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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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Trapezioid

Incantesimi a tocco e mantenere la carica

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Buongiorno, vi pongo un problema nel quale mi sono imbattuto nella sessione di oggi riguardo agli incantesimi a tocco e mantenere la carica. Nel dettaglio mi rimangono oscure le meccaniche del funzionamento di questo procedimento, mi spiego meglio:

leggendo le srd http://www.d20srd.org/srd/combat/actionsInCombat.htm un incantesimo se non scaricato nel round in cui viene lanciato può essere mantenuto e scaricato in un secondo momento. In un primo momento avevo considerato che scegliendo di non scaricare l'incantesimo immediatamente si potesse tenerlo e scaricarlo in seguito. Il vero problema è alla frase "If the attack misses, you are still holding the charge.", in quanto renderebbe "vano" il fattore colpisco o meno il bersaglio, rendendo una gara al tiro alto la riuscita dell'incantesimo. In più non si capisce se la frase sia riferita a "unarmed attack or natural attack" o in generale a un tentativo di tocco in mischia.

Il problema maggiore è sorto leggendo le pagine rules of the game http://www.wizards.com/default.asp?x=dnd/rg/20040831a alla voce "touch spells" in quanto specifica che si può lanciare l'incantesimo, provare a colpire e, nel caso, tenere la carica e provare in seguito, aumentando effettivamente l'efficacia degli incantesimi a tocco e rendendo più duraturi nell'arco della giornata i poteri di un incantatore. Quindi le questioni che mi si presentano sono:

1. Nel momento in cui lancio l'incantesimo devo decidere se mantenere la carica o scaricarlo immediatamente, oppure posso provare ad attaccare e nel caso di un attacco non riuscito tenere la carica?

2. Mentre sto tenendo la carica se non colpisco il bersaglio mantengo l'incantesimo solo nel caso stia facendo un attacco portato con colpo senz'armi o arma naturale oppure anche in un normale attacco in mischia a contatto per scaricare l'incantesimo?

So che le risposte possono sembrare evidenti, ma sto cercando di negare ciò che ovvio per non sfociare in una condizione di esagerata potenza di questi incantesimi, cioé lancio provo a colpire e continuo finché non entra evitando di scaricare il colpo. Mi rendo conto che ci siano delle controindicazioni (dovere rimanere in mischia non è mia piacevole per un incantatore), ma ho l'impressione che i gioco varrebbe decisamente la candela (primo esempio che mi viene in mente danza di otto, ma c'è sicuramente roba più forte).

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1. Nel momento in cui lancio l'incantesimo devo decidere se mantenere la carica o scaricarlo immediatamente, oppure posso provare ad attaccare e nel caso di un attacco non riuscito tenere la carica?
Nel turno in cui lanci l'incantesimo puoi:

1 - decidere di attaccare con un attacco di contatto

2 - decidere di non attaccare subito e mantenere la carica per i round successivi

Nel caso 1:

A - l'attacco di contatto riesce l'incantesimo viene scaricato sul bersaglio

B - se l'attacco di contatto fallisce la carica viene mantenuta automaticamente

Nel caso 2 (e allo stesso modo 1B):

- la carica può essere mantenuta per un numero indeterminato di round

- se si tocca qualcosa o qualcuno mentre si mantiene la carica, anche non volontariamente, l'incantesimo viene scaricato

- se si lancia un altro incantesimo mentre si mantiene la carica, l'incantesimo mantenuto termina

- mentre mantiene la carica può continuare a portare attacchi di contatto in ogni round (azione standard) e quando colpisce l'incantesimo si scarica e ha termine (salvo eccezioni)

- mentre mantiene la carica può anche attaccare con un normale attacco senz'armi, e in questo caso se si colpisce si infligge il proprio danno da colpo senz'armi e in più l'incantesimo viene scaricato sul bersaglio

2. Mentre sto tenendo la carica se non colpisco il bersaglio mantengo l'incantesimo solo nel caso stia facendo un attacco portato con colpo senz'armi o arma naturale oppure anche in un normale attacco in mischia a contatto per scaricare l'incantesimo?
Quel "normale attacco in mischia a contatto per scaricare l'incatesimo" che ti ho evidenziato a fine domanda, è un attacco senz'armi. I touch attacks che devi fare per scaricare gli incantesimi di norma sono tutti attacchi senz'armi (ci sono classi o capacità che ti permettono di incanalare incantesimi a contatto nelle armi, ma non sono la norma), quindi la domanda non sussiste, visto che normalmente non puoi utilizzare armi che non siano attacchi senz'armi o armi naturali per scaricare gli incantesimi a contatto.

EDIT

Se ancora ci sono cose non chiare chiedi pure :yes:

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Ok, tutto chiaro ma allora perché fare distinzione tra "You can continue to make touch attacks round after round." e subito dopo "Alternatively, you may make a normal unarmed attack (or an attack with a natural weapon) while holding a charge."??? Sempre rsd.

Ad ogni modo solo a me sembra esageratamente forte l'opportunità di non scaricare l'incantesimo finché non entra? Non è un po' come dire "finché non fallisci il TS posso continuare a spammare lo stesso incantesimo senza consumare slot"?

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Più semplicemente:

Lanci l'incantesimo e fai un attacco a contatto per scaricarlo sul bersaglio. Se lo colpisci lo scarichi e si fanno le eventuali prove. Se non lo colpisci la carica rimane.

Nel secondo caso:

Lanci l'incantesimo e mantieni la carica. Nel round successivo, provi a colpirlo con la tua arma naturale-colpo senz'armi e lo colpisci: l'incantesimo entra e si fanno le opportune prove.

Se non entra: l'incantesimo viene scaricato senza conseguenze.

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Ok, tutto chiaro ma allora perché fare distinzione tra "You can continue to make touch attacks round after round." e subito dopo "Alternatively, you may make a normal unarmed attack (or an attack with a natural weapon) while holding a charge."??? Sempre rsd.
La distinzione viene fatta perché le due cose funzionano in modi ben diversi:

- nel caso degli attacchi di contatto vai a colpire appunto la CA a contatto, che è generalmente più bassa di quella normale, e hai quindi più probabilità di colpire magari, ma allo stesso tempo "semplicemente" scarichi l'incantesimo, ma non provochi nessun danno per l'attacco.

- il secondo caso, cioè scaricare l'incantesimo con un normale attacco senz'armi, implica invece che il tuo TxC non sarà a contatto, e quindi dovrai superare la normale CA avversaria, e se colpisci fai anche il danno del pugno (o artiglio o quello che hai); inoltre va detto che in questo caso se non hai competenza nel colpo senz'armi hai il classico -4 al TxC e i danni sono non letali, oltre a provocare anche AdO da parte dell'avversario.

Ad ogni modo solo a me sembra esageratamente forte l'opportunità di non scaricare l'incantesimo finché non entra? Non è un po' come dire "finché non fallisci il TS posso continuare a spammare lo stesso incantesimo senza consumare slot"?
Beh, io non vedo tutta questa sgravezza nella cosa:

se continui ogni turno a cercare di colpire e manchi sempre significa solo che stai perdendo tutti i tuoi turni a mancare attacchi quando potresti fare altro (lanciare altri incantesimi o che so io);

non stai quindi "spammando l'incantesimo", perché l'incantesimo lo lanci UNA volta e funziona UNA volta (nel momento in cui viene scaricato, a meno di alcuni incantesimi che possono fare eccezione). E' sicuramente una buona cosa poter mantenere la carica, ma non la vedo così assurda. Inoltre gli spell a contatto in genere sono utili ad alcuni tipi di PG, mentre ad altri decisamente meno.

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Se non entra: l'incantesimo viene scaricato senza conseguenze.
Sbagliato (a meno che non abbia frainteso le tue parole).

Se non entra l'attacco la carica continua a rimanere (finché non colpisci il bersaglio o tocchi qualcosa/qualcuno).

EDIT: Ooooops! Scusate il doppio post! (il sonno! :D).... Se passa un mod unisca pure i post :sorry:

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No.. Ho sbagliato a spiegarmi.

Se provi a colpirlo, con un attacco senz'armi o armi naturali ( txc contro la CA, non a contatto) e non lo colpisci, l'incantesimo viene scaricato senza conseguenze ( l'incantesimo non ha effetto e perdi la carica).

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No.. Ho sbagliato a spiegarmi.

Se provi a colpirlo, con un attacco senz'armi o armi naturali ( txc contro la CA, non a contatto) e non lo colpisci, l'incantesimo viene scaricato senza conseguenze ( l'incantesimo non ha effetto e perdi la carica).

scusa ma dove l'hai letta sta cosa?

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Pagina 141 del manuale del giocatore.

In realtà proprio lì dice chiaramente il contrario:

Alternatively, you may make a normal unarmed attack (or an attack with a natural weapon) while holding a charge.

[...]

If the attack hits, you deal normal damage for your unarmed attack or natural weapon and the spell discharges. If the attack misses, you are still holding the charge.

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Ok d'accordo credo sia chiaro ora. In realtà lo era anche prima ma mi sembrava assurdo il non scaricare l'incantesimo. Innegabile il fatto che si perdano azioni e che si debba essere in mischia, la controparte la vedo, ma mi sembra sbilanciante una meccanica che permetta ad un incantatore di non "sprecare" lo slot finché l'incatesimo non entra... Cioé ho sempre visto la limitatezza giornaliera degli slot come il grosso limite degli incantatori, se si dà loro la possibilità di tentare e tentare ancora all'infinito finché l'incantesimo non ha effetto si aumenta notevolmente e a mio parere la loro potenza. Se a questo si aggiungono cose come mano spettrale o immagine proiettata (e un minimo di astuzia da parte del pg o png nel premurarsi di non essere individuati/colpiti) si può arrivare al risultato di rendere OGNI incantesimo efficace al 100%, in un arco di tempo ragionevole.

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Devi considerare il tutto, non solo questo aspetto.

Innanzitutto ad alti livelli le azioni sono la moneta più importante, un'azione che impiega due round a funzionare vale per molti versi la metà di una che impiega un round. Ai bassi livelli gli incantesimi del mago sono pochissimi e sono sicuramente la principale problematica, agli alti livelli la questione è come vomitare fuoco sul nemico più rapidamente possibile :)

In secondo luogo devi vedere il bilanciamento tra incantesimi. Gli incantesimi di danno non a tocco tipicamente entrano sempre (dardo incantato, palla di fuoco), e quelli a tocco non fanno una mole di danni talmente superiore da renderli sbilanciati. Uno shocking grasp al terzo fa 3d6 (media 10.5), un dardo incantato 2d4+2 (media 7). Il rischio di poter perdere ulteriori azioni, di dover andare in corpo a corpo, di non poter dividere il danno tra più nemici e il fatto di essere un incantesimo di slot superiore più che compensano un incremento del danno del 50%. Se si perdesse l'incantesimo sarebbe ovviamente meno forte, visto che il tiro per colpire a quel livello entra una volta su due e l'incantesimo a contatto avrebbe un danno atteso inferiore.

Non puoi valutare il bilanciamento di una meccanica di per sè, devi valutare insieme a tutti gli altri aspetti degli incantesimi.

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Ma infatti se la cosa fosse stata al momento del lancio "scegli" se provartela "o tutto o niente" oppure mantenere la carica e il round dopo provare all'infinito sarebbe stato un conto(a mio parere più bilanciato, bruciandosi un'azione se non vuoi cogliere il rischio di perdere l'incantesimo), ma l'idea di di dire provo l'incantesimo a tocco, se entra bene se no continuo a provare mi fa venire in già mente combo non poropriamente equilibrate (strabno che riguardino gli incantesimi vero?). Inoltre più che incatesimi a danno io pensavo a quegli incatesimi a tocco che che fanno effetti, non danni, che spesso e volentieri non hanno TS. Esempi stupidi che mi vengono in mente: danza di otto rapida +2/3/4 attacchi (a seconda del livello, velocità, altre variabili) se non entra alla prima (e quindi tendenzialmente chiudere lo scontro), oppure mano spettrale+debilitazione+essere nascosti/invisibili ecc, e questo stando solo nei manuale core. Quello che vedo io è rendere ancora più forti cose che già di base sono, prolungando la "vita" dei poteri di un incantatore.

Penso inoltre che avendo tempo di preparare un agguato si rasenti la certezza di andare a segno forti di questa meccanica.

Mi rendo conto che il problema stia più a monte, e cioé nella potenza di questi incantesimi a prescindere dalla situazione, ma ritengo che mettere un giocatore nella condizione di non perdere il potere finché effettivamente non fa il suo dovere non sia d'aiuto al già complesso e delicato (e chimerico per quel che mi riguarda) equilibrio di potenza tra le classi, e spari il livello di potere di questi incantesimi ancora più in alto. Tutto qui.

Edit: In più si elimina una delle solitamente due variabili da supereare per fare entare gli incantesimi (TS, ca o RI)

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Ma infatti se la cosa fosse stata al momento del lancio "scegli" se provartela "o tutto o niente" oppure mantenere la carica e il round dopo provare all'infinito sarebbe stato un conto(a mio parere più bilanciato, bruciandosi un'azione se non vuoi cogliere il rischio di perdere l'incantesimo), ma l'idea di di dire provo l'incantesimo a tocco, se entra bene se no continuo a provare mi fa venire in già mente combo non poropriamente equilibrate (strabno che riguardino gli incantesimi vero?). Inoltre più che incatesimi a danno io pensavo a quegli incatesimi a tocco che che fanno effetti, non danni, che spesso e volentieri non hanno TS. Esempi stupidi che mi vengono in mente: danza di otto rapida +2/3/4 attacchi (a seconda del livello, velocità, altre variabili) se non entra alla prima (e quindi tendenzialmente chiudere lo scontro), oppure mano spettrale+debilitazione+essere nascosti/invisibili ecc, e questo stando solo nei manuale core. Quello che vedo io è rendere ancora più forti cose che già di base sono, prolungando la "vita" dei poteri di un incantatore.

Penso inoltre che avendo tempo di preparare un agguato si rasenti la certezza di andare a segno forti di questa meccanica.

Mi rendo conto che il problema stia più a monte, e cioé nella potenza di questi incantesimi a prescindere dalla situazione, ma ritengo che mettere un giocatore nella condizione di non perdere il potere finché effettivamente non fa il suo dovere non sia d'aiuto al già complesso e delicato (e chimerico per quel che mi riguarda) equilibrio di potenza tra le classi, e spari il livello di potere di questi incantesimi ancora più in alto. Tutto qui.

Edit: In più si elimina una delle solitamente due variabili da supereare per fare entare gli incantesimi (TS, ca o RI)

per rispondere al volo ai tuoi due esempi:

1) danza irresistibile di otto rapida è un incantesimo di livello 12...avrà il diritto di essere un incantesimo potente? XD :ka:

due tiri per colpire (perchè un incantatore con slot di 12° in linea di massima dovrebbe avere come bonus di attacco base +10/5 al 20°) per tentare di toccare un nemico non mi sembrano un granchè sbilancianti onestamente...

2) con mano spettrale si possono lanciare solo incantesimi a contatto facendoli diventare incantesimi di contatto a distanza...debilitazione è un raggio

ad ogni modo il punto resta sempre quello che a livelli medioalti quello che conta sono solo e solamente il numero delle azioni. in un round tendenzialmente puoi lanciare un incantesimo normale e uno rapido o immediato: limitarsi a lanciare un incantesimo e continuare a provare un tiro a contatto finchè non entra non è assolutamente un vantaggio per un mago visto che a quei livelli gli slot e gli oggetti non mancano e rimanere senza incantesimi castabili è uno degli ultimi problemi che si dovrebbe porre un mago.

l'unico aiuto che si ha da questa regola che viene sfruttata da pochissimi incantatori è che a livelli bassi non si rischia di perdere uno dei pochi incantesimi che si ha per la giornata solo per un tiro per colpire sfortunato...niente di più

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Sì scusa per debilitazione ho sparato una castroneria, per danza di otto pensavo più che altro ad un bardo con verga, d'accordo roba costosa ma fattibile. Sono conscio del fatto che tutto è situazionale e che le azioni siano vitali col salire di livello, ma visto che oggetti come le sfere del potere e gli anelli della stregoneria sono ritenuti così forti non credo che l'opzione di non consumare uno slot sia così poco da conto. Su classi da incantatori che di base si sa siano potenzialmente broken a seconda di come vengono gestite. E non stiamo ancora considerando il multiclassaggio le classi di prestigio o un gish. Ripeto, roba già potente di suo, non mi sembra necessario aumentarne la potenza già evidente.

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Concordo sul fatto che la regola non sia nulla di eccezionale. A meno di non costruire un personaggio apposta basato sugli incantesimi a contatto (o a meno di non giocare un magus in pathfinder - hint), non è che risulti una regola sbilanciata.

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Ok lo prendo per buono. Sono ormai abbastanza convinto di ciò, non tanto convinto della genialità di dare ulteriori aiuti agli incantatori ma va be' :D

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      ____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
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