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Davvero se non è difficile non è divertente?

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Discutendo qua e là sul forum si parla spesso delle difficoltà a bilanciare o a rendere impegnative le sfide, così mi è venuto in mente di scrivere uno spunto di riflessione e discussione.

Premetto che sono un master a cui piace creare sfide interessanti per la compagnia, quando vesto i panni del narratore, inoltre sono tra quelli che solitamente crea le più complesse ed articolate, senza fare sconti ai personaggi.

Come penso tanti, in passato, ci rimanevo "male" quando la sfida veniva risolta in pochi round, sentendomi quasi in colpa per aver mosso il boss di turno che veniva bullizzato in pochi round dalla sfrontatezza, fortuna ed abilità dei personaggi.

Ricordo ad esempio che ci misi diversi minuti a convertire una divinità di DND 3,5 (faerun) a pathfinder. I giocatori quasi subito scoprirono le sue debolezze e, dopo aver preso danni non importanti, in una manciata di round la buttarono giù.

Guardando la tabella, buttati a terra la pedina e con sguardo basso mi chiesi cosa potevo aver sbagliato rispetto ad altri scontri cruciali.

Descrivevo il colpo di grazia e le ultime due parole di "benedizione" del morente atono, con poco entusiasmo.

Rialzando lo sguardo invece sorrisi perché, tra gli sfottò alla divinità caduta, i ghigni soddisfatti dei giocatori che si "battevano cinque" e brindavano coi bicchieri pieni di birra, capii che tanto male non ero andato.

Da allora presi con maggiore leggerezza questo aspetto, continuo a preparare scontri avvincenti, ma quando le cose vanno troppo bene per i giocatori, non vedo errori.

Combattono con ardore, hanno fortuna, massacrano e sono felici.

Tanto a giro cascano male lo stesso, ma perché non gioirne in ogni caso?

Modificato da Zaorn

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  • Bello! concordo con tutto quello che hai scritto. 🙂 Da DM non penso a 'sconfiggere' i personaggi, ma a presentare loro delle sfide che risultano 'avvincenti'. Aggiungo che la mia elaborazione e pres

  • firwood
    firwood

    Puoi provare finché vuoi, ma tanto, quando conti di "spezzare le ossa ai personaggi", questi cominciano a tirare 20 in serie mentre a te, che ti sei fatto il mazzo per preparare tutto, gira tutto stor

Bello!

concordo con tutto quello che hai scritto. 🙂

Da DM non penso a 'sconfiggere' i personaggi, ma a presentare loro delle sfide che risultano 'avvincenti'.

Aggiungo che la mia elaborazione e presentazione delle sfide ai personaggi tiene sempre conto del 'prima' e del 'dopo', e non solo della sfida stessa. è importante 'come' i personaggi arrivano alla sfida; certe volte preparati, altre volte impreparati. E questo fa tanta differenza nell'esito e nel modo in cui i giocatori la vivono. Ma anche il 'dopo' (dopo la baldoria dei giocatori di essere riusciti in una impresa) ha il suo peso perchè da 'come' escono vittoriosi dalla sfida dipende il proseguio dell'avventura con tutte le implicazioni del caso.

In sintesi : prima cerco di determinare adeguatamente la/e sfida/e , arbitrarla/e il più imparzialmente possibile al tavolo, ma tifando per la riuscita dei personaggi/giocatori 🙂

  • Autore
22 minuti fa, Marbon ha scritto:

Da DM non penso a 'sconfiggere' i personaggi, ma a presentare loro delle sfide che risultano 'avvincenti'.

Io ci provo a creare sfide difficile, ma il tema è proprio che se poi sono facili, non vedo come possa essere un aspetto negativo, spesso per istinto lo è, ma poi se vincono facilmente è altrettanto bello, e non viene naturale pensarlo.

Sono giunto alla conclusione che per i giocatori sia bello averne di improbe e di facili, che poi non lo puoi prevedere prima cosa accade.

47 minuti fa, Zaorn ha scritto:

Io ci provo a creare sfide difficile

Puoi provare finché vuoi, ma tanto, quando conti di "spezzare le ossa ai personaggi", questi cominciano a tirare 20 in serie mentre a te, che ti sei fatto il mazzo per preparare tutto, gira tutto storto. Il tuo megaboss, oltre a prendere delle mazzate, si becca pure la dissenteria fulminante, gli vanno dei bruscolini negli occhi, scivola sulla buccia di banana e finisce impalato sull'unico picchetto nel raggio di 5 km.

E' sempre così: per quanto un dm si sforzi, succede sempre qualcosa di imprevedibile: prepari accuratamente 5 scenari diversi per le prossime mosse dei giocatori? Tranquillo prenderanno sicuramente la sesta!

Prepari il mostro più cazzuto che c'è, con mille poteri e immunità? Ci pensano i dadi a smontartelo pezzo per pezzo.

In fin dei conti, è proprio questo il bello del gioco! L'importante è divertirsi al tavolo e vedere che alla fine della sessione i giocatori sono tutti soddisfatti, master compreso!

Modificato da firwood

  • Autore

Grazie @firwood , io ormai prevengo da tempo, preparo solo un canovaccio e lascio decidere autonomamente, al massimo dando opzioni quando non sanno dove girarsi.

1 ora fa, firwood ha scritto:

In fin dei conti, è proprio questo il bello del gioco! L'importante è divertirsi al tavolo e vedere che alla fine della sessione i giocatori sono tutti soddisfatti, master compreso!

Appunto!

Diciamo che (almeno imho) il problema è quando gli scontri sono TUTTI o troppo facili o troppo difficili... se c'è alternanza (voluta o casuale) tra scontri facili e difficili, allora si divertono tutti.

5 ore fa, Zaorn ha scritto:

Io ci provo a creare sfide difficile, ma il tema è proprio che se poi sono facili, non vedo come possa essere un aspetto negativo, spesso per istinto lo è, ma poi se vincono facilmente è altrettanto bello, e non viene naturale pensarlo.

Sono giunto alla conclusione che per i giocatori sia bello averne di improbe e di facili, che poi non lo puoi prevedere prima cosa accade.

ovviamente sono i miei due ulteriori cents 😉

la tua riflessione è ottima, ma non mi cruccerei troppo... un DM dovrebbe porre le sfide in funzione dell'avventura, campagna o narrazione in genere (e non tarati/bilanciati sui PG), e i giocatori valutare quali sono alla loro portata, e quali no, e come affrontarle e superarle, con tutti i rischi che questo comporta. Il mondo di gioco acquisisce quella realtà e quello spessore che farà ricordare la sessione di gioco o l'intera campagna.

E sarà capitato a tutti i DM di avere messo davanti una sfida che sulla carta era facile, e i giocatori/pg si sono 'sfracellati' o 'impappinati' perchè presa sotto gamba oppure perchè sono stati investiti dal momento della sfiga o del 'pirlone' . Compensa ampiamente quando riescono in imprese disperate

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