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Le guerre degli altri

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Mount Aurelie, 1498

Assieme agli altri

mostri

833276143-4454594808148803-4996756384323L'aria dell'inverno penetra attraverso le alte finestre a feritoia, graffia le pietre antiche, agita debolmente i pesanti arazzi di Cendres con i gloriosi massacri della Redenzione Aurea e accarezza i volti di Santi indifferenti. L'implacabile inverno del Valnord morde anche la pelle, sotto il tessuto sottile delle vostre divise da novizi dell'Ordine. Il freddo, la fame, la fatica: tutto serve a temprarvi secondo i luminari. A rendervi migliori. Più utili.

Ma voi che avete già visto qualcuno dei vostri compagni cadere durante le esercitazioni, spezzato dalla fame, il freddo. o dall'oscuro abbraccio delle Vedove, non vi fate illusioni: l'Ordine del Crepuscolo non è interessato ai deboli, a quelli che non sanno usare la testa per restare vivi.

Per questo vi siete alleate anche se non vi conoscete e, forse, neanche vi piacete.

Oggi la cappella di Leontine è gremita, come sempre. Giovani corpi inginocchiati sulle lastre di porfido con le mani giunte. Nessuno osa opporsi ai frequenti esercizi spirituali. L'austera Solene de Mornay, accompagnata da un Custode verde dalla faccia truce, sta ispezionando la classe muovendosi fra le file ordinate dei novizi sanguevile come uno spettro, la lunga veste tempestata di stelle che fruscia dietro di lei. Si assicura che i vostri volti mostrino la dovuta contrizione e nessuna traccia di sfida.

ciaff, ciaff, ciaff..

Schiocchi secchi e cadenzati ritmano i passi della Reverenda Madre.

Alla vostra destra Lucien D'Alversen si sta flagellando a capo chino con una pesante corda di canapa resa più crudele da nodi che lui stesso ha realizzato durante la notte. Sulla schiena la sua divisa è ridotta a brandelli, i brani di tessuto blu incupiti da sangue e solchi diligentemente scavati nella carne.

ciaff, ciaff, ciaff..

Alcuni compagni distolgono lo sguardo, voi no. L'Oscurità si è destata in Lucien D'Alversen a soli tredici anni. Subito dopo un fulmine ha colpito la capanna della sua famiglia uccidendo tutti. Tranne lui, ovviamente.

Crearovina.

Quando ha capito cosa era diventato ha afferrato la pietra più pesante che ha trovato e si è diretto dritto verso il pozzo più profondo del villaggio.

Aveva già una gamba oltre il parapetto quando Ygritte l'ha arruolato.

Ha opposto resistenza, Lucien D'Alversen. Oh, quelli che non vengono venduti all'Ordine dai genitori a volte lo fanno.

Ci sono voluti quattro Custodi per caricarlo di traverso sul cavallo, legato come un sacco di patate, con la mascella e un braccio spezzato.

La Reverenda Madre si ferma davanti a lui, gli passa la mano ossuta sulla faccia bagnata di lacrime in quella che sembra una carezza; subito dopo gli artiglia le guance per obbligarlo a guardarla.

"Imparate! La pena di vostro fratello Lucien per i suoi peccati è magnifica! Imparate da lui, abomini!" declama con voce stridula, quasi urlando. Le parole colpiscono come una sferza, continuano ad echeggiare per diversi secondi fra gli archi acuti della cappella, sotto la volta dipinta di stelle e nelle vostre orecchie.

Nonostante il gelo, piccole perle di sudore si stanno formando sulla fronte percorsa di rughe della Reverenda Madre e il viso, di solito cadaverico, gli si sta accendendo per l'improvviso afflusso di sangue. Sembra sul punto di avere un raptus di estasi mistica, Solene de Mornay, la punta rossa della lingua che sporge appena fra le labbra sottili lievemente socchiuse, protesa come per assaggiare qualcosa.

Chissà perché la sua espressione vi ricorda quella ritratta nelle rappresentazioni della megamartire di cui è piena la cattedrale della città-fortezza: quelle dove ancora viva, ma con lo spirito già altrove, viene torturata e fatta a pezzi dagli infedeli.

La mano della Reverenda Madre è affondata nei capelli del giovane crearovina; stringe quelle ciocche brune in uno spasmo violento prima di portarsi velocemente le dita bagnate di lacrime alle labbra.

"Io stessa curerò le tue ferite"

lo dice in un soffio eppure sentite tutti quelle parole, una nota torbida nella voce che vi fa rabbrividire più del freddo.

"Ora continua a frustarti"

Una ragazza vicina a voi con la divisa bianca dei cantasangue nasconde un sorriso malizioso dietro le mani giunte e un'altra, avvolta in viola, sussurra scandalizzata ad una compagna

"L'avvoltoio è troppo vecchia per Luc! Avrà quanto? QUARANTA inverni?"

L'esile figura della ragazza in viola viene violentemente sollevata dal pavimento. Vi pare spiccare il volo, andando a schiantarsi subito dopo contro una colonna della cappella, calciata dal Custode.

"Silenzio, Vili!" latra l'uomo che vi hanno detto dovreste onorare come vostro fratello maggiore, come tutti quelli che indossano lo stesso colore.

Solene de Mornay è salita sulla pedana, scivolata dietro l'antico leggio di pietra corroso dal tempo si chiarisce la voce.

"Avete il male dentro. L'Oscurità vi sogna, vi desidera. Vi tenta. Proverà a sedurvi, a farvi tradire l'umanità. Dovete resistergli! Solo la Mai Morta può salvarvi. Solo la Fede può rendere sopportabili i vostri orridi peccati! Per questo dovete pregare! Pregare, pregare! Pregare e morire per l'Impero e la sua Santa Chiesa!"

Nell'impeto della predica goccioline di bava gli sprizzano dalla bocca, macchiando il sacro tomo miniato aperto davanti a lei, da cui pendono nastri e sigilli in ceralacca.

"Recitate dal Firmamentum il Tormento di Santa Aurelie, passo settantadue. Tre versi a testa"

Fra di voi serpeggia il panico: eravate tutti convinti oggi si sarebbero letti gli Atti dei Protomartiri.

La Reverenda Madre sembra fiutare la vostra paura: proprio come un avvoltoio appollaiato su di un ramo davanti ad una distesa di succulente carcasse in putrefazione artiglia la pietra del leggio e sporge il collo in avanti per scrutare le vostre labbra, attenta ad ogni esitazione, errore.

Mentre ognuno cerca disperatamente di disseppellire dalla memoria gli arcaici versi in vecchio Valois, il Custode si piazza davanti al primo della fila che comincia a cantilenare:

“…le incisero sulla schiena la volta celeste.

Le fecero guardare il sole finché la sua luce non le bruciò gli occhi.

Le cucirono la bocca, così che non potesse più p..parlare.”

Incespica nella pronuncia dell'ultima parola. Il vostro riverito fratello lo colpisce in pieno volto. Il poveretto cade lungo disteso sul pavimento reggendosi la faccia e a voi non sfugge il rumore secco di un naso che si rompe.

"Landau, vogliamo fare qualcosa per quella tua orrida pronuncia da zotico provinciale?"

La Reverenda Madre si massaggia le tempie, impaziente più che adirata: non riesce a staccare gli occhi dal giovane crearovina che, pallido come un lenzuolo, sembra sul punto di svenire per la perdita di sangue.

"Il prossimo"

Il Custode si piazza davanti alla minuta Aretha d'Arbaud, la seconda della fila. "Sorellina", la saluta.

E si massaggia le nocche callose.

off

Se qualcuno di voi vuole tentare qualcosa può proporre una Prova indicando cosa vuole lanciare (poi io sceglierò la difficoltà sotto cui tirare). Se nessuno tenta qualcosa dovete eseguire una Reazione (Ragione difficoltà normale, 5) per vedere se riuscite a ricordare e recitare correttamente i passi richiesti. Se fallite la reazione scegliete se prendere 1 Ferita o Vergogna e narrate la cosa.

Modificato da Mezzanotte

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Aretha d'Arbaud

Osservo la situazione senza sapere bene cosa fare. Quando mi sono consegnata all'Ordine per risparmiare, da me stessa poi, i miei confratelli, non mi immaginavo che sarei finita praticamente in un secondo monastero, persino più freddo. Le sorelle erano molto più gentili nel primo, anche quando le ho costrette a piegarsi giorno e notte di fronte a Protomartiri inesistenti che sussurravano le loro vergogne dietro ogni angolo.

Tutto farebbe pensare che io conosca a memoria i versi del Firmamentum. La realtà è che nel mio monastero la preghiera è sempre stata meno importante dell'attività, del servizio e delle faccende da svolgere. Conosco le preghiere fondamentali, quelle che ho recitato centinaia di volte, ma non tutti i passi. E certamente non questo.

Il sangue sul pavimento non mi disturba. Non è quello a farmi rizzare i peli biondi sulle braccia. Sono le persone che tremano, quelle che abbassano lo sguardo, quelle che cercano disperatamente di ricordare le parole mentre aspettano il prossimo colpo. Anche io sono tra quelle, ma non mi interessa abbastanza di me. E a dirla tutta, sento che dovrei spiacermi degli altri, ma non mi interessa abbastanza neanche di loro.

La paura delle persone mi fa quell'effetto. Guardo negli occhi il Custode. Cerco di capire cosa voglia da me.

Non lo capisco. Chiudo gli occhi, delicatamente. Se mi arrivasse un pugno sul muso, lo meriterei. È il prezzo da pagare per saper controllare i miei istinti.

So di non sapere, però. E il rischio è troppo alto.

In fondo, non mi è ancora stato chiesto di recitare dei versi specifici. Mi piego lentamente in ginocchio. La veste, più lunga di me, mi si raccoglie intorno fino a cingermi quasi completamente di nero.

Poi comincio a salmodiare. "Gloria alla Santa, che conobbe il dolore e non lo temette. Gloria a colei che accolse il tormento come una carezza. Beata sia la sua carne, che attraverso il dolore conobbe la luce. Beata sia la sua voce, che nell'estasi del martirio trovò la verità. E beata sia la sua anima, che non fuggì dall'oscurità, ma vi entrò sorridendo. Perché nel tormento è la gloria. Nel sangue è la luce. E nella sofferenza è la grazia della Mai Morta."

Non sono i versi richiesti. Non sono dei versi in generale. Ma li pronuncio con convinzione, cercando di ottenere l'attenzione, e la comprensione (sempre se ne è capace) della Reverenda Madre. Sarò piccola, ma cerco di aumentare e far rimbombare il suono della mia voce, aggiungendo un fine tremolio ad hoc. Inclino il capo all'indietro e lascio che sul mio volto compaia un'espressione di rapimento, come se anch'io stessi vivendo in quel momento la stessa estasi della Santa.

Magari il coinvolgimento farà dimenticare alla Reverenda Madre la mia impunità di non sapere.

Offgame

Gente, Aretha è una fervente con meno conoscenze di religione di voi.

Per l'approccio pensavo uno tra Sotterfugio e Ascendente, che comunque sono entrambi a d8. Non aggiungo altro perché palesemente Aretha è in una situazione a lei poco congeniale...

  • Autore

Il Custode guarda la fragile Aretha, poi la Reverenda Madre ed infine alza il pugno in direzione della danzaombre. La sacerdotessa però lo ferma alzando due dita. Appare colpita dall'esibizione della sua piccola prigioniera.

"Non erano i versi richiesti, e tuttavia la pronuncia dell'alto Valois era perfetta. Sei stata coraggiosa a sfidarmi, giovane d'Arbaud"

"e anche molto stupida"

Sta per proseguire quando qualcosa cade a terra e tutti vi girate.

è il piccolo Lucien D'Alversen, crollato faccia contro la pietra, privo di sensi. Alla fine lo sfinimento gli ha concesso la grazia di un po' di oblio.

Questo cambia completamente le priorità della vostra insegnante che si sfrega le mani ossute.

"La lezione è finita", dice. Poi indica il povero crearovina riverso sul pavimento.

"Frère Jan, lui nelle mie stanze. Subito"

Il Custode sospira, si piega sul ragazzo, lo afferra per una caviglia magra e semplicemente lo trascina via tirandolo svogliatamente per la gamba, senza neanche prendersi la bega di sollevarlo da terra.

Voialtri, d'altro canto, siete tutti troppo felici di aver scampato le ripetizioni dei tormenti e le attenzioni di fratello pugno per dolervi del vostro sventurato compagno.

Il merito viene unanimemente riconosciuto ad Aretha che viene portata quasi in trionfo fuori dalla cattedrale dai novizi.

Modificato da Mezzanotte

Magda ( Magdaleine Elisabeth di Altgraf)- Celartigli Nobile

Osservo Aretha subire l'interrogatorio dei versi ecclesiastici. Spero che la piccoletta li sappia con quello che ha passato in monastero. Io non nessuna intenzione di subire l'umiliazione della frusta. Non io una Altgraf dal sangue purissimo...beh forse non così puro dopotutto. Sono anch'io un mostro contaminato dall' oscurità, un impura...una vile.

Ma sempre un Altgraf e un Altgraf non si fa' umiliare...mai.

Non tento nemmeno di ricordarmi qul verso tanto simile a tutti gli altri, penso a come fare valere la mia autorità. Dopotutto quel bigotto di mio padre ha fatto le prima donazioni all' ordine dopo il mio arrivo. E che donazione...ha fatto scalpore la gigantesca statua della santa posta in cortile. E pensare che prima di vantava che mai avrebbe donato denaro ad una società che accetta vili. Mai! Le donazioni erano tutte per la Santa chiesa luminarista. Tanto spremevan i plebei quando voleva imbastire una donazione... semplice no?!

Si credo di aver trovato su cosa fare leva per evitare le botte e soprattutto l'umiliazione.

Per fortuna Aretha ha un estasi mistica...o più probabilmente un estasi teatrale molto convincente, poi il tonfo del mostro che si frusta salva tutti...un po' di fortuna capita allora di tanto in tanto in questa merda in cui sono finita.

Mi affretto ad uscire dalla sala prima che la reverenda cambi idea.

Mi avvicino alla piccoletta

Aretha! Sei stata fantastica. Mi hai risparmiato di minacciare la vecchia. Non le avrei permesso di punirmi...ma si sarebbe vendicata di sicuro, è più sadica di una Cantasangue in crisi. Potevi dire semplicemente i versi che di certo conoscevi...invece...sei stata eccezionale .

Dall' altra parte della Danzaombre c'è Ren che cerco di ignorare... vorrei cedere alla pulsione per eviscerarla come ho fatto con il mio permesso sposo...Ma non posso mi ricatta, o come diceva mio padre, mi tiene per le palle. Non so come sa che non ho ucciso io il troll. Non posso inamicarmela troppo. Nessuno deve sapere il mio piccolo segreto. Quando posso la ignoro. Ma a volte e impossibile.

Ren l'orfana

Vedo il custode ergersi minaccioso davanti alla piccola Aretha, resa ancor più piccola dall'essere in ginocchio, e qualcosa in me si contrae involontariamente. Mi ricorda un pochino il piccolo Haru ma so che non è lui, lui era puro e innocente mentre lei è solo un'infetta, come me e come tutti i novizi. Una smorfia altera impercettibilmente il mio viso al pensiero, ma è solo un istante.

La giovane inizia a recitare dei versi:

Ma che roba è? Di certo non sono quelli richiesti...

penso anche se non ho la minima idea di quale sia l'inutile blaterio sacro richiesto.

Questa roba è solo uno spreco di tempo! Potremmo essere nell'arena ad allenarci a combattere.

Davvero non sopporto di stare in ginocchio a blaterare inutili formule, se servissero a qualcosa contro gli oscuri non avrebbero certo bisogno di noi, ma neanche io sono così folle da dirlo, altrimenti il supplizio di Lucien sembrerebbe una luna di miele.

La conferma che la "biondina" non ha risposto correttamente è il braccio del custode che si alza a pugno. Istintivamente mi viene da alzarmi a bloccarlo, sono abbastanza vicina e sto per farlo, non permetteró che Ari venga colpita o almeno ci proverò, ma le parole della Reverenda Madre lo fermano e il cercarovina mezzo dissanguato risparmia a tutti l'ovvia punizione che seguirà inevitabilmente al nostro fallimento.

"La lezione è finita" queste si che sono dolci parole. Mi rialzo con un guizzo ignorando la protesta delle ginocchia indolenzite dalla lunga permanenza sulla dura pietra fredda.

Quando raggiungo la ragazzina è già stata affiancata da quel "sacco di pulci" di Magda. Non la sopporto quell'altezzosa smorfiosa bugiarda ma è di sicuro meglio di quel branco di stupidi che pensa di comandare qualcosa solo perché sono qui a farsi frustare da prima di noi.

"A cuccia Altgraf!" esclamo avvicinandomi per stuzzicarla e farla infuriare un pochino, uno dei miei passatempi preferiti.

"Peccato che la "santarellina" ci abbia privato della scena...avrei proprio voluto vederti abbaiare contro la vecchia invece sei qui a scodinzolare e vedi di non pisciare sulla porta uscendo, non è nobile." concludo con una risata soffocata mentre vedo montate la rabbia nello sguardo della celartigli.

"E tu "santarellina", ottima prova. Devi insegnarmi come fai! Potrei quasi appassionarmi a queste inutili farneticazioni se hanno il potere di zittire quella vecchia zitella rinsecchita." Mi congratulo abbassando prudentemente la voce al commento sulla Reverenda Madre.

Con la coda dell'occhio tengo sotto controllo la nobile celartigli mentre ci incamminiamo lungo i freddi corridoi, superando la scia di sangue del novizio che viene trascinato fuori dalla cappella:

"Che lezione abbiamo adesso?" chiedo senza rivolgermi a nessuno in particolare ma poi aggiungo rivolta alla ragazza dai capelli rossi: "Ovviamente non l'ho chiesto a te, visto che vorrei sapere "la verità". Ma se ti va puoi raccontarci una storia per la buona notte, ho sentito che sei brava ad inventarle..." concludo con l'ennesima frecciatina alla componente ferina del nostro trio di mostri ben assortito, al contrario degli altri gruppi che tendono a riunirsi in base alla "malattia" che li affligge.

Modificato da Rafghost2

  • Autore

Parlando siete uscite dalla cattedrale della cittadella e vi ritrovate nel piazzale, all'ombra della statua della martire donata dal padre di Magda, il Granduca di Altgraf. Il suo internamento è stato accompagnato da una generosa donazione di patate e pellicce. In un altro tempo una figlia del granduca sarebbe stata seguita da carri su carri di grano dorato, tessuti pregiati e barili di vino provenienti dalle vigne di famiglia, ma ormai il suolo è sempre più sterile e i contadini fuggono nelle città a morire di fame o si arroccano nei villaggi fortificati per proteggersi dagli orrori che camminano sulla terra.

Fa freddo.

è sempre freddo qui, nel Valnord, e il sole è perennemente velato. A causa dell'Oscurità, afferma la Chiesa Luminarista. Per colpa vostra, pensano quasi tutti.

I sanguevile novizi, pestando i piedi per il freddo nella neve gelata ed emettendo nuvolette di vapore acqueo dalla bocca e dal naso, si radunano in assembramenti del loro colore che, per lo più, fanno finta di ignorarsi.

Una figura si stacca dal gruppo dei neri e si dirige verso di voi. Indossa una divisa dello stesso colore di quella di Aretha, ma impreziosita da fermagli d'argento. Il ragazzo è pallido, ha i corti capelli corvini, con una ciocca ribelle che gli ricade su una guancia da cui pende un talismano a forma di falce di luna e gli occhi bistrati di nero.

Vi si pianta davanti. è probabile lo troviate piuttosto attraente con quell'aura da bel tenebroso, perennemente freddo e distaccato.

Aidan-de-Gris.png

"Bella prova, d'Arbaud, hai risparmiato un bel po' di nasi sanguinanti a quegli zotici nati con il fango fra le dita"

mentre lo dice guarda di striscio Ren con malcelato disprezzo, prima di cancellarla definitivamente dal suo orizzonte e concentrarsi sulla piccola danzaombre.

"Dovresti venire con noi. I tuoi simili"

"Puoi portare con te la tua amica celartigli, se ci tieni" aggiunge amabile prima di girare la testa e rivolgersi direttamente a Magda

"Hai bisogno di protezione, Altgraf. Lo sai, vero?"

Modificato da Mezzanotte

Magda di Altgraf

Osservo il ragazzo, altezzoso come tanti nobili che ho conosciuto, non necessariamente un male a mio avviso. E sembra pure carino.

Ti stai offrendo di proteggere me ... Scusa...Credo che ti sia dimenticato di dirmi chi sei, l'oscurità ti ha forse fatto dimenticare le buone maniere? E poi...in che modo vorresti proteggermi ? Ti ricordo che sono l'unica novizia ad aver già ucciso un troll da sola. Cosa puoi offrirmi di più in tal senso?

Invece... aggiungo un po' più dolce se riesci a procurarti un bicchiere di vino di un raccolto pre oscurità... potrei essere interessata. Ma bada che che il mio ultimo spasimante non ha fatto una bella fine...se ti avvicini troppo lo fai a tuo rischio e pericolo. Inoltre se prendi me prendi tutta la mia corte. Succhiac..hem Cantasangue inclusa. Mi piace tenerla vicino sai?!

@Mezzanotte

Non so se la consideri una prova nel caso userei 3d8 ( arrogante mi sembra ci stia e pure diplomatico) i risultati nel caso sono 5,6,2 in questo ordine.

Ren l'orfana

Usciamo dalla cattedrale verso il piazzale della fortezza, un crocevia obbligato verso tutte le altre aule di lezione. Il freddo ci investe impietoso ma almeno siamo lontani dalle grinfie di quella vecchia megera che non fa altro che vaneggiare e farci perdere tempo prezioso a salmodiare frasi a memoria senza alcuna utilità. Sembrano più lezioni di resistenza alla tortura che qualcosa di utile da usare contro gli oscuri.

Scambio qualche parola con le uniche due persone con cui abbia legato un minimo in questo inferno di ghiaccio, approfittandone per pungolare allegramente Magda che, in un certo senso, potrei definire la mia rivale, quando si avvicina un affascinante danzaombre per complimentarsi con Aretha. Come era facile immaginare il suo fascino finisce non appena apre la bocca rivelandosi l'ennesimo Nobile altezzoso e pieno di sè.

Mi squadra come se fossi un mucchio di immondizia. Serro la mascella e stringo i pugni trattenendomi con estrema difficoltà dall'estendere la colorazione nera intorno agli occhi al resto del viso a suon di pugni. Sto per rispondergli con la cortesia che merita quando Magda interviene. Abbandono l'idea di insultarlo, per il momento, limitandomi ad un semplice sbuffo stizzito che si perde fra le parole della Celartigli.

Alzo gli occhi al cielo quando attacca con la solita manfrina di "...sono l'unica che..."

"L'unica che cosa?" penso sconsolata "L'unica che riesce a raccontare un palla gigantesca solo perchè chiunque possa smentirla è stato ammazzato e certi adulti sono stupidi come capre da saltare alla conclusione più scontata? Bah..."
"Almeno gode di una certa considerazione ed è mia amic..." mi blocco per un attimo dallo stupore di cosa sto pensando. "Che mi venga un colpo! Ma che cavolo mi ritrovo a pensare?!"

La mia attenzione viene attratta dalle parole della protagonista dei miei pensieri:

"Sta contrattando per me quando potrebbe semplicemente approfittarsene e trarne vantaggio?" fisso la sua nuca dalle folte ciocche rosse stupita per quelle parole, come anche per la sua definizione della mia persona: "SucchiaC... sono proprio curiosa di conoscere la parte mancante. Mi premurerò di chiedergliela alla prima occasione!"

Resto in silenzio spostando lo sguardo alternativamente da Magda al "tenebroso nobile idiota" per poi puntarlo su Aretha in attesa della sua risposta.

"Agli effetti per lei sarebbe più conveniente stare con loro, ma allora perchè finora è rimasta con me e Magda?" la possibilità che questa volta potrei vederla andar via con gli altri Danzaombre mi stringe lo stomaco in una sensazione familiare ma che mi rifiuto di riconoscere e, soprattutto, di accettare. Mi ritrovo a giocherellare nervosamente con la lingua contro i lunghi canini.

"Sono SOLA! Stiamo insieme per convenienza reciproca, almeno per ora, ma sono comunque SOLA!" L'idea di un qualcosa di diverso da questo non mi sfiora neanche, eppure quel pensiero di prima potrebbe aver portato a galla un primo indizio di altri sentimenti ben celati nel profondo dell'animo, insieme all'oscurità che è in me.

Aretha d'Arbaud

Non riesco a credere alla mia proverbiale fortuna. Non mi andava francamente di passare la giornata piena di lividi. Non faccio nemmeno in tempo a godermi un po' di pace dopo la cappella che mi ritrovo già intercettata da un collega dalle vesti nere. Che fatica la vita di relazione.

Gli rivolgo un sorriso composto, inclinando appena il capo. I complimenti sono sempre graditi, soprattutto quando non costano nulla, ma l'invito mi mette in una posizione scomoda. O forse sono io a non avere voglia di complicarmi ulteriormente la vita.

"Ti ringrazio profondamente per l'offerta e per i complimenti. È gentile da parte tua preoccuparti per noi." Faccio una breve pausa, lasciando che il mio sguardo passi da lui alle mie compagne. "Ma non credi che stare troppo vicini ai nostri simili rischi di fomentare le ombre che portiamo dentro?"

La preoccupazione nella mia voce è sincera. O almeno, lo è quanto basta perché possa sembrare tale. Non mi pare particolarmente prudente circondarsi soltanto di persone che condividono la nostra stessa natura, soprattutto quando ci viene ripetuto ogni giorno quanto sia pericolosa. E sinceramente, non voglio avere a che fare con lui. A malapena con le altre vado d'accordo.

"Forse sarebbe meglio diversificare il raccolto." Accompagno le parole con un piccolo gesto della mano verso Magda e Ren, come se la soluzione fosse talmente ovvia da non richiedere ulteriori spiegazioni.

"In fondo, il mio sangue nobile qui conta ben poco. Non è contato prima, quando sono stata abbandonata in monastero, e non vedo perché dovrebbe contare adesso." Non ho intenzione di fingere un'affinità soltanto perché qualcuno ha deciso che dovrei trovarmi meglio con chi mi somiglia.

Ritorno a guardare il ragazzo, mantenendo il sorriso educato. "In ogni caso, ti ringrazio ancora. È bello sapere che qualcuno sia disposto a offrire la propria protezione."

Spero soltanto che non insista. Ho già abbastanza cose di cui occuparmi senza dovermi procurare nuovi lividi per una questione di orgoglio.

  • Autore

Aidan-de-Gris.png

Il bellissimo ragazzo emette un "oh!" di sorpresa e non fa una piega, apparentemente, anche se rimane perplesso e un po' spiazzato dalla risposta di Aretha. Non sembra uno di quelli che riceve molti no dalle ragazze.

"Immagino che stare insieme possa aiutarci a comprendere la nostra.. ecco, condizione. Inoltre potremmo essere costretti a collaborare, perciò sarebbe meglio conoscersi bene, per evitare conflitti ed aumentare le nostre probabilità di sopravvivenza"

"Eppure rispetto la vostra volontà, lady d'Arbaud. E il bizzarro senso di lealtà che sembrate provare per alcuni rappresentati della plebe", aggiunge senza voltarsi verso Ren.

"Chiedo perdono per non essermi presentato, signora di Altgraf. Questo posto a volte fa dimenticare le buone maniere. Il mio nome è Aidan dei Conti di Gris. I miei Padri sono stati compagni di imperatrici per generazioni" china lievemente la testa, "schiavo vostro".

A voi nobili non sfugge la galanteria di questo giovane Gris, che chiama la celartigli signora di Altgraf quando in realtà il titolo appartiene ancora al padre di Magda. Senza contare che, anche se Magda fosse l'unica nella sua linea di successione, difficilmente potrebbe ereditare il feudo essendo una sanguevile.

"Ovviamente mi hanno riferito della vostra incredibile impresa. Tuttavia vi inviterei a fare attenzione: qui c'è chi è molto interessato al vostro sangue"

Con la punta del mento accenna ad un gruppetto di marroni, dall'altra parte del cortile. Fra di loro c'è un ragazzo in particolare con i capelli ricci. Si tiene strette le ginocchia al mento, accucciato su un basso muretto di pietre, gli occhi piantati su Magda.

cercaselva.png

A questo punto la nostra celartigli potrebbe scuotere la testa. Dire che non lo ha mai visto. Che non lo conosce.

"Oh, ma certamente lui conosce voi, signora di Altgraf", risponderebbe il danzaombre.

"Avete mangiato suo fratello"

Magda

Aidan dei conti di Gris...lusingata. Peccato fare la conoscenza in questo luogo..e in questa condizione... più che dei giovani nobili sembriamo dei mezzi carcerati.

Quindi quello sarebbe un altro Killgren?

ho creato un branco eterogeneo...e sebbene non tema il ricciolino...ti ringrazio per l'informazione. Se dalle tue ombre scopri qualcos'altro di interessante sarò ben lieta di ascoltarti e ricambiare il favore.

Killgren deve solo provarci ad avvicinarsi a me, suo fratello era un depravato che ha scatenato la fame oscura che si celava in me...

Se Aretha preferisce non venire, appoggio la sua scelta incondizionatamente...ma spero che posso contare su di voi e i vostri contatti come... alleati? Ovviamente la cosa è reciproca.

In realtà non sono affatto contenta di sapere che il mio ex promesso sposo avesse un fratello minore. Concentro la attenzione sulla conversazione diplomatica, nonostante tutto il giovane di Gris mi ha fatto un piacere a venirci a parlare e ci tengo a tenermelo amico.

Ora più che mai vorrei che Ren fosse un vero vampiro per leggere le menti dei presenti. Ma non lo è.

Ora che so che qualcuno vuole la mia testa devo farmi degli alleati fidati. Aretha ha la mia totale fiducia, sebbene non abbia chissà quali capacità combattive. Ren mi sta così appiccicata solo perché ha scoperto il mio piccolo segreto, ma se volesse danneggiarmi l'avrebbe già fatto, invece si limita ad insultarmi morbosamente. Seppur improbabile la considero una valida alleata in caso di aggressione.

Ma ogni supporto in più è bene accetto.

@Mezzanotte

Se serve una prova di ascendente, diplomatico aggiunge un secondo dado da 8 per avere Aidan bendisposto nei nostri confronti. Tiro 4 e 8

Modificato da Monkey77
Tolto l'errore celartigli e inserito tiro dadi

Ren l'orfana

"Tutto sommato il tenebroso qui non sembra male." concedo valutando le informazioni che ci ha fornito e la premura dimostrata.

"Per quanto riguarda me... beh... è un ragazzino nobile cresciuto nel disprezzare le persone umili. E poi ci sono abituata, anche se non gliela lascerò passare liscia MAI senza batter ciglio!" considero soppesando la situazione.

"Visto quanto è altolocato potrei anche strappargli qualche segreto, magari mi tornerà utile, come con Magda." penso voltandomi a guardare la Celartigli con un mezzo sorriso.

Nel frattempo, con la coda dell'occhio, osservo il fratello non "ancora" sbranato dalla mia compagna ferale.

"Speriamo non se la sia presa sul personale se Magda ha banchettato con suo fratello. Sappiamo tutti che la prima volta è incontrollabile..." mi incupisco stringendo involontariamente i denti mentre i ricordi iniziano a riaffiorare, dolorosi come sempre "... io lo so molto bene."

"Dallo sguardo che fissa su Magda non si prospetta nulla di buono. Sarà meglio che la storia del Troll regga, almeno ci penseranno due volte prima di rompere! Però devo fare in modo che lei non se ne accorga o crederà che non abbia più alcuna leva nei suoi confronti. Lasciamole l'illusione di essere l'Alpha, ma il guinzaglio lo tengo io!" al pensiero il mezzo sorriso si estende anche agli occhi cambiando la mia espressione in una più provocante e lasciando che i cupi pensieri sprofondino nuovamente nel mare tenebroso che lambisce la mia anima.

Aretha D'Arbaud

"Mi fa piacere che tu comprenda le mie ragioni, Aidan. Ti assicuro che comprendo anche le tue."

Gli rivolgo un piccolo sorriso, inclinando appena il capo. In fondo, non vedo perché dovremmo renderci la vita più difficile del necessario. Di nemici ne abbiamo già abbastanza, senza bisogno di procurarceli fra quelli che potrebbero esserci utili.

"In un posto come questo, credo sia importante non inimicarsi nessuno senza una buona ragione. Non trovi?"

Anche se probabilmente era quello che voleva fare con me. Ma è un nobile, i nobili vanno capiti. Non che io sia diversamente, nel mio sangue scorre quel sangue... ma probabilmente all'occhio della chiesa e della nobiltà tanto nobili non siamo nessuno dei due. Seguo con lo sguardo il cenno del ragazzo verso il gruppetto di marroni, soffermandomi sul riccioluto accovacciato sul muretto. Poi ascolto la spiegazione di Aidan.

Ah.

Guardo Magda per un istante, cercando di capire come intenda reagire.

Torno a guardare Aidan. "Oh, credo sia troppo tardi."

Offgame

Anche a voi da qualche tempo pare che il sito sia lentissimo?

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Aidan sta per rispondere a Magda quando risuonano le cupe note di un corno nell'aria fredda.

I branchi di sanguevile si rompono e i loro retaggi si mischiano mentre i novizi si incanalano attraverso uno stretto portale a sesto acuto. Anche il Killgren sparisce all'improvviso in quel piccolo fiume e da un attimo all'altro non lo vedete più.

"Si direbbe che la ricreazione sia già finita, signore. E così la nostra piacevole conversazione. Il vecchio Mael vuole insegnarci a stare al mondo. Sforzo inutile a mio avviso: la metà di noi morirà prima di essere ordinata custode"

Il divertito cinismo del futuro non-conte di Gris potrebbe conquistarvi dato che la sua vita è in palio assieme alle vostre. Ma lui sembra aver scelto semplicemente di non abbandonarsi allo sconforto e affrontare le terribili prove che vi aspettano con disillusa, acuta leggerezza. E deve aver imparato in famiglia ad intrattenere con garbo le signore: le uniche battaglie che i conti di Gris hanno mai condotto con successo, da che si abbia memoria, sono quelle vinte nei letti delle loro imperatrici.

Il danzaombre si accosta audacemente ad Aretha e con fare cospiratorio le sfiora l'orecchio con le labbra: il suo respiro è caldo e solleticante.

"un giorno lo farò mangiare dalle mie ombre" dice a voce abbastanza alta perché possiate tutte sentirlo, ma il tono delle sue parole è privo di odio o minaccia ed anzi ha un che di giocoso.

"Venite, non facciamolo aspettare"

afferra la manica di Aretha e la trascina via, fra le divise colorate.

offgame

Che il sito sia lentissimo a me capita da parecchio. Ci metteva così tanto a caricare persino le immagini che ho aperto una richiesta di aiuto perché pensavo l'embedding non funzionasse più. Per fortuna era solo la lentezza del sito.

Piuttosto la cosa che mi affligge ora è che non mi segnala gli aggiornamenti di tutte le discussioni a cui mi sono segnato. Così mi perdo i post delle gilde che seguo :-(

Modificato da Mezzanotte

Magda di Altgraf

Il suono del corno interrompe la nostra conversazione.

Fine dell' attimo di libertà, se di libertà si può parlare...destino avverso che mi ha dannato con questo male e mi ha fatto finire qui dentro.

Mi distraggo un attimo per osservare il cecaselva solo per scoprire che si è dileguato tra la folla. È solo un attimo di distrazione, ma Aidan trascina Aretha per la manica dileguandosi con lei.

Dannazione , non credo le voglia fare del male ma non può farmi sparire la biondina così.

Mi muovo agilmente tra la folla cercando di stare al passo dei due danzaombre. Da quando la maledizione si è rivelata la mia forza e agilità sono aumentate notevolmente. E in qualche modo riesco a star dietro i come sapessi dove si trovino e dove svolteranno. In un certo qual modo mi sento come se stessi... cacciando. Scrollò via quella strana e inquietante sensazione e mentre passo accanto alla statua sono di mio padre penso...

Papà, sono stata un dolore fin da quando sono nata...ma giuro che diventerò un custode, la migliore così che tu possa comunque essere fiero di me... anche se non come avresti voluto. Riprenderò il mio posto in seno alla famiglia... è una promessa.

Il movimento dei novizi che si recano ai rispettivi corsi mi obbliga a restare concentrata nei miei movimenti liberandomi dei miei pesanti pensieri

Modificato da Monkey77

Ren l'orfana

"Sarebbe un ragazzo simpatico con cui varrebbe la pena fare amicizia, se solo fosse di visioni più aperte. Se sapesse chi sono davvero non avrei tutti questi problemi con i cadetti aristocratici, ma non posso...
NON VOGLIO persone che mi stiano accanto solo perchè ho avuto la fortuna di nascere in una casa piuttosto che in quella a fianco, queste cose non hanno alcun valore."

"Ho conosciuto "zotici nati con il fango fra le dita" mille volte migliori di rampolli dai nobili natali che ogni giorno..."

un corno interrompe il filo dei miei pensieri ad indicare che è ora di dirigersi verso la prossima lezione. Aidan ci ricorda che Mael, il Luminare delle Lame, ci aspetta.

Un lampo di felicità mi attraversa gli occhi, fra tutte è di sicuro la lezione che preferisco e poi, ogni tanto, riesco anche a pestare qualcuno di quei nobili altezzosi lasciandoli stesi nel fango gelato che tanto disprezzano, ricordandogli a suon di lividi che qui siamo tutti allo stesso livello e non saranno certo i loro abitini raffinati o gli ornamenti che portano a renderli meno appetibili ai nostri nemici.
Vederli rialzarsi con i mantelli inzaccherati di fango con la prospettiva di non potersi cambiare spesso per ore e con un'espressione schifata sul viso è qualcosa di impagabile, anche meglio che tormentare Magda.

Purtroppo però non è un qualcosa che riesca a fare abbastanza frequentemente e quindi la mia compagna resta il mio hobby prediletto.

"Speriamo che oggi sia uno di quei giorni buoni..." ghigno mentre inizio ad avviarmi istintivamente verso la meta quando vedo il tenebroso afferrare Aretha per la manica e trascinarla con sé fra la folla. Li seguo cercando di restare vicino alla mia bionda compagna per proteggerla, non si sa mai, anche se le intenzioni di Aidan non mi sembravano assolutamente ostili, almeno nei suoi confronti.

  • Autore

Vi ritrovate tutti mischiati, retaggi oscuri e novizi completamente umani in verde, nel campo di addestramento della Cittadella: un ampio spazio quadrato circondato da un portico, come il chiostro di un convento. I capitelli e le colonne a tortiglioni sono scolpiti con scene di lotta all'Oscurità nello stile pesante e drammatico del Cendres.

"L'umanità che trionfa sui mostri generati dal buio della ragione, signore", commenta istrionicamente Aidan passando le dita su una forma indefinibile che emerge dalla pietra di una colonna; una entità vagamente femminile senza testa ma dai molti arti, con una triplice fila di tette e la vagina dentata sbavante. La mostruosità è congelata nella pietra in una posizione contorta, impegnata in un furente corpo a corpo con un Custode che sembra più un appassionato amplesso che un duello, anche se non per questo meno terrificante.

"Solo che ora, dopo secoli di battaglie segrete" prosegue il non-conte con un leggero sorriso sulle labbra, "per sopravvivere è costretta ad arruolare noi: alcuni degli orrori generati proprio da quelle tenebre. Irresistibilmente ironico direi"

La mano del danzaombre scivola sulla scultura a strizzare fra i polpastrelli i capezzoli del demone: in origine, giudicate, spavaldamente voluminosi e minacciosamente appuntiti, ma ora ridotti a mozziconi di pietra corrosi dalle assai poco pudiche attenzioni di generazioni di aspiranti custodi.

Vi guarda. Forse lo fissate a vostra volta, sconcertate.

"Dicono porti fortuna alle matricole", si giustifica alzando le spalle.

"E la Santa solo sa se non ne abbiamo bisogno"

Passano due novizi in verde e vi cacciano frettolosamente nelle mani corte spade di legno prima di scappare oltre.

"Quando ci darete delle spade vere?" si lamenta un grigio che ha appena ricevuto la sua, ad alta voce.

"Le vere spade sono per veri uomini. Io qui vedo solo mocciosi troppo sicuri di sé"

mael-testa-dura-av.pngA rispondere è un uomo di mezza età nella divisa verde dei Custodes, calvo e tarchiato, il volto tenuto assieme da un intrico di cicatrici argentee, la parte superiore sinistra del cranio una calotta di ferro fissata al resto della testa con staffe di metallo infilate direttamente nella carne: è il vostro maestro della Lame, Mael Testa di Ferro.

Il luminare si fa strada spingendo da parte ragazzi e ragazze per affrontare il cucciolo impudente.

"Sapresti usare una spada vera, tu?", lo apostrofa.

"Certo vecchiaccio: studio scherma con i migliori maestri di lama di Egas da quando avevo sei anni!"

"Nobile, eh? Fammi vedere"

Il luminare sfila la sua spada d'acciaio dal fodero e gliela getta ai piedi.

Il grigio si piega per raccoglierla ma le sue dita indugiano sull'elsa, guardinghe.

"Colpire un luminare è un crimine grave" osserva restando accucciato e sbirciando il maestro dal basso, un guizzo d'astuzia volpina dipinta sul volto.

"Fallo. E diventerai Custode questo giorno stesso"

Testa di Ferro non ha neanche finito la frase che il celartigli scatta come una molla, la spada impugnata con presa sicura, la lama un fulmine d'argento che per un baleno cattura la luce del sole morente diretta verso la gola del maestro disarmato.

Un battito di ciglia dopo il nobile rampollo è in terra. Si stringe il braccio spezzato mugolando di dolore mentre il vecchio Testa Dura rinfodera tranquillamente la sua spada con un suono sibilante. Nessuno di voi è riuscito a seguire lo scambio di colpi, tanto è stato improvviso e veloce.

"Un avversario senza una spada non è un avversario disarmato. La vera arma è qui dentro" vi arringa picchiettando la testa dello sconfitto che annaspa in terra con la punta dello stivale.

"Ingannate il vostro nemico, instillate in lui una falsa sicurezza, attaccatelo in modi inaspettati con qualunque cosa abbiate a disposizione. Questo vale per i vostri avversari umani quanto per gli Oscuri"

"Ed ora ACCOPPIATEVI!"

Si scatena un gran trambusto nel cortile, perché i ragazzi e le ragazze si precipitano tentando di accaparrarsi i compagni di allenamento che prediligono.

Aidan è lesto a spingere Aretha contro una colonna, evitandole di venir travolta dai ragazzi più grandi che probabilmente la calpesterebbero senza neanche accorgersi di lei, visto che è piuttosto minuta.

A voialtri il sorteggio non va così di lusso.

Ren

ti ritrovi di fronte un novizio in verde. Un umano bello grosso.

Magda

ti avrebbe scelto un tipo viola dai capelli biondi che però si becca subito un pugno che lo mette K.O. cercaselva.png

Davanti a te si pianta il Killgren.

"Niente oscurità, piccoli mostri. Dovete imparare a non temere il contatto fisico. Dovete imparare cosa è il dolore"

Combatterete molto vicini fra di voi. Aidan ha portato Aretha in uno spazio vuoto dove è meno probabile che venga coinvolta in altri scontri.

"Non stare a sentire il vecchio Testa di Ferro, d'Arbaud", le dice mettendo la sua spada di legno in posizione di guardia.

"Non ti faccio male. Quando ti butto a terra, tu restaci. Il maestro non ti punirà, fidati di me"

tutti

domani vedremo assieme come funzionano i combattimenti

Modificato da Mezzanotte

Ren l'orfana

Seguo Aidan e Aretha fino a raggiungere il campo di addestramento quadrato dove confluiscono anche decine di novizi umani con le loro divise verdi.

Il Danzaombre, con la sua voce fluente e quasi ipnotica, fa sfoggio della sua cultura presentando i bassorilievi che adornano il portico che circonda lo spiazzo e poi, passa le dita sulla raffigurazione di un mostro pieno di tette facendo sfoggio, in questo caso, di quanto sia ancora solo un ragazzino arrapato.

"Ancora con questa storia della fortuna... bah... che sfigato. Se volessi toccare delle tette le mie andrebbero più che bene, altro che una roccia consunta dalle fantasie erotiche di generazioni di ragazzini. Magari pensa anche che la figa abbia i denti..." scuoto la testa sconcertata e leggermente infastidita dal comportamento infantile del nobile tenebroso.

Dei novizi umani passano rapidamente a distribuire le solite spade di legno.

"Anche oggi ci toccherà maltrattare dei poveri pali di legno." sospiro soppesando e maneggiando il simulacro da allenamento. All'improvviso si ode qualcuno esprimere a voce alta ciò che in molti pensano, ma che nessuno sano di mente direbbe di fronte al Maestro Mael. Cerco di individuare fra la folla di chi si tratti mentre istintivamente i suoi vicini si fanno da parte dopo che il Luminare delle Lame gli getta ai piedi la sua spada d'acciaio. Mael lo stuzzica, lo scontro inizia rapidissimo e... ancor più rapidamente termina con l'esito più scontato del mondo.

"Era ovvio... ma cos'hai al posto del cervello nobile spocchioso?! Ti pare che un veterano della caccia agli Oscuri sia al livello di un ragazzino? Ben ti sta! Speriamo che serva di lezione anche ai suoi compari sangue-blu..." altro scuotere di testa ma stavolta accompagnato da un sorrisetto di soddisfazione nel vedere il nobile rotolarsi a terra urlando di dolore.

"Ed ora ACCOPPIATEVI!" comanda Mael mentre si crea una sorta di panico nell'accaparrarsi il compagno ideale nella speranza di risparmiarsi una buona dose di dolore.

"ACCOPPIATEVI... che strana scelta di parole. Non sarebbe male se intendesse l'altro senso." penso maliziosa spostando lo sguardo sul giovane Aidan. "Chissà che espressione farebbe se mi presentassi nuda davanti a lui, potrebbe essere divertente vedere la sua reazione a due tette vere..." ridacchio immaginando la scena ma il sorriso mi si spegne sulle labbra quando vedo che strattona Aretha e si mette a fare coppia con lei. Lo fisso con sguardo severo e penetrante nella flebile speranza che si giri verso di me: "Falle del male e scoprirai il piacere di una spada su per il culo!"

Una figura mi si para davanti bloccandomi la visuale sulla piccola Danzaombre, è un cadetto umano bello grosso. Al mio fianco scorgo Magda affrontare un viola ma un cadetto dalla divisa marrone gli si para davanti, gli sferra un cazzotto sul grugno e lo manda disteso a terra. Quando si volta riconosco il Killgren non ancora eviscerato che fissava la Celartigli solo pochi minuti fa nel piazzale della cattedrale.

"Ahi ahi, si prospetta un bel guaio. Forza Magda, rompigli il muso!" mi ritrovo a fare il tifo per la mia compagna.

"Sarà meglio concentrarsi sul mio uomo adesso." fisso lo sguardo duro e tagliente negli occhi del mio avversario e metto la spada in un fodero immaginario al mio fianco sinistro, tenendo la mano sull'elsa e piegando le gambe pronta a scattare.

Scontro nell'arena.jpg

Meccaniche

Appena mi dici cosa tirare lo inserirò qui...

Aretha d'Arbaud

Non mi fido granché di Aidan. È un nobile, e questo basterebbe già a suggerirmi cautela. Per giunta, porta dentro di sé un'Oscurità come la mia. Non vedo perché dovrei presumere che questo lo renda più affidabile.

Stringo la spada di legno fra le mani e osservo la sua posizione di guardia. È gentile da parte sua avermi portata in uno spazio dove rischio meno di essere calpestata, ma non sono convinta che il resto delle sue premure sia altrettanto disinteressato.

"Credo sia meglio non fingere troppo, Aidan." Inclino appena la testa, rivolgendogli un sorriso educato.

"Il maestro potrebbe punirmi più severamente per una finta che per una sconfitta. E non mi sembra il caso di rischiare per così poco."

Mi sistemo come posso, cercando di imitare la guardia che ci hanno mostrato durante le lezioni. Non sono particolarmente brava con la spada, e si vede. Questo vuol dire che lo può vedere anche Aidan. Mi ha scelta sicuramente per questo, altro che per cordialità.

"Ti propongo di giocare ad armi pari. Perderò comunque, ma almeno saprò di averci provato."

Stringo un po' meglio l'impugnatura e sollevo lo sguardo verso di lui.

"Quanto al dolore, non preoccuparti. Non mi interessa granché."

Prova per convincere Aidan a combattere normalmente

Ascendente d8 + Insensibile (al mio stesso dolore): immagine.png

Magda di Altgraf

Il mio sguardo incrocia quello di Killgren

Sono una Altgraf!. Penso seria.

Flashback 1

Mio padre il Conte di Altgraf parla a me e i miei fratelli maggiori.

Voi siete i miei figli, siete gli eredi di Altgraf. Ricordate le mie parole, se volete essere all' altezza del vostro lignaggio .

Sempre fieri, mai abbassare lo sguardo o fare segno di debolezza. Mai chiedere scusa, mai concedere pietà se non si è certi che torni a nostro vantaggio.

Da mesi i giovani stanno mostrando corruzioni date dall' oscurità che è strisciata fuori dagli inferi. Voi no figli miei, la nostra famiglia non cede alle tenebre. Se noi non lo concediamo le tenebre non possono influenzarci. Siamo più forti

Siamo Altgraf.

Flashback 2

Mesi dopo

I tuoi fratelli sono morti e il mio cuore piange la loro perdita. Non ho più eredi maschi , ho combinato il matrimonio perfetto per te, le nostre terre non possono restare senza una garanzia per il futuro.

Il maggiore dei Killgren è rimasto vedovo di recente, ma è disponibile a combinare subito un nuovo matrimonio. Le miniere dei suoi terreni compenseranno la sterilità dei campi dovuta all' oscurità.

È molto più grande di te, ma non ti preoccupare, Marie Rose ti istruirà nei mesi a seguire nell' Ars Amatoria.

Il sesso è un dovere di ogni nobildonna se non vuole ritrovarsi con la calca di bastardi con pretese sui terreni. Hai potuto giocare alle armi finora, nella contabilità sei una frana a differenza di tua madre che purtroppo hai ucciso venendo al mondo quel giorno maledetto. Almeno questa volta fanne una giusta e unisci i nostri possedimenti. Cresci i figli come Altgraf porta avanti la tradizione.

Nulla di ciò che poteva insegnarmi Marie Rose avrebbe potuto prepararmi a ciò che avrei subito quella notte.

Stringo con forza il manico di legno tra le dita.

Killgren... Cercaselva anche tu in cerca di ciò che c'è tra le mie gambe?

No ,forse mi sbaglio, dalla tua espressione non sei come lui.

Ah! Forse ho capito sei diventato un Cercaselva dopo che tuo fratello ti ha sodomizzato ripetutamente... Come ha fatto con me.

Era un porco, perverso che mi ha frustata, picchiata e infilato ogni genere di attrezzi dentro di me

È colpa sua se è emersa la bestia ed ho ceduto alle tenebre.

E tu sei sangue del suo sangue.

Dentro di me sento il sangue salirmi alla testa.

Sono davvero convinta che il Killgren che ho eviscerato sia la causa dell' esplosione della maledizione e della mia caduta in questo inferno. Il giovane Killgren se non mi dimostra un sincero distacco dal fratello maggiore perverso, subirà l'ira della mia frustrazione per la perdita del futuro che mi spettava di diritto.

Meccaniche @Mezzanotte

Per l'allenamento userò impeto. L'idea è che il discorso dovrebbe fare infuriare ( e attaccare in modo furioso e prevedibile) o scioccare ( e rendere la sua difesa inefficace) Killgren. Non so se questa cosa e fattibile ai fini di gioco in qualche modo per avere qualche bonus alla prova.

Comunque per la prova di impeto ho fatto 10 . Se la prova di ascendente per demoralizzare o infuriare ha senso ho fatto 3 e se accetti il tratto arrogante 8.

Il tutto se ho capito le meccaniche, altrimenti dimmi tu.

PS l'idea che si diventi Vili solo se si è deboli di volontà è un concetto di lord Altgraf, poi come funziona in realtà lo sai tu.

Modificato da Monkey77

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