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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Faoba

Equilibrio - [avventura]

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Equilibrio

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FanelliCafe.jpg

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22:30 p.m.

29 Dicembre 2014, Manhattan, NY,

Piccola Caffetteria su una strada a sud di Brooklyn.

Natale è passato da poco, fa un freddo cane, è sera di un mercoledì che davvero poco di nuovo ha offerto alle vostre esistenze, e in cui le strade hanno quel caratteristico ''fumo'' che esce dai tombini, e rende più difficile al tassista vederti alzare il braccio.

Insomma, il solito mercoledì sera di ferie post-natalizie, freddo e decisamente familiare, per qualcuno, se passato in una caffetteria, ad un tavolo, a bere qualcosa di caldo in senso stretto, come una zuppa da 2 dollari e 50, o caldo in senso... Beh, nel senso che ti fotte il fegato. Quel caldo.

Quelle caffetterie che sembrano avere un secolo, eppure sui tavoli trovi giornali di oggi; in cui la radio che sta trasmettendo Lenny Kravitz assomiglia a quella che aveva tuo padre negli anni 80, tutta grigia e dal design pesante.

New York è piena di questi piccoli... ''Santuari'' del tempo, del quotidiano di una metropoli in cui trovi di tutto. Davvero di tutto.

E' qui che, stasera, una mezza dozzina di cristiani sta passando il suo ''mercoledì familiare''; in una caffetteria, piccola, ma a dirla tutta non terribile, dai.

Ci sono 6 tavoli e un bancone, niente sedie, solo panche.

Un ometto, ex motociclista a giudicare dalla roba che si può ''ammirare'' appesa ai muri, sta dietro al bancone con una maglietta grigia, e da le spalle al bancone in realtà, preso dalla trasmissione di FOX che manda in onda il suo televisorino, piazzato nell'angolo in alto della stanza.

Al bancone non c'è nessuno.

La cameriera sta fumando, proprio fuori l'ingresso, e la si può vedere dalla porta in vetro.

Un uomo sta bevendo un bicchiere di vino bianco, e sta leggendo una sorta di piccola agenda rilegata in cuoio, da solo, ad un tavolo vicino sulla parete più lontana dall'entrata.

Restano poi solo tre ragazzi, ad occhio e croce tra i 25 e i 35, seduti per i fatti loro, uno sta guardando la trasmissione in TV mentre il suo mezzo hamburger rimasto sul piatto si fredda, e la sua birra si scalda;

gli altri due stanno discutendo tra loro, da tavoli separati ma vicini.

#Bert e Vanni

Spoiler:  
[Tutto come da BG per entrambi, fino ad oggi]

[bert]

Hai passato una giornata davvero rilassata, sveglia in tarda mattinata, brunch, e poi hai accompagnato una tua ''amica'', Elisabeth, a fare compere in centro.

Lei hai anche comprato un nuovo cinturino per l'orologio.

Poi un veloce aperitivo, e via a casa, dove hai trascorso sul divano e davanti la TV praticamente pomeriggio e sera, trafficando con il portatile su internet alla ricerca di un modo per attuare un tuo ''piccolo progetto''.

Piccolo progetto che consiste in una mostra personale di fotografia artistica.

Un pò per egocentrismo, un pò per abbondanza di tempo libero, un pò per copertura finanziaria decisamente non mancante, ti è saltata in testa quest'idea di darti all'arte urbana, l'arte ''new wave'', mezza hipster mezza dandy.

E cosa di meglio per iniziare di una mostra personale con il TUO nome e con le TUE foto finanziata dai TUOI soldi?

Per questo, colpo di fortuna, girando su siti scemi e di underground art hai trovato l'annuncio di [cercasi lavoro] da parte di un ''fotografo'', o presunto tale, che ti ha colpito e affascinato per un paio di foto che ha pubblicato nei suoi inserti di autopromozione, in giro per quei siti.

Lo hai contattato, e ora è qui, e con lui state discutendo di questo progetto.

[Vanni]

La tua giornata è stata decisamente di un'altra natura di ciò che hai appena letto.

Ti sei svegliato alle 6, sei andato a correre per le strade, dato il tuo amore per jogging e il carpire istanze della quotidianità di NY, e poi doccia e sei andato a lavoro.

Si, hai un lavoretto, al momento almeno: sei un commesso di un negozio di dischia nord di Brooklyn.

Sei stato lì e come al solito, anche per la poca paga e la non affollata clientela, hai chiaccherato con Phil, il tuo capo e titolare, di scemenze e robacce scritte sul giornale, avete bevuto caffè pessimo, e gli hai accennato la storia della tua aspirazione di ''fotografo''.

Phil ha riso, e ti ha ordinato d'andare a fare altro caffè.

Finito il turno, lungo turno di lavoro sei corso in questa caffetteria, dove avevi appuntamento con Bert.

Hai ordinato una cena economica, e lo hai aspettato per 2 ore, solo come un cane.

Ora è qui, e vi siete appena conosciuti.

#Nicola

Spoiler:  
[Tutto come da BG, fino ad oggi]

Sei in ferie.

Da nemmeno 7 giorni e per altri soli 2, ma grazie a Dio, sei in ferie.

Grazie a Dio perchè stavi fondendo, mentalmente e fisicamente, per colpa di un caso che ti trascini appresso da 5 mesi, riguardo lo stupro e uccisione di 3 ragazze asiatiche rinvenute a Central Park.

Sei chiuso in casa e ufficio da 5 mesi, mentre sbrighi le altre varie commissioni con espressione quasi esanime e ossessionata da quell'altro pensiero.

La tua casa è un disastro, cartoni di pizza ovunque, il tuo gatto ha preso possesso del salotto, il tuo studio è pieno di carta e carta e carta, scritta, scarabocchiata, annotata.

Hai bisogno di una pausa.

Anche perchè non hai concluso quasi nulla di ulteriore al poco che avevi in pugno 5 mesi fa, al rinvenimento dei 3 corpi.

Bene, ti serve una pausa, e tra ferie, e quella maledetta perdita d'acqua della doccia che fa quel suono odioso, ti è venuta voglia di andartene in una caffetteria, solo.

Sei qui.

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"Eccoci finalmente qui, sono elettrizzato all'idea di organizzare questa mostra e tu?

Ho talmente tante idee per la testa che non so da dove iniziare. Tu hai qualche suggerimento con cui iniziare?"

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Nicola Smith

Sto mangiando e bevendo anche se il mio pensiero va comunque a lavoro,questo tarlo gigante che ho in mente e che non vuole andarsene,come se mancasse qualcosa perchè il tutto abbia un senso.

Ho con me un piccolo tacuino in cui sto leggendo degli appunti mentre guardo la telecisione facendo tutto tranne quello per cui ero venuto ovvero staccare mentalmente da tutto ciò.

Mi sono già pentito di aver ordinato ciò che mi è stato portato in quanto più leggo i miei appunti e più la fame mi passa.

Continuo a ripensarci e continuo a credere di essere vicino a qualcosa quando mi accorgo di sbagliarmi di nuovo e di nuovo.

Provo a dare un morso al cibo per distrarmi,ma subito riappoggio il tutto e ricomincio a leggere gli appunti con l'acre sapore in bocca

@Aspetto :

Spoiler:  
uomo calvo sui 30,occhiali, leggermente zoppicante alla gamba sinistra e quindi usa un bastone per muoversi più facilmente

Jim-Clemente-640x360.png

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[informativa off game]

Spoiler:  
bravi picciotti, per TURNAZIONE e FORMA dei post fate un salto in ORGANIZZAZIONE che ho appena postato.

Buon proseguimento.

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Guardo il tizio seduto davanti a me con aria stupita e al contempo eccitata per la possibilità che mi si sta aprendo davanti, ma veramente questo tizio vuole sponsorizzare una mostra con le mie foto? solo qui a New York poteva succedere una cosa del genere... Devo mostrarmi professionale, dimostrare di sapere di cosa sto parlando.

Bert... posso chiamarti Bert, vero? giusto per facilitare i rapporti fra noi, visto che dovremo lavorare a stretto contatto in questi giorni. Allora, non dico che sarà facile e ci sarà tanto lavoro da fare, ma sono sicuro che assieme potremo organizzare qualcosa di veramente entusiasmante. Vedi, vorrei creare qualcosa che vada oltre le solite immagini da cartolina della città, andare oltre la Manhattan dei grattacieli, la statua della libertà e cose così, quelle lasciamole ai turisti. Mostriamo l'altra New York, quella vera, viva, veramente creativa, alla quale spesso viene negata la possibilità di emergere. Manhattan è anche altro, pensa ad Harlem. Per me che vengo dall'Europa New York è solo quella che si vede nei film e telefilm, le solite tre cose trite e ritrite, ma vivere ad Harlem mi ha aperto gli occhi. C'è tanta gente in questa isola che non viene raccontata nei film e noi due, mio caro Bert, saremo lì a rappresentarli con le nostre foto. Foto delle strade, dei palazzi, delle persone del quartiere. La nostra mostra aprirà gli occhi a tanta gente, credimi Bert.

Starò esagerando? non vorrei che il tipo si spaventasse, ma questa è la mia occasione e voglio fare le cose in grande. E se tutto va bene presto potrò anche mollare Phil ed il suo disgustoso caffè.

Allora Bert, che ne dici? ti stuzzica l'idea? E, naturlamente, parlami delle tue idee e dei tuoi progetti, sono molto curioso di sapere cosa avevi in mente

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Ma certo che puoi chiamarmi Bert. Avremo molto da lovare insieme quindi direi di lasciar da parte le riverenze. La tua idea mi stuzzica alquanto. Un nuovo punto di vusta di NewYork non male. Potremmo incorniciare scorci di vita quotidiana vita vera. E dato che tu hai una certa esperienza su Harlem direi che potremmo cominciare direttamente da li. Poi magari possiamo mischiare tra le foto qualche vicoletto anche di Manatthan per vedere quanto la gente conosce realmente dove abita. Insomma per prenderci un po gioco di loro. Che ne dici?. Inoltre seconde te quale location sarebbe meglio per la mostra? A questo punto eviterei i soliti posti da snob ma magari fare una galleria alternativa. Magari cerchiamo qualche magazzino abbandonato o qualce edifico in disuso lo siatemiamo e facciamo la mostra li che ne dici?

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Il piccolo televisore passa un attimo sulla pubblicità, parte una musichetta spumeggiante e il barista (anche titolare), che sembra darsi un attimo una svegliata, si gira a guardare i tavoli e le facce dei presenti, giusto per capire se qualcuno voglia qualcosa.

Guarda di sfuggita tutti voi;

poi l'uomo che sta ancora a metà del bicchiere di bianco, molto concentrato sulle pagine di quell'agendina,

e infine si accende una sigaretta e muove verso l'esterno dell'ingresso, unendosi alla cameriera in una fumata non molto professionale.

#Vanni e Bert

Spoiler:  
proseguite pure.

#Nicola

Spoiler:  
narrazione individuale. (posta)

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"Ottimo Bert, mi piacciono le tue proposte, vedo che siamo sulla stessa lunghezza d'onda e la cosa mi piace molto. Sarà un gran piacere lavorare assieme. Per la location mi fido completamente del tuo giudizio, sicuramente sarai più avvezzo a questo mondo di quanto possa esserlo io e avrò solo da imparare a riguardo. Anzi facciamo così, diamoci un'organizzazione fin sa subito, io organizzo le foto che ho già in archivio e comincio a mettere giù uno schemino di quali posti potremmo perlustrare a caccia di nuove immagini. Ci diamo una settimana di tempo, in cui comunque possiamo tenerci a stretto contatto via telefono, poi ci rivediamo qui (o dove preferisci ) per cominciare a parlarne con qualcosa di concreto in mano. Che ne dici?"

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"Perfetto direi che è un buon inizio. Allora io mi occupo della location e della pubblicità. Tu pensa alle foto e magari qualche scatto potremmo farlo insieme che ne dici?

Ho già in mento un paio di posti per la mostra devo solo fare qualche telefona.

A questo punto direi di andare a festeggiare questa fantastica collaborazione con qualche bollicina. che ne dici se ci spostiamo in un locale adatto e ci beviamo qualcosa? Conosco un posticino molto carino.

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Nicola Smith

Alzo lo sguardo seguendo l'uomo uscire preso dai pensieri per poi tornare all'Hamburger

strano...mi sa che sto pensando troppo ultimamente

dico tra me a bassa voce mentre prendo un altro boccone e guardo poi di nuovo i miei appunti

Il mio quinto senso e mezzo però di solito non sbaglia...

faccio riguardando fuori l'uomo e fissandolo pensieroso rimurginando tra me e analizzando il tipo

Spoiler:  

Percepire inganni 3

Intelligenza 3 (capacità di analisi)

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#Tutti

Al terminare delle parole di Bert, Vanni sta per bere un altro sorso e poi rispondere, quando la porta si apre ed entra la cameriera di fretta, dicendo:

''Prego, prego, si accomodi dove preferisce, arrivo subito. Intanto eccole il menu''.

Solo ora, dopo di lei, entra un uomo, alto, vestito in modo decisamente elegante: abito scuro, giacca sportiva si, ma dalla linea classica.

Capelli biondi, leggermente tenuti a posto con del gel, o qualcosa, e una camminata lenta.

L'espressione è sorridente, quasi da turista; come se una star del cinema stesse visitando un villaggio del terzo mondo per uno spot di beneficenza.

Muove lentamente verso il bancone, e qui resta in piedi, osservando tutto. La stanza. I tavoli. I muri. Voi.

Sempre sorridente, ma senza mostrare i denti. Sorridente in modo elegante.

Il titolare-barista finisce la sigaretta ed entra, andandosi a porre dietro il bancone, ma con tutta calma.

Il nuovo entrato è lì.

Il menu nemmeno lo apre, ma lo posa sul bancone, al quale poi si volta, e dando la schiena a tutti voi parla, con un tono di voce normale, ma chiaramente atto a far si che sia udito dai presenti:

''Trovato qualcosa, Levi?''

A queste parole, silenzio.

L'uomo che stava leggendo l'agendina in cuoio alza per la prima volta la testa da quell'oggetto.

Guarda nel vuoto, davanti a se, e beve il vino restante in quel bicchiere; poi posa il bicchiere, chiude l'agendina e sopra di essa pone la mano sinistra.

Non risponde a quelle parole, che a tutti voi pare evidente a lui fossero dirette.

Sorride leggermente, ma il suo sguardo appare privo di emozioni, reazioni, umore, mentre è rivolto alla parete di fronte a se.

Voi siete lì, e a questo assistete.

Nient'altro, in quest'istante.

#Nicola

Spoiler:  
narrazione individuale (posta)

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Il nuovo avventore mi distrae dalla discussione e rimango a fissarlo per qualche istante. Mi sembra di essere piombato in qualche vecchio film di spie, ma sicuramente è tutto frutto della mia immaginazione.

Mi riprendo dal mio sogno ad occhi aperti e mi rivolgo a Vanni

"Hai visto che tipo, mi sembra una spia anni 60. Ma sai che più lo guardo e più pesno che starebbe proprio bene di sfondo a qualche foto. Che ne dici?

Quasi quasi gli vado a chiedere se vuole prestarsi.

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Fermo Bert con un gest della mano e tiro fuori la mia macchinetta ultracompatta che porto sempre appresso per queste situazioni (//OFF GAME: Faoba, non ho specificato un equipaggiamento, ma penso possa essere plausible per un aspirante fotografo...).

"Aspetta Bert, non rovinare il "momento", lascia che gli faccia una foto da qui con questa... mettiti in posa e fingiamo che io stia facendo una foto a te"

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Nicola Smith

Cambio faccia in qualcosa di simile al perplesso verso l'uomo per poi girarmi a guardare il nuovo arrivato e osservare la scena

Sto forse iniziando a diventare paranoico ?

boffocchio tra me dando un altro boccone all'hamburger e bevendo un sorso della birra

Anche se...bah...parlare da solo poi non aiuta a considerarsi più sano dei matti che profilo...un matto...un matto...ecco forse perchè delle incongruenze...sindrome da personalità multipla...potrebbe uccidere cambiando personalità...quando torno a casa devo considerarla...oppure magari ora chiamo Karl e gli chiedo del caso 156/04...era una cosa simile...

inizio a parlare tra me mentre rileggo gli appunti e metto mano al cellulare come folgorato da questa idea sul mio lavoro

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#Tutti

Sembra un'ora, invece sono solo una manciata di secondi il periodo in cui ciascuno di voi nel proprio micro-universo vive queste dinamiche.

Chi osserva, vaneggia e torna sul suo panino, chi chiacchera, chi fa una foto, eppure nell'intera stanza tutto ciò accade molto silenziosamente;

permane una stasi generale, un volume molto basso.

Riecheggia solo la risposta di quell'uomo, quello seduto per conto suo e che ora, dopo nemmeno 3 secondi dalla domanda che sono parsi 3 minuti, a tal domanda risponde.

''Nulla di nuovo.

[sorride leggermente; lo sguardo rimane rivolto al muro, quasi privo di emozioni; quindi continua]

Ti trovo bene, Finees.''

Quello che pare dunque chiamarsi Finees (e che non pare aver notato che gli sia stata appena scattata una foto) allora si volta verso il bancone e si rivolge al barista-titolare, indica una bottiglia dietro quest'ultimo, su una mensola al muro, e con le dita gli comunica ''2''.

Probabilmente riferendosi a ''doppio''.

Il barista quindi prende la bottiglia di scotch in questione, e serve l'uomo in abito elegante, che prende il bicchiere e lo agita in mano un attimo.

Finora non ha espresso una sola parola. Ma è sempre calmo e sorridente.

Solo ora risponde.

''Sai che adularmi non ti servirà.''

Quindi, il presunto Levi:

''Lo so.''

A queste parole, si alza in piedi.

E' un uomo abbastanza alto, ed esile, vestito in modo anch'esso abbastanza in tiro per essere in questa piccola caffetteria, ma nulla di sconvolgente.

Si alza in piedi e mette la piccola agendina nella tasca interiore della giacca.

Resta di spalle però a voi, al presunto Finees, e si abbottona la giacca da sera in tessuto chiaro.

Il presunto Finees rimane immobile, e beve, con la schiena poggiata al bancone.

#Fed-Off Game

Spoiler:  
Nessun problema, gli oggetti basilari, se concordi ai vostri BG e non particolarmente sbilancianti per le dinamiche, sono considerati presenti e validi.

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"Bene la foto l'hai fatta. Ora però direi di andare che qui l'aria incomincia a farsi pesante."

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#Tutti

Bert parla ed invita Vanni a spostarsi, il quale però lo ferma e suggerisce di restare ancora un pò, tutto ciò mentre Nicola prova a telefonare; ma la linea non c'è.

Intanto, quel tale che par chiamarsi Levi sta lì in piedi, ed ora si gira lentamente.

Finalmente lo vedete in viso chiaramente: in volto appare molto più giovane del quarantenne che può sembrare dall'abbigliamento, finanche dai modi.

E' biondo, occhi scuri, ed ora guarda per la prima volta l'interlocutore nei suoi di occhi.

Nessuno dei due parla.

Voi tre siete lì, ancora seduti, quando Finees finisce il suo drink d'un sol sorso, posa il bicchiere, e inizia a camminare verso Levi, il quale non si muove, ma compie un gesto quasi impercettibile con la mano destra mentre si sistema la giacca:

[azione]

Spoiler:  
[Tutti e tre avete superato la prova di OSSERVAZIONE (con un bonus decisamente buono dovuto al fatto che avete specificato l'attenzione alla dinamica)]

sembra infilarsi nella tasca interna alla giacca, mentre la sistema, un'agendina.

La stessa che prima aveva infilato nella stessa tasca della stessa giacca.

Tutto ciò vi appare paradossale, ma accade.

L'unica spiegazione è che vi siate persi qualche passaggio mentre si alzava e si girava, chi lo sa.

Alla fine era di spalle.

Avrebbe senso.

Tutto ciò v'è sembrato di notarlo proprio nel momento in cui il presunto Finees sta finendo l'ultimo sorso, e posando il bicchiere.

Ad ogni modo, questo gesto impercettibile compie ma in sostanza si vede solo un uomo sistemarsi la giacca mentre l'altro gli arriva quasi ad un metro di distanza.

Sono entrambi al centro quasi esatto della stanza, in mezzo alla via centrale vuota che divide la fila con 3 tavoli adiacenti al muro del bancone, da quella di 3 tavoli piazzati vicino al muro della porta d'ingresso.

Voi siete tutti e 3 seduti in quest'ultima fila, li vedete di fianco, a circa 2 metri da voi.

Siete seduti.

I due sorridono ancora, ma le espressioni e i volti sembrano meno calmi di prima.

Il primo a parlare è Finees.

''Dimmi dov'è, Levi.''

Levi.

''Chi?''

Finees, meno sorridente ora, resta un istante in silenzio, poi muove verso il bancone e afferra con una mano il collo del barista che non riesce ad opporsi in alcun modo, data la velocità e la fermezza della presa spaventose per un uomo di quella corporatura, vestito in quell'abito.

In un attimo quindi lo alza, con il braccio teso, e lo tira dalla sua parte oltre il bancone, e tenendolo sospeso per aria inizia a stringere la mano attorno al collo.

Con lo sguardo fisso a Levi poi sta per parlare, ma quest'ultimo lo fa per primo allungando il braccio verso Finees - che ora è a circa 6 metri da lui - ed esclama:

''Fermo, Finees.

Loro non ne fanno parte.''

La voce ora è molto forte, seppur aggraziata, e lo sguardo è molto serio, seppur ancora neutro.

Finees non molla la presa, ma sorride in un modo in cui ciascuno di voi legge qualcosa di più perverso del ''dispetto''.

''Ma il tuo amore per loro si, o sbaglio?''

Levi fa un passo in avanti di circa 1 metro.

Ma tace, in questo istante.

#Tutti - [Ordine temporale]

Spoiler:  
Se qualcuno di voi fosse interessato a compiere qualsivoglia azione, a parlare, o altre dinamiche che impieghino tempo, questa è l'iniziativa.

(in quest'ordine quindi dovete postare da adesso in poi in generale nella campagna fino alla prossima iniziativa!)

1. Nicola

2. Vanni

3. Uno dei due PNG (ignoto)

4. Bert

5. L'altro dei due PNG (ignoto)

Potete proseguire da ora, se volete.

O potete semplicemente narrare e cedere il passo al prossimo evento.

#Nicola

Spoiler:  
modifica ex tunc: non hai mai completato la chiamata.

Hai provato, ma non trovi campo.

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Nicola Smith

Rimanga un attimo perplesso sia per la chiamata che per gli eventi e lo si legge nella mia faccia.

Mi alzo e tiro fuori il distintivo della polizia di New York un po' titubante sul da farsi

Polizia di New York ! Si fermi signore ! questa è aggressione ! Lasci l'uomo e facciamo finta non sia successo nulla ok ? Non roviniamo così le serate di tutti

Spoiler:  
Autorità 1(credenziali buone)

persuasione 2

carisma 1

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