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Paizo si ristruttura: 12 licenziamenti, Organized Play ridotto, e il fantasma di Diamond

Risposte in primo piano

3 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:

Adesso è un periodo orrendo per fallire! A meno che non ti crei una rete di contatti che ti permetta di rientrare in campo velocemente... ma è sempre più rara una cosa del genere, anche se hai contatti con altri grossi nel tuo stesso settore, perchè tutti stanno affrontando un cambiamento che sta minando le loro fondamenta

E' un periodo orrendo anche per cominciare. Il figlio di un mio amico vorrebbe avviare una sua attività (sempre in ambito agricolo/zootecnico), e nonostante abbia i contatti giusti, è un incubo. I prezzi delle materie prima cambiano ogni giorno, i fornitori ti fanno aumenti ad minchiam giustificandosi in modi molto fantasiosi ogni 3 mesi, è difficile trovare manodopera qualificata, i fabbricati te li fanno pagare un occhio della testa anche se il mercato immobiliare ristagna, per iniziare l'attività alcuni fornitori ti chiedono commesse molto superiori al tuo fabbisogno oppure sparano prezzi da prototipo o campionatura (e sono allucinanti), gli ingegneri progettisti se ne saltano fuori con richieste o proposte demenziali... insomma, tutta una serie di fattori che rendono molto complicato mettersi in pista.

Mi ritengo fortunato ad avere l'età che ho e ad aver fatto il cammino che ho fatto fino ad ora. Il mondo oggi è un posto molto ma molto più difficile e complicato rispetto a quando sono entrato nel mondo del lavoro.

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  • firwood
    firwood

    Ho seguito la vicenda Paizo con molto interesse, perché ho sempre apprezzato la serietà editoriale di questa società e il grande rispetto che ha nei confronti dei suoi giocatori. Hanno subito una mazz

  • firwood
    firwood

    Ciao Marbon. Purtroppo le cose non stanno così. Come ho detto nel mio post, Paizo non ha assolutamente colpe, né dolose né colpose, in questa vicenda. Nessuna cattiva gestione, nessuna "leggerezza" ne

  • GabeKzz
    GabeKzz

    Non aggiungo altro al post di @firwood perché è esposto in maniera chiara e corretta. Solo due considerazioni: 1) l'affare Diamond va avanti da più di un anno, mi ricordo ancora il video disperato di

1 ora fa, firwood ha scritto:

Ciao Marbon.

La cosa è normale, dato che i manager strapagati hanno come primo, e spesso unico, obiettivo, il massimo profitto e di conseguenza ottenere premi al raggiungimento di traguardi di FATTURATO (importante questo, non volumi di vendita, ma fatturato), stock option, aumenti di stipendio ecc.

Noi appassionati abbiamo a cuore solo il prodotto, i manager solo gli utili, e come abbiamo visto le cose spesso non vanno di pari passo.

concordo... sono punti di vista differenti... però mentre un hobbysta può cadere dal pero quando si presentano certi accadimenti, un manager no. E non dovrebbe neanche scandalizzarsi...

1 ora fa, firwood ha scritto:

Non è questione di diktat, ma di pratica: se io (distributore) devo impegnarmi a consegnare il tuo prodotto in tutto il mondo, quindi pensare allo stoccaggio, alla distribuzione dai grandi centri alle località sperdute, ai trasporti ecc, magari anche al marketing, allora voglio essere sicuro che tu non mi tiri il colpo gobbo dando lo stesso prodotto anche ad altri. In questo caso ti dico ciao ciao e usa solo l'altro distributore. E' del tutto normale che si faccia così e mi stupisco della tua indignazione su una prassi commerciale che esiste da sempre e che, solitamente, porta solo benefici ad entrambe le parti.

No, non è follia. E' la norma. Se non vuoi dare la licenza in esclusiva, devi arrangiarti come puoi. Galleggi su numeri che ti fanno sopravvivere ma non diventerai mai ricco sfondato. Funziona così in tutti i settori come ti ho detto, dalla musica, dove o stai con una grande etichetta o resti nell'ambito indie (con relativi volumi di vendita), nei libri con le grandi case editrici, nel cinema con i grandi distributori, ecc. E' la semplice e comune realtà che esiste da sempre. Nessuna follia.

tu parli di pratica... ma è un modello di business ormai obsoleto, perchè questo mondo sta cambiando ... e non da oggi. Puoi rispondermi : e qual'è l'alternativa? E come faccio? Non ci sono risposte o ricette facili, ed ogni settore o comparto, ed ogni singola azienda, ha una storia a se, ma la rassegnazione o l'inerzia non sono, soprattutto oggi, opzioni valide per le aziende.

Non sono indignato, il problema rimane a PAIZO e non della mia attività. Partecipo a queste conversazioni perchè anche questo è un aspetto del nostro hobby, portando il (mio) punto di vista di chi gestisce medie aziende da trent'anni e in tre differenti settori (servizi, automotive e agricolo) e si sta avviando ad un quarto settore. Per 'stringere' ; che gli hobbysti rimangono stupiti di questo evento di PAIZO è naturale, che siano stati impreparati i manager dell'azienda è molto meno comprensibile (ovviamente sempre dal mio punto di vista) alla luce del cambiamento in atto di cui ho detto sopra. Il tempo della "norma" è finito e un management oggi questo concetto dovrebbe averlo fatto proprio.

1 ora fa, firwood ha scritto:

Prevedere il futuro è un esercizio che spesso si rivela sterile, perché accade sempre qualcosa di imprevisto che ti manda in vacca tutti i piani (vedi l'imbecillone col ciuffo arancio e i suoi dazi per sempio) accuratamente pianificati in accordo con l'andamento dell'economia mondiale. A livello aziendale, specie in aziende di una certa dimensione, non puoi agire in modo tempestivo adeguandoti ai cambiamenti in tempi sufficientemente rapidi. In Europa c'è una mentalità lavorativa che punta ancora molto sui lavoratori, mentre in USA spesso i lavoratori sono solo una zavorra da tagliare per tenere alti gli utili. In Cina ci sono decisioni prese al massimo livello che indirizzano e influenzano l'economia di tutti i giorni con obiettivi ben chiari in mente che vengono raggiunti perché i lavoratori sono abituati a seguire le direttive senza obiettare e tutti lavorano nella stessa direzione. Il prezzo? La libertà individuale, ed è un prezzo carissimo da pagare (anche se negli ultimi anni questa situazione è cambiata di parecchio; lo vedo nelle trasferte periodiche che faccio laggiù ormai da 8 anni).

Nel momento in cui decidi di mettere in piedi un'attività devi anche chiederti a quale tavolo vuoi stare: quello dei grandi? Allora devi seguire una prassi consolidata dato che non hai (a meno di essere un colosso) la forza di fare diversamente.

Vuoi restare un "artigiano della qualità"? Allora eviti come la peste certi compromessi ma non raggiungerai mai la potenzialità che la tua azienda potrebbe avere. Alla fine è questa scelta a fare la differenza. Inevitabilmente, più diventi grande, più compromessi devi fare per mantenere la dimensione raggiunta ed eventualmente espanderti ulteriormente.

abbiamo evidentemente punti di vista differenti sulla conduzione aziendale... 🙂 e ognuno ha il suo 😉 per me prevedere il futuro è la 'determinante' tra guidare e l'essere guidato. Come ho già detto non ritengo possibile prevedere i 'micro eventi', ma quelli 'macro' assolutamente si se si ha (soprattutto) tempo, voglia e strumenti (culturali) a disposizione.

Potremmo parlare per ore di massimi sistemi, di modelli di business e differenze culturali all'interno del quale si sviluppano le attività lavorative, e con buona probabilità non arrivare ad una sintesi che ci accomuni. La mia esperienza, ad esempio, mi ha insegnato che qui da noi in italia e in europa, diversamente dall'america con tutte le sue grandissime contraddizioni e difficoltà, non siamo noi a decidere se diventare grandi o meno, ma lo stabilisce l'eredità di nascita e di amicizia (Don Rodrigo e il Marchese del Grillo docet). Ho visto e conosciuto troppe aziende che stavano veramente per farcela da sole e sono state 'volutamente' fatte fallire o drasticamente ridimensionate.

2 ore fa, firwood ha scritto:

In ogni caso, si tratta di scelte molto complicate. Facendo un paragone (e tornando al primo punto della mia risposta), siamo tutti allenatori quando si parla di calcio, ma nessuno di noi cialtroni che spendiamo fiumi di parole ha la possibilità di mettere in pratica il proprio pensiero, quindi parlare è molto facile quando non ci sono conseguenze per le proprie parole se non su un piano puramente teorico.

quindi, si... sono scelte complicate. e sono d'accordo con te che in questo paese ci sono 50 milioni di allenatori della nazionale, 50 milioni di tuttologi in generale... 😉

1 ora fa, firwood ha scritto:

E' un periodo orrendo anche per cominciare. Il figlio di un mio amico vorrebbe avviare una sua attività (sempre in ambito agricolo/zootecnico), e nonostante abbia i contatti giusti, è un incubo. I prezzi delle materie prima cambiano ogni giorno, i fornitori ti fanno aumenti ad minchiam giustificandosi in modi molto fantasiosi ogni 3 mesi, è difficile trovare manodopera qualificata, i fabbricati te li fanno pagare un occhio della testa anche se il mercato immobiliare ristagna, per iniziare l'attività alcuni fornitori ti chiedono commesse molto superiori al tuo fabbisogno oppure sparano prezzi da prototipo o campionatura (e sono allucinanti), gli ingegneri progettisti se ne saltano fuori con richieste o proposte demenziali... insomma, tutta una serie di fattori che rendono molto complicato mettersi in pista.

Mi ritengo fortunato ad avere l'età che ho e ad aver fatto il cammino che ho fatto fino ad ora. Il mondo oggi è un posto molto ma molto più difficile e complicato rispetto a quando sono entrato nel mondo del lavoro.

sottoscrivo in pieno...

6 minuti fa, Marbon ha scritto:

tu parli di pratica... ma è un modello di business ormai obsoleto, perchè questo mondo sta cambiando

No, non sta cambiando. Non è obsoleto. E' e sarà ancora per un bel po', la prassi standard.

I manager Paizo non sono rimasti "impreparati", e la norma "non è finita", ma nella maniera più assoluta. Mi piacerebbe sapere come fai a sostenere simili affermazioni quando il mercato del lavoro E' questo quando ci si misura su scala mondiale. E non ci scappi. O così o così.

11 minuti fa, Marbon ha scritto:

Ho visto e conosciuto troppe aziende che stavano veramente per farcela da sole e sono state 'volutamente' fatte fallire o drasticamente ridimensionate.

Posso dirti l'esatto contrario, dove piccole realtà sono diventate importanti aziende a livello globale. Da questo punto di vista il mondo è paese. Le cose funzionano allo stesso modo qui, in USA, in Brasile, in India, in Australia o dove preferisci. Se pesti i piedi a qualcuno di grosso rischi sempre di essere messo all'angolo, oppure riesci ad emergere e ti fai un nome. Di certo in Italia se hai un nome importante alle spalle è tutto più facile.

12 minuti fa, Marbon ha scritto:

Come ho già detto non ritengo possibile prevedere i 'micro eventi', ma quelli 'macro' assolutamente si se si ha (soprattutto) tempo, voglia e strumenti (culturali) a disposizione.

Mah, i dazi di Trump sono un macroevento che non ha previsto nessuno. Ed è solo un esempio. Puoi fare tutti i calcoli che vuoi, prevedere tutto quello che ti pare, ma non avrai mai né la certezza né la sicurezza che le tue previsioni si avverino. Anche se hai tempo, voglia e strumenti. Altrimenti il mondo sarebbe pieno di Michael Burry e nessun evento arriverebbe più, per l'appunto, a sorpresa. Questa tua affermazione mi lascia molto perplesso. Mica siamo alla psicostoria di Hari Seldon che ti fa prevedere cosa accadrà 😁. Ci sono degli indicatori che possono darti un orientamento, ma poi non è detto che tutto giri come hai previsto. Specie in ambito finanziario.

Poi per il resto, ogni imprenditore ha una visione d'impresa diversa dall'altro, un modo di gestire le risorse peculiare, alcuni hanno anche una gestione fiscale moooooolto fantasiosa.

Di sicuro fare impresa, oggi, è davvero molto complicato. Tra leggi che invece di facilitare le cose le complicano, regole doganali demenziali (esportando il tutto il mondo devo tenermi aggiornato ed è un caos, specie per paesi come la Turchia, l'Egitto e altri in Africa o dell'ex blocco sovietico), INCOMPETENZA di personale che dovrebbe invece avere capacità specifiche (dogane, ministeri dei trasporti per le omologazioni, spedizionieri che spesso non conoscono alcune norme, ecc.).

Toglimi una curiosità: quali sarebbero queste nuove pratiche commerciali che avrebbero reso obsoleto il sistema attuale? Puoi farmi qualche esempio? Giusto per capire. Dato che queste cose mi servono anche per il mio lavoro sono davvero curioso di conoscere queste nuove pratiche che permetterebbero di ridurre costi e rischi mantenendo l'attuale competitività.

Modificato da firwood

40 minuti fa, firwood ha scritto:

No, non sta cambiando. Non è obsoleto. E e sarà ancora per un bel po', la prassi standard.

I manager Paizo non sono rimasti "impreparati", e la norma "non è finita", ma nella maniera più assoluta. Mi piacerebbe sapere come fai a sostenere simili affermazioni quando il mercato del lavoro E' questo quando ci si misura su scala mondiale. E non ci scappi. O così o così.

Posso dirti l'esatto contrario, dove piccole realtà sono diventate importanti aziende a livello globale. Da questo punto di vista il mondo è paese. Le cose funzionano allo stesso modo qui, in USA, in Brasile, in India, in Australia o dove preferisci. Se pesti i piedi a qualcuno di grosso rischi sempre di essere messo all'angolo, oppure riesci ad emergere e ti fai un nome. Di certo in Italia se hai un nome importante alle spalle è tutto più facile.

Mah, i dazi di Trump sono un macroevento che non ha previsto nessuno. Ed è solo un esempio. Puoi fare tutti i calcoli che vuoi, prevedere tutto quello che ti pare, ma non avrai mai né la certezza né la sicurezza che le tue previsioni si avverino. Anche se hai tempo, voglia e strumenti. Altrimenti il mondo sarebbe pieno di Michael Burry e nessun evento arriverebbe più, per l'appunto, a sorpresa. Questa tua affermazione mi lascia molto perplesso. Mica siamo alla psicostoria di Hari Seldon che ti fa prevedere cosa accadrà 😁. Ci sono degli indicatori che possono darti un orientamento, ma poi non è detto che tutto giri come hai previsto. Specie in ambito finanziario.

Poi per il resto, ogni imprenditore ha una visione d'impresa diversa dall'altro, un modo di gestire le risorse peculiare, alcuni hanno anche una gestione fiscale moooooolto fantasiosa.

Di sicuro fare impresa, oggi, è davvero molto complicato. Tra leggi che invece di facilitare le cose le complicano, regole doganali demenziali (esportando il tutto il mondo devo tenermi aggiornato ed è un caos, specie per paesi come la Turchia, l'Egitto e altri in Africa o dell'ex blocco sovietico), INCOMPETENZA di personale che dovrebbe invece avere capacità specifiche (dogane, ministeri dei trasporti per le omologazioni, spedizionieri che spesso non conoscono alcune norme, ecc.).

leggo con interesse il tuo punto di vista , e sarà sicuramente motivo di riflessione... 😉

riguardo alle mi affermazioni, lo ripeto ancora, potremmo stare qui a disquisire giorni e giorni, non è questo (credo) il posto dove farlo. Sinteticamente : se hai tempo e voglia di 'unire' informazioni provenienti da ambiti anche completamente differenti puoi elaborare un quadro generale sull'indirizzo che l'economia, l'ordine sociale e la cultura sta andando. Evidente che il settore industriale dei mezzi di lavoro di cui tu ti occupi ha una sua dinamica specifica, come lo hanno tutti gli altri settori, ma questo non vuol dire che sia esente dalle influenze di quanto avviene altrove. Può avere una resilienza maggiore (è comunque un settore fondamentalissimo per qualsiasi attività produttiva umana) e venir scalfita o condizionata in maniera minore o differente rispetto agli altri, e dal tuo punto di vista (legittimo) potresti non aver occasione di osservare altro.

Per la mia più diretta esperienza posso farti esempio della decisione di licenziamento di 100.000 operai VW entro fine anno, e di altri 50-60.000 probabilmente entro il 2027. E' un macro evento, per chi voleva, previsto ormai da alcuni anni. Era solo questione di tempo di quando si sarebbe verificato. Detto questo, tutto il ns comparto del nord-est che produce componentistica quasi in esclusiva per VW dovrebbe essere già pronto con dei piani per ricollocarsi (anche con dei legittimi ridimensionamenti, ma fatti con la testa). L'indotto dell'automotive vale almeno fino ad un x3. Se chi lavora nel comparto non ha 'pensato' e 'deciso' nulla a riguardo, significa che nel giro di 2-3 semestri al massimo avremmo 100.000 x 2 lavoratori a casa...

La crisi dell'intero comparto automotive è stata scritta già quindici anni fa. Non nasce oggi. Oggi si stanno accumulando problemi irrisolti (o voluti) che ad ogni ulteriore problema che si aggiunge amplifica ulteriormente quelli già esistenti. E potrei citare tante problematiche irrisolte (volute) di questo settore, e legato anche ad altri settori e alle crisi di quei settori. E questo solo per fare un esempio del cambiamento che stiamo vivendo tra quelli più evidenti e che meglio conosco.

Trump non era previsto? Forse non 10 anni fa alla sua prima elezione, ma quest'ultima è stata una citofonata, e al di là del giudizio che si può dare, ci sono tantissimi indizi e presupposti per pensare che la sua amministrazione rimanga in carica per parecchi anni.

Comunque concordo con te che fare impresa in italia è molto complicato...

Infine, lo ribadisco, non sono maestro, non sono qui per vendere nulla (anche se sono venditore), ne per convincere nessuno, e tra me e tutti quanti voi ci sono solo quattro chiacchiere davanti ad una birra virtuale 🍻

27 minuti fa, Marbon ha scritto:

leggo con interesse il tuo punto di vista , e sarà sicuramente motivo di riflessione

Tutto quello che hai scritto è assolutamente vero e condivisibile, ma stai parlando di eventi che solo un cieco non avrebbe notato riguardo l'automotive.

Riguardo Trump, si sapeva che sarebbe potuto tornare, ma nessuno, nemmeno tra i suoi, poteva ipotizzare l'idea dei dazi, saltata fuori perché il figlio (o il genero, non ricordo più) ha visto un libro fatto da emerito idiota manco capace di fare 1+1 dove sosteneva che a maggiori dazi sarebbero corrisposti più guadagni, con un ragionamento che manco un bambino dell'asilo avrebbe fatto. Invece quell'idiota di Trump l'ha messo in pratica. E' notizia di ieri che gli Stati Uniti hanno rimborsato la prima tranche di dazi non dovuti: 81 miliardi di dollari, per la felicità dei sostenitori MAGA che oltre a non aver guadagnato nulla, hanno cisto peggiorare le proprie condizioni (e ben gli stà!).

Mi aspettavo però una risposta sulle nuove pratiche commerciali che hanno reso obsoleto l'uso di licenze esclusive, dato che qui non riesco proprio a capire dove vai a parare.

Ovviamente sono chiacchiere informali fatte pour parler, e ci sono argomenti stuzzicanti che meriterebbero di essere approfonditi, ma non è questo il canale adatto dal momento che esula dall'argomento gdr.

12 minuti fa, firwood ha scritto:

Tutto quello che hai scritto è assolutamente vero e condivisibile, ma stai parlando di eventi che solo un cieco non avrebbe notato riguardo l'automotive.

oggi è evidente a tutti. Quindici anni fa (e non è una quantificazione di anni casuale) era evidente solo a chi esercitava l'arte dello studio e dell'approfondimento. Come tante attività che dipendono dalle decisioni umane, queste necessitano di tempo più o meno lungo, per evolversi, compiersi e disvelarsi. A molti (e non a tutti) solo 'dopo' diventa chiaro la nuova evoluzione e non sempre le motivazioni che sono dietro.

18 minuti fa, firwood ha scritto:

Riguardo Trump, si sapeva che sarebbe potuto tornare, ma nessuno, nemmeno tra i suoi, poteva ipotizzare l'idea dei dazi, saltata fuori perché il figlio (o il genero, non ricordo più) ha visto un libro fatto da emerito idiota manco capace di fare 1+1 dove sosteneva che a maggiori dazi sarebbero corrisposti più guadagni, con un ragionamento che manco un bambino dell'asilo avrebbe fatto. Invece quell'idiota di Trump l'ha messo in pratica. E' notizia di ieri che gli Stati Uniti hanno rimborsato la prima tranche di dazi non dovuti: 81 miliardi di dollari, per la felicità dei sostenitori MAGA che oltre a non aver guadagnato nulla, hanno cisto peggiorare le proprie condizioni (e ben gli stà!).

La politica è argomento sempre spinoso, e sempre dalle innumerevoli sfumature di tutti i colori...

I dazi non sono frutto solo del commander in chief ne tanto meno dei suoi vicini congiunti. Sono tantissimi gli attori che influenzano più o meno le decisioni nell'amministrazione americana. Sicuramente la president family ha tratto enormi benefici da quanto è accaduto e sta accadendo, ma sarebbe semplicistico assegnare queste scelte solo al loro tornaconto. Per quel che capisco io, gli americani hanno intrapreso e continueranno a farlo delle azioni di guerra su numerosi tavoli e piani, tra cui i dazi commerciali, in risposta ad altre azioni che hanno subito. e qui non voglio entrare nella questione di chi abbia iniziato prima, di chi siano tutti gli attori in gioco, etc... l'america , come per tutte le altre nazioni del mondo, non è un blocco monolitico; ognuna al proprio interno ha delle forze che spingono da una parte e dall'altra, tante volte con comportamenti che sono autolesionistici... talvolta evidenti, tavolta meno. E noi italiani, studiando solo un pò di nostra storia, ne dovremmo sapere abbastanza sul cosa questo significhi...

32 minuti fa, firwood ha scritto:

Mi aspettavo però una risposta sulle nuove pratiche commerciali che hanno reso obsoleto l'uso di licenze esclusive, dato che qui non riesco proprio a capire dove vai a parare.

Ovviamente sono chiacchiere informali fatte pour parler, e ci sono argomenti stuzzicanti che meriterebbero di essere approfonditi, ma non è questo il canale adatto dal momento che esula dall'argomento gdr.

Cercherò di essere più sintetico possibile : ovviamente studiato, preparato e cominciato prima , ma attorno all'anno 2000 si è avviato materialmente il processo di "globalizzazione" su tutti i piani e fronti possibili. In 25 anni sono stati portati a compimento numerose riforme strutturali della vita economica e sociale in tutto il globo (Cina, Russia, America, Europa, India) ed ogni paese le ha apportate secondo i propri usi e costumi, ma indirizzando ovunque verso una nuova forma di 'accentramento' del potere; non più 'apparentemente' per diritto di sangue ma per (finto) merito. Quando l'accentramento del potere raggiunge e supera certi limiti, questo non torna più indietro (la storia che lo insegna) e il sistema, che prima conoscevamo essere più o meno tra 'pari', diventa solo di subordinazione. E noi ormai siamo arrivati a questo stadio. La massa di artigiani, commercianti e piccoli produttori, e le stesse aziende di media dimensione, non ha più alcun tipo di forza contrattuale con i grandi fornitori, grandi clienti e con le grandi banche (quelle piccole non esistono più). Sono questi grandi a stabilire se le attività di questi piccoli sono , per loro, utili al sistema o meno. Da questa striminzitissima sintesi, deriva che per i piccoli e medi é esistenziale cambiare paradigma, seppure davanti al successo e ai denari la tentazione di rimanere agganciati ai grandi sia fortissima. Dietro una azienda ci sono anni di sacrifici, il proprio patrimonio personale economico, di studi , cultura , esperienza, e per qualcuno anche la responsabilità di una vita dignitosa per i propri collaboratori e dipendenti; dal mio punto di vista è miope (seppure sia una strada difficile da percorrere) lasciare che sia qualcun'altro a decidere la sorte di tutto questo.

Un contratto di esclusività è valido fintanto che ci si trova in un sistema tra pari, dove se il grande se ne approfitta la massa dei piccoli e medi possono tranquillamente abbatterlo voltandogli le spalle rivolgendosi ad un altro grande, ma non è più valido in un sistema in cui i grandi spadroneggiano o agiscono in un regime di monopolio di fatto. Per citare ancora il caso PAIZO, la sola presenza e nome di JPMorgan con il potenziale capitale di cui dispone e la sua influenza, è sufficiente a far fallire tutte le aziende coinvolte. Senza neanche sforzarsi. Potrebbe persino perdere in un tribunale... ma tra dieci anni... e tra dieci anni quelle aziende non esisteranno più... Ecco perchè oggi i contratti in esclusiva ( per me ) sono obsoleti...

Se sei d'accordo, terminerei qui queste chiacchiere accademiche ... o possiamo anche continuare in pvt per non annoiare gli altri... per tornare a discutere di GDR! 🙂

59 minuti fa, Marbon ha scritto:

cco perchè oggi i contratti in esclusiva ( per me ) sono obsoleti...

Il tuo è un discorso filosofico, etico e sociale su come dovrebbe essere, di intenzioni e prospettive ideali, ma di economico ha ben poco. Ciò che dici è giusto, ma la realtà è diversa da questo ragionamento, molto diversa e prima che le cose cambino (in merito ai contratti in esclusiva) dovranno passare ancora molti anni. Attualmente, non ci sono strumenti per cambiare la situazione quando un'azienda raggiunge determinate dimensioni. Il ragionamento che fai sulla validità del contratto di esclusiva è un discorse meramente astratto, privato del contesto e della fattualità del momento. Una teoria economica logica ma fine a sé stessa.

Comunque un discorso molto interessante ma, come fai giustamente notare, che non c'azzecca col gdr e risulta palloso ai più. Se ne può parlare volentieri in privato.

Vabbè non voglio per forza buttare benzina sul fuoco, ma le ripercussioni di questa crisi si fanno sentire anche su uno dei capisaldi di Pathfinder / Starfinder: gli Archivi di Nethis.

Ci siamo sempre vantati che tutte le regole, i mostri e png e tutte le fonti dei nostri gdr preferiti fossero disponibili legalmente e gratuitamente per tutti. Archives of Nethis è sempre stato il fiore all'occhiello di Paizo in quanto libero e gratuito accesso a tutte le risorse dei sistemi di gioco. Praticamente tutti noi giocatori e game master abbiamo sempre avuto una banca dati completa ed aggionatissima a disposizione for free. Il fatto di acquistare manuali fisici o pdf dalla casa madre è sempre e solo stato un atto di puro collezionismo o un modo per supportare il Golem Azzurro. Ma in fin dei conti a fare i taccagni chiunque può giocare a PF senza spendere un penny.

Adesso anche questa politica non è più sostenibile, cosa dire... la prossima a cadere sarà Cuba.

https://www.archivesofnethys.com/agreement.html

18 ore fa, GabeKzz ha scritto:

Vabbè non voglio per forza buttare benzina sul fuoco, ma le ripercussioni di questa crisi si fanno sentire anche su uno dei capisaldi di Pathfinder / Starfinder: gli Archivi di Nethis.

Ci siamo sempre vantati che tutte le regole, i mostri e png e tutte le fonti dei nostri gdr preferiti fossero disponibili legalmente e gratuitamente per tutti. Archives of Nethis è sempre stato il fiore all'occhiello di Paizo in quanto libero e gratuito accesso a tutte le risorse dei sistemi di gioco. Praticamente tutti noi giocatori e game master abbiamo sempre avuto una banca dati completa ed aggionatissima a disposizione for free. Il fatto di acquistare manuali fisici o pdf dalla casa madre è sempre e solo stato un atto di puro collezionismo o un modo per supportare il Golem Azzurro. Ma in fin dei conti a fare i taccagni chiunque può giocare a PF senza spendere un penny.

Adesso anche questa politica non è più sostenibile, cosa dire... la prossima a cadere sarà Cuba.

https://www.archivesofnethys.com/agreement.html

Oddio, AoN resterà perfettamente disponibile e continuerà ad essere aggiornato con le nuove uscite. Semplicemente avrà molte meno immagini e più ritardo negli aggiornamenti perché non riceverà i manuali prima in esclusiva.

Il 16/07/2026 alle 11:47, firwood ha scritto:

Mah, i dazi di Trump sono un macroevento che non ha previsto nessuno. Ed è solo un esempio.

Il problema dai veri macro-eventi è che non li puoi evitare a meno che non sei proprio te ad averli scatenati e mantenuti nel tempo... E infatti molte reazione da parte di grosse aziende è stato quello di "plagiare" il ciuffo arancione più odiato al mondo (almeno dalla gente comune del ceto medio/basso). Quindi sono pienamente d'accordo con te @firwood su questo lato.

La Paizo è importante nel settore dei GDR... ma non è un pesce grosso su scala mondiale se comparato con altre aziende (lo stesso vale WotC). Se qualcosa arriva e gli fa perdere una quota significativa di entrate... va in crisi e si deve contrarre. Si può dire che anche la bancarotta della Diamond è un macro-evento.

Non ha colpito solo Paizo, e non ha colpito solo la vendita dei manuali cartacei... ma un intero settore cui facevano parte numerosissime aziende e che si affidavano a quel servizio fornito che era indispensabile per la distribuzione di determinati prodotti. Ricordo che Diamond aveva il monopolio... tutti gli affidavano tutto! L'articolo proposto non lo enfatizza abbastanza, ma molti di quelli che ho postato più indietro sì... si vanno ad includere anche le carte Magic, le miniature, giocattoli affini... etc fra le merci tenute all'interno di quel giga-magazzino.

Posso dire anche a @Marbon che l'esempio della casa, già acquistata e con ufficio per lavorare, su cui ci hai investito per produrre ricchezza e che ti viene rasa al suolo (che avevo fatto qualche post più sopra), ci calza anche troppo a pennello. La gente sotto di te la devi comunque pagare... i contratti stipulati per la fornitura all'estero li devi onorare... ma non hai la materia prima per poter assolvere questi compiti! Se non riesci a rientrare delle spese fatte per la produzione (quei prodotti devono essere venduti - anche se non tutti) e la distribuzione (hanno un contratto e il distributore in genere viene pagato con un percentuale che in genere è parte del prodotto immesso sul mercato) non puoi sostenere le spese attuali e, forse, quelle che hai pianificato per il prossimo futuro.

In conclusione, non mi stupisco se nei prossimi giorni arriveranno altre notizie di disdette di servizi o cancellamento di eventi da parte di altre aziende del settore.

Tenete gli occhi aperti ragazzi/e 😨

Il 17/07/2026 alle 19:57, CreepyDFire ha scritto:

Posso dire anche a @Marbon che l'esempio della casa, già acquistata e con ufficio per lavorare, su cui ci hai investito per produrre ricchezza e che ti viene rasa al suolo (che avevo fatto qualche post più sopra), ci calza anche troppo a pennello. La gente sotto di te la devi comunque pagare... i contratti stipulati per la fornitura all'estero li devi onorare... ma non hai la materia prima per poter assolvere questi compiti! Se non riesci a rientrare delle spese fatte per la produzione (quei prodotti devono essere venduti - anche se non tutti) e la distribuzione (hanno un contratto e il distributore in genere viene pagato con un percentuale che in genere è parte del prodotto immesso sul mercato) non puoi sostenere le spese attuali e, forse, quelle che hai pianificato per il prossimo futuro.

In conclusione, non mi stupisco se nei prossimi giorni arriveranno altre notizie di disdette di servizi o cancellamento di eventi da parte di altre aziende del settore.

Tenete gli occhi aperti ragazzi/e 😨

e continuerei a risponderti che se la casa l'hai comprata/costruita in un vecchio letto di fiume asciutto, e poi ti viene giù con un temporale più forte del normale, puoi certamente prendertela con chi non ti ha impedito di farlo, ma sicuramente resti responsabile della tua scelta...

Ma è una discussione un pò fine a se stessa; sono visioni della vita, e nel caso della gestione aziendale, evidentemente diverse 😉 . Se ho a cuore la mia prosperità e quella dei miei dipendenti e collaboratori, soprattutto oggi non lascio gestire una parte importante dell'azienda (e forse vitale come è quella della vendita) a qualcun altro.

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