno alla vittima. La versione successiva rilasciata dalla TSR prevedeva un’uccisione istantanea su un secondo tiro pari a 19 o 20.

Un 20 naturale viene considerato un colpo critico in molte edizioni successive di Dungeons & Dragons
Perché i giocatori desideravano colpi critici in Dungeons and Dragons?
La maggior parte di noi ha sentito il racconto biblico di Davide contro Golia. La storia è quella di un enorme gigante contro un poveretto, praticamente senza possibilità di vincere in una battaglia uno contro uno. Eppure colui che parte svantaggiato vince. Con una fionda e una pietra. Ottiene quel colpo su un milione, e vince.

Costui ha messo a segno alcuni colpi critici
È naturale che i giocatori desiderino lo stesso tipo di capacità nel gioco. Dovrebbe esserci sempre la possibilità... dicevano... di vincere praticamente qualsiasi incontro. Ovviamente, anche introducendo i colpi critici nel gioco non vi è alcuna garanzia che un colpo eccezionale uccida qualsiasi creatura. A meno che qualcuno non stia facendo roteare una Spada Vorpal.
Ovviamente... La TSR non fu sempre contro i colpi critici. Il sistema di ferite nel loro gioco a tema western Boot Hill prevedeva danni basati sul colpire diverse parti del corpo. Ma questi sistemi complessi su dove posizionare i colpi erano eccessivamente pesanti per il giocatore e il Game Master. Non sono mai stati tanto popolari quanto un sistema basato sull’ottenere un 20 naturale lanciando un D20.

Un singolo affondo di lancia uccide questo demone
L’introduzione dei colpi critici in Dungeons and Dragons
I primi colpi critici effettivamente menzionati in un qualsiasi manuale ufficiale di Dungeons & Dragons risalgono a AD&D 2E. La Guida del Dungeon Master per la 2a edizione fornisce una regola opzionale allo scopo di includere i colpi critici. Offre due opzioni per implementare questa regola:
Con un 20 naturale l’attaccante raddoppia il danno inflitto. Oppure se l’attaccante ottiene un 20, allora esso ottiene un secondo attacco. E così via. Se continua a tirare dei 20, continua a ricevere un altro attacco fino a quando non ottiene più dei 20 sul dado.
Un colpo critico in questo momento sarebbe davvero un’ottima cosa
Successivamente la seconda edizione ampliò questa regola nel Player’s Option: Combat & Tactics. In quel manuale alcuni dei sistemi suggeriti per ottenere colpi critici erano molto più complessi. Ma questo manuale fu anche il primo a sottolineare qualcosa di interessante. Afferma che alcune creature non possiedono parti del corpo specifiche che sono più importanti rispetto a qualsiasi altra parte del corpo. Quindi un colpo critico potrebbe essere inefficace contro di esse.
Questo è un punto importante da considerare. Alcune creature sono solo masse informi di protoplasmi neri o melme verdi. Come si può effettivamente ottenere un colpo critico contro una creatura che non ha parti del corpo vitali o punti deboli? Un colpo critico contro una tale creatura è in un certo senso qualcosa di ridicolo.
Questo genere di esclusione di alcune creature dai critici fu esteso alla 3E.

Beowulf combatte Grendel
Che tipi di creature non dovrebbero essere affette dai colpi critici?
È naturale che alcuni tipi di creature melmose e masse informi non siano influenzate da un colpo speciale. Ma anche altre creature hanno scarse probabilità di esserne influenzate. Alcune di esse sono le seguenti:
Melme, Amebe, Protoplasmi. Golem, Non Morti ed Elementali in quanto non sanguinano.
Se costui non ottiene un colpo critico, sarà decisamente nei guai
Colpi Critici nelle varie edizioni di Dungeons and Dragons
Come già affermato, la 1a Edizione e Original Dungeons and Dragons non li avevano nemmeno presi in considerazione. La 2a Edizione prevedeva una regola facoltativa e, poi, diverse varianti su come applicarla.
Nella Terza Edizione un 20 era un colpo automatico. Ciò non è mai stato indicato espressamente nelle precedenti edizioni, ma era implicito nelle tabelle fornite. Alle varie tipologie di armi venne applicata una “minaccia di critico". Questa era un range di tiri necessari perché il colpo fosse considerato un critico per quell’arma.

Sia l'uno che l'altro potrebbero fare un critico  
In 4a Edizione un 20 era un colpo automatico. Ma per ottenere un colpo critico era necessario tirare un dado abbastanza alto da raggiungere o battere la difesa effettiva del bersaglio. Altrimenti veniva considerato un colpo normale. Un tiro 20+ modificatori che eguaglia o batte la difesa del bersaglio mette a segno un colpo critico. In tal caso il danno sarebbe il massimo per quell’arma più un valore ottenuto dal bonus di incantamento (di solito un D6). L’effetto netto di ciò è che nella 4a Edizione il colpo critico medio causa più danni rispetto a quello medio della 3a Edizione.
La Quinta Edizione ha, di nuovo, semplificato le cose. Un 20 naturale colpisce sempre. Un 20 naturale è sempre un colpo critico. I dadi di danno vengono lanciati due volte con i bonus fissi lasciati invariati. Questo tende a riportare il danno in linea con i colpi critici della Seconda Edizione.

Per qualcuno che affronta in solitaria un drago, un colpo critico del genere è decisamente necessario
Fallimenti Critici in Dungeons and Dragons
I fallimenti critici non erano inizialmente previsti nelle regole originali. Gary Gygax ha scritto una volta un articolo sull’argomento dei successi critici nella rivista Dragon Magazine (forse più di uno). Sosteneva che, qualora i colpi critici fossero permessi, allora dovevano esserci anche i fallimenti critici. Credeva, erroneamente, che ciò potesse scoraggiare i giocatori e i Dungeon Master che richiedevano per Dungeons and Dragons un sistema con colpi critici.
Ma i giocatori e i Dungeon Master volevano persino i fallimenti critici. Un 1 naturale dovrebbe sempre essere un fallimento critico, dicevano. Dovrebbe sempre mancare.

Vuoi affrontare un drago in una sfida uno contro uno? Meglio ottenere un critico
I Colpi Critici in Dungeons and Dragons possono fornire alcuni risultati imprevedibili e incredibili
Una volta ho testato un’avventura one shot che avevo scritto e che prevedeva una caverna con un drago rosso come antagonista principale. Il drago che ho selezionato rispetto il livello dei personaggi era un po’ troppo potente per il gruppo. E quello era lo scopo del mio playtest. Volevo scoprire quale delle età usare e per quale particolare range di livelli e numero di avventurieri per lo scontro, al fine di renderlo stimolante ma non irrimediabilmente fatale per l’intero gruppo.

I dinosauri vengono spazzati via da un colpo critico giunto dallo spazio……
Quello che capitò fu che il gruppo sconfisse il drago per il rotto della cuffia, con un solo giocatore rimasto in piedi. Il ladro, tra tutti quanti, tirò un colpo critico mentre stava per morire. Tirò un 20. Seguito da un altro 20. Stavamo usando un sistema variante di colpi critici che era popolare per AD&D e in cui l’attaccante lanciava un secondo D20 per determinare l’effetto del colpo critico. Un tiro di 1-10 assegnava un doppio danno. Un tiro di 11-15 assegnava un triplo danno. E un tiro di 16-20 assegnava un danno quadruplicato.
Quella che sembrava essere un total party kill è invece finito con il ladro che è sopravvissuto e il drago morto nell’ultimo round. Naturalmente... il ladro era un ladro...e ha deciso di rubare tutto il bottino e non cercare nemmeno di far risorgere i suoi amici... ma questa è un’altra storia...

Non sono sicuro di cosa stia combattendo costui, ma un critico sarebbe davvero utile in questo momento...
Alcune varianti del colpo critico per AD&D
Ho giocato alla 1a Edizione fin dagli anni ‘70. Quindi ho potuto osservare numerose modifiche alle regole. Naturalmente queste erano considerate “house rules” in quanto i creatori del gioco non ne vedevano la necessità. Su Dragon Magazine uscirono alcuni articoli che suggerivano alcuni possibili sistemi per il colpo critico, ma questi non erano ufficiali per quanto riguardava la TSR. Alcune delle varianti che ho visto utilizzare sono:
Un colpo critico infligge automaticamente il danno massimo dell’arma utilizzata, più eventuali incantamenti magici e modificatori di Forza. Un colpo critico infligge un doppio danno, oltre a incantamenti magici e modificatori di Forza. Un colpo critico provoca la morte istantanea del bersaglio. Un colpo critico dà diritto al giocatore a un secondo tiro D20. Un tiro di 1-10 significa doppio danno, 11-15 significa triplo e 16-20 significa quadruplo. L’articolo del Dragon Magazine intitolato “Good Hits & Bad Misses” di Carl Parlagreco forniva una vasta tabella per i colpi critici a seconda del tipo di arma utilizzata. Sono previste tabelle specifiche per:
Armi affilate. Armi contundenti. Armi da affondo e armi da lancio. Effetti contro gli animali. Quello stesso articolo forniva, inoltre, una tabella specifica anche per i fallimenti critici. Questa tabella non è però specifica per ogni arma.

Sarà un colpo critico?
Alcune varianti per i fallimenti critici che ho visto usare per AD&D
Come già detto in precedenza... le prime edizioni del gioco non prevedevano regole per i fallimenti. Le “regole della casa” in merito abbondavano, sia per i fallimenti sia per i colpi critici. Alcune varianti che ho visto utilizzate in gioco:
L’attaccante colpisce sé stesso o sé stessa. L’attaccante colpisce sé stesso o sé stessa oppure un membro del gruppo (o un alleato sul campo). L’attaccante lascia cadere l’arma, inciampa o cade (riprendersi costa un round). L’attaccante colpisce sé stesso o sé stessa oppure un membro del gruppo (o un alleato sul campo), ma deve tirare un altro D20. Un 1-10 significa doppio danno, 11-15 significa triplo danno, 16-20 significa danno quadruplo... e se l’attaccante sta usando una Spada Vorpal o una Spada Affilata... le cose possono davvero andare a rotoli...
Sembra che questo ragazzone abbia ottenuto un colpo critico a mani nude!
Alla fine furono i giocatori e i Dungeon Master a decidere le sorti dei colpi critici in Dungeons & Dragons
La TSR alla fine cedette. I giocatori li volevano nel gioco. Quindi alla fine sono diventati parte del gioco. E ancora oggi sono nel gioco. Adesso i colpi critici entrano in gioco al tavolo quasi ogni volta che si gioca. E probabilmente resteranno definitivamente.

Questo tizio potrebbe voler ottenere anche più di un colpo critico per uscire da questa scomoda situazione
Link all'articolo originale: https://oldschoolroleplaying.com/critical-hits-in-dungeons-and-dragons/
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Il Bardo, il Paladino e un nuovo Sondaggio

Articolo di Ari Levitch, Ben Petrisor e Jeremy Crawford, con Dan Dillon e F. Wesley Schneider - 18 Settembre 2019
Nota del Traduttore: le traduzioni italiane dei nomi delle Sottoclassi presentate in questo articolo non sono ufficiali.
 
Questa settimana due Classi, il Bardo e il Paladino, scoprono nuove possibilità da playtestare. Il Bardo riceve un nuovo Collegio Bardico: il Collegio dell'Eloquenza (College of Eloquence). In aggiunta, il Paladino ottiene un nuovo Giuramento Sacro: il Giuramento dell'Eroismo (Oath of Heroism).
Vi invitiamo a dare una lettura a queste Sottoclassi, a provarle in gioco e a farci sapere cosa ne pensate nel Sondaggio prossimamente in arrivo sul sito ufficiale di D&D.
Il Sondaggio
E' ora anche disponibile un Sondaggio riguardante il precedente Arcani Rivelati, che presentava la Mente Aberrante (the Aberrant Mind) per lo Stregone e l'Osservatore nelle Profondità (Lurker in the Deep) per il Warlock. Per favore, seguite il link del Sondaggio per farci sapere cosa ne pensate.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
Arcani rivelati: bardo e paladino
Sondaggio: Stregone e Warlock
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/bard-paladin
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In Eberron potrete finalmente comprare gli oggetti magici

Articolo di J.R. Zambrano del 10 Settembre 2019
Nell'ultimo stream live di Dragon+, il talk show di D&D, Jeremy Crawford ci ha parlato, nel suo ruolo di sviluppatore capo delle regole della 5E, di ciò che ci aspetta nel manuale Eberron: Rising from the Last War, che comprende regole attese da molti giocatori e DM, come le regole per le navi volanti e per i combattimenti epici sui treni, alle opzioni banali su cosa fare del vostro oro - per esempio spenderlo per darvi un +1 aggiuntivo a tiri per colpire e danni. Quindi che siate intellettuali bizzarri o fifoni noiosi troverete ciò che fa per voi in Eberron.
Eberron sta per arrivare. Se non siete sicuri di cosa questo implichi questo video vi fornisce una buona visione generale di cosa si tratta, tra cui l'ambientazione pulp da dopo-guerra che include tensioni tra le nazioni, spie, eventi da thriller e che offre uno sguardo su un mondo fantasy industrializzato dove tutto è alimento dal Magitech. O direttamente dalla magia.
A sovraintendere a tutto ciò abbiamo le Casate del Marchio del Drago, che si pongono a metà strada tra case nobiliari e corporazioni dove si nasce con un tatuaggio magico speciale (e in cui ci si aspetta che portiate avanti gli interessi della vostra Casata, con tutte le opportunità narrative che ne conseguono). Ed Eberron è praticamente tutto questo. Potete giocare come robot creati per la guerra che stanno cercando di scoprire il loro scopo nella vita, oppure come agenti di spionaggio gnomeschi o ancora come spiriti sfuggiti da un altro reame che si rifugiano nella mente di un umano trovato per caso nelle vicinanze.

Qualsiasi cosa vogliate giocare, tuttavia, troverete le regole per farlo in questo manuale. Tra cui un grande cambiamento in come funzionano gli orchi come personaggi giocabili, dato che la versione giocabile dell'orco si discosta dal normale approccio vagamente eugenetico (e a volte problematico) delle creature di D&D che sono dotate di "bonus razziali alle caratteristiche". Gli orchi di Eberron non hanno una penalità all'Intelligenza, cosa decisamente buona. Ci sono altri piccoli cambiamenti ma questo è quello principale su cui vale la pena soffermarsi.

Ci sono anche regole per gli oggetti magici Comuni e Non Comuni associate all'Artefice, la nuova classe introdotta nel manuale, oltre a regole per un Patrono del Gruppo, che rappresenta un'organizzazione per cui lavora il vostro gruppo di avventurieri. Potreste essere agenti di un gruppo di spionaggio, membri di un'università, appartenenti ad un sindacato criminale e così via - il tutto accompagnato da nuove caratteristiche di background.
E tutto questo solo nel Capitolo 1.
Ce ne sono altri cinque, tra cui una visione storiografica e geografica del Khorvaire, un approfondimento di Sharn (i Capitoli 2 e 3 rispettivamente) e un insieme di regole per la creazione modulare di avventure di 100 pagine, che rispecchia per molti versi il kit che si può trovare nella Guildmaster's Guide to Ravnica; il tutto assieme a mappe, informazioni sulle organizzazioni e cose come i Colossi Forgiati (Warforged Colossi), che sono dei forgiati della dimensione di grattacieli (e naturalmente finirete ad avventurarvi in uno di essi).
Dopo tutto questo nel Capitolo 5 troverete le regole riguardanti l'economia della compravendita di oggetti magici, specialmente quelli Comuni. L'ultimo capitolo, il numero 6, è un bestiario di mostri specifici di Eberron, come gli Incantesimi Viventi, i Daelkyr e altri ancora.
Non vediamo l'ora che arrivi Eberron e speriamo che questo valga anche per voi.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/09/dd-eberron-will-let-you-buy-magic-items-in-5e-at-last.html
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E' uscito Baldur's Gate: Descent into Avernus!

A partire da ieri, 17 Settembre 2019, è disponibile in tutti i negozi Baldur's Gate: Descent into Avernus, il nuovo supplemento d'avventura in inglese per la 5e ambientato nella celebre città di Baldur's Gate, presso i Forgotten Realms, e all'interno del primo livello dei Nove Inferni, conosciuto con il nome di Avernus. In questo nuovo manuale è possibile trovare un'avventura per PG di livello 1-13, informazioni sulla città di Baldur's Gate e sull'Avernus, le regole per giocare i patti col diavolo, le meccaniche dedicate ai veicoli - in particolar modo quelle riguardanti le Macchine da Guerra Infernali (Infernal War Machines) che potranno essere usate per partecipare a infernali gare automobilistiche in stile Mad Max -, nuovi mostri e altro ancora. Il prezzo del manuale è 49,95 dollari.
La Asmodee Italia non ha ancora rivelato nulla riguardo l'uscita della versione tradotta in lingua italiana.
Per maggiori informazioni su Baldur's Gate: Descent Into Avernus potete leggere l'articolo che abbiamo dedicato al suo annuncio ufficiale da parte della WotC.
Qui di seguito, invece, potete trovare le anteprime rilasciate dalla WotC in questi mesi:
❚ Le Statistiche della Macchina da Guerra Infernale (Infernal War Machine)
❚ La mappa dell'Avernus e altre immagini
❚ Il Sommario e l'inizio del Capitolo 1

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SilentWolf

DnD 5e Crawford rivela le razze presenti in Eberron: Rising from the last War

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Il designer della WotC ci anticipa quali saranno le razze giocabili nel primo manuale cartaceo ufficiale su Eberron per la 5e.

Attraverso il suo account Twitter, il Lead Designer Jeremy Crawford ha deciso di rivelare quali razze giocabili appariranno in Eberron: Rising from the Last War, il primo manuale ufficiale cartaceo su Eberron per la 5e in uscita il 19 Novembre 2019.

Le vere e proprie nuove Razze saranno:

  • Warfarged (Forgiati)
  • Changelings (Cangianti)
  • Kalashtar
  • Shifters (Morfici)

Nel manuale, inoltre, compariranno anche le versioni giocabili di:

  • Goblin
  • Bugbear
  • Hobgoblin
  • Orchi (in un altro Tweet, Crawford chiarisce che gli Orchi di Eberron saranno leggermente diversi rispetto a quelli pubblicati in Volo's Guide to Monsters)

Visualizza articolo completo

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Sono contento che finalmente D&D 5e stia diventando sempre più aperto ai contenuti dei fan,tanto da pubblicarli nei volumi con copertina rigida. Ora manca solo che riprendano la vasta pletora di opzioni disponibili nella 3.5,uniscano con le armi che crescono ottenendo XP di pathfinder e condiscano il tutto con il proporre la meccanica della pazzia pari pari a Call of Cthulhu(cosa in parte già fatta con il manuale dei miti di Cthulhu) e DnD 5° edizione potrà davvero ambire ad essere la migliore edizione mai concepita di Dungeons and Dragons

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46 minuti fa, Riccio64 ha scritto:

Sono contento che finalmente D&D 5e stia diventando sempre più aperto ai contenuti dei fan,tanto da pubblicarli nei volumi con copertina rigida.

Questa frase non mi è chiara.

46 minuti fa, Riccio64 ha scritto:

condiscano il tutto con il proporre la meccanica della pazzia pari pari a Call of Cthulhu

Una variante base sulla Follia è già presente nella Guida del DM

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21 ore fa, Alonewolf87 ha scritto:

Questa frase non mi è chiara.

 

Penso tu abbia giocato a D&D 5e,e quindi penso anche che tu abbia notato quanto,nei primi tre manuali,ci siano ben due classi quasi bistrattate rispetto alle altre. Un evento del genere,soprattutto dopo 4 edizioni alle spalle,da parte di chi gioca D&D,penso che debba far riflettere su quanto queste problematiche possano essere facilmente arginate dall'aiuto militato mediante i propri fan(cosa che in parte è già stata fatta). Ritengo quindi normale,osservare e complimentarsi con l'azienda produttrice,quando compie dei giusti passi nei riguardi dei suoi acquirenti,permettendo innanzitutto a loro di farsi vivi nei contenuti che loro stessi poi si ritroveranno a giocare. Un pensiero che mi è sorto leggendo dell'aggiunta di questa nuova classe,l'artificiere, che è fuor da ogni dubbio  sia esclusiva farina del sacco della 5e. Infatti proveniva dalla edizione conosciuta come la 3.5... Quindi nulla di esclusivamente nuovo,sotto al sole, a meno di non giocare esclusivamente la 5e. 

Per quanto riguarda la meccanica dietro alla follia...la trovo più entusiasmante ed a tratti anche più utile,nel modo in cui è stata esplorata nel Richiamo di Cthulhu,rispetto a D&D. Ma essendomici realmente scontrato e ruolata poche volte in D&D,per quanto riguarda tutte le sue sfaccettature,la mia osservazione giudico io stesso possa essere parziale,in merito,e quindi probabilmente erronea

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38 minuti fa, Riccio64 ha scritto:

permettendo innanzitutto a loro di farsi vivi nei contenuti che loro stessi poi si ritroveranno a giocare.

Da come ti poni sembra che questo manuale sia per una sorta di prodotto fan-made, quando invece è opera di un game designer affermato e con una lunga esperienza alle spalle, che va a rispondere ad una chiara esigenza di mercato, ed era questo che mi lasciava perplesso. Non è che un tizio qualunque si è alzato alla mattina e ha portato un manuale alla WotC che gli ha detto "Che bello, ora te lo pubblico", saranno stati in contatto da tempo ormai con Keith Baker perché scrivesse il manuale, poi una volta che hanno visto che l'esperimento Wayfinder's Guide stava avendo il successo sperato (e che la Guildmasters' Guide ha sfondato) hanno dato il via libera a questo hardcover.

Comunque, senza voler offendere, mi permetterei di consigliarti di curare un pò di più la scrittura dei tuoi post, sono di difficile comprensione sia a livello di pulizia del testo che di espressione dei concetti.

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Il 22/8/2019 alle 15:16, Alonewolf87 ha scritto:

Da come ti poni sembra che questo manuale sia per una sorta di prodotto fan-made, quando invece è opera di un game designer affermato e con una lunga esperienza alle spalle, che va a rispondere ad una chiara esigenza di mercato, ed era questo che mi lasciava perplesso. Non è che un tizio qualunque si è alzato alla mattina e ha portato un manuale alla WotC che gli ha detto "Che bello, ora te lo pubblico", saranno stati in contatto da tempo ormai con Keith Baker perché scrivesse il manuale, poi una volta che hanno visto che l'esperimento Wayfinder's Guide stava avendo il successo sperato (e che la Guildmasters' Guide ha sfondato) hanno dato il via libera a questo hardcover.

Comunque, senza voler offendere, mi permetterei di consigliarti di curare un pò di più la scrittura dei tuoi post, sono di difficile comprensione sia a livello di pulizia del testo che di espressione dei concetti.

Chiedo venia per il mio errore riguardante la genesi di questo manuale,in quanto credevo(effettivamente)che Wayfinder's guide to Eberron fosse opera dei fan di D&D poiiché publicato originariamente sulla DM's Guild. Che di consueto ospita contenuti progettati ed ideati dai fan,di cui questo immaginavo fosse l'ennesima esternazione. Ammetto la mia mancanza di conoscenza,in merito, e perciò sono subito pronto a dichiararla,quando poi mi si corregge.

Per quanto riguarda invece la seconda osservazione,mi permetto di risponderle asserendo che a meno di un punto mancante,la mia punteggiatura e la mia grammatica non vanno a ledere le normali norme grammaticali e di costruzione di un discorso italiano(al massimo,utilizzando periodi contorti,sarà poi il lettore a trovarsi in difficoltà nella sua decriptazione dei miei intenti,ma questi non sono affari miei o tanto meno problematiche che mi tangono poiché comunque mi offrirò sempre di specificare al meglio delle mie possibilità ,con termini più semplici,le cose che ho da dire). Per tale motivo,se mi consente, preferirei invece dirle che nel caso in cui voglia utilizzare lemmi più desueti o periodi di difficile ed immediata comprensione,io non mi opporrei in tal senso,poiché è insita nella lingua italiana,la volontà d'esser aulica e tortuosa. Altrimenti,si chiamerebbe "inglese"

Tutto ciò,senza voler offendere,ovviamente

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8 minuti fa, Riccio64 ha scritto:

Per quanto riguarda invece la seconda osservazione,mi permetto di risponderle asserendo che a meno di un punto mancante,la mia punteggiatura e la mia grammatica non vanno a ledere le normali norme grammaticali e di costruzione di un discorso italiano(al massimo,utilizzando periodi contorti,sarà poi il lettore a trovarsi in difficoltà nella sua decriptazione dei miei intenti,ma questi non sono affari miei o tanto meno problematiche che mi tangono poiché comunque mi offrirò sempre di specificare al meglio delle mie possibilità ,con termini più semplici,le cose che ho da dire). Per tale motivo,se mi consente, preferirei invece dirle che nel caso in cui voglia utilizzare lemmi più desueti o periodi di difficile ed immediata comprensione,io non mi opporrei in tal senso,poiché è insita nella lingua italiana,la volontà d'esser aulica e tortuosa. Altrimenti,si chiamerebbe "inglese"

Supercazzola a parte (e per favore quanto meno metti lo spazio dopo le virgole per rendere il testo più leggibile) l'impegno degli utenti a scrivere in maniera chiara e comprensibile per facilitare il dialogo tra le parte è una parte del regolamento di questo forum, mi spiace quindi comunicarti che il tuo apprezzamento per i termini desueti e auliti è questione alquanto marginale.

Evito per ora di commentare sull'illazione che l'inglese sia linguaggio semplice e banalotto.

15 minuti fa, Riccio64 ha scritto:

Tutto ciò,senza voler offendere,ovviamente

None taken.

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@Riccio64 Da grande estimatore della lingua italiana capisco il tuo amore per un linguaggio più articolato. Tieni presente, però, che quando scrivi su un forum non stai scrivendo un saggio o un romanzo. Scrivere su un forum significa fare comunicazione prima di tutto, ovvero parlare con le altre persone e cercare di farsi capire. 🙂

Se ami la lingua italiana dovresti sapere che la prima regola è sempre quella di usare un linguaggio sempre consono al contesto in cui si parla/scrive. Sempre.

Se stai scrivendo un saggio o un'opera letteraria puoi usare tutto il linguaggio forbito che vuoi, ma se stai usando il linguaggio allo scopo di parlare con altre persone devi usare un linguaggio che sia sempre il più chiaro e semplice possibile. Obbiettivo prioritario dei momenti di comunicazione, infatti, è sempre e solo quello di trasmettere in maniera efficace l'informazione agli altri. Qualunque cosa ostacoli la comunicazione, invece, comprese le parole difficili, è solo un problema.
Per questo motivo, quando scrivi sul forum metti da parte il tuo amore per il linguaggio complicato e dai priorità alla chiarezza della comunicazione. Insomma, usa parole semplici e fatti capire dagli altri. 🙂

Tornando IT.
Sul DM's Guild vengono pubblicati anche i vari prodotti ufficiali della WotC in formato PDF, dai manuali delle precedenti edizioni, ai materiali digitali per D&D 5e creati dalla WotC stessa o da autori da loro autorizzati. Wayfinder's Guide to Eberron, in particolare, è stato progettato anche e soprattutto da Keith Baker, famoso designer e originale creatore dell'ambientazione Eberron per D&D durante il periodo della 3a Edizione.

Edited by SilentWolf
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