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Le guerre degli altri

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Aretha d'Arbaud

Non so perché, ma sento montare dentro di me una rabbia che faccio fatica a comprendere. Forse è il modo in cui quella ragazza si è comportata con Aidan, come se fosse un giocattolo di sua proprietà. O forse è il fatto che abbia potuto farlo senza che nessuno osasse impedirglielo. Lei può dire quello che vuole, fare quello che vuole, imporre la propria volontà agli altri e andarsene come se niente fosse.

E io? Io devo stare attenta a ogni parola, a ogni gesto, a non contraddire nessuno, a non attirare attenzioni indesiderate. Mi hanno insegnato che l'obbedienza è una virtù, che servire è un privilegio, che la disciplina ci rende migliori. Eppure, mentre ripenso al sorriso di quella danzasangue e al modo in cui ha umiliato Aidan, mi accorgo di provare qualcosa di molto simile all'invidia.

È un pensiero sconveniente. Lo ricaccio indietro, senza riuscire a liberarmene del tutto.

"Io non sarò schiava di nessuno."

La mia voce esce più ferma di quanto mi aspettassi. Sollevo gli occhi verso le altre, poi li rivolgo ad Aidan, cercando di non lasciarmi intimidire dalla sua nobiltà o da tutto ciò che sembra sapere e che ancora non ci ha raccontato.

"Se per dimostrare il nostro valore dobbiamo affrontare una prova, allora la affronteremo. Ma non permetterò a nessuno di decidere cosa dovremo diventare in cambio."

Stringo appena le mani, sentendo le unghie premere contro i palmi. Non so cosa ci aspetti sotto questa Cittadella, né cosa voglia davvero Amara Normante. Non so nemmeno se le mie parole siano coraggiose o soltanto ingenue.

Ma so cosa significa appartenere a qualcuno senza averlo scelto. E non ho intenzione di ripetere quell'esperienza.

"Noi siamo migliori di così", aggiungo, guardando le mie compagne. "Non siamo pedine da muovere a piacimento, né giocattoli da esibire quando fa comodo. Se vogliono il nostro aiuto, dovranno imparare a chiedercelo."

"... la prossima volta. Per non avere problemi, credo che effettivamente dovremmo prendere questi cocci. Ci piegheremo."

"Una volta."

offgame

Scusate il ritardo, siete velocissimiii

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Immagini pubblicate

Ren l'orfana

Mentre Aidan continua con le sue spiegazioni sulle cose dette da Amara colgo lo sguardo di Viktoria su di me e lo ricambio con una faccia interrogativa. Ha una domanda stampata in viso.

Lei sembra ignorarlo, probabilmente è stata solo un'impressione, e si avvicina al Danzaombre per porre le sue domande. Domande che sono le stesse che stavo per fargli io.

Verrebbe da pensare che siamo una bella squadra, in realtà, credo che chiunque assista ad una scena del genere sia quantomeno curioso di cosa Lady Normante voglia da noi. Di sicuro siamo un gruppo diverso dalle solite fazioni monocromatiche che tutti sembrano prediligere. Qualcuno direbbe che siamo ben assortite...

Quali siano le qualità apprezzate del Danzaombre, considerato il suo lignaggio, è abbastanza evidente, oltretutto l'appellativo "giocattolo" non lascia alcun dubbio.

Per noi invece sembra sia stata stabilita una prova diversa, a detta di Aidan una prova per cadetti forti.

Che una cadetta ci imponga una prova arbitraria è qualcosa che di solito troverebbe come risposta da parte mia un bel pugno in faccia, tuttavia il fatto che il giovane di Gris ci dica che riuscire nell'impresa comporta l'accettazione da parte di una delle migliori cadette dell'intera accademia, considerata addirittura un talento, è un qualcosa che mi interessa personalmente. Il mio interesse di sicuro non è compiacerla ma provare la mia forza per raggiungere l'obiettivo che mi sono prefissata.

Devo essere forte per eliminarli tutti e lei conosce il nostro retaggio meglio di me. "Sarò io ad usare lei!"

Modificato da Rafghost2

  • Autore

Cittadella di Mont Aurelie - Loggia dei Blasoni

Aidan-de-Gris.png

"E io vi aiuterò, lady d'Arbaud."

"Qualsiasi cosa si stia profilando all'orizzonte, come vi ho detto, unendo le forze avremo maggiori probabilità di successo."

Il giovane danzaombre si inginocchia ai piedi della statua mutilata del Caduto, raccoglie delle piccole pietre e piazza la prima davanti a voi. Ci tiene il dito indice puntato sopra mentre parla.

"Si dice che sotto il pozzo di Leontine vi fosse un lago sotterraneo: i cocci devono trovarsi ancora lì. Ne basterà anche solo uno per convincere Amara che potete essergli utili. Il pozzo è stato murato secoli fa ma ci sono altre strade per scendere lì sotto."

"Noi novizi le conosciamo perché alcuni di noi si dedicano al contrabbando o hanno necessità di.. uscire"

Guarda brevemente Magda, poi piazza altri due sassolini, piuttosto distanti fra di loro.

"Una entrata so che si trova nei bagni dei Custodi: è in una zona vietata a noi novizi. Come lo sappiamo? Lì ci sono degli scarichi che si intasano facilmente. Per infrazioni minori ci chiudono lì dentro per ore, per farci pulire i loro cessi. I contrabbandieri si fanno mettere in punizione di proposito per questo"

Punta il terzo sassolino.

"Le Vedove. Questo è il passaggio più difficile. Ogni vedova ha un piccolo canale di scolo che confluisce nella cloaca massima, il canale principale che porta ovunque lì sotto. La città bassa, le segrete dell'Ordine, il lago sotterraneo di Leontine e all'Argent. Ma finire in una vedova è fuori discussione, lì dentro ci puoi morire. Inoltre il varco è piccolissimo. Lo puoi usare solo con i doni giusti e, che io sappia, solo una persona è entrata ed uscita dal buco di una vedova senza restarci: un tessisorte fuori di testa a cui non affiderei nemmeno il peggiore dei miei cani da caccia"

Fa una pausa e vi guarda: evidentemente nessuna di voi ha mai avuto cani da caccia.

"Sì, insomma", riprende, "ci siamo capiti, non potete fidarvi di lui."

I sassolini rimanenti li butta alla rinfusa.

"Ci sono altri passaggi, i Celartigli ne conoscono molti e dicono che ti possono portare praticamente ovunque. Alcuni di loro scalano le mura di notte, ma altri passano per le fogne, raggiungono l'Argent e poi i boschi attorno al monastero per cacciare e poi tornano prima dell'alba. I più deboli di noi muoiono di fame e a volte le mezze-bestie ci portano della carne, ma i loro segreti se li tengono stretti."

"Non basta avere una porta per entrare ed uscire. Dovete avere una mappa o qualcuno che conosca i passaggi lì sotto, o vi perderete. E poi, a meno che non siate in grado di vedere al buio, dovete portare la vostra luce e possibilmente attrezzatura che può tornarvi utile"

Incrocia le braccia è guarda i sassolini. Scuote la testa sconsolato.

"Lo so, è un bel casino."

"Per questo è così difficile entrare nel cerchio di lady Normante."

Modificato da Mezzanotte

Aretha d'Arbaud

Ascolto attentamente la spiegazione di Aidan, seguendo con lo sguardo i sassolini che dispone sul pavimento. Tre possibilità, nessuna particolarmente invitante. I bagni dei Custodi mi sembrano l'opzione più ragionevole, con dei ma.

"Be', l'idea del contrabbando mi sembra la più plausibile." Mi chino appena per osservare meglio la disposizione delle pietre, senza toccarle. E senza toccare Aidan, di cui evito lo sguardo.

"C'è soltanto un problemino. Se tutti sanno che i contrabbandieri sfruttano le punizioni per passare da lì, non è più un segreto. E se non è un segreto, qualcuno potrebbe aver pensato a come impedire loro di farlo. O peggio, potrebbe aspettarsi che qualcuno ci provi."

Mi raddrizzo, incrociando le mani davanti a me. Non mi piace l'idea di entrare in un luogo proibito, ma mi piace ancora meno quella di finire intrappolata in una cloaca o di affidare la mia vita a un passaggio che nessuno conosce abbastanza bene da garantirci una via d'uscita.

Poi mi volto verso Magda.

"Magda, perdonami la presunzione e la discriminazione, ma posso chiederti una cosa?"

Esito per un istante, cercando di formulare la domanda nel modo meno offensivo possibile. Non sono certa di riuscirci.

"Qualcuno dei tuoi compagni di colore potrebbe sapere qualcosa di questi percorsi? Magari potrebbero indicarci una strada meno ovvia, o almeno dirci quali evitare."

"Preferirei non dover scegliere fra essere scoperte dai Custodi e morire soffocate nelle fogne. Se possibile, vorrei evitare entrambe le cose."

  • Autore

Cittadella di Mont Aurelie - Loggia dei Blasoni

Aidan-de-Gris.png

"è un segreto ben custodito dai novizi. Il contrabbando aiuta molti di noi a sopravvivere all'addestramento. I Custodi umani non sanno niente o immagino vengano corrotti, altrimenti quella via non sarebbe ancora aperta, lady d'Arbaud."

"Comunque corteggiare i celartigli mi sembra una buona idea, visto che abbiamo nel gruppo lady Altgraf."

Ren l'orfana

Siamo in fase di valutazione, non è più ora di tacere. Ogni idea può, nel peggiore dei casi, darci un'opzione da scartare se non generarne di nuove nella testa di qualcuno. Ecco dove una squadra variegata brilla di più.

"Penso che converrete tutte con me che le "Vedove" non sono una scelta. Se anche qualcuna avesse un dono idoneo si ritroverebbe sola."
"Concordo sul fatto che Magda possa fare un salto al canile e chiedere almeno qualche informazione. Ogni minimo indizio potrebbe tornarci comodo."

"Ma c'è un'altra di noi che potrebbe raccogliere informazioni." stavolta è il mio sguardo a posarsi su Viktoria. Attendo che se ne renda conto ammirando poi la sua faccia a quell'affermazione: "Già proprio tu, fortunella. Potresti andare dal tuo folle amichetto che è passato dalle Vedove e chiedergli, almeno, cosa ci aspetta lì sotto, così possiamo quantomeno prepararci ad affrontarlo."

"Per l'ingresso possiamo tenere il bagno dei Custodi come piano B, se Magda non dovesse riuscire a strappare un aiuto dagli altri Celartigli."

A questo punto il mio tono si congela e mi rivolgo all'intruso del gruppo, anche se le sue informazioni sono molto preziose:

"Procurarsi quegli oggetti è molto difficile e dove diavolo dovremmo trovarla una mappa? Inoltre non credo sia saggio andare disarmate, ma mettere le mani su qualche arma è praticamente un suicidio. Maestro Mael potrebbe spezzarci i polsi se ci becca. A quel punto le Vedove saranno l'ultimo dei nostri problemi..."

Magda di Altgraf

Nessuna delle prove mi alletta. Non ho ancora scoperto i poteri del Mio retaggio e da buona Altgraf non sono propensa a strisciare in cunicoli o immergermi nelle fogne. Se voglio qualcosa sono abituata a prendermela con prepotenza. Inoltre la sola idea di farmi punire...di proposito per di più... è proprio inaudita.

Gli Altgraf non subiscono punizioni...

Gli Altgraf non si umiliano.

Però...non mi sono mai confrontata con gli altri Celartigli...ero troppo spaesata ed il caso ha voluto che legassi subito con Aretha, poi Ren si è ficcata in mezzo e Viktoria mi ha tirato fuori dai guai comparendo dal nulla con le sue allucinanti capacità.

Non mi sono avvicinata ai Celartigli,, ne loro si sono avvicinati a me.

Forse è ora che faccia io quel passo.

Passo che in realtà m ha sempre spaventato per il timore di vedere nel riflesso degli occhi dei miei simili...lo stesso mostro che celo nel mio cuore.

Per un attimo la mia solita spavalderia cede il posto alla titubanza

V...va bene.dico per un attimo incespicando.

Poi riprendo più decisa.

Se i Celartigli conoscono una via...faremo in modo di ottenere anche noi quell'informazione.

Viktoria Eisengheld

Ascolto le varie opzioni elencate dal nobile di Gris. La cosa che più mi tocca però è la speranza di Aretha, per i nobili il potere sugli altri è come una droga, dagli un assaggio e si sentiranno in dovere di pretendere di più. Ma, d'altro canto, assecondare i capricci di quella stronza altezzosa di Morgante, ci porta più vicino a lei ed essere vicini è il primo passaggio per sferrare una pugnalata alle spalle.

Penso di aver capito chi sia il matto in questione tra i tessisorte. Posso provare a sentire la sua versione, anche se non fosse una via praticabile, potrebbe aiutarci a stendere una mappa di quei sotterranei. Essendo l'unico che passa dalle vedove, magari è a conoscenza di sentieri che gli altri non prendono in considerazione nemmeno quando sono già la sotto.

Indosso un espressione quasi di sufficienza, il volume della voce che si fa impercettibilmente più acuto. Beh, a me non piace stare con le mani in mano. Raccogliamo informazioni e poi ci ritroviamo per confrontarle e provare a stendere noi, una mappa generica di quelle gallerie. Quando avremo un idea di ciò che ci aspetta, decideremo che accesso scegliere e creeremo l'occasione giusta.

Mi volto quasi di scatto e mi allontano dalla sala dei blasoni lasciando le altre indietro. Solo quando le ho tutte alle mie spalle, il mio viso assume i toni di una tensione interna, di un conflitto a cui sto cercando di resistere ma anche di un sollievo, ad uscire da quella loggia, dove gli stemmi alle pareti, mi facevano sentire giudicata a prescindere.

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