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Preoccupazioni Serie: Signore degli anelli e Fondazione


Lord Danarc

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È un po' che volevo aprire questo topico il cui titolo si basa su un gioco di parole, preoccupazioni e serie tv. Apro questo post perchè sono curioso di capire se è condivisa la preoccupazione sull'uscita di queste due serie e in caso positivo quale desta la preoccupazione maggiore.

Inizio dicendo quella che potrebbe sembrare un'eresia: amo Asimov più di Tolkien. Quindi la preoccupazione maggiore dovrebbe essere rivolta alla serie che porta per la prima volta sullo schermo un ciclo difficilissimo da rendere in ottica televisiva. Più di cinquecento anni di storia galattica divisi in sette libri (dal preludio a fondazione e terra) che fortunatamente non dovranno essere tutti oggetto della serie che pare sarà composta, qualora dovesse avere successo, di 80 puntate. Ecco 80 puntate non sono abbastanza per raccontare l'epopea della fondazione, dalla fase iniziale su Terminus, il pericolo dei regni di confine, l'espansione, i conflitti con il morente impero, il mule (o mulo a seconda dell'edizione) e la parte finale (sotto spoiler)

Spoiler

ovvero il conflitto con la seconda fondazione, la scoperta di gaia e della terra.

No, non lo sono. Inoltre credo sarà anche difficile dare alla serie una continuità, visto che nei primi libri i protagonisti cambiano (da Hober Mallow a Salvor Hardin, ai vari signori mercanti) e lo fanno così repentinamente e con racconti così brevi che di alcuni nemmeno si ricordano i nomi, mentre negli ultimi due libri c'è effettivamente una stabilizzazione con Golan Trevize che si prende la scena.

Dal trailer (che agevolo)

sembra che la produzione si sia concentrata sulla prima parte del primo libro, traendo magari spunti da preludio e fondazione anno zero. L'idea potrebbe essere vincente, se ben sviluppata, anche se si vedono guerre che nel primo libro non ci sono e esplosioni a Trantor che... vabbè lasciamo perdere. Anche la serie in questione sembra poi risentire dell'onda del politicamente corretto. Se ho ben analizzato il trailer la protagonista è la giovane ragazza di colore, che dovrebbe rivestire il ruolo ricoperto dal giovane matematico che incontra Seldon nel primo libro. No problem sinceramente per il cambio, in effetti non sono moltissimi i personaggi femminili, sopratutto nei primi libri, anche se Asimov nei suoi scritti ha dato a personaggi del gentil sesso ruoli fondamentali in tutti i suoi cicli (che ricordiamo sono tutti interconnessi, dai robot, all'impero alla fondazione, nonché i libri e i racconti sui robot). Citiamo ad esempio Susan Calvin, Bayta Darrel e Arcadya Darrel, nonchè Bliss/Gaia e la solariana Gladia (il cui ruolo è centrale ma non da protagonista nel ciclo dei robot). Quello che mi perline e crea disagio è che il ruolo di Sto Demerzel è stato dato a Laura Bim. ENORME SPOILER

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No davvero questo spoilera diversi libri , lo deve leggere solo chi ha letto il ciclo dei robot e almeno preludio alla fondazione.

Spoiler

Sicuri di volerlo sapere?

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ETO DEMERZEL è R. DANEEL OLIVAW cavolo

 

 

Ecco questo mi lascia molto perplesso, a meno che non vogliano renderlo un po' efebico, tipo il mezzo angelo di Constantine (interpretato magistralmente da una grandissima Tilda Swinton. PS non ho letto il fumetto quindi la valutazione riguarda solo il suo ruolo nel film).

Insomma il problema di Foundation può essere la storia. Se ci vogliono inserire scopate, meridionali, occidentali e orientali (come vengono definiti i diversi fenotipi umani nei libri di Asimov) non mi interessa, c'erano anche nei libri seppure non spesso, e alla fine va bene anche qualche switch di personaggio. L'importante è che non stuprino una storia fantastica. Questo mi preoccupa. Ho però una flebile speranza perchè tra le produzioni apple ho guardato solo Greyhound, e l'ho trovata eccezionale. Da persona a cui piace la guerra navale e che ha letto diversi libri sull'argomento ho trovato un'attenzione ricercata in molti dettagli e ho apprezzato molto il film. Veramente aderente alla realtà della guerra nell'atlantico (forse troppo per chi si aspettava un film d'azione). Se hanno prestato la stessa cura forse potremmo avere un buon prodotto.

Da qui quindi capirete come la preoccupazione maggiore ce l'ho per la serie Amazon sul LOTR. Perchè li alcune cose non ci stanno. Elfi di colore, trombate e orge, stravolgimenti del canone che inficiano pesantemente l'intera cosmologia e il background di una pietra miliare della letteratura. Ecco sulla serie del LOTR tutto mi terrorizza.

Come il ciclo delle fondazioni anche Silmarillion si connatura come libro in cui le storie narrate si susseguono lungo una timeline molto ampia e hanno protagonisti differenti. Il periodo scelto dagli sceneggiatori è quello della seconda era in cui

Cita

il drama è ambientato migliaia di anni prima degli eventi narrati in Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien e, secondo la sinossi ufficiale, "riporta gli spettatori a un'era in cui grandi poteri furono forgiati, regni salirono alla gloria e caddero in rovina, improbabili eroi furono messi alla prova, la speranza appesa ai fili più sottili e il più grande cattivo uscito dalla penna di Tolkien minacciò di diffondere l'oscurità in tutto il mondo". Partendo da un tempo di pace, la serie segue un gruppo di personaggi, alcuni già noti altri nuovi, mentre si apprestano a fronteggiare il temuto ritorno del male nella Terra di Mezzo. Dalle più oscure profondità delle Montagne Nebbiose, alle maestose foreste della capitale degli elfi, Lindon, all'isola mozzafiato del regno di Númenor, fino ai luoghi più estremi sulla mappa, questi regni e personaggi costruiranno un'eredità che sopravvivrà ben oltre il loro tempo.

Insomma personaggi già conosciuti (Gandalf? difficile. Legolas? Gimli? Thranduil? Più probabile. Galadriel? Magari. Celeborn? Possibile... Elrond? Ehhhh) in seconda era epoca Numenoreana... Plausibile che il plot giri intorno alla forgiatura degli anelli. Insomma LOTR davvero. Oltretutto la fase dell'egemonia e caduta di Numenor è molto suggestiva e sopratutto di facile identificazione per gli spettatori.

Quindi la storia potrebbe essere facilmente distorta, come l'idea di fondo del LOTR, il background, il significato... tutto in nome di più spettatori, soldi facili e politicamente corretto. Insomma sono terrorizzato da questa serie che rischia di essere troppo simile a GOT (che ho abbandonato alla 4 stagione causa spoiler sui libri che non sono più usciti, maledetto ciccione babbo natale cattivo) e che NON DEVE ESSERLO. Rischiamo di veder replicati in peggio tutti gli elementi che hanno portato lo Hobbit ad essere un film dimmerda epocale (il primo si salva). 

Bonus Track: The wheel of time. Anche I quattordici libri della ruota del tempo sono oggetto di una serie in uscita a breve. Non ho letto la serie in questione ma ho amici che lo hanno fatto e sono altrettanto spaventati dalle notizie uscite al riguardo. Anche questa può essere oggetto del topic quindi, se qualcuno vuole approfondire.

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Ciao! Parlo per quel che riguarda Il Signore degli Anelli e La Ruota del Tempo🙂
Da una parte c'è il timore, come il tuo, che siano delle occasioni perse (soprattutto per il fatto che i diritti sono in mano di Amazon, presumo, quindi questa è l'unica possibilità che abbiamo al momento di veder portati sullo schermo i due universi, ma non mi intendo di ste cose). Dall'altra il sempre confortevole "esticazzi" 😆. Mi spiego meglio: quando è uscito Lo Hobbit sono rimasto parecchio deluso, più che altro per l'eccesso di effetti speciali e cgi; ma dopotutto Tolkien ha lasciato molto per i posteri quindi al massimo uno si rifugia lì e amen. Stesso discorso per La Ruota del Tempo. Inoltre sono del parere che spesso basta vedere il prodotto una seconda volta per rendersi conto che la delusione iniziale era in parte irrazionale (come mi è successo per The Witcher, che nonostante le tavanate alla fine è risultato anche piacevole dopo aver rivisto gli episodi a distanza di tempo).

Per quel che riguarda La Ruota del Tempo è stato già detto che la serie tv si concentrerà più su Moraine (la maga che ricopre un po' la funzione di Gandalf) che sui "protagonisti" della saga (non che Moraine non lo sia, ma essendo l'aiutante degli eroi cade in secondo piano), ovvero i giovani Rand, Perrin, Matt, Egwene e Nynaeve. Penso che questa scelta sia dovuta al fatto che Moraine è interpretata dalla bravissima Rosamund Pike, quindi le si vuole dare spazio sotto i riflettori...e ciò in teoria non è Male! Interessante sarà vedere come modificano la struttura dei libri. Se si inventano roba per darle più protagonismo...Male. Se attingono ai Prologhi e a tutto il resto rimanendo coerenti...Bene! Robert Jordan ha scritto un prologo alla saga (Nuova Primavera) in cui Moraine è la protagonista assoluta per tutte le 304 pagine. Quindi di materiale extra su di lei ne abbiamo e potrebbero usare quello (forse...si spera). Ho apprezzato tantissimo la scelta "culturale" ("etnica" suona male? Boh) degli attori, che secondo me stona con la nostra percezione occidentale del genere fantasy (medioevo alla GoT), ma ben si confà alle descrizioni di Robert Jordan. Il custode di Moraine, Lan, è interpretato dall'attore di origini coreane Daniel Henney e ci sta di brutto con la descrizione che Jordan fa dei popoli delle Marche di Confine. 

Per quel che riguarda LOTR è tutt'altra faccenda, perchè il materiale è poco. Condivido la paura che ammicchino a GoT e si buttino su un fantasy commerciale (che purtroppo si basa su sesso, violenza e altre cose del genere che vogliono rendere il realismo ma che trasformano tutto in una pacchianata). Sarebbe encomiabile la scelta di lasciar fuori dal progetto queste tematiche (assenti nelle trilogia) e concentrarsi su un altro tipo di fantasy, epico e mitologico (rispettando quindi l'opera). Ho seri dubbi, ma si vedrà. E' comunque difficile battere il Silmarillion con qualunque media. Le pochissime immagini (forse una sola) ben ricreano quelle atmosfere:

The-lord-of-the-rings.thumb.jpg.bd5346ae0dfca7c3a89aee4aab699afc.jpgMa da un'immagine poco si può dedurre. Si sa già che non ci sarà Gandalf, ma ci sarà Galadriel. Per il resto seguo poco perchè non voglio farmi influenzare da notizie spesso inconcludenti, incomplete e poco chiare. Attendo con curiosità il 2022. 

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Io sono un fondamentalista delle opere di Tolkien, e mi sono rifiutato di guardare tutti i film a parte il primo perché non riuscivano a trasportare sullo schermo lo spirito dei libri. Quindi non vedrò neppure la serie.

Ogni volta che, nel clima attuale, escono una serie o un film basati su un'opera già esistente (adattamento di libri e fumetti o reboot di vecchi film o serie) tremo al pensiero di come gli studios massacreranno storia e personaggi. E purtroppo le mie paure si avverano sempre.

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18 minuti fa, Grimorio ha scritto:

Io sono un fondamentalista delle opere di Tolkien, e mi sono rifiutato di guardare tutti i film a parte il primo perché non riuscivano a trasportare sullo schermo lo spirito dei libri. Quindi non vedrò neppure la serie.

Ogni volta che, nel clima attuale, escono una serie o un film basati su un'opera già esistente (adattamento di libri e fumetti o reboot di vecchi film o serie) tremo al pensiero di come gli studios massacreranno storia e personaggi. E purtroppo le mie paure si avverano sempre.

Penso che sia impossibile che una stessa opera sia resa in maniera impeccabile e ortodossa attraverso un altro media. Cambiano gli strumenti, i requisiti tecnici e monetari e la scala (temporale e non solo). La trilogia cinematografica di LOTR (la prima) è portata ad esempio come uno dei migliori tentativi di questo tipo e si potrebbe ben dire che abbia nonostante ciò modificato il contenuto e la struttura dei libri. Secondo me non bisogna guardare gli adattamenti come copie dei libri dai quali sono tratti, ma come rielaborazioni fatte usando strumenti artistici differenti. Da questo punto di vista sono coscio che i gusti e le esperienze personali portino ad accoglierli in maniera diversa da persona a persona. Ma ritengo importante non accostarsi alle trasposizioni con tali aspettative. D'altra parte chi si accinge a fare una trasposizione dovrebbe conoscere a fondo l'opera, non solo dal punto di vista contenutistico, e non storpiarla a fini commerciali. A volte purtroppo succede.

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4 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Apro questo post perchè sono curioso di capire se è condivisa la preoccupazione sull'uscita di queste due serie e in caso positivo quale desta la preoccupazione maggiore.

In campo fantascientifico ormai sono oltre la preoccupazione più o meno dalla visione della trasposizione filmica del Fanteria dello Spazio di Heinlein a opera di Paul Verhoeven e del 2° Alien vs Predator...al più potrei ri-perplimermi d'immenso. 😄 

4 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Ecco questo mi lascia molto perplesso, a meno che non vogliano renderlo un po' efebico, tipo il mezzo angelo di Constantine (interpretato magistralmente da una grandissima Tilda Swinton. PS non ho letto il fumetto quindi la valutazione riguarda solo il suo ruolo nel film).

Non l'ho letto neanch'io, ma ho la vaghissima impressione che la tua valutazione possa dipender (a ragione) in buona parte dall'attrice in questione; considerato che s'è presa un Oscar in Michael Clayton, e la sua interpretazione della strega bianca era probabilmente la cosa meglio riuscita in Narnia.

44 minuti fa, Grimorio ha scritto:

Io sono un fondamentalista delle opere di Tolkien, e mi sono rifiutato di guardare tutti i film a parte il primo perché non riuscivano a trasportare sullo schermo lo spirito dei libri

Considerato cosa ne disse il recentemente scomparso figlio di Tolkien (Qui un estratto di una vecchia intervista) e il nipote, sarei curioso di saper cosa ne pensan gli eredi di questo nuovo progetto.

4 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Insomma sono terrorizzato da questa serie che rischia di essere troppo simile a GOT (che ho abbandonato alla 4 stagione causa spoiler sui libri che non sono più usciti, maledetto ciccione babbo natale cattivo)

Eh, beato te...nei miei incubi ci sono tutt'ora la Starbucks cup di Daenerys, il Re della Notte anticlimax e un certo suono/segnale di season 8 😂 

Edited by Nyxator
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27 minuti fa, Assalon ha scritto:

Penso che sia impossibile che una stessa opera sia resa in maniera impeccabile e ortodossa attraverso un altro media. Cambiano gli strumenti, i requisiti tecnici e monetari e la scala (temporale e non solo). La trilogia cinematografica di LOTR (la prima) è portata ad esempio come uno dei migliori tentativi di questo tipo e si potrebbe ben dire che abbia nonostante ciò modificato il contenuto e la struttura dei libri. Secondo me non bisogna guardare gli adattamenti come copie dei libri dai quali sono tratti, ma come rielaborazioni fatte usando strumenti artistici differenti. Da questo punto di vista sono coscio che i gusti e le esperienze personali portino ad accoglierli in maniera diversa da persona a persona. Ma ritengo importante non accostarsi alle trasposizioni con tali aspettative. D'altra parte chi si accinge a fare una trasposizione dovrebbe conoscere a fondo l'opera, non solo dal punto di vista contenutistico, e non storpiarla a fini commerciali. A volte purtroppo succede.

Sono d'accordo. La trilogia cinematografica LOTR non può ovviamente essere uguale e dare le stesse sensazioni del libro, è impossibile, questo vale per qualsiasi trasposizione, a maggior ragione per una pietra miliare nella letteratura mondiale. Detto questo al netto di alcuni GRAVI, GRAVISSIMI errori, che però si contano sul palmo di una mano (brevemente: la figura di Faramir in toto, l'episodio di Aragorn con la bocca di Sauron e pochi altri), la trilogia (rigorosamente estesa) l'ho trovata ben caratterizzata per quanto possibile e rispondente (anche qua, per quanto possibile) all'idea del LOTR. Non appena uscita ero un po' meno generoso ma i venti anni di merda che ci hanno propinato ha addolcito il giudizio. Diverso invece è lo Hobbit, che ne esce distrutto. Una vera merda. Ricordo che uscii dal cinema dopo il terzo film incazzato nero, e i miei amici avevano lo stesso mood.

Ciò posto comprendo chi, da purista non abbia voluto vederlo. E raccomando ASSAI di non vedere nulla di correlato considerando lampreda che è uscita.

38 minuti fa, Nyxator ha scritto:

Non l'ho letto neanch'io, ma ho la vaghissima impressione che la tua valutazione possa dipender (a ragione) in buona parte dall'attrice in questione; considerato che s'è presa un Oscar in Michael Clayton, e la sua interpretazione della strega bianca era probabilmente la cosa meglio riuscita in Narnia.

Possibile. Assolutamente possibile.

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9 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

maledetto ciccione babbo natale cattivo

Secondo me ci conosciamo. Lo definisco anche io così.

Seriamente, anche io adoro Asimov più di Tolkien, e credo abbiano sbagliato opera da trasporre in TV. Fossero partiti da Abissi d'Acciaio, con un bel technothriller… ma no, esplosioni e viaggi stellari, scenografia alla Dune (quello di Lynch) e scambi di sesso/razza/ruolo…. che a pensarci cambiare sesso a ‘Demerzel’ manda in vacca tante altre trame precedenti… vabbè.

Quella che apprezzo dai trailer è la scelta - coraggiosa - di trasformare Cleon in un clone (in una triade, alba, giorno, tramonto, sul trono contemporaneamente). 

In questo modo il nemico, ovvero l'Impero, può restare uguale e ben identificabile per diverse stagioni. Hari immagino sparirà dopo stagione 1, per tornare solo come ologramma. Stagione 2 sarà di Salvor Hardin, anche se ho dubbi che il gender swap con Leah Harvey funzionerà, anche perché l'attrice non è sufficientemente esperta - e anziana - per rappresentare il saggio Sindaco. Stagione 3 sarà dei principi mercanti… E stagione 4 sarà del Mulo.

Come si capisce, sono preoccupato più per la prima stagione che per la tenuta della serie nel suo complesso. Ma dopo I, Robot con Will Smith direi che sono pronto a tutto.

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La  cultura 'woke' è un fenomeno USA per il quale chiunque deve essere sempre in massima allerta sui temi sensibili, i quali sono inclusione di genere ed etnia  (ultimamente include neurodiversità), politically correct e quanto altro.

Per assurdo permea ogni ambito sociale, perfino quello ludico. Cioè devi sempre essere teso su questi temi, non puoi più avere un cast di soli maschi bianchi etero perché non sarebbe inclusivo. Dimentichi che hai avuto un cinema di colore blaxpoitation, un genere messicano di sole donne, un cinema europeo trans e gender... ma non è questo il punto. Il punto è che ogni cosa deve dimostrare l'inclusività, in quanto se non è dichiaratamente inclusiva è automaticamente discriminatoria.

Il che ti spiega perché la prima pagina del RPG Lancer si spertica nel dire che il gioco (robot spaziali) serve a propagare un concetto di inclusività fra specie e generi sessuali e tutte cose. Così i Social Justice Warrior pagavano il Kickstarter.

Anche perché questi fanno serie campagne di "Cancel" (da cui la Cancel Culture). Ovvero si organizzano in gruppi e boicottano tutto quello che non è woke arrivando a distruggerne la presenza fisica nel mondo. E tu non lo vuoi perché bastano 20 infoiati su Kickstarter e addio, ce la fanno a boicottare. E non li vuoi fuori dai cinema, in Netflix, sotto casa.

Se fai la docufiction su Padre Pio di uomini di colore e messicani non ne metti semplicemente perché a Pietrelcina non li hanno mai veduti nemmeno col cannocchiale. Secondo la cultura woke, una docufiction del genere sarebbe erronea e non andrebbe fatta in quanto non c'è alcun elemento di inclusione, la bicotterebbero. Oppure fai che Padre Pio era una donna cinese.

Comunque sta venendo fuori un motto abbastanza condiviso.

"Do woke to go broke" - "Fai woke per andare in bancarotta".

In effetti i numeri parlano e pare che queste operazioni di inclusione forzosa facciano flop.

Se tutto questo ti pare stupido, non sei il solo a preoccuparsi, si parla davvero di un forte declino della cultura di base atlantica.

Edited by Severance
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7 ore fa, Severance ha scritto:

La  cultura 'woke' è un fenomeno USA per il quale chiunque deve essere sempre in massima allerta sui temi sensibili, i quali sono inclusione di genere ed etnia  (ultimamente include neurodiversità), politically correct e quanto altro.

Per assurdo permea ogni ambito sociale, perfino quello ludico. Cioè devi sempre essere teso su questi temi, non puoi più avere un cast di soli maschi bianchi etero perché non sarebbe inclusivo. Dimentichi che hai avuto un cinema di colore blaxpoitation, un genere messicano di sole donne, un cinema europeo trans e gender... ma non è questo il punto. Il punto è che ogni cosa deve dimostrare l'inclusività, in quanto se non è dichiaratamente inclusiva è automaticamente discriminatoria.

Il che ti spiega perché la prima pagina del RPG Lancer si spertica nel dire che il gioco (robot spaziali) serve a propagare un concetto di inclusività fra specie e generi sessuali e tutte cose. Così i Social Justice Warrior pagavano il Kickstarter.

Anche perché questi fanno serie campagne di "Cancel" (da cui la Cancel Culture). Ovvero si organizzano in gruppi e boicottano tutto quello che non è woke arrivando a distruggerne la presenza fisica nel mondo. E tu non lo vuoi perché bastano 20 infoiati su Kickstarter e addio, ce la fanno a boicottare. E non li vuoi fuori dai cinema, in Netflix, sotto casa.

Se fai la docufiction su Padre Pio di uomini di colore e messicani non ne metti semplicemente perché a Pietrelcina non li hanno mai veduti nemmeno col cannocchiale. Secondo la cultura woke, una docufiction del genere sarebbe erronea e non andrebbe fatta in quanto non c'è alcun elemento di inclusione, la bicotterebbero. Oppure fai che Padre Pio era una donna cinese.

Comunque sta venendo fuori un motto abbastanza condiviso.

"Do woke to go broke" - "Fai woke per andare in bancarotta".

In effetti i numeri parlano e pare che queste operazioni di inclusione forzosa facciano flop.

Se tutto questo ti pare stupido, non sei il solo a preoccuparsi, si parla davvero di un forte declino della cultura di base atlantica.

Ok, ma cosa c'entra in questo thread in particolare? Non mi pare che le serie tv citate abbiano avuto problemi del genere. Inoltre da una parte c'è questo movimento della cancel culture nocivo nelle sue manifestazioni più irrazionali e poco sincere, dall'altra bisogna sempre ricordarsi che la maggior parte di noi per forza di cose filtra ciò che legge in una chiave occidentale (e ci mancherebbe, le nostre radici culturali sono quelle). Spesso l'autore di un libro non mette nessun dettaglio riguardo il colore della pelle di un suo personaggio e il lettore, in base alla propria appartenenza culturale, lo attribuisce automaticamente. Quando poi nella trasposizione le nostre aspettative in tal senso vengono deluse non ha molto senso stare a invocare la cancel culture, il politicamente corretto e altre tavanate del genere. Il trailer de La Ruota del Tempo è in tal senso un bell'esempio. 

Per quel che riguarda Il Signore degli Anelli, rimanendo in tema, non ricordo ora se Tolkien abbia descritto le genti di Numenor, ma se stiamo a guardare la geografia sta allineata con l'Harad (anzi, forse con il Lontano Harad), quindi non è che mi aspetto gente "dal portamento normanno" (tanto per citare Aldo Baglio), nonostante il clima fosse "sempre adeguato ai bisogni e alle preferenze degli Uomini" (tanto per citare Tolkien). Mi sembra avventato lamentarsi in partenza di tali dettagli. Certo, gli elfi sono un altro paio di maniche, ma Tolkien non è stato a descriverli tutti e chissà...

Un'opera che vuole sopravvivere deve suscitare qualcosa in ogni generazione nel passare del tempo. Se la nostra società è sempre più ricca e variegata dal punto di vista culturale perchè non dovremmo raffigurare le opere che amiamo attraverso questa nuova lente? 

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1 ora fa, Assalon ha scritto:

Ok, ma cosa c'entra in questo thread in particolare? Non mi pare che le serie tv citate abbiano avuto problemi del genere. Inoltre da una parte c'è questo movimento della cancel culture nocivo nelle sue manifestazioni più irrazionali e poco sincere, dall'altra bisogna sempre ricordarsi che la maggior parte di noi per forza di cose filtra ciò che legge in una chiave occidentale (e ci mancherebbe, le nostre radici culturali sono quelle). Spesso l'autore di un libro non mette nessun dettaglio riguardo il colore della pelle di un suo personaggio e il lettore, in base alla propria appartenenza culturale, lo attribuisce automaticamente. Quando poi nella trasposizione le nostre aspettative in tal senso vengono deluse non ha molto senso stare a invocare la cancel culture, il politicamente corretto e altre tavanate del genere. Il trailer de La Ruota del Tempo è in tal senso un bell'esempio. 

Per quel che riguarda Il Signore degli Anelli, rimanendo in tema, non ricordo ora se Tolkien abbia descritto le genti di Numenor, ma se stiamo a guardare la geografia sta allineata con l'Harad (anzi, forse con il Lontano Harad), quindi non è che mi aspetto gente "dal portamento normanno" (tanto per citare Aldo Baglio), nonostante il clima fosse "sempre adeguato ai bisogni e alle preferenze degli Uomini" (tanto per citare Tolkien). Mi sembra avventato lamentarsi in partenza di tali dettagli. Certo, gli elfi sono un altro paio di maniche, ma Tolkien non è stato a descriverli tutti e chissà...

Un'opera che vuole sopravvivere deve suscitare qualcosa in ogni generazione nel passare del tempo. Se la nostra società è sempre più ricca e variegata dal punto di vista culturale perchè non dovremmo raffigurare le opere che amiamo attraverso questa nuova lente? 

C'è il tema sollevato di un'attrice che interpreta una parte che, nell'intera logica della saga, *deve* essere un uomo. Se citavo la parte forse si intendeva meglio l'ambito circoscritto della mia replica. Scusami.

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5 ore fa, Assalon ha scritto:

 

Un'opera che vuole sopravvivere deve suscitare qualcosa in ogni generazione nel passare del tempo. Se la nostra società è sempre più ricca e variegata dal punto di vista culturale perchè non dovremmo raffigurare le opere che amiamo attraverso questa nuova lente? 

Le grandi opere sopravvivono anche senza squallidi trucchetti di marketing.

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5 ore fa, Assalon ha scritto:

Ok, ma cosa c'entra in questo thread in particolare? Non mi pare che le serie tv citate abbiano avuto problemi del genere. Inoltre da una parte c'è questo movimento della cancel culture nocivo nelle sue manifestazioni più irrazionali e poco sincere, dall'altra bisogna sempre ricordarsi che la maggior parte di noi per forza di cose filtra ciò che legge in una chiave occidentale (e ci mancherebbe, le nostre radici culturali sono quelle). Spesso l'autore di un libro non mette nessun dettaglio riguardo il colore della pelle di un suo personaggio e il lettore, in base alla propria appartenenza culturale, lo attribuisce automaticamente. Quando poi nella trasposizione le nostre aspettative in tal senso vengono deluse non ha molto senso stare a invocare la cancel culture, il politicamente corretto e altre tavanate del genere. Il trailer de La Ruota del Tempo è in tal senso un bell'esempio. 

Per quel che riguarda Il Signore degli Anelli, rimanendo in tema, non ricordo ora se Tolkien abbia descritto le genti di Numenor, ma se stiamo a guardare la geografia sta allineata con l'Harad (anzi, forse con il Lontano Harad), quindi non è che mi aspetto gente "dal portamento normanno" (tanto per citare Aldo Baglio), nonostante il clima fosse "sempre adeguato ai bisogni e alle preferenze degli Uomini" (tanto per citare Tolkien). Mi sembra avventato lamentarsi in partenza di tali dettagli. Certo, gli elfi sono un altro paio di maniche, ma Tolkien non è stato a descriverli tutti e chissà...

Un'opera che vuole sopravvivere deve suscitare qualcosa in ogni generazione nel passare del tempo. Se la nostra società è sempre più ricca e variegata dal punto di vista culturale perchè non dovremmo raffigurare le opere che amiamo attraverso questa nuova lente? 

Per ció che concerne la Fondazione non ci sono problemi, come scrivevo sopra, per l’inclusione di “razze” differenti. Il cambiamento da uomo a donna di Eto Demerzel invece è estremamente impattante.

Diverso invece è il discorso per il LOTR. Non esistono elfi di colore e sembra che se ne siano già visti (ad esempio). Il fatto che esterling e sudroni siano (ai tempi della guerra dell’anello) alleati di Sauron li connota come malvagi, in seconda era potranno esserci umani di etnie differenti, ma non ci risulta possibile per altre razze. Insomma non serve includere elfi di colore o orientali, e nani mediorientali o sudamericani. Non ha senso. 

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  • Moderators - supermoderator
6 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Diverso invece è il discorso per il LOTR. Non esistono elfi di colore e sembra che se ne siano già visti (ad esempio). Il fatto che esterling e sudroni siano (ai tempi della guerra dell’anello) alleati di Sauron li connota come malvagi, in seconda era potranno esserci umani di etnie differenti, ma non ci risulta possibile per altre razze. Insomma non serve includere elfi di colore o orientali, e nani mediorientali o sudamericani. Non ha senso. 

Giusto una veloce precisazione, il rumor che parlava della presenza di elfi di colore nella serie TV di Amazon pare sia una fake news che era stata smentita tempo addietro.

Al momento si sa veramente poco della serie (è stato mantenuto un riserbo altissimo) e per quanto ci siano tra gli attori al momenti noti essere parte del cast persone di origine indiano, latino americana e africana non sappiamo in che ruolo specifico. Visto che l'era coperta dalla serie è vasta potrebbero benissimo essere esponenti di quelli che diventaranno Esterling, Sudroni ed Haradrim, rimanendo quindi potenzialmente tranquillamente in linea con le descrizioni dei libri.

Detto questo invito caldamente tutti ad evitare di trasformare anche questa discussione nell'ennesima litigata su politically correct e derivati.

12 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Per ció che concerne la Fondazione non ci sono problemi, come scrivevo sopra, per l’inclusione di “razze” differenti. Il cambiamento da uomo a donna di Eto Demerzel invece è estremamente impattante.

Sarò sincero, su due piedi mi sfugge come il cambio di sesso di Demerzel/Olivaw sia rilevante, forse non mi ricordo qualche passaggio cruciale?

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1 ora fa, Alonewolf87 ha scritto:

Giusto una veloce precisazione, il rumor che parlava della presenza di elfi di colore nella serie TV di Amazon pare sia una fake news che era stata smentita tempo addietro.

Al momento si sa veramente poco della serie (è stato mantenuto un riserbo altissimo) e per quanto ci siano tra gli attori al momenti noti essere parte del cast persone di origine indiano, latino americana e africana non sappiamo in che ruolo specifico. Visto che l'era coperta dalla serie è vasta potrebbero benissimo essere esponenti di quelli che diventaranno Esterling, Sudroni ed Haradrim, rimanendo quindi potenzialmente tranquillamente in linea con le descrizioni dei libri.

Detto questo invito caldamente tutti ad evitare di trasformare anche questa discussione nell'ennesima litigata su politically correct e derivati.

Sarò sincero, su due piedi mi sfugge come il cambio di sesso di Demerzel/Olivaw sia rilevante, forse non mi ricordo qualche passaggio cruciale?

Spoiler

Eh daneel ha un robot identico con il quale gladia si “sposa” e lo usa come sex toy. La somiglianza fisica e mentale tra i due è importante in quanto unici robot umanoidi non distinguibili (e da li il discorso su l’unicità del cervello positronico e delle modifiche che ad esempio portano giskaard ad avere i poteri che ha) tant’è che elijah baley h dubbi circa la differenza tra i due.

poi certo riflettendo basterebbe a quel punto rendere gladia bisessuale, o lesbica dopo il matrimonio solariano e la fuga su Aurora.

Il fatto è che anche se non verranno fatti film sul ciclo dell’impero quel particolare dettaglio coinvolge tutto l’immaginario asimoviano. Secondo me sarebbe meno impattante rendere Hari Seldon donna (senza sarcasmo).

 

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@Lord Danarc

Spoiler

Ah era più tutta roba del Ciclo dei Robot, capito. Come dici tu basterebbe rendere Gladia lesbica/bisessuale oppure anche decidere che Olivaw/Giskard era(no) di aspetto esterno femminile fin dall'inizio (oppure che Olivaw l'ha cambiato da femminile a maschile o viceversa nei vari ricambi di "pezzi" nei secoli/millenni che passano). Nulla di così trascendentale a mio avviso.

 

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4 ore fa, Grimorio ha scritto:

Le grandi opere sopravvivono anche senza squallidi trucchetti di marketing.

Una cosa è fare del marketing, un'altra rielaborare un'opera per adattarla ai nostri tempi. Cerchiamo di non fare di tutta l'erba un fascio. Per quel che riguarda le grandi opere sopravvivono solo se sanno ancora dire qualcosa alla gente che ad esse si approccia. E se per fare ciò bisogna modificarle ben venga, finchè ciò è fatto con sensibilità e professionalità.

 

4 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Non esistono elfi di colore

Questo mi interessa, principalmente da lettore delle opere di Tolkien. Sta scritto da qualche parte? Anche per quanto riguarda i nani, non mi sembra che Tolkien abbia mai parlato della loro carnagione. Se riesci a fornire le citazioni sarebbe sicuramente un'utile aggiunta alla mia conoscenza dell'opera😄

 

P.s. naturalmente dati i campi di studio di Tolkien ha senso che li immaginasse, potremmo dire, scandinavi/nordici...ma l'ha mai esplicitato?

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  • Moderators - supermoderator
32 minuti fa, Assalon ha scritto:

Questo mi interessa, principalmente da lettore delle opere di Tolkien. Sta scritto da qualche parte?

Le principali differenze estetiche tra le etnie elfiche si trovavano nei capelli (biondi in prevalenza tra i Vanyarin, neri in prevalenza tra i Noldor, castani in prevalenza e a volte argentati tra i Teleri e i Sindarin). Il termine "bianco" in riferimento al colore della pelle degli elfi è, a mia conoscenza, usato una volta sola (nel Silmarillion, in riferimento a Maeglin figlio di Eol l'Elfo Scuro, quale ironia) ma il termine "fair" in inglese (che ha anche il significato di "carnagione chiara" in certi contesti) si ritrova molto sovente in riferimento ad un elfo.

32 minuti fa, Assalon ha scritto:

Anche per quanto riguarda i nani, non mi sembra che Tolkien abbia mai parlato della loro carnagione.

Non ci sono espliciti riferimenti alla carnagione dei nani nelle opere di Tolkien. Da un lato l'ispirazione alle leggende norrente è palese, ma è anche vero che Tolkien si era esplicitamente rifatto agli Ebrei per creare sia la lingua che parte della storia dei Nani (cacciati dalle loro terre, lunghi peregrinaggi, rifondazione di vari regni di nuovo distrutti ecc...), quindi una carnagione più mediorientale potrebbe non essere completamente fuori luogo.

Considerazione generale più importante: la contrapposizione luce/oscurità è uno dei cardini della mitopiesi Tolkeniana, quindi vederla trasposta anche nell'aspetto fisico delle razze della Terra di Mezzo è cosa coerente specie per quanto riguarda Elfi e Uomini. Inoltre va ricordato che uno degli obiettivi di Tolkien era la creazione di un ciclo di leggende per le genti inglesi con tutto ciò che ne consegue a livello di aspetto fisico.

Nota a parte: canonicamente nelle opere di Tolkien non si parla mai delle orecchie a punta degli elfi, ci sono solo accenni vaghi nelle sue lettere e materiali accessori.

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Allora se non erro nelle appendici (F?) JRR riguardo agli elfi scrive

Cita

They were a race high and beautiful, the older Children of the world, and among them the Eldar were as kings, who now are gone: the People of the Great Journey, the People of the Stars. They were tall, fair of skin and grey-eyed, though their locks were dark, save in the golden house of Finrod; and their voices had more melodies than any mortal voice that now is heard.

Relativamente ai nani si deduce da questo

Cita

Men see more variation that elves and dwarves. Some men are described as fair skinned (this is usually the men of Rohan, and the Dunedain/descendants of Numenor, such as the men of Gondor.) Others are described as “swarthy” or as having slightly darker skin - such as the Dunlendings, and some small communities in Gondor. And the men of the far south (Harad) are consistently described as having dark skin. As far as hobbits go, Tolkien described the Harfoots (one of the three original groups of hobbits) as “browner of skin” than the other two groups. But just what that means isn’t clear - it could mean that most hobbits had fair skin and Harfoots had slightly tanner skin. Or it could mean that all hobbits had darker skin, and Harfoots even more so. Traditionally, adaptations have shown almost all men and hobbits to be white, but there’s really quite a bit of room for interpretation here.))

EDIT dopo il commento di @Alonewolf87concordo con lui sulla carnagione più mediorentale.

Edited by Lord Danarc
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5 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

poi certo riflettendo basterebbe a quel punto rendere gladia bisessuale, o lesbica dopo il matrimonio solariano e la fuga su Aurora.

detto che secondo me non faranno mai una serie sui Robot direttamente collegata a questa, questo stravolgerebbe la psicologia di Gladia, che è accuratamente descritta nei libri. Inoltre anche in Abissi d'Acciaio il fatto che Daneel sia maschio gli impedisce di accedere ai bagni delle donne, che è rilevante sociologicamente sia per la descrizione che ne viene data che a livello di trama.

Se proprio avevano una quota da rispettare, Cleon (o Bel Riose) era una migliore alternativa.

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12 ore fa, Assalon ha scritto:

Una cosa è fare del marketing, un'altra rielaborare un'opera per adattarla ai nostri tempi. Cerchiamo di non fare di tutta l'erba un fascio. Per quel che riguarda le grandi opere sopravvivono solo se sanno ancora dire qualcosa alla gente che ad esse si approccia. E se per fare ciò bisogna modificarle ben venga, finchè ciò è fatto con sensibilità e professionalità.

 

 

Le grandi opere hanno sempre qualcosa da dire alla gente che le approccia, anche a distanza di millenni, ecco perché sono grandi opere. E non hanno certo bisogno di becere modifiche a scopo marketing come successo con l'Iliade.

E queste operazioni non si limitano alle opere di fantasie, ma anche alla storia, quella reale, quella documentata. Come Machiavelli o Anna Bolena.

Anche la Storia necessita di queste trovate per sopravvivere? Ben vengano le modifiche alla Storia?

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