Jump to content

Qualche dato sull'andamento della 4e


aza

Recommended Posts

  • Administrators

Come già annunciato su ICV2 il 30 maggio D&D 4E è tornato in tipografia per una seconda ristampa in quanto la prima è stata quasi esaurita dalle sole prenotazioni e dai riordini.

Lo stesso articolo, poi confermato da Mike Mearls, ci informa anche che la prima stampa dei manuali era del 50% superiore a quella della 3.5 (che già era superiore a quella della 3.0).

L'8 agosto sul sito WotC Bill Slavicsek ha affermato che è già partita la terza ristampa, che le avventure H1 e H2 sono in ristampa e che l'accessorio DU1 Halls of the Giant Kings in meno di un mese è scomparso dagli inventari WotC.

Conclude con un: This means that, using the current trends, we’re going to crush our original projections for 4th Edition in 2008!

Link to comment
Share on other sites


  • Replies 31
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

  • Administrators

C'è un diverso modo di contare le ristampe tra noi e gli americani.

1. stampa manuali (first printing)

2. fine maggio, ristampa manuali (second printing)

3. inizio agosto, ristampa manuali (third printing)

In termini italiani 2 ristampe

In termini americani "tre printing"

Link to comment
Share on other sites

Bhe, notizie splendide in quanto, prescindendo dall'oggetto del discorso e dalle preferenze tra le varie edizioni, mette in luce una situazione del settore in crescita... Per me è questo ciò che conta ^^

Ok , questo è sicuramente un fatto positivo , ma vorrei far notare che quantità non significa necessariamente qualità ( del prodotto , di gioco , di mentalità di chi lo compra ) .

Per fare un esempio parallelo con un settore affine come target ai GDR , i fumetti , mi viene in mente quello che sucesse nel 1992 , quando negli USA vi fu una vera e propria bolla di vendite di fumetti , dovuta principalmente alla fuoriuscita dalla Marvel dei più importanti disegnatori di quel momento ( Lee, McFarlane , Portacio , Silvestri , Liefeld , Valentino , Larsen ) che crearono la Image Comics . Il mercato fu invaso da tonnellate di testate dalla qualità infima che generarono una vera e propria bolla speculativa ( si parlava di MILIONI di copie ), pompata ad arte dalla maggior rivista del settore dell'epoca ( Wizard - curioso eh ?:-D )

Poi , dopo 4-5 anni , la bolla scoppiò e quelle tonnellate di carta finirono nei quarter-bins .

Spero che non succeda la stessa cosa , che fra parentesi , adesso che mi viene in mente , accadde nel 2000 , agli albori del d20 system e del OGL , quando tutti si illusero che potevano far soldi mettendo sul mercato delle schifezze ( fra tutte la Fast forward Ent. ) e che generò una ondata di repulsione verso il d20

Io spero che al di là dai numeri , il settore continui ad esistere e a prosperare , e che non veniamo sommersi di robazza .

Link to comment
Share on other sites

Ok , questo è sicuramente un fatto positivo , ma vorrei far notare che quantità non significa necessariamente qualità ( del prodotto , di gioco , di mentalità di chi lo compra )

Ovvio, concordo e certamente considero questa realtà.

Devo però anche ammettere che vi sono situazioni nelle quali le priorità si invertano, e i fatto che la qualità ceda un pò alla quantità non sia meramente cosa negativa.

Vi sono periodi in cui le necessità possono risultare diverse, e una spintarella quantitativa, ad esempio, risulti bisognosa.

Link to comment
Share on other sites

C'è un diverso modo di contare le ristampe tra noi e gli americani.

1. stampa manuali (first printing)

2. fine maggio, ristampa manuali (second printing)

3. inizio agosto, ristampa manuali (third printing)

In termini italiani 2 ristampe

In termini americani "tre printing"

allora c'e` un typo, perche` parli di terza ristampa per l'8 agosto
Link to comment
Share on other sites

Ovvio, concordo e certamente considero questa realtà.

Devo però anche ammettere che vi sono situazioni nelle quali le priorità si invertano, e i fatto che la qualità ceda un pò alla quantità non sia meramente cosa negativa.

Vi sono periodi in cui le necessità possono risultare diverse, e una spintarella quantitativa, ad esempio, risulti bisognosa.

Concordo pienamente . Dove lavoro , la qualità del prodotto ( di cui mi occupo ) non è costante , è soggetta alle variazioni . Quando bisogna fare legna accettiamo anche cose assimilabili allo sterco di vacca essiccato , invece nei momenti di magra mi fanno guardare anche il pelo nell'uovo .

I fornitori però questo lo sanno benissimo , e nei periodi di urgenza "tirano via " e fanno le cose un tanto al cuccio .

Sicuramente , in questo momento di magra generale , sentire che il proprio hobby prospera nonostante la crisi ( e negli USA quando c'è crisi si sente veramente , perchè stiamo parlando di mercato USA , che assorbe tipo il 90 % o più delle vendite WOTC ) fa piacere .

Scusate se sono uscito un attimo dal seminato

Link to comment
Share on other sites

beh anche "Và dove ti porta il cuore" è stato ristampato enne volte ed è tradotto in millemila paesi.....ciò non vuol dire che sia un bel libro ;-)

Concordo con chi ha detto che comunque è positivo per il semplice fatto che il mercato del gdr (almeno D&D) continui a vivere.

Sarebbe interessante capire quali siano i numeri delle vendite in Italia e in altri paesi europei dove si spera esista ancora un senso critico "diverso" da quello statunitense.....i numeri potrebbero essere diversi. Se non lo sono, o addirittura sono , in proporzione col parco utenza, superiori....complimenti alla wotc :-)

Link to comment
Share on other sites

Sarebbe interessante capire quali siano i numeri delle vendite in Italia e in altri paesi europei dove si spera esista ancora un senso critico "diverso" da quello statunitense.....i

Pare che il senso critico sia identico invece, visto che anche in Italia D&D4E sta andando alla grande.

A breve andremo in ristampa (corretta e riveduta) anche noi.

Massimo Bianchini

25 Edition s.r.l./Asterion Press s.r.l.

Link to comment
Share on other sites

Pare che il senso critico sia identico invece, visto che anche in Italia D&D4E sta andando alla grande.

A breve andremo in ristampa (corretta e riveduta) anche noi.

Massimo Bianchini

25 Edition s.r.l./Asterion Press s.r.l.

E di ciò mi dolgo, continuo a sperare (evidentemente pia illusione) che gli italiani abbiano maggior senso critico e intelligenza nel valutare le cose degli statunitensi che vogliamo sempre scimmiottare. Sia chiaro, sono , come detto, felice che le vendite vadano bene, fosse anche solo per il fatto che così il gdr (in questo specifico caso il mio amato D&D) continua a vivere e prosperare. Che a me non piaccia questa edizione non importa, ci sono le altre con cui continuare a giocare e c'è sempre la speranza che la futura 4.5 o 5.0 sia migliore. I gusti sono come le "pelotas" diceva qualcuno...e ognuno ha le sue. :-)

Più che di ristampe, forse mi sono espresso male, parlavo di numeri percentuali. 10.000 copie vendute hanno un valore diverso se messo in relazione con una utenza di 500.000 persone o con una di 5.000.000.

Link to comment
Share on other sites

E di ciò mi dolgo, continuo a sperare (evidentemente pia illusione) che gli italiani abbiano maggior senso critico e intelligenza nel valutare le cose degli statunitensi che vogliamo sempre scimmiottare. Sia chiaro, sono , come detto, felice che le vendite vadano bene, fosse anche solo per il fatto che così il gdr (in questo specifico caso il mio amato D&D) continua a vivere e prosperare. Che a me non piaccia questa edizione non importa, ci sono le altre con cui continuare a giocare e c'è sempre la speranza che la futura 4.5 o 5.0 sia migliore. I gusti sono come le "pelotas" diceva qualcuno...e ognuno ha le sue. :-)

Più che di ristampe, forse mi sono espresso male, parlavo di numeri percentuali. 10.000 copie vendute hanno un valore diverso se messo in relazione con una utenza di 500.000 persone o con una di 5.000.000.

Ma per la dura legge del marketing , Merin , fanno fede le copie assolute .

Contano di più le 10000 copie negli UK che le 100 a S.kitts e Nevis ( 43.000 abitanti ) .

Link to comment
Share on other sites

Ma per la dura legge del marketing , Merin , fanno fede le copie assolute .

Contano di più le 10000 copie negli UK che le 100 a S.kitts e Nevis ( 43.000 abitanti ) .

AHAHAHA....ma dove le hai trovate? :lol:

comunque saranno anche le copie assolute a farla da padrone....ma allora parliamo di numeri di copie vendute e non di ristampe. Per me non ha valore dirmi che si è già alla 4° ristampa di un libro se ogni stampa corrisponde a 50 copie ;-) Allora se la dura legge del marketing dice che è il numero di copie assoluto a contare, servono questi valori, magari rapportati a quelli della 3.0 e 3.5 a suo tempo.

Link to comment
Share on other sites

Concordo con chi ha detto che comunque è positivo per il semplice fatto che il mercato del gdr (almeno D&D) continui a vivere.

QUOTE]

hai detto giusto... non il mercato del gdr, bensi' solo ded.

e di questo mi dispiace, visto che IMHO ci sono giochi anche di gran lunga migliori di ded che non vendono una cicca.....

o giochi come cyberpunk e CoC caduti nel dimenticatoio......

scusate lo sfogo personale però non mi piace tanto questo monopolio di ded nel mondo dei giochi di ruolo......:bye:

Link to comment
Share on other sites

http://it.wikipedia.org/wiki/Saint_Kitts_e_Nevis :-D

Generalmente una tiratura la si fa su una stima degli ordini e del venduto post-prenotazione secondo le indicazioni del reparto marketing .

Se per esempio ci sono stati ordini ( quindi materiale già venduto ) per 10000 copie e la stima delle vendite post-prenotazioni secondo le ricerche effettuate ( è intorno alle 15000 copie , la tiratura sarà un pò superiore a 25000, per avere un pò di polmone in magazzino , tanto si sa che una volta avviata la pressa conviene fare 1000 copie in più che 1000 in meno e dovere riavviare le macchine con i costi di piazzamento fissi che esso comporta .

Se poi il venduto è stato sottostimato per qualsiasi ragione e c'è una risposta notevole , ecco che c'è la necessità di una ristampa . Ma quando si parla di ristampa ( o di edizione , come si vede in libreria ) in breve tempo è indice di successo , IMHO .

Link to comment
Share on other sites

non è un monopolio attento.....

Si sanno vendere meglio, e non gliene puoi fare una colpa, anzi. C'è chi decide come la wotc e la 25th edition di pubblicizzare molto i suoi prodotti e attivarsi affinché il maggiro numero di persone conosca il D&D e altre realtà che non lo fanno. Ognuno fa il proprio lavoro.

EDIT:@Andrea15 ecc ecc: va bene......ma quante sono queste copie? Siamo al solito discorso che fanno in pubblicità "30% in meno di (metti quello che vuoi)" e fine. Si ma rispetto a cosa? paragonato a cosa? Qual è il metro di giudizio?

"Il libro è un successo, siamo alla quarta ristampa" fine. A cosa equivalgono? A quante copie? il numero di copie di stampa sono uguali per tutti? Per tutte le case editrici? per tutti i libri? O forse per Ken Follet si stampano (ad esempio) 100.000 copie e per Roberto Carcadé (nome inventato di autore scarsissimo :-D ) 500 copie?

Non riesco evidentemente ad essere chiaro e di ciò a questo punto mi scuso.

Che senso ha parlare di "successo" editoriale se non mi comunichi QUANTE copie sono state VENDUTE REALMENTE? Non ordinate, non previste, non preventivate e pre-qualcosa. Quante persone, fisicamente, hanno sborsato i soldi di tasca propria e hanno comperato quel libro.

Link to comment
Share on other sites

E di ciò mi dolgo, continuo a sperare (evidentemente pia illusione) che gli italiani abbiano maggior senso critico e intelligenza nel valutare le cose degli statunitensi che vogliamo sempre scimmiottare. Sia chiaro, sono , come detto, felice che le vendite vadano bene, fosse anche solo per il fatto che così il gdr (in questo specifico caso il mio amato D&D) continua a vivere e prosperare. Che a me non piaccia questa edizione non importa, ci sono le altre con cui continuare a giocare e c'è sempre la speranza che la futura 4.5 o 5.0 sia migliore. I gusti sono come le "pelotas" diceva qualcuno...e ognuno ha le sue. :-)

Più che di ristampe, forse mi sono espresso male, parlavo di numeri percentuali. 10.000 copie vendute hanno un valore diverso se messo in relazione con una utenza di 500.000 persone o con una di 5.000.000.

Bella l'assunzione che il tuo senso critico e la tua intelligenza sia il picco massimo raggiungibile dall'umanità e che quindi chi non la pensa come te sia inferiore in questi campi :-p

Link to comment
Share on other sites

Il monopolio è una forma di mercato dove un unico venditore offre un prodotto o un servizio per il quale non esistono sostituti stretti (monopolio naturale) oppure opera in ambito protetto (monopolio legale, protetto da barriere giuridiche). Deriva dal greco μόνος (monos: «solo») e πόλιον (pòlion, da πόλειν — vendere). Gestione esclusiva dei traffici commerciali.

Per ragioni storiche / commerciali D&D è di gran lunga il gioco più diffuso . Ma non opera in regime di monopolio . Le alternative ci sono , eccome , ma bisogna cercarsele .

Link to comment
Share on other sites

D&D occupa a grandi spanne l'80% del mercato complessivo dei GdR, MdT ne detiene il 10% e gli altri GdR messi assieme (con una punta per Warhammer) il restante 10%.

Poi si può dire che D&D dalla prima alla quarta edizione faccia schifo, ma d'altra parte direi che siamo pienamente nell'ambito del "De Gustibus", e del "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace."

Massimo Bianchini

25 Edition s.r.l./Asterion Press s.r.l.

Link to comment
Share on other sites

Bella l'assunzione che il tuo senso critico e la tua intelligenza sia il picco massimo raggiungibile dall'umanità e che quindi chi non la pensa come te sia inferiore in questi campi :-p

no, ma ognuno esprime le proprie opinioni e se per me, purtroppo,gli italiani sono diventati una massa di senza cervello che seguono le mode e scimmiottano gli statunitensi posso dirlo. (sebbene sia un discorso generalizzato, non prettamente riferito al D&D) Se leggi la prima frase della mia firma sai anche il perché ;-)

Alcune volte pecco di non-diplomazia, hai ragione.

EDIT: @Orcus: Max_23 ha fornito dati percentuali sulla diffusione del D&D rispetto ad altri. Sicuramente per ottenere quei risultati gli investimenti fatti, sia in pubblicità che in altri ambiti, è superiore a quelli fatti da altre realtà meno conosciute, ma come dici tu, non per forza di minor qualità. Questo però non è monopolio da parte loro, è legge di libero mercato. Io investo soldi ed energie per ottenere che il mio prodotto venga conosciuto il più possibile ed apprezato, nonché ovviamente acquistato. :-)

Link to comment
Share on other sites

Guest
This topic is now closed to further replies.
×
×
  • Create New...