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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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MetalG

Corpse Party: Blood Covered

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Blood Covered

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Sta appena albeggiando nelle terre del nord. La brezza gelida proveniente dalla Frozen Maw fa sospirare i pini silvestri imbiancati dalla neve, ma non voi. Non nel giorno della prova per diventare un guerriero del Clan Vezat.

voi avete vissuto in queste terre, lottato contro queste terre, e in fine siete chiamati a domare con la vostra forza la stessa terra che vi sostiene.

Skardauk e sua sorella adottiva Pathara sono davanti a voi e a diversi altri combattenti del vostro clan. Le armi del mezz'orco torreggiano su tutti i presenti come degli immensi strumenti di morte, e la doppia ascia orchesca è talmente grande che la prima domanda che salta alla mente non è come faccia ad utilizzarla, ma come possa anche solo riuscire a trasportarne il peso.

ASCOLTATEMI LURIDI SACCHI SCROTALI PIENI DI ESCREMENTI DI CAGNA!!!

Oggi è il giorno in cui guadagnerete di diritto il vostro posto NEL CLAN VEZAT!!!!!

Urla si levano al cielo bianco dai vostri compagni e fratelli del Clan, che oggi tentano la prova con voi.

Oggi combatterete, e molti di vvoi sicuramente moriranno... Ma quelli che torneranno con il loro trofeo AVRANNO DIMOSTRATO DI ESSERE DEI VERI GUERRIERI, DEGNI DI POTERSI FAR CHIAMARE TALI!!!!

Skardauk estrae una delle sue tre armi: lo "Squassa Terra", e dopo aver lanciato un urlo brutale, con un unico movimento colpisce il suolo.

@Squassa Terra

Appena le punte dell'arma vengono a contatto con il terreno tutto intorno si formano delle profonde crepe, e meno di un secondo dopo tutto quello che sta intorno al mezz'orco è ridotto in frantumi. Inoltre diversi detriti causati dall'impatto schizzano in ogni direzione, ferendo leggermente qualche sfortunato trovatosi sulla traiettoria di un frammento di roccia.

Pathara si era preventivamente allontanata, ma non ha potuto evitare la nuvola di fumo e polvere sollevata dal colpo, e che le ha comunque sporcato gli abiti.

Vi avverto di una cosa soltanto: o tornate vivi e con il trofeo... O NON TORNATE AFFATTO!!! PERCHè IN QUEL CASO SARò IO A SQUARTARVI COME I PORCI CHE SIETE!!!

rinfodera l'arma e si sposta dall'epicentro del suo colpo, infatti tutto il terreno distrutto è diventato inagibile e pericoloso.

Le regole sono semplici e chiare: entrate nella foresta ghiacciata qui di fronte e cacciate una bestia. Una volta uccisa trascinatela qui in modo che possiamo valutarvi...

Vincerà chi avrà ucciso l'essere più potente, secondo il metodo che si tramanda da generazioni all'interno del Clan. Chi vincerà riceverà un premio speciale oltre al diritto di entrare a tutti gli effetti a far perte dei guerrieri del Clan... Ho detto tutto Pathara?

appena viene interpellata, la mezz'elfa fa un passo verso di voi, tirando pacche sul vestito per disperdere la polvere. è bellissima nel suo abito cerimoniale di pelle di serpente: il reggiseno e la gonna sono stati fabbricati con la muta di diversi serpenti giganti, come quello che striscia lentamente al suo fianco per poi attorcigliarsi sul suo corpo e salire fino al fianco della sua testa. Al posto di una maschera cerimoniale completa porta solo la parte superiore del teschio di un rettile dai denti acuminati e minacciosi, sopra la sua testa, in modo che possa vedere attraverso le orbite vuole del cranio... A questo modo sembra una piccola idra a due teste. i capelli biondi sono sciolti e lasciati ondeggiare al vento, mentre gli occhi verdi vi squadrano fin dentro l'anima.

quasi... Intanto questa non è una caccia ai conigli, e quindi chiunque torni con una preda non degna verrà giudicato come se fosse tornato senza niente... E non c'è bisogno di dire cosa succederebbe in quel caso. non dovete assolutamente appropriarvi delle ossa dei mostri per riempirvi le tasche: verreste squalificati... e puniti naturalmente... ad ogni modo ci sarà un grosso banchetto per chi passerà la prova, quindi non preoccupatevi per ora.

Tutti quelli che torneranno vivi e con il loro trofeo verranno a tutti gli effetti proclamati guerrieri del Clan.

è possibile che incontriate dei giganti dei ghiacci durante la prova, ma basterà dire che state prendendo parte alla prova e non vi attaccheranno... forse...

In passato non era così, e spesso si sarebbe dovuto combattere contro di loro

appena pronunciata questa affermazione Skardauk si mette a ghignare sommessamente per poi dare pacche alla sua gigantesca doppia ascia orchesca.

e io ne so qualcosa... Hahahaha...

Pathara continua ignorando il fratellastro

ma ora siamo in "non belligeranza" tra di noi, quindi cercate solo di non irritarli: il qui presente è un vero e proprio mostro, e sfidare le sue gesta equivale a morte certa...

Ah, dimenticavo una cosa: c'è una regola segreta che non vi sveleremo. se siete davvero dei guerrieri la userete senza dovervela dire.

La sfida comincerà quando sarete pronti... Ci sono domande aspiranti guerrieri?

@tutti

Spoiler:  
Skardauk è un mezz'orco dal fisico titanico. I muscoli sono così gonfi che sembra una specie di mostro inquietante.

In tutto il corpo sono presenti cicatrici da ustione dovuta al gelo, e la peggiore sta sulla spalla destra, dove sembra che delle fauci di ghiaccio gli abbiano strappato letteralmente la carne dalle ossa. http://images2.wikia.nocookie.net/__cb20120513085316/onepiece/it/images/a/ac/Farafra.jpg (non è menomato)

La sua carnagione tende al verde chiaro, mentre i suoi occhi sono color nocciola. Ha il mento squadrato e i due canini che sporgono verso il basso, faceendolo sembrare una tigre dai denti a sciabola.

porta capelli cortissimi e a spazzola, e non indossa niente addosso, a parte dei calzoni corti, dei sandali usurati e le sue tre armi, che oramai sono entrate nella leggenda di tutti gli altri Clan: la "Squassa Terra", un maglio che su un lato ha punte acuminate e "Spacca Ghiaccio", uno spadone a due mani. La loro particolarità però è che sono tutte armi a due mani, ma lui riesce ad utilizzarle nella loro potenza con una mano sola: il maglio nella sinistra e lo spadone nella destra. in fine c'è la sua arma finale: la "Fendi Cielo", una doppia ascia orchesca che un tempo si dice fosse brandita da un gigante dei ghiacci con antenati orcheschi.

è un gradasso e un violento. Gli piace vantarsi delle sue battaglie e delle sue vittorie, soprattutto quelle spettacolari. L'unica parte buona in lui è che ha un senso di lealtà e famiglia molto forte, e chiunque si meriti il suo rispetto diventa automaticamente suo amico... per adesso non ne ha molti

Pathara è una mezz'elfa dal fisico slanciato e tonico. la sua pelle è bianca e candida come la neve, e non mostra segni particolari sul corpo a parte l'abbigliamento: porta una gonna lunga fino alle caviglie, adornata con denti e ossa di serpente. ha un vestito della stessa fattura, ma ricamato in modo che le squame sembrino come la sua pelle. il tutto tende ad un verde intenso grazie a particolari tinture. sulla testa porta la parte superiore di un teschio di Boa gigante come maschera cerimoniale, che lascia scoperti gli occhi verdi, le labbra carnose e i lunghi capelli biondi e lisci.

è molto ambita tra i maschi dei Clan, ma Skardauk in un non so quale tipo di affetto fraterno si è imposto come limite da superare per i suoi pretendenti.

ha un carattere mite ed equilibrato, sempre disponibile ad aiutare il prossimo e a proteggere l'ecosistema circostante. ha una vera passione per i rettili, in particolare per i serpenti, e il suo Shamash (serpente costrittore) è una delle prove. fa coppia con suo fratello in molti dei compiti che svolge nel Clan come Alta Druida.

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Il vento muove la lana bianca del corto mantello che ho sulle spalle e dei miei corti capelli neri. Ascolto in silenzio le parole dell'orco mutilato e dell'elfa che veste serpi.

Il suo aspetto e i suoi modi sono provocanti, e non mi importa se si accorge che sto pensando a lei in "quel" modo.

Ma la mia attenzione per Pathara dura poco, mi alzo dalla roccia su cui ero seduto usando il manico della mia ascia. Se non c'è più motivo per restare in questo posto, allora inizio la caccia.

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Dopo tutto questo tempo finalmente sono qui anche io!

Guardandomi attorno cerco di capire quanti oggi tenteranno di superare la prova fino a quando Skardauk non inizia ad urlarci.

Assieme agli altri presenti grido, sia per l'eccitazione del momento che per scaricare la tensione.

Non posso e non devo fallire.

Vedendo il mezz'orco spaccare il terreno con la sua arma chiudo un attimo gli occhi per le schegge ma evito di muovermi.

Bene, non resta che trovare la cosa più forte là fuori, ucciderla e portala qui.

Un gigante dei ghiacci varrebbe per la prova? Non deve essere facile convincerli che siamo in non belligeranza.

Quando fratello e sorella hanno finito di parlare mi guardo attorno, sperando che nessuno abbia domande per poter iniziare.

@Descrizione

Spoiler:  
Rimetto l'immagine che ho postato sul topic di servizio: http://axlsalles.deviantart.com/art/Etain-346450441

@DM

Spoiler:  
Visto che mi hai incuriosita prima ti chiedo cosa so della storia dell'adozione di Pathara xP

Inoltre volevo chiederti cosa so sul bosco dove dovremmo andare e sui dintorni, anche che creature si possono trovare e che creature hanno portato gli ultimi vincitori (quelli delle prove passate).

Conoscenze(natura)+9

Conoscenze(religioni)+9

Conoscenze(storia)+9

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Avevo atteso anni quel momento, anni di duro allenamento e di studio.

Dovevo superare a tutti i costi quella prova, mostrare alla tribù che ero degno di essere chiamato guerriero e di partecipare attivamente alla vita del villaggio.

La lunga coda e le ali si muovono lentamente mentre ascolto le parole di Skardauk e Pathara riguardo alla prova.

Spero solo che qualcuno dei presenti non si metta a stuzzicare i giganti...

Dico guardandomi attorno e scrutando i presenti.

Alcuni li conoscevo solo di vista, con altri invece avevo stretto un rapporto d'amicizia, ma in questa prova tutto cambiava, bisognava dimostrare di essere guerrieri ed ero sicuro che alcuni di essi avrebbero sicuramente ucciso la madre pur di passarla

Spoiler:  

http://www.bleedingcool.com/wp-content/uploads/2013/03/AzazelPoster.jpg

Senza cicatrice e in abiti invernali. Ha inoltre un paio di ali rosso scuro, non troppo grandi, che spuntano dalla schiena.

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Wulfgar se ne stava zitto e solitario...come sempre.

Erano anni che aspettava questo momento, e ora poteva finalmente dimostrare il suo onore a se stesso,agli dei, e alla sua famiglia.

Anche quando la terra attorno a lui stava crollando Wulfgar rimaneva fermo e immobile ad osservare il mezzorco

Sulla mano destra portava la sua lancia e nell'altra il suo scudo tondo...decorato con i simbolo del suo dio Tyr, la bilancia sopra il martello su sfondo blu.

Il suo elmo norreno copriva maggior parte del suo volto, comprese le sue cicatrici...molti le avevano viste, pochi avevano il coraggio di chieder la loro storia.

L'unica cosa che si poteva notare erano i suoi occhi

Azzurri come il cielo, ma terribili come una lama di ghiaccio lungo la schiena, nessuno sapeva come descriverli, erano gli occhi di una persona che era andata al'inferno e tornata...erano gli occhi di un lupo rabbioso...gli occhi di wulfgar

Caccia?...il mio addestramento non sarà molto utile...

Ma chi lo sa...forse avrò l'occasione di imbattermi in qualche goblin

Descrizione:

Spoiler:  
post-10456-14347052253555_thumb.jpg

Questo è il suo volto senza l'elmo...più tardi metto anche l'equipaggiamento

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Ascolto bene quanto richiesto dai nostri "reclutatori". Non vedo l'ora di cominciare. Le chiacchiere mi annoiano.

Faccio scivolare la mano sinistra dietro la mia schiena, con un movimento del polso roteo la mia lancia la pianto con la punta verso l'alto e un po' piegata verso i miei interlocutori.

Penso proprio che anche i miei compagni la pensano come me.. sorrido beffardo nella loro direzione.

Quindi... per me possiamo iniziare subito!

@Master-tutti : la mia descrizione + immagine

Spoiler:  
Sono umano di circa 30 anni. Ho capelli corti di colore castano scuro e gli occhi sono marroni. L'aspetto non è molto muscoloso ma atletico e scattante. Indosso l'armatura della foto con l'unica differenza che il mantello è fatto di pelliccia di volpe rossa ed è dotato di cappuccio(suppongo sia una rarità visto che siamo nelle lande ghiacciate XD). post-14871-14347052254125_thumb.jpg

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@Beshkee

Spoiler:  

Conoscenze(natura):19+9=28

Conoscenze(religioni):7+9= 16

Conoscenze(storia):20+9= successo automatico

Pathara è la "bambina della profezia": molti anni fa la sciamana del clan, Prahma, predisse che ci sarebbe stato un evento talmente apocalittico da far rivoltare le fondamenta stesse della natura. la visione era confusa, ma all'interno vide anche una bambina mezz'elfa bionda e dagli occhi verdi, e sempre secondo quella lei sventava il disastro. così fù naturale, quando Pathara strisciò verso il Clan, semi-nuda, infreddolita e terrorizzata a morte, pensare che fosse lei quella di cui parlava la profezia. il capoclan la adottò e la trattò come fosse sua figlia. nessuno obbiettò il fatto che fosse una fragile e indifesa mezz'elfa (previa decapitazione istantanea dal capoclan). sa quando è arrivata Pathara sono passati 20 anni e ha guadagnato il titolo di Alta Druida (tipo arcimago ma solo con poteri simbolici: è solo un titolo). con il passare del tempo quasi tutti si sono dimenticati del motivo per cui è stata adottata (per proteggere il clan dalla "apocalisse che rivolta le fondamenta della natura") e della sua storia, e la hanno accettata come membro del clan senza problemi.

la foresta dove vi state dirigendo è una zona usata solamente per la Prova, ed è lasciata intonsa per tutto il resto del tempo, così da permettere il proliferare di molte creature come lupi e orsi, ma anche piu potenti come Treant e crioidre. al centro di questa foresta c'è un piccolo villaggio di giganti del gelo, che apprezzano le temperature "miti" del vostro territorio (sono abituati a temperature molto minori). ci sono anche vermi del gelo, animali crudeli e si dice che in un punto oscuro della foresta ci sia un nido di Linnorm del Gelo, gli esseri più potenti della foresta, ma non dell'intero ecosistema.

la foresta è composta da pini e altri alberi sempreverdi, ma completamente ghiacciati. anche il terreno è simile, ed è molto più difficile cercare di attaccare un mostro silenziosamente senza che se ne accorga. è più facile il contrario in quanto le creature autoctone si sono abituate al terreno e al clima.

dei più famosi vincitori della prova ci sono il nonno di Skardauk, Nalker Vezat e il padre di Skardauk, Strongarm Vezat. il primo tornò con un sacco pieno di frammenti ghiacciati di qualcosa, che si scoprì poi essere un verme del gelo. tu sai infatti che questi mostri quando muoiono esplodono ferendo i propri assalitori. il suo fisico era così distrutto davanti che venne chiamato "L'Aberrazione".

il padre di Skardauk invece (l'attuale capo villaggio) tornò con il cadavere di un Linnorm del gelo, il cui corpo era così grosso da coprire con la sua ombra buona parte del villaggio. la casa del capovillaggio è infatti costruita dal corpo di quell'essere, opportunamente trattato perchè la pelle esterna non marcisca.

un'altra vittoria spettacolare nella prova è stata compiuta da Skardauk in persona E Pathara. si hai capito bene. infatti quando insieme portarono il cadavere di un rampollo dei giganti del gelo vennero premiati entrambi con il titolo di vincitori... ora che ci pensi nessuno ha mai capito la regola segreta per la vittoria tranne loro. neanche i precedenti vincitori.

Pathara sorride a Keiron alle sue parole

Ooh, ma quanto siamo impazienti qui... spero non sia solo aria quella che ti esce dal buco che ti ritrovi in faccia.

e ricordatevi della regola segreta, potrebbe significare la differenza tra vita e morte...

Skardauk le tira un'occhiataccia, e lei fa spallucce verso di lui

lo sai che sono troppo buona...

vi avviate tutti verso la zona limitrofa alla foresta: si tratta di un fitto complesso di pini silvestri dagli aghi ghiacciati. il terreno è completamente congelato e scricchiola ad ogni passo, come se steste pestando una sottile lastra di ghiaccio. dall'interno della foresta si elevano ruggiti lontani, pesanti passi sul sottile ghiaccio che lo frantumano, sibili e ululati di branchi di lupi affamati. si sentono anche alcune risate lontane, forse dei giganti, e anche alcuni guaiti di dolore di bestie cacciate dai predatori.

lquesto insieme di suoni è inquietante, e non pochi guerrieri accanto a voi cominciano già a tremare, ma l'indecisione del momento viene subito cancellata dall'orgoglio del combattente, e diversi vostri compagni si scagliano a tutta velocità verso l'interno della foresta. altri preferiscono entrare da un punto migliore e si disperdono. in ogni caso tutti si dividono e entrano nella foresta.

@Tutti

Spoiler:  
voi che fate? ognuno per conto proprio?

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Il freddo, il ghiaccio e i pini sono tutti elementi che accompagnano le mie giornate.

Mi avvicino al limitare della foresta ma non entro, guardo con un pò di pena i guerrieri che iniziano a correre tra gli alberi. Fisso poi coloro che sono rimasti con me (probabilmente Keiron non si separerà con me) e aspetto di sentire le loro intenzioni.

@dm

Spoiler:  
se i pg non vogliono che ci separiamo, dico questo; propongo di camminare attorno al limitare della foresta per circa una mezz'ora alla ricerca di un fiume. Se ne troviamo uno iniziamo a percorrere il suo argine entrando nel bosco (nel senso inverso della corrente).

Se i pg decidono di separarsi, propongo la mia idea a Keiron

Se anche Keiron mi lascia solo, allora mi muovo per cercare il fiume.

-.-.-.-.-.-

Ovviamente, se entro mezz'ora non trovo alcun fiume, entro nel bosco

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Fermi

Dico, voltandomi verso i miei compagni ed estraendo la scimitarra.

Non credo che dividerci sia la scelta giusta, Skardauk e Pathara hanno combattuto assieme e hanno vinto entrambi. Da soli forse possiamo farcela, ma sicuramente avremmo difficoltà e potremmo portare solo trofei di piccole dimensioni, assieme invece potremmo cacciare praticamente qualsiasi cosa nella foresta

Aspetto le risposte dei miei compagni per sapere se la pensano come me o no.

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Wulfgar era pronto a scagliarsi verso il bosco come molti altri guerrieri...

Ma dopo aver fatto solo un passo si ferma...ascoltando le parole di Solomon

Non ha tutti i torti...un momento?Forse!?

Il guerriero vichingo si avvicina a Solomon e Roan mettendo la lancia nell'apposito fodero sulla schiena

Avete ragione...Insieme abbiamo più possibilità, ma voglio vederci chiaro,io onoro i patti e vi prometto che sarò leale...

ma se qualcuno prova soltanto a pensare di fregarmi, giuro che gli stacco il cranio dalla spina dorsale!

Poi ...la regola segreta...Forse è proprio quella di lavorare insieme!...I due fratelli l'hanno fatto e sono stati fra i pochi a scoprire la regola...non mi risulta che altri grandi campioni l'abbiano lavorato insieme,ne che abbiano scoperto la regola

Master

Spoiler:  
Temo di aver letto per sbaglio il messaggio per Beshkee...Chiedo scusa :sorry:

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Che vadano pure, faranno scappare le prede più piccole e si faranno uccidere da quelle più grosse.

Rimanendo ferma guardo chi si lancia senza esitazione nella foresta.

Penso che avrei fatto la stessa cosa anche io se non fosse che conosco qualcosa più di loro... e forse non sono la sola.

Ascolto le parole dei miei compagni mentre prendo il mio spadone e, tenendolo con una mano, lo appoggio ad una spalla per averlo pronto.

Dovresti provarci a staccare il cranio a qualcuno se ti frega, sempre che lui non lo faccia prima a te.

Non credo che tutto ciò che si trova in questa foresta sia alla nostra portata però qualsiasi cosa incontreremo non mi tirerò certo indietro, anzi più è forte meglio è.

Il terreno ghiacciato gioca a nostro sfavore, è possibile che le creature che vivono qui dentro ci attacchino a sorpresa quindi occhi e orecchie ben aperte.

Faccio una pausa prima di continuare.

Quanto vantaggio vogliamo dare agli altri prima di entrare?

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Lasciamoli andare avanti, come hai detto si faranno uccidere o cattureranno solo le prede più piccole, direi di addentrarci nella parte più profonda, qualche stolto si sarà addentrato li da solo e fungerà da esca

Dico, muovendo lentamente la coda alle mie spalle.

non ho visto nessuno di davvero pericoloso, ma direi di muoverci o ci perderemo uttto il divertimento

aggiungo mettendomi in marcia verso il bosco

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propongo di camminare attorno al limitare della foresta per circa una mezz'ora alla ricerca di un fiume. Se ne troviamo uno iniziamo a percorrere il suo argine entrando nel bosco

è questo che dice Roan quando decidete di non proseguire individualmente.

dando retta alla sua idea camminate al limite del bosco per una decina di minuti mentre sentite le urla di dolore, anche se soffocate da altri suoni, dei vostri probabili ormai ex compagni.

dopo altri 10 minuto incontrate un affluente del grande fiume dell'Icy Tooth, e decidete di seguirlo con cautela.

una volta dentro potete notare quanto la foresta sia inospitale per qualsiasi creatura che non sia immune al freddo: dall'esterno non si vede ma gli alberi, i cespugli e persino i fili d'erba sono lame taglienti di ghiaccio. tutto è bianco e immacolato, e perdere l'orientamento qui è più facile che venire uccisi da un mostro. inoltre i tronchi non aiutano, ma voi che avete seguito il fiume avete almeno un punto di riferimento.

vi addentrate seguendo il corso d'acqua, cercando di produrre meno rumori possibile nonostante il terreno sfavorevole quando sentite dei suoni come di morsi su qualcosa e dei sibili. molti sibili. vedete uscire dalle fratte della sponda opposta una piccola famiglia di crioidre con un paio di orsi crudeli morti trascinati dal capofamiglia a dieci teste. la madre con otto teste comincia a spolparlo in piccoli pezzi e fa cadere il tutto a terra perchè possa essere mangiato da un cucciolo di crioidra a sei teste. ad un certo punto il padre soffia con il suo alito di ghiaccio sulla carne, dopodichè il piccolo saltella allegramente attorno e si butta a capofitto sul cibo congelato. non sembrano avervi notato.

ad un certo punto il capofamiglia si irrigidisce, scruta a destra e sinistra per un minuto buono sibilando come un ossesso, ma poi si rigira sulla preda e insieme alla madre mangiano la loro parte.

@Tutti

Spoiler:  
sono una crioidra a 10 teste, una a 8 e una crioidra a 6 teste cucciolo

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Ci incamminiamo e ben presto ci addentriamo nella foresta, armi in pugno, sperando di non fare la fine degli sventurati che avevamo sentito urlare poco prima.

Seguiamo il fiume e dopo qualche minuto scorgiamo una famiglia di crioidre sull'alktra sponda, intenta a cibarsi.

Andiamocene, sono avversari piccoli e sono dall'altra parte del fiume, non vale la pena sprecare tempo

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Non ho abiti bianchi ...neanche loro, addio mimetizzazione! Almeno se risaliamo il fiume non ci perderemo e avremo più possibilità di incontrare qualcosa... non finisco di formulare questo pensiero che avvistiamo la famiglia di idre dei ghiacci.

Concordo... rispondo a Solomon ...voglio cacciare una preda abbastanza grande da farmi superare la prova per entrare nel clan... non per diventare il suo re!

E senza fare movimenti bruschi, continuo per la mia strada.

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quelli sarebbero avversari piccoli?...questi qui sono ancora più ambiziosi di me

Non so che cosa abbiate in mente voi...ma secondo me dobbiamo cercare un altro posto dove attraversare il fiume e poi attaccarli...

Sono riusciti a uccidere un orso crudele...non devono essere così deboli come sembrano

Wulfgar osserva i mostri a molte teste mentre afferra la sua ascia da battaglia ed il suo scudo

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Seriamente vorresti sprecare tempo per una famigliola di Crioidre?

Domando, voltandomi verso di lui.

Spreceremmo tempo e risorse per degli avversari ridicoli, ci sono mostri più appetibili dentro alla foresta e anche se volessimo cacciare delle crioidre potremmo trovarne altre qui dentro

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Dopo aver seguito il fiume per diversi minuti, accompagnati dalle urla di chi è corso subito nella foresta, ci imbattiamo in una famiglia di crioidre.

Così hanno capito anche loro che non sempre buttarsi a capofitto serve a qualcosa.

Se vuoi andare dall'altro lato posso provare a lanciarti io, risparmieresti molto tempo.

Dico a Wulfgar quando propone di attraversare il fiume.

Però penso che poi dovrai fare da solo, soprattutto perchè non credo basterebbero per far passare la prova tutti noi.

Meglio se le evitiamo e le lasciamo stare a meno che non ci attacchino loro.

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Ascoltando le parole di Beshkee Wulfgar si gira verso di lei

Non ho capito come avevi intenzione di lanciarmi...sono alquanto pesante.

ma in ogni caso hai ragione...quei serpenti non bastano a far passare la prova a tutti...Decidete voi se attaccarli o meno...io accetterò la vostra decisione

Uno di noi potrebbe diventare membro del clan con quei serpenti...ma io continuo a sospettare che la regola segreta sia lavorare insieme...

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Ho detto che posso provarci, non sono sicura dei risultati.

Soprattutto non lo sono sulla distanza...

Attendo che gli altri decidano se attaccare le crioidre o se lasciarle in pace prima di proseguire.

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