Jump to content

Benvenuto in Dragons´ Lair

La più grande e attiva community italiana sui Giochi di Ruolo.
Accedi o registrati per avere accesso a tutte le funzionalità del sito.
Sarai così in grado di discutere con gli altri utenti della community.

16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
Read more...

Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

Read more...

I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
Read more...
By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.
Read more...
By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.  
Read more...
Sign in to follow this  
RexCronos

giustificare la magia con la tecnologia

Recommended Posts

stavo pensando ad un modo per creare un ambientazione fantasy di tipo un po particolare: un mondo futuristico immaginato sulla base del mondo reale. Un ambinetazione in cui la magia esista; ma che non sia che una tecnologia avanzatissima, la cui origine sia sconosciuta a chiunque. Sarebbe un ambientazione non classica, in cui il mondo sarebbe selvatico e popolato da giungle quasi viventi, in cui le città siano poche ed arroccate; ed in cui gli esseri umani e gli altri esseri intelligenti, lottino per la sopravvivenza quotidiana, contro una natura preponderante.

ho scritto questa premessa storica.

Nel 2100 la scienza umana aveva compiuto passi da gigante. La genetica, permetteva di creare esseri senzienti semi intelligenti da impiegare come operai per compiti difficili e pericolosi; mentre l’uomo cominciò ad alterare se stesso per rendere il proprio corpo e la propria mente più funzionali. La società umana era prospera e ricca; mentre malattie, guerre e fame, erano del tutto debellate. Tuttavia, l’uomo non era ancora soddisfatto: mirava alla perfezione. Nel 2105, la LUX, un organizzazione segreta volta alla realizzazione di un progetto ambizioso, con lo scopo di elevare l’essere umano ad un rango quasi divino, sviluppò una tecnologia rivoluzionaria: delle nano macchine in grado di alterare la materia a livello atomico. La nano-tecnologia era una conoscenza già acquisita all’epoca, basata sulla creazione di macchine molecolari incredibilmente minuscole, in grado di alterare la materia in base alla loro programmazione; cosicché, per esempio, si potevano costruire delle nano macchine programmate per distruggere ogni cellula di un individuo che non presentasse un DNA compatibile con quello originale, e si poteva ripulire un essere umano da un cancro in metastasi; oppure, si poteva programmare una nano-macchina per convertire gli idrocarburi sciogliendone i legami atomici, ripulendo l’ambiente da sostanze inquinanti e cancerogene. Le macchine prototipate dalla Lux, chiamate X27, avevano alcune peculiarità. Per prima cosa, erano in grado di alterare la materia a livello atomico in modo rivoluzionario e funzionale, essendo basate sui principi di fisica quantistica della teoria delle stringhe: in pratica, secondo recenti scoperte in merito alla teoria M delle stringhe, erano in grado di esistere ed operare sistematicamente in diverse dimensioni parallele, riuscendo, in questo modo, ad ottenere livelli di alterazione della materia assolutamente radicali e precisi. In secondo luogo, esistevano come un numero imprecisato di macchine diverse; ma tutte collegate le une alle altre in una incredibile rete di comunicazione sub-spaziale, che le rendeva più simili ad un enorme unica immensa macchina inter dimensionale, piuttosto che ad un infinità di singole macchine di dimensioni subatomiche. Un'altra particolarità, rispetto alle alle nano macchine concepite fino ad allora, era che le X27, erano in grado di riprodursi autonomamente in base alle necessità del momento, ricombinandosi in nuove forme; potendo adempiere, in questo modo, ad un numero praticamente infinito di compiti e funzioni. Ma la caratteristica più esaltante e rivoluzionaria delle X27, era il fatto che erano in grado di entrare in risonanza con la forza di volontà: in pratica, si sarebbero modificate e riprodotte per alterare la materia in base alla volontà degli esseri umani, rendendoli simili a dei onnipotenti. Una volta liberati, gli X27, in una prima fase del progetto, si sarebbero moltiplicati a dismisura, modificando impercettibili quantità di materia subatomica per creare copie di se stesso in ogni angolo della terra (e, in seguito, oltre: verso il sistema solare, nella galassia e, infine, in ogni angolo di universo) poi, quando avessero permeato la terra, si sarebbero attivati. Da quel momento, ogni essere umano che avesse semplicemente desiderato qualcosa, avrebbe attivato gli X27, che si sarebbero adattati e moltiplicati, fino a realizzare la volontà di quell’umano: se, per esempio, l’umano avesse desiderato una sedia, i nanoidi X27 presenti all’interno della mente di quell’umano, avrebbero letto quel desiderio e lo avrebbero trasmesso ai nanoidi X27 circostanti, che avrebbero preso a riprodursi in forme adatte a modificare la materia; quindi avrebbero preso a tagliare e legare atomi, fino a produrre, pressappoco nel tempo di un pensiero, quello che l’uomo avesse desiderato: all’uomo non sarebbe rimasto che sedersi sulla sedia comparsa sotto di lui, della forma e del colore e della consistenza che aveva desiderato. L’uomo avrebbe potuto volare senza nessuna macchina, grazie all X27; avrebbe potuto respirare nell’acqua e sopportare la pressione oceanica, grazie all X27; avrebbe potuto comunicare con il pensiero; ricostruire ogni cellula del suo corpo in eterno, vivendo per sempre; alterare la propria forma e la propria coscienza e volare ai limiti dell’universo e in tutte le dimensioni possibili; ma non funzionò così.

Quando l’X27 venne liberato, i vertici della LUX brindarono con quello che pensavano sarebbe stato l’ultimo champagne prodotto dal lavoro dell’uomo; e così fu; ma non come avevano creduto: quello che era sfuggito agli scienziati che avevano prodotto le nano machine, era che la volontà non era, come avevano pensato, prerogativa unica dell’essere umano: le forme di vita semi intelligenti che essi stessi avevano prodotto come schiavi, gli animali, le piante, i batteri perfino, erano dotati di una volontà di sopravvivenza in grado di attivare l’X27.

Nel momento in cui si attivarono gli x27, ogni forma di vita, per basilare ed umile che fosse, fu in grado di influenzare la realtà: fili d’erba germogliarono in foreste sterminate, inghiottendo intere città e trasformando gli inerti pietra e acciaio delle metropoli in verdeggianti lande selvagge e rigogliose di vegetazione; animali inoffensivi fino a quel momento, sfruttarono la primordiale e potente volontà del branco per ottenere enormi sconvolgimenti nel globo terrestre: stormi di uccelli desiderarono che una montagna non esistesse; dei delfini, che un onda sommergesse la terra ferma; tigri nello zoo, ebbero denti per dilaniare le sbarre di metallo che le imprigionava. L’uomo, che in virtù della propria intelligenza avrebbe potuto ottenere i migliori benefici dal X27, proprio a causa della sua razionalità non riuscì ad utilizzarlo immediatamente in modo efficace, come gli animali che utilizzavano l’istinto: l’umanità fu quasi completamente sterminata nel giro di poche ore.

Dopo uno sconvolgimento iniziale che distrusse la terra, per come esisteva precedentemente, finalmente si stabilii un equilibrio: le volontà di tutti gli esseri viventi si assestarono fino ad impedire ulteriori sconvolgimenti: in pratica, la volontà di ogni forma di vita si espanse, fino ad incontrare la volontà di altre forme di vita. Per esempio, l’albero che avrebbe sprofondato ulteriormente le sue radici fino a che avesse trovato terra, si fermò sulla volontà del lombrico, che desiderava terra da vivere; La gazzella che avrebbe trasformato il fiume in prateria, si infranse contro la volontà dei pesci che nuotavano in quel fiume; la volontà dell’ avvoltoio che avrebbe voluta morta una bestia per cibarsene, si fermò contro la volontà dell’animale di sopravvivere: tutto era, per certi versi, come prima; eppure era tutto profondamente cambiato.

La civiltà umana fu completamente distrutta: città ed artefatti, seppelliti e quasi completamente cancellati da giungle impenetrabili e popolate da animali mai visti, modificati e potenziati dalla propria volontà di sopravvivere. Gli uomini, sperduti e incredibilmente ridimensionati nel numero e privati dei loro mezzi e delle loro conoscenze tecnologiche, sono a malapena sopravvissuti in piccoli gruppi in continua lotta per la sopravvivenza con una natura preponderante e dalla volontà monolitica: ridotti a piccole tribù, regrediti ad uno stato preistorico di civiltà, costretti a lottare con bastoni, pietre ed ossa di animali morti…e dotati di un potere potenziale spaventoso e non utilizzato.

Consigli? idee? pareri?

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

sembra un buon punto di partenza, ma alla fine è solo una giustificazione al'esistenza della magia.

Sconvolgi il nulla assoluto, poiché i pochi umani-razze intelligenti che popolano la terra non sapranno il motivo per la quale esiste la magia.

Per far un paio di esempi, i PG in che epoca li collochi? credo post apocalisse, così eviti le conoscenze tecnologiche necessarie per interaggire con le cose che tutti noi conosciamo ( credo che automobili-aeri- o qualsiasi marchingegno meccanico, possa ancora essere in grado di funzionare). Gli artefatti potrebbero essere dei comunissimi cellulari, gli oggetti magici a carica potrebbero aver bisogno di energia per funzionare (caric

-Un Mago ha bisogno del suo libro degli incantesimi? in un'ambientazione del genere farei un notebook...le componenti materiali:relè, transistor,resistenze e tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia.

-Un incantatore divino avrà degli oggetti più o meno tecnologici che affinino il loro legame con l'X27...

Share this post


Link to post
Share on other sites

I treant sono senzienti, vero. Ma io intendevo i fili d'erba, per esempio. Oppure le forme di vita non senziente.

Penso sia solo per dire.... ovvero un evento tanto sconvolgente da creare da dare l'impressione che la volontà la abbia avuta perfino le pietre... Nell'insieme mi sembra una buona idea per giustificare la magia, anche se bisogna adattare qualcosina ma nulla di impossibile.;-)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Poi una cosa ma devi usare per forza D&D per fare un concetto del genere?Perche con la logica classista ed il fatto che esiste sia la magia arcana ed divina con il concetto delle nano macchine fa ha pugni con le liste degli incantatori ed con la logica della magia divina.Infine tutti gli umanoidi vivono come selvaggi ed quindi certe classi come i paladini ed maghi non si possono fare?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Però per coerenza, gli incantesimi non avrebbero bisogno di componenti materiali, poiché creati dalle nano macchine. Inoltre questo renderebbe la magia disponibile anche ai combattenti, D'altronde basta uno sforzo di volontà per farli. Come suggerimento proporrei di adottare il sistema della pietra sovrana. ..

Share this post


Link to post
Share on other sites

Domanda: cosa c'entrano i vegetali? Non hanno volontà.

In realtà, l'istinto sarebbe un altro dei modi di attivare l'X27; e precisamente questo misurderstanding filosofico, avrebbe causato l'apocalisse. In un certo senso, la metafisica dell'ambientazione porrebbe nella categoria di istinto, anche l'elementare istinto di conservazione che sottende ai basilari fenomeni biologici di sopravvivenza degli esseri viventi; come il processo che induce un albero a crescere nella direzione del sole; o una pianta carnivora a chiudere la trappola al posarsi di un insetto; o, alla corteccia di un albero, a secernere resina per porteggersi da un corpo estraneo o per risanare una lesione.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Per quanto riguarda lo sviluppo dell'ambientazione, avevo in mente un paio di idee:

Intanto creare un pantheon coerente. Per spiegare cosa avevo in mente, pensavo di ricorrere al principio psicologico Yunghiano degli archetipi, come espressione della coscienza di massa: forse sapete che, secondo questo principio, gli archetipi sarebbero dei simboli elaborati a partire da principi condivisi dall'umanità; oppure da uno specifico gruppo etnico o culturale. questi simboli, acquisiscono un valore condiviso da tutti gli individui di quel gruppo, senza che esista una comprensione intellettuale cosciente del loro significato. Per fare un esempio, si puo citare l'archetipo del lupo: il lupo è un archetipo che, nella nostra cultura occidentale, sta a significare incertezza e pericolo; questo accade perchè la pastorizia è un attività che ha condizionato una parte maggioritaria della storia della civiltà; e, siccome il lupo è sempre stato una minaccia per le greggi allevate dagli uomini (ed un capo di bestiame ucciso da un branco di lupi, poteva significare per un pastore un inverno di stenti e, forse, anche la morte), la figura del lupo è sempre stata percepita in maniera negativa come quella di un pericolo. Anche se oggi la maggior parte di noi non ha nemmeno mai visto un lupo, e probabilmente non vive di pastorizia, il significato archetipico di questo animale è rimasto invariato; e, inconsciamente, ogniuno di noi associerebbe la figura del lupo al suo originale valore simbolico. Questo perchè, il lupo è sempre stato il cattivo delle favole (cappuccetto rosso; pierino e il lupo; i tre porcellini; e via discorrendo); perchè ci sono modi dire come "essere affamati come un lupo" o che "il lupo perde il pelo, ma non il vizio". Inpratica, sono significati che esistono perchè le menti degli uomini attribuiscono loro dei significati.

Per fare un altro esempio (che citava Yung nel suo "L'uomo e i suoi simboli"), si potrebbe fare l'esempio dell' "alto" (luce, bene, vita, verità, etc etc) e del "basso" (oscurità, male, morte, menzogna, etc etc): Yung spiegava questo ancestrale archetipo simbolico con l'esempio del'uomo primitivo della giungla. L'uomo primitivo, ignorante e selvaggio, vagava nella giungla cercando di sopravvivere. Non sapeva nulla; se non che il sole illuminava il mondo davanti ai suoi occhi, permettendogli di evitare i pericoli e di trovare il cibo, distinguendo l'ambiente intorno a se; tuttavia, ogni sera il sole scendeva verso il basso, all'orizzonte, e spariva, favorendo la venuta della notte. La scomparsa del giorno e la comparsa della notte, provocava uno sconvolgimento nella vita dell'uomo primitivo: il buio gli impediva di muoversi in sicurezza; il cibo non era più identificabile ed i predatori notturni (in grado di cacciare al buio) costituivano un pericolo mortale; quindi l'uomo era spaventato ed insicuro. Tuttavia, ancora, ogni notte terminava quando il sole sorgeva di nuovo salendo dal basso verso l'alto. Per questo motivo, tutte le viviltà umane costruiscono palazzi che salgono verso l'alto (a partire dai dolomen, passando per le piramidi; fino a finire ai grattacieli) e seppelliscono i loro morti sotto terra; per questo la luce è il bene e l'oscurità il male; per questo dio è nell'alto dei cieli, mentre si va GIU all'inferno; tutto qusto, anche se abbiamo la corrente elettrica e le torce e se il buio non costituisce piu nessun tipo di pericolo per noi: perchè sono simboli archetipici radicati nella nostra psiche.

Tutta qusta lunga premessa, per spiegare come avevo immaginato che potessero esistere esseri considerati sovrannaturali come spiriti della natura e divinità di vario grado: se, infatti, nella realtà normale gli archetipi non sono che simboli inconsci dal significato comune per tutti gli umani, in una realtà in cui i pensieri e gli sitinti sono realizzati (almeno potenzialmente) dai naniti x27, questi simboli acquisiscono un potere reale e, addirittura, una personificazione.

Dal momento che la volontà e l’istinto di tutti gli esseri viventi sono diventati in grado di modificare la realtà fisica del mondo, seppure tendano a bilanciarsi fra di loro evitando cambiamenti sensibili, la coscienza di massa di tutti gli individui di un determinato ambiente (o di una determinata regione; o etnia; o razza) possono, talvolta, inconsciamente produrre dei cambiamenti notevoli. Le volontà inconsce di tutti questi individui facenti parte di uno stesso gruppo (per esempio tutti gli esseri viventi di una giungla tropicale; o di un deserto; o di una foresta o pianura; oppure tutti gli abitanti di una tribù; o tutte le piante; e così via…) possono convergere, focalizzandosi in un singolo individuo; quell’individuo, essendo il centro delle volontà inconscia di molti esseri, ottiene delle capacità assolutamente straordinarie e, in base al numero e/o alla forza degli individui che ne sostengono l’essenza, diventa un campione, uno spirito o, addirittura, una divinità.

dove un campione sarebbe solo un membro particolarmente potente della sua specie; e una divinità sarebbe un individuo con il pieno e totale controllo (e, forse, consapevolezza) del potenziale dell'x27.

immaginerei spiriti e divinità un po secondo la logica del film di Miyazaky "la Principessa Mononoke"...non so se avete presente....

Un altra idea che mi era venuta in mente, era quela della magia: pensavo di creare un sistema relativo allo spesso principio di cui sopra. Se la coscienza di massa degli esseri viventi è in grado di attribuire inconsciamnete potere ad alcuni esseri viventi, quella degli esseri senzienti, è in grado di fare lo stesso anche con i simboli; in questo modo, è in grado di utilizzare simboli che possano ottenere effetti reali sull'ambiente (li immaginavo come le componenti somatiche di un incantesimo): tracciare un determinato simbolo, sarebbe come convergere le volontà (o convinzioni, in questo caso) degli esseri senzienti, al realizzare uno specifico obbiettivo; quindi ci sarebbero simboli in grado di annuallare la volontà degli altri esseri viventi (permettendo l'esistenza delle città, per esempio); simboli in grado di creare il fuoco; simboli in grado di creare acqua; e così via.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Poi una cosa ma devi usare per forza D&D per fare un concetto del genere?Perche con la logica classista ed il fatto che esiste sia la magia arcana ed divina con il concetto delle nano macchine fa ha pugni con le liste degli incantatori ed con la logica della magia divina.Infine tutti gli umanoidi vivono come selvaggi ed quindi certe classi come i paladini ed maghi non si possono fare?

in effetti, forse no: pensavo all'ambientazione; ma non sono sicuro che il sistema sia quello giusto.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Domanda: cosa c'entrano i vegetali? Non hanno volontà.

In realtà, l'istinto sarebbe un altro dei modi di attivare l'X27; e precisamente questo misurderstanding filosofico, avrebbe causato l'apocalisse. In un certo senso, la metafisica dell'ambientazione porrebbe nella categoria di istinto, anche l'elementare istinto di conservazione che sottende ai basilari fenomeni biologici di sopravvivenza degli esseri viventi; come il processo che induce un albero a crescere nella direzione del sole; o una pianta carnivora a chiudere la trappola al posarsi di un insetto; o, alla corteccia di un albero, a secernere resina per porteggersi da un corpo estraneo o per risanare una lesione.

Share this post


Link to post
Share on other sites

In realtà, l'istinto sarebbe un altro dei modi di attivare l'X27; e precisamente questo misurderstanding filosofico, avrebbe causato l'apocalisse. In un certo senso, la metafisica dell'ambientazione porrebbe nella categoria di istinto, anche l'elementare istinto di conservazione che sottende ai basilari fenomeni biologici di sopravvivenza degli esseri viventi; come il processo che induce un albero a crescere nella direzione del sole; o una pianta carnivora a chiudere la trappola al posarsi di un insetto; o, alla corteccia di un albero, a secernere resina per porteggersi da un corpo estraneo o per risanare una lesione.

Non direi. Un vegetale non ha istinto. La crescita verso il sole non è un istinto: basta mettere una pianta sotto una lampada e crescerà verso la pianta. La pianta carnivora so chiude anche se ci infili un bastoncino. La resina esce perché vengono tagliati i condotti. Ti dico questo perché altrimenti dovresti considerare istinto anche le reazioni dei computer, per esempio. Inoltre non mi spiego bene l'estinzione così rapida del genere umano. Voglio dire, l'essere umano in genere desidera sempre qualcosa.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non direi. Un vegetale non ha istinto. La crescita verso il sole non è un istinto: basta mettere una pianta sotto una lampada e crescerà verso la pianta. La pianta carnivora so chiude anche se ci infili un bastoncino. La resina esce perché vengono tagliati i condotti. Ti dico questo perché altrimenti dovresti considerare istinto anche le reazioni dei computer, per esempio. Inoltre non mi spiego bene l'estinzione così rapida del genere umano. Voglio dire, l'essere umano in genere desidera sempre qualcosa.

Nemmeno quello animale è un fenomeno diverso: l'istino non è che una reazione bio chimica ed elettrica di un sistema neurale complesso; ma, in ultima analisi, è un fenomeno meccanico; ma, se mi passi un po di spazio di manovra, per questo specificavo che "In un certo senso, la metafisica dell'ambientazione porrebbe nella categoria di istinto, anche l'elementare istinto di conservazione che sottende ai basilari fenomeni biologici di sopravvivenza degli esseri viventi". Se vuoi, lo specificherei con un principio biologico originale sconosciuto nel 2100 anche agli scenziati della LUX (che, infatti non sono in grado di calcolare quello che sarebbe capitato): Secondo questo principio, i principi bio fisici ed elettrici operati da tutti gli esseri viventi, rientrano in una categoria di fenomeni originale, che li esula dal principio meccanicista. Possiamo immaginare che esse esistano come il principio olistico delle aure, se hai presente il principio.

So che è un paletto a sostegno; ma stiamo sempre parlando di fantascienza e fantasy: qualche scorciatoia me la devi passare. :oops:

Giustissima osservazione, quella sulla sopravvivenza degli umani; infatti sono stati decimati; ma non si sono estinti. Sai quale penso che sia stata la piu probabile causa di sopravvivenza della razza? i bambini.

Per cominciare, i bambini saranno stati quelli che meno degli altri esseri umaninsarebbero stati propensi ad usare la razionalità, in un contesto del genere; ed inoltre, se un istinto avesse potuto sorgere forte nella mente di un adulto, per verificare circoistanze di attivazione sensibili del X27, sarebbe stato soprattutto in casi in cui cio avesse potuto contribuire a salvare i propri figli (sai la leggenda metropolitana della donna che solleva l'automobile perchè il figlio è rimasto intrappolato sotto?! ecco: prova ad immaginarla episodica in un mondo dove l'X27 avesse avuto effetto sull istinto degli individui. Non escluderei che , allo stesso modo, non possane essersi verificati casi di tigri spappolate a mani nude da una madre che difende il figlio. :D )

Share this post


Link to post
Share on other sites

Bell'idea. In teoria potresti utilizzarla con qualsiasi sistema senza troppi problemi.

Alcune idee che però mi sembra aiutino la sospensione di incredulità e rendano il mondo più coerente e la storia meno una scusa e più centrale nel gioco:

- un sistema a lista unica. Attingere energia dagli Dei o direttamente dall'arcano, sono entrambi giustificabili. Meno ragionevole invece è la differenza nella tipologia di spells tra arcani e divini, vista la sorgente ultima comune. Probabilmente un sistema unico, con differenze più filosofiche che altro ma che permettano di tenere classi flavour come il paladino e tematiche religiose, con lista unica ma solo modi diversi di lanciare incantesimi mi sembra più ragionevole. Potresti più in generale riscrivere tu una lista di incantesimi unica e dividerla in domini.

- per lanciare incantesimi devi superare la volontà di chi non vuole una palla di fuoco in faccia. Resistenza agli incantesimi per tutti? Un sistema che renda più difficile lanciare incantesimi se tante persone guardano? Più difficile lanciare una palla di fuoco nella foresta che nel deserto? Puoi voler leggere il sistema magico di Mage: The Ascension, in cui quando lanci incantesimi è tanto più difficile quanto più quello che vuoi fare sembra assurdo ad eventuali spettatori (facile fare un gioco di prestigio con le carte, che lo spettatore si aspetta essere un trucco, impossibile trasformarsi in un gigante di roccia davanti a lui).

Share this post


Link to post
Share on other sites

Nemmeno quello animale è un fenomeno diverso: l'istino non è che una reazione bio chimica ed elettrica di un sistema neurale complesso; ma, in ultima analisi, è un fenomeno meccanico; ma, se mi passi un po di spazio di manovra, per questo specificavo che "In un certo senso, la metafisica dell'ambientazione porrebbe nella categoria di istinto, anche l'elementare istinto di conservazione che sottende ai basilari fenomeni biologici di sopravvivenza degli esseri viventi". Se vuoi, lo specificherei con un principio biologico originale sconosciuto nel 2100 anche agli scenziati della LUX (che, infatti non sono in grado di calcolare quello che sarebbe capitato): Secondo questo principio, i principi bio fisici ed elettrici operati da tutti gli esseri viventi, rientrano in una categoria di fenomeni originale, che li esula dal principio meccanicista. Possiamo immaginare che esse esistano come il principio olistico delle aure, se hai presente il principio.

So che è un paletto a sostegno; ma stiamo sempre parlando di fantascienza e fantasy: qualche scorciatoia me la devi passare. :oops:

Beh, hai detto che volevi basarti sul mondo reale :)

Comunque, in questo senso potresti adottare il concetto di coscienza collettiva come espresso da Asimov nel ciclo delle fondazioni.

Giustissima osservazione, quella sulla sopravvivenza degli umani; infatti sono stati decimati; ma non si sono estinti. Sai quale penso che sia stata la piu probabile causa di sopravvivenza della razza? i bambini.

Per cominciare, i bambini saranno stati quelli che meno degli altri esseri umaninsarebbero stati propensi ad usare la razionalità, in un contesto del genere; ed inoltre, se un istinto avesse potuto sorgere forte nella mente di un adulto, per verificare circoistanze di attivazione sensibili del X27, sarebbe stato soprattutto in casi in cui cio avesse potuto contribuire a salvare i propri figli (sai la leggenda metropolitana della donna che solleva l'automobile perchè il figlio è rimasto intrappolato sotto?! ecco: prova ad immaginarla episodica in un mondo dove l'X27 avesse avuto effetto sull istinto degli individui. Non escluderei che , allo stesso modo, non possane essersi verificati casi di tigri spappolate a mani nude da una madre che difende il figlio. :D )

A questo punto potrebbe esserci una società tipo il mondo di Logan.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Poi una cosa al livello meccanico come gestisci questa cosa della volontà?bisogna fare qualche tiro astruso o cose così?Perche come premessa di un libro e bella ma in GDR è rognosa come cosa da fare ed da gestire ma te hai mai sentito parlare di Shockword?Perche come ambientazione hai una logica simile ma senza le nano macchine ma se vuoi inserire la è più facile.

Oppure se vuoi sempre fruttare D&D ed il suo sistema vantiamo potresti prendere arcani rivelati ed sfruttare le 3 classi generiche del combattente,esperto ed incantatore visto che con l'ultima risolveresti il problema delle liste diverse per ogni incantatore creando una mega lista dove può attingere tale classe:lol:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

  • Similar Content

    • By mugiwaranofede
      Ciao, siamo 4 giocatori e stiamo cercando un master per fare una campagna online su roll 20
    • By Tensazanghetsu
      salve il nostro master per motivi personali ha deciso di non masterare piu siamo un gruppo di 5 giocatori (4 e il master che ora gioca e basta con noi) ci serve un master, in caso si riadattano i pg alla 5 edizione
    • By Tensazanghetsu
      salve il nostro master per motivi personali ha deciso di non masterare piu siamo un gruppo di 5 giocatori (4 e il master che ora gioca e basta con noi) ci serve un master 
    • By DevilMayCry89
      Buongiorno a tutti!
      In ritardo di una decina d'anni sulla prima edizione di Pathfinder (che per anni non ho conosciuto 😓), un paio d'anni fa mi ero messo a riscrivere TUTTO D&D 3.5 (cui non giocavo da un pezzo) per renderlo più giocabile.
      Spesso, per pigrizia, ho fatto un mash up di ACF esistenti, e suggerimenti letti qui sul Forum, con altre cose inventate da me, scoprendo spesso solo poi di aver scoperto l'acqua calda, ovvero di aver fatto modifiche che erano già state implementate da Pathfinder 1, per non dire dalle Homebrew dei Forum di tutto il mondo...
      Nel corso degli anni, il Guerriero è stato, senza dubbio, LA classe più riscritta, per ovvie ragioni.
      Ora, sto convincendo un nuovo gruppo a giocare col mio sistema, ma mi piacerebbe avere prima il parere degli esperti.
      Fate conto che considero che i PG prendano 10 Talenti ai livelli dispari, come in Pathfinder, e che ho riscritto, a parte, anche TUTTI i talenti bonus da Guerriero.
      Fatemi sapere impressioni, critiche, suggerimenti, minacce, ecc
       
      PS: la capacità finale riguarda il rinnovato sistema di Azioni, che, in effetti, somiglia molto a Pathfinder 2. Qui posso giurarvi sulla mia vita che l'avevo realizzato prima, ed, in effetti,  anche in maniera inutilmente più complicata, visto che ho messo una proporzione matematica per cui un'Azione Rapida è l'unità base, quella di Movimento corrisponde a 2 Azioni Rapide, quella Standard a 3, e quindi l'Azione di Round Completo corrisponde a 6. Di norma, i PG possono sempre dividere il turno come preferiscono, ma non possono usare due tipi di Azione per eseguire la stessa operazione; ad esempio, se dividono il turno in due Azioni Standard, non possono usarle entrambe per eseguire attacco Completo o lanciare Incantesimo, ma devono fare un'azione diversa di durata equivalente. L'Azione Rapida consume l'AdO del turno, se lo si esegue.
       
      Il Guerriero.pdf
    • By skeletorn
      Ciao ragazzi, vorrei formare un gruppo che si trova a giocare in pub a tema fantasy.
      Se come me vi divertite di più a giocare in una atmosfera realmente fantasy, davanti ad un buona birra fresca ed un piatto fumante, beh allora scrivetemi così organizziamo
      Zona  Brescia, Bergamo, Crema
×
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.