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[Shai Gileous-Alexander] Nell'Underhive di Desoleum Prime


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Shai Gileous-Alexander nacque nei livelli inferiori di Desoleum Prime, da tutti i suoi abitanti chiamato semplicemente Prime.

Prime era il più grande Hive del pianeta Desoleum, uno dei principali pianeti del Settore Askellon. Gli Hive erano mastodontiche costruzioni atte ad ospitare miliardi di individui in pianeti il cui ambiente era ormai talmente inquinato da non poter sostenere la vita. Gli Hive erano composti da enormi contenitori di metallo, larghi e profondi chilometri e accatastati gli uni sugli altri nei secoli di vita e di sviluppo dell'Hive.

Le parti più alte dell'Hive erano abitate dai ceti più nobili e ricchi, quelle medie dalle classi lavoratrici, il cui tenore di vita si abbassava sempre di più scendendo nelle profondità di Prime. Aria, acqua e cibo venivano riciclati e i sistemi dei livelli inferiori erano così difettosi da subire spesso malfunzionamenti.

Shai era nato nella parte più bassa dell'Hive. I suoi genitori avevano a malapena le risorse per mantenere loro stessi e la nascita di Shai era stata frutto di amore, ma di amore illecito. Tutti i cittadini di Prime, dal più umile al più nobile, erano legati gli uni agli altri da un sistema di giuramenti. Ognuno di essi portava un meccanismo in grado di rappresentare ogni giuramento che lo legava agli altri (oathclock). Diritti e doveri di ciascuno dipendevano dagli oathclock e quelli dei genitori di Shai non prevedevano la libertà di avere dei figli.

Per cinque anni lo crebbero nel segreto. Non fu troppo difficile a dire il vero, perché nei sobborghi poveri del Basso Hive la presenza delle guardie era molto scarsa e le persone non facevano troppe domande per paura delle conseguenze. Shai era un bimbo felice, perché la povertà non era un problema con genitori amorevoli come i suoi.

Sapeva che solo a pochi chilometri di distanza, fuori dalle trincee e dalle mura costruite con materiali di risulta, si estendeva l'Underhive, una terra di nessuno, senza legge, governata da bande di criminali spietati e assetati di sangue. I Razor Angels, i Deathskins, i Brassmen, i Needleboys erano solo alcuni dei nomi di gruppi di assassini terribili, a volte addirittura cannibali o eretici. Ma in fondo la vita scorreva relativamente pacifica nei periodi di calma tra un'incursione e un'altra e i capi rione stringevano spesso patti segreti con le gang per cercarne la protezione.

Un giorno, però, vennero le guardie. La chiamarono "ronda di routine", sebbene in realtà non se ne vedevano da decenni. Le guardie riunirono tutti i cittadini nel centro del rione e poi passarono alle esecuzioni sommarie di tutti quelli che erano contro la Legge. Di quel giorno Shai ricorda con chiarezza incredibile la condanna a morte pronunciata contro di lui e i suoi genitori, i nomi "Gileous" e "Alexander" appartenenti ai Nobili sulla cui autorità era eseguita la condanna, la corsa verso l'Underhive, i colpi dei fucili laser contro i corpi del padre e della madre che facevano scudo a quello di Shai per permettergli la fuga, il rumore sordo dei due genitori che cadevano sul plasteel del pavimento.

Da allora Shai visse ai margini della legge, tra Underhive e i rioni più bassi di Prime, schivando le attenzioni delle gang, elemosinando e poi diventando una spia al servizio del potente di turno, il capo di una gang, il capo di un rione, non importava. Ma mai al servizio delle guardie. Usò i nomi dei due nobili che malediceva ogni notte come parte del suo nome, perché sapeva che questo era l'affronto più grande che poteva fare a quei signori, associarli ad un paria come lui.

Senza un oathgear a lui dedicato non poteva neanche avere la speranza di poter vivere la vita miserabile dei suoi genitori. Tutto quello che voleva, a quindici anni, era sopravvivere un giorno ancora. Shai sapeva di vivere in un Hive per via delle voci e delle leggende che aveva sentito. Non aveva un'istruzione se non quella della strada e tutto ciò che era lontano dalla sua fetta di mondo perdeva consistenza e altro non era che una storia, una fantasia. L'esistenza di un "sole", di un "cielo", di altri pianeti, di viaggi stellari, non era altro che una storia senza senso. Egli però amava l'Imperatore. La fede nell'Imperatore, un essere divino che sarebbe venuti a salvarli dal male presente nell'Underhive, era l'unica cosa bella che i suoi genitori gli avevano lasciato.

Giunto a quindici anni la sua attività di spia giungeva al termine. Era troppo grande per passare inosservato e ormai stava attirando l'attenzione delle gang. Stava valutando di unirsi a qualche gang dei Razor Angels, tra i quali aveva degli amici, quando conobbe Dario.

Dario era un nobile in disgrazia. Era scappato dall'Upper Hive insieme a un gruppo di amici e di amiche, pieno di oggetti e di storie incredibili. Storie di finestre e del cielo e di nuvole, storie di pasti abbondanti, di feste, di sesso e di tempo passato a oziare. Dario e i suoi non sapeva nulla della strada e per questo avevano bisogno di Shai. In cambio gli regalarono diversi oggetti incredibili (il suo equipaggiamento) e lo iniziarono all'utilizzo delle droghe stimolanti e al sesso. Shai provò diverse cose incredibili con Dario e i suoi amici e cominciò a spacciare una droga particolare che veniva dai contatti di Dario con i livelli superiori di Prime, di nome "phoria". Non la provò mai, sebbene Dario e i suoi ne facessero uso costantemente, perché ebbe paura di perdere troppo il controllo. Non partecipò mai ad alcune feste che Dario riusciva a organizzare in alcuni edifici disabitati nei rioni del Basso Hive, per paura di essere preso lui che non aveva un oathgear.

L'esperienza di Shai con Dario e la sua banda durò fino al giorno in cui venne organizzata una festa nell'Underhive. Dario riuscì ad invitare molti membri di altre gang con cui aveva stretto rapporti d'affari grazie alla phoria. Si doveva trattare di un rave lontano da qualunque regola imposta nel Prime. Le droghe sarebbero state offerte e le inamicizie dimenticate. L'inizio di una nuova era, come lo pubblicizzava Dario.

Al rave accorsero centinaia di persone, dall'Underhive e del Basso Hive. Shai non poteva mancare questa volta, non aveva scuse. Il tutto si sarebbe tenuto in un enorme edificio abbandonato. Tutte le entrate sarebbero state presidiate da membri delle gang, in un'alleanza temporanea. Nell'interno venne allestito un enorme impianto di vox per la musica e furono accesi fuochi e attrezzati giacigli per orge e divertimenti. A Shai l'idea non divertiva troppo, in quanto non aveva mai amato perdere il controllo di sé dopo una vita sempre sul chi vive e perché non gli erano piaciute le esperienze di sesso di gruppo a cui aveva partecipato. Dentro di sé aveva sempre sognato un rapporto come quello che avevano avuto i suoi genitori.

Ma il tempo passava e tra pochi minuti le porte della festa si sarebbero aperte.

Sotto: Hive Desoleum Prime visto da chilometri di distanza

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Edited by Goristro
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Shai Gilgeous-Alexander

Non ho molta voglia di partecipare a questo raduno orgiastico a base di droghe e per un sacco di ragioni. Il primo è che ho scoperto che le orge non fanno per me. Uno si immagina che sia tutta un'esperienza piacevole e sensuale ma poi ti ritrovi a scambiare lo sguardo con un uomo peloso, sudato, che fa smorfie e grugnisce mentre cerchi di trovare piacere e la cosa diventa subito molto meno piacevole. Inoltre le droghe preferisco smerciarle che usarle. Mi piacciono gli stimolanti ma abbandonarsi alle droghe non fa per me. Troppo facile finire sgozzato in un angolo o peggio. Non sono neanche in grado di ricordare quanti sono i miei clienti spariti da un giorno all'altro. Se potessi permettermi il lusso di una coscienza credo che potrei sentirmi male. Ma credo che la coscienza non scenda così in basso nell'Hive...

Tornando alla festa poi c'è un altro motivo che mi mette parecchio a disagio. Tutte queste gang diverse riunite. Mi chiedo quanto ci vorrà prima che qualcuno cerchi di regolare qualche conto e se la promessa di droghe e sesso libero sia sufficiente a trattenere rancori covati in anni di guerriglie. Vero che alcune rivalità tra gang erano fatte più per scena e perché i capi mantengano il controllo sui loro sottoposti che per vero odio ma sono abbastanza sicuro che il capo dei Brassmen si ricordi ancora che i Razor gli hanno rimandato il fratello un pezzo per volta. Spero che abbia ragione Dario e che questo sia davvero l'inizio di una nuova era in cui non dovrò più guardarmi le spalle ogni momento e in cui non dovrò più comprare così tante munizioni. E' incredibile comunque quanta gente cerchi di fregarti solo perché gli sorridi quando fate affari e non faccia caso ad una spada a catena...

Sto procrastinando però. Ormai sono qui e non posso tornare indietro. Tanto vale che entri e vada a cercare Dario per dirgli che sono arrivato e farmi dare qualcosa. Visto che si parla di droghe libere non intendo certo usare le mie. Magari mi riesce anche di ritagliarmi un angolino con un paio di tizie evitando di coinvolgere altri uomini... Incredibile come io sia ancora così ottimista...

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  • 2 weeks later...

Shai mosse i primi passi per il rave.

Si trovava in una zona dell'Underhive apparentemente vuota. Non poteva escludere qualche imboscata e usò la sua solita prudenza per procedere, camminando nelle ombre, rasente i muri.

Appena passato un angolo, a circa 10 minuti di cammino dalla meta, un mano si posò pesantemente sulla sua spalla.

Con paura mista a stupore, Shai osservò una ragnatela di luci blu disegnare un braccio, poi una spalla, poi un intera figura, accanto a lui.

Si trattava di una donna molto bella, dai tratti forti e determinati. Era armata e indossava un'armatura molto simile a quella delle Guardie, decorata con lo stemma dell'Aquila dell'Imperatore e con una grande lettera "I". Ai fianchi pendevano una grossa mazza ferrata e una grande pistola, di un tipo che Shai non aveva mai visto.

Buongiorno Shai disse la donna mi chiedevo se potessi indicarmi la via per il grande raduno organizzato dal tuo amico Dario

La donna lo osservava sorridendo. Il sorriso strideva però con la durezza del suo sguardo, fisso come un chiodo su Shai.

Potresti inoltre consegnarmi la sostanza denominata phoria che porti con te?

Shai sapeva che la domanda, pronunciata con tono quasi casuale, aveva tutta la forza di un ordine.

 

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Shai

Non ho idea di chi sia questa donna ma so per certo che non è il caso di contraddirla. L'armatura e le armi e la tecnologia che le ha permesso di sparire non sono comuni da queste parti. Anzi non credo che siano una vista comune da nessuna parte. Fosse stata una guardia qualsiasi avrei provato a intortarla ma sono piuttosto sicuro che farlo con lei potrebbe costarmi la vita. Il fatto che io sia ancora vivo e non in catene invece nonostante sappia chi io sia e cosa significa che posso ancora cavarmela. Certamente posso indicarle la strada. Dico estraendo da una tasca nascosta quanto mi ha chiesto. Ma se preferisce posso anche accompagnarla. Non so perché l'ho detto. Dovrei volermela togliere di torno il prima possibile eppure per qualche motivo che non capisco bene voglio sapere chi è e perché è qui. Non mi sembra che lei sia vestita per la festa. Suppongo che sarebbe meglio passare da strade poco battute. Anche se forse non le serve visto come mi è arrivata alle spalle. 

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