Vai al contenuto
Visualizza nell'app

Un modo migliore per navigare. Scopri di più.

Dragons´ Lair

Un'app a schermo intero sulla tua schermata principale con notifiche push, badge e molto altro.

Per installare questa app su iOS e iPadOS
  1. Tocca l'icona di condivisione in Safari.
  2. Scorri il menu e tocca Aggiungi alla schermata Home.
  3. Tocca Aggiungi nell'angolo in alto a destra.
Per installare questa app su Android
  1. Tocca il menu con i 3 puntini (⋮) nell'angolo in alto a destra del browser.
  2. Tocca Aggiungi alla schermata Home oppure Installa app.
  3. Conferma toccando Installa.

Cap. 2 La miniera

Risposte in primo piano

Edwarf

All'arrivo al Saluto, ovviamente, non saluto la proprietaria elfa. Invece, cerco rapidamente un tavolo a cui sedermi, ordino una birra gigante, levo gli stivali e mi preparo ad un bel momento di catsi miei, mentre Narcy se la chiacchiera con la sua amica, ai cui sguardi molesti non posso che rispondere con un cicciotto dito medio sollevato.
L'unica cosa che potrebbe smuovermi, al momento, è una bella partita a carte. Mi guardo attorno per vedere se qualcuno sta giocando.

  • Risposte 733
  • Visualizzazioni 42,9k
  • Creata
  • Ultima risposta

Utenti più attivi in questa discussione

Messaggi più popolari

  • Pippomaster92
    Pippomaster92

    Narcyssa "Dopo, Ed. Tutti vogliamo quei soldi, cosa credi? Ho letteralmente venduto il c*lo per ricavare qualcosa da questo posto" commento rudemente "Ma hai capito che ha detto Toki? Che divinit

  • Toki Heelpet Copro la luce appena castata, mentre il diNanico duo si occupa dell'esplorazione e della formazione in cui avanzeremo. Appurato che non ci siano pericoli imminenti, o così spero,

  • Toki Heelpet Ancora una volta ho la dimostrazione che il campo di battaglia non é il mio terreno ideale, reprimendo oltretutto una smorfia di schifo, visto il Pollock Pollock?! Chi o cosa diamine

Immagini pubblicate

Narcyssa

"Non fraintendere. Diciamo allora un socio" indico il nano con un cenno "e si, lavorando con lui ho messo da parte qualche monetina. Faticando leggermente di più rispetto al solito, ma non c'è paragone con il lavoro di prima: ho finalmente messo le mani su dell'oro, oro vero, tutto per me"
Mi guardo attorno e poi aggiungo "Qui non possiamo parlare. Quanto costa mezz'ora del tuo tempo? Te la pago, e andiamo di là a parlare con tranquillità senza orecchie indiscrete"

  • Autore

DM

Venerdì 22 novembre 764Poco dopo pranzo
[Lago Diamante, il Saluto di Mezzanotte]

"Sono.. 'prenotata' per la giornata da un gruppo di miliziani della guarnigione, Rosa (la matrona NdM) dà loro la precedenza su chiunque altro, per ovvi motivi che ben sai; però questa sera avrei la serata di riposo. Cosa le devo dire di te e.." chiosa, indicando Edwarf "..quello starà con noi?"

Non c'è nessuno che sta giocando a carte al momento, sono tutti impegnati in altro, questo burdello è, tra l'altro, frequentato in maggior parte da soldati che non sono propriamente avvezzi al gioco d'azzardo quando sono in libera uscita per sfogare i loro istinti

Edwarf

La birra fa schifo, nessuno gioca, troppi sbirri e troppe orecchie a punte. Tanto basta ad Ed per alzare velocemente i tacchi e lasciare il Saluto, naturalmente dopo aver avvisato Narcy e concordato un punto di ritrovo: Stasera a Casa lazare, se finisci presto. Altrimenti domattina da Osgood, devo passare a vedere come sta il vecchio. Stanotte dormo a casa mia.
Ciò detto, lascio il locale in direzione dell'Aringa Affumicata, dove forse potrò trovare qualche soddisfazione in più per questo pomeriggio piacevolmente noioso.

Narcyssa

"Dille pure che sono una cliente, e che ti prenoto per stasera e stanotte, così resta tranquilla. E lui non starà con noi, tranquilla" guardo Ed passare, ascolto quello che ha da dire e mentre è ancora a portata d'orecchio aggiungo a beneficio di Kat "Siamo pur sempre amiche, non ti farei uno spregio simile".

  • Autore

DM

Venerdì 22 novembre 764Poco dopo pranzo
[Lago Diamante, il Saluto di Mezzanotte]

Edwarf

Lasci il Saluto di Mezzanotte con un grugnito. Troppo profumo elfico e troppa milizia. Ti dirigi verso l'Aringa Affumicata, dove l'odore di pesce marcio e fango è almeno onesto.

[Luccio Famelico]

Lì, tra un boccale e l'altro, noti un gruppetto di quelli che sembrano essere degli sgherri di Smenk. Li riconosci da quello che ricordi essere un simbolo distintivo: una toppa cucita sul bavero della giacca che rappresenta una mano mentre stringe un frammento di quarzo, un minerale che sai essere spesso la roccia che ospita l'oro.
Sembrano discutere di un tizio che si chiama Gorrak. Tendi le orecchie:
"..ma che ne so, per me ha perso la testa, sta spremendo tutti più del solito. Se Smenk lo viene a sapere, ci rimetteremo anche noi. Sta tirando troppo la corda."
"Già, non mi va di vedere il capo incàzzato."
"Nemmeno io lo voglio, ma che ci possiamo fare: se Gorrak fa così saprà come fare anche con Smenk"
"In questi giorni ha riscosso ai bassifondi, ma nel fine settimana passerà tra i lacchè di Lazare e lì non se la passerà bene, quello non sopporta nè Smenk nè lui, di rimando"
"Già"
"Càzzi suoi, facciamo il nostro e che si fotta. Se lavoriamo bene un giorno prenderemo il suo posto"
"Già"
Dopo una cinquina di birre ti dirigi verso Lazare, anche se non ci hai mai messo piede prima, giusto per capire di cosa stessero parlando quei tizi

[Da Lazare]

La Casa di Lazare è quanto di più lontano esista dalle bettole fumose e violente di Lago Diamante. Situata in un edificio che conserva ancora tracce di un’eleganza aristocratica
Entri.
Appena varchi la soglia l'odore di tabacco di buona qualità e legno vecchio ti avvolge.
Alla sinistra dell'ingresso siede, dietro ad una scrivania in mogano, un uomo, al cui fianco ve ne sono altri due, in piedi, che ti paiono armati ma celano bene cosa portano sotto i mantelli.
Ti fa un cenno misurato con il capo: un segno di benvenuto per chi sa comportarsi. "Niente risse stasera, mastro Nano," ti dice con un mezzo sorriso amaro, "lasciamo che la città fuori si distrugga da sola per una notte. Qui dentro, l'unico rischio è perdere una regina sulla scacchiera."

Il rumore dei tuoi passi sulla passerella di legno esterna, qui dentro viene soffocato da un tappeto pesante, dai motivi floreali ormai sbiaditi, che copre gran parte del pavimento in listoni di quercia scura.
L'aria è ferma, riscaldata dal grande camino di pietra e profumata di cera d'api, tabacco dolce e un vago sentore di carta vecchia. Non c’è la luce violenta delle torce, ma il bagliore ambrato di lampade a olio con schermi di vetro smerigliato, che creano cerchi di luce raccolta sopra i tavoli, lasciando gli angoli in una penombra discreta.

Mentre ti guardi intorno, puoi distinguere tre gruppi principali di habitué che popolano la sala:
Vicino al camino, quattro vecchi minatori in pensione. Uomini dalle mani deformate dal lavoro, che fumano pipe di radica emanando un odore di tabacco dolciastro. Parlano a bassa voce, quasi in un sussurro, commentando i turni della milizia e la qualità scadente del ferro che esce ultimamente dalla miniera Dourstone.

Al tavolo centrale c'è un uomo anziano e smunto, avvolto in un mantello di lana grigia che sembra troppo pesante per la stanza. Sta giocando contro un giovane, un ragazzo nervoso che continua a pulirsi gli occhiali. Il primo muove i pezzi con una lentezza esasperante, mormorando equazioni tra sé e sé, mentre l'altro picchietta freneticamente le dita sul tavolo, chiaramente ansioso di finire per potersi concedere un altro bicchiere.

Al bancone di mogano c'è una figura solitaria che riconosci essere Luzane Parrin, la proprietaria dell'omonima miniera. È seduta su uno sgabello alto, le spalle leggermente curve, mentre osserva il fondo del suo calice di vino. Non parla con nessuno.

Infine, seduto in un’ampia poltrona ad ali di velluto verde scuro, posizionata su una piccola pedana rialzata nell'angolo più lontano della sala, proprio accanto a un imponente camino di pietra c'è un uomo sulla cinquantina: alto, pericolosamente magro, con il volto carico di angoli acuti, zigomi alti, un naso aquilino e una mascella affilata, capelli striati di un grigio cenere e tenuti rigorosamente legati alla nuca con un nastrino di seta nera leggermente logoro.
Indossa una giubba di velluto color bordeaux scuro, sbiadita dal tempo ma impeccabilmente spazzolata, sopra una camicia di lino bianco con i polsini che mostrano segni di frequenti rammendi.
La poltrona è leggermente rivolta verso la sala da gioco, agendo come una sorta di osservatorio silenzioso. La luce del focolare lo colpisce solo di profilo, lasciando l'altra metà del suo volto affilato in ombra. Non sta bevendo né fumando. È inclinato in avanti, con i gomiti appoggiati ai braccioli e le lunghe dita intrecciate sotto il mento. Davanti a lui, su un tavolino basso di ebano, non c'è una partita completa, ma un problema di Scacchi già impostato: pochi pezzi bianchi e neri disposti in una configurazione complessa. Sembra che stia studiando una singola mossa da ore.

Narcyssa

Passano le ore e man mano che passa il tempo e stai qui dentro ti affiorano alla mente i ricordi dell'Emporium.
L’aria è densa, un amalgama di fumo di pipa economico e l'odore pungente di birra di malto. Il pavimento è coperto di segatura fresca per assorbire il fango portato dagli stivali dei soldati. C'è un rumore di fondo costante, fatto di risate roche, imprecazioni ritmate dal battere dei boccali e il fruscio delle vesti delle ragazze che si muovono tra i tavoli. Non c'è musica, solo il suono della città che cerca di dimenticare la fatica. La clientela è quasi esclusivamente composta da miliziani della guarnigione in libera uscita. Li vedi con le cotte di maglia allentate e le giubbe sporche, i volti segnati dalla noia e dalla durezza del turno di guardia. Ci sono anche alcuni piccoli commercianti e capomastri che cercano una compagnia più "ordinata" rispetto a quella delle bettole dei moli. Tutti sembrano nutrire un timore reverenziale per Rosa Purpurea, che osserva la sala come un generale dal suo trespolo.

Tu rimani in disparte, come fossi una cliente, ordinando da bere aspettando il momento per appartarti con Ecaterina.

Giunge il momento solo quando ti fa segno di seguirla su per la scala di legno cigolante, oltre il ballatoio dove il brusio della sala arriva smorzato. Quando apre la porta della stanza numero 4, l'impatto è di un lusso modesto ma dignitoso, un'oasi di velluto in una città di pietra e polvere: la stanza è dominata da un grande letto a baldacchino con cortine di damasco rosso scuro, un po' consumate ma pulite. Un tappeto di lana grezza copre il pavimento, smorzando ogni rumore. Su un lato c'è un tavolino rotondo con due sedie imbottite e una brocca di ceramica smaltata. Una piccola finestra alta, con i vetri piombati e opachi di fuliggine, lascia filtrare la luce grigiastra del pomeriggio, che si mescola al chiarore di una singola lampada a olio posta su una console. C'è un odore persistente di lavanda e sandalo, usato probabilmente per coprire l'odore del fumo che sale dal piano di sotto.

Una volta chiusa la porta e tirato il chiavistello di ferro, il silenzio diventa quasi innaturale. È una stanza costruita per i segreti, dove le pareti sono abbastanza spesse da garantire che i sussurri rimangano tali.

Appena entrate lei si lascia cadere su una delle sedie, sospirando profondamente mentre si scioglie i capelli. Indicandoti l'altra sedia con un gesto stanco della mano.

"Qui siamo al sicuro, Narcy. Rosa non permette spiate nelle stanze dei clienti d'oro... fa male agli affari. Allora, guardiamoci in faccia: non sei qui per scaldare il letto, e io non sono qui per farti un massaggio. Cosa stai cercando, e come hai fatto a levarti dall'Emporium?"

Narcyssa

Saluto di Mezzanotte

Mi accomodo e lascio che Kat si sistemi un minimo.
"Non è poi così male, qui" commento lasciando vagare lo sguardo per la stanza. All'Emporium ero in una camera abbastanza simile, e forse con una clientela migliore, ma Rosa mi sembra a prima vista meglio di Zalandra "anche se immagino che una gabbia piena di seta resti comunque una gabbia. Ebbene, Kat, non ti lascio in sospeso un minuto di più. Mi sono liberata dalle grinfie di Zalandra semplicemente andandomene. Non c'è nulla che lo impedisca, a parte il fatto che una come lei manderebbe qualcuno a recuperare il debito... ma io mi sono messa nella posizione di evitare questo inconveniente"
Cavo dalla sacca il mio grimorio. Malconcio, un po' rattoppato, sicuramente non bello a vedersi, ma chiaramente è un tomo magico con del potere "Mi sono dedicata ad una piccola passione personale e ho imparato qualche trucco di magia. Non ti dirò che è stato facile, ma una volta che si imparano le basi... ecco, le opportunità si presentano da sole. E ti assicuro che ne vale la pena! Con quel nano ho messo le mani su del denaro facile e ce n'è altro a disposizione. Però va tolto dalle mani di certe persone importanti qui al lago, e può essere un po' pericoloso"

Faccio una pausa per farle digerire quanto detto "Procurami alcune informazioni su alcune persone... informazioni recenti e attendibili, e io ti ripagherò in oro. Se poi riuscirò a ottenere ciò che cerco tornerò da te con abbastanza denaro da permetterti di riscattarti e cominciare da qualche altra parte. Ti sembra un accordo onesto?"

  • Autore

DM

Narcyssa

Il momento è carico di tensione. Cat guarda il grimorio malconcio come se fosse un oggetto piovuto da un altro piano di esistenza. La rivelazione che ora maneggi la magia cambia completamente il peso delle sue parole. Allunga una mano, sfiorando appena la copertina del tomo con la punta delle dita, per poi ritirarla quasi avesse preso la scossa. Un sorriso amaro, ma venato di una nuova speranza, le increspa le labbra.
"Magia, chi l'avrebbe mai detto. Hai sempre avuto fegato, Narcy, ma questo? Questo ti rende preda o predatore, e a giudicare da come cammini, hai scelto la seconda."

Si alza, versa un po' di vino dalla brocca di ceramica in due coppe e te ne porge uno, sedendosi di nuovo con un’espressione molto più cupa e pragmatica.
"L'oro mi attira, ma la libertà mi fa gola. Se quello che dici è vero, sono la tua donna. Chiedi e ti sarà detto, ma ricorda: in questa città, la verità è come la galena: è pesante, sporca e spesso tossica."

Narcyssa

Saluto di Mezzanotte

"Sappiamo entrambe come funzionano le cose qui in città. Non credo che ci sia ancora qualcosa che può stupirmi. Comunque ecco cosa mi serve: qualsiasi cosa stia facendo di recente Smenk" sorrido all'ovvia reazione di Kat "Lo so, non è facile. Quel porco controlla tutto... ma proprio per questo, potrebbe essergli difficile tenere tutto segreto. Le guardie, o almeno alcune, sono certamente sul suo libro paga. So che sta combinando delle cose strane nelle sue miniere, ci sono stata e ho visto che non stanno solo cavando argento dalla roccia. Voglio sapere se Smenk lavora da solo o se è associato con qualche altra persona. Da qui o da fuori" Sorseggio il vino e proseguo "E vorrei sapere altrettanto di Dourstone. Penso che ci siano degli stranieri coinvolti, e ho sentito che il nano ha stretto accordi con gente da fuori. Infine vorrei sapere se qualcuno ha parlato di me, o di Edwarf. Spero di no ma qui a Lago Diamante la speranza non vale molto, vero?"

  • Autore

DM

Narcyssa

"Mi chiedi di Smenk e Dourstone, le due figure più importanti" beve un sorso generoso per schiarirsi la voce, poi si sporge verso di te, parlando quasi in un sussurro
"Sai meglio di me che qui girano solo voci, non certezze, e la gente tende ad ingrandire o mistificare i fatti, quindi non prendere come pure verità le mie parole, tuttavia ti dirò tutto quello che ho sentito"

Si versa ancora un po' di vino e continua a sciorinare alcune voci
"Si dice che un gruppo di tirapiedi di Smenk abbia aiutato un uomo proveniente dalla Città Libera a stabilirsi nel vecchio osservatorio, sul promontorio. Alcuni sono certi che sia un mago o qualcosa di simile. Altri dicono sia solo un pazzo che fa esperimenti sui cadaveri. Una ragazza ha sentito che ci sono stati dei furti di cadaveri nel cimitero ma.. beh.. quale uso sia stato fatto dei corpi nessuno lo sa. E nessuno chiede.
Nessuno della guarnigione ha mai controllato l'osservatorio, un soldato dice che non è loro compito e se qualcuno vuole fare pazzie con dei cadaveri può farlo finchè non disturba la quiete pubblica. Non vogliono mettersi contro un mago pazzo, non sono pagati abbastanza.
Comunque sia il perchè Smenk lo abbia aiutato a venire qui non è chiaro"

Altro sorso e continua
"..ah, ora ricordo, il suo nome è Filge"

"Riguardo le miniere invece.. fammi pensare..
..no. Non mi pare di avere sentito voci sulle miniere di Smenk.
Ho invece sentito qualcosa riguardo ad una miniera di proprietà di Dourstone, mi pare si chiami Pietra.. qualcosa, non ricordo bene.
Comunque sia chi ci lavora, o ci lavorava, dice che negli anni vi ci sono avvicendati loschi figuri, gente ancora peggiore di Smenk, Dourstone e i loro scagnozzi; gente della quale non si dovrebbe nemmeno parlare. Su di questi ultimi non so nulla, nessuno sembra saperne nulla.
I 'capi cantiere' che ogni tanto vengono qua hanno detto che Dourstone è cambiato nel tempo: da mero possessore di ricchezze minerarie è diventato un aguzzino, sfruttatore e anche mandante di uccisioni di chi faceva troppe domande.
Ha così messo a tacere tutte le voci e chiunque osasse ficcare il naso in affari che non lo riguardassero.
Nessuno sa però sia così cambiato"

"C'è persino chi dice che abbia 'fatto pace' con Smenk e che i due traffichino assieme in quella miniera, ma secondo me sono tutte balle. Quelli non sono tipi da stringere un'alleanza, hanno sempre e solo voluto mettersi i bastoni tra le ruote"

"In ultimo, si dice che Smenk abbia aumentato la sua sicurezza da qualche tempo a causa di una volta che si è svegliato accanto alla testa mozzata del suo braccio destro, infilata nel suo letto. In effetti non si è più visto quel tipo in giro, non che io giri molto ovviamente, però è quello che ho sentito. Forse l'avrai visto anche tu all'Emporium, è un tizio.. o era.. non lo so.. alto, belloccio anche se vogliamo definirlo così, biondo. Vance mi pare si chiami. Chissà che fine ha fatto."

Senza accorgersene ha quasi vuotato metà bottiglia, ma è palese che sia una donna abituata a bere: non ha perso un briciolo di lucidità

"Su di te o il tuo nano non ho sentito alcuna voce"

Narcyssa

Saluto di Mezzanotte

Ascolto con attenzione ciò che mi dice Kat. Sembra collimare con alcune cose che sappiamo già. Come la faccenda di Filge, la cui dipartita non sembra ancora diventata di dominio pubblico. Quanto è passato ormai? Una settimana, sei giorni? Probabilmente Smenk lo sa già, se non altro perché morto Borotalco avrà cercato di mandare di nuovo il suo messaggio.
Bisognerà controllare le informazioni su Dourstone, ma sembra una pista interessante.

"Grazie, per ora è sufficiente. Ma nei prossimi tempi potrei chiederti altre cose, stai all'erta. Mantieni un profilo basso, lavora ancora come se niente fosse e stringi i denti... quando avrò ciò che desidero farò in modo di ricompensarti ampiamente. Se dovessi fallire, tu non avrai rischiato nulla"

Narcyssa

Arrivo da Lazare entrando con passo tranquillo, come se fossi un'habitué. Così non è, ma mi basta seguire il naso per trovare Edwarf ed esito solo leggermente mentre lo cerco anche con lo sguardo. Trovato. L'odore di sigaro è inconfondibile, lo sentivo anche al di sopra di quello di sangue e budella che aleggiava nell'arena di Theldrik.
"Eccoti qua, Ed. Spero che tu non abbia perso troppo denaro in mia assenza"

Edwarf

La visita all'Aringa è spiazzante ma proficua. Mi aspettavo birra e tranquillità, e invece mi sono trovato in mezzo ai piedi di nuovo gli sgherri di Smenk. Fortunatamente hanno la lingua lunga e si lasciano scappare qualche informazione assai utile. Specialmente Lazare sarà interessato.

Da quest'ultimo,invece, è la prima volta ma mi sento già a casa. Rassicuro i buttafuori sulle mie buone intenzioni, voglio solo comprarmi dei buoni sigari e questo è il posto giusto. Sto osservando senza nasconderlo il gioco di Lazare, dopo aver scelto un tavolo che mi permetta di tener d'occhio lui e il resto della clientela.

È proprio in questo momento che torna Narcyssa.

Solo buoni investimenti. Senti un po' cosa ho sentito...

le racconto di quanto udito

Io sono dell'idea che potremmo offrire un servigio a Lazare, pagato ovviamente. Dargli protezione da questo fastidio, e da lì instaurare un rapporto per quanto accade invece nella miniera di Dourstone.

Narcyssa

"Conferma più o meno quello che ho sentito io" e ripeto quanto detto da Kat "Pensi che Dourstone stia collaborando ancora con Smenk, oppure con Theldrik? O qualcun altro ancora?"

Account

Navigation

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.