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Cap.3 Lago carbone

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DM

"Mi pagano per non fare domande, sono sempre tutti incappucciati quelli che portano gli uomini nella miniera. Il nostro rendez-vous è una caverna non troppo distante da Diamante, ma per precauzione ho mandato ogni volta uomini diversi, pagandoli il giusto.. il giusto.. ovviamente secondo me" ridacchia grassamente. Anche in un momento di tensione come questo
"Sono trafficanti di uomini, che càzzo ne so cosa succede là sotto: riti di iniziazione? sacrifici? orge? Non me ne frega niente. Credete forse che se avessi fatto domande sarei ancora qui? Volete farle voi? Accomodatevi.. avrete vita breve"

Fa per alzarsi, poi ci ripensa per un attimo, rimanendo seduto sul letto "Cosa volete quindi?"

"Vi dico cosa voglio io: Voglio uscire da questa stanza vivo, ecco cosa voglio. E se siete furbi quanto sembrate, volete la stessa cosa." Si sporge leggermente in avanti, incurante della sua nudità, con un'espressione viscida: "Avete i miei appunti, avete capito il giro. Smenk è un uomo morto che cammina, non lo sa ancora ma la sua paranoia lo divorerà. Ragnolin e i suoi 'amici' incappucciati sono quelli che comandano davvero ora. Se mi ammazzate, la catena si spezza. Quelli di Greyhawk non riceveranno il loro carico, i soldi non arriveranno, e scatenerete un inferno che questa città non ha mai visto."

"Fatevi bastare l'oro di Zalamandra che ho nella bisaccia. È un bel gruzzolo, più di quanto vedreste in una vita in miniera. Io sparisco. Dico a Smenk che sono stato aggredito da una banda di stranieri, gli stessi del prete. Voi avete i soldi, io ho la pelle, e potete usare quelle carte per ricattare chi vi pare... o per scappare da questo buco prima che i tizi incappucciati vengano a cercarvi."

Modificato da Fezza

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  • Dmitrij
    Dmitrij

    Edwarf Bella casetta, il "signor Smenk". Chissà se un giorno potrò permettermene una simile, possibilmente non qui a Lagodimerda. Ovviamente c'è il comitato di benvenuto, non poteva essere diversament

Edwarf

Se tu sei quello che porta futuri cadaveri, perché Kullen disseppelliva cadaveri veri?
Soprattutto, come ha fatto Ragnolin a tener così per le palle Smenk come dici, al punto da prendersi Pietradorata?

Mi sporgo a mia volta verso Gorrak, puntando la balestra verso le sue parti intime in bell'esposizione.
Per farti uscire vivo, devi convincere lei dico riferendomi a Narcy che farai davvero quanto dici e nel modo in cui lo dici. Perché non mi sembri uno che fa passare via lisce le offese ricevute...

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DM

"HEY HEY! Vacci piano con quella cosa ragazzo, non voglio perdere nemmeno 1 centimetro del mio corpo. Ti sto dicendo tutto quelle che vuoi sapere, stai tranquillo" al puntare l'arma contro di lui si prende visibilmente male e si ritrae quanto più può nel letto, toccando con la schiena la parete

"Di Kullen e gli affari sui cadaveri so solo che Balabar gli aveva ordinato di portarli al mago che aveva fatto venire da Greyhawk per capire se quello schifo che aveva ritrovato nella boccia di vetro gli poteva fruttare qualcosa. Non ci capisco un càzzo di magia io ma lui diceva che non poteva non avere un valore quello strano verme che c'era dentro. Diceva che in qualche modo doveva essere magico.. ma anche lui non ci capisce un càzzo di magia, così ha chiamato quello, Filge, per capirci qualcos.." poi si ferma, così.. de botto.
Per un istante assottiglia le palpebre degli occhi e sembra riflettere più intensamente
"..stai a vedere.. stai a vedere che l'avete accoppato voi quel mago! E' così? Ho ragione?"

Ancora qualche esitazione prima di parlare di nuovo
"Sentite.. io non so chi diamine siete, ma sembra che sapete più cose di me. Come posso sapere quello che Balabar ha in testa? Mi chiedi come si è ripreso Pietradorata.. ma io che.. cavolo.. ne.. so!
Io prendo il pizzo, faccio estorsioni, qualche gamba rotta, cose così. Gli affari importanti Balabar se li è sempre gestiti da solo"

[Vi sembra sincero]

Narcyssa

Il quadro si fa più chiaro. Liberarci di Smenk non solo ci toglierà dai guai e ci farà ricchi, ma personalmente mi permetterà l'accesso ad una serie di informazioni interessanti legate agli studi di Filge. Non sono una maga provetta, ma eliminare la concorrenza è un modo come un altro per risolvere il problema.

"E adesso arriviamo al clou di questa storia, Gorrak. Cosa succede adesso, secondo te? Come pensi di risolvere la situazione con Smenk? Andrai da lui e gli dirai... cosa?"

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DM

"Risolvere la situazione con Balabar? Io ce l'ho già un piano.. me ne vado fuori dalle palle, lascio questo buco di cùlo di cittadina e vado a riscuotere quello che ho accumulato alla Città Libera.
Non andrò per niente da lui, a maggior ragione dato che ci siete voi tra i piedi. Non ho.. altri piani. Mi avete tagliato le gambe,, siete solo arrivati troppo presto.
Sapevo che questa storia non sarebbe durata per sempre, ecco perchè mi sono nascosto bene. Non so come càzzo avete fatto a scoprire i miei traffici, nè perchè ce l'avete con me.. tanto ci sarà sempre uno che prenderà il mio posto e farà il mio lavoro, e ora con Balabar paranoico è meglio cambiare aria"

"Voi fate quello che volete, vi ho lasciato i soldi, vi ho raccontato tutto quello che volevate sapere.. lasciatemi andare ora, non ne voglio più sapere di Lago Diamante. E se non mi credete, beh, venite con me al Carrettiere e vedrete che ho già la mia cavalcatura sempre pronta dai Carter. A loro non ho detto nulla ma sanno che devono sempre tenermela pronta"

Edwarf

All'accenno all'uccisione di Filge, sorrido a Gorrak, mi tolgo un sigaro e me lo accendo. Dopo una lunga boccata e aver lasciato che il fumo azzurrino riempia la stanza, prendendo tutto il tempo che serve, scambio uno sguardo con Narcy.
D'accordo Gorrak, ti accompagniamo al Carrettiere e poi fuori paese. Per il bene di tutti, è meglio se qui non ci metti più piede. A Smenk e alle sue paranoie pensiamo noi, presto non darà più fastidio a nessuno. E ai tuoi amici di Greyhawk puoi dire che, anche se non sei più qui, possiamo trovare un accordo per far continuare i loro affari. Come li riconosciamo? Abbiamo un nome, un simbolo o qualcosa per esser sicuro che siano loro, se e quando vorranno mettersi in contatto?
Un po' ti invidio sai, questa brutta faccenda è cominciata proprio perché volevo andarmene da sto posto infame, e invece sarai tu ad andartene.

Prendo 20 pezzi d'oro e glieli metto davanti.
Per il viaggio.

Narcyssa

"Certo te ne stai per andare povero, ma pazienza. Noi abbiamo più bisogno di questo denaro di quanto ne abbia tu" lo lascio rivestire, ma tengo le armi che ho preso prima "Te le ridiamo quando sei già a cavallo, così non ti fai delle strane idee"

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DM

"Non li riconosci, abbiamo un accordo di pagamento in accumulo alla Città Libera dopo il.. servizio, e sanno chi sono io ma non so chi sono loro. Arrivano alla caverna, scaricano, prendono i soldi degli altri e se ne vanno. Poi gli altri si portano quei poveracci a fare.. boh, riti forse, e se ne vanno pure quelli. Io aspetto che se ne vanno da distante e poi raccolgo la parte che spetta a noi dai miei uomini"

'Si mettono in contatto solo con me alla bisogna, tipo se serve si fermano e mi chiamano. Io arrivo e vediamo il peoblema, ma sono tutti incappucciati"

Si riveste ed esce. Aspettandovi. Poi vi dirigete tutti assieme all'Abile Carrettiere. Lì lo riconoscono e gli danno la cavalcatura già pronta. Rimanete sempre assieme e non fa gesti strani.

Siete fuori e si inizia a dirigere verso la strada che porta a Greyhawk

Narcyssa

Una volta che siamo sulla strada, buia e solitaria a quest'ora di sera, lancio un'occhiata a Ed e sollevo una mano verso la schiena di Gorrak. Finisce tutto in fretta.

"Lasciamo qui il corpo e prendiamo ciò che ci può tornare utile. Domani andremo da Smenk e gli racconteremo la nostra versione della storia. O preferisci tentare la fortuna stanotte? Io preferirei evitare, è stata una giornata difficile"

Modificato da Pippomaster92

Edwarf

La fine di Gorrak è quasi deludente. Mi sarei aspettato più resistenza, un tentativo disperato, un rendere l'anima portando con sé almeno una delle nostre. Invece, o ha davvero creduto di potersene andare alla leggera, con tutti i suoi segreti e informazioni, oppure si era rassegnato alla prevedibile sorte.
In entrambi i casi, comunque sia, ...sticazzi dico accendendomi un sigaro.

Preferisco far sparire il corpo nel bosco. Il messaggio che vogliamo far arrivare a Smenk arriverà comunque, che lui creda Gorrak morto, fuggito o traditore. Per tutti gli altri, Gorrak se ne è tornato a Greyhawk, l'hanno visto prendere il cavallo e avviarsi fuori città, c'è la testimonianza di quelli del Carrettiere. Non sento il bisogno di prendermi la responsabilità della sua morte.
Gli verso un po' di cenere addosso
... anche perché è la tua sorrido verso Narcy.
Io al limite, soltanto occultamento di cadavere.
Con il sigaro in bocca, prendo Gorrak per i talloni e comincio a trascinarlo verso la boscaglia, in qualche luogo dove fare una bella buca, spargerci sopra foglie e ramaglie, e dimenticarsi della sua triste esistenza.
Poi ce ne andiamo a dormire, come dici tu per oggi è abbastanza.

Modificato da Dmitrij

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DM

Dopo aver occultato il corpo di Gorrak sotto terra, tra il gelo e le frasche, il rientro a Lago Diamante è un esercizio di invisibilità. Il fango sugli stivali e sui mantelli è la prova muta di un lavoro sporco portato a termine con freddezza. Quando varcate la soglia del Saluto di Mezzanotte, il calore stantio della locanda vi investe insieme all'odore di alcol scadente e profumo a buon mercato. La matrona vi squadra dal ballatoio, ma non fa domande; il tintinnio della borsa dell'oro che Edwarf batte sul bancone è l'unica risposta che le serve per ora. Vi ritirate nelle vostre stanze (o stanza singola, ditemi voi) ma il sonno è leggero, interrotto dal rumore costante della città che non dorme mai davvero.

Attraverso le pareti sottili di legno riuscite a percepire quslcosa, oltre ai soliti mugolii di piacere. Le prostitute del bordello, che di solito ridono o si lamentano dei clienti, stanotte parlano a bassa voce, con un tono febbrile. Dai loro sussurri emergono i dettagli di ciò che è accaduto in piazza mentre voi eravate occupati con Gorrak:

"Hai sentito di Cubbin? Dicono che abbia fatto un macello. Quei due stranieri, il prete e il suo amico... li hanno abbattuti come cani rabbiosi davanti a tutti."

"Dicono che cercassero Gorrak Ora la piazza è tutta macchiata di rosso e Cubbin è in allerta."

Queste voci confermano che la città è una polveriera. Smenk ha eliminato una minaccia ma non sa ancora di aver perso il suo braccio destro.

Il Giorno Successivo la luce del mattino entra dalle imposte, carica di pulviscolo e fumo. Lago Diamante si sveglia con la tosse secca dei minatori che scendono nei pozzi, ma per voi la giornata ha un obiettivo diverso: la casa di Balabar Smenk.

Uscite con accortezza, tirando su i cappucci dei mantelli. Notate che la gente cammina a testa bassa, evitando la piazza centrale dove il sangue è in parte ancora presente sotto forma di aloni scuri tra le pietre e la neve schiacciata che è diventata poltiglia marrone. Ha nevicato leggermente durante la notte ma non è bastato a coprire tutto.

Avete l'oro di Gorrak. Avete la consapevolezza che lui è "partito per Greyhawk" secondo i registri dell'Abile Carrettiere. Il piano di sostituirvi a lui, concordato con Lazare, è pronto per essere testato.

Edwarf

Che dici Narcy chiedo all'elfa mentre di buon mattino, con l'aria gelida ad arrossare la pelle, mi accendo un buon sigaro.

Andiamo direttamente a casa di Smenk, o gli recapitiamo un messaggio per chiedere un incontro dove decidiamo noi? Sono più per la prima, non ci aspetta, mentre nel secondo caso rischiamo di trovarci un comitato di accoglienza.

Narcyssa

"Andiamo direttamente da lui, dettiamo noi il ritmo" propongo. Non c'è molto da fare se non procedere. Smenk potrebbe sempre ammazzarci, ma ho qualche asso nella manica e non me ne andrò senza portarlo con me. Se saremo astuti invece ci apriremo la strada per più denaro e più potere. Potremmo persino decidere di non perseguire più il piano di Lazare, se le cose andassero davvero bene.

"Non si torna indietro" dico prima di bussare alla porta principale della casa di Smenk.

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DM

Il fango ghiacciato scricchiola sotto i vostri stivali mentre risalite la collina, lasciandovi alle spalle il puzzo soffocante della Vena. Qui l'aria è diversa: meno fumo di carbone, più odore di legno di cedro che brucia nei camini dei padroni. Il maniero che vi si para davanti è un monumento all'avidità e al declino. Un tempo apparteneva alla nobile famiglia Parrin, ma ora è il trofeo di Balabar Smenk. Le mura in pietra grigia, che un tempo trasudavano prestigio, sembrano ora trasudare arroganza; Smenk non ha solo comprato questa casa, l'ha svuotata della sua anima, trasformandola in una fortezza dorata costruita sulle rovine finanziarie di Luzane Parrin.

Mentre vi avvicinate alla cancellata in ferro battuto, sentite gli occhi delle guardie addosso. Non sono soldati, sono mastini in livrea, uomini che hanno venduto la morale per una paga sicura e il diritto di calpestare i deboli. Due sgherri massicci, con le braccia incrociate sopra giubbe di cuoio bollito, vi sbarrano la strada. Uno di loro sputa un grumo di tabacco ai piedi di Edwarf, squadrando il suo sigaro con un misto di invidia e disprezzo.

"Il padrone non riceve mendicanti, né nani che puzzano di bettola," ringhia il più grosso, una cicatrice che gli attraversa lo zigomo sinistro. "Girate i tacchi e tornate nel fango prima che vi ci sbatta io."

Siete davanti alla tana del lupo. Dietro di voi, la città di Lago Diamante sembra un ammasso di ferite aperte; davanti a voi, la porta pesante del maniero promette potere o una fossa comune.

[Nota: le guardie sono nervose. La sparizione di Gorrak non è ancora ufficiale, ma percepite che c'è della tensione nell'aria

Narcyssa

I due mastini fanno quello per cui sono pagati, ma questo non me li rende più simpatici. Abbiamo passato le ultime settimane a mentire e imbrogliare per farci accogliere in questo o quel posto... forse ora basterà un po' di onestà per far capire con chi hanno a che fare. "Siamo qui per fare affari con il signor Smenk, sono certa che ci accoglierà cordialmente una volta che avrà ascoltato ciò che abbiamo da dire. Se non volete farci entrare subito, consegnate almeno un nostro messaggio. Credo che il vostro signore non gradirebbe sapere che gli avete impedito di prendere ciò che gli spetta di diritto"

Edwarf

Bella casetta, il "signor Smenk". Chissà se un giorno potrò permettermene una simile, possibilmente non qui a Lagodimerda.
Ovviamente c'è il comitato di benvenuto, non poteva essere diversamente. Bene che Narcy prenda parola prima di me, mentre mi limito a guardare la scatarrata del guercio, poi la sua faccia. Con le dita mi indico gli occhi, poi i suoi, e due tocchi sulla tempia. Se c'è una cosa in cui sono bravi i nani è ricordarsi a lungo i torti subiti. Figuriamoci io, un nano ESEMPLARE.

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DM

Il guercio che ha sputato ai piedi di Edwarf si blocca con il ghigno che gli muore sulla faccia mentre incrocia lo sguardo del nano. Narcyssa, le tue parole cadono pesanti come piombo fuso tra di voi. L'accenno a "ciò che gli spetta di diritto" fa scattare un meccanismo visibile negli occhi delle guardie: l'avidità unita al terrore. Sanno che Smenk non punisce l'insolenza, punisce l'inefficienza. E fargli perdere un guadagno è una condanna a morte. Il guercio scambia un'occhiata nervosa con il compagno, poi sposta lo sguardo sul maniero. Quella villa, un tempo vanto dei Parrin, ora sembra un predatore accucciato sulla collina. Smenk ha trasformato i saloni della nobiltà decaduta in uffici di riscossione e stanze di tortura psicologica.

"Affari, eh?" borbotta il guercio, raddrizzando la schiena e cercando di recuperare un briciolo di autorità che ormai è svanita. "Aspettate qui. Se state mentendo, vi farò trascinare giù per questa collina per le orecchie."

Si volta e attraversa il cortile, sparendo dietro il massiccio portone di quercia borchiata. Passano minuti che sembrano ore. Il vento fischia tra le statue decapitate del giardino dei Parrin, ora sostituite da bracieri di ferro nero che vomitano fumo acre. Poi il portone si riapre. Il guercio torna, ma non è più solo. È seguito da un un altro uomo, meno armato. È lui che vi parla.

"Il signor Smenk è un uomo impegnato, ma é curiosito di vedere cosa dovete riferire" dice il segretario, facendovi cenno di entrare. "Seguitemi. E cercate di non sporcare i tappeti. Sono costati più delle vostre vite." Entrate. L'interno è un paradosso. Le boiserie di pregio e i soffitti affrescati dai Parrin sono ancora lì, ma sono stati "contaminati" dal gusto di Smenk: trofei di caccia grotteschi, pesanti tende di velluto rosso che oscurano la luce naturale e un odore persistente di tabacco e sudore freddo.

Attraversate il salone principale. In fondo, davanti a un immenso camino dove bruciano tronchi interi, siede lui. Balabar Smenk. È un uomo corpulento, con anelli che affondano nella carne delle dita e uno sguardo che sembra soppesare il valore della vostra carne al chilo. Accanto a lui, due guardie del corpo pesantemente armate e un tavolino con una bottiglia di vino che probabilmente vale quanto un'intera miniera.

É seduto dietro una scrivania di mogano che sembra vasta come un campo di battaglia. La luce grigia del mattino filtra appena dalle alte finestre, tagliata dalle spesse grate di ferro che lui stesso ha fatto installare. Non vi guarda subito. È intento a scrivere su un foglio di pergamena, la piuma che gratta sulla superficie con un suono secco, simile a quello di un insetto che scava nel legno. Il silenzio si protrae, studiato, pesante. Smenk è un uomo che sa che il potere non risiede solo nell'oro, ma nel controllo del tempo altrui. Finalmente solleva il capo. Il suo volto è una maschera di grasso e astuzia, gli occhi piccoli e lucidi come perle nere incastonate nella carne. Vi osserva come un prestatore d'ascia osserva un pegno di dubbia provenienza.

"Affari" dice finalmente, e la sua voce è un sussurro viscido che sembra scivolare sulle pareti della stanza. "Lago Diamante è un luogo dove tutti parlano di affari, ma pochi sanno cosa significhi davvero la parola lealtà. Vi ho concesso udienza perché avete avuto l'ardire di bussare alla mia porta principale. Un gesto che denota o una grande utilità o una totale mancanza di istinto di sopravvivenza". Posa la piuma e incrocia le dita cariche di anelli sopra la pancia prominente.

"Ditemi dunque. Quale vento vi porta nel mio studio prima ancora che le miniere abbiano sputato il primo carico della giornata? E soprattutto, perché dovrei lasciarvi uscire da questa stanza con le vostre gambe"

Modificato da Fezza

Edwarf

Il tocco di Smenk è innegabile, un senso dell'estetica e del kitsch degno di un facocero a cui abbiano messo davanti delle posate in argento. Mentre cammino per i corridoi, stanza dopo stanza, non posso far altro che guardarmi attorno per memorizzare i passaggi, togliendomi lo sfizio di lasciar andare una lenta, silenziosa, acida flatulenza che comunque non può far più danno di quanto già non sia stato fatto.

Alla fine raggiungiamo lo studio ed eccolo lì, un vero maranza capace di superare ogni aspettativa quanto a pacchianeria.
Grande utilità e istinto di sopravvivenza per noi camminano di pari passo, Signor Smenk.
Dicendo questo, prendo il sacchetto con le 45 monete di platino raccolte da Gorrak dalle pieghe del mantello e lo appoggio sulla sua scrivania, davanti al suo naso, per poi tornare a fare due passi indietro.
Questo è tuo.

Narcyssa

Lascio che Ed posi il sacchetto di denaro "Ci è sembrata la cosa giusta da fare, ma non vorremmo che la prendesse come una mancanza di rispetto"

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