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Topic di Servizio
Ottima domanda , la risposta è che non lo sapete , magari ne basta uno solo .
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Nuove Reclute (TdS)
Si, direi di sì.
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TdG - Avventure in DnD 2, la Difesa di Xang
Jane Doe Il mio elmo corvino si volge lentamente verso Gaia quando mi offre il comando dell'interrogatorio. Un impercettibile cenno del capo sancisce la mia approvazione. Non provo alcun piacere nel tormentare la carne, né mi muove la rabbia che provano i vivi dopo un ferimento; per me, questo è solo un calcolo spietato per sradicare la corruzione che offende il disegno del mio Patrono. Faccio un passo avanti, lasciando che la mia figura torreggi sopra l'Oni svenuto e legato. Allungo una mano guantata verso Izhu, prendendo rudemente le lettere dalla grafia elegante e i registri rozzi che ha appena trovato, prima che possa metterli via. Li scorro rapidamente con i miei occhi glaciali, per poi chinarmi sulla massiccia faccia di Kobuki. Senza esitare, allungo le dita e gli afferro rudemente i capelli o un corno, strattonandogli la testa all'indietro per costringerlo ad aprirli. Nel frattempo, lo Spettro Maledetto sopra di lui fa vibrare la sua alabarda d'ombra, riversando un freddo mortale sul petto del gigante. Svegliati, Kobuki dico, la mia voce distorta che risuona come un sussurro raschiante nella pietra. Il tuo tempo per dormire è scaduto. E la tua messinscena gassosa non ti salverà una seconda volta. Gli sventolo i fogli e i registri davanti agli occhi iniettati di sangue, fissandolo senza un briciolo di calore. Sappiamo già tutto dei tuoi intermediari. Sappiamo dell'oro che ricevevi da terzi, degli amuleti che compravi dal sacerdote traditore Izari all'esterno della valle, e di come li usavi per corrompere gli spiriti dell'acqua. Questo registro rozzo è la lista della tua condanna, e queste lettere eleganti portano il nome del tuo vero padrone. Aumento la pressione psicologica, lasciando che l'armatura d'ombra esali filamenti scuri attorno a noi. I miei compagni vogliono lasciarti respirare perché la Kitsune ha ancora pietà di te. Io non ne ho. Dimmi chi finanziava questo oro dall'esterno e cosa stavate pianificando di fare con quegli amuleti lungo la vallata di Xang. Parla, o permetterò alla tua ex sentinella di risucchiare la tua linfa vitale un pezzo alla volta, lasciandoti un guscio vuoto e cosciente prima che tu possa persino vedere il tramonto. Mentre gli parlo, lancio un'occhiata rapida al contenuto delle lettere per cogliere al volo qualche nome, sigillo o luogo specifico da usare come ulteriore leva psicologica durante le sue risposte. @ DM
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La luna crescente
La figura curva avvolta nella tela cerata arresta i propri passi a un metro da Zarath, ignorando la barriera muscolare tesa dal barbaro. Sotto le bende logore, i suoi occhi gialli e luminescenti compiono un movimento lento e calcolato, scivolando prima sulla borsa di Fiore, poi sulla mano di Selyra che stringe quella della guida, e infine posandosi sui residui di cenere argentea che ancora macchiano i loro abiti. Un suono aspro, simile a due pietre focaie sfregate tra loro nel buio, esce dalla sua bocca coperta. È una risata secca, priva di calore. Salve, gatta della superficie...gracchia il vecchio, con una voce che sibila tra le fessure delle bende. E salve a te, barda drow, che stringi la mano a un morto che cammina. L'anziano individuo solleva un braccio nodoso, anch'esso interamente fasciato, indicando Kaelen con un dito ricurvo. Lo zolfo purificato non è acqua di sorgente che scorre per chiunque abbia la gola secca. In questo buco sottoterra nessuno regala il respiro a chi lo sta perdendo. "Qualsiasi cosa in cambio", dici? Le suppliche e le promesse sono la moneta dei disperati, ragazzina. E qui al Pozzo quella valuta ha perso valore prima ancora che voi nasceste. Il suo sguardo giallo si sposta, lento e pesante, sulla cassa che Zarath protegge con tanta ferocia. Le sue pupille verticali si dilatano per l'avidità. Le storie di ciò che è accaduto a Porto Scoria corrono lungo i canali di scolo molto più velocemente dei vostri stivali. Sappiamo chi è bruciato sul molo. Sappiamo cosa avete strappato alle fiamme del galeone di Linden prima che fuggisse come un cane bastonato. Dall'alto della volta fossile, il fruscio delle zampe chitinose si fa improvvisamente più intenso. Due di quelle massicce sagome pallide si sporgono dai ballatoi superiori, tendendo le corde dei loro grandi archi d'osso con una lentezza studiata. I loro occhi neri e multipli riflettono la luce viola delle lanterne, puntati dritti sui viaggiatori. Attorno ai banchi del mercato, le altre figure bendate interrompono i loro sussurri, immobili. Il vecchio mercante compie un mezzo passo indietro, infilando le dita nodose nelle pieghe del suo mantello che puzza di acido. I sali che tengono in piedi il vostro guscio di guida sono nel retro della mia catapecchia. Ma l'oro non si mangia e non protegge dal gelo delle montagne, quindi scordatevelo. Se volete che l'uomo continui a respirare, e se volete le pellicce per superare i picchi a Nord-Ovest, il prezzo è uno solo. Il vecchio fissa Zarath dritto negli occhi, poi indica la cassa con un cenno del mento. Tre scalpelli. Voglio tre degli scalpelli in Ferro di Luna contenuti in quella cassa. Questo è il baratto. Prendere o lasciare, stranieri. Ma decidete in fretta. Kaelen, con la schiena premuta contro il montante della passerella, emette un rantolo soffocato. Un rivolo di fluido scuro e denso inizia a colargli dall'angolo della bocca spaccata, segno che il tempo a sua disposizione sta per scadere del tutto @ Tutti
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La tua mente millenaria, sintonizzata sulle rigide ma perfette leggi della geometria e delle forze, rifiuta di cedere al panico del fango. Nel silenzio cupo del condotto, mentre il rombo dell'acqua che sale sembra voler soffocare anche il battito del tuo cuore mortale, calcoli millimetro per millimetro la distribuzione del peso. Quelle lastre di pietra crollate dalla Città Alta sono massicce, incastrate come un dente d'acciaio nella roccia viva del condotto; la spinta del gorgo, per quanto furiosa, si sta concentrando tutta contro le travi di legno marcio al centro, il vero punto debole della diga. Al tuo ordine secco, Skraa non perde un solo istante in proteste. Si schiaccia contro la parete laterale di pietra grigia, rannicchiandosi fino a diventare un piccolo grumo scarlatto tra la melma, e stringe il bastone al petto guardandoti con gli occhi sbarrati. Fai attenzione, elfo... se quel legno cede di schianto, l'onda ci trascina giù! sussurra la goblin, trattenendo il fiato. Ti posizioni accanto a lei, affondando gli stivali nel fango viscido del fondo per trovare la massima stabilità. Sollevi il falcione d'acciaio, sfruttando ogni centimetro del suo lungo allungo, e punti la lama dritta verso il cuore del groviglio. Con un unico, calibrato affondo, guidato dalla precisione e dalla fermezza che Corellon ha restituito alle tue braccia, colpisci la trave portante centrale. Il ferro benedetto morde il legno marcio con un colpo secco che rimbomba nella volta. Per un battito di ciglia, il tempo sembra fermarsi nel condotto. Poi, con uno scricchiolio sinistro e prolungato, la trave si spezza in due. La reazione è immediata: privata del suo fulcro, la diga improvvisata cede esattamente come avevi previsto. Sotto l'immensa pressione accumulata, l'acqua fangosa trova un varco centrale e vi si scarica dentro con la violenza di un piccolo torrente in piena. Un'ondata di detriti, rami spezzati e melma nera esplode letteralmente verso il basso, sfrecciando al centro della galleria in un turbine di schiuma e schizzi gelidi che investono il tuo mantello, ma la pendenza convessa del pavimento devia il grosso della forza lontano dalla parete laterale. Rimani immobile, saldo come una colonna d'Arvandor, mentre la furia dell'acqua vi scorre a pochi centimetri, svuotando il bacino superiore in una manciata di secondi mozzafiato. Quando il fragore si placa, trasformandosi nel sommesso e regolare scorrere della pioggia di Ches, l'ostacolo è svanito. La via superiore del condotto è libera, aperta e lavata dalla melma. Skraa solleva lentamente la testa dal cappuccio fradicio, sputando un po' d'acqua sporca e guardando lo spazio vuoto davanti a voi con la bocca spalancata. Si tocca le orecchie verdi, quasi a voler verificare di essere ancora intera, poi ti lancia un'occhiata in cui la sorpresa si mescola a un briciolo di autentico sbalordimento. Per gli occhi di Shar... ha funzionato davvero. mormora la Spezzacifre, rimettendosi in piedi con un ghigno sghembo e ripulendosi la cappa. Sei tutto matto, orecchie lunghe, ma devo ammettere che sai come far muovere quel ferro. Il livello dell'acqua sta scendendo, la strada è pulita. Senza perdere altro tempo, riprendete la salita forzata lungo la galleria di pietra. Man mano che vi addentrate nel cuore della collina, il condotto devia verso l'alto con una rampa di gradini di servizio scavati nella roccia viva, finché la volta sopra di voi non si interrompe. Vi ritrovate in una camera di snodo sotterranea, un ambiente quadrato e asciutto interamente rivestito di blocchi di granito squadrati. Proprio sopra le vostre teste, incassata nel soffitto di pietra, si staglia una massiccia botola di ferro battuto, sormontata da un pesante contrappeso a catena: l'accesso verticale che conduce direttamente al Deposito Tre della Dogana della Città Alta. Skraa si posiziona sotto la botola, allungando le orecchie per ascoltare i rumori provenienti dal piano superiore. Rimane immobile per un intero minuto, tesa, mentre il cristallo rosso del suo bastone pulsa debolmente nell'oscurità. Infine, scivola di lato, facendoti cenno di abbassare la luce della tua scurovisione. Ci siamo, Silyndor. Siamo esattamente sotto il pavimento del deposito principale. sussurra la goblin, la cui voce ha perso ogni traccia di ironia per farsi tesa e guardinga. Di sopra è tutto silenzioso, la ronda del Pugno di Fuoco deve essere passata da poco. Ma sento un debole ronzio nell'aria... il vecchio Zephyr aveva ragione, c'è un allarme arcano sintonizzato sui cardini di questa botola. Se provo a spingere il ferro senza prima isolare la runa di contatto, i soldati sulle torri sapranno che siamo qui prima ancora che io possa poggiare i piedi sul pavimento. Questa volta mi serve che tu usi quegli occhi sacri per indicarmi dove corre il filo della Trama, o rischiamo di far risuonare le campane dell'intera Città Alta.
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Un Futuro Migliore
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleGarok Fireheart , Mezzo Gigante Combattente Sollevo una delle pesanti spade corte appena estratte dalla tela cerata, facendola girare tra le mie dita con una smorfia di disappunto prima di rimetterla a posto. Lance, alabarde, balestre smontate... un intero arsenale da guerra, stipato in casse borchite e protetto dall'umidità con cura quasi militare. Questa non è la robaccia rimediata da un gruppo di contadini disperati; questa è una fornitura programmata da qualcuno che sa come si finanzia una rivolta di sangue. Annuisco cupamente alle parole di Lavelior, incrociando le braccia al petto mentre tengo d'occhio Korsec. Do un rapido cenno d'intesa a Milo e ad Aiembat che escono per sorvegliare il perimetro e seguire le tracce dei fuggiaschi , muoversi d'anticipo è la scelta migliore per evitare brutte sorprese all'arrivo dei soldati. Lavelior ha ragione, Korsec. Questa roba non viene dalle fucine di un villaggio sperduto...dico, la mia voce profonda che risuona grave nel magazzino mentre fisso il nano con freddezza. C'è un esercito intero smontato in queste casse. Spade corte, punte di lancia, balestre... chiunque vi abbia venduto questo carico voleva un massacro, non una protesta per le tasse. Faccio un passo avanti, proiettando la mia mole imponente sul prigioniero rimasto in silenzio. Come detto il figlio del Conte sta arrivando, e quando vedrà questo arsenale, non ci saranno molte domande da fare. Se vuoi salvarti la pelle, ti conviene iniziare a parlare adesso. Chi ha pagato per queste armi? E chi, dentro le mura del castello, vi ha garantito che sarebbero arrivate fin qui senza problemi?
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Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero No padre...dico dopo aver riflettuto a lungo sulle sue parole...stravolgere la legge di successione in questo modo farebbe storcere il naso a molti dando ancora più potere ai miei fratelli... dobbiamo pensare ad altro.
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Vento di Sangue 2 - Topic di Servizio
@Alonewolf87 Per quanto l'idea di cambiare personaggio mi intrigasse non ho avuto nessuna idea ispirata per un nuovo personaggio percio mei terrò quello attuale.
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Gameworld Generico; Confini tra i Territori e Segreti Plots dell'Infido Gamemaster. . .
Dardan ha risposto a Steven Art 74 a un discussione Gameworld Del Gioco in TECHNODUNGEONS AND CYBERDRAGONS@Steven Art 74 si il personaggio è pronto e ho compilato la scheda per quanto possibile Melixia per le peculiarità personali pensavo a queste
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Vento di Sangue 2 - Topic di Servizio
@Alonewolf87 Ci devo pensare , non vorrei lasciare il personaggio , ma la possbilità di crearne un altro mi alletta , entro domani ti faccio sapere.
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong @ DM - Nelle braccia di Selûne Il ritorno alla realtà è un'esplosione improvvisa di aria fredda nei polmoni e di odore di fumo, ma il dolore lancinante al petto è svanito, sostituito dal battito ritmico e luminoso del mio ciondolo d'argento. Sbatto le palpebre, mettendo a fuoco i volti rigati di lacrime dei miei compagni chinati su di me. Quando Chand mi afferra con delicatezza per aiutarmi a tirarmi su, mi appoggio a lui stringendogli brevemente il braccio in segno di profonda gratitudine, per poi scambiare uno sguardo colmo d'affetto con Caelum. Sorrido all'artefice, vedendo le tracce delle sue lacrime sul viso sporco di fuliggine, e gli rispondo a voce bassa ma ferma...la Signora d'Argento non ha ancora finito con me, Caelum. È un bene ritrovarvi tutti interi. Mi raddrizzo del tutto, portando istintivamente le mani a racchiudere il ciondolo tra i palmi per custodire quel briciolo di calore divino che ora pulsa dentro di me. Osservo il fermento dei miliziani intorno al mulino e ricambio il saluto del sergente Panzorit con un cenno solenne del capo... è un onore essere ancora qui a difendere Greenest, Sergente. Fate un buon lavoro con quel perimetro, quegli sciacalli non devono rimetterci piede. Lascio che il guaritore completi le ultime medicazioni su di me senza opporre resistenza, lanciando un'occhiata divertita a Gib che si scansa borbottando. Mi volto infine verso Chand, Kaerith, Caelum e lo gnomo, unendo i pugni sul petto e mormorando che siamo stati lo scudo di questo mulino stanotte, e la Vergine ha guardato giù su di noi. Rimettiamoci in sesto, ragazzi, perché sento che la notte ha ancora molto da chiederci e dobbiamo essere pronti a risponderle.
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Il soffio del Dragomare
La grotta, un tempo soffocata da vapori dolciastri e carica di tensione, trova infine un suo bizzarro equilibrio. Con il Signor Baffi al sicuro sotto il mantello di Aelthara, il gruppo coordina le ultime manovre prima di lasciare l'anfratto. Fritz, incassata con un irriverente saluto militare la reprimenda dell'elfa, mantiene per sé il bottino tascabile di spezie e pergamene alchemiche, accontentandosi di aver attirato l'attenzione sulle casse di ferro di Riverbend e sulla seconda uscita. Eol e Aelthara concordano rapidi sulla strategia: lasciare i lingotti sul posto dopo aver mascherato l'ingresso secondario con rami e frasche, portare con sé Pervinca e qualche campione come prova, per poi fare rapporto al capitano Gorak al Presidio affinché invii una scorta armata. Mentre Godhura si spende a favore dell'intraprendenza del giovane ladro e organizza con precisione la formazione di marcia, Ramo di Larice mette in atto il piano di recupero...raccoglie con cura dal calderone le ultime porzioni di infuso e qualche tralcio di Falce di Nebbia, dosando l'aroma per non stordire le bestiole. Non appena la scia profumata si diffonde nell'aria, i gatti cittadini rimasti , una dozzina tra soriani, felini a macchie e giovani gattini , sollevano le orecchie. Come stregati da un richiamo invisibile, si alzano sui quattro accumulatori di zampa e iniziano a trottare in fila indiana dietro la figura imponente del Goliath. La grande fiera alata solleva un'ultima volta la maestosa testa. Scambia un lungo sguardo d'intesa con Ramo e Aelthara, emette un basso ruggito vibrante che suona quasi come un commiato pacifico, e si acciambella nuovamente nel fondo della cavità, lasciando che il gruppo scorti i piccoli felini all'esterno. Il viaggio di ritorno verso le porte di Riverbend prosegue senza intoppi. La vista di un imponente Goliath seguito da una vera e propria carovana di gatti miagolanti strappa più di uno sguardo incuriosito ai contadini e alle guardie di pattuglia lungo la strada principale. @ Tutti
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TdG - Avventure in DnD 2, la Difesa di Xang
Jane Doe Il silenzio torna a regnare nella caverna mentre la massiccia mole di Kobuki crolla al suolo. La mia spada d'ombra si dissolve in fumo scuro con un freddo brivido, lasciando che la mia mano destra torni libera. Le lamentele dei vivi per le loro ferite mi lasciano del tutto indifferente; il sangue nero e viscoso che continua a colare freddo dalla mia spalla è l'unico promemoria di questo scontro, ma non c'è dolore nel Vuoto, solo necessità. Osservo Gaia e Gale che si prodigano per stabilizzare il gigante. Le rimostranze della guerriera verso Tamamo sono sensate, ma per me l'Oni ha valore solo finché la sua lingua è attaccata alla gola. Lasciate che respiri, ma tenete a mente con cosa abbiamo a che fare dico, la mia voce distorta che risuona piatta e tagliente nell'ampia grotta. Questa creatura rigenera i suoi tessuti a una velocità innaturale ed è caduta solo grazie al fuoco della Kitsune. Appena Gale avrà fermato l'emorragia, assicuratevi che le corde siano strette al punto da spezzargli le articolazioni se tenta di muoversi. E se dovesse provare a pronunciare una sola sillaba arcana per tornare invisibile, tagliategli i tendini prima che finisca l'incantesimo.
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Passaggio verso nord
Il vicolo cieco torna a essere un deposito di ombre silenziose non appena vi mettete in marcia, lasciando i corpi dei due braccianti a terra, ormai lavati dalla pioggerellina gelida del nord. Arkyn, si avvicina all'elfo esiliato mentre Tiburzia lo solleva dal fango. Lo sfiora sul braccio bagnato, canalizzando l'energia della tua fede. Una ventata di calore improvviso e purificatore attraversa le membra dello straniero: la febbre alta che lo faceva tremare svanisce all'istante e i brividi si placano, restituendo un colorito più sano al suo volto pallido. L'elfo spalanca gli occhi, respirando a pieni polmoni e guardandoti con profonda gratitudine mentre riesce finalmente a reggersi in piedi con maggiore stabilità. Tiburzia, sostieni il braccio dello straniero sopra le tue spalle e lo guidi fuori dal passaggio coperto, notando come lo strano ciondolo a forma di artiglio di gufo oscilli sul suo petto. La tua memoria viaggia rapidamente tra le vecchie storie e i culti dimenticati del nord. Riconosci quel simbolo: non è un semplice orpello tribale, ma l'antico feticcio degli Scavatori d'Inverno, un clan elfico della Selva d'Ombra noto per custodire i segreti dei tumuli primordiali e per la sua ferrea opposizione a chiunque violi le profondità della terra. L'elfo, accogliendo il tuo sussurro, infila rapidamente il ciondolo sotto la camicia lacerata per nasconderlo alla vista dei passanti. Godluin, guidi la ritirata facendo strada lungo il perimetro del Distretto dei Cortili. Evitate abilmente l'incrocio principale dove i grossi carri del Sindacato dei Carrettieri rientrano nei recinti attigui e vi dirigete rapidi verso la locanda. La nebbia fredda del Distretto dei Cortili resta fuori dalle spesse mura di pietra non appena spingete il pesante portone di legno della locanda Al Corvo d'Oro. L'impatto con l'interno vi investe con un'ondata di calore aspro, intriso di fumo di torba, idromele speziato e grasso d'arrosto. La pace armata del locale è evidente fin dall'ingresso: due imponenti buttadentro Bugbear, con le braccia conserte e pesanti mazze borchiate alla cintura, vigilano sulla clientela multiculturale, separando con lo sguardo i minatori del Consorzio dai mercanti in arancione del Sindacato. Gli halfling della servitù si muovono agilmente tra i tavoli pesanti di quercia, trasportando boccali e vassoi fumanti. Prendete posto in un tavolo d'angolo, parzialmente protetto dal bagliore del grande focolare centrale e isolato dal grosso della ressa. Sistemate sul tavolo la sacca con le provviste appena acquistate — gli antidoti, il sacchetto di biglie, gli specchietti di metallo, le fiaschette d'olio e le razioni — mentre gli halfling vi servono rapidamente il cibo caldo, un boccale di idromele davanti al fuoco e il liquore forte. L'elfo esiliato siede tra di voi, visibilmente rinvigorito. Il calore purificatore dell'Imposizione delle Mani lo ha liberato dalla febbre alta, restituendo un colorito sano al suo volto pallido e stabilità alle sue membra, mentre le bende pulite imbevute di liquore gli coprono le tumefazioni. Sotto la camicia lacerata, lo straniero nasconde ora il ciondolo di legno a forma di artiglio di gufo, l'antico feticcio degli Scavatori d'Inverno legato ai tumuli primordiali della Selva d'Ombra e alla protezione delle profondità della terra contro i sacrilegi delle miniere. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Il ghigno divertito di Shage e i sussurri taglienti di Erik svaniscono rapidamente nell'aria gelida delle fonderie, sostituiti dal freddo pragmatismo di Akseli. Il piano del mago trova l'immediato e silenzioso assenso di Valerius, che fa un cenno col capo coperto dal cappuccio, mentre Gaius ruota sui perni d'acciaio posizionandosi sul primo gradino della scala di ferro a sinistra, lo scudo sollevato per aprirvi la strada. Rinsaldando le prese sulle armi e imbracciando le lanterne in modo che la luce non filtri direttamente verso il centro della stanza, iniziate la discesa in fila indiana lungo la parete occidentale. Calpestare quei vecchi pioli di ferro arrugginito e privi di ringhiera, sospesi a sei metri dal pavimento inferiore, richiede un'attenzione spasmodica. Lo zolfo e il puzzo di decomposizione dei trogloditi si fanno sempre più forti a ogni metro guadagnato verso il basso. Sotto di voi, muovendosi con una lentezza calcolata tra i vecchi canali di scolo del bronzo, i due Ragni Mostruosi Grandi continuano a pattugliare la zona, del tutto ignari della vostra presenza grazie alla rotta d'ombra che state percorrendo. Man mano che scendete, l'orrore visivo delle fonderie si fa opprimente. I filamenti arancioni di Trasmutazione e Divinazione pendono a pochissimi centimetri dalle vostre teste, vibrando impercettibilmente a ogni vostro respiro pesante o al minimo cigolio delle piastre di Erik. La sensazione di essere osservati da centinaia di occhi invisibili attraverso quel reticolo sensoriale vi gela il sangue, costringendovi a muovervi con una lentezza quasi innaturale. Gaius tocca finalmente il pavimento di pietra inferiore, imitato subito dopo da Erik e Vaulath. Siete riusciti a completare la discesa lungo la scala senza sfiorare le ragnatele e vi trovate ora compatti nell'angolo sud-ovest della stanza, parzialmente protetti dall'ombra delle casse metalliche ribaltate. Davanti a voi si snoda il corridoio di transito sicuro largo tre metri, che corre pulito tra la base della scala e il Pilastro Centrale. Tuttavia, per percorrere questo sentiero e cercare i dischi di bronzo nascosti secoli fa, la vostra linea d'avanguardia è costretta a sfilare a pochissimi metri di distanza dal Ragno Mostruoso Grande, posizionato nell'ombra alla vostra sinistra. La bestia, grossa quanto un cavallo, muove lentamente i cheliceri bagnati di veleno acido nel buio, ancora ignara della vostra presenza, ma la sua vicinanza stringe i tempi della spedizione. Valerius e Akseli chiudono la fila, tenendo le lanterne schermate per non proiettare riflessi dritti sull'aracnide. La discesa a piedi è completata con successo e l'intera spedizione si trova ora al livello inferiore delle fonderie, all'imbocco del passaggio sicuro. Il Ragno Grande è a portata ravvicinata, mentre il Ragno Enorme resta nascosto dietro il pilastro centrale a nord. @ Tutti