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Capitolo 2 - Il risveglio del vulcano

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Giorno 1 - Il consiglio di Grimstone.

Il villaggio è in fermento. I capisquadra presenti a Grimstone sono scesi nella miniera per mappare il disastro, mentre Bram si è rinchiuso con Balin per fare i conti delle scorte presenti e di quelle in arrivo. Nel frattempo, molto prima del previsto, arriva la carovana, carica di viveri e di storie terribili da raccontare.

I nani parlano di trogloditi che non dovrebbero essere lì, portati da una mano sconosciuta. Raccontano della scossa che ha sbriciolato il ricovero vicino alla polla e della polvere che ha inghiottito i villaggi minerari. Tra i sussurri della folla, si levano elogi per le gesta dei volontari che hanno lottato per il successo del viaggio. Mentre vengono prestate le prime cure ai feriti, Corbin prepara con gesti rapidi la sala del Consiglio.

Ormai tutti i membri sono seduti. Il resto del villaggio si accalca fuori: chi si affaccia al finestrone aperto e chi si accalca nella sala della locanda, tutti col fiato sospeso per ascoltare le decisioni del consiglio. Sentite su di voi il peso di ogni sguardo, una responsabilità solida come la pietra e carica di tensione.


@Landar Thurin

Ogni passo sul sentiero è una fitta al cuore. Questa strada, che in altre occasioni significava un gioioso ritorno a casa, ora è un calvario di preoccupazione. Le tre ore di sonno concesse dopo la battaglia con i trogloditi sono svanite non appena i tuoi stivali hanno calpestato il primo villaggio di minatori lungo la via. Dove prima c'erano casupole operose e il fumo delle stufe, ora trovi solo macerie. Tenti di sollevare una trave, cercando disperatamente un segno di vita, ma il primo insediamento è diventato un cimitero di carne e pietra. Nessuno degli uomini che oggi avrebbe accolto la carovana come un dono del cielo potrà più ricevere il compenso per il minerale scavato.

Il silenzio è innaturale. Ti togli l'elmo, fissando la parete di roccia che ha inghiottito le case; deglutisci e, senza riuscire a guardare i tuoi compagni, riprendi la marcia. I villaggi successivi sono stati più fortunati: pur tra gravi danni, presti soccorso insieme agli altri portando rifornimenti e un barlume di speranza. Insieme ad Alberik effettui un sopralluogo nelle altre quattro piccole miniere lungo il percorso: da tutte sbuffano vapori sulfurei e il calore sprigionato dalle profondità conferma il timore di un'eruzione imminente. Non sai quali consigli dare, se non quello di razionare le provviste e restare vigili.

Quando finalmente raggiungi Grimstone, il tuo aiutante ti corre incontro con il volto rigato dalle lacrime.
"
Mastro Thurin, sono felice di vedervi sano e salvo... mi dispiace... la forgia... è distrutta," dice il giovane Dolnur chinando il capo.

Ti accompagna alla voragine che ha inghiottito anni di fatica. I muri, figli della maestria nanica, non si sono spezzati, ma il suolo sottostante è ceduto, facendo sprofondare la tua casa e la tua incudine come un boccale di birra davanti a un nano beone. Rassicuri il ragazzo, dicendogli di non abbattersi: ci sarà un'altra forgia dove battere il ferro per entrambi.

In paese fremono i preparativi per il Consiglio e tu, come titolare della forgia, sei membro di diritto. Ti rechi nella stanza sul retro della locanda, dove i compaesani ti accolgono tra pacche sulla spalla e strette di mano. Prendi posto al tavolo dove siedono già l'oste Corbin e il fratello mercante Bram. Mancano ancora i capisquadra dei minatori, il sindaco Balin e la vostra guida spirituale, Helga, per dare inizio alla seduta.

@Rafghost2 Eryn

Il senso del dovere è un’armatura che indossi con la stessa naturalezza della tua piastra d'acciaio. Come Capo delle Guardie del Tempio e ufficiale della Guardia di Neverwinter, sai che l’autorità non risiede nel numero di soldati sotto il comando, ma nella fermezza dello spirito. Durante la risalita forzata, il tuo sguardo scansiona ogni crepa nel sentiero con la precisione di un veterano.

L'impatto con i microvillaggi è un colpo sordo. Davanti al villaggio schiacciato dalla montagna, dove la roccia ha vinto sulla carne senza lasciare scampo, senti il peso del tuo ruolo farsi quasi insopportabile. Nonostante il dolore, non vacilli: coordini i soccorsi negli insediamenti successivi con voce ferma, comandando i pochi uomini validi incontrati lungo la via come se avessi un intero battaglione alle spalle. Ti assicuri spesso della salute di Elyndra, vigilando su di lei con occhio attento.

Arrivata a Grimstone, l'aria è densa di angoscia. Dopo esserti un po’ rifocillata, mentre Alberik aggiorna tutti dei fatti avvenuti alla carovana, il sindaco Balin ti viene incontro con un cenno di profondo rispetto.
"
Capitana Eryn, vederla qui è un sollievo per tutti noi. Abbiamo saputo da Alberik del vostro aiuto prestato alla carovana... la comunità vi è debitrice," esordisce il sindaco con tono solenne.
"
Sono venuto, in segno di gratitudine e di rispetto, a invitarla come uditrice al Consiglio che sta per riunirsi. La vostra esperienza e il vostro grado saranno di grande aiuto per decidere come muoverci in questa ora buia."

Balin ti accompagna verso la locanda e ti fa entrare in una grande stanza sul retro, con un finestrone aperto al cui esterno sono affacciati molti nani del villaggio, curiosi di assistere al Consiglio. Ti fanno accomodare ad un tavolo dove già siede il tuo compagno Thurin e altri nani. Entrando dalla porta non hai potuto non notare un ragazzo ben vestito vicino ad una giovane nana, che fanno da balie ad un vecchissimo nano seduto su una sedia imbottita. Tua sorella, invece, non sai dove sia finita.

@shadyfighter07 Elyndra

Per te il viaggio è un tormento sensoriale. La magia che scorre nelle tue vene rimanda echi di una terra in agonia; senti il calore del vulcano riverberare sotto la pianta dei piedi come un battito cardiaco accelerato e irregolare. Ogni scossa, ogni soffio di zolfo, non è che la conferma delle visioni che hanno popolato le tue meditazioni nelle ultime settimane. Segui tua sorella Eryn, prestando soccorso per lenire il dolore dei feriti, ma il tuo sguardo torna sempre verso le vette.

Nel villaggio spazzato via dalla frana, percepisci il peso immondo del destino: quella non è stata una semplice scossa d'assestamento, ma un atto di violenza che sfida l'ordine naturale. Senti una nota stonata nel canto della terra, qualcosa di forzato. Mentre vi avvicinate a Grimstone, la tua mente si rifugia nella preghiera; sai che la spada di tua sorella e la forza di Thurin potrebbero non bastare contro ciò che sta ribollendo nelle profondità. Devi restare lucida, perché la risposta a questa catastrofe non sarà di ferro, ma di spirito.

Una volta arrivata a Grimstone, mentre la confusione regna sovrana e cerchi di ritrovare l'equilibrio interiore, senti una presenza benevola. È Helga. La nana ti si avvicina con passo silenzioso, notando quanto tu sia pallida e assorta. Non ti interroga bruscamente, ma ti posa una mano calda sul braccio in un gesto di puro conforto e ti porge una tazza.
"
Il tuo spirito è scosso, piccola cara," mormora Helga con dolcezza, leggendo nei tuoi occhi una sofferenza che non viene solo dalla stanchezza. "Sembra che porti un peso molto grande, ti va una tisana?” Helga ti sorride con fare rassicurante, offrendoti un sostegno che va oltre le parole.
"
Vieni con me. Tua sorella siederà al consiglio, ma tu non rimarrai qui ad aspettarla. Siederai al mio fianco e ci aiuterai a comprendere cosa succede nelle pietre di quest’isola. Ti va?"
Ti ritrovi così nella stanza sul retro della locanda, seduta accanto alla guida spirituale dei nani, pronta a offrire la tua prospettiva in una riunione dove tutti gli altri sembrano vedere solo crolli e minerale.

@Monkey77 Arthur

Ti ritrovi seduto su una panca di legno grezzo. Accanto a te, Frida tiene la mano dello zio Thrain, che ora riposa in un sonno profondo e innaturale. Hai passato le ultime ore a fare da balia al vecchio nano, osservando il caos di Grimstone con gli occhi di chi è ancora un estraneo.

Corbin ti si avvicina con passo pesante. Non usa molte parole, ma il suo sguardo è carico di una preoccupazione che raramente mostra. Fa un cenno secco verso il vecchio addormentato, poi fissa te e la figlia.
"
Mi raccomando," ringhia a bassa voce, un ordine che è anche una richiesta di protezione. Subito dopo si volta e si dirige verso la locanda per preparare lo stanzone del Consiglio. Mentre i nani iniziano a radunarsi, Bram ti si accosta in disparte. Il mercante non ti guarda direttamente, tiene lo sguardo fisso sulla porta, ma la sua voce è bassa e chiara.
"
Non allontanarti troppo, ragazzo. Mettiti sulla soglia di là," ti suggerisce con un mezzo sorriso nascosto dalla barba. “L’ambizione che hai è una merce rara. Potrebbe essere una risorsa interessante da presentare al Consiglio."

Segui il consiglio e ti posizioni sulla porta dello stanzone. Da lì, osservi l'ingresso dei protagonisti: vedi sfilare Eryn, scortata dal sindaco Balin che la ringrazia con solennità; poco dopo è il turno di Elyndra, che entra sottobraccio a Helga. Infine, arrivano i capisquadra dei minatori, con Alberik in testa.

Una volta che tutti sono seduti attorno al grande tavolo, il sindaco Balin inizia a sistemare documenti e registri minerari, sospirando di fronte alla mole di burocrazia.
"
Bene, ora che ci siamo tutti," annuncia Balin guardandosi intorno. "Chi di noi vuole fare da segretario? Qualcuno deve pur redigere il verbale."

I nani si scambiano sguardi carichi di fastidio; preferirebbero affrontare un troll piuttosto che una penna d'oca. Bram coglie la palla al balzo. Alza una mano, indicandoti sulla soglia.
"
Perché non lo facciamo fare a Mastro Hornraven?" esclama rivolto al Consiglio. "Conosce bene il nanico, è istruito e ci eviterebbe di oberare i presenti con la scrittura. Che ne dite? Che ne pensa Mastro Hornraven?"

Il mercante ti lancia un occhiolino rapido, un segnale d'intesa che capisci al volo: è il suo stratagemma per farti sedere a quel tavolo tanto importante. Non sai ancora perché ti voglia lì con sé, ma l'opportunità di fare conoscenze utili e partecipare alle decisioni dell'isola è troppo ghiotta. Ti stacchi dalla soglia, prendi posto accanto a Balin e intingi la penna nel calamaio. Il Consiglio può finalmente avere inizio.

Per tutti

Ho aperto questo nuovo topic dalle prospettive dei vostri personaggi. Ho cercato di rimanere fedele ai personaggi senza maneggiarli troppo. Domani aprirò il consiglio con il discorso di Balin e la relazione dei capi squadra circa lo stato di salute della miniera e del villaggio. Poi mano a mano parleranno tutti gli altri personaggi e anche ai vostri sarà chiesto di intervenire. Nel frattempo, se avete piacere, raccontateci cosa pensano i vostri personaggi di trovarsi al "Consiglio di Grimstone". 🙂

Modificato da Fandango16

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    Rafghost2

    Eryn - Paladina Avanziamo , in silenzio, nella notte con poche ore di sonno all'attivo, ma con la preoccupazione per le sorti degli altri insediamenti dell'isola che pesa sul cuore. Quando i primi rag

Arthur Hornraven

Mi ritrovo a passare la notte mi compagnia della giovane Frida, non è molto loquace, e neanch'io sono molto espansivo. Quindi passiamo quad tutta la notte in un timido silenzio. A volte vorrei essere più rassicurante, ma oltre uno "stai tranquilla, andrà tutto bene" non riesco a dire molto di più.

Per fortuna sorge il sole, intiepidendo la fredda aria di montagna. E con esso fioriscono speranze e buoni propositi per il futuro.

Infatti arriva la carovana tanto attesa, ma non sembra portatrice di buone nuove. Il terremoto ha causato vari disastri negli insediamenti circostanti. La cosa mi rattrista, non li conoscevo, ma è una tragedia che mi tocca dentro. Sono bastate queste poche giornate in compagnia dei nani, che mi hanno accolto nel cuore della loro comunità, nonostante sia un estraneo,oltre che un ragazzino, mi fanno partecipare con un coinvolgimento che non credevo possibile al loro dolore. 

Anche se come loro non sono propenso ad esprimerlo in modo appariscente, credo che nel mio viso si legga chiaro quanto sono rattristato e preoccupato.

Sono in attesa nel punto consigliato da Bram, quando davanti a me sfilano i partecipanti alla riunione, rimango stupito quando la scorta della carovana viene fatta entrare al consiglio.

 Vedo la donna in armatura, accompagnare addirittura il sindaco Balin, mi incute un po' di timore con la sua fisicità possente, e l'espressione di chi è abituata al comando e sa sempre quale sia la cosa giusta da dire. Anche se sembra molto provata dal viaggio, le occhiaie sotto gli occhi rivelano una grande stanchezza sulle spalle.

Sto ancora riflettendo su ciò quando vedo Helga accompagnare un altra donna, il cui sguardo mi colpisce come una secchiata d'acqua gelida sul viso. Seppur oscurati dalle occhiaie della stanchezza e nascondendo una profonda sofferenza, quegli occhi mi catturano. Magnetici,magici  che contengono un mondo di emozioni , che sebbene appartengono ad una fanciulla tanto giovane,sono antichi come l'universo. Resto inebetito a fissarla, mentre mi passa accanto ignorandomi, troppo presa da ciò che prova nel suo intimo per notare quel ragazzino che sembra fuori luogo. 

Dopo il suo passaggio non posso fare a meno di notare il profumo che lascia, un profumo forte come il legno di cedro e delicato come i fiori di campo.

Dove ho vissuto fin'ora?

Che io sia giunto fin qui per vedere cotanta bellezza?

Nessun libro che ho letto finora contiene le parole per descrivere la bellezza di quella ragazza ,così rara prezioso e flebile come una goccia di rugiada nel mattino del deserto.

Sento il mio nome nominato da Bram, non ho ben capito a quale proposito, ma mi affrettò ad avvicinarmi al posto che mi viene indicato e capisco che mi e stato chiesto di trascrivere il verbale.

Accetto ben volentieri la possibilità di assistere alla riunione del consiglio. 

È un onore essere  così bene accetto da questa comunità,da poter presiedere in un momento tanto importante, ancor'di più sapendo che questo traguardo è frutto del mio impegno e dalla mia abilità accademiche

. Un primo risultato ben piazzato nella mia nuova vita indipendente dalla famiglia d'origine.

Ma è nulla rispetto al batticuore che provo in gran segreto. Un emozione nuova che non so proprio come gestire. Quindi mi immergo con assoluta devozione al compito che mi è stato assegnato, mettendo il massimo impegno nel vergare con cura ogni singola lettera con la mia migliore calligrafia runica dell'alfabeto nanico. Cercando al tempo stesso di capire quali conseguenze porterà questo ultimo disastro nella mia vita.

@shadyfighter07 spero non ti dispiaccia che Eyndra abbia attirato l'attenzione del timido Arthur, ti prego di essere clemente quando inizierà a collezionare figuracce imbarazzanti, è un bravo ragazzo, ma molto impacciato.

Modificato da Monkey77

Eryn - Paladina

Avanziamo , in silenzio, nella notte con poche ore di sonno all'attivo, ma con la preoccupazione per le sorti degli altri insediamenti dell'isola che pesa sul cuore. Quando i primi raggi di sole illuminano quello che rimane del piccolo villaggio più vicino alla polla, mi sembra che il calore del sole nascente sia stato risucchiato dalla spettrale aura di morte che accompagna la scena apocalittica che si estende davanti alla carovana. Un senso di impotenza mi opprime, come se l'armatura mi si sia stretta addosso e mi stia soffocando. Sebbene gli abitanti fossero poco più di una manciata, la totale assenza di superstiti è agghiacciante. Non riesco a guardare gli altri in volto e mi limito a recitare una breve preghiera silenziosa alla Sacra Luce e un'invocazione a Helm, affinchè mi dia la forza di proteggere coloro che ancora ne hanno bisogno.

Nei villaggi successivi infondo tutto il mio impegno e la mia esperienza per organizzare al meglio i soccorsi con quello che c'è a disposizione, muovendomi instancabile ed elargendo parole di conforto a tutti, come se questo potesse, in qualche modo, alleggerirmi l'animo da quanto visto poco prima. Continuo a vigilare anche su mia sorella maggiore, soprattutto quando non mi vede. So che è forte, ma so anche che è sensibile, specie con l'affinata sintonia con la natura che dimostra da quando l'ho vista riapparire nella mia vita solo qualche giorno fa.

Quando finalmente giungiamo a Grimstone la situazione sembra tutto sommato buona. Pochi edifici sono danneggiati ma l'aria che si respira è densa di preoccupazione. La popolazione è radunata quasi tutta nella piazza e, dopo un rapido giro di controllo per appurare che tutti stiano bene, per quanto possibile in una situazione del genere, mi trovo un posticino discosto per rifiatare un momento.

Al momento non sembra esserci altro che possa fare, quindi recupero l'otre e qualche striscia di carne essiccata dallo zaino. Poggio l'elmo decorato al mio fianco e mi verso uno spruzzo d'acqua in testa per sciacquarmi il sudore e la polvere, ma anche per darmi una sferzata di freschezza combattendo la stanchezza che, adesso, è scesa come una scure sulle mie spalle. Mentre mastico silenziosa con lo sguardo perso su un giovane ciuffo d'erba che spunta nei pressi, sento dei passi decisi avvicinarsi e alzo gli occhi per capire di chi si tratti.

Il capo Balin mi si fa incontro e subito mi alzo in piedi mentre mi ringrazia della presenza e dell'aiuto: "Che la Luce ti guidi Capo Balin. Ti prego, diamoci del tu. Per quanto riguarda l'aiuto..." mi sfugge un sospiro di sconforto ma subito mi riprendo "...non ho potuto fare poi molto." Subito dopo giunge l'inaspettato invito a partecipare al Consiglio dei nani: "E io con altrettanta gratitudine e rispetto, accetto questo onore che mi fate. Sono a disposizione dei cittadini e farò tutto ciò che è in mio potere per aiutarvi. Prego fai strada."

Mentre lo seguo verso la sala che hanno allestito per l'evento cerco con lo sguardo Elyndra ma non la vedo nè fuori nè dentro la sala. In compenso un giovane ragazzo ben vestito, che non ho mai visto, siede vicino alla giovane figlia del locandiere. Dall'aspetto non è di certo un uomo d'arme e mi ritrovo a chiedermi cosa ci faccia in questo posto. Poco dopo anche mia sorella fa la sua comparsa a seguito di una nana, la moglie del proprietario della locanda, nonchè guida spirituale del villaggio.

"Non poteva essere diversamente. Le anime affine si richiamano l'un l'altra." penso con un sorriso facendole un impercettibile cenno con la testa e rimanendo poi in attesa dell'inizio della riunione.

ELYNDRA - DRUIDA


La minaccia sembra sventata e ci avviamo verso Grimstone. Non succede nulla lungo la strada, ma il viaggio è un tormento. Ogni volta che batto le palpebre e chiudo gli occhi, vedo sempre la stessa immagine: una montagna che trema, fiamme che restano accese come una traccia di fuoco.

Mi affanno a curare i feriti per trovare un senso di pace; a tratti funziona, ma subito quell’inquietudine che mi stringe il petto da quando sono tornata riaffiora come una morsa.

Taciturna, muovo un piede davanti all’altro e, quando arriviamo a destinazione — fortunatamente senza intoppi — vado da mia sorella.

Cerco di apparire sorridente, ma il mio viso è pallido, le occhiaie scavate. Tuttavia la guardo con amore e affetto e le prendo le mani.

"Eryn, fatti bella per il consiglio. Intendevo dire… sei sempre bellissima, ma sii perfetta. Io… ho bisogno di stare un po’ da sola. Ma non preoccuparti."

Prima che possa dire qualcosa, la abbraccio. "Sto bene, non ti preoccupare," le sussurro all’orecchio, posando un bacio affettuoso sulla sua guancia.

Mi volto e me ne vado.

CON HELGA

Non so dove andare: vago, più simile a uno spettro che a una persona. Sento il bisogno di trovare un grande albero, sedermi sotto la sua ombra e abbandonarmi al nulla, ma il destino vuole che incontri una dolce nana.

All’inizio non dice niente. Mi appoggia solo una mano sul braccio: quel tocco delicato, caldo ma solido, mi scuote dai miei pensieri. Sembra comprendere il mio turbamento.

Mi aggrappo a lei — non fisicamente, ma come se fosse una luce nell’oscurità che mi avvolge.

"Non so che aiuto possa darvi, ma verrò con te… io… ho solo bisogno di capire cosa devo fare."

Seguo la nana fino al retro della locanda.

Accetto volentieri la tisana e ne bevo qualche sorso prima di parlare.

"In effetti sento un peso molto grande gravare sulle mie spalle. A volte cerco la protezione della mia ritrovata sorella e di Thurin, ma ho come il presentimento che sia io a dover proteggere loro." Il mio sguardo vaga lontano.

"Poi… c’è quel sogno ricorrente. Ogni volta che lo faccio segue una disgrazia: prima la scomparsa dei miei genitori, poi il crollo della grotta."

Bevo un altro sorso di tisana e poso la tazza.

Afferro le mani di Helga e la guardo negli occhi.

"Cosa dovrei fare? Mi sento come una portatrice di sventure. Forse dovrei tornare a fuggire nei boschi e vivere in solitudine?" I miei occhi si fanno lucidi.

"Ma io non voglio abbandonare di nuovo mia sorella...".

Non so perché sto parlando così ad una sconosciuta, ma la nana mi ispira fiducia e mi trasmette un calore materno che non sento da molto tempo.


@Monkey77

Ma no figurati.
Anzi..se vuoi saperlo ad Elyndra piace essere coccolata.
Per ora ha ignorato Arthur perchè ha altri pensieri per la testa ma non vede l'ora di fare la sua conoscenza ;)

Modificato da shadyfighter07

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