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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Aranor

Novità su D&D 5E da Lucca Comics & Games 2014

Recommended Posts

Raccogliamo in questo post aggiornamenti ed articoli che possono venire fuori dato cha abbiamo il n° 2 del team D&D a Lucca.

Io vado 1 e 2 Novembre, se avete già qualcosa, che ne so, dichiarazioni sull'edizione italiana che diano effettivamente informazioni e non "vi faremo sapere", postatele qua.

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Buona idea, Aranor. ^ ^

Io non potrò essere là, ma eventualmente posterò qua i resoconti lasciati da altre persone sulla rete, se ce ne saranno.

Altrimenti, sarò felice di leggere i vostri. ^ ^

Fa molto giornalismo...abbiamo i nostri inviati a Lucca. :D

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Guest Kaandorian

io dubito che vengano fino in italia solo per dire "visti che belli i manuali? comprateli!"

non mi aspetto niente di fuori dalle righe, ma un minimo di news sì.

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Domani è domenica sono a Lucca di persona. Farò prove di Intimidire finché non parla. E se non parla... tiro l'iniziativa!

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Ieri sono stato alla conferenza di Jeremy Crawford, c'erano alcuni incontri speciali dedicati al quarantesimo anniversario di DnD. Solite domande di rito sui meccanismi della quinta da parte di uno dello staff e solo all'ultimo minuto la mazzata finale sulla traduzione: non è ancora prevista. Stessa cosa confermata dal rappresentante di WOTC Italia: dipende dalle vendite e per adesso tutti gli sforzi sono concentrati a portare in alto nuovamente il marchio DnD. Purtroppo non c'è stato tempo per le domande del pubblico, poiché c'era un altro incontro subito dopo. Vi informo che a Lucca, i due manuali usciti hanno fatto sold-out il primo giorno di fiera e questo è un dato molto positivo per loro. L'unico problema è che il sold-out è relativo a 30 copie vendute, le uniche disponibili in fiera, quindi non so se è un buon risultato o meno. Può anche darsi che se ne avessero portate 200 le avrebbero vendute tutte ugualmente...

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Io ieri sono riuscito a parlarci direttamente, anche se soltanto un minuto. Era in uno stand del Games ad autografare i manuali ed allora ho colto la palla al balzo!

Tra parentesi: nel Manuale del Giocatore mi ha scritto: "Possa tu avere eccitanti avventure!", in quello dei Mostri: "Non farti ingoiare da un Drago!", mentre nell'Hoard of the Dragon Queen: "Attento, Tiamat ritorna!".

Allora, gli ho fatto due domande: i personaggi psionici ed i livelli epici. (ero estremamente eccitato, come una scolaretta, quindi non ci ho pensato molto, ho chiesto le prime due cose che mi erano venute in mente.)

Per quanto riguarda gli Psionici, mi ha detto che già alcuni mostri hanno capacità psioniche (che credo tutti abbiamo visto) ma che, quando ufficialmente decideranno di fare un manuale per loro, faranno prima un playtest come per l'inizio della 5.

Per quanto riguarda i livelli epici, mi ha detto che nella guida del dungeon master ci saranno delle linee guida sui livelli epici, spiegandomi che per il momento non ci sono veri e propri livelli "oltre il 21", ma ci sarà un sistema di "boons" (i "doni" tradotto male male insomma, ma li ricordate? Erano delle ricompense non materiali ma in termini di servizi in un manuale che ora non ricordo). In tal modo, mi ha spiegato, il livello rimane il 20, ma si accumulano "boons" come capacità particolari, non necessariamente legate alle meccaniche.

Inoltre, quando alla fine l'ho costretto a fare una foto, lui gentilmente e sorridendo mi ha detto che "Sono qui per questo!" Poi gli ho detto che mi piace tantissimo l'impostazione della 5 e che continuino a fare un buon lavoro e lui "We'll try our best!"!

Insomma, ho capito cosa provano le ragazzine al cospetto degli one direction.

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@enne91: Grazie dell'aggiornamento. ;-)

Non ti preoccupare sul tipo e sul numero di domande. Posso assicurarti che sei riuscito a fare dire a Crawford cose che fin ora i designer non avevano rivelato. ^ ^

  • E' la prima volta che fanno sapere che organizzeranno un Playtest per le regole di un supplemento (fin ora avevano parlato di playtest per eventuali revisioni delle regole base, se mai ce ne sarà la richiesta in futuro).
  • E' la prima volta che rivelano il metodo della gestione "Livelli Epici" tramite un sistema a Boon. La questione, ovviamente, è meglio prenderla con le pinze, perchè non è detto si tratterà dell'unico metodo di gestione dei livelli sopra il 20 e prima che venga creato un vero supplemento i designer potrebbero già avere cambiato idea rispetto alle dichiarazioni di Crawford. Meglio rimanere in attesa, anche se la tua news non è meno valida. ;-)

Ieri sono stato alla conferenza di Jeremy Crawford, c'erano alcuni incontri speciali dedicati al quarantesimo anniversario di DnD. Solite domande di rito sui meccanismi della quinta da parte di uno dello staff e solo all'ultimo minuto la mazzata finale sulla traduzione: non è ancora prevista. Stessa cosa confermata dal rappresentante di WOTC Italia: dipende dalle vendite e per adesso tutti gli sforzi sono concentrati a portare in alto nuovamente il marchio DnD. Purtroppo non c'è stato tempo per le domande del pubblico, poiché c'era un altro incontro subito dopo. Vi informo che a Lucca, i due manuali usciti hanno fatto sold-out il primo giorno di fiera e questo è un dato molto positivo per loro. L'unico problema è che il sold-out è relativo a 30 copie vendute, le uniche disponibili in fiera, quindi non so se è un buon risultato o meno. Può anche darsi che se ne avessero portate 200 le avrebbero vendute tutte ugualmente...

Riguardo alla questione traduzione, nulla di nuovo. ;-)

Si era intuito già da un po' che questo sarebbe stato l'andazzo. Alla fine è comprensibile: nonostante l'Italia - se ho capito bene - sia uno dei paesi più attivi d'europa in ambito Gdr, rimane un mercato periferico. Per la Wizard il Mercato USA è fondamentale, perchè quello più grande, quello principale. Se non riesce a sfondare in quel mercato, è inutile che investa soldi nei mercati periferici. Ecco perchè attualmente la Wizard sta concentrando tutti i suoi sforzi sul prodotto inglese.

Prima deve riprender eil controllo del mercato americano, poi potrà permettersi di investire sui mercati periferici.

Attenzione, infatti, a non drammatizzare: la traduzione italiana non è prevista per il momento. ;-)

In futuro tutto è possibile, che si traduca come che non si traduca affatto.

L'unica cosa che ci rimane è aspettare, pazientare e sperare che la Wizard riesca a riprendere piede in america, così che possa pensare anche ad altri paesi.

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Io tra le righe di quel "questione di licenze" che gli ho sentito dire, ho capito che vogliono farci molti soldi, e soprattutto hanno spiegato che non esiste come concetto a se stante la traduzione italiana, ma una cosiddetta edizione europea del D&D 5E. Nel senso, devono decidere con diversi paesi, e trovare accordi (economici) con chi gli si è proposto di tradurre.

Nel caso, si occuperanno di italiano, francese, spagnolo, tedesco, ma non valutano paese per paese, a quanto ho capito. Non drammatizzo, ma che "per il momento" non era prevista già lo spaevo. Adesso so che i tempi sono lunghi comunque, e che per non aspettare con i miei grupi attuali (che vogliono chiudere con l'edizione che stiamo attualmente giocando), ci dovremo adattare con il materiale in inglese che sta uscendo, e senza supporto del tool informatico (che è passato a essere un "prima o poi lo faremo"), oppure... [inserire alternative, ma non in questo topic. Niente edition war].

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Silent l'italia è un paese un pò arretrato nel gdr per la mancanza di un mercato interno solido. Per esempio si comincia a vedere soltanto ora qualche gdr italiano tradotto in altre lingue quando praticamente tutti i paesi europei hanno gdr tradotti da anni e alcuni con un certo successo vedi esteren o altri

Posso comprendere il non tradurre D&D5ed in italiano ma non in spagnolo, portoghese, o francese che sono lingue parlate in tutto il mondo.

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Non voglio assolutamente fare né polemiche, né EW, vi riporto solo la sensazione che ho avuto partecipando alla conferenza. Sono concetti che non sono stati minimamente accennati, ma secondo me dal discorso e dal modo in cui è stato affrontato si poteva evincere che:

1) la concorrenza gli ha dato veramente molto fastidio

2) la scorsa edizione è stata un grosso errore, meglio tacere e fare finta che non sia mai esistita

E' sembrato anche a voi?

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Sì anche a me, senza contare che per tutta la prima parte ha spiegato cosa c'era nei tre manuali base come se gli appassionati già non lo sapessero, e il neofita lo venisse a cercare alla conferenza. Se il target era la stampa, comunque sia l'unico annuncio vero che aspettavano tutti era quello sull'edizione italina, ed è stata proprio l'ultima domanda.

La concorrenza esiste per fortuna, altrimenti non si sarebbero messi a cercare di realizzare un buon prodotto sentendo anche i giocatori per cercare di riconquistarli. Menomale.

Per me è chiaro che se è solo in inglese il prodotto disponibile, la gente giocherà a altro o se lo prenderà in inglese, e a mercato saturo sarà inutile fare la traduzione nel 2016, quando ormai chi voleva giocare ha comprato in inglese. MyTwoCents.

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Silent l'italia è un paese un pò arretrato nel gdr per la mancanza di un mercato interno solido. Per esempio si comincia a vedere soltanto ora qualche gdr italiano tradotto in altre lingue quando praticamente tutti i paesi europei hanno gdr tradotti da anni e alcuni con un certo successo vedi esteren o altri

Posso comprendere il non tradurre D&D5ed in italiano ma non in spagnolo, portoghese, o francese che sono lingue parlate in tutto il mondo.

Quello che dici è innegabile, soprattutto adesso.

Ma io ho parlato di "attivismo". ;-)

Il nostro mercato è quasi del tutto andato, a causa di aziende locali troppo piccole, troppo poco coraggiose o ancora troppo ancorate a metodi di pubblicazione ormai antiquati, totalmente incapaci di risultare funzionali alle nuove necessita del mercato (e parlo di mercato editoriale in genere, non solo del mercato Gdr).

Ciò che, però, in questi anni è collassato è principalmente il settore degli addetti ai lavori, non la comunità dei giocatori. Comunità che, invece, è ancora ben presente, fortemente attiva e totalmente costretta a cercare vie di fortuna per seguire la propria passione.

Come al solito, noi italiani siamo talmente abituati a una realtà desolante che non ci arrendiamo e, grazie in particolare all'iniziativa personale, continuiamo a tenere in vita il settore.

Se la comunità italiana avesse smesso da tempo di essere così attiva, a questo punto non saremmo qui a parlare di Gdr.

Considerando che è da almeno 10 anni che il settore distributivo italiano è al collasso, la comunità dei giocatori sarebbe dovuta sparire da un bel pezzo. Se in Italia si parla ancora di Gdr, è perchè la comunità è forte, attiva, pronta all'iniziativa e in attesa di qualche nuovo segnale dal settore.

Cavolo, alla fine è al sito di un italiano, Zoltar, che attualmente americani e altri giocatori del mondo si stanno riferendo per trovare le dichiarazioni ufficiali fatte dai designer sui loro account Twitter.^ ^

http://thesageadvice.wordpress.com/

E non è nemmeno un caso se, nonostante il mercato italiano sia in crisi nera da molto tempo, si continui oggi a vedere comunque ancora numerose e interessanti iniziative editoriali.

Insomma, l'Italia è più che attiva.

Le serve solo trovare una nuova solida via di accesso al mercato del Gdr, le serve solamente trovare aziende che credano nel settore. Perchè i giocatori dal canto loro ci credono ancora.

EDIT:

@Aranor: con il prodotto in inglese si vende solo a una quota limitata di giocatori italiani, quelli che conoscono l'inglese e hanno voglia di spendere soldi per un prodotto in lingua inglese. Se la Wizard un giorno puntasse a registrare il massimo possibile dei guadagni nei paesi periferici del suo mercato, dovrà necessariamente tradurre. Una eventuale traduzione nel 2016 (data ovviamente fittizia), permetterebbe di vendere il gioco anche a coloro che non conoscono l'inglese.

Certo, si perderebbe il vantaggio del boom iniziale, ma si aumenterebbero comunque le entrate.

Oggigiorno è una cosa che accade spesso.

Fate è stato tradotto in italiano diverso tempo dopo che, oramai, il gioco si era diffuso in Italia.

Numenera è stato conosciuto in Italia già l'anno scorso, ma è quest'anno che sta uscendo la versione Italiana.

E questi sono solo un paio di esempi.

Chi non ha comprato Numenera prima perchè in inglese, ma che è ancora intrigato all'idea di poterci gicoare, lo comprerà.

Non bisogna sottovalutare chi non compra se non solo in italiano.

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Non sottovaluto, io sto comprando in inglese. Non ricomprerò di nuovo in italiano, e alcuni giocatori oggi li perdo perché per non aspettare passano a altri giochi (PF, facciamo nomi), e quando (se) esce in italiano D&D ormai hanno campagne aviate e non ricpmprano. Chiaramente è solo il nostro caso. Non posso parlare per tutta l'Italia :)

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Non sottovaluto, io sto comprando in inglese. Non ricomprerò di nuovo in italiano, e alcuni giocatori oggi li perdo perché per non aspettare passano a altri giochi (PF, facciamo nomi), e quando (se) esce in italiano D&D ormai hanno campagne aviate e non ricpmprano. Chiaramente è solo il nostro caso. Non posso parlare per tutta l'Italia :)

Bisogna considerare 2 cose: ;-)

1) Chi compra il manuale in inglese oggi hà già dato i suoi soldi alla Wizard, quindi per lei non conterà se poi non comprerà in italiano. Certo, per lei sarà sicuramente meglio se qualcuno sceglierà di comprare sia in inglese che in italiano, ma per la Wizard quello che conta è che compri il suo Materiale...indipendentemente dalla lingua. ;-)

2) Si parla sempre di acquirenti che si rivolgono ad altri giochi come se la Wizard rischiasse di perderli... In realtà la prospettiva da cui si dovrebbe partire è diversa: la Wizard quei clienti li ha già persi. Li ha persi in questi anni, tra la debolezza di D&D e l'aumento dell'offerta costituita da diversi nuovi giochi. Chi ha scelto altri giochi, lo ha già fatto da un bel pezzo (basta anche solo guardare i nostri siti italiani, il riflesso dell'attuale mercato: tra chi propende per PF, chi propende per i giochi New Wave, chi propende per 13th Age, chi è ancora legato a D&D 4a o chi lo è ancora a D&D 3.x). La mancata traduzione di D&D 5a in questo momento non rischia di far perdere clienti che sono già perduti. La Wizard non parte dall'idea di perderli, ma dall'idea di doverli riconquistare. Riconquistare oggi, riconquistare domani, non c'è differenza. L'importante è riconquistarli. ;-)

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devo spezzare una lancia a favore delle realtà editoriali italiane che si scontrano con un problema di base enorme: la lingua italiana che è pochissimo diffusa all'estero

Se io scrivessi un gdr in spagnolo non mi aprirà soltanto la spagna ma praticamente tutta l'America latina cosi come Francia e Portogallo con le loro ex colonie. Stiamo parlando di bacini potenziali da 500 milioni l'uno per francese e spagnolo e quasi 300 per il portoghese.

fate e Numenera sono stati dei grandi successi ma sono nel mercato Usa comunque delle realtà minuscole rispetto alle vendite di D&D/pathfinder per cui sono rischiosi sopratutto tenendo presente che in Italia D&D è in una situazione di quasi monopolio a livello di giocatori, cosa abbastanza unica nel panorama europeo o giapponese dove D&D è da 20 anni uno dei gdr principali ma lontanissimo dalle percentuali italiane.

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nel punto 1 commetti un errore: stiamo tentando di "giustificare" i costi della traduzione, non dell'edizione intera. per questo, chi compra in inglese (ho comprato numenera un mese fa in inglese pur sapendo della sua uscita in ita a lucca) è effettivamente una perdita nel calcolo di chi comprerà il manuale in italiano (sino a non giustificare la traduzione). se nei loro conti vedono che l'Italia è un mercato perso, non stanno a tradurre, tutto li (insomma, avranno degli esperti in merito ecco..)

EDIT: sotto un certo punto di vista, questo aspetto può avere anche dei lati negativi. uno degli ostacoli più grandi nel conoscere nuovi giochi di ruolo diversi da D&D è proprio quello della lingua: D&D è in italiano, e quindi si gioca a D&D. hanno tradotto pathfinder, tutti su pathfinder. se smettessero di tradurre in italiano, mentre una fetta delle persone interessante smetterà di giocare o continuerà con materiale "vecchio" già tradotto, un'altra fetta si rimboccherà le maniche e comincerà a leggerselo in inglese, cosa che lo porterlà sugli stessi livelli del 99% degli altri giochi (indie e non), e quindi magari potranno avvicinarsi anche ad altro... boh, non so, forse è un ragionamento che fa acqua, l'esame di economia che ho tra 3 giorni mi sta uccidendo.

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devo spezzare una lancia a favore delle realtà editoriali italiane che si scontrano con un problema di base enorme: la lingua italiana che è pochissimo diffusa all'estero

Se io scrivessi un gdr in spagnolo non mi aprirà soltanto la spagna ma praticamente tutta l'America latina cosi come Francia e Portogallo con le loro ex colonie. Stiamo parlando di bacini potenziali da 500 milioni l'uno per francese e spagnolo e quasi 300 per il portoghese.

Vero, ma è proprio per questo che la Wizard sta aspettando prima di investire soldi nella localizzazione dei manuali per un mercato così ristretto (in proporzione a quello americano, ovviamente, che è enormemente più grande).

Ma è anche vero che in questi anni il panorama editoriale italiano ha fatto davvero pochissimo per attualizzarsi e tagliare i costi di stampa e distribuzione.

Questo succede perchè noi italiani siamo culturalmente arretrati dal punto di vista tecnologico. La distribuzione digitale è ancora qualcosa che guardiamo come se fosse alieno. E' materia di studio nelle università, ma è una anomalia difficile da concepire fra molti addetti ai lavori.

Solo recentemente si è iniziato a sperimentare qualcosa. In Italia, nonostante si venda ormai anche la versione digitale, ancora si concepisce il prodotto cartaceo come il prodotto di punta.

Mentre in america attualmente si sta già iniziando a sperimentare con i servizi cloud, noi siamo ancora agli inizi con i metodi nati 10 anni fa o più.

fate e Numenera sono stati dei grandi successi ma sono nel mercato Usa comunque delle realtà minuscole rispetto alle vendite di D&D/pathfinder per cui sono rischiosi sopratutto tenendo presente che in Italia D&D è in una situazione di quasi monopolio a livello di giocatori, cosa abbastanza unica nel panorama europeo o giapponese dove D&D è da 20 anni uno dei gdr principali ma lontanissimo dalle percentuali italiane.

Beh, è ovvio che i grossi giochi monopolizzino il mercato. Tieni presente, però, che per il mercato Gdr gli USA sono IL mercato (quindi Numenera e Fate sono più rilevanti di quanto non possa sembrare al primo sguardo, nonostante ovviamente non siano nemmeno lontanamente paragonabili a PF e D&D).

Tieni presente che i giocatori, come i clienti di qualunque settore, sono tendenzialmente conservatori. La gente ama poco cambiare e si riferisce preferibilmente a ciò che conosce meglio (dunque D&D e, di riflesso, Pathfinder, che deve tutto o quasi a D&D).

Riguardo all'anomalia italiana, beh, noi siamo tradizionalmente iper-conservatori. ^ ^

Se gli altri non amano cambiare, noi i cambiamenti li amiamo ancora meno. In un settore, poi, con così pochi spazi, è ovvio che tenda a vincere il più forte. Se hai un totale di 1 milione di giocatori e 800 mila gicoano a D&D, ti converrà iniziare a giocare a D&D per assicureari di aver eun gruppo con cui gicoare. Al contrario, se su 1 milione di giocatori solo 10 mila giocano a FATE, la tua probabilità di trovare persone con cui giocare si riduce enormemente.

Noi siamo troppo pochi e cambiamo troppo poco velocemente.

Anzi, piuttosto che cambiare gioco, spesso preferiamo smettere di giocare.

EDIT:

@Aleph: io ho risposto in relazione al rischio ventilato da Aranor che la Wizard "perda clienti se non traduce". ;-)

Da questo punto di vista, il fatto che qualcuno abbia comprato il manuale in inglese implica che la Wizard quel qualcuno l'ha riguadagnato a D&D, indipendentemente dalla lingua del manuale acquistato. ;-)

Discorso diverso, invece, quello riguardante il "giustificare la spesa per una traduzione". E' ovvio che se la maggioranza deglia cquirenti italiani conquistabili avrà comprato il manuale in inglese, la Wizard potrebbe non trovare utile spendere soldi per una traduzione italiana.

In questo caso, tutto dipenderà dai numeri.

Se la Wizard incassasse abbastanza soldi da aver eun guadagno netto, potrebbe decidere di investire comunque per una traduzione a investimento perduto. E' un'ipotesi. Le decisioni le prenderà certamente lei in base ai suoi interessi. ;-)

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Secondo me un'eventuale edizione localizzata, anche se nell'ipotetico 2016, non sarebbe danneggiata dall'edizione usa già sul mercato. Nel mio gruppo ad esempio io master uso i manuali in inglese e per ora fornisco ai miei giocatori non anglofoni riassunti materiale tradotto al momento per aiutarli a documentarsi (in primis next di MBdS) ... quando e se la 5 sarà tradotta i giocatori l'acquisteranno, qualcuno magari prenderà anche già del master ecc...

Allo stesso modo ciò accade anche in altri gruppi e quindi si diffonde portando nuovo potenziali acquirenti.

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      Forza For Lungo Alto L/A 6 -2 1,8 0,3 6 7 -2 2,1 0,3 7 8 -1 2,4 0,6 4 9 -1 2,7 0,6 4,5 10 0 3 0,9 3,333333 11 0 3,3 0,9 3,666667 12 1 3,6 1,2 3 13 1 3,9 1,2 3,25 14 2 4,2 1,5 2,8 15 2 4,5 1,5 3 16 3 4,8 1,8 2,666667 17 3 5,1 1,8 2,833333 18 4 5,4 2,1 2,571429 19 4 5,7 2,1 2,714286 20 5 6 2,4 2,5 21 5 6,3 2,4 2,625 22 6 6,6 2,7 2,444444 23 6 6,9 2,7 2,555556 24 7 7,2 3 2,4 "Forza" è il valore di forza (sono partito da 6, cioè una base di 8 più una razza con -2 a Forza, per arrivare a 24, cioè un barbaro di 20° livello con Forza ottimizzata), "For" è il modificatore di Forza, "Lungo" è la distanza in metri saltabile in lungo, "Alto" è la distanza in metri saltabile in alto, "L/A" è il rapporto tra la distanza saltabile in lungo e quella in alto.
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      Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
      Grazie a @AVDF per la segnalazione.
      Fuga dall'Abisso
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