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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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pez

[TDG] Alter ego

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"Soderfjord, presso la corte dello Jarl Vandrad "il bello" Horikson è stato recuperato il "Volto di Hel".

Questo misterioso e artefatto è stato strappato dalle mani di un temibile sacerdote della gerarca dell'entropia dal prode Jobjorn Iarudsonn, scudiero dello Jarl.

Ora Vandrad intende festeggiare questa impresa con un incredibile ballo in maschera invitando amici e nemici

....

Ma ora che indossi una maschera, qual'è il tuo vero volto?"

La sala grande è illuminata a giorno da centinaia di candele e, al caldo e all'asciutto dentro le mura della magione, sotto una pioggia scrosciante che sembra sia stata inviata dalla stessa Hel, i convitati chiacchierano placidamente in attesa dell'evento principale della festa in maschera.

L'ampio salone è alleggerito da grandi vetrate, mostrando quanto il palazzo, almeno questa parte, non sia stata progettato per difendersi da assalitori, ma piuttosto come residenza di villeggiatura.
Sul lato opposto si trova un piccolo portico che sostiene una balconata al piano superiore, per poter permettere anche a chi si trova al piano superiore dell’edificio di osservare quello che succede nel cuore dell’edificio.
Sui restanti lati la sala è ricoperta da grandi arazzi che arrivano fino al soffitto, a più di 6 metri sopra la testa delle persone. Gli unici punti che rimangono scoperti sono le porte che collegano al resto del palazzo e un grande camino, dietro allo scranno dello Jarl.

Dal piano superiore, col fiato pesante mentre fatica a guardare oltre la balconata, pensato per umani e non per nani, il mago di palazzo guarda la scena accarezzandosi la folta barba scura.

I servi sembrano formiche impazzite, perennemente di corsa per servire le vivande e soprattutto grandi quantità di alcolici.

Una mezza dozzina di guardie, rigorosamente con l’elmo che copre completamente il volto, stanno agli angoli della stanza scrutano (o fingendo di scrutare) ogni persona, pur quasi tutte con un boccale di birra in mano.

Una serie di vassalli minori siede su lunghe panche disposte sulle pareti, altri ancora si muovono tra i tavoli circolari in mezzo alla sala nella speranza di poter intercettare qualche vassallo maggiore, o meglio ancora, i due Jarl delle regioni confinanti: Tonber di Glidholm e Ontar di Rurrland. Solo uno di questi signorotti di basso rango rimane in disparte e in silenzio, nonostante la sua sia una delle maschere più sgargianti, formata da piume iridescenti provenienti da chissà quale animale.

Più leggenda che uomo, Delestir “il padre tonante”, un magro, dinoccolato elfo con un intero teschio di grifone ad avvolgergli la testa, sembra aver concesso allo jarl la sua presenza. Tuttavia ora il misterioso elfo che molti temono e altrettanti venerano non sembra degnare Vandrad della propria attenzione, limitandosi a discutere ad alta voce con un capannello di donne e ragazzi timorosi.

Assiso sul trono, il signore del palazzo, lo Jarl Vandrad Horikson sfoggia il motivo per cui viene chiamato “il bello”: in una terra come Soderfjord, e ancora di più come lo Jarlato Ozurford (terra di frontiera particolarmente infestata di creature come gnoll e giganti), un vero uomo non deve avere il tempo di riempirsi di fronzoli e girare in abiti sgargianti.
Invece è proprio quello che fa Vandrad. Veste con lunghe, fluttuanti vesti di colori accesi, con accostamenti arditi e su cui sono cuciti numerosi monili. I suoi capelli sono acconciati come neanche una donna oserebbe fare e il viso, coperto da una enorme maschera draconica, è immacolato, senza alcun segno di età o di battaglie.

In piedi di fianco a lui, la figlia Ingrid, nonostante ormai in età da marito, sembra una bambina che deve andare in bagno: cammina sul posto e a stento nasconde l’eccitazione. Vestita di una lunga veste cremisi e con un’apparentemente semplice maschera bianca dai profili dorati, non è un mistero che adori le feste e il chiacchiericcio.

Tutti non aspettano altro che venga annunciato l'ingresso nella sala di Jobjorn, scudiero dello Jarl ed eroe della giornata.

 

Spoiler

Bene signori, si comincia.
Se volete descrivervi, esprimere pensieri, interagire con la gente varia siete liberi di farlo

 

Edited by pez

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Cawley Grimson

Le guardie non sembrano fare a dovere il loro lavoro. Chissà se...

Dico fissando i vari invitati dal mio angolino

La principessina potrebbe essere un ottimo diversivo ma sarà difficile avvicinarmi a lei

 

Spoiler

Mezzelfo, alto circa 180 cm, lineamenti così leggeri e dolci da sembrare una fanciulla. Capelli medi scalati che fanno confondere spesso la gente. Se non fosse per l'abbigliamento elegante da uomo e per il portamento, potrebbe essere scambiato per una donna.

 

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Ari Sommerson - Guardia dello Jarl

La vita di corte poco mi si addice o più probabilmente quella della corte dello Jarl Vandrad. La banale ironia di una festa in maschera per festeggiare la gloriosa conquista dello scudiero Jobjorn non poteva che essere un'idea de 'il bello'. Tuttavia il mio dovere è sacro, giurato tempo addietro col sangue e nonostante lo Jarl appaia come la sorella maggiore della sua gracile figlia è in qualche modo meritevole di occupare il posto dove siede. Di meritevoli però ce ne sono anche altri e non tutti hanno il ruolo che effettivamente compete loro.

Lo sguardo passa sui presenti, si sofferma sulle guardie concentrate più sul fondo del loro boccale che sui presenti e la fragile struttura della sala. Di certo il loro senso del dovere è venuto meno da quando Vandrad ha preso quella quantomeno stravagante decisione. L'elmo robusto e di ottima fattura come quella della mia armatura nasconde in parte il verde acceso dei mie occhi, che per un istante puntano la balconata, focalizzando il mago di corte impegnato in un'impresa più alta di lui.

Uno dei nobili di minor importanza si astiene dall'intrattenere rapporti con gli altri invitati ma la sua maschera palesa arroganza, non certo timidezza, come in attesa che qualcuno si avvicini a lui per poi venir forse scansato.

Incrocio poi lo sguardo di un altro degli invitati, un mezzelfo si direbbe dal suo aspetto. Per un attimo nella mia mente appare l'immagine di quel tizio diritto e impettito ma alla destra dello Jarl, come suo complice.

Torno a osservare lo Jarl e sua figlia, attento a che nessuno si avvicini con fare sospetto e di nuovo poso lo sguardo sulla grande sala. Mi volto per controllarne l'intero perimetro, mostrando le insegne dello Jarldoms impresse sullo scudo e ormai quasi del tutto scolorite a causa della pioggia e le battaglie affrontate. Come dovrebbe essere la figura di uno Jarl. Il mantello invece, oltre a ricoprire a dovere la funzione per la quale è stato intessuto, è in perfette condizioni.

Una figura imponente seppur non tozza. L'abbigliamento e la mezza armatura non nascondono del tutto un corpo temprato da fatiche e battaglie e un portamento fiero. Da sotto l'elmo è ben visibile un lungo pizzetto stretto da un laccio di cuoio e lunghi capelli biondo grano anch'essi assicurati per non essere di impaccio durante la furia di uno scontro.

 

Immagine

Spoiler

fate conto però che ora è quasi completamente ricoperto di ferro, più 'pulito' e che gli occhi sono verde smeraldo, scuri ma luminosi.

Ari Sommerson.jpg

questo potrebbe essere l'elmo

elmo.thumb.jpg.8c2977f219134bd8ecdff4a23e2cd169.jpg

 

 

 

Edited by Landar

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Borgart Scagliaroccia - Nano mago di corte

Quando metto piede nella balconata che dà sulla sala grande e mi affaccio, non senza una certa fatica (diavolo di architetti umani... costruiscono edifici così alti e poi hanno paura di cadere! Uff...) mi è subito chiaro che lo Jarl ha stabilito che la sicurezza dovesse essere all'ultimo posto, fra le priorità da considerare per questo evento. La cosa non mi stupisce per niente. Le guardie sono agli angoli della stanza invece che frapposti tra gli invitati e il trono, quindi l'unica cosa che potrebbero fare in caso di pericolo improvviso sarebbe imprecare e bere un sorso in memoria del sovrano ormai deceduto... idioti anche loro. Questo evento mi ha messo il nervoso: il ritrovamento di un artefatto così famoso come il Volto di Hel non doveva essere così annunciato. Chissà quali attenzioni può attirare una notizia simile. Ma vallo a spiegare allo Jarl... Emettendo un sospiro di disapprovazione, sposto il mio sguardo sugli invitati, cercando di capire la loro identità dietro alle maschere. 
Dopo un minuto di osservazione mi rendo conto che sono appoggiato alla balaustra quasi boccheggiante e senza maschera, e la mia espressione goffa attira l'attenzione di alcuni degli invitati sottostanti. Prima che Ingrid possa vedermi in quella posa per nulla elegante, mi ritraggo e faccio per raggiungere la famiglia regnante.
Odio mascherarmi: lo trovo inutile e infantile. Ma la cara Ingrid ha fatto un'espressione così dolce quando mi ha impos... quando mi ha chiesto di indossare una maschera, che non sono riuscito a dirle di no. Ho preso l'unica maschera che possedevo, un'effigie di guerra di nonno Trull Forgiacciaio, e la fisso con aria sconsolata prima di indossarla. Non credo sarebbe orgoglioso di me se sapesse come la sto per utilizzare. Speriamo non lo venga mai a sapere mamma. Mi prenderebbe a martellate a due a due finchè non diventano dispari. Dai, coraggio...
Dopo essere sceso al piano inferiore, mi avvicino al trono e faccio un mezzo inchino allo Jarl e a Ingrid.

Jarl. I-Ingrid. Per gli dei, quanto è affascinante, agghindata in questa maniera 
Mi metto poi di fianco a Ingrid, per osservare gli altri invitati. Faccio quindi un cenno a Vandrad Ho visto che anche Delestir è arrivato. 

@DM: 

Spoiler

Prova di Percepire (+9) e Società (+21) per identificare i vari invitati.
Prova di Società (+21) per apprendere qualche informazione in più su Delestir.

@Immagine: 

Spoiler

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(Senza ascia)

 

Edited by ilmena
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Il mago di corte entra nella stanza e si affianca rapidamente ai due regnanti. Mentre Vandrad si limita ad un cenno del capo, Ingrid si china per parlargli

Hai visto quanta gente? L'avevo detto io che sarebbe stata un'ottima idea questa festa! Vero padre? Si si! C'è pure il druido! E' da tanto che non si fa vedere da queste parti! Vero padre?

Mhmmm... si limita a rispondere lo jarl. Attraverso la maschera si vede che il suo sguardo è molto serio

Dopo pochi secondi entra dalle porte principali Lamont, il siniscalco. Un uomo dai lunghi capelli biondi che ricadono fluenti sulle spalle, vestito in modo sobrio e con una semplice maschera di cuoio che copre solamente gli occhi.

E' per me un grande onore annunciare l'arrivo di Jobjorn Iarudsonn, scudiero dello jarl!

Dietro al siniscalco attraversa la porta un grande uomo armato di tutto punto in un'armatura splendente e lucidata alla perfezione. Se Vandrad è soprannominato "il bello", Jobjorn rappresenta invece il perfetto uomo del nord: imponente, fiero, spartano, sprezzante del pericolo, di poche parole che colpiscono duro quanto la sua arma.
Mentre avanza per la stanza tutti gli fanno spazio applaudendo, urlando il suo nome e stringendogli la mano.
Non fate fatica a notare che per quanto sia lucida, la sua armatura pesante presenta numerose ammaccature e in un punto è stata squarciata, mostrando che sotto di essa ci sono delle fasciature ancora rosse di sangue. In più l'uomo sussulta quando gli arrivano pacche sulla schiena di incoraggiamento.

Dopo qualche momento di festeggiamento Vandrad batte qualche colpo col pugno sul suo scranno per intimare il silenzio.

Vieni mio scudiero, riporta il risultato della tua impresa al tuo sire.

Jobjorn a quelle parole corre in fronte allo jarl e si inginocchia ai suoi piedi.

Mio signore, ho ultimato la mia cerca. Con il gruppo di uomini che mi hai concesso di portare con me mi sono diretto nella grande palude, dove avevamo ricevuto informazioni della presenza di un santuario di Hel. Thor ci ha concesso la sua forza e Odino la sua saggezza e siamo riusciti ad arrivare velocemente al santuario della dea maledetta. Come una tempesta abbiamo assaltato nella notte le guardie e i sacerdoti del luogo. Purtroppo la resistenza è stata più dura del previsto e tutti i miei compagni sono caduti vittima degli incantesimi del gran sacerdote. Ma Thor era con me e la mia mano è stata salda. Sono riuscito a infliggere il colpo finale a quel servitore dell'entropia e a recuperare dai suoi avere il terribile artefatto

La grande maschera nasconde l'espressione dello Jarl, mentre si sente Ingrid squittire di gioia.

Jobjorn Iarudsonn, figlio di Thorn Iarudsonn, dammi la tua arma.
Quest'ascia rinforzata da rune è l'arma che ha portato la morte al gran sacerdote di Hel e a molti altri nostri nemici. Ma senza una mano forte e abile a controllarla varrebbe quanto un sasso trovato per strada. E così è anche il nostro corpo. Non importa quanto sia forte e robusto, quanto sia agile e veloce, o quanto sia debole e fragile, se non c'è uno spirito forte che lo controlla.
E questo vale anche per la nostra mente! La mente più brillante è nulla senza una forza di carattere che la guidi verso quello che riteniamo giuste!

@Borgart

Spoiler

Ingrid ti sussurra l'avevo scritto io questo discorso ma papà aveva detto che era troppo vago e campato per aria. Sono contenta che abbia cambiato idea

Questa è la tua più grande qualità, Jobjorn Iarudsonn. La forza di spirito che va oltre alla forza dei muscoli, e che va oltre all'astuzia!

Vandrad solleva sopra la testa l'arma

Jobjorn Iarudsonn, figlio di Thorn Iarudsonn, io ora ti nomino..

CHE NESSUNO SI MUOVA!

Un urlo rompe il momento quando uno dei signorotti afferra una donna e le punta un pugnale alla gola.
Contemporaneamente quasi tutti i signorotti estraggono da sotto al mantello armi di vario tipo e le puntano alla persona vicina

Speravamo di ottenere qualche informazione in più su questa maschera magica, ma immagino che dovremo scoprire come funziona da soli. In cambio, per questa perdita di tempo, dovrete darci tutti i vostri preziosi! Forza e non perdete tempo!

@
tutti

Spoiler

Purtroppo mi sono organizzato male con i tempi per produrre una mappa. Dovrete fare a meno fino a questa sera.
Direi di procedere seguendo un'iniziativa (in pathfinder 2e si utilizza l'abilità in base a quello che si sta facendo. In questo caso voi usate percezione mentre i signorotti utilizzano furtività come iniziativa)

-Ari

-Cawley

-Vandrad

-Delestir

-Guardie&co

-Signorotti

-Borgart

@Borgart

Spoiler

Invitati: con le maschere è difficile riconoscere tutte le persone. Dalla cicatrice sulla pelata a forma di Tonber di Glidhom, e quella vicino a lui sarà sua moglie.

Delestir: ti scrivo via messaggio

 

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Ari Sommerson

L'entrata di Jobjorn è quella che merita un vero guerriero. Il suo racconto fa un po' d'acqua, non ho mai creduto totalmente agli ultimi sopravvissuti di uno scontro ma le sue ferite sono evidenti oltre che recenti, come i segni sull'armatura. Tuttavia mi riservo qualche dubbio sulla veridicità della sua storia.

Lo osservo mentre parla, scrutando le sue espressioni e le uniche che mi saltano all'occhio sono quelle di dolore trattenuto quando riceve i sonori complimenti dai presenti.
'E' ridotto uno straccio ora... ma si comporta in modo dignitoso. Ammirevole.'

Poi arriva il momento dello Jarl e quasi mi viene da vomitare a causa delle parole ma soprattutto dell'atteggiamento tenuto durante il discorso dal belloccio. Quella civetta poi, si starà bagnando tutta alla presenza del virile scudiero o per le parole usate dal padre?

Arriva il momento della nomina ma... ma accade il peggio, davvero la cosa peggiore che potesse accadere. Dove è quell'escremento verde? Perché ha lasciato far entrare tutti con le armi e cosa stava facendo? 'Se lo hanno fatto fuori è un bene per tutti.'

'Devo pensare veloce.' gli occhi scorrono sui presenti, la metà dei quali sono pedine del tutto sacrificabili. Certo lo Jarl pagherà delle conseguenze dovesse morire uno di loro sotto al suo tetto e durante la sua festa, chissà cosa accadrebbe in caso di strage. Il mio dovere è però proteggere lui, lui e la sua famiglia soltanto: Soderfjord in una parola. Alle conseguenze del mio gesto ci penseremo in un secondo momento. Mostrare però timore e piegarsi ai ricatti di questi stolti è inaccettabile e non mi interessa se lo Jarl non comprenderà, il suo scudiero è il più vicino a lui e la figlia. Spero lo difenderà con la vita se necessario assieme al mago di corte.

Il mio ruolo ora è difendere Soderfjord e il suo onore, il suo nome.

L'unico mio interesse è quindi far capire che non otterranno ciò che desiderano, darò una sola possibilità allo jarl. Dopodiché passerò alle maniere forti, quelle necessarie. 'E se questa indecisione mi precluderà la possibilità di zittirli una volta per tutte?'

Sto per estrarre la mia ascia, le nocche della mano stretta a pugno sbiancano, evidenziando la mia tremenda indecisione. Imperdonabile. 'Evitiamo la strage... per ora.'

"E pensate che Soderfjord si piegherà ai vostri ricatti?" osservo lo jarl e poi le guardie come a suggerir loro di preparare le armi e a chi è più vicino al portone di chiuderlo per non permettere a questi balordi di fuggire "Seppur in maschera siamo dei guerrieri. Arrendetevi tutti, ora. Se non lo farete, lo rimpiangerete per sempre, meglio... lo faranno i vostri cari." concludo per chiarire le mie intenzioni anche a Vandrad.
 

DM

Spoiler

Quick coercion, intimidire +8 per un'azione di 'coerce' in un round.

 

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Cawley Grimson

Sento il discorso un po' scocciato

Thor... Odino... Intelligenza, forza e saggezza. Wow, merito loro proprio!

Questi dei non servono ad un fico secco e pensano solo a loro stessi. Se ci tenessero a noi mortali forse avrei vissuto una vita ben più tranquilla. "Oh mi ha guidato thor. Oh mi ha dato la forza."... Certo, l'autoconvincimento porta a notevoli risultati.

Poi osservo il discorso dello Jarl un po' perplesso

Tante belle parole e poca fuffa. D'altronde, l'arte oratoria è ciò che ha portato voi e la vostra famiglia a regnare. Assoluti incompetenti che si appoggiano a stupidi uomini capaci.

Ad un certo però vi è un trambusto che interrompe tutto. Queste situazioni per me non sono mai state rare e per questo motivo mantengo la calma. Lucidamente penso che mostrare il mio valore sicuramente mi porterà nelle grazie del re e ad una buona ricompensa.

Spoiler

Estraggo l'arma (mi pare sia una frusta) e uso furtività sfruttando gli invitati e i vari ostacoli come colonne, tavoli, etc per avvicinarmi il più possibile agli aggressori evitando però di essere notato.

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Alle parole di Ari il bandito per un attimo tentenna, ma immediatamente recupera il suo atteggiamento spavaldo

Ti atteggi come se fossi il re del Soderfjord, ma sei solo una schifosa guardia di uno schifoso posto infestato di gnoll! Ora se non vi arrendete tutti rimpiangeranno...ehi ma..

L'uomo si interrompe quando rivolge lo sguardo a Vandrad. 

In tutto questo trambusto lo Jarl, incurante non ha tolto gli occhi di dosso da Jobjorn, il quale, al contrario di quanto tutti si aspetterebbero, sembra tremare sul posto, tenendo lo sguardo fisso per terra. L'ascia è ancora in alto, a puntare il cielo.
Tutti i presenti nella stanza sembrano congelati, e il silenzio, che dura solo qualche istante, è opprimente

...traditore

Il silenzio viene spezzato dal sibilare dell'arma che inesorabile impatta sull'elmo dello scudiero. Rumore di ossa spezzate e macchie di sangue riempiono la sala mentre lo jarl solleva nuovamente l'arma e la fa ricadere un'altra volta e un'altra volta ancora sul corpo mutilato di Jobjorn.

Dopo l'ultimo colpo Vandrad esala un sospiro e si accascia sulla sedia. Quasi come se si rendesse conto di quello che era successo al resto degli invitati, l'uomo guarda stupito le guardie.

Cosa aspettate? Qui non si scende a patti con la feccia. Uccideteli tutti. 

Spoiler

 Abbiate pietà, prometto che nel weekend vi metto una mappa da cristiani. Intanto vi dovrete accontentare di questa.

Terra terra i rossi sono i nemici, i blu sono alleati, A B C D siete voi, I è Ingrid, S è il siniscalco (se a qualcuno può interessare) che sta proprio davanti a una delle porte. Per ora non sono stato a mettere tutti i vari png per non intasare la mappa.
 

1035981734_Cattura-Copia.thumb.JPG.2f91500532e501976807a40e5a7f8202.JPG

Iniziativa: sta a Delestir(se volete ora potete postare più liberamente e poi ordino io quello che succede)

  1. Ari
  2. Cawley
  3. Vandrad
  4. Delestir
  5. Guardie&co
  6. Signorotti
  7. Borgart


 

 

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Borgart Scagliaroccia - Nano mago di corte

Osservo atterrito i nobiluomini tramutarsi in banditi e minacciare i presenti.

Ma che diavolo... mannaggia a me. A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca! Non possiamo lasciar avvenire una carneficina! Ma cosa... Jobjorn! Che diamine dice lo Jarl? Devo intervenire.

Tendo la mano aperta verso Vandrad, con aria concitata.

No Jarl! Non possiamo permettere che avvenga un massacro di innocenti nella sua corte!

Assumo poi un tono più dimesso, quasi dispiaciuto, mentre pian piano un'idea si fa strada nel mio cervello.

O almeno... io non lo posso permettere. Perdonate la mia insubordinazione. 

Mi volto quindi verso il bandito che ha parlato, e con aria solenne mi levo la maschera, incamminandomi molto lentamente con le mani alzate verso lui.

Tu, mi sembri il capo di questi gentiluomini. Ti scorterò personalmente alla tesoreria dello Jarl. Potrai prelevare gli oggetti che ritieni più preziosi. Nessuna eccezione. Lascia andare il tuo ostaggio, prendi me e lascia qui i tuoi uomini ad assicurarsi che nessuno faccia cose avventate: nessuno si farà male e avrete quello che volete.

Mi volto un'ultima volta verso lo Jarl.

Mi perdoni, Jarl Vandrad dopo queste parole, la mia bocca si muove ancora brevemente, ma senza emettere alcun suono.

@DM: 

Spoiler

Raggirare +11 per il discorso col bandito

Incantesimo messaggio sullo Jarl per sussurrare "Si fidi, ho un piano"

 

Edited by ilmena

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Ari Sommerson

L'ordine di Vandrad è musica per le mie orecchie e so bene che le guardie si muoveranno come un solo uomo con la birra nello stomaco e inebriati dall'incitamento dello Jarl. Personalmente, come già avevo detto non mi è consentito permettere a dai pusillanimi nobilotti di minacciare il Soderfjord impunemente.

Lo avevo pensato, non avevo agito per non anticipare il verdetto dello Jarl. Furioso per la mia mancata iniziativa, mi preparo alla carneficina.

Ma ancora accade l'imponderabile, il mago di corte si frappone tra me, l'ordine dello Jarl e il nemico del Soderfjord. Le guardie si sono già mosse e quindi decido che le parole di Bogart saranno condite da una spuma di sangue.

Mi scaglio contro il nemico di fronte a me nel tentativo di affondare la mia ascia nella sua zucca.

DM

Spoiler

ora Bogart agisce dopo le guardie che immagino seguiranno l'ordine dello Jarl. non so come gestirai la cosa ma successivamente estraggo, avzno e attacco quello di fronte ad Ari in mezzo alla sala (dritto per dritto e non i diagonale, forse quello sarà ingaggiato dalla guardia). Se poi il mio obiettivo risulta essere quello che ha parlato pazienza.

TxC +16, danni 2d8+4 ac 26. un solo attacco quindi.

 

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Cawley Grimson

Per un attimo rimango interdetto dalla scena e non so da quale parte schierarmi

Cosa diavolo passa per la testa di quel re? Dovrò farmi i fatti miei? Devo schierarmi? Cosa dovrei fare.

Dannazione! Dannazione! Dannazione! DANNAZIONE!

Sebbene abbia disdegnato la nobiltà, mai avrei potuto immaginare un tradimento simile effettuato in pubblico.

Estraggo il pugnale e lo punto sulla schiena del bandito.

"Non muoverti, sto mirando a uno dei tuoi punti vitali. Qui la faccenda puzza e, se il re non si fosse comportato così, in altre circostanze saresti già morto. Convinci i tuoi compagni ad andarsene e in cambio, avrete salva la vita. Non voglio inutili spargimenti di sangue per un uomo dall'animo così nero. Se sei d'accordo, annuisci. Muoviti troppo o tradisci la mia fiducia e morirai." Gli sussurro ad un orecchio.

Spoiler

Intimidire +11

Diplomazia +10

 

penso sia intimidire.

Pace all'anima tua Jobjorn. Mi stavi antipatico ma provo empatia nei tuoi confronti.

Edited by Laurence

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Il misterioso elfo si allontana verso una delle guardie e inizia a proferire alcune parole a voi incomprensibili. Dalla sua mano inizia a vorticare una piccola sfera infuocata, che prontamente viene scagliata contro uno dei banditi.

Le guardie, come un sol uomo buttano a terra i boccali ancora pieni di alcol e si lanciano verso i malviventi, impugnando le loro asce da battaglia.

La cosa che vi stupisce di più è la reazione degli ospiti tenuti in ostaggio. Anche loro si gettano sui nemici afferrando quello che trovano a tiro: forchette, coltelli, bottiglie e boccali.

I banditi non sembravano aspettarsi minimamente questa rappresaglia. Due di loro cadono già a terra senza aver potuto menare neanche un colpo, altri messi con le spalle al muro, ricambiano i colpi subiti contro ospiti e guardie, senza però riuscire a ferire gravemente nessuno di questi. Uno, dal viso distorto dalla disperazione, si lancia contro Ingrid, nella speranza di poter avere un mezzo migliore per ricattare lo Jarl.

Quando sente le parole di Borgart urla nella sua direzione Facciamo un accordo migliore, vai tu a prendere tutti i preziosi che puoi e prepara un cavallo. Se non lo fai subito lo sai cosa può succedere a questa gallinella qui!

Lo Jarl guarda furente il bandito e il nano, proferisce alcune parole ma dalla sua bocca non esce alcun suono. Stringe il bracciolo dello scranno tanto da rendere bianche le nocche della mano, ma non osa muoversi con la figlia in pericolo.

@Borgart

Spoiler

Il piano è far rapire mia figlia? Elimina immediatamente quest'uomo o ucciderò entrambi. Ho cercato di fare il buono, ma visto che questa è la moneta con cui vengo ripagato è arrivato il momento di usare altri metodi

Ari intanto segue le altre guardie nella carneficina spostando da parte gli ospiti e affondando la sua ascia nella carne del bandito di fronte a lui, il quale, colpito dalle fiamme di Delestir e da una coltellata del suo ostaggio, crolla a terra.

Uno dei banditi all'improvviso alza le mani in aria Mi arrendo! Mi arrendo!

Ma un uomo con una maschera da toro gli si para davanti e lo zittisce con due coltellate al petto.

@borgart e Cawley

Spoiler

riconoscete nonostante la maschera Tonber di Glidhom, uno dei Jarl dei territori confinanti

Lo scontro prosegue. L'ordine dello jarl sembra essere stato quasi completamente eseguito. Solo il bandito che minaccia Ingrid e l'uomo vicino al siniscalco sopravvivono. Il primo fissa il nano, il secondo corre verso la porta a est, la stessa usata dal mago di corte per accedere a questa sala

Mappa e iniziativa

Spoiler

 

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La mappa migliora. Ari ti sei un attimo teletrasportato perchè mi ero reso conto di aver sbagliato a mettere la porta di ingresso...

Iniziativa: Sta a Borgart

  1. Ari
  2. Cawley
  3. Vandrad
  4. Delestir
  5. Guardie&co
  6. Signorotti
  7. Borgart

 

Edited by pez

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Borgart Scagliaroccia - Nano mago di corte

Nonostante le mie parole, lo scontro ha inizio. Inizialmente la cosa mi mette in allarme, ma appare subito evidente che i banditi che abbiamo davanti siano dei principianti: nemmeno uno degli ostaggi viene ferito, sebbene siano praticamente disarmati. 
Uno di loro, però, si getta contro Ingrid, e al contempo lo Jarl risponde al mio incantesimo intimandomi di assassinare il furfante, pena la mia morte o forse quella di Ingrid? Sarebbe assurdo, ma lo Jarl pare non essere in sè in questo momento...

Avrei avuto ben altro in mente, ma la situazione è precipitata e rischia di farlo anche di più. Mi rivolgo con aria seria al bandito.
Non c'è bisogno che io mi scomodi: porterò qui alcuni forzieri con la magia. Attendi qualche istante. 
Fa che funzioni... fa che non si faccia nulla.

Pronuncio alcune parole arcane e dalla mia mano, e sei sfere azzurrine si alzano sopra di me dirette verso il soffitto... per poi ricadere rapide e letali verso il bandito!

@DM: 

Spoiler

Raggirare +11 per "tranquillizzare" il bandito riguardo alla natura dell'incantesimo che sto per lanciare.
Scaglio poi Dardo incantato come incantesimo di 3° livello.
Se ho capito giusto, dovrebbero quindi essere 6 dardi da 1d4 +1, quindi totale 6d4+9 (+3 per Dangerous sorcery)

 

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Ari Sommerson

"Prendetelo!" grido praticamente ordinando alle guardie libere di seguire il fuggitivo che sta uscendo.

Mentre le parole dello jarl echeggiano nelle mie orecchie, ricalcando i toni e le idee che avevo già in testa. Scatto in avanti 'Qui non si scende a patti con la feccia. Che sia un nobile o la figlia dello Jarl!' Tutti devono prendersi la responsabilità delle proprie parole. Scatto in avanti puntando furente l'assalitore, focalizzato sul nano e che mi volta le spalle. Non un grido di battaglia ora. La mia ascia cala su di lui, nel tentativo di finirlo all'istante senza dargli possibilità di rifarsi sulla civettuola.

DM

Spoiler

se ci arrivo con un movimento faccio due attacchi.

 

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Ecco bravo! Fai in fretta! Urla l'uomo con il coltello puntato contro la figlia dello Jarl

Il mago di corte incanta parole magiche per un attimo e dalla sua mano spunta una raffica di sferette che inesorabili si abbattono sull'uomo.

Questi gridando mena un fendente alla donna Lo sapevo che era una pessima idea! Lo sapevo!

La lama ferisce Ingrid al fianco, che però stoicamente rimane in piedi fissando il malvivente.

Dietro di lui, facendosi largo tra la folla, spunta Ari, che dopo aver spiccato un balzo su un tavolo ricade con l'ascia sulla schiena del malcapitato, stroncandolo sul colpo.

Le altre guardie puntano gli occhi verso scala, tutti pronti a seguire l'ultimo dei malfattori

Spoiler

Non credo sia necessario rimettere la mappa

Iniziativa: Sta a Cawley

  1. Ari
  2. Cawley
  3. Vandrad
  4. Delestir
  5. Guardie&co
  6. Signorotti
  7. Borgart

 

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Cawley Grimson

Vedendo la scena e, non credendo ai miei occhi, decido di indietreggiare rapidamente per poi fissare l'uomo e, mentre muovo la mano destra e continuo ad impugnare il pugnale con la sinistra, dico:

 

"Voi dovreste essere il capo qui dentro giusto? Perché non gettate le armi a terra prima che qualcun altro si faccia male o vengano fatte altre vittime?"

 

Spoiler

Meccanicamente: Mi allontano dal soggetto di 7.5 metri e poi uso le mie due azioni rimanenti per utilizzare Charme su Tonber di Glidhom.

 

 

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AH! Altre vittime? E chi altro dovrebbe esserci? Bwohohoho

Ride l'uomo davanti a Cawley mentre questi si allontana rapidamente. Una risata bonaria, quasi da babbo natale, mentre pulisce il coltello imbrattato di sangue su una delle sue maniche

Delestir, visto che sembra essersi placata l'emergenza si dirige più tranquillamente verso uno dei feriti, cercando di medicare le sue ferite, mentre le guardie sciamano su per le scale.

Lo jarl riprende parola strofinandosi le tempie con una mano, mentre con l'altra prende per mano Ingrid  Sig!
Il siniscalco di mette sull'attenti, intimorito Sì signore?
Vai a chiamare Erdutan. Ha un po' di lavoro da fare qua.

Dopo un breve inchino il Siniscalco esce dalla porta. Sentite chiaramente che sta correndo come un forsennato

Al piano di sopra sentite solo un urlo disperato. Poi silenzio.

...si, forse un'altra vittima c'è stata
Commenta l'uomo dalla maschera bovina

@Ari e Borgart

Spoiler

Erdutan è il sacerdote di corte, devoto ad Odino

@Cawley

Spoiler

la CD di charme è 21. Tonber fa 23. Non subisce l'effetto ma non capisce che incantesimo fosse

@tutti

Spoiler

Potrei dire concluso il primo mini-scontro

 

Edited by pez

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Borgart Scagliaroccia - Nano mago di corte

Il mio incantesimo più potente non è bastato a buttare a terra il furfante, probabilmente sono stato troppo spavaldo. Osservo con sgomento la giovane Ingrid che viene ferita, seppure in maniera non grave, ma per fortuna una delle guardie finisce il mio lavoro con il bandito.

Subito cerco di afferrare Ingrid e di sincerarmi che la ferita sia solo un graffio.
Piccola Ingrid!!! Stai bene, cara? Fatti forza, Erdutan sarà qui subito. 

Dopo aver scambiato due parole con la figlia dello Jarl mi rivolgo quindi al padre, con aria meno preoccupata e più seria e confusa.

Jarl Vandrad, ma che è successo qui? Perchè... avete fatto questo a Jobjorn?

@DM: 

Spoiler

Cerco di capire, in base al comportamento dello Jarl con Jobjorn e quando si è accasciato sulla sedia, e in base alle risposte che mi darà ora, se è stato condizionato magicamente in qualche modo.
Prova di occultismo: 19 automatico (Assurance (occultismo)) +12= 31  (se ho capito bene)
Se invece la scelta è fra tirare oppure avere come risultato FINALE 19, allora mi sento fortunato e faccio una prova col mio grasso +12 XD

 

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Ari Sommerson - Guardia di Palazzo

Non mi trattengo nemmeno un istante a osservare lo stato di salute della figlia dello Jarl, già in troppi si stanno accalcando su di lei che non appare nemmeno in fin di vita. Al contrario dello scudiero, del quale chiederò delucidazioni se concesso in un secondo momento. 

Girandomi lancio uno sguardo a Jobjorn che ancora non aveva consegnato la Maschera di Hel al momento della sua morte 'Quale potere contiene quell'artefatto per scatenare un tale tradimento?' 

Mi volto per dare una veloce occhiata alla sala. Il fuggitivo è ormai inseguito dalle guardie, che hanno ascoltato quello che era un mio ordine. Altre ne troverà all'esterno. Ma è la risata del tizio con la maschera da toro che rapisce la mia attenzione. Il nobile con la maschera sgargiante sembra averlo colto con le mani nella marmellata, o meglio imbrattate del sangue di una possibile minaccia, quel bandito avrebbe potuto parlare.

Diventa il mio obiettivo. Repentinamente e senza curarmi di farmi largo tra la folla ancora confusa anche a spintoni inizio l'inseguimento. Mi avvicino a grandi balzi e in barba all'etichetta che si deve a un signorotto provo a immobilizzarlo per fargli due domandine.

DM

Spoiler

Vediamo se ho capito bene.

Prima azione - Mi volto e scatto (stride) verso il tizio che ride e scappa 
Seconda azione (avrei -5) - assurance per un grapple
Terza azione - cerco di immobilizzare la mano armata

 

Edited by Landar

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Cawley Grimson

Mi avvicino con movimenti sinuosi e rapidamente riduco la mia distanza dall'uomo.

Dopodiché, senza proferir parola, tento di accoltellarlo con una movenza quasi illusoria.

 

Spoiler

Meccanicamente: 1 azione per avvicinarsi, 1 azione per fintare, 1 azione per attaccare.


E io che volevo risolvere le cose in modo pacifico

 

Edited by Laurence

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