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Elysium - Castel San't Angelo


Uriele
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Tutti

Percorrete, chi prima chi dopo, il lungo ponte che porta al pesante portone in legno dell'antico castello, sotto lo sguardo attento degli angeli scolpiti lungo i due parapetti laterali. Una soffusa luce giallo/arancio illumina, con tinte malinconiche e romantiche, la struttura mastodontica sullo sfondo. Giunti li una figura scura vi attende all’ingresso; un mortale. Vedendovi chiede i vostri nomi e Clan.

 

Apre la porticina che porta sul piccolo cortile d’ingresso consentendovi di passare. Sembra essere tutto deserto ma l’uomo vi indica la strada da percorrere. Imboccate una rampa che conduce ad un antico atrio Romano. Da li la rampa devia bruscamente ed inizia a seguire il perimetro circolare dell’edificio salendo sempre più. Alla fine la rampa inizia a correre diametralmente tagliando la struttura in due semicerchi. Passate ciò che resta della famosa sala delle urne e proseguendo per la rampa uscite nel cortile dell’Angelo. Infine, attraversando quel labirintico sistema di corridoi e stanze, giungete nelle sale di clemente VII. Prima ancora di entrare percepite una sensazione opprimente cogliervi.

Varcando la soglia vi ritrovate nel semibuio di una stanza con le ampie volte del soffitto perse tra le ombre. Le pareti decorate da mastodontiche opere murarie e quadri dalla cornice fin troppo elaborata. La sala sembra raccogliere nel suo ventre l’intera stirpe dei Dannati, come fosse un girone infernale: In fondo la sala, assiso su uno scranno di scuro legno, siede una figura con il mento stancamente poggiato sul dorso della mano, con il busto inclinato di lato e le gambe larghe. Nonostante sembri essere particolarmente annoiato, la sua presenza riempie la stanza sovrastando quella di qualunque altro. È difficile persino mantenere gli occhi su di lui e resistere all’impulso di abbassare lo sguardo. Veste con abiti assolutamente fuori epoca, sebbene estremamente ricchi e di buon gusto: Una lunga giacca di broccato nera che segue perfettamente le linee del suo corpo sinuoso; una camicia bianca con il collo alto e dei pantaloni di seta abbastanza ampi. Al suo fianco sta eretta una figura con le mani dietro la schiena - Nicholas Maldonato. Sembrerebbe una persona estremamente normale se non fosse che, con il suo sguardo fisso, sembra tenere sott’occhio tutti. Al vostro ingresso diversi occhi corrono a posarsi su di voi. Molte delle creature presenti sono vestite con gli abiti della loro epoca. Alcuni parlano tra loro, altri sono seduti o accostati alle pareti ed osservano. C’è un grande silenzio scosso solo da sommessi bisbigli.

Spoiler

Riconoscete alcuni dei presenti:

- Nicholas Maldonato (Siniscalco dell'Arcivescovo)

Padre Marrow (con il solito abito talare da parroco)

- Donovan (seduto a cavalcioni di una comunissima sedia)

- Gabriele Massimo mentre parla sommessamente con Perla Casthain

- Perla Casthain

- Pierpont McGiffin (lo conosce solo Valente in quanto stesso Clan)

Ce ne sono diversi altri i cui volti però vi sono ancora ignoti.

 

 

Edited by Uriele
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  • 1 month later...

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Valente

Descrizione

Spoiler

Valente è un ragazzone di trent'anni circa con pelle chiara, capelli neri, occhi azzurri e faccia da schiaffi. É sempre stato ben piantato, ma da quando è un vampiro ha sviluppato una forza considerevole che non traspare dall'esterno. Indossa spesso abiti costosi e sobri, da uomo politico; ha il vezzo di indossare occhiali da sole dalla montatura leggermente ottagonale. La sua sobria eleganza è un po' rovinata dagli anelli d'oro alle dita e dalla collanina del medesimo metallo che porta sotto la camicia aperta, senza cravatta. 
Ha un'aria da poco di buono, ma anche affabile e tutto sommato piacevole.

Parla quasi senza accento romanesco, anche se in certe occasioni è stato sentire parlare dialetto stretto per farsi intendere da abitanti dei bassifondi. Appare sempre educato, ma emana anche un'aura di strafottenza che a volte può risultare fastidiosa. Ciò non è dovuto solo alla sua natura di vampiro: Valente è proprio uno str*nzo, a volte!

 

Attualmente porto abiti scuri di buona sartoria romana, e gli immancabili occhiali da sole con montatura ottagonale in metallo: non robaccia dozzinale, occhiali sobri e di classe. 

Entro e non appena possibile mi metto da un lato, in un punto non troppo periferico ma comunque distante dall'ingresso. Non voglio né nascondermi né essere al centro dell'attenzione. Mi guardo attorno, scambio distinti saluti, faccio qualche rispettoso inchino, qualche saluto più amichevole verso chi è più in basso di me...non tanti Fratelli, in realtà.

Ma sto cercando un'altra persona, una ragazza. Lei forse non ha colpe in ciò che mi è successo, ma ne è responsabile pienamente. E dovrà ripagarmi. 

 

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Anna Polidoro

Dopo un lungo e tortuoso percorso, giungo sulla soglia dell'immensa e antica sala semibuia posso avvertire nitidamente le auree dei miei Fratelli e Sorelle che sono dall'altra parte ma più di tutte, posso avvertire la presenza del padrone di casa è potente ed opprimente e sembra voler sottomettere tutte le altre. Non sarà facile per me, con i miei simili non ho la stessa sicurezza che sfoggio coi mortali. Una volta varcata la soglia, gli occhi dei vampiri saranno tutti su di me: la figlia di Cinzia la stolta e poi... abbasso lo sguardo per osservare l'abito da sera che ho addosso.

Spoiler

206904101_AbitoBambinaPrincipessaVestitoFioreRagazzadiPaillette-TyidalinMatrimonioSenzaManicheAbitodaSeraCompleannoPartitoper3-12anniB06XKRVP9Q.jpg.03c369e8353677966da2ff5b6633bd5a.jpg

Sospiro rassegnata, l'abito d'argento che Suor Adelaide mi ha costretta ad indossare mi farà risaltare come un pinguino nel deserto! Faccio un respiro profondo e raccolgo il mio coraggio, esitare non serve a nulla e quindi, varco la soglia addentrandomi nell'oscuro salone. La Danza Macabra ha inizio!

Edited by Ipergigio
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Valente:

Eccolo li, l'Arcivescovo, altro nome per definire la medesima cosa: il Principe. Seduto su quel semplice scranno. Un Ventrue indegno di ricoprire quella carica, acciecato come è dal fanatismo religioso; circondato dal malcontento dovuto al suo cresciente dispotismo; antico e fuori tempo. Rappresenta un passato immobile che non porta a nessun futuro.

D'improvviso la vedi: La bambina, vestita come una bambola dalla pelle di porcellana, entra nella sala. È tornata ad essere una piccola ragazzina e non più adolescente come si era mostrata in seguito al cambiamento.

Poi la osservi meglio; no...non è lei sebbene le somigli molto, o forse è solo la tua fissazione di rintracciarla che ti ha giocato un brutto scherzo. 

Anna:

Ed effettivamente quasi tutti gli occhi si rivolgono su di te. Alcuni bisbigliano qualcosa nell'orecchio del rispettivo interlocutore. Alcuni volti ti sono noti, altri assolutamente anonimi. L'arcivescovo, fino a quel momento fisso come una statua di marmo, ha cambiato leggermente la su posizione. La testa reclinata dall'altro lato e ti osserva...ti osserva in silenzio...nuovamente immobile...in modo così profondo ed inquietante che ti senti letteralmente scavare nei recessi del tuo animo. Questa sensazione ti attanaglia le viscere e ti fa sentire nuda sebbene tu sia vestita come una bambola di porcellana. Padre Marrow ti lancia un'occhiata e annuisce con il capo, restando a braccia conserte con la schiena poggiata ad una colonna semi incassata nella parete. Il tuo Requiem è iniziato nuovamente, e la tua danza pretende risposte...

Edited by Uriele
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Janice

Sinceramente, oggi non avevo alcuna voglia di presentarmi in Elysium stanotte. Ma ogni tanto è necessario fare presenza nella Società Notturna... ed evitare troppo gli sguardi di Fratelli e Sorelle è sempre un brutto segno. Ti rende un debole. E i deboli vengono mangiati vivi. Be', più o meno vivi.

Mi presento come "Janice, Spettro" al povero mortale costretto a fare da portiere. Se non è un ghoul, mi dispiacerà presto molto per lui. Non vivrà a lungo. Mi sposto da una stanza all'altra, da un corridoio all'altro, fino ad arrivare al punto di ritrovo di decine e decine di Fratelli. In fondo alla sala c'è lui, l'Arcivescovo. In qualunque altro posto verrebbe chiamato Principe, ma a quanto pare è così accecato dalla sua sordida e cieca religione da non accettarsi per quello che è. Cioè, un despota come un altro. Non è necessariamente brutto essere un despota, tra noi parassiti serve, ma nascondersi dietro un nome è da ipocriti... insomma, è perfetto per guidare questa città e la sua congrega.

Al momento non noto nessuno del Circolo. Da un lato è una fortuna, non vorrei proprio avere a che fare con uno dei leccapiedi del Barone. Dall'altro... be', professare la nostra religione apertamente a Roma è leggermente vietato. C'è un motivo se non siamo tantissimi, qui. Ma un giorno cambieranno le cose.

Sbircio Anna con la coda nell'occhio. Ci ho avuto a che fare pochissimo, ma già so che riuscirà a rendere la serata incentrata su sè stessa in ben poco tempo. Non è l'unica Daeva della zona, ci mancherebbe, ma il fatto che è anche una povera bambina è qualcosa di... esotico.

Spoiler

Al momento Janice sta indossando una camicia nera a pois bianchi con colletto bianco e pantaloni color crema. Porta orgogliosamente sul capo una corona di fiori di ibisco, proveniente dal suo giardino. Questa volta non ha occhiali da sole, quindi i suoi occhi completamente neri sono perfettamente visibili.

 

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Un tonfo improvviso; un colpo battuto sul pavimento di pietra dal Siniscalco con la punta di un gigantesco bastone di legno massiccio e laccato, che termina con una placca di metallo avvolta attorno all'estremità inferiore appuntita. Nessuno si era reso conto impugnasse un oggetto simile, eppure ora è li, nella sua mano. Nella sala cala il silenzio più totale. Persino i Fratelli più giovani, riconoscibili per le loro vesti e le loro movenze ancora simili a quelle che avevano da mortali (non avendo ancora avuto tempo di perdere tutte quelle abitudini proprie della vita), si drizzano e rivolgono con timore verso quei due esseri dall'aspetto umano, eppure così alieni.

Poi la voce di Filippo riempie come un tuono la sala: "FRATELLI! Lunga Notte a voi e benvenuti in questo Eliseo. Vedo volti conosciuti, volti nuovi e volti che non nascondo siano avversi a tutto ciò che questa curia rappresenta. Eppure, ancora, siate tutti i benvenut;, nell'unico evento e luogo dove ad ogni dissidio e conflitto è proibito entrare, ma a nessun Fratello vi è fatto divieto. Nella speranza molti di questi conflitti possano essere appianati nel modo più civile possibile e secondo la carità Cristiana che regola questo Dominio Eterno."

Così il Siniscalco apre ufficialmente la notte dell'Eliseo. Prosegue parlando di cose futili ma con parole forti che, sul momento,  si scolpiscono nei vostri cuori e nelle vostre menti come sulla pietra. 

Afferma che, prima di lasciarvi liberi ai vostri affari, un evento grave ma necessario necessita di prendere luogo sulla Terrazza dell'Angelo, il punto più elevato e vicino allo sguardo dell'Onnipotente. Che sia da monito per i peccatori, affinchè desistano dai loro empi propositi tornando sulla retta via, e per tutti gli altri affinchè vi restino. Vi invita dunque a spostarvi in cima al Castello.

Li, un gigantesco angelo di marmo si erige sopra la terrazza, dominandola, brandendo la sua spada con la punta rivolta verso il basso.

TerrazzaAngelo.png.3eb39c60a74ee4157020466d3ec890eb.png

Viene chiesto ai Primogeniti di prendere posto al centro, ed a tutti gli altri sul fondo. Dopo poco, dalla piccola porticina buia sotto l'Angelo emerge, lenta e ciondolante, la figura di un essere cadaverico, completamente nudo che, seguito a breve distanza da due mortali (probabilmente Ghoul) armati con spade ornamentali, guadagna il centro della piazza. I suoi occhi sono vuoti e senza volontà e le sue mani sono cinte dietro la schiena da due grosse manette di spesso ferro battuto, nero come la pece, probabilmente medievali. 

Janice lo riconosce. È un congregato della Megera, e questa pare essere un'esecuzione...

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Anna Polidoro

La mia apparizione nella grande sala è accompagnata da un concitato brusio che mi monta tutt'attorno, com'era prevedibile tutte le attenzioni sono per me. Persino l'Arcivescovo si scompone sul suo trono.

Cerco di ignorare tutto quell'interesse nei miei confronti volgendo il mio sguardo altrove e così scorgo Janice con la quale ho giocato alcuni giorni prima, ma anche un'altro Fratello cattura la mia attenzione: è un uomo elegante ma un po' pacchiano che ondossa strani occhiali scuri.

Con un fragoroso colpo di bastone il Siniscalco cattura l'attenzione di tutti noi e dopo un breve discorso di benvenuto, ci invita a spostarci sulla Terrazza dell'Angelo, tutti quanti obbediamo.

Mi ritrovo così tra la folla degli astanti e per qualche scherzo del del destino, sono con Janice alla mia sinistra e l'uomo pacchiano alla mia destra. Il cerimoniale al quale assistiamo è quello di un'esecuzione e la vittima è un membro del Circolo della Megera. L'angoscia si impadronisce di me.

Edited by Ipergigio
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Janice

Concentro tutte le mie attenzioni nel mantenere la calma. L'Elysium, il concetto stesso di Elysium e della Società Notturna, non sono nient'altro che un altro dei segni dell'ipocrisia che vige in questa città. Siamo tutti tollerati! Ma solo se facciamo come dicono loro. Siamo tutti ben voluti! Ma solo se ci nascondiamo, e siamo comunque perseguitati.

Le parole del Siniscalco sono vuote, come è vuoto il cuore dell'Arcivescovo. Sono perfetti l'uno per l'altro. Possono sbraitare quanto vogliono, ma io e gli altri Accoliti non ce ne andremo mai da questa città. La nostra è una tradizione millenaria, vista sotto un'ottica moderna: la loro è solo sangue rappreso.

Emergo sul balcone con una brutta sensazione addosso, e mi accorgo di essere molto più vicino alla piccola Anna di quanto pensassi. Poi mi accorgo di perché siamo lì, e serro i pugni. Ho ancora il Vuoto dentro, e nonostante questo sento la rabbia ribollire. Davanti ai miei occhi non c'è un semplice Elysium. È un patibolo.

Riconosco quell'Accolito. Nei suoi occhi vedo me, e il mio sempre più vicino destino.

Spoiler

So qualcosa di lui o lo conosco solo di vista? È della fazione del Barone? (mi darebbe comunque fastidio se morisse uno dei suoi sgherri, eh, ma just checking)

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L'accolito, privo di ogni volontà, si arresta davanti ai Primogeniti riuniti in un semicerchio appena accennato.

- La colossale Miss Opal, dal volto storto come fosse stata dipinta da Picasso, agghindata con vistosi e fin troppo grossi orecchini di perla, primogenita Nosferatu e membro importante dei Carthiani.

- Perla Casthain, con i suoi abiti dai colori smorti e sbiaditi, i suoi capelli incolti ed i lineamenti del suo scarno viso molto marcati, primogenita Daeva e legata agli Invictus.

- Il nuovo membro del Circolo Interno: Gabriele Massimo, giovane Santificato Ventrue, arrivista e nominato direttamente da Aurelio, scavalcando membri ben più antichi e potenti di lui nella città

- Coco Doquette: Primogenito Mekhet, anch'essa fedele alla causa Carthiana. Sobria, con il suo maglione nero a girocollo alto, con il volto incorniciato dai biondi capelli che le cadono ai lati come due parentesi.

Il prigionero giace inerme al cospetto degli anziani che lo scrutano con i volti impassibili. 

"Egli si fa chiamare Silaf, ed è COLPEVOLE di aver praticato gli empi riti pagani del suo credo, contravvenendo alle leggi del nostro Arcivescovo. Tramando alle sue spalle. E per tanto viene condannato alla purificazione della Luce divina. La sentenza verrà compiuta questa notte stessa, il prigioniero verrà relegato nell'antico tempio, un tempo simbolo del Paganesimo, sotto il grande occhio, finchè alba non sopraggiunga... il Circolo Interno è invitato ad esprimere il proprio consenso o le proprie rimostranze quì ed ora..." 

Le sue parole non sembrano affatto convinte.

Alcuni attimi di silenzio carico di tensione. Il primo ad assentire con un semplice cenno del capo è Gabriele. Seguito a breve da una visibilmente meno convinta Perla Casthain. Poi è la volta del Mekhet. Resta solo la deforme Nosferatu: volto impassibile e pugni stretti. 

"Ricordo che un tempo era uso fare un processo, con prove e possibilità, per il condannato, di difendersi. Ora sembra siamo solo chiamati ad accettare una decisione già presa. La voce di Miss Opal è calma ma decisa.

Filippo gira gli occhi verso un impassibile Aurelio. Prendendo atto del suo mutismo prosegue "La tua posizione è messa agli atti. Il Circolo Interno si è espresso. È deciso."

Il Nosferatu si volta e si allontana rompendo il semicerchio. Un passo, un altro, ma non il terzo. Tra un passo e l'altro si dilegua, inghiottita dalle ombre, lasciando un grosso e pesante vuoto dove prima c'era la sua mastodontica figura.

Spoiler

Janice: lo conosci solo di vista. Non era direttamente legato a Cimitiere... e sai che forse è proprio per questo che è stato condannato così apertamente. In fondo Cimitiere è una forza potente a Roma e non si muovono tali attacchi con tale leggerezza. Di certo sembra essere un monito.

X Tutti:

Avete tutti un motivo per fare domande/cercare info o semplicemente... ruolate un po'😂.

 

Edited by Uriele
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Anna Polidoro

Osservo la scena senza fiatare (tanto non ne ho bisogno), anche se in realtà vorrei protestare contro questo spettacolo di pessimo gusto. Purtroppo però non mi posso opporre, anche la mia situazione è delicata: se non avessi dei protettori all'interno della Lacea Sanctum, l'Arcivescovo non ci penserebbe due volte a trasformarmi in un monito memorabile per tutti. Non posso fare altro che tacere nonostante che dentro di me io stia fremendo...

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Vincente

Osservo la scena con ben scarso interesse. Non è certo un mio problema se il colpevole si è schierato con la fazione sbagliata. In questa città che tu sia un Fratello o un misero umano devi stare attento alle tue compagnie, o rischi di finire così: processato in due minuti e condannato a morte.
Io starò attento, non mi troverò mai nella sua situazione
Finito il teatrino mi volto e comincio a guardarmi attorno. Vicino a me c'è una bambina-ragazzina, con un abito che la fa sembrare uscita da una casa delle bambole. Non è quella che sto cercando. Magari non sarà nemmeno qui, ma vale la pena cerare un po'.
Non voglio sollevare un polverone, ma deve capire che quello che è successo è molto grave, e che deve essere posto un rimedio secondo le nostre civilissime leggi. Oppure, dovremo risolvere la faccenda altrimenti. Non sono sicuro di poterla davvero affrontare in combattimento, ma non mi faccio certo spaventare. 

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Quella farsa di processo termina lasciando diversi Fratelli perplessi; pochi altri divertiti, la maggior parte indifferente.

Qualcosa interrompe quel momento di imbarazzo. Lo sguardo di tutti i presenti scatta nella medesima direzione e quasi in sincrono, cone fossero calamitati da un potente magnete. La forza che li attrae è una suadente e soffusa fragranza metallica, inconfondibile per quelli della vostra Stirpe Dannata: Sangue.

Dalle ombre della piccola porticina, come se nulla fosse accaduto, vengono fatte entrare due file di donne, alternate ad uomini, con le nudità coperte da un solo velo di seta bianca che copre a mala pena il pube. Indossano un cilicio da cui stille di sangue colano lungo la coscia. Alcuni presentano vistosi sfregi dovuti a colpi di frusta. Si dispongono ai due lati della terrazza e aspettano....

Valente:

Ti guardi attorno, vaghi per le sale della fortezza, nessuna traccia di quella bambina. 

"Ti sei perso Fratello?" una voce dalle ombre. Due occhi neri emergono dal buio, anticipando il contorno di una figura umana. È terribilmente serio e visibilmente preoccupato.

Spoiler

@Ipergigio @SNESferatu voi come agite precisamente? 

 

Edited by Uriele
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Janice

So benissimo che quella messinscena è un segnale. Piegatevi alla Lancea, prostratevi ai piedi delle persone che contano, o perite. Sinceramente, preferisco perire. I piedi di questa gente puzzano. I loro doni sono velenosi. Mi segno mentalmente il comportamento di Miss Opal. So che non è direttamente dalla mia parte, ma la sua forma di democrazia la rende un minimo razionale, specie per questo posto. Dovessi scappare da qualcuno, messa alle strette, chiederei sostegno a lei. Un suo rifiuto potrebbe essere quasi un onore.

E alla fin fine, per quanto alla lontana, siamo parenti, no?

Sono circondata da persone a cui non interessa nulla di me, della mia gente. Alcuni sono spaventati, credo. Mi sembra anche giusto, non ce l'ho con loro. Altri, molto serenamente, se ne fregano. Saranno i primi con la testa al muro quando cambieranno le cose, qui. Ci volessero secoli.

Non ho amici, qui. Non posso averne... però non ho intenzione di passare tutta la serata nascosta dietro i miei poteri di occultamento, per quanto ora sarebbe un'ottima idea. Intercetto Anna. Ho un debito con lei, in fondo.

"Hai avuto fortuna con il tuo sire?" domando, senza neanche salutare.

Nel mentre, file di corpi seminudi ma marchiati dal peccato della chiesa di longino vengono fatti sfilare intorno a noi. Non me ne nutrirei neanche se fossi in frenesia.

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Lunga attesa carica di tensione nella quale sembra voglia studiarti per capire se fidarsi di te.

"Avrai senz'altro sentito parlare del fermento che c'è a causa di questi episodi di Bracconaggio. Ebbene io so chi si cela dietro questi crimini.... e lo so perchè..." esita "... sono i membri della mia Coterie" 

Silenzio

"...mi sono sempre opposto a questo, attirandomi le loro antipatie. Grazie alle mie capacità ho avvertito il loro astio e la loro complicità nell'essere intenzionati a nuocermi. Mi staccai da loro e ho fatto raccogliere le prove della loro colpevolezza da un mio uomo. Temo che il loro piano sia quello di usarmi come capro espiatorio agli occhi dell'Arcivescovo, così che loro possano con un colpo solo, uscirne puliti ed ottenere, come ricompensa, un territorio di Caccia tutto loro."

Un passo verso di te, emergendo completamente dalle ombre: un uomo dall'aspetto quasi banale ma con occhi profondi ed indagatori che mettono a disagio.

"sempre grazie alle mie capacità ho intuito tutto ciò e li ho anticipati; un mio uomo ha raccolto le prove della loro colpevolezza. Ora devo solo andare da lui a prenderle, dopodichè mi metterò in contatto con un agente dello Sceriffo il quale mi condurra in un luogo, ancora segreto, per incontrarmi direttamente con lui."

"sembra facile... eppure sono sulle mie tracce. Mi sono rintanato quì nell'Elysium perchè ho percepito di essere in pericolo. Quì non oseranno entrare. Eppure io non posso uscire. E senza prove non posso muovere alcuna accusa senza attirare i sospetti anche su di me. Deve sembrare che io li abbia denunciati non perchè in pericolo... devo uscirne pulito... mi capisci vero? Eppure mi serve una scorta... non oseranno muoversi contro di me se....."

si zittisce d'improvviso. Il suo sguardo scatta repentino in fondo al corridoio. Sembra essersi accorto di qualcosa che a te è sfuggito. 

Segui il suo sguardo e vedi due ombre stagliarsi sullo sfondo: una donna dai lunghi capelli corvini e una bambina....

Spoiler

Bracconaggio: Crimine di Cacciare e nutrirsi nel territorio di un altro Fratello. È preso molto aul serio.

Siete tutti consapevoli di questi atti di Bracconaggio ma nenache ve ne è mai importato nulla. Sapete però che le alte sfere sono in fermento per scovare il colpevole.

Da questo momento siete TUTTI nella stessa scena.

 

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"No! non oserebbero seguirmi dentro l'Elysium. Non oserebbero far niente neanche se mi vedessero in compagnia di altri Fratelli. Sono Neonati... sciocchi, avventati ma non folli."

Poi aumenta il tono di voce per farsi sentire chiaramente anche dagli intrusi: "Dunque desiderate unirvi a noi? Siete i benvenuti. So chi siete... e voi sapete, ora, chi io sia. Vi prego avvicinatevi Fratelli"

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