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Libri nella campagna


Bongio
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Salve a tutti i DM, inizio questo topic per chiedere come gestite voi i libri nelle vostre campagne.

Mi spiego meglio, mentre i miei PG se ne vanno all'avventura capita sempre che facciano incetta nei limiti trasportabili di diversi libri dalle varie librerie e scaffali che trovano in giro per dungeon, castelli o villaggi e che per la maggior parte sono messi lì più come arredamento di contorno che con il preciso scopo di arricchirli di informazioni, questo a volte mi crea delle difficoltà perchè da un lato non voglio impedirgli di prendere dei comunissimi libri o far sparire una libreria da una stanza solo per semplificarmi la vita ma dall'altro sorge un problema quando giustamente mi chiedono cosa contengono i suddetti libri.

Se da un lato sono perfetti per agganci di trama dall'altro gestirli per me non è semplice, a volte ho escogitato che alcuni forniscono bonus molto specifici ad esempio un libro di storia della nobiltà che se consultato fornisce un +2 a conoscenze storia relative alla singola famiglia nobile o al feudo dove si trovano. Questo metodo però mi si ritorce contro perchè iniziando a dargli bonus non faccio altro che invogliarli ad accaparrarsi il maggior numero di libri possibili costringendomi a perdere parecchio tempo per definire ogni singolo libro.

Voi come gestite la cosa nelle vostre avventure? esistono delle liste da dove prendere spunto?

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Secondo me l'idea dei bonus è sbagliata di fondo. Se ho un libro di storia non è che mi aiuta a capire che nel 1492 è stata scoperta l'america: me lo dice proprio! Comunque dipende moltissimo dal tipo di libro, considera le seguenti cose:

- non tutti i libri sono saggi, ci sono anche raccolte di fiabe, registri contabili, diari, raccolte di poesie etc Ora se il personaggio cerca una specifica informazione ("quanto ha speso in grano nell'anno x il regno vatteneapesca?") questi saranno utili, altrimenti no.

- come si portano dietro biblioteche intere? suppongo borse conservanti, ossia devono spendere del denaro per fare ciò, quindi non è poi così problematico dargli un +2

- se gli fai trovare tantissimi libri in una volta con che criterio decidono quali sono utili e quali no?

- leggere richiede tempo, fai sentire questa cosa

- i libri nel medioevo non erano così comuni, richiedeva molto lavoro copiare un libro

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I miei PG non si sono mai fissati troppo sulla questione libri, ad ogni modo, le conoscenze teoricamente denotano quello che uno già sa. Se si ha un libro a disposizione piuttosto andrebbe fatta una prova di cercare secondo me.

In generale comunque i libri li gestisco improvvisando al momento, a meno che ci sia un motivo specifico perché quel libro è importante.

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I libri si trovano, è normale avendo a che fare con maghi, chierici, e nobili vari.

Alcuni forniranno automaticamente dei bonus, se letti, proprio in quanto libri "speciali" (un trattato storico della regione intera in cui si trovano darà un bonus su tutte le prove di conoscenza-storia).

Però poi basta avere un pochino di fantasia: si tratta di antichi testi religiosi usati soprattutto per educare i giovani rampolli, sono storielle e miti e fiabe. Nulla che dia bonus ai PG.

Si tratta dall'altra parte dei registri contabili delle famiglie nobili e del feudo : sapranno se ci sono stati anni di carestia o se è un feudo molto ricco (la cosa potrà aiutarli nell'avventura? saperlo forse sì, ma non dà dei bonus precisi!)

Si tratta poi di poesie d'amore e romanzi cavallereschi inventati (re artù? Chi ha chiamato Artù?) che di nuovo non danno bonus particolari a nulla, servono a compiacere qualche riccone.

Aggiungiamo che al Servitore Radioso di Pelor con un 15 livelli totali un libricino di 50 pagine su Pelor non avrà niente da insegnargli sul suo Dio e non conferirà nessun bonus.

Quindi ricordati che ci vuole un po' di tempo per leggere dei libri: la storia del feudo non sarà scritta in meno di 1000 pagine quindi dovranno occupare molto tempo per leggerla studiandola abbastanza bene da ricordarsela. Questo già fa diventare meno sbilanciante avere dei bonus dai libri.

Per quanto riguarda inoltre l'esempio della storia di una famiglia: se è irrilevante (un libro a caso su uno scaffale, giusto decorativo) dirai per sommi capi che il libro narra le vicende e le avventure di una ricca e nobile famiglia del feudo "ma sfogliandolo non trovate nomi né riferimenti che vi sembrino particolarmente importanti" o qualcosa così. Se invece è rilevante (hanno a che fare con la famiglia o i suoi nemici) allora riassumerai tu a voce le cose principali che serviranno (Abitano qui più o meno da sempre, allevando animali e coltivando terre, hanno abbandonato per primi la schiavitù decidendo di pagare i propri lavoratori, sono sopravvissuti a tante guerre quante se ne possono nominare e l'ultimo Tizio - vivente- ha avuto 3 figlie, nessun erede maschio, montagne di oro e campi sterminati nonché un allevamento di cavalli a nord della città. Per esempio). Non avranno per questo dei bonus particolari, dovranno ricordarsi i dettagli che gli tornano utili (come dopo aver letto un libro nella realtà!) e se avranno ancora il libro potranno spendere 1d4 ore (questo l'ho buttato a caso) per ritrovare i capitoli precisi e rileggerli.

Sono vari modi per lasciare che i libri siano presenti in giusta quantità, non oggetti rari, ma che non siano un modo per buffarsi di abilità permanenti in continuazione.

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Dividi i libri in due categorie: quelli generici, che sono o troppo situazionali per essere utili ("Storia delle Alabarde del 5° secolo") oppure possono essere agganci di avventura, e quelli generici ("Guida ai Fondamenti del Multiverso di Vattelapeska") che possono essere utili in più occasioni così i PG non avranno bisogno di avere sempre millemila libri con sé. Ogni libro può essere consultato in 1d10x10 minuti e fornisce un bonus di +2 a una prova di conoscenza. Questa almeno è l'HR con il quale io "gestisco i libri"!

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Secondo me l'idea dei bonus è sbagliata di fondo. Se ho un libro di storia non è che mi aiuta a capire che nel 1492 è stata scoperta l'america: me lo dice proprio! Comunque dipende moltissimo dal tipo di libro, considera le seguenti cose:

- non tutti i libri sono saggi, ci sono anche raccolte di fiabe, registri contabili, diari, raccolte di poesie etc Ora se il personaggio cerca una specifica informazione ("quanto ha speso in grano nell'anno x il regno vatteneapesca?") questi saranno utili, altrimenti no.

- come si portano dietro biblioteche intere? suppongo borse conservanti, ossia devono spendere del denaro per fare ciò, quindi non è poi così problematico dargli un +2

- se gli fai trovare tantissimi libri in una volta con che criterio decidono quali sono utili e quali no?

- leggere richiede tempo, fai sentire questa cosa

- i libri nel medioevo non erano così comuni, richiedeva molto lavoro copiare un libro

Il libro storia era solo un esempio, come se il bardo trova un libro di ballate e canzoni popolari di una certa zona per me è plausibile che se suona una una ballata imparata dal quel libro questo gli da un +2 a intrattenere con gli abitanti di quella zona perchè la apprezzano, sono cose per me carine in game, che gli fanno apprezzare l'ambientazione e che non spostano molto.

Ovviamente un libro va studiato non consultato come un dizionario quindi queste cose funzionano dopo un pò di tempo ipotizzando che li leggano nei tempi morti o durante i viaggi e non tra una stanza e l'altra di un dungeon.

Se durante le avventure trovano biblioteche o grosse quantità di libri quasi sempre fanno prove di cercare e gli do io un certo numero di libri (1dx libri) che definisco poi tra una sessione e l'altra visto che cmq non si possono mettere li a studiare.

Come hai detto tu e come ho specificato i libri sono nella maggior parte libri comuni e l'idea del piccolo bonus mi era venuta per riempire qualche vuoto, magari poteva essere caratteristico creare delle tabelle di "libri casuali" da fargli trovare che non dessero bonus ma fossero solo di contorno come hai detto tu manuali, registri e libri vari, cercavo spunti in questo senso.

Dato che a me dm non dispiace affatto, che a loro piace avere pg che leggono spesso e volentieri e che la cosa è caratterizzante per il gdr finchè si tengono nei limiti di carico e tempo di lettura cercavo di assecondarli piuttosto che cercare di limitarli a tutto spiano, cosa che posso fare benissimo.

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Come regola, io darei una descrizione molto generica sulle materie trattate dai libri, basandomi sulla suddivisione delle abilità di Conoscenze (libri di magia arcana, storia, religioni ecc.), per poi lasciare che siano i PG a chiedermi "ma c'è un libro che parla di questo?" e decidere se farglielo trovare.

Inserirei libri specifici solo come agganci di trama, indizi o se sono veramente adatti al luogo (se nel luogo è successo un fatto clamoroso, troveranno libri che ne parlano).

Per la tabella di libri casuali, potresti usarne una basata sul d12. Ogni volta che i PG leggono un libro o un settore di una biblioteca, tiri un d12 e ottieni un "punto sapere" (due se si tratta di una biblioteca, tre se si tratta di una biblioteca alessandrina) nel campo del sapere corrispondente:

1. Arcane

2. Meccanica

3. Dungeon

4. Geografia

5. Storia

6. Locali

7. Natura

8. Nobiltà

9. Psioniche

10. Religioni

11. Piani

12. Niente, oppure qualcosa di particolarmente adatto al luogo

Il personaggio può spendere i punti sapere quando effettua una prova di abilità per ottenere un bonus di competenza di +2, rappresentando che "aveva già studiato" quel particolare campo di informazione.

Ho già testato meccanismi simili e concedere questi bonus a posteriori è comodissimo per i PG, risparmia tonnellate di lavoro al DM e non mette a rischio per niente la credibilità del gioco.

Se si ha un libro a disposizione piuttosto andrebbe fatta una prova di cercare secondo me.

Nell'ambientazione di Eberron spiega che le ricerche bibliografiche si effettuano con prove di Conoscenze appropriate, che ha anche più senso, visto che un personaggio abile a notare i dettagli non riconoscerà necessariamente che la Treccani è una fonte di sapere migliore dei Quindici, mentre un erudito riconoscerà i titoli e gli autori che avrà sentito nominare.

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Come regola, io darei una descrizione molto generica sulle materie trattate dai libri, basandomi sulla suddivisione delle abilità di Conoscenze (libri di magia arcana, storia, religioni ecc.), per poi lasciare che siano i PG a chiedermi "ma c'è un libro che parla di questo?" e decidere se farglielo trovare.

Inserirei libri specifici solo come agganci di trama, indizi o se sono veramente adatti al luogo (se nel luogo è successo un fatto clamoroso, troveranno libri che ne parlano).

Per la tabella di libri casuali, potresti usarne una basata sul d12. Ogni volta che i PG leggono un libro o un settore di una biblioteca, tiri un d12 e ottieni un "punto sapere" (due se si tratta di una biblioteca, tre se si tratta di una biblioteca alessandrina) nel campo del sapere corrispondente:

1. Arcane

2. Meccanica

3. Dungeon

4. Geografia

5. Storia

6. Locali

7. Natura

8. Nobiltà

9. Psioniche

10. Religioni

11. Piani

12. Niente, oppure qualcosa di particolarmente adatto al luogo

Il personaggio può spendere i punti sapere quando effettua una prova di abilità per ottenere un bonus di competenza di +2, rappresentando che "aveva già studiato" quel particolare campo di informazione.

Ho già testato meccanismi simili e concedere questi bonus a posteriori è comodissimo per i PG, risparmia tonnellate di lavoro al DM e non mette a rischio per niente la credibilità del gioco.

Nell'ambientazione di Eberron spiega che le ricerche bibliografiche si effettuano con prove di Conoscenze appropriate, che ha anche più senso, visto che un personaggio abile a notare i dettagli non riconoscerà necessariamente che la Treccani è una fonte di sapere migliore dei Quindici, mentre un erudito riconoscerà i titoli e gli autori che avrà sentito nominare.

Mi sembra una soluzione veramente ben fatta, era un po' quello che cercavo per una soluzione pratica complimenti the stroy!

EDIT: Mi è venuta una domanda, come limiti l'eventuale ammontare massimo di punti sapere?

Stavo pensando che un pg potrebbe accumularne tanti quanto è il suo bonus di int.

E grazie anche a tutti gli altri mi saranno utili i suggerimenti per creare anche i vari libri di contorno senza bonus altrimenti come ha detto nani diventa un modo per fare buff selvaggio ;-)

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Diciamo che la lettura dei libri con contenuto "interessante" (storici, geografici, religiosi etc) dovrebbe dare sempre un bonus alle abilità legato al contenuto di essi (per quelli rari un bonus perenne generico, per altri un bonus circostanziale: ad esempio +2 a conoscenze-storia per prove effettuate in una certa regione o per conoscenza di un determinato periodo).

Però per esperienza così o i libri diventano rarissimi oppure diventa una caccia selvaggia alle biblioteca e giocate intere di lettura (per un libro medio ci vuole 1 settimana di lettura tutto il giorno per memorizzarlo a sufficienza da avere il bonus eh...). Quindi bisogna fare molta attenzione a distribuirli con parsimonia tra i libri "inutili".

Il bardo trae ispirazione dalle vicende di qualsiasi libro, è vero, ma bisogna tenere conto del fatto che una fiaba (immaginiamo un Re Artù per bambini) benché amata dagli abitanti del luogo (Camelot "reale"?) se conosciuta e cantata dal bardo potrebbe non dare comunque bonus ad intrattenere (vedasi reazioni tipo: "chi è 'sto straniero che ci racconta la nostra storia come se la conoscesse meglio di noi?!" e "Ma si vede che non la ama quanto noi, non ci è cresciuto lui..." e "qualche dettaglio deve esserselo perso") quindi, senza perderci in realismo, possiamo dire che non tutti i libri con belle storie danno bonus al bardo, ma solo alcuni a scelta del DM.

Alcuni libri non saranno abbastanza completi o pertinenti per dare un bonus abilità: la storia del luogo si evince soltanto a tratti leggendo la versione romanzata di questo evento, eppure ai PG basterà per scoprire in game degli extra. Questo è un modo di non dare sempre bonus ma ricompensare comunque la lettura e mantenere i libri oggetti interessanti.

Se i PG devono liberare la PrincipessaTizia dalle grinfie dello StregoneCattivo che si è rifugiato nella TorreMisteriosa, leggendo un libro possono non ricevere bonus, ma scoprire che la TorreMisteriosa cela un tesoro nei suoi sotterranei, ma è stata maledetta anni prima. Così non avranno un vero +2 o simili, ma in game avranno un vantaggio comunque.

Per quanto riguarda i punti sapere è un'idea simpatica, ma la vedo un po' dispersiva sul lungo termine (servirebbe una scheda apposta per appuntarsi i vari punti sapere per avere a disposizione da scegliere poi dei bonus a delle abilità in casi che forse accadranno una volta in una campagna di anni).

Io lascio diretti bonus alle abilità "conoscenze" o "intrattenere" con libri particolari, sufficientemente rari nel gioco e lunghi da leggere (quelli vanno studiati eh!).

I PG rimangono impegnati a leggere e trovano pane per i loro denti (tanto più di un libro ogni tot tempo non possono leggere, hanno da fare, quindi trovarne 20 tutti insieme li appesantirebbe soltanto) ma non diventano bibliotecari ambulanti: molti libri li sfogliano e gli dico io improvvisando cosa potrebbe esserci, a volte "l'intera biblioteca pare costruita per osannare l'amore del NobileTizio per sé stesso e la sua famiglia. Sono in parte libri contabili e in parte una specie di enciclopedia sul suo casato." peccato che del casato distrutto non interessi ai PG quindi si prosegue senza leggere oltre. Oppure nel covo dei cattivi la faccio semplice "notate che non ci sono libri particolarmente pregiati e non percepite (chi può) nessuna magia in essi, sfogliandone alcuni notate che sono tutti libri legati al culto del DioCattivo, ne descrivono i turpi rituali e le crudeli pratiche..." E il paladino fa un falò prima che qualcuno possa pensare di intascarseli. :lol:

Insomma, libri sì. Libri magici rarissimi (solitamente oggetto di quest o ricompense per missioni), libri che danno bonus sì e interessanti, mescolati con libri che aiutano i pg per la trama senza dare effettivi bonus, ma con parsimonia e investimento di tempo da parte dei PG.

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Riguardo i punti sapere, il modificatore di Int +1 mi sembra meglio, dato che anche un personaggio con memoria normale può comunque ricordare dei dettagli se li ha studiati.

Volendo, un PG potrebbe sostituire un punto sapere già preso in una conoscenza con uno in un'altra, quando gliene capitasse l'occasione, spostandolo ad esempio da Dungeon a Locali.

Per quanto dice nani riguardo la scomodità, penso che basti che il giocatore segni una X a matita di fianco alla conoscenza in cui ha un punto sapere, per poi cancellarla quando lo consuma. Specificare che ha un punto sapere per quanto riguarda la storia della liberazione degli gnomi da giardino non è richiesto, gli basta sapere che ce l'ha in Storia. Se poi gli verrà comodo sapere una cosa in più sugli gnomi da giardino, consumerà il punto sapere e dichiarerà che il libro che ha studiato trattava di quell'argomento, se invece avrà bisogno di alto avrà "studiato" quell'argomento (è più difficile da spiegare che da capire, credo).

Come dicevo, ho già provato un metodo del genere (per quanto riguarda l'inventario) e non intacca la credibilità del mondo di gioco, al contrario: lo arricchisce di dettagli che si riveleranno immancabilmente utili, dato che verranno inseriti proprio quando sono utili.

Se poi uno si reca nella biblioteca arcana che ha come particolarità di avere solo tomi sulle muffe da giardino, allora si darà un bonus permanente alle conoscenze su quello specifico argomento.

Per quanto riguarda i libri con rilevanza di trama o come indizio, ad esempio quelli su Nobile Tizio o il culto del DioCattivo, allora il DM non avrà bisogno di tiri casuali, visto che quei libri devono trovarsi lì e lui lo saprà già in anticipo.

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Per quanto dice nani riguardo la scomodità, penso che basti che il giocatore segni una X a matita di fianco alla conoscenza in cui ha un punto sapere, per poi cancellarla quando lo consuma. Specificare che ha un punto sapere per quanto riguarda la storia della liberazione degli gnomi da giardino non è richiesto, gli basta sapere che ce l'ha in Storia. Se poi gli verrà comodo sapere una cosa in più sugli gnomi da giardino, consumerà il punto sapere e dichiarerà che il libro che ha studiato trattava di quell'argomento, se invece avrà bisogno di alto avrà "studiato" quell'argomento (è più difficile da spiegare che da capire, credo).

Vuol dire comunque segnarsi vicino ad ogni "x" qual'è l'argomento che ha letto su un libro. Se ha 2 punti sapere sulle muffe, 1 sugli gnomi, 1 sulla magia, 1 su una religione random... se i PG leggono tanto non è molto più comodo che dare direttamente bonus permanenti a conoscenze specifiche se i libri sono stati studiati, o lasciar semplicemente che il giocatore prenda appunti (o memorizzi) per il suo PG su dettagli che ritiene importanti e che il PG ricorderà senza avere particolari bonus. (come un uomo sa ascoltare qualcuno che gli parla senza avere speso punti in "ascoltare", potrà ricordarsi qualche dettaglio letto in un libro su Pelor senza avere punti in conoscenze-religioni)

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Vuol dire comunque segnarsi vicino ad ogni "x" qual'è l'argomento che ha letto su un libro.

Invece no, il PG segna la X di fianco alla conoscenza su cui ha il bonus e decide a posteriori su quale specifico argomento il bonus varrà effettivamente.

Esempio: ho studiato un libro di storia. Segno una "X" di fianco a Conoscenze [storia]. In seguito, sento parlare della Battaglia delle Sette Pietre e guarda un po'...(decido che) il libro che avevo studiato parla proprio della battaglia, ottenendo immediatamente il +2 alla prova!

In pratica, i dettagli letti sui libri saranno sempre utili, perché si deciderà che sono stati letti quegli specifici dettagli proprio nel momento in cui tali dettagli risulterebbero utili. È un po' circolare, ma funziona :)

Se poi il giocatore decide di appuntarsi le informazioni che il DM fornisce e approfittarne in un secondo momento, in quel caso è un premio al giocatore (che si è appuntato due cose di più) e non al PG (come lo è invece se questo approfondisce le proprie conoscenze con lo studio). Sono entrambi metodi validi e non si contraddicono l'un l'altro.

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Invece no, il PG segna la X di fianco alla conoscenza su cui ha il bonus e decide a posteriori su quale specifico argomento il bonus varrà effettivamente.

Esempio: ho studiato un libro di storia. Segno una "X" di fianco a Conoscenze [storia]. In seguito, sento parlare della Battaglia delle Sette Pietre e guarda un po'...(decido che) il libro che avevo studiato parla proprio della battaglia, ottenendo immediatamente il +2 alla prova!

In pratica, i dettagli letti sui libri saranno sempre utili, perché si deciderà che sono stati letti quegli specifici dettagli proprio nel momento in cui tali dettagli risulterebbero utili. È un po' circolare, ma funziona :)

Se poi il giocatore decide di appuntarsi le informazioni che il DM fornisce e approfittarne in un secondo momento, in quel caso è un premio al giocatore (che si è appuntato due cose di più) e non al PG (come lo è invece se questo approfondisce le proprie conoscenze con lo studio). Sono entrambi metodi validi e non si contraddicono l'un l'altro.

Punto primo: così se i Pg finiscono in una biblioteca "classica medioevale" ben fornita, con un migliaio di libri che teoricamente dovevano essere in merito a conoscenze piuttosto comuni nella regione ed epoca storica giocata, possono scegliere 5 livelli più tardi di avere un migliaio di punti in più in prove di conoscenze legate a cose totalmente lontane e distanti da quello? I libri diventano inverosimili così, utilissimi per situazioni varie e varissime a scelta dei PG che possono decidere arbitrariamente di aver letto libri in merito a qualsiasi cosa. Religioni segrete, sette dimenticate, argomenti storici quasi perduti, magia praticata in remotissime regioni del mondo... il tutto a portata di "massì, guarda ho una x (o +X se comulativo): ho letto un libro in proposito e sono meglio informato!".

Lo trovo poco sensato che decidano loro arbitrariamente per quali "argomenti" avere dei bonus, i PG non possono decidere a posteriori quale libro hanno letto, imo come HR è davvero inverosimile (ed è inutile. I bonus temporanei/situazionali che non danno ai giocatori la libertà di inventarsi i contenuti delle biblioteche funzionano uguale ma sono più verosimili!).

Il giocatore si appunta le info perché giocando una volta a settimana ci può volere un mese per giocare 5 giorni molto pieni di eventi ed avendo una vita fuori da d&D è possibile che se lo dimentichi. Non sono info fornite dal DM a titolo gratuito: il DM "è il testo del libro" e lo riassume al PG che lo ha letto sommariamente dandogli le informazioni essenziali, oppure conferisce bonus etc a chi lo ha studiato.

Ma proprio come appuntarsi gli incantesimi conosciuti o la spada vorpal +ventordici questo è un bonus al PG non al giocatore: il PG (mosso da chi ha preso appunti) senza essere un "esperto" con bonus in conoscenze-religioni si ricorda che Pelor è un dio buono e ha tra i domini guarigione, perché lo ha letto sfogliando un libro: quindi saprà di potersi rivolgere ai suoi chierici per chiedere cure e aiuto anche se non ha mai prima d'ora conosciuto un fedele di Pelor. Ad esempio. Se invece ha studiato il libro veramente potrebbe avere un bonus permanente a Conoscenze-religioni se usato in merito a Pelor: quindi potrà ricordarsi a che ora è più probabile che i chierici stiano pregando, come si svolgono i rituali religiosi e tutto ciò che al PG può servire per ingraziarsi i chierici e non offenderli. E pure un po' di storia della divinità in sé...

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Holy post, Batman, to the multiquote!

Se i Pg finiscono in una biblioteca "classica medioevale" ben fornita, con un migliaio di libri che teoricamente dovevano essere in merito a conoscenze piuttosto comuni nella regione ed epoca storica giocata, possono scegliere 5 livelli più tardi di avere un migliaio di punti in più in prove di conoscenze legate a cose totalmente lontane e distanti da quello?

Il limite di punti sapere impedisce di averne più di tot in riserva; il fatto che il bonus sia di competenza impedisce di cumulare più punti sapere sulla stessa prova.

Religioni segrete, sette dimenticate, argomenti storici quasi perduti, magia praticata in remotissime regioni del mondo...

Se un argomento è segreto, non ci sono libri su di esso: il giocatore dirà "Spendo il +2, ho letto quel libro sulla Cospirazione del Turbosegretofinale" e il master guarderà in basso e sussurrerà: "No.".

I bonus temporanei/situazionali che non danno ai giocatori la libertà di inventarsi i contenuti delle biblioteche funzionano uguale ma sono più verosimili!).

Non funzionano uguale perché non sempre risultano utili.

Faccio un esempio: il PG passa una settimana a studiare, ottenendo +2 alle prove riguardo il capitano pirata Miguel, la leggenda di Nadia e della Pietra Azzurra e le magie per la crescita del fungo fantasma.

- La prossima avventura sarà contro il fantasma del capitano Miguel. Il bonus viene usato.

- I PG ignorano l'aggancio fornito dalla Pietra Azzurra; l'avventura non viene mai giocata e il bonus risulta inutile. La scheda è stata "sporcata" e il master ha inventato un argomento per nulla

- Il master ha improvvisato l'argomento "magie fungo fantasma" perché non aveva preparato tutti i dettagli; non verrà mai utilizzato

Col metodo "a posteriori", invece, si suppone che i PG abbiano studiato tutti e tre gli argomenti, ma che sia inutile scrivere e pianificare tutto, visto che una considerevole porzione rimarrà inutilizzata comunque.

Il DM "è il testo del libro" e lo riassume al PG che lo ha letto sommariamente dandogli le informazioni essenziali, oppure conferisce bonus etc a chi lo ha studiato.

Un metodo del genere sarebbe comunque migliore, anche con l'inconveniente di rischiare di sporcare la scheda a vuoto, ma rimane il problema che il master non può arrivare a sessione con il contenuto di intere biblioteche pronto.

Chiaro, se si trovano in un tempio di Pelor e il DM non ha informazioni sulla divinità da fornire ai giocatori, è colpa sua, ma se i PG intendono esplorare anche l'ala della biblioteca che parla di botanica? Il master si deve improvvisare biologo? Fornire ai PG informazioni che non ha, far scrivere loro appunti che magari si riveleranno inutili, fosse anche solo un "+2 a (Natura) con le erbe mediche"?

Si ricorda che Pelor è un dio buono e ha tra i domini guarigione, perché lo ha letto sfogliando un libro: quindi saprà di potersi rivolgere ai suoi chierici per chiedere cure e aiuto anche se non ha mai prima d'ora conosciuto un fedele di Pelor.

Poniamo ora che il PG abbia letto il Manuale di Pelor e che il master gli abbia dato le informazioni di cui sopra. Sembra un quantitativo ragionevole e che non manchi niente...ma se al giocatore serve sapere qual è l'arma preferita da Pelor? Sugli appunti non l'ha scritto, ma il master ragionevole dirà "l'hai letto sul libro, è la mazza chiodata".

Il discorso dei punti sapere è un'espansione di questo ragionamento: se il giocatore ha letto un libro di religione nel tempio di Pelor, ma ora è interessato a Nerull, usa il punto sapere e ottiene un +2, perché nel libro su Pelor si parlava anche del dio della morte in quanto suo avversario. E questo ragionamento si può estendere a pressoché qualsiasi campo del sapere.

Naturalmente, in linea ideale, fornire tutte le informazioni necessarie prima sarebbe meglio, ma non è quasi mai possibile farlo: il master dovrebbe (spingendo il ragionamento all'estremo) avere a disposizione i libri che i PG leggono, perché bene o male ci sarà sempre quell'informazione che si è scordato di dar loro e che invece servirebbe.

Poi, ripeto, l'ho provato in-game, e giocare con l'a posteriori non compromette né l'equilibrio né la credibilità del mondo di gioco.

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Iniziamo sottolineando che io non dico sia un metodo "sbagliato" o fallimentare, il tuo.

È questione di gusti. Io non permetto ai miei pg di decidere a posteriori se conoscono o no qualcosa, se hanno letto o meno libri in merito ad argomenti.

Si trovano di colpo in una grotta piena di funghi velenosi, sono io DM ad aver deciso, prima, se hanno mai letto un libro in merito avendo diritto ad un +2 su conoscenze-natura-funghetti o meno. Non loro.

Semplicemente per me improvvisare a caso "trovi tanti libri inutili." "Quel libro racconta ai bambini la storia di Pelor, il dio del chierico con cui viaggi" oppure "trovi un volume molto ben scritto che narra la gesta di un prode paladino nell'antichità, chiamato Tizio, nemico di Caio, della regione di Laggiù. -5 minuti con i tratti più importanti delle gesta dell'eroe-".

Per il discorso di Pelor - mazza - Nerull, ma soprattutto per il discorso botanica: la cosa si adatta ad ogni tiro su "conoscenze" riuscito. Se un PG tira 20 di dado su conoscenze-natura in un giardino ti improvvisi fioraio? No. I giocatori sanno che il DM non può andare così tanto oltre diventando laureato in tutte le materie possibili e immaginabili, quindi giocatore e PG accetteranno risposte vaghe e raffazzonate per argomenti tecnici non inerenti al gioco. E se il PG ci tiene proprio tanto al suo angolo da botanico, allora il DM avrà tempo fino alla sessione successiva per informarsi.

L'esempio dei tre libri che forse non servono: io non li scrivo mica tutti veroperdavvero. Ho pronta una quest sul capitano? Avendola preparata un riassunto sulla storia del Capitano ce l'ho scuro in mente, se poi non la seguono ho speso sicuramente più tempo a pensare la quest che a fare loro un riassunto della vita del capitano.

Se i PG esplorano la zona di botanica, cosa che non interessa minimamente ai fini della storia e io non avevo previsto (in realtà se non l'ho previsto è probabile che me la caverei dicendo che non c'è, è chiusa per restauro, è bruciata giusto ieri.): "Sfogliando vari libri ottieni alcune informazioni interessanti in merito a muffe e funghi, ma per il resto sono banalità. Trovi frugando tra i tomi un unico volume intitolato The Stroy e I Funghetti Fantasma. Studiandolo per 30 giorni avrai un bonus permanente +2 a Conoscenze- Natura in merito ai Funghetti." Non avrà Consocenze-Storia-TheStroy, anche se ha letto un suo libro, ma ovviamente se lo sentirà nominare si potrà ricordare che è un botanico molto esperto in funghi.

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Ma semplicemente dire "Sono libri vari di cui conoscete il contenuto" perchè sinceramente un pg di 6° livello già potrebbe sapere moltissimo su vari argomenti.

Decidi tu ogni tanto se in una determinata stanza esiste un libro che potrebbe dare una mano (Cercare CD 20) e fagli pesare molto la lettura o il semplice atto di cercare.

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Salve a tutti i DM, inizio questo topic per chiedere come gestite voi i libri nelle vostre campagne.

Mi spiego meglio, mentre i miei PG se ne vanno all'avventura capita sempre che facciano incetta nei limiti trasportabili di diversi libri dalle varie librerie e scaffali che trovano in giro per dungeon, castelli o villaggi e che per la maggior parte sono messi lì più come arredamento di contorno che con il preciso scopo di arricchirli di informazioni, questo a volte mi crea delle difficoltà perchè da un lato non voglio impedirgli di prendere dei comunissimi libri o far sparire una libreria da una stanza solo per semplificarmi la vita ma dall'altro sorge un problema quando giustamente mi chiedono cosa contengono i suddetti libri.

Se da un lato sono perfetti per agganci di trama dall'altro gestirli per me non è semplice, a volte ho escogitato che alcuni forniscono bonus molto specifici ad esempio un libro di storia della nobiltà che se consultato fornisce un +2 a conoscenze storia relative alla singola famiglia nobile o al feudo dove si trovano. Questo metodo però mi si ritorce contro perchè iniziando a dargli bonus non faccio altro che invogliarli ad accaparrarsi il maggior numero di libri possibili costringendomi a perdere parecchio tempo per definire ogni singolo libro.

Voi come gestite la cosa nelle vostre avventure? esistono delle liste da dove prendere spunto?

Beh alcuni libri sono puramente informativi, ad esempio indicando la locazione di un posto x o di un tesoro y

Altri possono fornire, come dici tu, dei bonus limitati ad una certa zona o ad un certo campo

Per non incappare nel fenomeno del "Prendi a volontà", fai che ogni X% di volte un libro contiene un glifo o un anatema che può colpire i PG (in maniera non mortale), magari infliggendo parecchi danni, oppure che faccia scattare un meccanismo segreto che fa cadere nella botola sottostante, oppure è semplicemente un vecchio diario di un mago che cercherà vendetta.

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Secondo lo Stronghold Builder's Guidebook uno slot di libri costa 1000 mo e da un bonus di circostanza di +2 su una conoscenza. Uno slot generico invece costa 3000 mo e da un bonus di +1 su tutte le conoscenze. Uno slot di qualità costa 5000 mo e da un bonus di +4 su una conoscenza mentre uno slot perfetto costa 20000 mo e da un bonus di +6 su una conoscenza. I bonus non sono cumulativi.

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