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By Lucane

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Soth
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L'addio della luna e delle stelle...

Sembrava un giorno come un altro. Normale. E invece era la Fine.

Quella notte siete andati a dormire come sempre, nel vostro letto , nella vostra casa. Mai avreste immaginato che l'indomani non sarebbe mai arrivato , insieme a molti altri...

Freddo...freddo...e' la prima sensazione che provate quando i vostri occhi si aprono di nuovo. Dopo viene la nausea e una forte emicrania. Un rumore di acqua che cade, pioggia che cade fuori...fuori da che cosa? Vi guardate intorno . Siete su delle specie di letti di pietra, dentro uno stanzone con un tavolo e un paio di mobili con il legno mezzo marcio. Una finestra senza vetri e una porta danno su aquello che sembra un corridoio grigio. Vi rendete conto di essere vestiti solo con una túnica bianca e il freddo vi fa rabbrividire violentemente. Su altri letti simili al vostro   ci sono altre 3 persone nelle vostre stesse condizioni, smarriti come voi.

Il vostro ultimo ricordo e' quello di essere andati a dormire e poi di aver sognato ...qualcosa come cadere in un pozzo senza fine...e poi, avete riaperto gli occhi in quel posto sconosciuto, senza la mínima idea di come ci siate arrivati...

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Madame Liadrin

"Un'altra grande vittoria per noi, miei cari amici. La luce vi benedica tutti!"

Un fragore e tante grida di gioia riempiono la taverna, mentre sollevo un boccale di buon idromele e sorrido agli altri. Abbiamo vinto una grande battaglia, il giorno stesso, e dunque mi sembra giusto festeggiare tutti insieme. Il morale va sempre tenuto alto specialmente in periodi come questo, quando si è chiamati al fronte così soventemente.
Gli uomini, rinfrancati dalle mie parole e dal mio sorriso, cantano, ballano, bevono, si azzuffano un istante e ridono insieme quello dopo. Uno di loro alza il suo boccale, quasi vuoto ormai, e grida:

"A Miylady ed a 100 di queste vittorie insieme!"

Altro tempo passa, la serata scorre piacevolissima e, per quei pochi danni subiti dal locale, assicuro al proprietario che gli pagherò i danni l'indomani. D'altronde ormai sono abituata ai miei uomini ed al loro modo ci comportarsi. Esco dal locale che è notte inoltrata, tardi direi, e mi incammino verso casa per andare a coricarmi. Sono stanca dopo tutto quel trambusto su entrambi i campi di battaglia (al fronte e nel locale), perciò appena arrivata a casa mi tuffo nel letto e mi pregusto già un buon sonno ristoratore.

Mi addormento in men che non si dica, ero veramente stanca, e sogno profondamente.Una strana sensazione attanaglia il mio sogno: mi trovo a casa, la solita, ed esco in giardino. Vi è una voragine nel terreno che per qualche ragione non vedo e, da quel momento, inizio a cadervi dentro per chissà quanto tempo. Sudo freddo, mi agito, sono sconvolta... poi mi sveglio. 

*Questa non somiglia minimamente a casa mia.* Penso mentre mi asciugo le gocce di sudore e mi guardo intorno. *Dove diavolo mi trovo? Cosa è questo odore di muffa? Come...*

Vedo altre tre persone vicino a me... Tutti e tre con la tunica e la mia stessa faccia sorpresa. Ne deduco che forse siamo tutti vittima di qualche strano sortilegio. Qualsiasi sia la cause, sembra avere avuto effetto su più di una persona. Mi faccio avanti e provo diplomaticamente a parlare con loro.

"La mia testa, che dolore... Devo aver festeggiato troppo ieri da ubriacarmi e non ricordarmi dove fossi."

Rido, per allentare la tensione. Spero che la battuta abbia mosso il dialogo verso dove vorrei.

"Signori, il mio nome è Liadrin, o mylady, come preferite. Vedo che siamo tutti nella stessa situazione e stato confusionale... Siete feriti? State bene? Non ho idea di cosa sia questo posto..."

 

Spoiler

Vi metto direttamente l'immagine del PG. Uniche differenze: no vestiti (eccetto la tunica) e no orecchie a punta. Tuttavia pelle color oro/arancio chiaro e occhi gialli che bruciano intensi. I capelli sono di un ginger chiaro, tendenti all'arancio, lunghi fino al sedere (anche se di solito raccolti in una coda).

Corporatura femminile ma robusta, muscolosa ad una attenzione dettagliata e minuziosa. Cicatrici qua e là, non sul volto o sulle mani, ma su una gamba e sulle braccia, sintomo delle battaglie vissute.

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Valorn Lennox

"Accidenti che serata..ho preso decisamente una birra di troppo.." pensò Valorn mentre cercava di infilare la chiave nella toppa di casa.

"Tutte le volte mi ripeto la stessa storia..stasera non bevo..non faccio tardi..non spendo molto..e invece..". Una imprecazione piuttosto colorita uscì dalla sua bocca dopo il terzo tentativo di infilare quella maledetta chiave..

Dopo svariati tentativi, e molte imprecazioni, Valorn riuscì ad entrare in casa, lanciando i vestiti e gli stivali sul pavimento. Arrancò verso la camera da letto e una volta sdraiato fissò il soffitto che non smetteva un secondo di vorticare in modo frenetico.."Ahhhhh...speriamo che la sbronza passi presto" sbiascicò a voce alta.

Infine, esausto, si addormentò..

Ma non si risveglio nello stesso posto.

Valorn aprì gli occhi e vide un soffitto diverso da quello che normalmente fissava prima di lasciarsi andare in un sonno quasi sempre disturbato...freddo..era decisamente più freddo di prima.."Avrò lasciato la finestra aperta?? Sta piovendo e si è rinfrescato così tanto??"

Cercò di mettersi in piedi e la testa risultò essere veramente pesante, la bocca impastata.."Come sempre..." pensò...

Mentre cercava di alzarsi vide 3 persone con una tunica bianca,che avevano la sua stessa faccia smarrita.

Una di loro parlò per prima e fece una battuta, probabilmente per allentare la tensione, poi disse di chiamarsi Liadrin.

"Beh non sei l'unica ad aver festeggiato ieri sera" disse abbozzando quello che sembrava un sorriso.

"Piacere Liadrin...Mi chiamo Valorn..l'ultima cosa che ricordo è di essere tornato a casa ed essere andato a letto..non mi sembra di essere ferito..e sicuramente questo non è un posto che riconosco.."

Valorn si guardò attorno cercando di capire la conformazione della stanza..si alzò e si mise a fissare la porta.."Calma, prima analizziamo la situazione..poi decidiamo il da farsi".

Spoiler

Valorn è un ragazzo sui 25 anni, alto circa 1,75 m e di corporatura robusta. Ha i capelli corti neri e gli occhi di un verde smeraldo. La sua carnagione è di un colorito olivastro segnata da qualche cicatrice. Ha un piccolo tatuaggio sul braccio sinistro che raffigura un elmo da cavaliere trafitto da una freccia.

 

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Jasmin

Che fortuna, non mi aspettavo mi avrebbero offerto la notte alla locanda.

Ho ricevuto molte soddisfazioni in questa giornata. Ho un posto comodo dove riposare dopo tanto tempo di viaggio e forse posso fermarmi qui un paio di giorni. Appena ho messo piede qui ho scoperto essersi appena conclusa una rissa e devo dire che mi ha colto di sorpresa quanto si sia conclusa brutalmente. Ho fatto il possibile per aiutare i feriti lievi che si trovavano ancora nel locale mentre i più gravi erano stati portati via in una struttura più adeguata.

Dopo diversi minuti che prestavo soccorso ho trovato necessario guarire uno dei ragazzi con la magia e, d'improvviso le persone avevano cominciato a guardarmi come se avessi fatto un miracolo, scoprii in seguito che ben pochi incantatori si erano fermati da quelle parti per molti anni.

Per questa ragione mi hanno chiesto di recarmi all' "ospedale" e soccorrere anche i feriti più gravi. Mi sono recato sul posto molto volentieri (in fondo ero andato lì per aiutare) ed ho fatto il possibile per ognuno di loro. Quando ho detto che mi sarei accampato poco fuori dalla città mi hanno trattenuto e, con molta gioia, uno dei coinvolti nella rissa mi ha ringraziato affittandomi una stanza nel suo locale. Ora vado a dormire, non vedo l'ora di svegliarmi domattina e vedere se potrò fare altro per perseguire il mio compito. Buonanotte.

 

Appena notato cos'ha intorno, Jasmin cerca il suo taccuino in maniera frenetica ignorando ciò che ha intorno

Cacchio! Dov'è finito il mio taccuino?!

Ok, calma, devo ragionare. Sono in una stanza terribile con tre sconosciuti, con una tunica bianca addosso e niente dei miei oggetti, nemmeno il borsello con il materiale per gli incantesimi. Fantastico, è il caos. Me ne starò qui sul mio "letto" finché non avrò capito qualcosa, forse è solo un sogno per ora. Gli altri due svegli sembrano forti, il quarto ancora dorme. Eviterò di comunicare, non sembrano persone sgradevoli ma voglio capire in che situazione siamo, non chiaccherare.

Spoiler

Una delle prime caratteristiche che saltano all'occhio è che riesce dificile distinguere se sia maschio o femmina e di fatto è sconosciuto il suo effettivo sesso, sempre che ne abbia uno. (Per comodità mi riferisco a lui col maschile qui, ma userò entrambi i generi in base alle situazioni)

Aspetto: Jasmin è un ragazzo minuto e veste sempre con una tunica, ne ha tre, una bianca, una grigia ed una nera. I suoi lineamenti possono essere facilmente confusi sia per quelli di un ragazzo che di una ragazza. La sua corporatura, sempre nascosta dalla larga tunica, è molto difficile da riconoscere proprio perché nessuno l'ha mai visto senza. Il viso è coronato da capelli corvini tenuti corti risaltano il colore chiaro degli occhi blu.

Personalità: Estremamente introverso tende a non fare amicizia con nessuno. Crede così fermamente nelle sue idee su vita e morte che ha ricevuto il potere di mantenere e togliere la vita. È fortemente disgustato dalla non morte tanto quanto dalla resurrezione, se la vita lascia un corpo non vi dev'essere riportata. Odia parlare del suo passato, per questo è una figura estremamente misteriosa, ama fare il vagabondo e guarire chi incontra, aiutando negli "ospedali" delle città in cui passa. Quando è arrabbiato o gli viene fatta una domanda scomoda evita semplicemente di discutere o di parlare.

I post sono scritti come saranno scritti in maniera molto simile ad un diario (Per quanto io ne sia capace) perché a fine giornata o quando possibile fa sempre un riassunto degli eventi nelle pagine di un taccuino. Utilizzerò questo metodo anche in casi in cui fosse impossibile scrivere perché è un tratto della sua personalità pensare cosa scriverà e dunque pensa come quando scrive.

Metterò in viola le azioni compiute in tempo reale

 

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Svarog

Mi addormento all' ombra di un' alta quercia, tentando di raggomitolarmi sotto le mie rozze coperte per conservare un po' di calore. Quel mercante solitario è stata un' autentica fortuna, mi è bastato prendere la forma di un semplice troll delle fogne per spaventarlo e prendermi tutta la sua merce. Quel codardo non aveva nemmeno opposto resistenza.  Almeno non tutto il male viene per nuocere... Penso, ritornando con la mente al primo momento in cui finalmente ho sentito il mio corpo cambiare secondo la mia volontà, reagendo ai folli esperimenti di quegli alchimisti. Erano passate solo poche settimane dopo tutto, poche settimane in fuga costante. Certo cambiare forma mi veniva relativamente semplice oramai, ci avevo decisamente preso la mano e riuscivo a nascondere le mie tracce alquanto bene... ma prima o poi dovevo tornare alla mia vera forma, e un orco solitario attira sempre l' attenzione.  Cosa darei per risvegliarmi il più lontano possibile da qui..

Mi risveglio di soprassalto, inquietato dal sogno e disturbato da quelle che mi sembrano voci umane. Sento la tunica bianca sulla mia pelle e, quando riapro gli occhi, vedo tre persone che mi fissano. Un umano, una strana donna dalla pelle dorata  un mezzelfo... o forse una mezzelfa? Sarà stato il mal di testa, ma non riuscivo a capirlo.Mi giro, osservando la stanza, imprimendomi ogni dettaglio nella testa. Un fiume di ricordi mi inonda la mente, tutti terribili. Non è la prima volta che mi ritrovo in una stanza sconosciuta rivestito solo di una tunica bianca dopotutto.NO. NON DI NUOVO! NON DI NUOVO! NON DI NUOVO!  Mi rizzo in piedi di soprassalto, guardando i miei compagni di sventura. L' ultima volta ero solo. Forse questo farà la differenza. Forse la faranno i miei poteri. Una cosa è certa. Non tornero' a fare da cavia per nessuno. Mai! Come a sentire la mia frustrazione, il mio famiglio tumorale si dimena sotto la mia pelle, e io lo faccio uscire. Cade da sotto la mia tunica e si mette a sedere, avvolgendosi vicino alla mia gamba ed emettendo un basso ringhio verso i miei compagni. Calma Renard, calma.Non credo che i signori qui siano la causa dei nostri problemi.

Spoiler

Svarog è un orco dal fisico altoo e muscoloso, con la pelle verde giada, occhi nocciola in cui danzano pagliuzza dorate e lunghi capelli neri, lisci e sorprendentemente ben curati. Il volto presenta delle zanne molto sviluppate, persino per un orco, che sporgono dalla mandibola anche quando la sua bocca è chiusa.  Il suo famiglio somiglia molto vagamente a una volpe, ma il pelo sembra fatto di capelli neri arrovigliati, e guardando bene si puo' notare che i suoi denti sono tutti  canini, che ricoprono anche il suo muso e la fronte di questa strana bestia.

 

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Siete scalzi e il pavimento, di pietra levigata, e' molto freddo. L'unico rumore che si sente e' la pioggia scrosciante dell'esterno, anche se , da dove siete, non potete vederla. Come detto, c'e' solo una porta e una grande finestra che danno su un corridoio grigio, mezzo diroccato. Se vi affacciate dalla finestra vedete che il corridoio e' pieno d'acqua, almeno un paio di centimetri e che, da una grossa crepa nel soffitto, sta cadendo la pioggia. Non si vede anima viva in giro.

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Mylady Liadrin

Il gruppo si sveglia, pian piano, ed uno ad uno parlano. Man mano che i miei occhi si abituano di più alla luce, inizio a girarmi intorno ed a vedere cosa succede. Acqua da tutte le parti, sia dal cielo che sul terreno. Il fatto che piova ininterrottamente questo fredda un po' il mio animo... e poi vedere quella cosa che esce da un orco. Inorridisco per qualche secondo.

"Quello cosa è?"

Scuoto il capo in maniera disgustata, come a volermi togliere quella immagine dalla testa. Torno in me poco dopo e parlo agli altri:

"Beh, qualsiasi cosa sia questo posto, qualsiasi cosa sia successa, vorrei scoprirlo. Possibile non ci sia nulla qua?... O devo necessariamente uscire in quel buio corridoio? non ne ho molta voglia..."

Do un'occhiata al mobilio, per vedere se vi è qualcosa dentro o se è proprio vuoto.

 

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Svarog

Quello è Renard, la mia creazione più grande. Ci ho messo settimane a modellarlo dalla mia carne, ingurgitando sostanze alchemiche. E' un' amico fedele, oltre che utile. Renard emette un curioso suono a metà tra un sibilo e un guaito, estendendo dalla bocca un tentacolo carnoso per leccarmi la gamba. Comunque io credo che dovremmo uscire e esplorare la zona. Non credo troveremo nulla di utile in quei mobili mezzi marci, e io voglio sapere chi mi ha portato qui, in questo posto abbandonato e perché, prima di farlo personalmente a pezzi. 

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Mylady

Spoiler

Il legno e' marcio e inutilizzabile. Appena lo tocchi si sfalda tra le tue dita. In mezzo al legno trovi dei pezzi di vetro smussati, i resti di qualcosa di rotto da chissa' quanto tempo. Nient'altro.

 

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Jasmin

Non avevo neanche un incantesimo pronto ed ero completamente nel panico. Non capivo come facessero quelli là a chiaccherare così tranquillamente, era insensato in una situazione del genere. Jasmin si rannicchia ancora di più stringendo forte le gambe al suo petto e comincia a fare invocazioni sottovoce

Non mi restava che fare ciò che sapevo fare, così mi misi ad invocare le entità che gestiscono la vita e la morte affinché mi prestassero i loro poteri come avevano sempre fatto. Non potevo che sperare che almeno quelle entità non si fossero dissolute insieme a ciò che avevo intorno ed alle mie memorie.

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Valorn Lennox

"O dei! Che cosa è quella cosa?" pensò Valorn fissando l'essere ai piedi del orco, lasciandosi scappare un verso di disgusto.

"Beh, senza offesa, sarà anche fedele e utile, ma di certo non è proprio di bell'aspetto! Non siamo abituati a "Renard"" affermò rivolto nei confronti dell'orco. Nel dire questo cercò di utilizzare quanto più tatto possibile, per non offendere nessuno. "L'ultima cosa che serve in questa situazione è litigare".

Liadrin si era mossa per cercare qualcosa nel mobilio..forse qualcosa che potesse tornarci utile..."Trovato niente Liadrin? Magari qualcosa per fare luce?"

Mentre osservava l'acqua cadere all'esterno e aspettava la risposta di Liadrin, Valorn decise che forse avrebbe dovuto prendere l'inziativa e per lo meno di guardare oltre alla porta (non che lo idea lo allettasse più di tanto)

"Sentite, non sò cosa ci sia successo e sono spaventato esattamente quanto voi, ma comunque dobbiamo andare avanti..e rimanere uniti...chi viene con me?" disse Valorn mentre avvicinava sempre più alla porta. Finchè decise di aprire la porta rimanendo in attesa di una risposta del gruppo.

Edited by Resham91
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QUando Valorn apre la porta, questa si sfascia per meta', il legno marcio che rimane a penzolare da uno dei due cardini. Al di la' , il corridoio pieno d'acqua va a destra e  sinistra della porta. A sinistra termina in delle scale che scendono, dove l'acqua forma una piccola cascata. A destra finisce in un'altra porta. Dal soffitto semi distrutto continua a cadere acqua piovana e fasci di luce grigiastra che illuminano un po' l'ambiente.

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Mylady Liadrin

*Ma che schifo... Mi fa rabbrividire sempre più sapere che la ha addirittura creata lui...*

Lo guardo un'ultima volta, Renard, poi basta. Altrimenti potrei perdere la concentrazione dal disgusto.

"Non ho trovato proprio un bel niente" rispondo a Valorn. "Tutto sembra cadere a pezzi in questo angolo. Anche quella porta vedo.. Comunque mi piacerebbe sapere i nomi delle persone alle quali potrei affidare la vita, o viceversa... Credo di aver afferrato solamente Valorn."

Guardo i due che non hanno rivelato i loro nomi. 

"E mi piacerebbe trovare una qualsiasi arma, rotta o arruginita, non importa. Senza armatura ok, ma senza una lama mi sento abbastanza persa... Comunque sbrighiamoci a muoverci, questo posto ha qualcosa che non mi piace.+ Io vedrei cosa appare là a destra."

Indico la porta a destra, subito dopo quella sfasciata.

Edited by adrew
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Svarog

Io sono Svarog. E non preoccupatevi, andremo avanti io e Renard. Le armi sono inutili per noi. Mentre lo dico, il mio corpo inizia a cambiare. I miei arti diventano lunghi, quasi grotteschi mentre sulle mie mani compaiono artigli affilati. La mia testa muta e si deforma, sviluppando un grosso naso bulboso, mentre i miei denti si allungano, diventando zanne ancora più affilate. Da orco che ero, sono diventato una delle forme più letali che posso assumere. Un  Troll delle fogne. Aaah, ora mi sento decisamente più sicuro. Do' un' occhiata delusa al mio tumore, che sta annusando tranquillo in giro Renard, forse è meglio che assuma anche tu una forma più adatta. Un rapido colpo a mano aperta sulle ghiandole surrenali è sufficiente ad attivare il riflesso della trasformazione del mio famiglio. Il suo corpo si gonfia e muta, riempendosi di ormoni. Il pelo diventa più fitto e duro mentre la pelle si ricopre di escrescenze e scaglie di pelle morta. Le zanne si allungano in proporzione con il corpo, ormai grande come quello di un lupo.Ora va meglio. E adesso, vediamo un po' cosa c'è oltre quella porta. Mi avvicino cautamente alla porta di destra, tendendo le mie grandi orecchie e cercando di captare eventuali rumori prima di aprirla. 

Spoiler

Alter self in troll delle fogne, la trasformazione dura 3 ore. https://www.d20pfsrd.com/bestiary/monster-listings/humanoids/giants/troll/troll-sewer/ ricordati che gli artigli hanno portata. La volpe assume la battle form https://www.d20pfsrd.com/classes/core-classes/wizard/familiar/familiar-archetypes/mauler-familiar-archetype/  Io ho un magro -1 a percezione, la volpe un grasso +8

 

Edited by Theraimbownerd
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Valorn Lennox

La mia faccia durante la trasformazione di Svarog assume un espressione a metà tra il disgusto e lo stupore; cerco di restare calmo e di farmi coraggio "Ti prego fa che tutto questo sia solo una specie di incubo" pensò.

"Ehm...vedo che le soprese non mancano..." disse Valorn fissando Svarog. "Comunque anche io sarei più a mio agio con un'arma..ma se qui non abbiamo nulla del genere dovremmo andare avanti come ha affermato Liadrin." il suo sguardo si spostò sul ragazzo che era rimasto in disparte per tutto questo tempo.

"Ehi ragazzino" cercò di assumere un tono quanto più gentile "stiamo per andare avanti..ti unisci a noi?"

Detto questo Valorn si avviò lentamente verso la porta di destra

 

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Svarog, nella sua nuova forma mostruosa e Valorn escono dalla porta e iniziano a sguazzare nel corridoio. L'acqua e' gelida e vi pizzica leggermente la pelle, come tanti piccoli aghi. Arrivate nei pressi della porta in fondo al corridoio. Al di la' sentite piu' forte il rumore della pioggia. Credete che si tratti della porta che da' all'esterno.

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Jasmin

Provavo un immenso terrore ma rimanere lì a fare nulla non mi faceva bene. Quando quel tizio... Valorn, mi si era avvicinato non mi feci spaventare ma non proferii comunque parola, a causa della situazione avevo la gola secca.

Jasmin si alza e dopo aver fatto un rapido inchino con le mani congiunte a Valorn si sposta frettolosamente vicino a Svarog ed il suo famiglio, accucciandosi vicino a quest'ultimo

In quel momento, paradossalmente, la cosa che mi dava più tranquillità era quella creatura delle dimensioni di un cane. Non potei fare a meno di avvicinarmi ad esso per tentare di accarezzarlo, nascondendomi dietro al suo padrone che, altrettanto paradossalmente, faceva sembrare quello il posto più sicuro del mondo.

Jasmin prova ad accarezzare Renard mentre cerca di parlare con Svarog

"C... c... come h-h-hai f-fatt-t-to a c-c-creare questo c-c-cosetto?" In quel momento mi sembrava la cosa migliore provare a parlare con qualcuno, sicuramente non avrei raggiunto l'uscita piangendomi addosso e pregando. Pensai non fosse neanche il caso di cercare di capire se il "Renard" rispettasse le mie tanto amate leggi di vita e morte, pensai fosse meglio evitare di creare inamicizie.

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Liadrin

Seguo i due compagni che si avviano di fronte a me, verso il corridoio e la porta. Li guardo muoversi a fatica nell'acqua che copre il pavimento e, con un sospiro, mi tuffo alle loro calcagna.

"Cosa vedete? Cosa sentite?" sussurro loro mettendomi immediatamente dietro, quasi in prima linea. Sono curioso di sapere cosa possa esserci al di là di quella seconda porta...

 

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Svarog

Sorrido alla domanda  del mezzelfo. E' strano vedere qualcuno così gentile con Renard, specialmente quando è in forma da battaglia. Da parte sua il mio tumore sembra apprezzare la carezza ed emette un grugnito soddisfatto. L' ho creato io. Il tumore c'era già, dono di quei bastardi che mi avevano scambiato per una cavia da laboratorio ma sperimentando  con l' alchimia sono riuscito a dargli forma e volontà. L' intruglio  che ho usato per dargli vita era assolutamente disgustoso...ma ne è valsa la pena. Alla domanda della donna dorata invece mi faccio serio. Sento solo rumore di pioggia. Credo che questa porta dia all' esterno. Dicendo questo, do' una forte spallata alla porta, sperando di aprirla con la mia forza da troll.

Spoiler

se serve forza +5

 

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