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Le guerre degli altri

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Aidan-de-Gris.png

Aretha

"Come la mia orgogliosa signora comanda"

Aidan porta la lama di legno alla fronte e poi di nuovo in posizione di guardia in segno di cavalleresco rispetto.

"Non mi risparmierò"

Ren

"Ei! Sono io il tuo avversario! Smettila di guardare quel bel manichino come se te lo volessi portare a letto e concentrati su di me, puttana" dice il verde grande e grosso piazzandosi fra te e Aretha e Aidan.

Sai che molti ti odiano, eppure quella parola ti colpisce come un maglio.

Non te lo meriti quel disprezzo.

Gli Oscuri hanno distrutto molte vite e anche la tua.

Non hai scelto tu di divenire quello che sei.

Magda

cercaselva.png

"Tu menti!"

il Killgren sembra fuori di sé. Ti carica a testa bassa come un toro infuriato.

Capisci subito che il giovane cercaselva manca di tecnica e del perfido modo di battersi proprio dei nobili astuti e degli assassini consumati.

è tutto cuore e passione.

Non che la cosa lo renda meno pericoloso per te, in questo momento.

Qualcuno deve aver dato ufficialmente il via agli scontri perché attorno a voi si scatenano i colpi secchi delle spade di legno che cozzano fra di loro.

Aretha non si fida di Aidan e per Ren e Magda questo allenamento potrebbe terminare con qualcosa di peggio di un naso sanguinante e qualche livido.

Tutti

Gli scontri contro avversari impegnativi in Vileborn prendono la forma di Sfide.

Nelle Sfide i giocatori propongono Prove e devono raggiungere un certo numero di successi per vincere.

Una Sfida prende una forma del genere (vi faccio vedere un esempio ma considerate che al tavolo il master non dovrebbe mostrare nulla di tutto questo ai giocatori: ogni cosa si svolge in maniera puramente narrativa con i PG che dovrebbero, avvalendosi di intuito e conoscenze, cercare di scoprire e sfruttare eventuali debolezze dell'avversario).

Aidan de Gris

1 - |2| - 3

difficoltà

IMPETO 2 VOLONTÀ 0 ASCENDENTE 1 RAGIONE 0 PRECISIONE 0 SOTTERFUGIO 0

questa qui sopra è una sfida con una progressione di 3 per battere Aidan. 3 sono i successi necessari per sconfiggerlo; tecnicamente non sono i suoi punti ferita anche se chi vince la sfida potrebbe, chessò, stabilire di uccidere l'avversario, se vuole.

Per ottenere successi i pg propongono Prove con le regole che già conoscete.

Le prove che i pg propongono non devono essere necessariamente attacchi convenzionali, ad esempio potrebbero parlare per confondere o far abbassare la guardia all'avversario, eseguire un colpo basso (sotterfugio) ecc, ecc, (molto viene lasciato alla vostra interpretazione).

Noterete che ho segnato il secondo successo in modo speciale. Ecco, quello è un Innesco. Vuol dire che Aidan farà o succederà qualcosa di speciale quando un pg segnerà quel successo.

Difficoltà

questa sezione della sfida rappresenta i punti di forza dell'avversario.

Fondamentalmente i valori degli approcci in difficoltà alzano ulteriormente la difficoltà dei tiri.

Queste informazioni servono più che altro al master comunque.

Oltre a questo ogni avversario/sfida può avere regole speciali.

Scontri contro Oscuri

gli scontri contro gli oscuri sono sfide particolarmente impegnative per i vileborn. Ogni volta che un pg esegue una prova contro questa speciale categoria di avversari il master lancia anche un dado oscurità per verificare se si verificano effetti speciali.

D'altro canto i vileborn sono addestrati ad affrontare gli oscuri anche se non è detto che tutti i pg siano stati attenti durante la formazione.

Pertanto durante una sfida con gli oscuri:

*i pg vileborn possono fare domande sugli oscuri al master.

*se il master giudica l'informazione come sapere comune in seno all'Ordine la fornisce ai pg.

*se giudica che l'informazione debba essere frutto di studio e pratica il master può imporre al pg una Prova di Ragione (di solito difficoltà 5, ma può essere più alta se l'oscuro è raro o l'informazione richiesta è più specialistica) per accedervi. Questa prova può essere conteggiata (a discrezione del master) fra quelle necessarie per superare la sfida.

Bene, direi che è tutto. Le schede delle sfide di Magda e Ren le tengo nascoste.

Dato che siete vicine e il combattimento è una specie di maxi rissa, se volete potete aiutarvi a vicenda usando le regole delle prove fra vileborn (assistere ecc..

Scegliete i vostri Approcci e narrateli, signori. E sceglieteli bene. Le difficoltà le scoprite solo dopo aver saggiato le reazioni dei vostri avversari.

Modificato da Mezzanotte

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Immagini pubblicate

Magda di Altgraf

Nel pronunciare ad alta voce per la prima volta le accuse di ciò che ho subito. Nel riportare nel presente gli avvenimenti che hanno distrutto la mia vita ed ogni speranza per il futuro, sento un fuoco alimentato da rabbia, vergogna, frustrazione, perdita, rassegnazione e odio che mi arde dentro consumando ogni traccia di autocontrollo che ho dimostrato fin da quando sono entrata a Mont Aurelie.

Se il giovane Killgren avesse creduto alle mie parole forse avrei potuto perdonarglie di essere il fratello del porco che si è preso, portandosi all' inferno la mia umanità.

Ma non mi crede.

Crede al ricordo che possiede del porco.

Pagherà anche per lui.

Mi carica come un toro, le mie affermazioni, di una verità bruciante lo hanno mandato su tutte le furie.

Carico la spada di legno con entrambe le mani. Non lo temo sono forte come un lupo io.

Mentre mi carica sferro un colpo diretto, brutale nella direzione opposta alla sua spinta diretta contro il suo cranio con l'intento di sfondarlo. Non mi importa se lo uccido... oramai ben poco ha importanza, se non sfogare il fuoco che mi divora.

NON DARMI DELLA BUGIARDA! SONO UNA ALTGRAF!

gli grido mentre sferro il colpo con tutta la forza che ho.

Meccaniche

Impeto+ Arrogante 2d10= 3 e 9

Ren l'orfana

Una leggera contrazione di fastidio mi attraversa il viso e stringo gli occhi facendoli diventare due falci affilate mentre fisso il mio avversario.

"Brutto odioso! Non sai contro chi ti sei messo." penso di primo acchito ma poi, prima di scattare per spaccargli la faccia a bastonate, decido di resistere alla tentazione e provare ad attuare altre strategie, come suggerito dal Maestro Mael.

Alzo le spalle con un gesto di noncuranza e cambio espressione in un viso dispiaciuto e offeso:

"Oh, ma che linguaggio forbito! Non sarò una nobile ma sono pur sempre una ragazza, non ti pare di essere un po' scortese?" inizio cercando di farlo sentire un po' in colpa.

"E poi guardati, tu sei grande e grosso, mentre io sono solo una ragazza, come posso tenerti testa? Non è uno scontro equo. Però se magari fossi così gentile da andarci piano con me, potrei... esserti riconoscente, molto riconoscente." continuo sfoggiando un'espressione seducente, mordendomi leggermente il labbro inferiore e provando a far risaltare le curve del corpo nella posa marziale che ho assunto.

"Sarò anche una vile disprezzata, ma i maschietti sono sempre sensibili al fascino di un corpo femminile con le curve al punto giusto, speriamo solo che non gli piacciano le "mazze"." so di essere attraente e cerco di sfruttarlo a mio vantaggio. Esaltare la mia femminilità e promettere favori sessuali dovrebbe quantomeno farlo sentire più sicuro della vittoria e farlo diventare meno attento, vista anche la differenza di stazza, e spostare i suoi pensieri a qualcosa di più lussurioso che picchiarmi con quella dura spada di legno.

Se sono fortunata potrebbe persino iniziare a pensare con lo "spadino" che ha in mezzo alle gambe sottovalutandomi del tutto, vedendomi non più come la sua avversaria, ma proprio come la puttana che ha citato pocanzi.

"Sarebbe il tuo secondo errore!"

Meccaniche

PROVA 1: Ascendente (d8) + seducente + resistente (inteso come resistente agli insulti e alle provocazioni, non so se ci può stare, forse è un po' tirato, in caso scarta il terzo tiro.)

Risultati: 8, 2, 5 (in questo ordine, in caso il 5 si scarta)

Aretha d'Arbaud

Ricambio il gesto con un piccolo inchino del capo, stringendo la spada di legno con entrambe le mani.

"Non mi aspetterei niente di meno."

Non appena il combattimento comincia, mi rifugio dietro la colonna più vicina. Non è esattamente una manovra cavalleresca, ma non ricordo che il maestro abbia vietato di usare l'architettura a proprio vantaggio.

Mi sporgo appena, quel tanto che basta per controllare dove si trovi Aidan, poi torno a nascondermi. Aspetto qualche istante, cercando di fargli credere che abbia intenzione di restare al riparo per tutta la durata dell'incontro. Me la rido di tutto gusto, la mia risata che echeggia per la sala.

Poi scatto fuori all'improvviso, sollevando la spada in un attacco che mira a coglierlo di sorpresa, il volto contratto in un urlo.

Non ho idea se funzionerà. Ma se il maestro ha appena spiegato che la vera arma è la testa, mi sembra ragionevole cominciare a usarla.

Tiro

Approccio: Sotterfugio + Terrrorizzare. Non so se terrorizzare si applica, specie su un sanguevile della mia stirpe, sarebbe il secondo risultato.

Timestamp: 15/10/2026, 21:35:01

Dice: 2 x D8

Results: D8: 4, D8: 6

Modificato da SNESferatu

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Magda di Altgraf

Assesti un gran colpo alla testa del cercaselva, tanto forte che pensi di avergliela spaccata. Il Killgren cade a terra. Annaspa, ma cerca di rimettersi subito in piedi. Tutto un lato della testa è coperto di sangue ora. Sei impressionata perché, nonostante state usando delle spade di legno da addestramento, queste sono tutt'altro che innocue. Hai visto novizi feriti gravemente durante le esercitazioni e nessuno dei loro avversari stava cercando veramente di ucciderli.

Potresti provare quasi pietà per il cercaselva. Non ha per niente la stoffa dell'assassino. Deve essere stupido a volerti affrontare così, a viso aperto, sapendo quello che hai fatto a suo fratello e che hai abbattuto addirittura un troll.

Sì, stupido, o incredibilmente coraggioso.

Ren l'Orfana

il tuo avversario è un vero pollo. Pensa che tu sia una di quelle contadine affamate che servono nelle taverne della città bassa; quelle a cui puoi infilare una mano nelle mutande per pochi spicci e una zuppa calda. Abbindolato dalle tue sfacciate moine abbassa l'arma e si avvicina.

Tu gli spacchi il naso.

Sputa qualche dente e impreca contro la viscida slealtà delle femmine cercando di tamponare il sangue con una mano.

"Giuro che ti strappo la mandibola e ti piscio in gola, stronza!"

Aretha d'Arbaud

Aidan è alquanto sconcertato dal tuo comportamento, ma se non altro lo sorprendi e gli assesti un colpo al braccio.

Non troppo forte. Forse ti trattieni, anche se è più probabile tu non sia una gran schermitrice.

Con una certa soddisfazione lo osservi mentre si massaggia il braccio ora dolente.

"Devo imparare a non sottovalutarti, signora d'Arbaud", ammette a malincuore.

"Ti avverto però: un trucco del genere con me non funzionerà due volte"

Gli credi.

Sembra piuttosto intelligente.

Magda di Altgraf

Lo vedo, annaspare, mentre la polvere e lo sporco si appiccica al sangue che fuoriesce copioso dalla testa.

Ha coraggio a rialzarsi dopo un simile colpo, ma...

Non posso tollerare che qualcuno mantenga un bel ricordo del Killgren che mi ha seviziata e rovinato la vita.

Mentre arranca per rialzarsi scatto sul suo lato e con un movimento preciso avvalendomi della mia posizione d superiorità,infilo la lama di legno tra le sue gambe scoordinate, alzandola di scatto per fargli perdere l'equilibrio e ripiombare a faccia avanti nella polvere del cortile.

Tuo fratello mi soffocava , mentre mi ...! Torna nella polvere Killgren maledetto.

La mia voce freme e dai miei occhi sgorgano lacrime che non riesco a trattenere. Il dolore che esplode nel petto nel riportare alla luce quei ricordi è troppo grande per essere contenuto.

Precisione+arrogante 6 e 4

Ren l'orfana

L'omaccione, convinto di avere a che fare con una stupida puttanella da due soldi, si avvicina indifeso con un ghigno lussurioso sulla faccia. Sciolgo la posizione di guardia aspettando che mi arrivi a tiro continuando a sorridergli provocante e, quando finalmente è proprio di fronte a me, mi sporgo come a volerlo baciare ma gli rifilo una testata in pieno viso. "Che stupido idiota! Basta un sorrisino e la promessa di una scopata e non capisce più nulla."

Un fiotto di sangue sgorga dal naso rotto e sputa pure qualche dente mentre imprecando barcolla leggermente all'indietro minacciandomi.

Con un sorrisetto innocente lo guardo mentre con l'indice della mano destra gli faccio cenno di no: "No, no, no... non va bene così, ti pare? Forse la lezione non ti è ancora bastata?".

Raccolgo una goccia del suo sangue che mi è schizzato sul viso e la lecco con gusto per intimidirlo. "Odio questo sapore ma lui non lo sa. Sapendo che sono una Cantasangue potrebbe persino pensare che voglia sbranarlo. Meglio per me!"

Estraggo la spada e la impugno a due mani, anche se è un po' piccola rispetto alle katane con cui mi allenava mio padre, portandola al fianco destro, nella tipica posa di guardia dei samurai e avanzo decisa verso il cadetto vestito di verde, grosso come un armadio, fissandolo dritto in volto.
Sposto gli occhi appena a guardare la sua spalla destra per poi riportarli al suo viso, ma assicurandomi che se ne accorga, cosicché pensi che voglia colpirlo in quel punto. La sua vista è ancora appannata dalle lacrime che sgorgano involontarie a causa della frattura nasale.

All'ultimo secondo mi abbasso piegandomi sulle gambe e scarto verso destra mirando dritta all'interno del ginocchio sinistro.
È una tecnica che ho imparato a mie spese sopravvivendo per strada quando, dopo aver rubato del cibo, venivo inseguita negli stretti vicoli dei bassifondi. Alle volte mi ritrovavo spalle a muro in un vicolo cieco o presa in mezzo fra due inseguitori e questa tecnica mi ha consentito di salvare la pelle in più di un'occasione.

Meccaniche

PROVA 2: Sotterfugio (d8) + coraggiosa + sopravvivenza (inteso come sfruttare le tecniche apprese per sopravvivere in strada)

Risultati: 3, 7, 5

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Ren l'Orfana

crack

legno contro osso. Gamba che si piega. Ginocchio che si rompe.

è pesante. Annaspa inutilmente agitando le braccia mentre lotta per mantenere l'equilibrio. Poi crolla a terra faccia nella polvere quasi al rallentatore, come un albero abbattuto dall'ascia di un abile boscaiolo.

Si rigira con difficoltà sulla schiena, imprecando tutti e tutto, il volto una maschera di sangue.

Per alcuni interminabili secondi resta in silenzio, la pancia voluminosa stretta nella divisa verde che si alza e si abbassa seguendo il raspare del suo respiro difficoltoso, mentre tu gli giri senza fretta attorno, l'arma pronta per il colpo di grazia.

"Ora finisci il tuo lavoro, sanguevile. Sono l'ultimo della mia famiglia"

le sue labbra spaccate si muovono, e per una volta non vomitano insulti. Gli occhi, piccoli e porcini, guardano verso l'alto fissi su un punto oltre di te, perso nel quadrato di cielo grigio e smorto del cortile d'addestramento.

Attorno i duelli continuano furiosi e nessuno bada a voi.

Più l'Ordine ha fame di soldati, più l'addestramento diviene breve e pericoloso. Gli incidenti fatali durante gli allenamenti capitano con allarmante frequenza.

Puoi prendere la sua vita, se vuoi.

Magda di Altgraf

lo butti di nuovo giù aiutandoti anche con una presa e una spinta.

Lui abbandona la spada nella polvere. Striscia fino ad una delle colonne contorte piene di mostri e stupri e si solleva a sedere, schiena contro la pietra, puntellandosi con le braccia.

Si pulisce le labbra dalla terra con il dorso della mano.

"Dimmi, prima che tu lo macellassi come un animale, ti ha fatto godere? Se sei così grande e forte da abbattere un troll, celartigli", c'è del beffardo sarcasmo nella sua voce, "che poteva farti mio fratello che tu non volessi?"

Le dita con cui lo hai afferrato ti pizzicano, perciò le osservi.

Nel tuo palmo trovi pezzi di corteccia, piccole foglie.

E i suoi occhi sono diventati neri.

@Monkey77

Hai segnato un successo con Complicazione.

Segno Rabbia sulla tua scheda.

Modificato da Mezzanotte

Aretha d'Arbaud

Accenno un piccolo inchino, tenendo la spada di legno stretta al petto.

"Ti ringrazio per la cortesia, Aidan. E per la generosità dei complimenti."

Gli rivolgo un sorriso innocente, quasi contrito.

"Devo ammettere che è stata una bassezza. Ma temo di doverti avvertire che ne seguirà un'altra."

Non gli lascio il tempo di rispondere. In guerra, tutto è permesso, e per quanto sia stato cordiale, non ho abbastanza emozioni da concedergli. Mi lancio in avanti con tutta la poca grazia e la poca tecnica che possiedo, mirando dritta al plesso solare. Non è un attacco elegante, né particolarmente raffinato, ma spero che la sorpresa e il peso del mio piccolo corpo bastino a togliergli momentaneamente il respiro.

In fondo, non gli ho promesso di combattere bene. Gli ho promesso di combattere ad armi pari. E la slealtà è la mia arma.

E non ricordo che il maestro abbia detto qualcosa a proposito della buona educazione.

Tiri

Approccio: Impeto + Insensibile

Timestamp: 16/10/2026, 21:19:45

Dice: 2 x D6

Results: D6: 6, D6: 6

Oh. Non credo che mi sarà molto d'aiuto il fatto che fossero dei d6, ma nel mio piccolo un po' di fortuna esiste...

Magda di Altgraf

NON SONO SEMPRE STATA UN MOSTRO! Grido isterica

Ero una semplice ragazza con l'unico crimine di essere venuta al mondo, portando via a mio padre la compagna di una vita!

Ero una semplice ragazza... Finché tuo fratello non ha risvegliato la bestia!

Avrei ancora una vita normale...se non mi avesse fatto tutto quello... tutto quello... Non puoi nemmeno immaginare ciò che mi ha fatto.

Ho subito, subito, subito finché non ne potevo più,... e il pensiero di dover passare altre notti così quasi non mi uccideva più del dolore.

La rabbia per dover subire tutto questo ha preso il sopravvento...non agnello divorato dal porco

Ma lupo che si è divorato il porco.

Un mostro.

Un mostro come te ,pelle di legno.

Il giovane Killgren sta trasfigurando, non si potrebbero usare i propri poteri hanno detto, potrei farlo notare agli istruttori affinché lo blocchino o gli diano una punizione...ma sono troppo infuriata dalle sue parole, dai ricordi che riaprono ferite interiori mai sanate.

Assalto con la spada di legno, forse un altro approccio sarebbe stato più indicato, visto che sta acquisendo resistenza attingendo dal potere della natura, ma il sangue mi dà alla testa, e non riesco a pensare ad altro che rompergli i denti per zittire il Killgren che non vuole proprio aprire gli occhi.

@ Mezzanotte Meccaniche

Impeto+Arrogante 9 e 2.

So che rabbia non fa usare i legami, qui l'ho interpretato anche nella scelta della strategia quando magari sarebbe stato più saggio optare per altro, visto che immagino la difficoltà aumenti in impeto. Per fortuna i dadi mi sono stati favorevoli. Anche se non ho idea di quanto sia cambiata la difficoltà.

Ren l'orfana

Giro attorno al mio avversario ormai inerme, la spada pronta a colpire già in posizione. Lo vedo rigirarsi a fatica con la faccia come una maschera di sangue e terriccio e il ginocchio sinistro in una posizione innaturale.

Attendo l'inevitabile sequela di insulti... ma non arriva. Sa di essere sconfitto. Sa che la sua vita è nelle mie mani. Le mani di qualcuno che ha insultato e disprezzato. Sembra pronto a morire.

"Sono una straniera... sono un'orfana... e sono una Vile." elenco con voce decisa, quasi a decretare una sentenza. "Voi... TUTTI voi, mi disprezzate per questo. Ma non l'ho deciso io!" il tono si alza, uno sfogo verso l'unica persona che non può evitare di ascoltare ciò che ho da dire. Con gli altri sarebbe inutile anche solo provare.

"Non ho deciso io di lasciare la mia casa! Non ho deciso io di diventare un MOSTRO! E non ho deciso io di vedere la mia famiglia massacrata dall'oscurità!!!" la rabbia dettata dal dolore e dal senso di colpa alzano ulteriormente il tono, che tuttavia rimane coperto dai rumori e dalle grida degli scontri intorno a noi.

"Sono venuta qui per combattere quell'oscurità, anche se è radicata dentro di me. Ho sopportato dolori e privazioni che voi di buona famiglia non potete neanche immaginare e NON sarà certo il vostro disprezzo e il vostro odio a piegare la mia determinazione. Dammi pure della puttana, del mostro, ma io diventerò una Custode e ammazzerò tutti quei merdosi vampiri, fino all'ultimo!" passo la spada nella sola mano destra pronta a spezzargli il collo con un colpo preciso sotto l'orecchio.

Lo fisso negli occhi e sferro il colpo ma lo trattengo all'ultimo istante a pochi centimetri dal punto d'impatto, continuando a fissarlo negli occhi.

"Non sono qui per uccidere umani, nè tantomeno i miei compagni, anche se NESSUNO di voi mi considera tale." con un gesto rapido, frutto di anni di pratica, richiamo la spada e porto la punta alla mano sinistra che stringe un fodero immaginario. Faccio scivolare la lama finchè non entra nel buco creato dalla mano sinistra e la rinfodero, esattamente come mi ha insegnato mio padre.

""I Sato non prendono vite senza uno scopo. La nostra spada è al servizio degli altri!" questo è l'insegnamento che mi è stato trasmesso e non intendo distruggere anche questo, sebbene nessuno lo saprebbe mai."

Mi piego leggermente e allungo il braccio verso lo sconfitto per aiutarlo a rialzarsi: "Io non vi odio, anche se devo dire che vi impegnate parecchio." lo guardo, sul mio viso un'espressione cordiale, quasi un sorriso, negli occhi non c'è traccia di ostilità anche se un velo di tristezza è facilmente percepibile.

Attendo che l'uomo afferri il mio braccio: "Ti faccio dono della tua vita, vivila con onore."

  • Autore

Aretha d'Arbaud

Ti getti in avanti e colpisci il danzaombre di punta, fra l'ombelico e lo sterno, con una manovra audace e spericolata di cui neanche pensavi di essere in grado. Lo prendi di sorpresa e certamente gli fai male, ma lui è molto bravo a ruotare di poco il busto, così da disperdere una parte dell'energia con cui hai caricato il colpo. Perciò appena dopo l'impatto, prima che tu possa caricarci tutto il peso del tuo corpo, la punta della spada scivola via continuando per la sua traiettoria modificata, e tu dietro di lei completamente priva di equilibrio.

Vedi già la tua faccia sgrugnarsi contro i ruvidi lastroni di basalto del cortile quando Aidan ti passa un braccio sul petto e ti porta in avvitamento con lui.

Cadete assieme e tu sopra di lui, abbracciati.

Rimanete entrambi così, senza fiato, per lunghi istanti prima di comprendere appieno cosa è accaduto e in che imbarazzante posizione vi troviate.

Tu, almeno.

Hai come l'impressione che la sua sia stata una manovra consapevole.

Aidan-de-Gris.png

"Forse dovremo restare così, d'Arbaud", dice il Gris. Il respiro caldo è piacevole sulla tua pelle gelata dall'impietoso inverno. Ti accorgi di quanto siete vicini, le vostre labbra quasi si toccano. Il volto è lievemente arrossato -non sapresti dire se per l'emozione del duello o la tua attuale vicinanza- ma i suoi occhi ti appaiono grigi e imperturbabili, come la superficie dello stagno del convento in cui sei cresciuta, nelle languide notti d'estate. Ha il ginocchio lievemente piegato, ora, e la sua coscia preme contro l'attaccatura delle tue gambe.

Amanti di imperatrici.

Giri la testa di lato, per nascondere il tuo turbamento.

Le vostre spade sono volate via, chissà dove.

note

successo con conseguenza.

Segno Vergogna sulla scheda di Aretha (non può usare Personalità finché non si abbandona all'impulso o non assume Reverie).


Ren l'Orfana

il tuo avversario in verde ascolta le tue parole, ma non accetta il tuo braccio teso. Distoglie lo sguardo e chiude gli occhi.

Ci sono fratture che richiedono tempo per essere guarite, ma forse hai fatto la scelta giusta.

Può non avere più una famiglia, ma certamente ha degli amici che potrebbero volerlo vendicare. Ora invece, che lui ti odi o no, è in debito con te.

A proposito di amici..


Magda di Altgraf

lo colpisci ancora. Duro.

Lui neanche si difende.

La spada fa uno strano rumore.

legno contro legno.

è ricoperto di corteccia e muschio, ora.

legnocontro.png

"Brava, vienimi vicina. Ora sei esattamente dove ti volevo"

Le lastre di basalto su cui ti trovi in piedi esplodono, fatte a pezzi da una prodigiosa ed istantanea crescita di radici e rami che, come animati da una suprema volontà di distruzione, si aggrovigliano e avventano su di te per dilaniarti.

note

Questa è una Reazione innescata dal tuo ultimo successo. Devi tirare Impeto 7. Possedendo Istinto Animale puoi vincere automaticamente la prova se segni il dono.

  • Autore

Magda di Altgraf

una scarica di adrenalina, e i tuoi istinti animali si attivano. Enormi radici e rami si piegano verso di te, provano ad afferrarti, trafiggerti, ma tu divieni agile e veloce come una donnola. Li schivi, a volte ci salti sopra e li percorri mentre ti inseguono e sollevano a diversi metri dal suolo per poi lasciarti cadere, afferrarne uno al volo per usarlo come un'altalena o un trampolino per il tuo prossimo salto.

Tutti i duelli si sono fermati e ora dozzine di occhi e bocche spalancate osservano le tue incredibili evoluzioni. Usi una grossa radice che ti ha appena mancato come uno scivolo e atterri a quattro zampe proprio davanti al Killgren, ma il luminare Mael ti ha preceduto. Il vecchio testa di ferro ha un braccio stretto attorno alla gola del cercaselva che si dibatte e prova e divincolarsi sbavando ed emettendo versi che poco hanno di umano. Smette di lottare solo quando il luminare gli spinge l'ago di una grossa siringa nel collo stantuffandogli il contenuto dritto in vena. Allora i suoi occhi, fino ad un istante prima iniettati di tenebra, tornano normali, e la bocca gli si rilassa fino ad aprirsi priva di forze, in un sorriso ebete.

"Maledetto stupido, avevo detto niente Oscurità!" sbotta il mastro, "ma che gli è preso?"

Lascia cadere a terra il Killgren ormai semincosciente senza molta gentilezza e osserva la scena: la terrificante vitalità delle radici sembra essersi finalmente placata.

"Quanti morti stavolta?" chiede sconsolato.

Sorprendentemente, a parte qualche frattura, sembra che nell'esercitazione odierna non ce ne siano stati.

Solo che il pavimento del cortile è distrutto, e ora al suo posto c'è un enorme intrico di radici nodose che si sono saldate assieme a formare la contorta parodia di un albero. Il luminare Mael ci passa sopra una mano guantata, mentre alza gli occhi verso l'enorme ombrello di rami rinsecchiti che sembrano voler artigliare il cielo.

"La prossima esercitazione sarà con le asce. Almeno avremo legna per una decina di inverni"

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Modificato da Mezzanotte

Magda di Altgraf

Il mio legno impatta contro... legno? Corteccia?

Si è trasformato, ha ricorso all'oscurità.

Era una fottutissima trappola

Sotto di me le lastre del pavimento esplodono assieme ad un incredibile quantità di radici e rami che schizzano per colpirmi.

Non resto ferma a farmi ammazzare.

Le mie pupilla divengono fessure mentre l'istinto bestiale che risiede in me viene fuori facendomi muovere in modo incredibilmente agile e reattivo.

L'istinto di sopravvivenza riesce a farmi evitare i letali colpi delle protuberanze vegetali che si dimenano per uccidermi.

Il corpo si muove da solo evitando ogni assalto, schivando , saltando, scivolando, in una serie di performance acrobatiche che mai avrei sognato di fare.

Alla fine di ciò attero dinnanzi a Kilgren , con l'istinto della bestia che risuona con la rabbia che provo per quel ragazzo che ha saputo davvero farmi infuriare.

In questo momento l'istinto predatorio sembra un qualcosa di incredibilmente dolce a cui cedere.

Sono pronta ad avventarmi contro il ragazzo di legno , tentata fortemente di cedere all'oscurità a mia volta, quando Testa di ferro interviene con incredibile fermezza a somministrare la Reverie per bloccare la trasformazione oscura.

Mi fermo, smollando la postura d'assalto che avevo.

Tutto sembra essersi calmato..nessun morto.

Dentro di me il turbinio di sensazioni si agita convulsamente... rabbia, odio, vergogna,paura, mi fanno sentire distante da tutto e tutti mentre la cupa ombra del contorto albero comparso l centro del piazzale incute un oscuro monito per il futuro.

Lascio cadere con uno stok la spada di legno mentre mi volto fuggendo via da quel luogo come potessi fuggire dal tumulto che ivi si è generato.

Lacrime scendono copiose mentre mi allontano correndo con la lunga chioma rossiccia che sventola dietro di me.

Corro senza una direzione, fino a trovarmi in un corridoio cieco dove mi fermo appoggiando le braccia alla fredda parete e scoppiando in un pianto liberatorio...

Ma l'attimo di sfogo viene interrotto dal rumore di passi alle mie spalle. Gli occhi sono offuscati dalle lacrime, ma nell'oscurità del corridoio risalta l'abito bianco da Cantasangue di Ren.

Mi giro pronta ad uno scontro, fisico o verbale che sia. Non sono nella luna giusta per subire alcunché.

Che vuoi! Sei venuta ad insultarmi?

Vuoi deridermi dopo quello che hai sentito nello scontro con Killgren?

Vuoi dirmi che sono un mostro e merito di morire come i vampiri, ferali e ombre?

È forse colpa mia se sono un mostro? Se mi sono lasciata travolgere dalla furia bestiale?

Cosa dovevo fare mentre mi soffocava con il suo coso che non riuscivo a mettere su ,se non dopo avermi torturata ?

Come avrei potuto vivere ogni notte così?

Se io sono un mostro...lui cos'era? Dimmelo!

Dimmelo Ren!

DIMMELO!

Ren l'orfana

Guardo il braccio teso ma non c'è risposta, rimane sospeso in aria mentre lo sguardo del mio avversario si abbassa sul pavimento, anche se molto probabilmente è rivolto dentro se stesso. Lascio ricadere il braccio lungo il fianco e mi rialzo in piedi.

"Per un momento ci ho sperato davvero." penso voltandomi a cercare le mie due compagne per vedere come sono messe e se necessitano del mio aiuto.

Dapprima vedo Aretha, che invece di essere a terra sconfitta è, si a terra, ma a cavalcioni sopra Aidan in una posa che ha poco a che fare con il tipo di combattimento argomento della lezione di oggi. Mi sembra più il tipo di scontri che l'altezzoso Danzaombra ha vantato per la sua famiglia, quelli con le Imperatrici.

"Voglio proprio vedere come va a finir..." un improvviso rumore di pietra spezzata e frantumata esplode poco lontano da me. Istintivamente mi giro per capire cosa stia succedendo e realizzo che lo scontro di Magda è degenerato nell'oscurità, altro che spade di legno. Spesse radici nodose e animate eruttano dalla terra cercando di afferrare la Celartigli che scatta agile per schivarli.

"Ari!!! Spostatevi, viaaa!!!" le urlo mentre mi slancio a mia volta verso il porticato che circonda il campo d'addestramento. Passo a fianco al ragazzo in verde con il ginocchio spezzato e, senza tante cerimonie, lo afferro per il colletto della giubba trascinandolo a fatica lontano dal gigantesco albero che ha riempito il piazzale

Raggiunta una posizione relativamente sicura mi giro verso Magda, pronta a darle man forte in qualche modo.

"Che faccio adesso?!" penso rapida ma un baluginio metallico attira la mia attenzione proprio al centro dello scontro e, di fronte al Killgren impazzito, compare il Maestro Mael che pianta una fiala di Reverie in corpo al Cercaselva che si spegne all'istante e crolla a terra stordito.

Magda schizza via come un fulmine lungo i corridoi. Senza pensarci un secondo seguo il mio istinto e la inseguo scavalcando con qualche balzo le radici grosse come colonne. Seguo la massa di capelli rossi finchè, svoltato l'ennesimo angolo, non la sento scoppiare a piangere.

Rallento. Le lascio qualche momento poi, con passo lento e misurato svolto l'angolo e mi ritrovo di fronte non la dura e orgogliosa nobile, ma una ragazzina piegata dal dolore con grosse lacrime che le rigano il volto cadendo pesanti sul pavimento lastricato.

"Hey, Altgraf. Com..." la chiamo per farmi riconoscere. Lei si volta e con il volto distorto dal turbinio di emozioni e dal pianto liberatorio mi aggredisce verbalmente, prevedendo le solite frecciatine acide e pungenti che sempre le rivolgo.

Rimango un momento spiazzata con la bocca ancora semi-aperta a formulare la domanda rimasta incompleta. Lei piange, vorrebbe risposte, grida.

Con uno scatto faccio un balzo in avanti e l'avvolgo in un abbraccio, caldo e delicato. Le nostre teste fianco a fianco che guardano in direzioni opposte mentre il tepore dei rispettivi corpi si fonde in uno solo. Lei si irrigidisce un momento, poi scoppia nuovamente a piangere e affonda il viso nella mia spalla mentre le lacrime bagnano la candida uniforme da Cantasangue.

"M..mi dispiace, Maggie. Mi dispiace tanto." balbetto leggermente, non abituata a certi comportamenti. Alzo una mano verso la testa della ragazza, la blocco a mezz'aria un attimo prima di toccarla, indecisa se proseguire il gesto. Con decisione scelgo di proseguire e affondo le dita fra le ciocche rosse e le carezzo dolcemente la testa.

Restiamo così per un tempo che non riesco a stimare, ma non mi importa.

Ad un certo punto, con delicatezza, sciolgo l'abbraccio facendo un passetto indietro così da poterla vedere in faccia. Mi aggiusto la divisa in imbarazzo quando incontro il suo sguardo: "Ho sentito tutto. Con me puoi parlare, sai? Dopotutto siamo a..." mi blocco, deglutisco forte: "... ami... beh insomma... hai capito no?" abbasso lo sguardo ancora più in imbarazzo, poi lo alzo appena a cercare il suo, preoccupata dalla sua possibile reazione a questo mio comportamento.

Mi schiarisco la gola, ricomponendomi e riassumendo il mio solito portamento: "Sarà meglio tornare da Maestro Mael prima che venga a cercarci. Forza, non costringermi a lanciarti un bastoncino, dai." le solite battutine ma il tono è molto diverso dal solito, una dolcezza mai vista con lei nel mio sguardo, una crepa nella dura corazza da odiato mostro straniero.

Magda di Altgraf

Resto lì, pronta all'ennesima stoccata di Ren nei miei confronti, affondo che prevedo estremamente penetrante visto i punti deboli che ho mostrato oggi con la lingua troppo sciolta a causa della rabbia.

Invece l'unica cosa che avanza verso di me è la sua mano che mi tira a se in un abbraccio.

Sono rigida, con un armatura a proteggere la fragilità di una ragazza che per quanto sia stata educata dal più arrogante e altezzoso dei nobili di Egas, nonostante rinchiusa un mostro vorace dentro di sé... è pur sempre una ragazzina di quindici anni. Che porta ferite interiori che nessuno dovrebbe mai portare.

Sento il calore del corpo della Cantasangue, che non è freddo come quello dei vampiri a differenza di quanto si racconta nei tavoli delle cene nelle sere dove si alza il gomito.

La mia armatura si frantuma in quell'abbraccio e mi sciolgo in un pianto che scarica parte delle tensioni e della rabbia accumulata precedentemente. Sento la sua mano accarezzarmi i capelli, gesto che non avendo una madre non ho mai ricevuto, ma che mi fa per la prima volta...sentire ...non sola.

Resto lì a godere di quel momento finché in sincronia non sentiamo che è ora di andare.

Gra.. Grazie. Dico tirando su il naso. Fisso il suo viso esotico ,vedendola per la prima volta non solo come una rivale, ma anche come qualcuno a cui appoggiarmi...un amica,forse.

Poi mi prende nuovamente in giro, paragonandomi ad un cagnolino, ma questa volta una nota affettuosa nella sua voce impedisce che io lo percepisca come un aggressione.

Mi ricompongo asciugandomi le lacrime e soffiandomi il naso.

Quando passiamo però vicino ad altri novizi un sussurro dentro di me li punta come una volpe punta il pollame. È solo un sussurro, ma sufficiente a ricordarmi che seppur il mio potere mi abbia salvato...ha anche risvegliato la bestia dentro di me. E il prezzo da pagare se dovesse uscire potrebbe essere troppo alto.

Stringo la dose di reverie sul mio petto mentre seguo Ren per i corridoi.

@SNESferatu Io ho postato, se vuoi inserire Aretha in qualunque modo dimmelo ci he ho 24 h per modificare

Modificato da Monkey77

Aretha d'Arbaud

Per qualche istante resto immobile, incapace di decidere cosa fare. Mi rendo conto soltanto adesso di quanto siamo vicini. Troppo vicini. Il mio viso si scalda e distolgo lo sguardo, cercando di ignorare il respiro di Aidan contro la pelle. Non sono del tutto ingenua, so cosa può succedere quando si concede troppa confidenza a un nobile. E Aidan, con tutta la sua galanteria, mi sembra proprio il genere di persona che sa approfittare di certe situazioni.

Non che io gli abbia reso le cose particolarmente difficili, a quanto pare. La Mai Morta mi perdoni, ma non credo sia da una persona di Chiesa cedere così facilmente alle avances di un nobile in calore. Sto ancora cercando di capire come liberarmi da quella posizione senza peggiorare le cose quando il boato mi fa sobbalzare. Il pavimento trema, le grida si sovrappongono e qualcosa di enorme e contorto erutta dalle lastre di basalto.

Il Killgren. Non ho il tempo di pensare ad Aidan, alla mia posizione imbarazzante o alle eventuali conseguenze del nostro piccolo incidente. Mi sollevo in fretta, recuperando a fatica l'equilibrio, e mi allontano da lui il più possibile. Evito accuratamente di incrociarne lo sguardo. Ci penserò dopo, se proprio sarà necessario.

Adesso preferisco non pensarci affatto.

Le radici invadono il cortile, sollevando pietre e travolgendo ogni cosa sul loro cammino. Cerco di tenermi lontana dalla loro traiettoria, con la spada di legno ormai dimenticata chissà dove, mentre il maestro Mael interviene per fermare il disastro.

Quando finalmente il caos sembra placarsi, cerco subito Magda e Ren con lo sguardo. Le vedo allontanarsi dal cortile e non esito a seguirle, facendo attenzione a non inciampare nei resti delle lastre e nelle radici che ingombrano il passaggio.

Le raggiungo a distanza, appena in tempo per vedere Ren stringere Magda in un abbraccio. Mi fermo per qualche istante, senza sapere bene se sia il caso di avvicinarmi. Magda ha anche bisogno delle mie cure.

Rimango in disparte, aspettando che Ren la lasci andare. Quando finalmente si separano, mi avvicino con cautela, le mani raccolte davanti alla veste nera.

"Magda? Mi spiace..." La guardo in viso, cercando di capire quanto sia ancora scossa. Non so se le mie parole potranno esserle utili, ma posso almeno tentare. "Non è colpa tua. Ricordalo sempre. Non è colpa tua. Tu non sei quello che hai dentro."

Abbasso appena lo sguardo, poi torno a fissarla.

"Ma sei ancora qui. Vi siete fermati in tempo. Non c'è oscurità che tenga. Va bene così."

Non so se sia la cosa giusta da dire. Spero soltanto che non suoni come una predica. Ne ha già ricevute abbastanza per una giornata.

TIro

@Monkey77 o per non complicarvi le cose facciamo che vi inseguo. I'm back bitches

So che non serve, ma in caso lo faccio, vorrei tranquillizzare un po' Magda. Ascendente + Consolare. Quello zozzone di Aidan mi ha tolto Compassionevole, e quindi sembro più un'automa del solito.

Timestamp: 19/10/2026, 23:15:22

Dice: 2 x D8

Results: D8: 8, D8: 4

Una domandina al Master. Volontà come la interpreti? Resistere agli impulsi, alla paura, cose così?

Ren l'orfana

Precedo Magda di qualche passo per evitare che veda il rossore che mi colora le guance. Non mi vedo allo specchio ma le sento in fiamme. Dall'angolo del corridoio vedo spuntare Aretha, una sguardo fugace e il mio imbarazzo aumenta.

"Mi avrà visto abbracciare Magda?" la guardo di sottecchi ma per fortuna la sua attenzione è concentrata sulla Celartigli.

Ci viene incontro e con la dolcezza della bambina che è, rivolge alla compagna dai capelli rossi parole gentili.

"Non è colpa tua. Ricordalo sempre. Non è colpa tua. Tu non sei quello che hai dentro." le dice la giovane Danzaombre.

A sentire quelle parole mi blocco e sgrano gli occhi. Il mio passato torna prepotente nei miei pensieri.

Rivivo ancora quella notte terribile. Non ero in me, ma la mia mente ricorda tutto. Non è colpa tua. "Invece si! Sono morti tutti! Li ho uccisi tutti!" Tu non sei quello che hai dentro. "Non lo sono... non del tutto, forse, ma una parte di me ormai È quell'oscurità assassina!" Non è colpa tua. Ricordalo sempre.

Sono confusa, combattuta. Mi piacerebbe davvero che fosse così, mi sento quasi meno colpevole, come se fosse opera di qualcun altro, di QUALCOS'ALTRO.

"Ma sei ancora qui. Vi siete fermati in tempo. Non c'è oscurità che tenga. Va bene così." aggiunge la santarellina.

Queste nuove parole sono come un pugno nello stomaco. Una forte nausea mi assale e solo la mia volontà mi evita di vomitare davanti alle due compagne.

"Si, sono ancora qui. IO, SOLO IO. Io non mi sono fermata in tempo! Il loro sangue è sulle mie mani!" la colpa mi schiaccia come un macigno, sento ancora l'odore metallico nelle narici e la sensazione di qualcosa di appiccicaticcio sul viso, fra i capelli, su tutto il corpo. Rivedo gli sguardi vuoti e spenti di Hana, la mia domestica, di Haru, di mia madre, di mio padre e di quello che rimaneva del resto della servitù. Macellati come bestie. Fatti a pezzi da quella che fino a poco prima era la ragazzina che di nascosto viziavano con attenzioni e dolcetti anche quando i padroni di casa la punivano. Tutte persone per bene.

"E IO li ho uccisi tutti. Non c'è oscurità che tenga. Già, non c'è. Non posso darle la colpa, perchè è solo un'altra parte di me, sopita fino ad allora, ma sempre parte di me. Non sarà stata la Reina di una volta a farlo, ma di sicuro è colpa di Ren. Di sicuro è colpa mia!"

Sento una goccia scivolarmi sulla guancia. Alzo gli occhi al cielo. "Sembra che stia piovendo." ma in cielo non c'è neanche una nuvola, inoltre, dove ci troviamo ora, il cielo è fatto di pietra. La pietra dell'accademia. Un'altra goccia scende sull'altra guancia. Alzo la mano a toccarla e la guardo, persa nelle sensazioni di quel momento. Sto piangendo. Le asciugo velocemente prima che Ari e Maggie se ne accorgano.

"Gli assassini non piangono! In ogni caso è troppo tardi, niente li riporterà indietro!"

Mi riscuoto appena in tempo da rendermi conto che ho ripreso a camminare e per poco non sbatto contro il muro. Dissimulo la cosa appoggiandomi leggermente alla parete per affiancarmi alle ragazze che in pochi passi mi raggiungono, poi torniamo al campo d'addestramento.

Magda mi sembra diversa. Noto che passa in rassegna tutti i cadetti a cui si avvicina come se li stesse studiando, valutando... annusando. Di solito tiene lo sguardo fiero e arrogante dritto davanti a sè, come se gli altri non esistessero, ma non oggi. Mi volto a guardare Aretha per vedere se se ne è accorta anche lei.

"Sarà meglio tenerla d'occhio." mi dico, specie quando la vedo portare la mano alla fiala rossa nella tasca sul petto.

Il cortile è devastato completamente. È un miracolo che nessuno ci sia rimasto secco. Gli occhi fissi sull'albero. Un sospiro.

"Altro che allenamento al palo di legno. Qui ci toccherà spaccarci la schiena per sistemare 'sto macello, lo sapete vero?" un altro sospiro sconsolato al pensiero delle ore da passare con l'ascia in mano. Lo sguardo si sposta alla ricerca di Mael, in attesa di sapere cosa succederà adesso.

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