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Il Ritorno del Re Scarlatto-Il Gioiello Infranto


Arth

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E' una mattina uggiosa quella che vi ha colto questa mattina a Neverwinter. C'è una pioggerella fissa, più noiosa che pericolosa, ciononostante avete cercato il confortevole tepore di una locanda, per molteplici motivi: le razioni da viaggio finiscono, il volere un poco di caldo, la ricerca di un lavoro.

La taverna "Il boccale ricolmo" vi ha attirato per la folla e per il buon odore di cibo. Discretamente piena (non totalmente, ma abbastanza), sembra che il piatto del giorno siano le carni con l'osso e lo stufato con patate.

Appena entrati, vi trovate a ripensare a quanto avete visto appena giunti in città: le guardie cittadine hanno spesso facce da avanzi di galera, il quartiere nobiliare è chiuso al pubblico senza invito. Il porto è totalmente privo di guardie cittadine, lo pattugliano mercenari della compagnia delle Lame Scarlatte: nonostante l'aspetto raffazzonato di molte di esse, paiono sicuramente più affidabili delle guardie ufficiali.

In città c'è un'atmosfera da calma prima della tempesta, anche se non sapreste dire perchè.

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Mi do una fugace occhiata intorno, osservando la locanda ed i suoi avventori. Pochi istanti dopo, tirandomi dietro cautamente Tindalos e con un lieve sospiro, mi dirigo (bene attento a non infastidire alcun ospite della locanda) verso il titolare, o comunque il cameriere più vicino, se ne trovo uno.

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Le città non mi piacciono affatto, non mi piace la gente, non mi piace la folla e non mi piace quel onnipresente odore - quello di troppe persone stipate nel medesimo luogo - che permaneva nei loro vicoli, ma ancor di più non mi piace Neverwinter. Forse è solo perchè è più grande rispetto ai centri abitati che sono solita vedere o forse perchè sono alquanto lontana dai territori a me familiari, ma ho imparato, da fin troppo tempo, a fidarmi dei miei istinti - devi se vuoi vivere a lungo da sola in un mondo come questo - e ogni fibra e pelo del mio corpo mi sta dicendo, da quando ho messo piede tra le queste mura, che c'è qualcosa che non va, anzi che c'è qualcosa che sta andando e che la città vi si trova proprio al centro. Tsk, la gente - che siano uomini, elfi, gnomi, nani o che altro - non fa che combinare problemi e più ne metti insieme e peggio è. E poi c'è ancora gente che mi chiedeva come mai mal sopportavo stare in compagnia di altri...

In ogni caso, questa volta, sono stata costretta ad adeguarmi alle comuni norme sociali ed ad abbandonare il mio girovagare per le terre più selvagge - complice il tempo umido e un paio di ricerche di cibo e cacce non andate a buon fine - per riunirmi con le altre, e normali, persone: sfortunatamente, per quando desideri il contrario, le città posseggono dei lussi ai quali anche per me è difficile rinunciare, soprattutto in giorni come questi in cui ti sembra che tutti gli dei ti abbiano voltato le spalle visto che non riesci neppure a trovare un mezzo coniglio infreddolito dalla pioggia in ore di lavoro, come un riparo e un pasto caldo.

È per questo motivo che sono entrata in città e, dopo una rapida ricognizione nei dintorni, ho deciso che "Il Boccale ricolmo" è di certo il luogo migliore per trovarli. In generale, non sono affatto schizzinosa, non puoi esserlo con il mio stile di vita, ma ho imparato da tempo che ci sono delle regole anche per scegliere una locanda, o meglio dei parametri in cui deve rientrare per essere adatta ai miei scopi - alias riposarmi e ristorarmi - come il prezzo, i soldi non sono cosa che abbonda, il servizio, che deve essere adeguato al denaro speso, e soprattutto un aria un po' troppo malfamata. Quest'ultimo punto è forse, insieme al rientrare in cifre adatte al mio borsello, il mio importante perchè, sebbene sia perfettamente in grado di proteggermi, trovare vitto in una bettola malfamata quando si è una donna, ammetto una ragazzina, che viaggia da sola è chiedere problemi. E io odio avere problemi.

Entro nella calda taverna sfruttando il passaggio aperto da un'altro avventore, in un tacito e innato istinto di farmi notare il meno possibile, e lì finalmente mi abbasso il cappuccio del mantello umido di pioggia lasciando vedere il viso da bambina, appena segnato dalla mia esistenza passata sempre all'aperto in balia degli elementi, e i capelli corti e neri, tagliati alla bene e meglio quando necessario con il mio pugnale, mentre con gli occhi, che erano stati più volte definiti molto più adulti della mia reale età, scandaglio la stanza a ricerca sì, di pericoli, ma anche dell'oste e possibilmente di un posto per sedermi non troppo lontano dalla porta, ma che non gli desse le spalle.

Sì, forse sono un tantino paranoica, ma preferisco essere paranoica e viva che a mio agio e morta. In ogni caso, se proprio dovevo morire, voglio farlo con qualcosa di caldo in pancia. Devo proprio trovare l'oste.

@Tutti (Descrizione)

Spoiler:  

In parte è già descritta nella role, comunque, nel caso la notiate visto che tende a farsi notare il meno possibile, si tratta di una ragazzina di al massimo quindici anni, con tratti netti e un po' aguzzi, gli occhi scuri hanno un'espressione dura e, a tratti, rabbiosa, i capelli sono corti tagliati in maniera confusa ad eccezione di tue piccole trecce sul davanti, fatte probabilmente per tenere lontani i capelli dagli occhi, e il corpo è asciutto, ma non di quella magrezza tipica della povera gente o dei mendicanti, ma piuttosto dovuto ad uno sforzo fisico continuo. Ha un modo di fare anonimo e furtivo, anche se c'è qualcosa di vagamente marziale, ma non militare, nei gesti come quelli di qualcuno che ha da tempo imparato come utilizzare il suo corpo e sfruttarlo al meglio in combattimento. Porta abiti alquanto comuni tipici di una persona che viaggia spesso e non sulle strade battute, porta un ampio mantello su i toni del marrone e sulla schiena si può vedere quella che sembra una faretra, mente sotto si riesce ad intravedere il rigonfiamento dovuto, forse, ad un qualche tipo di zaino.

@GM

Spoiler:  
Con molta nonchalance, ma visto il carattere di Liferia una prova di Osservare (+6) per guardarsi intorno e notare possibili pericoli/personaggi da cui è meglio tenersi alla larga/ecc e una di Nascondersi (+9), o Muoversi silenziosamente (+9) non tanto per nascondersi attivamente, ma per farsi notare il meno possibile, se necessario o se si può fare.
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Me lo sarei immaginato un po’ più splendente questo gioiello del nord. Forse è solo colpa di questo tempo uggioso.

Sono spossato, l’umidità permea le mie membra e stancamente cerco un luogo dove trovare riparo almeno fino a quando le condizioni metereologiche non siano maggiormente favorevoli.

Il boccale ricolmo… dovrebbe fare al mio caso, la visita ai giardini può aspettare.

Una goccia d’acqua mi centra un occhio, mugugno mentre con un dito sfrego le palpebre cercando sollievo e con passo lento mi dirigo verso l’entrata. Arrivato sull’uscio scosto il cappuccio da sopra il capo e mi scrollo leggermente lasciando cadere alcune gocce prima di oltrepassare la soglia.

L’odore di stufato mi riempie le narici e mi ricorda di aver fatto una misera colazione prima del mio arrivo in città. Affamato e leggermente infreddolito cerco un posto caldo dove sedermi e appoggiare le mie cose.

@tutti [descrizione]

Spoiler:  
Alto quasi un metro e novanta.

Una carnagione molto chiara fa risaltare ulteriormente il color castano con riflessi ramati dei suoi capelli. Il volto è freddo, tratti duri e spigolosi insieme ai suoi occhi verdi gli donano un’espressione distaccata. Presenta un accenno di barba incolta. Porta al collo in maniera ben visibile un simbolo sacro dalla forma di un sole radioso.

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Spoiler:  
Alto meno di 65 centimetri, è davvero lo gnomo (o l'essere senziente, perfino) che potreste mai aver visto. Vestito in modo appariscente, con barba lunga e capelli neri. Gli occhi sono azzurri ed un sorriso macalzone fa bella mostra di se sul suo volto.

Sarà una pioggerella leggera per degli spilungoni; ma, se ci pensate bene, per uno alto nemmeno 65 centimetri, pure la pioggia è un po più alta, quando cade; e a Ramiro non piace la pioggia: lo mette di malumore; e se è di malumore, qualcuno rischia di farsi male!

Apro la porta con un piede e con un filo di irruenza di troppo, probabilmente; ma il mio umore è decisamente nero e non sono un tipo diplomatico. LOCANDIERE!! UNA BIRRA PICCOLAAnche se ODIO chiamarla birra piccola; perchè "piccola"?! Caso mai, sono le altre, ad essere troppo grandi; ma se non la chiamo così, va a finire che il locandiere me ne porta una pinta e poi mi tocca dargli una lezione E UN PIATTO DI QUELLA BRODAGLIA CHE SERVITE QUI! comando all'indirizzo del bancone con la mia voce più tonante, mentre mi avvio al bancone scansando la gente che impegna la strada, sferzandola a muso duro: E VOI MUOVETEVI, SPILUNGONI: NON VEDETE CHE STO PASSANDO!?

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La taverniera, una donna in carne esce dal retrobottega con in mano una grossa pignatta. Guarda un attimo quelli in sala, indirizza i nuovi ai tavoli

Per tutti

Spoiler:  
I tavoli disponibili sono più di quanti siete, quindi se volete sedere ognuno ad un tavolo non c'è problema

Per Kazikamuntu

Spoiler:  
Allora, se possibili fai azioni un poco più lunghe. Inoltre, le descrizioni di solito non sono scritte come parlerebbe o agirebbe il personaggio: per quello c'è il parlato o i pensieri ^^

Si volge poi verso Pold.

«Ragazzo, brodaglia non ne serviamo: carne o ottimo stufato, scegli te! La birra poi, bruna o bionda?» chiede prima d'avvicinarsi già ad alcuni tavoli e versare lo stufato.

Per Liferia

Spoiler:  
Non so se per te sarà una cosa positiva o negativa, ma nella taverna, in un angolo, ci sono tre dei mercenari che pattugliano il porto. Sembrano in pausa, ma succedesse qualcosa sarebbero pronti.

All'angolo estremo opposto, c'è un uomo vestito stranamente: turbante bianco, vestiti rossi smanicati e sandali. Accanto a lui, appoggiata al muro c'è una enorme lama. Lui stesso sembra molto alto e grosso, non sapresti dire quanto alto visto che è seduto. La cosa certa è che perlomeno il metro e novanta è, probabilmente di più che meno. E ti chiedi come lo sopporti il panchetto: dopo averlo guardato, vedi che è rinforzato in metallo. Quindi è un abituale e la taverniere la conosce. (Comunque, complimenti per il 20 su osservare)

La taverniera per prima s'avvicina all'uomo vestito bene (Howar), facendole un inchino. «Cosa desiderate da mangiare, mio signore?»

Per Howar

Spoiler:  
L'inchino è fatto bene e la cosa ti lascia alquanto stupito.
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Sorrido con franchezza alla signora. "Il piatto del giorno andrà bene, signora. Mi accomoderò a quel tavolo là, con il vostro permesso" (dico, indicando un tavolo libero e possibilmente isolato dalla maggior parte del chiasso). Faccio per volgermi, poi mi fermo. "Perdonate se non ho chiesto prima, signora, ma spero che il mio compagno di viaggio [carezza a Tindalos] non costituisca un problema nel vostro locale".

Descrizione:

Spoiler:  
Il giovane uomo è piuttosto alto, poco meno del metro e novanta. La sagoma è sottile e slanciata, quasi esile, ed incorniciata da lunghi e ben tenuti capelli neri e lucidi; il suo volto, dai lineamenti affilati, è dominato da sottili occhi verde smeraldo che sembran guardar tutto e tutti con malcelato calcolo, ma i suoi modi sono sempre gentili e cordiali. Vestito con abiti pratici ma belli, viaggia accompagnato da uno splendido levriero grigio che non abbandona mai il suo fianco.
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Non mi piace essere chiamato "ragazzo": MESSERE o MIO SIGNORE, sarebbe appropriato; ma mica posso mettermi a litigare con una donna Faccio uno svolazzo con la mano, come a dire "vabbè, lasciamo perdere!": Allora, dammi un po di quella roba che hai li spiego, indicando il tegame con lo stufato che si porta dietro la locandiera E la birra, bionda bruna o verde; purchè sia buona! raccomando arrampicandomi sulla sedia di un tavolo libero e mettendomi in piedi su quella per arrivare al tavolo (perchè, se mi siedo sulla sedia di normale grandezza co i miei 65 centimetri scarsi, non arrivo a vederne il piano), maledicendo mentalmente queste cavolo di città dalla misura sbagliata e guardandomi intorno con l'aria impettita e le braccia incrociate sul petto, per vedere se qualche spilungone intorno ha qualcosa da ridire....per caso!

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Per mia buona fortuna, alla fine la folla è minore di quanto mi aspettassi lasciandomi la possibilità di trovare un posto adeguato in cui sedermi senza dover dare le spalle alla porta, sebbene più colorita di quanto sperassi: non mi abbia qualcosa di cui preoccuparmi in maniera attiva, ma preferisco avere un minor numero di gente armata nelle mie vicinanze se possibile. Insomma mi sono proteggere, ma sono anche consapevole di non essere una guerriera esperta e in generale preferisco meno problemi possibili. E gli uomini armati ne generano di più di quelli disarmarti. A meno che quelli disarmati non siano mercanti, ma questa è un'altra storia.

D'altra parte, uno abitudinario e conosciuto cliente è in un'incognita minore e più prevedibile, o quantomeno meno propensa a causare disastri altrimenti il locandiere lo allontanerebbe per paura di perdere i suoi affari o se non può allontanarlo vuol dire che è abbastanza potente che la presenza di persone come me, persone anonime e qualunque, non dovrebbe interessargli: in fondo, al leone non interessa se passa piccolo predatore nel suo territorio purchè non faccia razzie delle sue prede.

Le guardie possono essere un problema sulla lunga scadenza, ma non è mia intenzione fermarmi a lungo quindi posso rilassarmi. O almeno non devo preoccuparmi.

Da tenere d'occhio sono invece i nuovi avventori - il nuovo in generale non è mai bene - che sembrano o un po' fuori luogo - decisamente il tipo accompagnato dal cane è vestito meglio di tre quarti della taverna, oste inclusa - o sembrano portare già danni - come il piccoletto.

Mi avvio al tavolo adatto alle mie esigenze, vicinanza alla porta senza dargli le spalle e l'essere vuoto visto che devo già avere a che fare con la gente e non ci tengo a dovermici rapportare in maniera diretta, e una volta sedutami mi sfilo il mantello, senza però togliere la faretra dalla schiena, e lo appoggio sulla sedia al mio fianco sperando che possa tenere a distanza eventuali altri avventori. Quando la locandiera si avvicina abbastanza con la pignatta, le chiedo con un lieve sorriso - forse non dei migliori poichè non sono solita sorridere molto, ma l'essere educati è per me importante e quindi faccio lo sforzo - "Potrei avere un po' del vostro stufato, buonadonna?" Sarà una novità, da molto tempo, mangiare qualcosa che non sappia di abbrustolito e del sapore della legna appena tagliata addosso.

@GM

Spoiler:  
Visto che sta comunque cercando di capire la situazione è il tipo con il turbante è alquanto strano nel luogo, faccio una prova di Conoscenze (Geografia) (+5) per magari riuscire a sapere da che terra/territorio/regno viene o simili
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La scena strampalata a cui partecipo, scaturita dai modi alquanto particolari di uno gnomo, mi diverte e un accenno di sorriso compare su un angolo delle labbra.

Che tipetto

Nonostante il disagio provato nello stare in piedi vicino all'entrata, attendo che la locandiera finisca il suo giro tra i tavoli per poi interromperla prima del suo ritorno nel retrobottega.

Mi scusi signora, se possibile, desidererei pure io dello stufato e un bicchiere di vino rosso. Pensavo di prendere posto a quel tavolo. indico con un dito il primo tavolo libero più vicino. Se non vi sono problemi...

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il mio stomaco ormai preso dalla fame inizia a brontolare e senza indugi grido FAMEEEEE CIBOOOOO alla locandiera mentre colpisco in maniera violenta il tavolo con un cazzotto di protesta mentre il mio sguardo viene attirato da un piccolo gnomo rumoroso che mi ricorda i modi di fare di un orco nella mia vecchia tribù di barbari tribù caccia ....... mmmmh cinghiale arrosto ...... (rumore dello stomaco che brontola)

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@DM:

Spoiler:  
Scusami, sono abbituato a scrivere il parlato in grassetto... spero non sia un problema, altrimenti dal prossimo post scrivo in corsivo...

Fammi sapere ;)

Bhe, quella locanda forse farà al caso nostro Faròr: andiamo però sotto quella tettoia ad asciugarci un pò prima di entrare!

Accellero un pò il passo, seguito dal mio fedele amico a quattro zampe - un bell'esemplare di husky bardato a puntino per le "scampagnate" nelle terre selvagge - per arrivare prima sotto la tettoia della locanda sulla parte opposta della strada.

Questa pioggerella, per quanto possa dare fastidio alle "persone normali" ovvero quelle più civilizzate, a me non reca troppo disturbo visto che mi ci sono abbituato. Ma ovviamente essere bagnati con questa giornata uggiosa non è mai il massimo e cosi deve pensarla pure Faròr, che da questa mattina mi ha seguito mogio mogio fino le porte di Newerwinter quando di solito è ben più vivace di cosi.

Proprio vedendolo in quello stato decido di cercare una locanda e alla fine "Il boccale ricolmo" sembra proprio fare al caso mio... inoltre i profumini nell'aria sono un grosso incentivo, sia per me che per il mio giovane compagno di viaggio!

Arrivato sotto la tettoia, il "mezzo-lupo" si scrolla di dosso tutta l'acqua energicamente, mentre io rimango ancora a contemplare per un pò il cielo plumbeo. Qualche istante dopo, "scrollandomi" anchio l'acqua di dosso (un pò come il mio compagno a quattro zampe), spalanco la porta della locanda e faccio entrare prima Faror e quindi entro anchio richiudendomi la porta alle spalle.

Ovviamente sono abbastanza conscio che i miei modi di fare non civilissimi, le mie vesti abbastanza logore e rovinate su alcuni bordi - ma soprattutto il mio compagno animale - daranno nell'occhio, senza che io lo voglia.

Entrato nella locanda, scruto brevemente gli avventori indirezione del bancone, quindi con il braccio sinistro mi calo il cappuccio - rivelando cosi una lunga capigliatura rasta accompagnata da una barbetta incolta "di qualche giorno" - mentre con il braccio destro tengo puntato sul pavimento il mio bastone da viaggio: mi avvicino al bancone e attendo che il locandiere (se c'è) mi degni di attenzione: Salve, spero che non ci siano problemi se ho fatto entrare il mio amico a quattro zampe: non si preoccupi, non recherà disturbo alcuno, è addestrato. Con il suo permesso mi siederò su quel tavolo la in fondo. - dico indicando un tavolo appartato nell'angolo della taverna - Può portarmi due piatti del giorno e un pò di idromele o nel caso non l'avesse della birra? Quindi rivolgo un silenzioso cenno del capo a mò di ringraziamento, prima di andarmi a sedere, seguito dall'husky che si accoccola vicino a me...

@Descrizione:

Spoiler:  
Si capisce subito che sono un viaggiatore particolare, o per lo meno predisposto ad una vita non troppo agiata come quella in città: come detto in precedenza le vesti sono abbastanza rovinate e logore in alcuni angoli: sotto queste una semplice ma robusta armatura in pelle funge da protezione del corpo e in generale l'intero vestiario è composto da toni marroni e verdi militare. Una collana con un grosso artiglio d'animale contornato ai fianchi da due denti affilati fa bello sfoggio di se sul collo.

Oltre al bastone da viaggio, al fianco destro pendono un grosso randello e una fionda, con apposito sacchetto che probabilmente contiene sassi, mentre al fianco sinisto vi è un falcetto.

Alto un metro e settanta circa, una volta visto in faccia si può capire che l'umano dai capelli e occhi castani è abbastanza giovane, sulla ventina d'anni, fisico robusto come se il ragazzo fosse ormai abituato da tempo a resistere alle intemperie del clima.

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Porca di quella miseria immonda, con questo tempo micidiale non ci si può neanche divertire. È proprio vero, mentre stai per dar fuoco ad un orfanotrofio piove sempre! Alla fine quei poveri bambini ho dovuto farli andare in un mondo migliore con la mia falce... Guarda quanto è sporca! Orco boia, ma è mai possibile che debba sempre pulirla??!? Cerchiamo un luogo adatto... Curiosa questa locanda... Magari ci faccio un salto... Entro quindi all'interno della locanda e mi si para davanti il classico scenario da osteria squallida. Che avrà da urlare tanto quell'orco??? Mi dirigo quindi verso la donna al bancone e ordino qualcosa da bere Mi perdoni, potrei avere un poco di rhum mescolato a sangue di vergine dentro un cranio di bambino? Grazie.... Mi appoggio quindi al bancone mentre aspetto il mio cocktail e osservo la strana compagnia della serata

@tutti:

Spoiler:  
L'aspetto è magrolino, capelli e occhi neri come il buio e di carnagione pallida, sull' 1 e 70, indosso una armatura di cuoio con una grande falce che appare da dietro la schiena
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Per Faust

Spoiler:  
Ruolare simile a Richard di Looking for Group è una cosa, chiedere in una taverna sangue di vergine dentro un cranio di bambino e l'ombrellino è un buon modo di a) passare per pazzo B) attirare brutte attenzioni c) l'ombrellino non esiste ed è fuori ambientazione.
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In breve tutti venite serviti, chi più chi meno celermente. Un piatto caldo da mangiare, da bere tutti.

Faust inclusa becca una occhiata un poco stranita da parte non solo della taverniera, ma di tutti gli avventori al bancone, poco prima che gli arrivi il suo rhum.

Passano neppure cinque minuti che un uomo entra nella locanda e sono in molti a salutarlo: vestito molto bene, occhiali da sole con lenti d'ossidiana specchiata, guanti bianchi. E' evidente che è un ricco.

Il farpalo che porta ha un fermo d'oro molto decorato.

Si avvicina a parlare con la taverniera.

Per Morn

Spoiler:  
E' un seguace della dea Waukeen, denaro e commercio.
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Osservo attentamente il nuovo venuto. E' evidente, per me, che costui è una figura influente ed è meglio sapere fin da subito chi bazzica da queste parti.

Spoiler:  
Se il mio posto è sufficientemente vicino da consentirmi di origliare, ascolto con +3 ed osservo con +4. Se sono troppo distante, mi limito ad osservare.
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@Arth

Spoiler:  
In effetti ho un pò esagerato^.^ Ok, mi becco l'ammonizione e modero i toni, comunque mi va benissimo come reazione questa, mica devi acconsentire a darmi del rum con sangue...^.^ In fondo son pur sempre un seguace di Afflux... Comunque modifico e tolgo l'ombrellino ^.^ Chiedo scusa:-)

Bha, guarda questa locandiera... Non ha il minimo buon gusto per la roba da bere... Non c'è neanche un pò di sangue!!! Vabbè, pazienza... Chi diavolo è 'sto tizio? Cosa ci fa un tale così ricco in una bettola del genere???

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Ora che sono seduto inizio ad osservare meglio gli avventori che "colorano" l'interno del locale. Sono abbastanza confortato dal luogo caldo e asciutto anche se forse vi è troppo brusio per i miei gusti. I profumi che pervadono l'aria sono decisamente invitanti.

Sì, ho fatto bene a fermarmi qui, qualcosa di caldo è quello che ci vuole

Rimango colpito dagli abiti decisamente preziosi del nuovo entrato e, mentre prendo a sorseggiare il mio bicchiere di vino, osservo l'incontro di quest'ultimo con la taverniera.

Spoiler:  
Osservo e Ascolto(se possibile) +4 entrambi
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