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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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Lainadan92

Fuga da Murcky Castle - Topic di Gioco-

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Kunfer un grazioso e tranquillo villaggio tra aberi e fiumi , i kunferiani vivono di caccia,pesca e agricoltura.

Il paese conta poco meno di un mezzo migliaio di abitanti tra uomini,nani,elfi,Halfling .

Tutti convivono in armonia tra loro. Niente e nessuno ha mai turbato la quiete di questo piccolo angolo di paradiso.

Dopo una lunga giornata di lavoro e di sacrifici, fatti per tirare avanti la casa e la famiglia, la gente di Kunfer

si ritira nella propria dimora per mangiare un pasto e riposare in attesa della prossima giornata di lavoro.

I Kunferiani dormono ormai...

Ad un tratto si odono rumori e fetori vari, grida ovunque. Le fiamme divampano tra le strade e le case del povero villaggio.

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<<AIUTOOOO...AIUTOOO IL VILLAGGIO è SOTTO

ATTACCOOOO>>. La gente grida , e fugge nella notte. Un esercito di esseri coperti interamente dalle loro

armature mettono a ferro e a fuoco il villaggio uccidendo principalmente tutte le guardie e i soldati del

posto..(circa 50 uomini). <<SONO HOBGOBLIIIIIIN>>. La gente continua ad urlare.

Nulla si può per fermare questa orda di esseri. Entrano nelle case saccheggiano ed uccidono.

La notte sembra interminabile...come un lungo incubo da cui non ci si può svegliare. La gente muore nelle

proprie case e per le strade nella vagasperanza di fuggire o di lottare contro questi nemici.

Arriva l'alba, la poca gente rimasta viva viene radunata nella piazza del mercato. Tra le file dei mostri si fa avanti

quello che sembra essere il condottiero degli Hobgoblin....<<Sono Dartar il comandate di questo esercito

Questa notte abbiamo deciso di attaccarvi e scegliere alcuni di voi per una causa superiore...voi avrete

l'immenso onore di lavorare nelle miniere d'argento e nel cantiere per la ricostruzione del Castello Murcky

nostra sede e futura capitale del nostro regno sotto il re Bohr.>>

Detto questo gli abitanti di Kunfer vengono incatenati e legati l'uno all'altro in fila indiana pronti per iniziare

una marcia lunga 2 giorni verso il Murcky Castle.

Una lunga coda di uomini e donne, pochi al confronto del numero degli abitanti

che c'era nel villaggio fino a qualche ora prima. I kunferiani sono stanchi e sconfitti nell'animo............

@Tutti

Spoiler:  
Voi tutti vi trovate malauguratamente tra i prigionieri incatenati in pronta marcia . I nemici vi hanno spogliato di ogni vostro avere ,tranne che per gioelli come collane ,anelli non preziosi ed orecchini. Il vostro abbigliamento è ridotto alla sola veste senza armature e armi....tutto è rimasto al villaggio. Da qui inizia la vostra storia.

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Ormai era giunta la notte. Oggi era stata un giornata dura, il mio maestro, Vornor, mi aveva sfiancata, gli studi che abbiamo condotto oggi mi avevano fatto "sudare la mente", ma, finalmente, mi sentivo in grado di maneggiare con maggior facilità la magia.

Inizia a ripensare a tutti gli avvenimenti di quella giornata, dal più triste al più felice, finché non sentì delle urla e un forte odore di bruciato.

Aprì la finestra e vidi la catastrofe, un incendio aveva devastato il villaggio, mentre orde di Hobgonlin distruggevano e massacravano qualsiasi cosa incontravano sul loro cammino.

<< No! Non è possibile, nessuno ha mai osato disturbare la quiete di questo villaggio!>>

L'ansia inizio a ricoprirmi totalmente, la paura di poter morire era troppo grande. Presi il necessario e iniziai a fuggire da casa mia.

Incontrai alcune di queste creature lungo il mio cammino, ma la mia abilità con la spada e con la magia valsero a vincere il primo scontro, ma non quelli che vennero dopo.

Gli Hobgoblin mi avevano circondato, credevo che sarei morta, invece le creature mi ammanettarono e mi fecero prigioniera.

Vengo privata di tutti i miei averi, e dopo di ché sono costretta ad ascoltare il discorso di un loro capo, che dice saremo costretti a lavorare per la costruzione di un Castello.

<< Se lo sognano se credono che mi sottoporrò a loro! Troverò un modo per fuggire, spero che la notizia del mio rapimento giunga alle orecchie di Vornor! O di altri miei amici che non sono di questo villaggio, cercheranno di salvarmi. >>

Non potevo far altro che sperare che i miei genitori non fossero stati uccisi, ma fatti prigionieri come me, e continuare questa lunga marcia di due giorni.

<< Me la pagherete, Maledetti! >>

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Il mio viso è una maschera di rabbia mista allo stupore più totale. Di fronte a tanta scelleratezza sono impietrito, muovo le labbra lentamente cercando nella preghiera un conforto impossibile da trovare. Tengo lo sguardo basso come a voler fuggire dalla distruzione che mi circonda, ma il calore delle case bruciate mi si appiccica alla faccia facendomi rimanere ancorato a questo inferno che fino a qualche ora fa era il posto più bello del mondo.

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La lunga marcia inizia a passo forzato, i kunferiani procedono sotto il suono e i colpi delle nere fruste degli

hobgoblin. Guardando gli occhi di ogni abitante si può vedere persa la lucentezza....a questa si è sostituito

il buio, l'ombra . Non si sa realmente cosa si andrà a trovare in quel posto....ma forse una cosa è certa....

La morte. I piedi sanguinano insieme alle spalle e polsi. Non esistono soste o tregue per queste creature

maledette. La gente crolla per la spossatezza. Un vecchio cade ai piedi di una delle guardie per la stanchezza

: <<Signore la prego non ce la faccio piu, io e mia moglie siamo vecchi non riusciamo piu a continuare>> Queste sono

le parole di un vecchio prima della sua uccisione sotto la frusta. La donna fu sganciata dalle catene e lasciata li

da suo marito per conpiagerlo....circa cento passi dopo un Hobgoblin scocca una freccia dalla sua balestra

ed il nero dardo si conficca nel petto della donna che si accascia sulla salma del marito.

La scena sia toccante che atroce ha fatto risvegliare una sorta di vigre nei cuori dei sopravvisuti che iniziarono a

ribellarsi alle catene ed alla prigionia....<<MEGLIO LA MORTEEE!!>> gli uomini gridavano.

Un gruppo di nani spezzando le catene si avventarono sui nemici uccidendone a decine ma questo non valse

a nulla, i 4 nani ribelli vennero trafitti dalle lance di 6 Oscuri cavalieri....le guardie private del re Hobgoblin.

La paura tornò a regnare sovrana nei cuori e nelle menti dei Kunferiani.

Ormai si era fatta sera ed i guardiani iniziarono ad allestire il campo per la notte organizzando i piantoni e le pattuglie.

@TUTTI

Spoiler:  
Visto che tutti avete studiato geografia sapete pure l'itinerario del viaggio:

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Mentre marciamo per dirigerci a questo castello, un uomo anziano non riesce più a continuare e supplica di fermarsi.

Gli Hobgoblin non lo ascoltano e lo uccidono, trattando allo stesso modo la moglie di quel vecchio.

Come osano provocare questo male!

Non è la paura a ricoprire il mio cuore, solo la rabbia mi avvolge.

Un gruppo di nani prova a ribellarsi, ma viene ben presto fatto fuori dalle guardie del re.

Il sacrificio di questi nani non sarà vano, mi hanno fatto venire un idea...

Giunge la notte e gli hobgoblin iniziano a disporsi per montare l'accampamento.

Approfittando del momento in cui gli invasori sono distratti maggiormente dal loro lavoro, mi avvicino a un gruppo di abitanti del villaggio

<< Non possiamo lasciarci catturare da questi Hobgoblin, Prima quattro nani hanno provato a fuggire, e sono stati fermati, ma se è l'intero villaggio a muoversi difficilmente ci prenderanno.

Dobbiamo provare a scappare in massa nel punto dove non ci sono le guardie del corpo, fate circolare la voce, abbiamo ancora una speranza. >>

Detto questo inizio a svolgere lo sguardo in giro, alla ricerca di persone con un fisico atletico o robusto, che posso considerare sappiano maneggiare almeno un arma.

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Alzo lo sguardo alle parole della donna, faccio lentamente cenno di no col capo con gli occhi pieni di rammarico, parlando poi il più piano possibile:

<< Un gruppo di persone di ogni età, vecchi, ragazzini, gente esausta e col morale a pezzi...questo vedo guardandomi intorno...dall'altra parte bestie pronte a tutto...No...non è questo il momento di ingaggiare uno scontro a mio avviso: quanti di noi sanno maneggiare un'arma? e quanti di questi riusciranno a conquistarne una prima di essere uccisi?>>

Scuoto di nuovo il capo guardando la donna...

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Mi guardo intorno, scorgendo solo stanchezza e paura negli occhi della gente attorno a me.

"Siamo stati attaccati di notte, i nostri amici uccisi, noi trascinati per tutto il giorno sotto il giogo delle catene. L'unica cosa che vogliamo e possiamo avere è il riposo del sonno."

Mi giro verso un tizio che sta facendo girare la voce di un possibile piano di fuga, e lo guardo stranito.

<<I nostri migliori combattenti sono morti. Si, potremmo riuscire a fuggire, ma senza le armi e gente addestrata a combattere come faremo a liberarci per fuggire? E poi, sfido chiunque dopo questa marcia forzata a correre, io non mi sento più le gambe!>>

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Nel campo comincia a dilagare tra la gente una voce, forse dettata da un ultimo barlume di speranza...La FUGA.

La gente però è stremata ,ferita . Questa voce però riesce quasi ad infondere quella forza necessaria per alzarsi ,tenere la testa alta e dire <<NO BASTA!!>>.

Ma ho detto quasi, la paura regna sovrana tra i Kunferiani . La notte sembra interminabile ,nessuno riesce a chiudere occhi ,si è troppo presi dai pensieri.

I dibattiti si riaccendono tra i vari gruppi. Sono ormai le 3 passate e si forma una sorta di grande "assemblea" per discutere seriamente e una volta per tutte il da farsi.

Uno tra i piu anziani prende per primo la parola :<< Signori le guardie ormai sono poche , i giovani ne contano circa una decisa su tutto il campo...il resto è ubriaco o addormentato per il loro abbondante pasto...Dobbiamo votare sul da farsi. CI ribelliamo ora o no? Non avremo altre occasioni domani entro sera saremo arrivati al castello. Perciò questa è l'ultima chances per poter fare qualcosa...sappiate che sicuramente ci potrebbero essere morti in abbondanza...riflettete prima di votare...io dico SI LOTTIAMO voi?>>

La popolazione di Kunfer si divise cosi per mormorare e decidere . I primi iniziano a votare i nani rimasti votano tutti.. "Lottiamo". i 6 halfling votano in maniera contraria..... "NO".

Rimangono gli uomini e gli elfi....qui il dibattito non è ancora finito .

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" Ci manca solo l'assemblea pubblica, così se ci scoprono ci ammazzano tutti prima del tempo..."

Ascolto con estremo scetticismo le parole dell'anziano e una volta che ha finito gli rispondo, parlando un po' a lui, un po' alle persone che ho intorno:

"Per me, chi vuole può anche cercare la gloria stanotte..." dico con estrema sufficienza; guardo poi il vecchio dritto negli occhi "Se pur dovessimo avere la meglio, domani torneranno e saremmo ancora di meno, più impreparati, feriti e stanchi: chi combatterà, tu vecchio?" Mi rivolgo poi infine all'assemblea: " A morire c'è sempre tempo e se gli Dei ci assistono avremo modo di ponderare una soluzione migliore..Io dico di stare fermi stanotte...e di sciogliere subito questa assemblea prima che ci vengano a tirare le lingue dalla bocca... "

Dopodiché mi siedo, visibilmente soddisfatto di questo mio invito alla saggezza

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Nemmeno il tempo di finire di esporre il penisero del chierico che delle guardie si destarono dal loro sonno e ripresero a far guardia .

La gente immediatamente si quietò ritornando in fretta e furia ai loro giacigli. La decisione sembrava presa in maniera unanime....la paura ha vinto almeno per il momento.

Tutti vanno a dormire. I sogni sono inquieti. Nessuno riesce realmente a dormire.post-16066-14347052177275_thumb.jpg

Il Sole sorge ed è nuovamente l'ora di rimettersi in marcia verso il castello.

@Tutti

Spoiler:  
Mi bastava il post di uno solo di voi. Per quest'azione

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Dopo la paura e la confusione della prima giornata, cammino più attento a quello che mi succede intorno, aiutato dal silenzio dei miei compagni di sventura, drizzo le orecchie per cercare di sentire qualcosa nei discorsi dei nostri aguzzini.

@DM

Spoiler:  
Provo a capire qualche parola dei discorsi degli Hobgoblin visto che parlo le lingue del male

Speriamo non uccidano altre persone...ci porteranno tutti ai lavori forzati? Chissà che piani hanno...

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Il piano viene da meno appena gli hobgoblin ritornano dai loro turni di guardia.

Sbuffando mi allontano anch'io andando a dormire, fin quando non giunge l'alba.

A Melissa piaceva molto guardare l'alba, mi diceva sempre che portava speranza agli uomini, quando mi manca

Riflette sulla sua improvvisa condizione, e sulla sua vita

Bhè, per lo meno la schiavitù è meglio della morte.

Si rialza da dove dormiva e aspetta ordini dagli hobgoblin

​Devo trovare un modo per fuggire..., forse... la magia potrebbe aiutarmi.

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Mi rimetto in marcia, dando ogni tanto uno sguardo all'indietro della fila, sia per controllare come stanno tutti, sia per memorizzare meglio la strada percorsa per ritornare a Kunfer.

"Se anche riuscissimo a fuggire, tornare a Kunfer potrebbe essere una possibilità. O forse sarebbe più saggio dirigersi in un'altra città più vicina. Mmh..."

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Come ognuno avrebbe potuto immaginare ,la marcia continua a ritmo sostenuto, intervallato da una pausa di qualche secondo di tanto in tanto, piu per far riposare gli hobgoblin che i poveri prigionieri.

Le sferzate delle fruste iniziarono a diminuire col passare delle ore....chiaro segno che la gente iniziava ad abbassare la testa nei riguardi dei nemici,soportando in silenzio gli affronti subiti e rassegnandosi a questa nova vita, assecondando il destino che gli è stato riservato.

Solo pochi continuano a tenere la testa alta percependo di tanto in tanto qualche frustata.

Ormai mancano poche ore all'arrivo . Già si può vedere l'ombra o ancor meglio la sagoma del castello fortezza.

L'ora si avvicina .........

@Barulf

Spoiler:  
Barulf tu conoscendo la lingua oscura riesci a cogliere ogni tanto qualche parola proveninente da quelle orrende bocche.

in tutto sei riuscito a cogliere: che nelle prigioni del primo piano c'è una stanza dove vengono depositate le armi e le armature dei carcerieri usurate

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La mia scorza dura mi permette di resistere discretamente alla marcia, ma quanta gente è ormai allo stremo, abbattuta dal dolore e dalla paura.

"Berion dammi la forza di resistere e di alzare il braccio al momento opportuno contro queste bestie!"

Vedo a poca distanza da me Melissa, che aveva pensato a un sollevamento durante la notte, attiro la sua attenzione fissandola e poi parlo a bassa voce, aspettando il momento propizio in cui le guardie hobgoblin non possono sentirmi

"Capisco cosa dicono gli Hobgoblin...appena possibile ne parliamo"

Mi limito a poche parole per non attirare l'attenzione dei nostri nemici, anche se vedo lo sguardo degli altri prigionieri illuminarsi per un momento alle mie parole, c'è ancora speranza.

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"Ecco il castello, finalmente ci riposeremo!"

Accenno un mezzo sorriso sentendo le parole di un tizio davanti a me.

"E se quello che ha capito è interessante, la permanenza qui al castello non sarà lunga..."

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S'intravede la costruzione del castello in lontananza

Ci aspettano giorni di fatica e terrore

Mi guardo intorno, la gente è disperata, arrivare al castello vorrà dire passare le intere nostre vite lì, finché il castello non sarà costruito

​Vornor, quanto ci metti ad arrivare?

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Ormai il viaggio è giunto a termine, il castello e davanti alla gente....anzi quello che rimane di un castello

in costruzione. Ponti e schiavi ovunque che lavorano sotto le sferzate dei carcerieri. La visione di queste rovine

provoca nel cuore della gente angoscia e paura. Questo posto sarà possibilmente la loro ultima dimora.

Nessuno si aspetta una lunga vita qui ,anzi alcuni sperano proprio di morire presto.

Solo alcuni cercano di scutare tutto il possibile di questo posto e della gente che lo popola.

I prigionieri vengono consegnati a nuovi carcerieri che li dividono a seconda di un criterio sconosciuto

ai poveri abitanti di Kunfer.

Alcuni vanno all'entrata di destra , altri salgono delle scale ,altri ancora amminano per altri 5 minuti ed entrano in una

caverna ....Le prigioni.Tutto è buio inizialmente ma dopo aver sceso una rampa di scale i prigionieri ricevono una

nuova accoglienza da altri Hobgoblin che si accompagnavano con delle torcie. Questi iniziarono a scortare

i kunferiani in quelle che sarebbero state lo loro celle. Attraversarono una grande sala ed un corridoio prima di volgere

a destra e poi di nuovo a sinistra per essere collocati proprio in quella grande cella.

Venite gettati all'interno di questa buia e sudicia cella, liberati dalle catene. La porta viene chiusa e davanti ad essa si trova una guardia

Adesso siete arrivati nella vosta ultima e forse breve dimora.

La cella sembra essere grande , forse piu grande di quella che è ma il buio fa sempre tanti scherzi ingigantendo le

cose e facendo immaginare cose che non ci sono , e nasconde cose che invece sono reali.

@Tutti

Spoiler:  
Tutti e tre vi trovate all'interno della cella insieme ad altre persone

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Aspetto qualche minuto, giusto il tempo di far abituare la vista al buio della cella, ed inizio a testoni a controllare com'è fatta la cella.

Spoiler:  
Cerco di capire se ci sono per caso vecchi passaggi segreto o simili. Do anche uno sguardo alla porta per vedere come è possibile aprirla, se i cardini sono esterni o interni, com'è chiusa, se ha una toppa interna, se ha una finestrella con le sbarre e così via.

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Ed eccoci arrivati a destinazione in quello che sembra un castigo per dannati...

" Ora c'è bisogno di mantenere la calma, si può impazzire qui sotto"

Faccio coraggio e cerco di dare forza e sostegno a chi mi sta vicino, perso nel buio:

"State bene? qualcuno di voi è ferito?"

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