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[TdG] Battesimo di Fuoco

Risposte in primo piano

Prologo

Cinquant’anni fa, il pianeta si ribellò.

Le foreste crebbero in una sola notte. Radici spezzarono le strade, alberi giganteschi inghiottirono intere città e ciò che restava della civiltà di superficie scomparve sotto un mare di verde. Oggi il mondo è una distesa di rovine sommerse dalla vegetazione, dove pochi osano avventurarsi.

Qualcosa nella natura è cambiato.

Le creature selvagge si muovono con una strana armonia, come se ascoltassero una volontà comune. Le piante crescono con una furia quasi intenzionale attorno a ciò che è artificiale. E soprattutto, la natura sembra sentire la magia.

Su Elarion la magia non è un dono degli dei, ma una forza che scorre in ogni cosa. Alcuni hanno imparato a piegarla con studio e disciplina. Ma quando viene evocata con troppa forza, il mondo reagisce. Le bestie emergono dalla foresta. La vegetazione si contorce e invade. È come se la terra stessa cercasse di soffocare ciò che la disturba.

Per questo la conoscenza della magia è rara, frammentata e custodita gelosamente. Antiche gilde, ordini segreti e vecchie famiglie arcane ne proteggono i segreti, più per timore che per ambizione.

Secondo le storie più antiche, i draghi erano gli unici esseri capaci di dominare la magia senza provocare l’ira della natura, piegando la realtà stessa alla propria volontà. Ma i draghi appartengono a un’epoca che nessuno ricorda più.

Eppure, nelle rovine sommerse dal verde, tra città perdute e segreti dimenticati, c’è sempre qualcuno disposto a giurare di averne visto uno.

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  • illurama
    illurama

    La luce del sole sta lentamente scivolando dietro la linea scura della foresta, tingendo di arancio e rame le cime degli alberi. L’aria si fa più fresca e umida mentre le ombre si allungano tra i tron

Immagini pubblicate

  • Autore

@Dardan @Landar @shadyfighter07

Foreste nei pressi di Solgard - 50 anni dopo l’inizio dl la Marea Verde

L’aeronave del Skywright Consortium scompare lentamente tra le nuvole mentre il suo rombo svanisce nel cielo.

Vi ha lasciati su una lingua di roccia coperta di erba alta e alberi contorti, a circa mezza giornata di cammino dalle rovine di Solgard. Da qui non si vede ancora la città caduta, ma la foresta che la circonda è già abbastanza fitta da far intuire quanto poco resti del mondo di un tempo.

Ufficialmente fate parte della spedizione del Consortium.  

Il loro obiettivo è semplice: recuperare dalle rovine alcune vecchie componenti arcane, necessarie per mantenere attiva la magia che tiene sospesa Stratus nel cielo.

Per voi, però, quella è solo una copertura.

Il vostro vero committente è un anziano ricercatore dell’Accademia di Stratus di nome Peperil Sugafee. Secondo i suoi studi, tra le rovine vicino a Solgard potrebbero esserci tracce di un antico artefatto legato a un drago. Una teoria che molti dei suoi colleghi liquiderebbero come fantasia… ma abbastanza concreta da convincerlo a pagare qualcuno perché indaghi.

E quei qualcuno siete voi.

Il piano è semplice: raggiungere il luogo indicato dalle sue mappe, a meno di un giorno di cammino da Solgard, dare un’occhiata, e tornare indietro in tempo per riagganciarvi alla spedizione del Consortium quando ripartirà per Stratus.

Avete camminato per ore attraverso sentieri quasi cancellati dalla vegetazione.

Tra gli alberi, in lontananza, spunta la cima spezzata di una torre di pietra bianca. Le radici di un albero enorme l’hanno quasi spaccata in due.
Non è molto distante da voi, ma raggiungerla vorrebbe dire deviare di qualche minuto dal percorso verso il vostro obiettivo.

Ora il sole sta scendendo dietro la linea scura della foresta.  

L’aria si riempie del canto degli insetti e dei versi lontani delle creature selvagge.

Se volete arrivare all’obiettivo prima che cali la notte…  

è il momento di muoversi.

@tutti

Ho inserito indicazioni nel post di servizio.
Usate questa scena per:

  • descrivere il vostro personaggio (aspetto, atteggiamento, equipaggiamento visibile)

  • raccontare come si comporta durante il viaggio e la marcia nella foresta

  • stabilire eventuali relazioni con gli altri PG (vi conoscete già? vi fidate? vi siete appena incontrati sulla nave?)

  • fare domande o iniziare conversazioni tra personaggi

Prendetevi qualche post per costruire il gruppo e il tono della spedizione.

Aelor Valor

L’aeronave del Consortium è ormai solo un ricordo lontano nel cielo.

Il sole scivola lentamente dietro la linea scura dell'orizzonte invaso dalla vegetazione, mentre continuo a camminare tra l’erba alta. Il ronzio degli insetti riempie l’aria e il terreno sotto gli stivali è morbido, quasi vivo, come se la terra respirasse insieme alla vegetazione che l’ha riconquistata.

La terra ricorda. E quando ricorda troppo in fretta… gli uomini la chiamano catastrofe.

Procedo in silenzio, mantenendo un passo regolare che non affatica e non rallenta. La marcia è lunga, ma non mi pesa. Ho imparato presto che il corpo trova il suo ritmo se gli si permette di ascoltare il mondo invece di sfidarlo. La fretta è una forma di arroganza. La foresta lo sa bene.

Sono poco più alto della media, con un fisico asciutto costruito più sull’equilibrio che sulla forza. Nulla nel mio aspetto richiama davvero l’idea di un guerriero. I capelli castano scuro mi cadono fin sotto le orecchie, legati alla nuca per il viaggio, e le tuniche leggere che indosso — grigio pallido, un paio di tonalità di marrone e crema — sembrano quelle di un semplice viandante, solo un poco ricercate, senza marchi o stemmi.

Alla cintura porto però la spada dell’Ordine. La lama sottile, quasi uno stocco cerimoniale, pende leggera sul fianco. Non è un’arma da guerra nel senso brutale del termine. È uno strumento di precisione. La lama non serve a vincere. Serve a ristabilire ciò che è stato spezzato.

I miei movimenti restano naturalmente misurati anche durante la marcia. Chi mi osserva potrebbe pensare che io sia rilassato, ma in realtà ogni passo è consapevole. Il corpo rimane sempre pronto a muoversi con improvvisa esattezza, come se ascoltasse qualcosa che gli altri non percepiscono.

Gli occhi — grigio chiaro, quasi argentei — scorrono spesso sulla vegetazione che ci circonda. Non con diffidenza, ma con rispetto. Troppa magia è stata evocata su questo mondo. La terra ha imparato a difendersi.

Su Elarion la natura reagisce alla magia come un organismo ferito. E negli ultimi cinquant’anni ha dimostrato di essere molto più viva di quanto la vecchia civiltà avesse mai creduto. Per questo cammino leggero. Per questo parlo poco. L’Ordine dell’Aurora Velata mi ha insegnato che la Luce Primigenia non è una forza di conquista. Non è trionfo, né purezza assoluta. È equilibrio. E l’equilibrio raramente ama il rumore.

La luce più forte non acceca. Illumina.

Ogni tanto però scambio qualche parola con i miei compagni di viaggio. Non li conosco davvero, ci siamo incontrati sulla nave del Consortium pochi giorni fa, ma ho imparato da tempo che la fiducia non nasce dalle presentazioni formali. Nasce dai piccoli gesti durante il cammino.

Chi osserva. Chi ascolta. Chi parla solo quando serve. Tra di loro c’è una figura che ha attirato la mia attenzione più delle altre: Nihnel Dhaka. Non la conosco personalmente, ma riconosco il suo addestramento nei movimenti e chiaramente dalla sua benda. C’è qualcosa nella sua postura, nel modo in cui distribuisce il peso del corpo durante la marcia, che tradisce una disciplina interiore più che familiare.

Ordine dell’Essenza Invisibile. Un ordine che ho incontrato solo nei testi e nei racconti dei viaggiatori del mio Ordine. Guerrieri che ascoltano il mondo invece di dominarlo, che osservano con lo spirito. Una filosofia rara.

Quando la torre spezzata emerge tra la vegetazione, rallento leggermente il passo. Le radici dell’albero gigantesco l’hanno quasi aperta in due come una ferita nella pietra. Potrebbe essere solo una rovina. Oppure qualcosa che la foresta non è ancora riuscita a inghiottire del tutto.

La natura distrugge. Ma a volte conserva.

Sposto lo sguardo verso Nihnel mentre continuiamo a camminare. "Curioso…" dico con tono tranquillo, quasi pensoso "il vostro Ordine parla spesso del Sussurro della verità." Un accenno di sorriso appare appena "Nel mio Ordine lo chiameremmo Risonanza."

Faccio un piccolo gesto con il mento verso la torre spezzata tra gli alberi "Secondo Voi…" continuo con calma senza alcuna ironia "quel luogo sta sussurrando qualcosa… o siamo solo noi a volerlo sentire?"

O forse, qualcosa sta aspettando che qualcuno ascolti.

SELENE VESPERA

Finalmente siamo atterrati. Per quanto ormai le aeronavi siano mezzi sicuri, detesto non sentire la terra sotto i piedi. Non mi piace sentirmi sospesa, con il rischio che una ventata troppo forte possa far precipitare il velivolo senza che io possa farci nulla.

Non so nemmeno perché mi trovi qui, a cercare un oggetto che probabilmente neanche esiste. Ma la paga è buona e, dopo che la mia famiglia ha perso le sue ricchezze, devo badare a me stessa per sostentarmi.

Durante il viaggio sono stata piuttosto taciturna. Ho osservato uno a uno gli altri membri della spedizione. Non dovremo per forza diventare amici e probabilmente, dopo questa missione, ognuno tornerà per la propria strada. Quello che mi interessa davvero è capire quali siano le loro capacità sul campo.

Prendo la mia sacca da viaggio, ampia e nera come il resto dell’abbigliamento e come il colore dei miei lunghi capelli che si muovono nel vento appena scendo dall’aeronave.
La spada è riposta con cura nel fodero; arco e faretra agganciati dietro la schiena.

Ho il sole alle spalle e la mia ombra si allunga davanti ai miei piedi.
Spero possa guidarmi.

"Sappiamo esattamente dove andare. Direi quindi di partire subito. Rimandiamo a più tardi i convenevoli e le presentazioni. Avremo modo di farlo strada facendo".

Il mio tono di voce è imperativo, ma non sgarbato né presuntuoso. È semplicemente il mio modo di essere: cresciuta in una famiglia nobile dove la disciplina e l’arte delle armi mi sono state insegnate fin da bambina.

Mi metto in marcia con gli altri. Non sono abituata a fare da apripista; preferisco restare nell’ombra, a guardare le spalle del gruppo.
Per questo mi posiziono in coda, camminando leggera ed elegante, come se i miei passi non avessero peso e sfiorassero il terreno come passi di danza.

IMMAGINE

SELENA.jpg

Nihnel Dhaka

Il viaggio è stato piacevole con molto tempo per meditare senza nessuno che la disturbi , ho lasciato il monastero da circa un anno e fin troppo hanno chiesto della benda e di come io faccia a muovermi senza vedere , sebbene il mio ordine non faccia proselitismo ho dovuto rispondere ed elencare i dettami dell'ordine a chi voleva ascoltare ma la perdita della vista è un ostacolo fon troppo serio per la gente comune , dubito che qualcuno verrà attratto da ciò che ho detto...

Il lavoro che ho trovato è onesto ma il fatto che la verità su ciò che facciamo sia stata velata mi ha irritata non poco , al ritorno vedrò di dire le cose come stanno...

sono tanti anni che i miei occhi non vedono che ho quasi dimenticato il colore del cielo dei fiori e di tutto il resto una perdita necessaria per trovare la verità suprema insita in ogni cose , una verità nascosta dalla vista che impedisce di vedere veramente...

quando arriviamo a destinazione sono di buon umore per quanto sia stato un viaggio comodo sentire l'erba umida sotto i piedi mi riempie di felicità...

io...rispondo ad Aelor...non conosco il tuo ordine , comunque chiamarlo sussurro o risonanza non credo faccia differenza poiché la verità non risiede nel linguaggio ma nell'intento...

non mi intendo di vecchie rovine ne so molto della storia passata di questo mondo , ma credo che sia possibile che la torre e la citta non siano disabitate , e non parlo certo del drago...

direi di passare la notte nella torre che avete visto , sento sulla paella il sole che sta tramontando e non credo sia saggio per voi viaggiare di notte , per me non fa differenza ma sarebbe meglio trovare un posto dove poter passare la notte...


@ Descrizione

Nihnnel Dhaka è una giovane ragazza poco più che ventenne, non è molto alta , ha un fisico atletico , ha dei lunghi capelli neri raccolti sulla sommità della testa con alcune ciocche che le incorniciano il viso, porta sempre sugli occhi una benda bianca ornata con simboli dorati.

Veste un abito bianco avvolgente arricchito da elaborati ornamenti dorati , da sotto il ginocchio le gambe sono avvolte in fasce dello stesso colore dei pantaloni che indossa sotto l'abito ed i suoi piedi sono nudi con delle semplici protezioni per le dita.

Modificato da Dardan

  • Autore

La luce del sole sta lentamente scivolando dietro la linea scura della foresta, tingendo di arancio e rame le cime degli alberi. L’aria si fa più fresca e umida mentre le ombre si allungano tra i tronchi contorti.

Secondo le mappe di Sugafee, la vostra destinazione non è lontana: poche ore di cammino al massimo. Ma il tempo che vi separa dal tramonto è ormai poco. Anche mantenendo un buon passo, è quasi certo che arrivereste nella zona indicata solo dopo che il sole sarà calato del tutto, con la foresta immersa nella notte.

Davanti a voi, tra i rami, la torre si vede meglio ora.

È chiaramente una vecchia torre di guardia, costruita in pietra bianca ormai ingrigita dal tempo. La struttura è spezzata a metà: il tronco massiccio dell’albero che l’ha invasa emerge dal suo fianco come una ferita, radici enormi che hanno aperto crepe nella muratura e fatto crollare parte della sommità. Un tempo doveva dominare la zona circostante, probabilmente uno dei punti di avvistamento esterni della città di Solgard.

Mentre la osservate, un improvviso frastuono rompe il coro degli insetti.

Dalla torre si leva all’improvviso uno stormo di uccelli scuri, che si disperde nel cielo con un turbinio di ali e gracchi stridenti. Per qualche istante riempiono l’aria sopra la rovina, poi si allontanano tra gli alberi.

Come se qualcosa li avesse disturbati.

Intorno alla torre la vegetazione appare diversa rispetto al resto della foresta.
Più fitta. Più aggressiva.

Rovi spessi come corde, rampicanti che avvolgono le pietre, cespugli dalle foglie larghe e lucide che sembrano quasi voler inghiottire ciò che resta della struttura. È il tipo di crescita che spesso si trova nei luoghi dove la magia è stata usata intensamente. Non sarebbe strano: se questa torre serviva davvero da avamposto per Solgard, è probabile che qui un tempo fossero custoditi strumenti arcani o lanciati incantesimi di segnalazione e difesa.

L’Essenza nell’aria è palpabile.

Non serve concentrazione per percepirla. È come respirare aria dopo un temporale: densa, viva, vibrante in fondo ai polmoni. Anche senza evocare magia, si avverte chiaramente che questo luogo ne è impregnato.

Raggiungere la torre significherebbe deviare solo di poco dal vostro percorso… ma anche addentrarsi nella vegetazione che la circonda, dove radici, rovi e ombre potrebbero nascondere più di quanto appare a prima vista.

D’altra parte, se riusciste a raggiungerla, offrirebbe una posizione facilmente difendibile e un punto elevato da cui osservare la zona circostante. Un posto solido da cui passare la notte… invece di accamparvi alla cieca nel cuore della foresta.

La luce continua a calare.
E la foresta attorno a voi si riempie lentamente dei suoni della sera.

SELENE VESPERA


Osservo attentamente la torre. Nonostante la decadenza che ha preso il sopravvento, si capisce che un tempo doveva essere una struttura imponente e importante.

Un brivido mi attraversa il corpo quando vedo quello stormo levarsi in volo. Non è proprio paura… più un cattivo presagio.

Per un istante la mia ombra si allunga tra l’erba alta e le radici degli alberi come se volesse osservare il rudere più da vicino.

"Non sembra un posto accogliente. La fitta vegetazione sembra volerla intrappolare e assorbire, come se volesse farla sparire. Però non credo che abbiamo un posto migliore dove trascorrere la notte".

Rispondo alla donna bendata.

"Non conosco la fauna locale. Potrebbero aggirarsi predatori di cui ignoriamo l’esistenza. Alla torre avremmo almeno qualcosa che ci ripari dal freddo e dall’umidità… spero solo che non ci sia qualcosa ad attenderci".

Faccio una breve pausa, osservando di nuovo la torre che sembra guardarci tra la fitta vegetazione

"Se siete d’accordo, facciamo questa piccola deviazione e riprendiamo il cammino all’alba".

Aelor Valor

Respiro lentamente mentre la luce del sole scivola dietro la linea della foresta. L’aria si fa più fresca e umida, carica di quell’odore verde e selvatico che da cinquant’anni ha inghiottito il mondo degli uomini.

Poi il frastuono.

Il canto degli insetti si spezza di colpo, come se l’intera foresta avesse trattenuto il respiro. Alzo lo sguardo proprio mentre uno stormo di uccelli scuri esplode fuori dalla torre o dalla cima della stessa, con un iniziale disordinato battito di ali e rauchi gracchi.

La mia mano si posa istintivamente sull’elsa della spada Quel frastuono. Resto immobile per qualche secondo, ascoltando.

Il vento tra le foglie. Il lento ritorno del ronzio degli insetti. L’Essenza nell’aria… viva, pulsante, come un’eco antica che non ha mai smesso di vibrare. I miei occhi tornano alla torre. Il tronco gigantesco che la trapassa, le radici che hanno spaccato la pietra bianca, i rovi che la stringono come serpenti vegetali. Sembra quasi che la foresta stia tentando di digerirla lentamente.

La natura non dimentica. Non perdona. Me lo hanno ripetuto più volte.

Poi mi volto verso Nihnel. Forse non può vedere ciò che abbiamo davanti, soprattutto se così lontano e per un momento cerco le parole giuste "La torre è una vecchia struttura di guardia. Pietra bianca… ormai grigia per il tempo. Doveva essere alta, un tempo. Ora è spezzata." Indico la massa scura dell’albero, probabilmente lei percepisce questo mio movimento o forse per lei non cambia nulla. "Un albero enorme è cresciuto attraverso il lato della torre. Il tronco l’ha aperta come una ferita. Le radici hanno spaccato le mura e fatto crollare parte della cima."

Faccio qualche passo avanti nell’erba umida mentre continuo a osservare il luogo "Attorno la vegetazione è più fitta del resto della foresta. Rovi molto spessi, rampicanti ovunque, cespugli larghi. È il tipo di crescita che si trova dove la magia è stata usata molto." E qui ce n’è stata parecchia. "L’Essenza è forte. Si sente chiaramente nell’aria."

Il mio sguardo torna al cielo dove gli ultimi uccelli stanno scomparendo tra gli alberi. "Lo stormo si è alzato proprio da lì." Qualcosa li ha fatti fuggire. "Forse solo un animale. O forse no. Quel frastuono..."

Mi volto verso entrambe "Selene ha ragione su una cosa. La notte nella foresta non è il posto migliore dove restare allo scoperto." indico di nuovo la torre "La deviazione è minima. Anche se non potremo entrare, le mura offrirebbero comunque riparo e una posizione difendibile." Mi fermo un istante prima di aggiungere "E se qualcosa ha disturbato quegli uccelli… preferisco scoprirlo prima di accamparci nei dintorni."

Meglio affrontare ciò che si nasconde nell’ombra… che dormire fingendo che non esista.

"La mia proposta è di raggiungere la torre e stabilire lì il campo per la notte. All’alba ripartiremo." Poi inclino leggermente il capo verso Nihnel "Che ne pensi?"

@illurama

che tipo di frastuono era? metallico? smottamento pesante di terra... caduta rocce?

  • Autore

@Landar

sembra proprio come delle rocce che cadevano, come se una parte della torre si fosse sgretolata e crollata. il rumore ha echeggiato in tutta la valle

Modificato da illurama

Aelor Valor

Riapro gli occhi dopo averli socchiusi per qualche istante.
"Muoviamoci ora. Credo ci sia stato un crollo... può esser stata colpa della natura stessa ma non possiamo esserne certi fino a quando non ci arriviamo."

Detto questo inizio ad incamminarmi verso la torre estraendo lo stocco e osservandomi attorno con più attenzione.

Nihnel Dhaka

Si come dicevo prima...dico in risposta alle parole dei mie compagni...la torre da come la descrivete sembra il posto migliore per accamparsi...

vi ringrazio per la premura nelle vostre parole e si con questa benda non riesco a vedere la torre ma riesco a percepire le cose introno a me fino ad una certa distanza e anche se non posso vederle percepisco la vegetazione intorno a noi...perciò seguendo voi posso raggiungere tranquillamente la torre...

fate pure strada...

  • Autore

I rovi che circondano la torre sono fitti e pesanti d’umidità...

Per avanzare dovete spostarli con le mani, ma subito vi accorgete di qualcosa di strano: i rampicanti si muovono. Non scattano né stringono con violenza. Piuttosto si avvolgono lentamente, come dita curiose che cercano appiglio su stivali e caviglie. Vivi, in qualche modo. Non chiaramente ostili… ma nemmeno semplici piante.

Poi udite qualcosa... Un verso rauco e spezzato esplode dall’interno della torre. Non è il ruggito pieno di un predatore. È più simile a un urlo soffocato, carico di rabbia e dolore.

Attraverso la spaccatura nella muratura intravedete un orsogufo enorme accasciato tra le macerie del piano inferiore. Il fianco è coperto di sangue scuro, il respiro pesante. Si muove a scatti, agitato, ferito gravemente. Ogni tanto emette quel verso gutturale che avete appena sentito.

Poco lontano giace il corpo spezzato di uno scheletro umanoide gigante coperto di schizzi e strascichi di sangue, le ossa immense sono sparse tra pietre e travi crollate, come se qualcosa l’avesse letteralmente scaraventato contro una qualche colonna portante, scatenando la frana. probabile che il frastuono di poco fa fosse proprio questo.

Poco lontano, il cadavere di un goblin. Il ventre è squarciato da profondi segni d’artiglio. Una bacchetta arcana spezzata gli è caduta vicino alla mano. Tra le macerie si intravedono altri corpi goblin, in posizioni disordinate.

L’orsogufo è ancora vivo. E molto, molto agitato...

@tutti

Non so come intenderete procedere, ma considerate che non c'è iniziativa.
Quindi se qualcuno nel suo turno mi dice che vuole fare qualcosa tipo attaccare o avvicinarsi all'orsogufo, fatelo nel vostro messaggio senza dover aspettare di stabilire un ordine.

Modificato da illurama

SELENE VESPERA

"Si direi di muoverci! Anche io ho avvertito qualcosa di strano ed uno stormo di uccelli che abbandona un luogo improvvisamente non è di buon auspicio!"

Guardo in direzione della torre.

"Sono d'accordo però perlustreremo la zona prima di accamparci!"

Mi appresto a seguire Aelor ma mi affianco per un attimo a Nihnel, sono avvezza all'ombra ma non saprei come muovermi se non potessi vedere con i miei occhi.

Gentilmente ed usando molto tatto le chiede.

"Se vuoi posso guidarti per procedere più spediti!" offro il mio braccio se accetta il mio aiuto.

Il tragitto non è una semplice passeggiata ma piuttosto una specie di lotta contro i rampicanti che probabilmente a causa della magia che ancora permea questo luogo ma quando arriviamo a destinazione quello che si palesa ai nostri occhi sembra un massacro.
I corpi dilaniati dello scheletro e dei goblin lascia pensare che ci sia stato uno scontro.
Ma è lamento dell'orsogufo a catturare la mia attenzione, spiego la situazione a a Nihnel e commento:

"Anche esso è una vittima oppure è il carnefice?" chiedo sia a me stessa che a gli altri "sarebbe il caso di abbatterlo, mi sembra un po' troppo nervoso!". Imbraccio e camminando lentamente cerco di avvicinarmi.

AZIONE:

Abbiate pazienza :) ma in genere ci metto un pò ad entrare nelle meccaniche di gioco.

La mia intenzione è avvicinarmi di soppiatto: Stealth +4

Se riesco ad arrivare a portata attacco con arco corto.

Aelor Valor

Mi limito ad annuire quando Selene offre il proprio aiuto a Nihnel. Il gesto è gentile, e per un attimo i miei occhi si soffermano su di loro.

"Buona idea. Restiamo uniti. Vi guiderò io." La mia voce è calma, ma non c’è esitazione. Mi porto qualche passo avanti rispetto al gruppo, scegliendo il percorso mentre la luce del giorno comincia lentamente a cedere all’oscurità della sera. Avanziamo. Non è un cammino semplice.

I rampicanti che circondano la torre sono fitti, gonfi d’umidità, e presto mi accorgo che non si comportano come normali piante. Quando li scosto con le mani, li sento muoversi. Non scattano. Non attaccano. Ma si avvolgono lentamente attorno agli stivali e alle caviglie, come dita esitanti che cercano presa. Mi fermo un istante, osservandoli. Curiosi… o in guardia.

Abbasso la voce, parlando appena sopra un sussurro "Attenzione. Questo luogo un tempo era probabilmente saturo di magia… e queste piante lo sanno." Con delicatezza libero la gamba da un rampicante che aveva iniziato ad avvolgersi "Per ora niente incantesimi. Niente poteri che pieghino la realtà. Se queste creature reagiscono alla magia, potremmo provocare qualcosa che non siamo pronti ad affrontare."

Riprendo a muovermi, guidando il gruppo attraverso il groviglio verde prima che l’ombra della foresta ci avvolga del tutto. Poi lo sento. Quel verso. Rauco. Spezzato. Rabbioso.

Quando raggiungiamo la torre mi fermo subito, sollevando una mano per indicare agli altri di arrestarsi. Osservo. L’orsogufo giace tra le macerie del piano inferiore. Il fianco è coperto di sangue scuro e il suo respiro è pesante, irregolare. Ogni movimento è uno scatto doloroso.

Attorno a lui la scena parla da sola. Il corpo di uno scheletro umanoide gigantesco è sparso in pezzi tra pietre e travi crollate. Le ossa immense sono state scagliate con una violenza tale da abbattere parte della struttura. Goblin morti ovunque. Uno di loro giace vicino a una bacchetta spezzata. Interessante… Gli artigli dell’orsogufo hanno aperto il ventre del goblin vicino a noi, ma le tracce raccontano una storia diversa da quella di un semplice massacro: i goblin erano gli aggressori probabilmente e la bacchetta… forse ha evocato lo scheletro. E lo scheletro… potrebbe non aver fatto distinzione tra padrone e bersaglio. Ma sono supposizioni.

Quando Selene suggerisce di abbattere la creatura, volto leggermente il capo verso di lei "Perché una decisione così definitiva?" chiedo con tono quieto. Indico i corpi goblin con un cenno. "Forse non è il carnefice." Il mio sguardo torna sull’orsogufo "Forse è solo sopravvissuto."

Faccio un paio di passi avanti tra le macerie, lentamente. I rampicanti cercano di nuovo le mie caviglie e devo districarli con movimenti cauti. Poi infodero lo stocco e alzo entrambe le mani, mostrando i palmi vuoti alla creatura. Un gesto antico, semplice. Universale. Niente armi. Niente minacce. Mi fermo a distanza di sicurezza. Osservo il respiro dell’orsogufo. I movimenti del capo. La tensione negli artigli.

Cerco di capire se il mio avvicinamento lo agita… o se, almeno per ora, decide di tollerare la mia presenza.

@illurama

Survival, Sense motive e perception +3 per capire se le ferite dell'orsogufo sono letali e le sue intenzioni. se devo tirare io lo faccio su discord e poi dopo un giro di riposte ririspondo

Nihnel Dhaka

Vi ringrazio nuovamente per la premura...dico rifiutando con gentilezza il braccio che mi viene offerto...non ho problemi a camminare entro una certa distanza percepisco chiaramente quello che mi circonda , la torre è fuori della portata della mia capacità , detto questo posso seguirvi senza problemi...

detto questo mi avvio insieme agli altri verso la torre...

e quando entriamo anche se non lo posso vedere percepisco la presenza del grande orso gufo , le pulsazioni del suo cuore , l'affanno del suo respiro , mi fanno intendere che è ferito gravemente...

anche se ferito e potenzialmente pericoloso è un essere vivente , ed ucciderlo solo perchè potrebbe causarci dei problemi non credo sia la cosa giusta da fare...

io non ci so fare con gli animali , ma se riuscissimo ad avvicinarlo in sicurezza potremmo cercare di tamponare le sue ferite...

poi percepisco che Aelor si sta lentamente avvicinando alla bestia e rimango in attesa...

  • Autore

Vi muovete cauti tra le ombre, abbassando i passi, trattenendo il respiro, finché la creatura non si materializza davanti a voi in tutta la sua miseria. È ancora viva, a malapena.

Selene alza l'arco istintivamente, la freccia già incoccata e l'arco teso, ma le parole dei compagni la fanno esitare...

È Aelor a fare il primo passo. Mani aperte, palmi in avanti. Si avvicina lentamente, come ci si avvicina a qualcosa che potrebbe esplodere al minimo passo falso. La creatura non lo vede subito, e per un momento sembra tutto sia tranquillo.

Poi lei gira la testa.

Uno scatto, quattro zampe sul terreno, un ringhio che non riesce nemmeno a completarsi, soffocato a metà dal dolore. La creatura cerca di sembrare minacciosa, ma non ha né la volontà né la forza di attaccare per prima, con la sola speranza che il suo gesto sia sufficiente a scacciare questa nuovo problema da gestire...

Aelor si ferma. Poi avanza ancora di qualche passo, lenti e misurati. Lei lo guarda, ansimante, ma non arretra.

Per ora è abbastanza.

@shadyfighter07

Stealth 15: ti avvicini senza essere notata.

@Landar

Survival 14 / Sense Motive 16 / Perception 17: ci sono alcuni graffi profondi che vengono probabilmente dallo scheletro gigante ormai distrutto. La maggior parte delle ferite però sono diverse: la pelle sembra squarciata dall'interno, come se qualcosa fosse esploso fuori dalla creatura. Queste ferite sono numerose e hanno dimensioni variabili. La maggior parte sono abbastanza piccole, ma la ferita sul collo si estende su tutto il fianco: non sapresti come trattarla. La creatura è esausta e non ti vede come una minaccia, ma percepisci che a un tuo passo falso lei sarebbe disposta a combattere fino alla morte.

Modificato da illurama

SELENE VESPERA


Riesco ad avvicinarmi alla creatura senza essere notata.

La guardo negli occhi, cerca di minacciarmi, o almeno io intendo questo. Le parole degli altri mi fanno esitare per un momento.

Un grave errore! Se qualcosa mi ha insegnato la vita è non avere pietà di una bestia ferita, una rapida occhiata per valutare che non è facile curare le sue ferite ma se anche fosse possibile perché farlo? Dobbiamo mettere in sicurezza il nostro giaciglio per la notte e quella bestia potrebbe essere una potenziale minaccia qualora si riprendesse

"E' già con un piede nella fossa!" rispondo a Aeolor "E non credo possa parlare per spiegarci cosa è successo!"

Non esito questa volta. Scocco la freccia mirando dritto alla fronte dell'orsogufo.

AZIONE

Bonus attacco. +5

Danni: 1d8


  • Autore

La freccia di Selene fende l'aria e colpisce in piena fronte l'orsogufo con uno schiocco secco.

E rimbalza via.

Il cranio della creatura è duro come pietra. Per un istante non succede nulla, poi l'orsogufo scatta, la pazienza ridotta in frantumi insieme a qualsiasi possibilità di risoluzione pacifica. I suoi occhi trovano subito Aelor, l'unica cosa che ha davanti, e si scaglia su di lui con la furia cieca di chi non ha più nulla da perdere.

Il primo artiglio sibila nell'aria e Aelor si scansa di lato, appena in tempo. Il secondo cala più veloce, e stavolta non c'è modo di evitarlo del tutto: le zampe solcano la coscia lasciando tre lunghi graffi profondi. Aelor stringe i denti. Poi il becco piomba verso il suo volto, e lui si abbassa di scatto, sentendo il vento dello schianto a pochi centimetri dall'orecchio.

L'orsogufo ruggisce, il muso a pochi centimetri dal suo, il respiro caldo e feroce.

@shadyfighter07

Selene Attacco 1d20 + 5 = 14 Mancato. La freccia colpisce ma non penetra il cranio dell'orsogufo.

@Landar

Aelor AC 1d20 + 8 = 22 / 17 / 21: Solo il secondo artiglio va a segno. 10 danni alla coscia.

Modificato da illurama

Aelor Valor

"Idio..." non faccio in tempo a finire la frase che la creatura si scaglia contro di me. Mi scanso di lato, una volta... la seconda non riesco. Poi la creatura infierisce e io sono disarmato. Provo a rotolare via riservando tutte le mie energie a evitare la creatura e trovare un rifugio tra le rocce o gli alberi in modo da far desistere l'orsogufo. Farle decidere di attaccare prede più facili, e stupide. Stringo i denti, ferito già quasi a morte.

Master e gli altri

non so come si fa ma faccio il possibile per evitare gli attacchi andando a cercare riparo tra rocce o in mezzo agli alberi dove le dimensioni dell'orsogufo non gli permettono di arrivare. cmq uso tutte le azioni che ho a disposizione per schivare.

A equipaggiamento come siamo messi? avevi detto ce lo avresti comunicato. tipo pozioni curative o balsami? ahah

Modificato da Landar

Nihnel Dhaka

La violenza genera solo altra violenza...dico ad alta voce dopo aver percepito l'attacco dell'orso gufo...

rimanendo in disparte arretro lentamente mentre continuo a percepire lo scontro in atto , uno scontro che non sarebbe mai dovuto iniziare questa è la verità...

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